UNIONE ATEI
(UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)

10/07/10 - Comunicato stampa del circolo UAAR di Verona (verona@uaar.it)

La reale entità dei finanziamenti pubblici alla Chiesa cattolica

Sarebbero 145 milioni di euro i contributi complessivamente ricevuti in un
anno dalla Chiesa cattolica di Verona da parte di regione, provincia e
comuni. Questa è la stima fatta dal circolo UAAR di Verona. "Noi abbiamo una
newsletter settimanale - dice Silvio Manzati, coordinatore del circolo -
nella quale diamo anche gli estremi di contributi decisi da deliberazioni
delle giunte comunali, provinciale e regionale. La nostra è una rassegna
molto parziale, fatta in base a notizie di stampa o a documenti rinvenuti
via internet." Si tratta di contributi dati alle strutture della chiesa
cattolica veronese o a organizzazioni o associazioni che da essa dipendono
con le più svariate motivazioni. In questi giorni il circolo ha fatto la
somma dei contributi documentati nel periodo luglio 2009/giugno 2010. Il
risultato è stato di 36.408.698 euro. Facendo l'ipotesi, minimale, d'aver
registrato un quarto dei contributi, risulta la stima di contributi
complessivi per 145.000.000. Una somma enorme se confrontata con quella che
riceve la diocesi di Verona dalla Cei quale quota parte dell'8 per mille:
circa 1.700.000 euro, secondo quanto pubblicato dal Bollettino ufficiale
della diocesi di Verona. Se in tutta Italia regioni, province e comuni
avessero la stessa generosità nei confronti delle relative diocesi, la
chiesa cattolica italiana riceverebbe attraverso questi canali pubblici
14.500.000 euro, cioè quattordici volte quanto le rende l'8 per mille. E' la
prima volta che in Italia viene fatta una stima di questo genere. Le singole
diocesi non forniscono i propri bilanci. Probabilmente, non redigono neppure
bilanci consolidati di tutte le proprie strutture , organizzazioni ed
associazioni. "E' strano - conclude Manzati - che in questo periodo di
restrizioni alla spesa pubblica nessuno parli di tutti questi contributi".

Comunicato stampa del circolo UAAR di Verona (verona@uaar.it)

 

L'UAAR, in collaborazione con Dedalo Edizioni e la rivista *Sapere*,
è lieta di presentare l'evento:


SINDONI A CONFRONTO - un'occasione per riflettere


VENERDI' 28 MAGGIO alle ore 17,30 presso la Sala S. Tosi della
Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19 (zona Trastevere).

Interverranno:

Luigi Garlaschelli, docente di Chimica Organica presso l'Università di Pavia
e socio CICAP (Comitato Italiano per il Controllo sulle Affermazioni sul
Paranormale) e realizzatore della cosiddetta "Seconda Sindone".

Vittorio Pesce Delfino, docente di Antropologia presso l'Università di Bari,
autore del libro *E l'uomo creò la Sindone* e realizzatore di un'ulteriore
riproduzione della Sindone.

La Sacra Sindone è l'immagine miracolosamente impressa del Cristo Risorto o
il prodotto dell'ingegno di un abile artista medievale?

Il telo risale effettivamente al XIV secolo, come risulta dall'analisi del
carbonio 14? Oppure è molto più antico, come sostengono gli autenticisti?

Tanti partecipano con fervore alla discussione da posizioni diverse.
Tuttavia, il confronto tra le due parti è raro e carente, specialmente in
ambito scientifico.

Per questo motivo, l'UAAR ha deciso di proporre un momento di confronto tra
credenti e non credenti, aperto a tutti, organizzando una conferenza in cui
i professori universitari che hanno cercato di dimostrare come sia possibile
produrre un telo simile alla Sindone di Torino sottoporranno le loro opere
all'esame degli autenticisti e di tutti coloro che sono interessati a capire
la storia di questo famosissimo tessuto.

Introduzione e moderazione a cura di Alessandra Maiorino

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Ed ecco la risposta dell' UAAR al ridicolo tentativo del Vaticano di crearsi una
Riserva Indiana di atei devoti ai suoi interessi e privilegi.

26/02/10 - Comunicato Stampa dell'UAAR

Il Vaticano crea la sua fondazione per atei e insulta la Uaar


Un'associazione folkloristica: ecco la Uaar secondo monsignor Gianfranco
Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, che ieri ha
annunciato la creazione di una fondazione aperta agli atei nel suo
dicastero, a cui la Uaar non è stata invitata. Al suo board il presidente
della Federazione umanista europea David Pollock ha scritto: «non troverà
nessuna associazione atea che pensa che la teologia debba avere dignità
scientifica».

«Evidentemente l'incredulità è un fenomeno che sta crescendo davvero
tanto, - commenta Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar - mentre
è meno evidente in che cosa la Uaar sarebbe folkloristica, viste le decine
di iniziative culturali che organizziamo in tutto il paese, a partire dal
Darwin day. A questo proposito non possiamo fare a meno di notare
l'evoluzione
della Chiesa cattolica: prima dava patenti di cristianità, poi è passata a
dare quelle di laicità e ora addirittura quelle di ateismo».

Il Cortile dei gentili (questo il nome della fondazione) sarebbe un
tentativo di creare una rete di persone agnostiche e atee che accettino il
dialogo alle condizioni imposte dalla Chiesa cattolica. Tra i suoi
obiettivi, lo studio della spiritualità dei senza Dio e quello di «aiutare
tutti ad uscire da una concezione povera del credere, far capire che la
teologia ha dignità scientifica e statuto epistemologico». Il primo invitato
di cui Ravasi ha fatto il nome è Julia Kristeva, autrice di Teresa, mon
amour. Santa Teresa d'Avila: l'estasi come un romanz
o.


Da Giovedì 11 a Giovedì 18 Febbraio 2010

La SETTIMANA ANTICONCORDATARIA a Roma.
A cura del Circolo di Roma dell'UAAR

GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO, ore 18.00: sede UAAR in via Ostiense 89
Darwin Day: Proiezione del documentario La minaccia creazionista (Belgio 2009), con saluto
da parte degli autori.

VENERDÌ 12 FEBBRAIO, ore 18.00: libreria Feltrinelli in via V.E. Orlando 81
Darwin Day: Presentazione del libro Umani da sei milioni di anni. Lʹevoluzione della nostra
specie, scritto da Gianfranco Biondi (docente di antropologia presso l’università de
L’Aquila) e Olga Rickards (docente di antropologia molecolare presso lʹUniversità di
Roma Tor Vergata). Saranno presenti gli autori. La serata sarà presentata da Silvia Bencivelli,
giornalista scientifica di RadioRai3.

SABATO 13 FEBBRAIO, ore 16.00-20.00: Campo de’ Fiori
Banchetto informativo UAAR. Sarà attivo un punto informazioni sull’ora alternativa.

DOMENICA 14 FEBBRAIO, ore 10.00-20.00: Campo de’ Fiori
Banchetto informativo UAAR. Sarà attivo un punto informazioni sull’ora alternativa.

LUNEDÌ 15 FEBBRAIO, ore 18.00: sede UAAR in via Ostiense 89
Incontro con Vera Pegna, rappresentante della Federazione Umanista Europea presso
l’OSCE, che interverrà sul tema La laicità del Trattato di Lisbona.

MARTEDÌ 16 FEBBRAIO, ore 15.00: sede UAAR in via Ostiense 89
Inaugurazione della Biblioteca UAAR, la prima italiana a contenuti laico-razionalisti. Sarò
altresì inaugurato lo Sportello dello sbattezzo.

MERCOLEDÌ 17 FEBBRAIO, ore 18.00: libreria Croce in cso Vittorio Emanuele II 156
Presentazione dei libri La santa casta della Chiesa e I peccati del Vaticano, scritti da Claudio
Rendina. Sarà presente l’autore. Presenterà la serata Raffaele Carcano, segretario nazionale
UAAR.

GIOVEDÌ 18 FEBBRAIO, ore 18.00: sede UAAR in via Ostiense 89
Incontro con Nicola Fiorita, docente di diritto ecclesiastico presso l’università di Firenze,
che interverrà sul tema La laicità dello Stato nellʹItalia contemporanea.

La Settimana Anticoncordataria è organizzata dal circolo UAAR di Roma.
Per informazioni:
telefono 06/5757611, fax 06/57103987,
e-mail roma@uaar.it.
Sede: via Ostiense 89, 00154 Roma (aperta dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 17.30.

 

20/09/09 - Dal sito www.uaar.it

""" Si è svolto ieri Liberi di non credere, primo meeting nazionale per un paese laico e civile. Hanno partecipato all’iniziativa circa 500 persone. Nei prossimi giorni saranno diffuse le immagini e i video della giornata: nel frattempo l’UAAR ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione. """

Questo il commento di una partecipante :

""" E' stato uno splendido meeting per gli interventi, l'organizzazione, la simpatia del socio toscano che ci ha allietato nell'intermezzo, l'affluenza al banchetto per l'acquisto di libri e magliette, la partecipazione di tutti ed il bellissimo filmato conclusivo sul 20 settembre. Voglio ringraziare Francesco (Coordinatore del Circolo di Roma) per la sua capacità di dividersi letteralmente in quattro, passando dalla presenza allo stand alla gestione telematica degli interventi di Odifreddi ed Hack, per poi tornare al banchetto per il rifornimento del materiale, nonchè per lo smontaggio al termine della manifestazione. Circa il successo del meeting non avevo comunque alcun dubbio, Francesco è una garanzia!
Saluti atei a tutti.
Elena
"""


19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE

primo meeting nazionale per un paese laico e civile


Atei e agnostici non credono nei miracoli. Per questo abbiamo deciso di darci voce da soli.
Nasce così il primo meeting nazionale per un paese laico e civile in cui non siano più calpestati i diritti civili dei non-credenti, organizzato a Roma nel pomeriggio di sabato 19 settembre dall'UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
Nonostante crescano costantemente di numero (in Italia un cittadino su sette non crede, superando i fedeli di tutte le confessioni di minoranza messe assieme) e nonostante a livello mondiale la loro diffusione vada di pari passo alla diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione e dei diritti civili in generale, nel nostro paese di atei e agnostici e delle loro istanze non si riesce a far parlare. Il meeting sarà l’occasione per dire cosa vogliamo.
Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti.
Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato.
Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose.
Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose.
Ciò che in particolare chiediamo spazia dall'avvio di un processo per il superare il Concordato, al riconoscimento delle unioni civili, all'aumento delle risorse pubbliche per la ricerca scientifica, al riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita, alla rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale, alla disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per matrimoni e funerali civili. E tante altre concrete richieste di diritti civili, descritte nella presentazione e nelle rivendicazioni del meeting.

PROGRAMMA DEL MEETING
ore 14:30 Ritrovo nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma (vedi come raggiungere il meeting)
Ore 15:00 Interventi sul palco di testimoni di piccole e grandi battaglie laiche
Ore 17:00 Interventi sul palco:
Omosessualità:  Franco Grillini
Pari opportunità: Laura Balbo, presidente onorario UAAR
Il diritto di essere scettici: Carlo Flamigni, presidente onorario UAAR
Bioetica: Valerio Pocar, presidente onorario UAAR
Ateismo ed etica laica: Margherita Hack, presidente onorario UAAR (videointerevento)
Ateismo: Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario UAAR (videointerevento)
Conclusioni: Raffaele Carcano (segretario UAAR)

A conclusione del meeting dalle ore 18,00 e fino alle 23:00, concerto gratuito aperto a tutti i cittadini per la commemorazione del XX SETTEMBRE e della BRECCIA DI PORTA PIA con:


- Paolo Ferrarini
- Just for Jam
- Banda Putiferio
- I RATTI DELLA SABINA

Durante la serata sonetti di Francesco Burroni e monologhi di Francesca Fornario

L'indomani, 20 Settembre dalle ore 9:30 deposizione di una corona alla cerimonia ufficiale presso la Breccia di Porta Pia in Corso Italia.

Per aderire alla manifestazione inviate una e-mail con oggetto “adesione” a: adesioni19settembre@uaar.it

UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti - www.uaar.it
Liberi di non credere

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Sede nazionale UAAR: via Ostiense 89, 00154 Roma.
Apertura: lunedì-venerdì dalle 15.00 alle 17.30
telefono: 06 5757611, fax: 06/57103987

 


21/08/09 - Comunicato stampa UAAR
http://www.uaar.it/news/2009/08/21/creazionisti-brescia-comunicato-stampa-uaar/

Brescia: al museo scientifico non c'è spazio per Darwin. Per i creazionisti sì

La sala del Museo di Storia naturale di Brescia, che non fu concessa dal Comune alla Uaar per il Darwin day di febbraio, è stata invece cortesemente accordata per un ciclo di conferenze creazioniste. L'associazione dei musei scientifici protesta ("un'iniziativa antiscientifica, antistorica e anticulturale"), l'assessore alla cultura minaccia querela. E il professor Telmo Pievani, che avrebbe dovuto tenere la sua lezione al Darwin day, chiede il perché di una tale disparità nel trattamento dei due conferenzieri. La Uaar si associa alla sua richiesta e insiste nell'avere una risposta da parte dell'assessore del PdL Andrea Arcai anche sulla grave discri-minazione che ha colpito gli atei bresciani.
L'assessore Arcai per adesso ha risposto solo a Giacomo Giacobini, professore di anatomia all'università di Torino e presidente dell'Associazione nazionale musei scientifici, che esprimeva il suo rammarico per un'iniziativa capace di danneggiare l'immagine del museo di scienze che "inevitabilmente interferisce con gli obiettivi scientifici del museo". Dopo aver minacciato di far chiudere il sito internet che riportava la vicenda (pikaia.eu), e di far uscire il museo bresciano dall'associazione nazionale di cui Giacobini è presidente, Arcai ha dato una risposta che l'Uaar non ritiene soddisfacente. E nemmeno il professor Pievani: uno dei maggiori esperti di evoluzionismo nel nostro paese, che si è visto negare l'accesso all'auditorium nel museo.
Perché a un conferenziere è stato concesso e all'altro no?




19 e 20 Settembre 2009 - Grandi iniziative laiche. Comunicato Stampa dell' UAAR

A settembre, 1° meeting nazionale dei non credenti. A ottobre, sbattezzo di massa

Atei e agnostici non credono nei miracoli. Per questo hanno deciso di darsi voce da sé. Nasce così il primo meeting nazionale dei non-credenti, organizzato per sabato 19 settembre a Roma. Visto che, nel nostro paese, dei non credenti e delle loro istanze non si riesce a far parlare, il meeting sarà l’occasione per chiedere l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti, e la garanzia della stessa visibilità e dello stesso rispetto, l’affermazione concreta della laicità dello Stato e la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose.

«Atei e agnostici, in Italia, sono un cittadino su sette. – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – E nel mondo sono circa un miliardo. L’aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni: una crescita che non è frutto dell’opera di missionari dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali». Per questo i non credenti sono tanto più numerosi quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. E viceversa.

Così, mentre quasi ovunque nel mondo occidentale la società e la politica hanno riconosciuto l’aumento del numero dei non credenti, in Italia si può venire censurati per aver detto, o scritto, che Dio non esiste. «È il momento di farsi sentire. – conclude Carcano – Abbiamo scelto il 19 settembre perché vigilia dell’anniversario della presa di Roma e della fine dello Stato Pontificio. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero Stato. Oggi, intendiamo impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea». E a ottobre, l’appuntamento è per la seconda Giornata nazionale dello sbattezzo: l’edizione 2008 vide più di mille italiani abbandonare, tutti insieme, la Chiesa cattolica.

Per adesioni al 1° Meeting nazionale dei non credenti: adesioni19settembre@uaar.it.
.
Il testo completo delle rivendicazioni della manifestazione è alla pagina
<http://www.uaar.it/uaar/19-settembre>http://www.uaar.it/uaar/19-settembre


27/10/08

Grande successo dello sbattezzo di massa: superata quota mille!

Milletrentadue persone in tutto il paese hanno inviato la loro richiesta di cancellazione degli effetti civili del battesimo, tutti insieme, sabato 25 ottobre, in occasione della prima giornata nazionale dello sbattezzo indetta dalla Uaar. Gli sbattezzandi, cioè, hanno spedito una raccomandata al parroco della parrocchia dove furono battezzati quando erano neonati, per affermare il proprio diritto di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica, secondo quanto stabilito nel 1999 dal Garante per la privacy.

«I mille sbattezzandi registrati dalla Uaar sono distribuiti in tutto il paese - spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar - ma in alcune città l’iniziativa ha riscosso un successo straordinario. A Bologna, per esempio, dove si è superata quota cento, e a Milano. Un’adesione particolarmente vivace si è registrata nei residenti di Cagliari, che nelle settimane scorse hanno ospitato il papa nella loro città». Eterogenee le caratteristiche degli sbattezzandi: hanno aderito anche intere famiglie.

In concomitanza della giornata dello sbattezzo, è stato presentato in anteprima il libro Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi (Sossella editore, 2008), di Raffaele Carcano e Adele Orioli (rispettivamente segretario e responsabile delle iniziative giuridiche della Uaar).


Venerdì 24 ottobre a Roma, alle ore 18,00 presso

la Libreria Bibli in Trastevere (Via dei Fienaroli, 28) :

CONFERENZA STAMPA PER IL LANCIO DELLA
GIORNATA DELLO SBATTEZZO

TUTTI GLI ADERENTI CHE NON HANNO ANCORA CONSEGNATO LA PROPRIA DOMANDA
AL CIRCOLO UAAR DI ROMA POTRANNO FARLO DIRETTAMENTE ALLA LIBRERIA

Ulteriori informazioni sul sito : www.uaar.it/roma

Sono più di quattrocento gli aderenti alla giornata dello sbattezzo, e il loro numero aumenta di ora in ora. Sabato prossimo, 25 ottobre, tutti insieme impugneranno carta e penna e scriveranno ai loro parroci una raccomandata in cui chiedono la cancellazione degli effetti civili del battesimo e quindi il riconoscimento del diritto, stabilito dal Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica. L’iniziativa sarà presentata il giorno prima, il 24 ottobre, alla libreria Bibli di Roma, alle ore 18.00. Saranno presenti alcuni dei primi sbattezzati, il primo scresimato, la bioeticista Chiara Lalli, la prima sbattezzata retroattiva, e Francesca Fornario, giornalista e autrice satirica, che illustrerà dieci ottime ragioni per sbattezzarsi.

«La data del 25 ottobre – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar – è stata scelta perché cinquantesimo anniversario della sentenza sul caso del vescovo di Prato che aveva denigrato pubblicamente due cittadini, rei di essersi sposati civilmente: il giudice lo assolse perché la coppia era battezzata e, pertanto, ancora “suddita” del suo vescovo». Tra gli aderenti all’iniziativa, si segnala una massiccia adesione da parte dei residenti di Cagliari, che nelle settimane scorse hanno avuto il piacere di ospitare il Santo Padre nella loro città.

Il 24 ottobre, alle ore 18.00, alla libreria Bibli di Trastevere a Roma, oltre al lancio dell’iniziativa sarà presentato il libro Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi (Sossella editore, 2008), di Raffaele Carcano e Adele Orioli (rispettivamente segretario e responsabile delle iniziative giuridiche della Uaar).


Tutte le informazioni sull’evento si trovano sul sito dell’Uaar: www.uaar.it.


20/09/08 - Comunicato Stampa dell' UAAR
Breccia di Porta Pia: celebrazioni revisioniste per il Comune di Roma


Era lì per ricordare l'annessione di Roma allo Stato italiano. Ma, invece di parlare dei nostri soldati morti per l'unità del paese, il consigliere comunale ha dedicato il suo intervento ai mercenari di Papa Pio IX. Così le celebrazioni del XX settembre di quest'anno si sono svolte all'insegna del revisionismo papalino, democratico e antiliberale, fino al completo oblio della storia del nostro paese. Ecco la denuncia dell'Uaar.

«Una delegazione della nostra associazione era presente alle commemorazioni – racconta Raffaele Carcano, segretario della Uaar – Ma si è impedito agli esponenti laici di prendere la parola, contravvenendo alla tradizione». Chi ha parlato, invece, è stato il generale Antonino Torre, delegato del sindaco alla memoria, che ha elencato, uno per uno, i soldati morti dall'altra parte, quella antiitaliana. E non ha fatto menzione all'unità del nostro Paese raggiunta il 20 settembre del 1870 grazie al sacrificio dei nostri bersaglieri. Molti i fischi del pubblico presente, ma a nessuno è stato permesso di parlare.

«A noi sembra che questa destra di governo dimostri ancora una volta di non essere in grado di leggere la storia riconoscendo chi aveva ragione e chi era nel torto – prosegue Carcano. Fino a dimenticarsi addirittura dell'Unità d'Italia». Va detto, conclude Carcano, «che nessuno degli altri oratori, di centro e di sinistra, si è sentito in dovere di prendere le distanze dal discorso di Torre. E che quest'anno nemmeno il Presidente della Repubblica ha inviato una corona di fiori a Porta Pia».


30/09/08 - Commento pescato nella mailing-list dell' UAAR

dal blog di Luigi Santambrogio, riportato su questa lista, leggo:
".....il 190 del Codice della strada che punisce con multe tutti coloro che intralciano il
traffico. Del resto, a tale codice la Chiesa si è da tempo adeguata. Da
quanti anni, infatti, non si fanno più processioni o cortei funebri per le
vie delle città? Non è forse per lo stesso articolino? O la regola vale solo
per i cattolici mentre gli islamici sono graziosamente esentati?
Conoscete qualche prete cattolico che abbia mai preteso di officiare la
santa messa a un semaforo o celebrare un battesimo sulle strisce pedonali?
Via, dare del razzista a chi vuole il marciapiede libero è davvero offendere
il comune senso del ridicolo."

non sono assolutamente esperto in viabilità urbana e sono estremamente felice che gli amici milanesi, anche importati, non debbano più fare arzigogolamenti tattici per non incrociare un qualche crocifisso seguito da moltitudine salmodiante. ma dove abito io, nella periferia dell'impero, esiste ancora la processione del corpus domini. durante questa processione ovviamente è proibito il transito di autoveicoli per il tragitto, lungo il quale è anche proibita, con rimozione, la sosta di veicoli negli spazi appositamente segnati e anche la sosta di veicoli negli spazi appositamente concessi agli handicappati. il tutto si svolge in un percorso in verità breve , che parte e ritorna nella cattedrale attraversando soltanto un paio di strade centrali. mi pare, ma non ne sono sicuro, che facciano anche una qualche processione per la settimana bianca. pardon, santa. non si dovrebbero dimenticare le decine, centinaia forse, di manifestazioni religiose che avvengono in giro per l'Italia, in verità penso di più al sud, isole comprese, per la maggior parte durante la settimana santa, dal giovedì sera al venerdì sera, con processioni di santi, patroni, madonne e crocefissi accompagnati talvolta da gente mascherata o autoflagellantesi o piangenti. viste le località dove avvengono ed il periodo di alcune di esse, sembra che nell'organizzazione partecipino anche i locali "Ufficio per il turismo". cosa non si farebbe per dare agli stranieri da noi ospiti l'idea di un paese all'avanguardia.
giuliano

p.s. come chicca , se non ricordo male, hanno inventato la chiesa gonfiabile per poter celebrare la messa nei luoghi affollati da bagnanti/turisti invertendo così l'usuale tragitto: invece che i credenti al cristo, il cristo ai credenti. e non.
forse si chiama " bagnasciuga"?
g.


4/07/08 - Il papa legge la Bibbia in TV. Comunicato dell' UAAR

I più anziani tra gli atei italiani ricordano con una certa nostalgia di quando Vittorio Gassmann leggeva il menù o gli ingredienti dei frollini sui canali Rai. Mentre oggi ricevono con disagio la notizia che il Papa leggerà la Bibbia in tivù. Lo ha annunciato oggi la Rai stessa, con un comunicato in cui dichiara di aver affidato a Josef Ratzinger la lettura del primo capitolo della Genesi, in onda il 5 ottobre nel tardo pomeriggio di Rai uno. La decisione viene dai vertici di Rai – Vaticano, una struttura dichiaratamente non laica, parte di un servizio pubblico, sulla cui legittimità la Uaar ha già presentato tempo fa un ricorso e torna oggi a porsi molte domande.
«Una struttura di questo tipo dovrebbe essere soppressa – dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar – tanto più che le altre confessioni non hanno spazi simili nelle reti di stato italiane, per non parlare degli atei». Inoltre, il primo capitolo della Genesi, sottolineano gli atei, avrebbe potuto essere affidato ai “fratelli maggiori” ebrei. Ma evidentemente l’obiettivo dell’iniziativa della nostra tivù di Stato non è solo la lettura ad alta voce di un testo storico e sacro a molte religioni.
La Rai, infatti, fa anche sapere che i successivi capitoli della Bibbia verranno affidati ad altri e per ultimo al cardinal Tarcisio Bertone. Gli atei italiani provano dunque a chiedere la lettura di altri testi, storici, perché no, o scientifici, letterari o anche religiosi, come il testo sacro dei Pastafariani, i seguaci del Flying spaghetti monsterism, certi che il servizio pubblico sarà lieto di avere l’occasione per promuovere l’ecumenismo e il dialogo attraverso i canali della tivù.


29/05/08 - Al papa le chiavi di Lecce, ma non la sua storia.
da Giacomo Grippa

Una delegazione di amministratori leccesi si è recata a Roma per il dono simbolico della chiave della città al papa, votato dal Consiglio, con l'astensione della consigliera Rita Quarta per la incongrua, smaccata strumentalizzazione.

La motivazione del dono: la solidarietà per l'offesa subita a gennaio dal papa all'università romana e la prossima visita, non a Lecce, ma a Leuca, dove si sperava nell'autorizzazione facile della costruzione di altro santuario, un teomostro per il lucroso turismo religioso.

Nella "lettera d'intenti" il sindaco "implora la particolare benedizione per la comunità che sin dagli albori della civiltà cristiana continua a coniugare la sua storia bimillenaria con quella della Chiesa".

L'altisonante implorazione, la promiscua formulazione per le due entità, clericalmente fuse, ci lascia perplessi, perchè vediamo porgere un omaggio, fuori città e in ritardo.

Ci preoccupa in più vedere un sindaco, esperto contabile, azzerare
la storia quadrimillenaria della Lecce messapica, magnogreca, romana, della eliminazione di pagani, streghe ed eretici, della parziale eliminazione dei privilegi agli ecclesiastici nel settecento, al libero respiro risorgimentale dell'ottocento.

Ci preoccupa infine la facilità dei viaggi.

Ieri nel Parlamento Europeo del primo cittadino e del consigliere Congedo, nel gruppo, dei "cantori di Ippocrate", in tutto ottanta (!) medici del Vito Fazzi per omaggiare l'addio da Bruxelles dell'0n. PoliBortone.

Oggi a Roma, del sindaco con lo stesso Congedo, il consigliere Colucci, il vicepresidente del Consiglio La Mosa e alcuni dipendenti, utili forse per reggere "la Chiave".

Ma sappiamo che su tutto questo, più che il papa, chiude un occhio il vescovo, anch'egli partecipe dell'evento.

Giacomo Grippa, Uaar, unione degli atei e degli agnostici razionalisti, circolo di Lecce

 

15/05/08 - Per arruffianarsi al papa milioni di Euro dalle nostre tasche.
Da Giacomo Grippa, UAAR - Circolo di Lecce.

Il giro delle visite papali per le province
italiane e il rilevante impiego di risorse per
attrezzare i siti,senza sfigurarli, abbellire i
percorsi ed allestire faraoniche strutture, non
sfuggono più a critiche.

Personalità cattoliche, autorevoli opinionisti,
dinnanzi ai gravi problemi della vita, suggeriscono
accoglienze più sobrie, per destinare le somme
economizzate a favore dei non garantiti e dei poveri
del pianeta.

Per l'avvenuta presenza del papa a Napoli si sono
fronteggiati ingenti costi; per la prossima del 17 a
Genova e Savona si spenderanno oltre 2 milioni di
euro; per la successiva del 13 e 14 giugno in Puglia
oltre 4 milioni di euro: 1 dalla Regione, un milione e
duecento dalla provincia di Lecce, un milione e mezzo
dal Governo nazionale, affidati al capo della
protezione civile, Bertolaso, perchè predisponga le
aree di atterraggio dell' elicottero militare, visto
che ai voli del papa provvede lo Stato.

Il prossimo viaggio "dell'anima" a settembre per Cagliari.
   
I consiglieri comunali del capoluogo salentino
ansimano nell'attesa, per raggiungere Leuca e
consegnargli le chiavi della città, da cui il papa
neanche passerà!

Occorrerà poi tener conto degli apporti del Comune
e Provincia di Brindisi, nonchè di quelli, tra
Galatina a Leuca, interessati dal corteo diplomatico.

Benedetto XVI si recherà prossimamente in Austria,
ove, senza sontuose accoglienze e oceaniche
mobilitazioni, sarà la chiesa locale ad accollarsi le
spese necessarie.

Ci sono altri costi che sopportano tanti enti
locali, assegnando contributi per agevolare la
partecipazione dei credenti agli incontri mondiali col
papa.

Il Comune di Massafra(Ta) , per esempio, erogò nel
2006 la somma di € 8.000 quale contributo per il
viaggio dei giovani al raduno mondiale a Colonia;
altro contributo è stato chiesto per quello a Sidney.

Sarà bene, per le storture della società dei
consumi e dell'immagine che le religioni già additano,
riconsiderare il fenomeno e ridimensionare il costo
delle mega-adunate di fedeli.

Sarà bene soprattutto che la Chiesa non si faccia
Stato e che lo Stato non si faccia Chiesa, e che
quest'ultima non continui a gravare sui contribuenti
con insostenibili privilegi.

Giacomo Grippa Uaar, unione degli atei e degli
agnostici razionalisti, circolo Lecce


21/04/08 - Il cardinal Bagnasco non entri a scuola: gli atei italiani solidali con Pieve Ligure

La Uaar appoggia e ringrazia i genitori degli alunni della scuola media di Pieve Ligure, che hanno protestato per la visita pastorale del cardinal Bagnasco in orario scolastico. La vicenda, riportata oggi dal Corriere della Sera, non ha sorpreso gli atei italiani: «è l’ennesima volta che succede. – spiega Raffale Carcano, segretario nazionale della Uaar – Per questo mettiamo in rete moduli come quello scaricato dalle mamme di Pieve Ligure, che, ci teniamo a ribadirlo, sono tutti legali e basati su leggi e sentenze».
La Uaar ha già in corso diverse iniziative legali su casi simili a quello balzato oggi alle cronache: la visita pastorale (lo ammettono le stesse gerarchie ecclesiastiche) è finalizzata all’evangelizzazione e ogni atto di culto nella scuole è espressamente vietato dalla legge, in seguito alle intese stipulate con le confessioni religiose di minoranza dopo la revisione del Concordato del 1984. E poi, precisa Adele Orioli, responsabile delle iniziative legali della Uaar, «ci sarebbe l’articolo 97 della Costituzione, a ricordare che la pubblica amministrazione deve essere imparziale».
«La cosa è quasi ovvia: – conclude Carcano – gli atei hanno tutto il diritto di protestare perché le visite pastorali nelle scuole non vanno fatte, sono illegali e anticostituzionali». Tant’è che alcune diocesi italiane consigliano di non effettuarle.
Tutte le informazioni sulle visita pastorali alle scuole si trovano alla pagina: www.uaar.it/laicita/visite_pastorali/.


12/04/08 - Laicità in salsa vaticana.
Da Giacomo Grippa, Coordinatore Cirdolo UAAR di Lecce

Continua la controffensiva culturale clericale per
fagogitare il valore anticonfessionale della laicità.

Dalla corrente, dilagante editoria clericale, di
seguito alcuni commenti al libro "Laicità cristiana",
ed. S.Paolo, €6
"...laico non può essere chi rifiuta il confronto
dialogico, nè chi, in nome di concezioni
relativistiche e scettiche, sostiene l'insindacabilità
degli stili di vita e l'incredibile relatività di
pensiero..."
"...a queste pretese si contrappone la laicità
cristiana, intesa come discussione essenziale di una
comunicazione capace di fondare la libertà e il
rispetto di tutti..."

Come si può rilevare l'alibi argomentare con cui
prima si svalorizza come laico l'interlocutore con
"concezioni relativistiche", per poi esaltare la
"laicità cristiana" che porterebbe a fondare "la
libertà e il rispetto di tutti".

ci troviamo difronte a scrizofenia o aperta
malafede? Ad entrambe"

Il secondo libro, riportato in oggetto, opera di
Goisis, Maglio e Marson propone un dibattito intorno
al la laicità diventato un "simbolo linguistico", da
ridefiniere come parola, principio e prassi.

Il dibattito si propone di parlare di laicità al
plurale, per evitare esclusioni con attenzione al
ruolo della dimensione religiosa nello scenario
pubblico; un ruolo che, secondo gli autori, i padri
concliliari rivolsero ai governanti con queste parole:
"La Chiesa forma per voi dei cittadini leali, amici
della pace sociale e del prograsso, vi offre la sua
amicizia, i suoi servizi, le sue energie spirituali e
morali".

La Chiesa si presenta come autorità primaria,
rispetto allo Stato, lo surroga nella sue funzioni, si
arroga il diritto di passargli i cittadini come suo
prodotto finito, naturalmente a suon di continui
finanziamenti e scandalosi privilegi!

Ultima cosa: il gioco "linguistico" deve rimanere
nello loro mani: dalla "sana laicità" alla "laicità al
plurale", per timore di porre il problema della loro
estraneità.

Gramsci proponeva di stare in guardia dalla
"insidia antropologica" della religione cattolica.
Oggi potremmo dire di neutralizzarne l'insidia
democratica, cioè laica.

Giacomo Grippa

 

5/04/08 - Da Giacomo Grippa

Don Enzo Greco, sessantenne, parroco a S. Caterina,
la marina di Nardò(Le), docente di religione ad
Erchie(BR) è stato rinviato a giudizio per violenza
sessuale ed atti osceni.

E' stato denunciato da un giovane maggiorenne,
all'epoca dei fatti pastore quindicenne, che il
sacerdote avrebbe più volte tentato, facendolo
assistere anche ad un rapporto con persona di colore.

La Puglia forse eccelle per religiosi e credenti, a
giudizio, condannati o denunciati per abusi o reati
d'ogni genere.

Per la prossima venuta del papa non è prevista una
sua azione di bonifica di tante vergogne, ma solo la
benedizione dei pellegrinaggi a san Giovanni Rotondo
alla riesposta salma di padre Pio, nonchè di fedeli e
politici a Brindisi e a Leuca, dove è stato presentato
un progetto di raddoppio del santuario con una
struttura ricettiva per 1500 fedeli turisti.

Normativa regionale permettendo.

Intanto la Regione per abbellire itinerari e
località ha destinato già un milione di euro, la
Provincia di Lecce un milione e duecento, oltre agli
impegni del Governo e dei Comuni che l'ospiteranno,
tanto alle spese del lauto viaggio provvede il laico
Stato.

Per la venuta del papa a Bari, nel 2005, per la
celebrazione della conferenza eucaristica furono
all'evento erogati dal Governo e dagli enti locali
oltre 7 miliardi e mezzo di lire.

Ricordare che per le erogazioni di contributi
pubblici è richiesto il rendiconto significa dar
credito ai forsennati laicisti.

Giacomo Grippa, Uaar, unione degli atei e degli
agnostici razionalisti, circolo Lecce


28/02/08 - Campgna Oneri dell' UAAR. Comunicato Stampa.

Un milione e quattrocentomila euro da parte del comune di Milano, ottocentomila euro da Firenze e ottocentomila da Bologna, solo in un anno. Sono i regali dei comuni italiani alle confessioni religiose: regali che gli atei italiani si preparano a censire e catalogare con un’azione capillare sul territorio italiano, per la creazione di una banca dati che renda chiara l’entità dell’appoggio economico delle istituzioni locali alle chiese.
«Invitiamo tutti i cittadini a richiedere al proprio comune di residenza le delibere di attribuzione degli oneri di urbanizzazione secondaria – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar – per poter così capire quanti sono i soldi pubblici che finiscono alle chiese, oltre a quelli dell’otto per mille. Sul nostro sito abbiamo messo a disposizione la domanda da presentare ai comuni e tutti i riferimenti di legge del caso». Sul sito della Uaar, inoltre, compaiono già i primi dati raccolti, che verranno aggiornati di volta in volta sulla base delle delazioni dei cittadini: «ci aspettiamo di ricevere informazioni da molti degli iscritti ai nostri circoli locali, che hanno già risposto con entusiasmo all’iniziativa» conclude Carcano.
I comuni italiani possono, per legge, stornare una parte dei propri fondi a vantaggio delle Opere relative a chiese ed edifici per servizi religiosi e delle Opere relative a centri civici e sociali e attrezzature culturali e sanitarie, dietro cui si annidano molte presenze confessionali: soldi che vengono sottratti, all’insaputa dei cittadini, alle iniziative di interesse pubblico. I comuni italiani possono farlo, ma non sono obbligati, come già stabilito da una sentenza del Tar. E non è dato sapere a quanto ammonti questo cortese regalo. La campagna Oneri della Uaar si propone proprio di quantificare, e denunciare, fino all’ultimo centesimo.
Le informazioni sulla campagna Oneri si trovano <http://www.uaar.it/uaar/campagne/oneri/>sul sito internet della Uaar.


Comunicato Stamoa dell ' UAAR del 08/02/08

Tornano i Darwin Day degli atei italiani. E tornano i fisici della Sapienza

Sono dedicati ai fisici della Sapienza i Darwin Day Uaar 2008, organizzati per il quinto anno consecutivo dalla Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti). Nei giorni in cui tutto il mondo ricorda con affetto il compleanno di Charles Darwin e i valori della scienza e del pensiero razionale, la Uaar promuove più di trenta eventi, incontri, dibattiti e conferenze, a partire da domani sabato 9 febbraio, da Treviso a Catania, da Imperia a Lecce, in alcune sedi in collaborazione con le librerie Feltrinelli.

Per finire, domenica 17, Carlo Bernardini, Carlo Cosmelli e Andrea Frova, tre fisici della Sapienza di Roma, racconteranno la loro versione dei fatti sulla mancata visita del Papa all'università. I fisici – atto secondo, si terrà all'Antica libreria Croce di corso Vittorio Emanue-le a Roma alle ore 18.00, a due passi da Campo dei Fiori, dove, esattamente 408 anni prima è stato bruciato Giordano Bruno con l'accusa di eresia: a moderare l'incontro sarà il direttore della rivista Le Scienze, Marco Cattaneo.

I Darwin Day Uaar 2008 festeggiano le 199 candeline di Charles Darwin, il padre dell'evoluzionismo: «all'inizio, nel 2003, – racconta Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - cominciammo con una sola tavola rotonda a Roma, poi siamo passati a otto eventi, poi piano piano abbiamo raggiunto e superato i venti. Quest'anno ne abbiamo in agenda almeno trentacinque, cosa che conferma la crescita dell'interesse intorno a iniziative che celebrino la ricerca scientifica razionale e libera da condizionamenti di qualsiasi tipo».
Il programma completo dei Darwin Day Uaar 2008 si trova su internet, alla pagina <http://www.uaar.it/uaar/darwin_day/2008/>http://www.uaar.it/uaar/darwin_day/2008/.
 

16/01/08 - LETTERA APERTA AD EZIO MAURO

Gentile Sig. Ezio Mauro

A seguito del suo articolo Un’idea malata uscito oggi
in prima pagina su REPUBBLICA, sento il dovere di fare
alcune considerazioni.
Lei ha sottolineato che sarebbe stata levata la parola
la papa e che addirittura si sarebbe persa
un’occasione di dialogo, arrivando addirittura a
parlare di “censura” e di “corto-circuito culturale”
di “rovesciamento dei ruoli” e di tutti quei bei
termini tanto cari alla stampa quando si tratta di
travisare la sostanza dei fatti.
Iniziamo con il chiarire una cosa : nessuno (e dico
nessuno) ha mai chiesto che il papa stesse zitto il 17
gennaio (meno che mai l’associazione che rappresento,
la quale vede moltiplicare i propri iscritti ogni qual
volta il sig. Ratzinger o i suoi colleghi aprono
bocca).
La protesta all’università di Roma è nata sul fatto
che qualcuno avesse invitato il papa (e non sul fatto
che il papa parlasse), e nessuno si è preoccupato di
analizzare le cause del suddetto dissenso.
Qualcuno dimentica che (oltre ad aver giustificato il
processo a Galileo) questo papa è il capo di uno stato
che non ha mai riconosciuto la Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo e non ha mai
sottoscritto la CEDU.
In qualità di rappresentante mondiale del
confessionalismo cattolico egli NON ha come
riferimento i principi comuni condivisi dalla maggior
parte del pianeta e sanciti dai suddetti documenti, ma
ne ha altri che vengono dalle cosiddette “sacre
scritture” e di conseguenza parla un proprio
personalissimo linguaggio che solo occasionalmente può
coincidere con quanto stabilito dal diritto civile.
Chi dimentica tutto questo fa finta di non notare
quanto il confessionalismo invada prepotentemente
tutti gli spazi pubblici imponendo i suoi sigilli su
ogni aspetto della vita civile e marcando il
territorio con crocifissi e visite pastorali (come se
questi elementi fossero un atto dovuto per uno stato
laico che non ha più una religione ufficiale).
Chi dimentica tutto questo fa anche finta di non
notare che ogni qualvolta le gerarchie della chiesa
invocano la libertà di parola sancita dai diritti
fondamentali lo fanno per negare quegli stessi diritti
a chi non fa parte della CCAR o a chi non segue i suoi
dettami.
Quanto evidenziato non è per imporre il silenzio al
papa (il quale, come abbiamo già detto, ha pieno
diritto di esprimersi) ma per sottolineare che su
questi presupposti non può esistere il dialogo che lei
ha invocato.
Laicità e confessionalismo sono due posizioni
antitetiche e inconciliabili : se c’è l’uno, non può
esserci l’altro.
Il confessionalismo ora in Italia è dominante e gli
effetti sono ben evidenti nella stampa, nei media ed
anche in articoli come il suo che alimentano il
vittimismo vaticano che si manifesta ogni qual volta
qualcuno ricorda che la libertà della chiesa finisce
dove inizia quella degli altri e che la libertà degli
altri non può essere interpretata come negazione della
libertà della chiesa.

Fa specie che nessuno abbia avuto lo scrupolo di
pensare che la mossa di rinunciare alla visita
all’università potesse anche essere stata studiata
apposta per generare una levata di scudi da parte
della stampa italiana in difesa del confessionalismo
dominante ed isolare non solo gli studenti ed i
docenti della Sapienza, ma tutte quelle organizzazioni
che sostengono tutti i giorni una battaglia nel nostro
paese contro la violazione dei diritti fondamentali e
contro la violazione del principio di laicità dello
stato e delle sue istituzioni.

Questo lei lo aveva considerato ?

Ringraziandola per la cortese attenzione, le porgo
distinti saluti

IL COORDINATORE DEL CIRCOLO UAAR DI ROMA
Francesco Saverio Paoletti

15/01/08 - Commento del Segretario dell' Unione Atei : """" Ha avuto più buon senso Benedetto XVI, rinunciando alla sua visita alla Sapienza, di coloro, come Veltroni e Mussi (per non parlare del rettore), che si erano accodati all’iniziativa senza nulla eccepire. La presenza di un’autorità ecclesiastica (anzi, del leader infallibile di una delle confessioni religiose più potenti al mondo) all’inaugurazione di un anno accademico era indubbiamente «incongrua», come l’hanno definita i docenti che avevano chiesto di annullarla. L’escamotage con cui era stata architettata la presenza del papa era già, di per sé, un buon motivo per dubitare dei contenuti culturali della sua visita: ma ciò non significa che si volesse tappare la bocca al papa!
Anzi, invitiamo il papa a tenerla ancora, la sua ‘lezione’, purché alla fine faccia come ogni buon professore, chiedendo ai presenti «se ci sono domande»: e di domande da fargli ce ne sarebbero veramente tante. Partendo magari da quella difesa del processo inquisitoriale contro Galileo che Ratzinger, già responsabile del Sant’Uffizio, farebbe meglio a smentire, se solo non collidesse con la sua pretesa infallibilità, ex cathedra o de facto che sia non cambia: pare che nessuno abbia più il coraggio o la possibilità di criticarlo.
Proprio per questo, l’UAAR esprime ancora una volta la propria solidarietà ai docenti della Sapienza che hanno saputo rompere questo muro d’omertà, che hanno saputo cogliere il pontefice in palese contraddizione con i fini istituzionali di uno spazio laico di cultura e scienza, quale sempre dovrebbe essere un’università. Alla base rimane la solita domanda: è possibile un confronto con chi si ritiene infallibile?
Anche in questa occasione il papa non ha avuto il coraggio di confrontarsi con i suoi contraddittori, per quanto fosse stato loro imposto di restarsene a debita distanza. Non è un caso che si sia addirittura cercato di impedire la manifestazione del dissenso: non è un caso che l’UAAR non sia stata nemmeno autorizzata a manifestare. Un’università passabilmente laica avrebbe quantomeno dovuto autorizzare l’organizzazione di eventi culturali contestuali all’intervento di Benedetto XVI: ci sarebbe piaciuto ascoltare una lezione di laicità mentre, nello stesso luogo e nello stesso momento, ma in un’aula più prestigiosa, l’ateneo trasmetteva un messaggio inequivocabilmente di parte. Tutto ciò non è stato possibile: forse per la malcelata intenzione di presentare i laici come vecchi tromboni e giovani bamboccioni esagitati.
Ci ha sfavorevolmente impressionato osservare, negli ultimi giorni, la crescente militarizzazione dell’ateneo. In un clima sempre più esasperato, e a costo di passare per gli ultimi mohicani dello stato di diritto, riteniamo che sia doveroso ribadire che l’Italia è uno stato laico e che ha una costituzione che contempla la libertà di espressione e il diritto di manifestare. Giovedì la democrazia sarebbe stata momentaneamente sospesa, dentro e intorno la Sapienza: oggi possiamo invece festeggiare una vittoria dell’Italia laica, quella che emerge vigorosa dai sondaggi ma che non riesce a farsi sentire nei palazzi del potere. Da questo punto di vista, non possiamo non riconoscere che il papa ha dimostrato di avere orecchie molto più sensibili di quelle dei leader della sinistra (?) italiana.""""
Raffaele Carcano

7/01/08 - Comunicato Stampa dell' Unione Atei sulla Legge 194

Rivedere la legge sull’aborto? Certo, ma per renderla più efficiente.

Hanno ragione Ferrara e Bagnasco: la legge 194 non è intoccabile e, anzi, andrebbe corretta. Ma solo per aggiornarla. Gli atei italiani, ribadendo il loro pieno disaccordo a ogni politica proibizionista sull’aborto, invitano a un dibattito sereno per rivedere i termini della legge 194: «è una legge di trenta anni fa – ricorda Raffaele Carcano, segretario della Uaar – e non si può non tenere conto che da allora sono cambiate diverse cose».

Quando la legge fu scritta, prosegue Carcano, non esisteva la pillola abortiva Ru 486 e non esistevano alternative all’intervento chirurgico. E poi non si poneva in modo drammatico il problema delle donne immigrate, spesso prive di un’informazione e di un sostegno adeguato. L’Uaar chiede che si tenga conto di tutto questo e chiede anche che si abolisca l’obiezione di coscienza per i medici che rifiutano: «l’obiezione aveva un senso nel 1978 per garantire i medici cattolici che erano in ruolo al momento dell’introduzione della legge - precisa Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche della Uaar. - Ma oggi è assurda quanto la protezione di un pacifista che volesse essere assunto dall’esercito». Senza contare che, dove abbondano gli obiettori, gli ospedali hanno difficoltà ad assicurare il servizio.

L’Uaar chiede altresì la piena attuazione del «diritto alla procreazione cosciente e responsabile», riconosciuto dalla legge, per cui occorre garantire la presenza capillare di consultori pubblici sul territorio italiano, assicurando un accesso sicuro alle giovanissime e alle donne straniere. Infine, chiede di rafforzare la prevenzione: «le politiche governative a favore della contraccezione sono insufficienti» - conclude Carcano - «e le ripetute segnalazioni di ospedali e farmacie che rifiutano la somministrazione della pillola del giorno dopo, senza che il ministero intervenga in alcun modo, sono indegne di un paese civile».

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