| LA PAGINA DI TIZIANA 2008 (tizianaficacci@hotmail.com) |
22/12/08 – Voglio dipingere di rosso la mia stanza/appena parti lo farò… E’ stato sgradevole il coro di no che si è levato da più parti - rigorosamente bipartisan - che ha accolto la proposta Brunetta sull’equiparazione tra uomini e donne dell’età della pensione. Proposta che, per quanto concerne i dipendenti del pubblico impiego, è atto dovuto dopo l’ennesimo richiamo dell’Europa. |
19/12/08 – Uguali agli altri Oggi arriva nelle sale cinematografiche italiane un film che in Francia ha incassato 7 milioni di € e che lì è diventato un caso di costume. Titolo originale Commes les autres che i distributori italiani hanno voluto ammorbidire traducendolo in Baby Love. Il film racconta la vicenda del pediatra Manu (Lambert Wilson) e dall’avvocato Philippe (Pascal Elbé) che hanno seri contrasti su come avere un bambino. Manu si finge singolo per avviare le pratiche per l’adozione (in Francia si può, a noi l’Europa ha dato un anno di tempo per adeguarci), ma gli assistenti sociali scoprono la bugia. Allora si rivolge a Fina (Pilar Lopez de Ayala), giovane argentina in cerca di lavoro e permesso di soggiorno. Manu decide di sposarla in cambio di un bambino. Non fa i conti con le geometrie del cuore: la giovane si innamora e una notte di sesso complica un po’ la situazione. Vincent Garenq, il regista, che ha presentato il film a Roma, durante la conferenza stampa ha ricordato che in Francia l’omosessualità ha smesso di essere reato solo nell’81 e che, grazie anche al riconoscimento delle unioni omosessuali (pacs) la società ha metabolizzato la questione, compresa l’omoparentalità. L’attore Lambert Wilson (Manu), bellissimo cinquantenne, ha ricordato che il Gabon il 17 dicembre ha presentato alle Nazioni Unite la proposta francese per la depenalizzazione universale dell’omosessualità, e sulla scandalosa dichiarazione vaticana dice “mi fa sorridere vedere quanto il Vaticano è lontano dai problemi dell’umanità. Ma sorrido molto meno se penso quanto queste idee retrograde possano pesare sulla vita delle persone in tanti Paesi del mondo. Non perdo la fiducia però: un papa reazionario come Ratzinger alla fine nuocerà soprattutto a se stesso. Fino a qualche anno fa era impensabile l’idea di un nero alla presidenza degli Stati Uniti, e invece è arrivato Obama. Che il papa lo voglia o meno, le mentalità cambiano e le società si adeguano”. Vedremo come sarà accolto questo film nelle sale italiane, ma per buon augurio vogliamo ricordare ai lettori di Nogod che 40 anni fa, il 19 dicembre 1968, in Italia veniva abolito il reato di adulterio. |
16/12/08 – Bella/che ci importa del mondo E’ colpa del sindaco se a Roma piove e l’acqua limacciosa del Tevere gonfio ci vieta l’aperitivo sui barconi? Forse non del tutto, ma è colpa dei governi che si susseguono se lo Stato italiano sta diventando uno Stato etico. Si parla di equiparare l’età delle pensioni a quella degli uomini e torme di donnette del governo, guarda caso per una volta appoggiate e sostenute, ricordano la primaria funzione riproduttiva della donna a scapito del lavoro. Del resto, non erano state la ministra della Gioventù (Meloni) e quella delle Pari opportunità (Carfagna) a proporre il rivoluzionario esperimento degli asili nido di caseggiato con una mamma a turno che si fa carico dei bambini delle altre? E non è della ministra dell’Istruzione (Gelmini) la faziosa idea di dimezzare l’orario scolastico delle scuole elementari affinché gli scolari possano stare più tempo con la mamma? E’ o non è la sottosegretaria alla Salute (Roccella) che si preoccupa che l’introduzione della pillola Ru lasci la donna ad espellere il feto in triste solitudine lontano dai confortevoli ospedali? Queste donne, ascari di maschi peggio di loro, hanno una idea delle loro congeneri e della famiglia ferma agli anni Cinquanta. Una visione arretrata della donna, della famiglia e una visione oscurantista sul sesso. Liberate le strade dalle mignotte per non turbare i bambini che la notte girano per le strade del vvizzio. Nel minimale piano anticrisi governativo, c’è una addizionale irpef del 25% sulla produzione e il commercio di materiale con scene di sesso esplicito. Senza tenere in nessun conto che registi e attori che lavorano in queste produzioni pagano già le tasse esattamente come chi scolpisce le statuine di padrepio. Ma il sesso no, il governo ha deciso che non va bene, e quindi si paga di più. E le produzioni italiane andranno all’estero a girare i porno, nessun salvataggio per i siffredi nostrani, mica sono alitalia. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
14/12/08 – Cambiare (donne) si deve Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
14/12/08 – Siamo troppi Parlare di sovrappopolazione spesso è sgradevole. Come è possibile che noi occidentali che abbiamo difficoltà e mille remore a tagliare le nostre emissioni nocive parliamo di tagliare i bambini? I luoghi del mondo dove la popolazione cresce più rapidamente non emettono ossido di carbonio e hanno tassi di consumo alimentare minime. Il divario con l’occidente è così alto che per essere responsabile di una quantità di emissioni di gas pari a quella di un qualunque cittadino italiano (il romano abitualmente emette gas mefitici anche in metropolitana) dovrebbe mettere al mondo 262 figli. Possiamo noi con la pancia piena e seduti nelle nostre case alla giusta temperatura in qualsiasi stagione, col frigorifero bello pieno e la macchina - magari un suv - sotto casa, dire di tagliare i bambini? I miliardi di persone che oggi praticamente non emettono gas, prima o poi si uniranno alle nostre abboffate, o almeno è quello che dovremmo augurargli se crediamo nella equa distribuzione della ricchezza. E le donne, devono continuare a somigliare a coniglie senza memoria di sé? |
10/12/08 – Born in the Usa |
8/12/08 – Quando dalla pazzia comincia ad affiorare un metodo è bene diffidarne. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
2/12/08 – Certamente non nel mio nome |
La Corte di Cassazione ha stabilito che i rom possono sfruttare i bambini servendosene per l’accattonaggio. Un italiano verrebbe punito per riduzione in schiavitù. La ragione addotta dalla Corte è che tra i rom la mendicità dei minori è una tradizione e quindi deve essere rispettata anche quando fa a pezzi la legge. Sul piano giuridico è un precedente pericoloso, perché accettare come fonte del diritto l’etnicità, spalanca le porte alla fine delle garanzie stabilite dalla Carta dei diritti dell’uomo e dalla nostra Costituzione per molti immigrati che qui risiedono. Porte aperte alla violazione dell’integrità del corpo, alla poligamia, all’omofobia, al matrimonio forzato. E’ uno strano concetto dello stato di diritto quello che nega ai più deboli, in questo caso ai piccoli rom, le garanzie costituzionali nel nome dell’abusata parola accoglienza quando sarebbe il caso di utilizzare il termine equità. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i COMMENTI |
Presepi per tutti gli scolari, parrocchie come se piovesse in tutta Roma. Così il sindaco Alemanno che, inaugurando l’ennesima parrocchia romana finanziata più che generosamente dalla Regione Lazio (centrosinistra), ha promesso che il Campidoglio farà di tutto per favorire la nascita di nuove chiese. Secondo il cattolicissimo sindaco, le parrocchie non sono solo luoghi di culto, ma hanno una funzione civica, di educazione e di lotta al degrado. Di più, nelle periferie sono un essenziale strumento di aggregazione sociale. Non solo chiacchiere però dal primo cittadino romano che ha promesso la concessione di terreni. A questo punto il presidente della Regione Marrazzo, sentendosi scavalcato sul terreno del leccaculismo clericale, ha rilanciato offrendo la sua collaborazione al sindaco, dichiarando che per lui la chiesa è stato un punto di riferimento. E il sindaco ha rilanciato: “ottima collaborazione col Vaticano”. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i COMMENTI |
30/11/08 – Riguardo alle cose umane non ridere, non piangere, non indignarsi, ma capire (Baruch Spinoza) I lettori di questo sito conoscono bene il nostro pensiero su quello che, con felice e sintetica espressione, chiamiamo menzogna globale. E’ però vero che avremmo gradito da parte dell’informazione nostrana una maggiore attenzione agli obiettivi che i terroristi di Mumbai hanno scelto. L’occidente sicuramente, quel che rimane – dopo la nostra colpevole disattenzione – dell’islamismo moderato e, ancora una volta gli ebrei. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
27/11/08 – Quand tu me prends dans tes bras/Tu me parles tout bas/ Je vois la vie en rose Mentre nel mondo si celebrava la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in Gran Bretagna è stata approvata la Forced Marriage Act per la quale chiunque obblighi qualcuno a sposarsi contro la sua volontà rischia due anni di prigione. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
19/11/08 - La Chiesa di Roma si è tanto arrovellata e tormentata attorno al silenzio di Pio XII sullo sterminio dei milioni di ebrei, che ora grida con tutta la potenza di cui dispone il suo anatema profetico contro il signor Beppino Englaro (Adriano Sofri, Piccola Posta) Pochi giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale, Pio XII, in un discorso tenuto il 2 giugno 1945, parlò della Chiesa come vittima del nazismo. Da vescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, futuro papa Giovanni Paolo II, nel 1971 propose di edificare una chiesa ad Auschwitz. Nel giugno del ’79, ormai papa, si recò nel campo di sterminio e disse con tono ieratico: “vengo e mi inginocchio su questo Golgota del mondo moderno”. Va ricordato ai lodatori e ai critici della menzogna globale che il Golgota è una collina sita a Gerusalemme dove Gesù l’ebreo venne crocifisso dando il via alla storia del cristianesimo. |
17/11/08 – Over the Rainbow Gus Van Sant – Oscar nel ‘98 per Will Hunting genio ribelle - è il regista di Milk, la biografia di Harvey Milk, il primo gay che ebbe una carica pubblica, consigliere comunale a San Francisco e che venne ucciso il 28 novembre 1978 diventando un eroe per milioni di americani. Sean Penn-Milk - interprete di Mystic River, Carlito’s Way, 21 grammi… - è in odore di Oscar per la sua eccellente trasformazione fisica e interiore. Fu Dan White, consigliere comunale, a uccidere Milk e il sindaco di San Francisco George Moscone. Milk, insieme al suo compagno Jack Lira aveva un negozio di fotografia a Castro Street, frequentato dal mondo letterario e artistico di San Francisco. Harvey si batteva per i diritti degli anziani, per l’assistenza sanitaria, per le minoranze. Una vita per tutti che con questo film, ricco di spezzoni del periodo e arie d’opera, ricorderà la sua figura. La colonna sonora del film è Tosca cantata da Maria Callas. Il film sarà da noi a fine gennaio distribuito dalla Bim. Gus Van Sant dice che la pellicola coprirà di vergogna quanti votando si alla Proposition 8 hanno detto no alle unioni omosessuali. |
14/11/08 – La separazione tra Stato e Chiesa è sancita nel primo emendamento (1791) Mentre il cuore del mondo si è aperto all’ottimismo di fronte alla elezione del presidente americano, il Vaticano non si emoziona ma teme di aver perso quella armonia speciale che aveva con Bush sulle “questioni della vita”. I cattolici americani che hanno votato Obama, hanno mostrato però di non essere succubi dei diktat della Chiesa, esacerbati probabilmente dalle scelte fondamentaliste di Bush che trasponevano in legge le perversioni della destra religiosa più conservatrice. Sarebbe bene che la Chiesa facesse un passo indietro e riflettesse sul fatto che i cattolici non condividono i desiderata delle gerarchie ecclesiastiche.
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11/11/08 - San Pasquale di Baylonne/protettore delle donne/fateme trovà un marito/bianco rosso e colorito/come voi tale e quale/o glorioso San Pasquale. “Basta polemiche unilaterali, Pio XII è stato un «eccezionale dono» per la Chiesa. Papa Ratzinger tronca d'autorità la discussione sul controverso atteggiamento di Pacelli durante la stagione del nazismo”. Così Repubblica rilancia il tema della beatificazione di papa Pacelli, da settimane ormai al centro di un acceso dibattito, che domina sulle pagine dei principali quotidiani. L’occasione è l’intervento di Benedetto XVI a un congresso sul magistero di Pacelli, ripreso anche dagli altri quotidiani, che secondo Repubblica segnala “un'inarrestabile escalation di Ratzinger verso la beatificazione di Pio XII”. “In Curia – scrive Marco Politi - è forte il partito di coloro che si dichiarano «irritati per le intromissioni» provenienti dall'ebraismo e sostengono che bisogna smettere di essere «sotto ricatto» da parte di personalità in Israele e fuori, che rimproverano continuamente alla Santa Sede il suo comportamento durante la Shoah. Sono frasi testuali, che si colgono negli ambienti di Oltretevere, anche se off record”. Immediata la reazione di alcuni esponenti del mondo ebraico. Tullia Zevi, già presidente dell’Ucei, intervistata sempre su Repubblica da Orazio La Rocca non condivide affatto “il nuovo entusiastico giudizio che Benedetto XVI ha espresso ieri su papa Pacelli”. Il problema, sottolinea Zevi, non è se parrocchie o conventi abbiano o meno dato aiuto agli ebrei. “Qui stiamo parlando dello sterminio di 6 milioni di innocenti in difesa dei quali nessuno si espose. A partire dal Papa che purtroppo non parlò pubblicamente al momento delle deportazioni”. Decisamente caustico il commento del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni che in un’intervista alla Stampa alla domanda “Pio XII è stato «un dono di Dio» come dice il Papa?” ribatte “Sicuramente non lo è stato per il popolo ebraico. Non bisogna nominare il nome di Dio invano”. “A me sembra – prosegue - che in tutta la questione Pacelli di unilaterale, per usare le parole di Benedetto XVI, ci sia solo la campagna condotta dalla Chiesa per riscrivere il profilo storico di Pio XII”. I fatti, sottolinea rav Di Segni, richiederebbero però “ben altra prudenza”. “Per esempio – dice - dopo il rastrellamento degli ebrei al ghetto di Roma, il treno dei deportati è stato fermo alla stazione Tiburtina senza che Pio XII spendesse una sola parola per bloccarlo e non farlo partire verso i lager”. Per il rabbino Di Segni la questione della beatificazione di Pio XII va comunque fatta rientrare in una prospettiva più ampia e tutta interna alla Chiesa. «E' in pieno svolgimento nella Chiesa uno scontro molto duro tra fazioni, proprio attorno alla figura di Pacelli. La parte della Curia più vicina al Papa sta utilizzando le polemiche su Pio XII per un disegno apologetico globale, cioè per arrivare ad una totale autoassoluzione della Chiesa. In pratica, si vuole sbandierare al mondo che la Chiesa è infallibile, ha sempre ragione e non c'è nulla nella storia ecclesiastica che richieda un mea culpa”. Sullo stesso argomento, sul Corriere un’intervista di Lorenzo Cremonesi ad Avraham Burg, ex deputato, autore del saggio “Sconfiggere Hitler” da poco edito anche in Italia. Da israeliano e laico Burg ritiene la beatificazione una questione che riguarda esclusivamente il mondo cattolico ma che non potrà non influire sui rapporti interreligiosi. Tiziana Ficacci, www.nogod.it - Qui i vostri COMMENTI |
7/11/08 – Walter è pronto a costituire la corrente obamiana nel Pd. Con tutti dentro, s’intende (battuta che circola nel quartier generale dei democratici italiani) Lei sa che Obama si chiama anche Hussein, come il martire dello sciismo? Sì, li leggo i giornali. E so anche la gaffe che ha fatto dicendosi musulmano e poi smentendolo. Obama non si sa cos’è. Se è cristiano, musulmano. Boh. (il giornalista chiede e Gasparri risponde) La costante della storia americana è l’intreccio del rapporto tra politica e razza. Il periodo che anticipò la guerra civile si sviluppò nel rapporto tra potere e schiavitù. Il governo federale aveva lasciato agli Stati l’abolizione della schiavitù, che divenne il nodo intorno al quale si combatté la guerra di potere tra governo federale e Stati. Successivamente gli Stati Uniti vissero la crisi postbellica che si sviluppò dopo la guerra civile; è il periodo della Ricostruzione che vide l’accordo tra i bianchi del Sud che votarono al Congresso per un massiccio piano di incremento delle infrastrutture nel Nord del paese, mentre i bianchi del Nord appoggiarono le leggi segregazioniste al Sud, condannando i neri ad un secolo di vessazioni. Ci fu poi la lunga fase della Grande Depressione, seguita da un periodo di stasi fino ad arrivare agli anni ’60 che videro la nascita dei movimenti per i diritti civili. |
6/11/08 – I finocchi a Botteghe Oscure non ce li voglio disse Giancarlo Pajetta al Pci che civettava con froci e puttane per aver ricevuto una delegazione di omosessuali capeggiata da Grillini nell’85 Sorprende indigna e offende la tardiva accusa, con conseguente ridicolo processo, che alcuni deputati del Pd capeggiati da Anna Paola Concia, già portavoce insieme ad Andrea Benedino del coordinamento omosessuali dei Ds, ha lanciato contro l’ennesima animalata della deputata Paola Binetti. Questi laboriosi deputati sembrano aver dimenticato che Binetti già nel marzo 2007 nel corso di Tetris (su la7) sentenziò “l’omosessualità è una devianza e i gay sono malati bisognosi di psicoterapia”. E che nel dicembre del 2007 al Corriere della Sera dichiarò “Dolce e Gabbana, Valentino hanno una sensibilità tutta femminile e un pragmatismo tutto maschile”. Per arrivare alla dichiarazione ultima, sempre al Corriere, per cui “tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile”. A carico di Binetti anche un voto di sfiducia al governo Prodi. Con questo curriculum la signora è stata scelta dai capi del frankPdstein a far parte del parlamento. Bene sarebbe che nel momento della nomina la cupola dei partiti usasse la formula del “si parli ora o si taccia per sempre”. Perché sembra chiaro che se i partiti scelgono i loro onorevoli costringendo i cittadini a barrare un simbolo (anche dopo farsesche primarie), sono responsabili delle azioni degli stessi. E’ abbastanza evidente che la questione omosessuale è una di quelle particolarmente indigeste alla cultura del Pd (che giova ricordare è l’unione della vecchia Dc e del vecchio Pci), se si è liquidata la questione con termini quali esagerazioni o ognuno la pensa come crede in questo grande partito. E come sembrano testimoniare le parole del deputato Luigi teodem Bobba che racconta che quella di Binetti “è una prospettiva scientifica”. E come dice il deputato Andrea Sarubbi, che in molti ricordano conduttore del programma A sua immagine (che su Rai1 la domenica accompagna alla benedizione del santopadre), “il problema a livello di vertice non esiste, è la base che ha difficoltà a capire le posizioni di Paola”. Quanto ad Anna Paola Concia che pensava di avere tante frecce al suo arco e che dopo i belati di Veltroni ha riposto velocemente la sua arma nella faretra, prendesse atto di essere un numeretto che serve per qualche voto e non sollevi più polveroni inutili. |
3/11/08 – Il primo compito delle persone intelligenti è ristabilire ciò che è ovvio (G.Orwell) Chissà se il capo del Pd Walter Veltroni si è ripreso dalla sbornia della bella e disperata piazza stracolma del Circo Massimo. Certamente le parole di Emma Bonino durante il congresso dei Radicali dovrebbero quanto meno avergli dato una sveglia. Emma, vicepresidente del Senato, ha ridicolizzato interamente la linea veltroniana. Intanto stigmatizzando la sua assenza e quella dei leader “fighi” sostituiti dal poco significativo Paolo Fontanelli, e criticando il suo scarso impegno per evitare le elezioni anticipate dello scorso aprile “era meglio durare con un governo impopolare che aveva in sé i germi per produrre del buono nel Paese, piuttosto che consegnarlo armi e bagagli a ciò che c’è oggi”. E ha proseguito demolendo la risibile posizione tenuta sulla scuola e il maldestro tentativo di impossessarsi delle proteste studentesche “ci avete sempre detto che i referendum si fanno sulle grandi questioni di principio. E ora su cosa lo facciamo, sul grembiule? Noi saremo anche i referendari della prima ora, ma almeno l’abc voi potete studiarlo. Le materie finanziarie sono precluse”. E ancora schiaffi sulla questione della vigilanza rai “ci siamo battuti per la convocazione a oltranza e mi sento dire che i deputati Pd non vengono perché non c’è l’accordo con la maggioranza” . Non sono mancati gli auguri a Giulia Innocenzi, candidata radicale alle primarie per il leader dei giovani Pd “vinci, Giulia, e il giorno dopo sciogli la sezione giovanile, basta con queste arcaiche strutture di partito”. |
28/10/08 – Alla sbarra i diritti delle donne Tre donne irlandesi che non hanno avuto la possibilità di abortire nel loro paese, dove l’interruzione volontaria della gravidanza è consentita solo nel caso di pericolo della vita della madre, sentendo violato il loro diritto hanno denunciato il fatto alla Corte europea denunciando il movimento pro-life locale. |
20/10/08 – Che tu sia per me il coltello Dopo un breve soggiorno in Italia, si ha l’impressione che, da un lato, esista nel Paese un fronte molto attivo nella rivalutazione di Pio XII e che certi modi di fare e di pensare fascisti stiano riguadagnando popolarità e legittimità. Nonostante alcune voci più caute o anche coraggiose. …sembrano fortemente in regresso la matrice anticlericale e quella antifascista. Per gli ebrei in Italia sembra aprirsi una nuova stagione in cui si dovrà spiegare, negoziare, protestare, e se necessario, difendersi. (Sergio Della Pergola, demografo israeliano) La beatificazione di Pio XII è bloccata perché Benedetto XVI non vuole inasprire i rapporti con gli ebrei, ma nello stesso tempo il papa non va in “Terrasanta” fintanto che non verrà rimossa dal museo Yad Vashem la didascalia* sotto la foto di Pio XII con un “duro” commento sui suoi silenzi. Francamente sembra difficile credere che il papa sia così interessato al pensiero ebraico (che peraltro non è spiritualmente coinvolto con beati o santi), specie dopo la stupefacente santificazione della sfortunata Edith Stein (ebrea convertita ma che volle riunirsi al suo popolo nel momento del dolore e per questo deportata e uccisa) ad opera del suo predecessore. Il portavoce del ministero degli Esteri Yossi Levy si è affrettato a dire che una visita del papa in Israele sarebbe molto gradita ma che non si possono chiudere gli occhi su una questione aperta e dolorosa fintanto che non saranno aperti gli archivi del Vaticano. * Didascalia - Nel 1933, quando era Segretario di Stato, si spese per il Concordato con il regime tedesco per proteggere gli interessi della Chiesa in Germania, anche se questo significava riconoscere il regime razzista dei nazisti. Eletto papa nel 1939, mise da parte una lettera contro l’antisemitismo e il razzismo preparata dal suo predecessore. Anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano, non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942, non si associò alla condanna espressa dagli Alleati per l’uccisione degli ebrei. Quando vennero deportati da Roma ad Auschwitz, Pio XII non intervenne. |
16/10/08 – Per non sprofondare nella melassa Oggi il sindaco Alemanno ricorderà il rastrellamento del 16 ottobre del ’43, quando i tedeschi circondarono il ghetto di Roma. 1259 gli arrestati tradotti a Birkenau-Auschwitz. Ritornarono alla vita 15 uomini e una donna. Tiziana Ficacci,www.nogod.it |
15/10/08 – Le razze non esistono ma i razzisti sì Anche al cuore più indurito si inumidisce il ciglio ricordando la vicenda di Rose Parks, la coraggiosa americana che non volle cedere il suo posto sull’autobus provocando la rivolta di Montgomery guidata da Martin Luther King. Cuore nerissimo hanno mostrato gli italiani davanti all’ultimo caso di una lunga serie - archiviato con la parolina magica “bullismo” - verificatosi a Varese dove una ragazzina marocchina è stata costretta a cedere il posto a suon di botte da parte di cinque coetanee. |
13/10/08 – Ritratto di (signor) sindaco Klaus Wowereit è sindaco di Berlino, città dove è nato, dal 2001. E’ dell’ala sinistra dell’SPD e molti osservatori prevedono che potrebbe essere presto primo ministro, specie se il prossimo anno l’attuale ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier (SPD) dovesse perdere le elezioni dell’anno prossimo contro Angela Merkel. Per i Ritratti di Signora guarda qui http://www.liberelaiche.it/donne_in_gamba.html |
29/9/08 – … un sindaco che a Nathan preferisce il Marchese del Grillo, per la gioia delle vedove di Pio IX e dei residui del califfato pontificio in abiti da zuavo (A. Giuli, v.direttore Il Foglio) A distanza di una settimana è ancora difficile comprendere il silenzio assenso di Alemanno sulla commemorazione dei soldati pontifici uccisi a Porta Pia dai bersaglieri liberatori di Roma ad opera del suo delegato alla memoria della città. Nessuno nega che sia permesso al sindaco di coltivare una convinzione cattolica tanto forte, ma un Paese serio non dovrebbe ignorare le conseguenze politiche dell’identificazione che il sindaco fa tra Roma e il Vaticano. Dal suo insediamento è stato un continuo correre dietro alle sottane dei preti. Lo ricordiamo alla prima uscita a Santa Maria Maggiore scodinzolante davanti a Benedetto XVI col quale ha preso l’impegno di compiere ciò che il suo predecessore non ha ardito, cioè intitolare tutta la Stazione Termini al papa Giovanni Paolo II. E’ stato guest star al meeting di Comunione e Liberazione, ha portato il saluto della città ad un numero esagerato di parrocchie. E non possiamo dimenticare che è stato il mecenate dell’affluente parroco romano arrestato per pedofilia. vedi anche: 10/9/08 – Tutto non si può esporre; 25/8/08 Come è un sindaco di destra?; 22/06/08 Che bruci la città; 26/5/08 Se Roma ritorna cupa; 30/4/08 Dopo il terremoto |
25/9/08 – “Che te magni?” “Pane” “Che ci metti dentro?” “Fantasia, marescia’” Bill Schneider, uno dei più influenti analisti politici Usa, dice che probabilmente Obama sarà presidente degli americani per un pugno di voti. E indica le sue principali difficoltà nella razza e nell’elitismo. Schneider elenca alcuni stati, Pennsylvania, Ohio, West Virginia, Tennessee, dove vive la classe lavoratrice bianca che ha votato Clinton e che, forse, ha qualche problema con il colore, e sicuramente ha la percezione che il senatore dell’Illinois appartenga all’elite, quella classe di persone che viene chiamata con un certo disprezzo “limousine liberal”. Noi continuiamo a fare il tifo per Barack Obama, ma ci sorge la domanda: anche il democratico casereccio, il Walter de noantri, sarà percepito elitario? Sicuramente la goffa spiegazione che ha dato del suo legittimo acquisto immobiliare a Manhattan, è roba da far arricciare i capelli. Dice il nostro: “ho ragionato allo stesso modo di tante famiglie italiane sul vantaggioso rapporto €-$”. In effetti sulla odorosa metro B la mattina gli sciccosi statali col gessato e il financial times sotto il braccio si scambiano le notizie sul mattone, e le eleganti badanti ucraine si confrontano sugli indici di borsa con le colf rumene. Speriamo che il leader dell’opposizione non usi questo campione di famiglie che frequenta lui per misurare le politiche che intende adottare per l’autunno. Certo è che la lettera scritta a Berlusconi per i consigli sulla “compagnia asino che vola” non sono sembrati particolarmente brillanti, e soprattutto niente hanno detto di un sindacato castale, corporativo, antidiluviano che cura solo gli interessi dei garantiti. E noi fessi che ci aspettavamo una opposizione incisiva e piena di metodo… |
22/9/08 – Parole e silenzi nei sacri palazzi Giovedì scorso il papa ha ricevuto la Conferenza episcopale del Paraguay, paese che dal 15 agosto scorso ha come presidente l’ex vescovo Ferdinando Lugo. Il papa non lo ha mai nominato continuando nella linea già sperimentata quando venne comunicata la riduzione di Lugo allo stato laicale con un breve comunicato pubblicato dall’Osservatore Romano. |
20/9/08 - A morte l’apostata. Per legge Il Parlamento iraniano ha approvato un disegno di legge che decreta la morte per gli apostati, cioè quelli che abbandonano l’islam per un’altra fede, con 106 voti a favore e 7 contrari. L’Unione europea aveva chiesto in maniera ufficiale a Teheran di abbandonare il progetto di legge che, per la prima volta, introduce nel codice penale la sentenza capitale per il reato di apostasia. L’Istituto sulle politiche religiose e pubbliche di Washington, per primo ha reso nota l’iniziativa riferendo che il disegno di legge stabilisce la morte per l’apostata uomo, il carcere per l’apostata donna. La legge cataloga due tipi di apostasia: innata e parentale. Alla prima categoria appartengono i musulmani figli di musulmani e in questo caso la punizione è la morte; nel secondo caso il musulmano ha genitori di altra fede, si converte all’islam e poi si pente, la punizione è sempre la morte anche se avrà la possibilità di avere qualche giorno per ritornare sulla sua decisione. |
13/9/08 – Buon compleanno Califfo Domenica pomeriggio Franco Califano per festeggiare i suoi 70 anni dedicherà un concerto gratuito ai romani. Durante la conferenza stampa di presentazione ha ringraziato il fasciosindaco per l’allestimento dello spettacolo in piazza Navona che mai Veltroni, dice il Califfo, gli avrebbe messo a disposizione. Perché lui, prosegue, è stato sempre inviso alla sinistra dei cantautori. E’ probabile che qualche ragione l’abbia, è così difficile stare appresso a tutte le snobberie cretine della sinistra. Certamente trash, politicamente scorretto, spesso volgare, chissà con che gusto osserverà “quei” cantautori imbolsiti e imborghesiti. Romano di adozione, assurdamente tifoso dell’Inter però, si merita la bella piazza Navona. Franco Califano, CALISUTRA , Castelvecchi, € 20 Nato a Tripoli da una famiglia così così, presto finisce in un collegio, poi si trasferisce a Roma, al Trionfale, un quartiere che secondo lui segna il suo destino. A 9 anni è iniziato al sesso dalla madre del suo compagno, una 32enne “che faceva di tutto per rimanere con me”. E’ giovane a metà degli anni ‘50 e sul campo si conquista l’appellativo di Califfo perché le donne sono tutte sue. “Ero una macchina, potevo fidanzarmi con 4 o 5 alla volta senza farmi scoprire”. A 17 anni frequenta casini, ma povero come è viene adottato da alcune prostitute che finiscono col pagarlo “ero come una vacanza, me se magnavano”. La fama da play boy acquisita nel periodo della Dolce Vita gli porta il lavoro nei fotoromanzi, laureandosi nel paraculo che porta via le mogli ai mariti. Edoardo Vianello (Watussi, Abbronzatissima) gli chiede di scrivere delle canzoni per lui. Va a Milano e scrive E la chiamano estate per Bruno Martino. Lì la sua vita sessuale raggiunge il climax: “se aprivo l’elenco telefonico di Milano, nella fascia 20/35 era difficile che ci fosse qualcuna che non mi fossi portato a letto.” E soprattutto traccia la differenza fra le milanesi e le romane “se bussi al culo di una ragazza di Milano, dopo qualche resistenza ti fa entrare e che sarà mai? Per qualche cm… di distanza. Se ci provi con una romana, invece, il culo te lo devi fare te”. Tra i trofei del Califfo anche una suora della clinica Mater Dei “perse la testa per me, preferiva l’uccello della libertà alla colomba della pace”. Nel ’72 è arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti. Dieci anni dopo è imputato nel maxi processo contro la camorra di Raffaele Cutolo . Sconta due anni e per intercessione di Craxi, presidente del Consiglio in quel momento, ottiene i domiciliari. E’ orgoglioso della laurea honoris causa in Filosofia alla NY University per il testo di Tutto il resto è noia. Il Califfo scrive “regola n.1: lo scopo primo e ultimo del sesso, è senza dubbio, la ricerca del piacere della donna… regola 2: mai schiavi”. |
12/9/08 – La libertà consiste nella libertà di dire che 2+2 fa 4. Se è concessa questa, ne seguono tutte le altre (G.Orwell,1484) Non ce l’ha fatta il ministro Carfagna ad essere ragionevole e ha portato il suo disegno di legge “misure contro la prostituzione” al Consiglio dei ministri che ha approvato in un fiat la misura che rende illegale la prostituzione stradale. Un provvedimento che turba non solo perché porta in carcere dei criminali senza crimine (sono previste sanzioni pecuniarie e fino a 15 giorni di carcere), ma anche perché lo Stato ha superato una soglia privatissima della nostra vita. E’ senz’altro vero che tornando a casa la sera vedere signorine seminude in viale Giotto può dare un senso di insicurezza, di leggero turbamento, di fastidio al guidatore incerto. Ed è vero che la casa si svaluta un po’ se il giardinetto antistante è il luogo del commercio. Ma il disegno Carfagna appare confuso e incerto sulle norme che riguardano lo sfruttamento (anche minorile) della prostituzione, e non offre nessuna soluzione migliorativa ad un mercato che, evidentemente, ha domanda. Forse sarebbe stato meglio provare a realizzare un quartiere a luci rosse, magari chiamandolo quartiere del tempo libero, del divertimento, del relax. Probabilmente è difficile trovare consenso su queste modalità per l’evidente normalizzazione del sesso mercenario che queste soluzioni (si pensi alle vetrine di Amsterdam) comportano. Il decreto Carfagna è, di fatto, una norma che nasconde la polvere sotto il tappeto, una misura moralista che, nonostante quel che dice il ministro, non da nessun tipo di aiuto alle sfruttate che nel chiuso sono invisibili anche alle forze dell’ordine. Lascia basiti che mentre il pil non cresce e i ministri rileggono la storia, il governo dello statista metta in carcere le mignotte. |
10/9/08 – Tutto non si può esporre. Entrate e troverete Rivedere i giudizi sul fascismo, fare distinguo tra totalitarismo e dittatura, tra pre leggi razziali e post leggi razziali, tra fascismo e Rsi… tutto interessante. Il dibattito storiografico non va in prescrizione, purché si ricordi che il giudizio della storia è stato emesso. Bando ai tabù quindi, ma fare come il sindaco dei romani, che ha scelto Gerusalemme, anzi meglio, il viale dei Giusti fra le Nazioni che porta allo Yad Vashem, per la riabilitazione morale del fascismo è sembrato francamente un po’ troppo (tanto da congelare anche la commissione Amato). Senza voler mancare di rispetto ai tanti romani che lo hanno eletto alla guida della città, ci sia consentito di esprimere qualche riserva sulla lucidità del sindaco. Prendiamo ad esempio quella che è diventata una questione nazionale, cioè il the horror parking Pincio show. Da capo dell’opposizione Alemanno si guardò bene dal fare le barricate alla decisione del parcheggio nella pancia della collina, oggi, nel tentativo di rendersi gradevole ai Celentano, a qualche intellettuale della domenica e a Italia Nostra (che un anno fa la pensava diversamente, ricordiamo strenuo oppositore dell’esagerato progetto solo l’ottimo consigliere radicale Staderini), delega una sua decisione al ministro Bondi, e chiede ai sovrintendenti di togliergli le castagne dal fuoco. Senza neanche provare a dire come si concilia il blocco di un parcheggio con la sconsiderata riapertura al traffico privato in strade riservate ai soli mezzi pubblici. E’ in virtù della sua appartenenza alla destra sociale che si è accodato al giudizio di Sgarbi che ha spolverato Pasolini per sostenere che i garage alla povera gente non servono? Perché è noto che i poveri camminano a piedi nudi e i ricchi non hanno il garage privato. Troveremo il sindaco insieme a Marina Ripa di Meana e consorte, a chiedere in ginocchio il triduo di preghiera a Benedetto XVI per l’integrità del Pincio? Purtroppo analoghe preghiere non furono richieste per il sacco del Gianicolo, sventrato a favore di un megaparking per i pullman dei pellegrini vaticani. Il Presidente del Consiglio, che ad oggi per dimostrarci che è uno statista ha fatto il caucasotto con Putin e il tonno per Gheddafi, trovasse il modo, lui che tutto può, di liberarci dai fasci molesti. Anche con metodi fascistissimi. 10/9/08 – Tutto non si può esporre. Entrate e troverete (2) Il richiamo pontificio ai politici, ha tirato la volata all’onnipresente don Camillo. Come avevamo anticipato (vedi sotto 9/6/08) il potente Ruini ha bella e pronta una scuola in grado di raddrizzare le schiene non clericalmente corrette di qualche politico testacalda (esistono?). Dall’ ufficio in viale Vaticano 42 il cardinale Ruini guiderà il suo progetto culturale che può essere così riassunto: il cattolicesimo è un modo di fare cultura e dunque serve a cambiare la società. Per aderire al progetto non importa essere bravi cattolici; chiunque, purché accetti le regole antimoderne che comportano qualsiasi proibizione di scegliere liberamente della propria vita, è del club. Particolarmente graditi nel circolo politici che, senza rossore, tolgono fondi ai cittadini del proprio paese (dalla scuola alla salute) per darli alla Santa Sede. Immaginiamo il pienone, ma altre scuole per politicanti nostrani sono già pronte con penne e quaderni. Le sempreverdi Acli che stanno all’uopo creando la scuola Achille Grandi, rivolta alla formazione politica. Non sono da meno i focolarini che stanno preparando programmi e incontri all’interno di sedi parlamentari, regionali, comunali. C’è poi Rete Italia fondata da Formigoni e Lupi. Si sa che i ciellini sono molto esperti nella preparazione di amministratori e dirigenti locali. |
5/9/08 – I laici che non sanno contrastare il complesso di superiorità dei cattolici, diminuiscono anche l’efficacia della propria battaglia ideale e politica… la loro modestia davanti alle fedi sminuisce il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono di avere per se stesse. (Guido Calogero) Sette anni fa durante uno show televisivo, Adriano Celentano mise in dubbio l’accertamento della morte cerebrale creando uno sconquasso amplificato a mille dalla tv. Con argomenti, solo in apparenza più scientifici, un editoriale dell’Osservatore Romano ha alimentato i sospetti sull’arbitrarietà delle decisioni mediche sulla fine della vita. Difficile dare un giudizio sereno su chi, per vanità accademica, lancia ombre su un argomento così sensibile senza tenere in nessun conto il basso tasso di donazione degli organi nel nostro Paese. In un mondo normale potremmo concludere che sono entrambe cretinerie dette da persone irresponsabili, intristirci un po’ per la miseria di molti umani e finirla lì. Se qualche speranza possiamo nutrirla in Celentano che si dedicherà corpo e anima a bloccare i quartieri per l’expo di Milano e si cheterà su questi temi, di ben altra stoffa è il dibattito teologico avviato dalla Santa Sede. Intanto perché Lucetta Scaraffia ha provveduto a innestare nel dibattito lo spirito revisionista che porta a fiumi di parole: “sono troppi gli interessi che stanno dietro ai trapianti; sembra che debbano essere sempre legittimi, si parla delle vite che si salvano, delle storie pietose, ma si è molto poco propensi a fornire dati sul numero dei trapianti riusciti, sulla sopravvivenza, e sulla qualità della vita dei trapiantati…”. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
3/09/08 – Chi si somiglia si piglia Silvio Berlusconi è molto soddisfatto dell’esito dello “storico incontro siglato a Bengasi tra Italia e Libia”. In realtà ci sarebbe da discutere se la pacificazione di una storia iniziata i primi anni del Novecento debba essere pagata in infrastrutture coi soldi dei contribuenti italiani (anche degli incolpevoli profughi che niente hanno riavuto dei loro beni confiscati dal colonnello). Ma, in cambio di qualche barile di ottimo petrolio che – forse - il nostro paese avrà a prezzo di favore, è assolutamente impensabile che Gheddafi si occupi di bloccare gli sbarchi degli immigrati sulle nostre coste. Presto il colonnello troverà il modo di colpevolizzare i governi per il nostro sconsiderato passato colonialista mettendo a rischio la nostra sovranità nazionale. E non è detto che al prossimo giro trovi un Presidente del Consiglio con una Venere in tasca da riconsegnare in tutta fretta. |
1/9/08 – Avevamo il dovere di intervenire e siamo intervenuti. Lo abbiamo fatto con rapidità, con concretezza. E ci siamo riusciti. (il Presidente del Consiglio su Alitalia) Il presidente del Consiglio e il suo governo riescono a conservare alto il loro gradimento finché tengono il dibattito cristallizzato. La politica estera si fa al telefono invece che affannarsi in giro per le cancellerie europee, l’affare Alitalia si risolve più facilmente con gli imprenditori della parrocchietta (che non rischieranno un centesimo di €) piuttosto che confrontarsi con Spinetta, divertente parlare della comunione ai divorziati invece che tenere la barra ferma sulla laicità dello Stato, comodo agitare lo spettro del ’29 piuttosto che provare come fanno altri (ad esempio Madrid) a contenere le tasse (ripetendo alla noia l’abolizione dell’Ici già realizzata per metà da Prodi), facile sbandierare come farina del proprio sacco la “pace” (fortemente imperfetta) con la Libia, avviata dal governo precedente. Per dirla tutta il presidente si muove nel vuoto politico-culturale dell’opposizione che gli consente di sfrecciare su una autostrada senza traffico. Giovedì scorso uno sparuto gruppo di persone, chiamate dai socialisti, hanno manifestato il proprio dissenso alla proposta di Calderoli sullo sbarramento elettorale. Nessuna voce è venuta dal pd di Veltroni, che evidentemente non ravvisa in questa proposta un attacco alla struttura democratica, perché i partiti non si possono decapitare per legge, solo gli elettori possono scegliere di farlo. Probabilmente per il pd è meglio perpetrare la sua inutilità in feste fuori dal tempo con più salsicce che idee. |
27/8/08 – Cosa fare a Denver quando sei morto Barack Obama parte con qualche handicap: l’essere nero certamente, l’apparire così amato dagli europei, la difficoltà di accattivarsi le simpatie dei ceti medio-bassi (che Clinton aveva conquistato durante le primarie), l’inesperienza da lui stesso confermata con la scelta del vice Joe Biden navigato politico di professione. E, non ultimo, la grande stima che circonda il repubblicano McCain che il gelo russo spinge sempre più in alto nei sondaggi. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
25/8/08 – Come è un sindaco di destra? |
23/8/08 – Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri L’unione dei medici egiziani, dominata dai Fratelli musulmani, ha proposto di proibire per legge il trapianto di organi fra fedeli di religioni diverse (http://www.uaar.it/news/2008/08/19/egitto-proposta-legge-per-vietare-trapianti-interreligiosi/) . In Egitto diverse religioni vuol dire solo islamici e copti, dato che gli ebrei che lì vivevano sono stati espunti da decenni e le altre minoranze sono tenute con la testa sotto la sabbia. I trapianti fra palestinesi e ebrei che sono all’ordine del giorno negli ospedali israeliani, suscitano discussioni sulla stampa europea, ma in quell’area geografica la salute è gestita senza distinzioni etniche o religiose con soddisfazione di entrambi. In Egitto la minoranza copta è discriminata e perseguitata un po’ come tutti i cristiani negli stati islamici. Sembra una barbarie dell’islamismo militante, un modo di subordinare la vita al fanatismo religioso che è poi la piattaforma dell’ideologia dei kamikaz Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
21/8/08 – Il sesso serve per allentare la tensione, l’amore per farla venire (+ o – così dice Alteredo sfidanzato) |
19/8/08 – I critici delle impronte ai rom? “Sedicenti intellettuali, cioè opinionisti marchiati falce e martello, filosofini irenici, comici, cantanti e affini, gente abituata a correre al capezzale del moribondo buonismo progressista”. E sui sindaci sceriffi? “Vi dite sceriffi, ma è inutile far roteare davanti a immigrati, barboni e rom le vostre pistole se poi siete solo capaci di sparare spruzzi d’acqua”. E sull’Europa che media tra Russia e Georgia? “Cagasottismo dei Chamberlain davanti a Hitler, con Mosca si fanno affari migliori se si tiene la schiena dritta. E anche la mano sulla pistola se serve”. (Da editoriali del 14 agosto su Libero, quotidiano diretto da Vittorio Feltri) Agosto è un mese di stallo. Soprattutto per l’informazione che ci racconta stravaccati sulle spiagge e incolonnati nel traffico. Incredibilmente l’orso russo, che ha bramito forte, è soppiantato nella foliazione dei giornali e nelle scalette dei tg dalla olimpiade di Pechino (http://www.liberelaiche.it/libereda.html) , un raduno di sportivi sovraeccitati. Riflettori accesi 24h su 24 su persone che vivono in un mondo parallelo, per i quali una frazione di secondo fa la differenza tra la vita e la morte, e che sfruttano le telecamere nazionali non per chiedere il rispetto dei diritti umani in Cina ma per pretendere di non pagare le tasse. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
10/8/08 – Vojo cantà così fior de crispigni/i facioletti mii tu nun li magni/e drento ar piatto mio tu non ce intigni Il Viminale ha concesso i superpoteri ai sindaci suggerendogli di essere il più possibile creativi e mai raccomandazione è stata più attesa. Ben lontani dall’inventarsi misure su come far vivere meglio gli anziani, le persone con handicap, i bambini, occuparsi della dispersione scolastica, dell’eliminazione delle barriere architettoniche… questioni tra l’altro di loro competenza, hanno dato via a perversioni impulsive e incomprensibili. Dal foglio di via alle lucciole, alle norme antimendicanti, al divieto di portare borsoni in centro, alla proibizione di fermarsi a parlare in più di due la notte (provvedimento del sindaco di Novara che ha voluto far meglio che in Birmania). Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
8/8/08 – C’è in Italia la libertà religiosa? Il nostro Paese sembra inadeguato ad affrontare la velocissima trasformazione multiculturale e multietnica delle città. Pensiamo al caso di Milano con l’infinita questione della moschea, e oggi il caso di Genova. I motivi addotti per la città ligure poi, sono risibili. Come si può sostenere che una moschea rovina il profilo della città che ha una grande vocazione turistica? A qualcuno verrebbe in mente di contestare l’eleganza del Centro islamico che sorge sulla riva della Senna a Parigi? C’è chi trova poco turistico Brick Lane a Londra? E a Roma la moschea e il Centro islamico vengono visitate da romani e turisti che ammirano le delicate volte disegnate dall’architetto Portoghesi. Meglio, molto meglio, sarebbe dire la verità, e cioè che ogni volta che si ha a che fare con questioni che riguardano le necessità multiculturali di integrazione, normali ad ogni latitudine, si cala la saracinesca. Oltre alla questione dello scempio urbanistico, viene addotta l’insicurezza che una moltitudine di persone ginocchioni provoca. Sicuramente c’è qualche gruppo integralista che si incontra in moschea (dove tra l’altro molti si recano anche con il solo scopo di incontrare dei conterranei), come del resto nelle tante chiese italiane, ma sostenere che chi vuole pregare ha come primo scopo quello di delinquere sembra francamente un po’ troppo. E’ anche piuttosto odioso per un paese, che almeno sulla carta è laico e democratico e non confessionale, invocare ogni momento la questione della reciprocità. Sarebbe come punire i cittadini musulmani per il governo del loro paese, che spesso hanno abbandonato anche per motivi politici. Del resto in Italia, dove molti diritti della persona sono ancora negati, è contemplata la libertà religiosa, ed è un dovere consentire l’edificazione di luoghi di culto se i cittadini ne fanno richiesta. Sarebbe bene che le gerarchie cattoliche ricordassero che il diritto alla preghiera non vale solo in Cina, ma anche sotto casa. Noi laici, spesso non credenti, lo abbiamo ben presente. |
24/7/08 – Il canto del cigno Animula vagula blandula Dal 24 luglio al 26 ottobre il British Museum (www.britishmuseum.org) dedica una grande mostra all’imperatore Adriano: Hadrian. Empire and Conflict. Qui il sito dedicato alla Mostra con un video interessante VEDI |
22/7/08 – Il rispetto In Argentina durante gli anni della dittatura di Videla, i famigliari dei desaparecidos hanno insistito perché i corpi, che non si sapeva dove fossero, tornassero a casa. Perché percepivano che solo così era possibile elaborare il dolore della scomparsa dei loro cari per poter ricominciare a vivere. In molti casi non è stato possibile dare sepoltura ai martiri della dittatura militare, e in quel caso i parenti e gli amici hanno dovuto accarezzare un burocratico certificato di morte presunta. La stessa cosa è successa qualche giorno fa con lo scambio di due corpi di soldati israeliani in cambio di detenuti, tra cui sanguinari assassini, libanesi vivi. Solo così i parenti e gli amici hanno potuto chiudere il cerchio della vita, iniziando il lutto, per ritornare faticosamente alla vita. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
18/7/08 – L’impronta destra Risulta francamente incomprensibile il motivo per cui l’opposizione (ombra) ha votato compattamente affinché nel 2010 ai cittadini italiani vengano prese le impronte. Vero è che prelevarle ai soli bambini rom ricordava tanto i battesimi forzati che avvenivano nello stato pontificio (o gli aborigeni australiani prelevati a forza dalle loro famiglie dai volenterosi missionari cattolici), ma pensavamo fosse chiaro anche all’opposizione che un livellamento verso il basso non era il modo per uscire dal culo di bottiglia in cui si sta avviando il Viminale per le questioni inerenti la sicurezza. Il precipitoso voto sulle impronte, potrebbe intanto essere un via libera alla schedatura degli indesiderati. Non si poteva volgere lo sguardo verso importanti paesi del mondo occidentale che tutelano in maniera così scrupolosa la privatezza dei propri cittadini al punto di non avere neanche la carta d’identità? E questo voto bypartisan arriva proprio nel giorno in cui il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, ha messo in guardia sui rischi determinati dalle schedature generalizzate e dei database concentrati nei software. A questo punto è legittimo chiedersi quale è il limite che l’opposizione si darà per il rispetto della libertà personale. In attesa di avere lumi dal simulacro della sinistra, una bella impronta di destra la danno tre donne. Le deputate Mussolini, Carlucci e Di Centa hanno annunciato una interpellanza alla Camera contro lo spot Tim, quello dove una donna manda un sms a parecchi uomini che leggono che saranno padre. Secondo le tre lo spot da “una immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternità”. Allora? Ignorano le tre deputatesse che la maternità è ancora una scelta femminile mentre il padre sempre certo non è? Dopo le impronte delle dita, cosa ci proporrà il governo poliziottesco per il nostro bene, il dna del neonato? O le chiavi della cintura di castità a mariti amanti fidanzati? |
17/7/08 – Buon vento, professor Geremek Domenica scorsa in un incidente stradale è morto Bronislaw Geremek considerato il padre della Polonia moderna. |
16/7/08 – Quindici bottiglie d’acqua appoggiate a terra. Ogni caso è diverso dall’altro. A volte un antibiotico può essere un accanimento terapeutico, altre può non esserlo un polmone d’acciaio. Dipende dalla condizione del singolo, meglio dire della persona malata. Se un intervento è inutile perché non cura il malato, oppure i vantaggi che porta sono minori alle sofferenze che infligge o protrae, deve essere possibile rinunciarvi . E se il medico può dire quando le cure sono inutili, è solo la persona che deve stabilire se e quando lasciarle. Siccome le parole hanno un peso, sarebbe bene parlare di cure ordinarie e straordinarie. Nutrire forzatamente una persona è una cura straordinaria? La giovane donna non può dirlo, parlano per lei gli amici del cuore e il padre, e spesso chi ti ama un po’ ti conosce.
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13/7/08 – Adelante Pedro… Toledo è una splendida città della Castiglia sorge su una altura rocciosa della Meseta lambita dal Tago sui tre lati. Nel passato - il suo nome deriva dall’ebraico toledot=generazioni - ha udito le urla degli ebrei torturati durante l’inquisizione. Oggi è il principale centro religioso del paese, sede del primate, il cardinale Canizares. In questi ultimi anni il cardinale ha tentato in tutti i modi di spegnere la libera voce degli spagnoli impegnati sui temi civili, arrivando ad organizzare la grande manifestazione contro la “deriva laicista del governo Zapatero”. Benedetto XVI lo ha chiamato a Roma, dove quasi sicuramente arriverà a novembre, per affidargli la congregazione per la liturgia. Il cardinale viene accreditato come uomo di fiducia del papa con il quale è stato all’ex Sant’Uffizio che fino al 2005 è stato diretto con pugno di ferro dal cardinale Ratzinger. |
9/7/08 - “Questa non è una pipa”, scrisse il pittore René Magritte sotto l’immagine di una pipa. “Questa non è una schedatura”, dice il ministro Maroni di un certo suo provvedimento (Stefano Bartezzaghi, la Repubblica) Se pesti la codina di un bassotto o acciacchi un riccetto del barboncino in una porta, quello se incazza de brutto e te mozzica la caviglia come se fosse un rottweiler. Francesca Martini, una dei sottosegretari alla Salute, per questo ha deciso di ritirare l’odiosa pagella segregazionista sui cani buoni e cattivi stilata dai ministri della Salute Sirchia (prima) e Turco (subito dopo). Infatti gli amanti dei cani, che sembrano essere di più dei sostenitori delle persone, affermano che non ci sono animali geneticamente pericolosi, ma solo bestiole mal addestrate. Livia Turco si è affrettata a dire che la presa di un pittbull terrier o di un perro non è esattamente come il morso di un cocker, ma sicuramente gli appassionati della passeggiata a villa Sciarra col fila brazileiro saranno in grado di tenere a bada i loro molossi. Speriamo che imparino anche a raccogliere le feci che, almeno a Roma, sconsigliano l’uso dei sandali. E’ comunque interessante che un governo che vorrebbe le impronte dei rom e la caccia al clandestino, si affretti a liberalizzare le razze canine. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
7/7/08 – Separati alla nascita Di Pietro ha organizzato una manifestazione contro Berlusconi alla quale molti - che pure si sono guardati dal votare la moralista formazione capeggiata dal giudice – andranno, con la speranza di reagire ad una raffica di provvedimenti che, fino ad oggi, appaiono chiacchiericcio populista. Eppure i due avversari sembrano assomigliarsi molto e verosimilmente resteranno sulla scena, purtroppo per noi tutti, ancora parecchi anni. Diversamente dagli altri leader che affondano le radici in formazioni politiche vecchissime che nel corso del tempo si sono solo limitate a cambiare sigla, Berlusconi e Di Pietro si fanno conoscere fuori dal parlamento. Il primo come imprenditore di tv private, il secondo emerge con tangentopoli. Entrambi denunciano i guasti della casta in cui, a gamba tesa e con successo, sono entrati. L’uno e l’altro hanno chiamato le loro formazioni Italia… ma tutti e due sembrano lavorare per soddisfare i propri desiderata trascurando diritti civili, crescita, ambiente. Niente riforme, compresa una reale riorganizzazione della giustizia per tutti i cittadini, ma grande spazio all’ego. Tutti e due si rivolgono alla parte più bassa del paese che li ricambia con favore: il tintinnio di manette che accompagna ogni respiro di Di Pietro e la possibilità che Berlusconi assuma una parte dei suoi ministri come se fossero camerieri, non turba, anzi, accresce merito sul loro elettorato. Va anche ricordato che nel ’94, primo governo Berlusconi, il cavaliere offrì a Di Pietro l’incarico di ministro dell’Interno, ma senza successo. Un punto per Di Pietro o rapido calcolo sulla durata di quel governo? Nessun alleato ha offerto più così tanto al giudice quanto a ministeri. Nelle ultime elezioni Veltroni, che ha fatto calare dall’alto la delegazione radicale e che ha vergognosamente espunto dal parlamento i socialisti, ha offerto una vetrina esagerata al poliziotto. E’ probabile che il giustizialismo frenetico di Antonio, ancorerà Silvio alla poltrona di palazzo Chigi per molto tempo. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
6/7/08 – Cambiamenti (1) Viva la Vida è il quarto album dei Coldplay, considerato il lavoro della maturità artistica dalla critica, e accolto con successo di pubblico dalla Corea agli Stati Uniti, dal Giappone all’Inghilterra. Dopo dieci anni e quaranta milioni di dischi venduti dalla prima formazione della band, Chris Martin e i suoi hanno realizzato il loro lavoro più politico e coraggioso, anche per merito del produttore Brian Eno che ha dato la possibilità ai Coldplay di rimettersi in gioco dopo l’album X&Y. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
6/7/08 – Cambiamenti (2) Nei giorni scorsi si è svolta a Gerusalemme una riunione particolare: 574 anni dopo l’Act of Supremacy che sancì il distacco da Roma e la nascita della Chiesa d’Inghilterra di Enrico VIII, una parte della Chiesa anglicana ha deciso di costituire sotto la guida del vescovo di Sidney Peter Jensen, un gruppo di vescovi autonomi che non riconosce l’autorità dell’arcivescovo di Canterbury. I motivi di questa miniscissione risiedono nella difficoltà che molti religiosi incontrano nel coniugare la modernità con la religione e che ha visto il suo climax nel matrimonio tra due sacerdoti gay celebrato nella chiesa di San Bartolomeo. La riunione di Gerusalemme è una altra tegola sulla testa dell’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams che ha reagito ammettendo la difficoltà di mantenere la disciplina quando non si riconosce chi e su che cosa comanda. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
| 3/7/08 – I leghisti rubano i bambini rom (1) Funzionario di prefettura nella Parigi dell’Ottocento, Alphonse Bertillon rivoluzionò le tecniche della criminologia grazie al “bertillonnage”, un sistema integrato di misurazione antropometriche, schedature fotografiche, impronte. Iniziò a sperimentare i nuovi sistemi con i vagabondi per garantirgli di non essere confusi con i criminali. Nel 1912 una legge speciale sui nomadi impose a ciascuno di loro un tesserino antropometrico. Parigi sperimentò un’ondata di razzismo antirom violentissima. Si può aprire un processo alle intenzioni ? Per il ministro dell’Interno si. Detto così pare brutto, infatti ha spiegato in largo e lungo a chi si ostina a non capire che il censimento, in realtà una schedatura poliziesca, ha lo scopo di proteggere gli zingarelli costretti a convivere con i topi. Spiace che il ministro non ha provato neanche a spiegare perché questa situazione non ha simili in altre parti del mondo, dove le comunità rom vivono in quartieri che tutelano le loro particolari esigenze ma in condizioni confortevoli per consentire, ancora di più, l’integrazione. Va detto che questa idea, in particolar modo promossa dalla Lega, accarezza per il verso del pelo gli italiani che, secondo un sondaggio dell’Eurobarometro sono i più a disagio con i rom: ben il 47% è turbato alla sola idea di vivergli accanto contro una media del 24% del resto d’Europa. Il moderatissimo Corriere della Sera nei giorni scorsi ha lanciato un sondaggio sull’impronta di Maroni e ben il 75% è soddisfatto del provvedimento, mentre a nessuno viene in mente che sarebbe tanto più normale vigilare che nel nostro paese chi vive sul territorio sia denunciato all’anagrafe. Ancora una volta il paese dimostra di avere una fisionomia incerta che rimette continuamente in discussione i pochi diritti sociali acquisiti perché non siamo in grado, o peggio non vogliamo, consentirci una soglia alta di tutele. Le posizioni assunte dal Viminale sulle impronte dei bambini, sui clandestini… sono un tentativo di svuotare il mare col cucchiaino. Se leggiamo le statistiche diffuse dall’Istat sulla natalità, vediamo che lo scorso anno sono nati da genitori non italiani il 10,3% dei bambini, mentre sono figli di coppie con un genitore non italiano il 14,3%. Più del 20% dei nati lo scorso anno (concentrati nel nordest) non rispondono ai requisiti di limpieza de sangre che il padano doc sembrerebbe volere sul territorio. Alla luce di questi dati sarebbe bene, quanto meno per sfuggire alla ridicolaggine, correggere un po’ il tiro. Ammettiamo solo per un attimo che invece siamo noi che abbiamo le ossessioni, che abbiamo ascoltato troppi discorsi del sig. Limentani “che ero io quello del libro di Primo Levi”, che siamo un po’ scossi perché il nonno dell’amico ha il numero sul braccio e bla e bla, e che invece il ministro vede giusto e il piccolo rom da convivente del topo diventa un topo nel formaggio…. Beh, perché non sottoporre al rito delle impronte i bambini che in Campania e in larga parte del sud potrebbero evadere l’obbligo scolastico? E ancora, perché non ai preti che sovente si macchiano del reato di pedofilia? Il pavido pd e l’irruente idv, ma anche quei leader che stanno organizzando stancamente il rientro nella politica partitante, sarebbero disposti a chiedere che venga assegnato il Nobel per la pace agli zingari che mai hanno mosso o provocato guerre? O, più banalmente, se la sentono di organizzare un corteo per loro prima dell’autunno? O anche a loro la crisi di civiltà non interessa? 3/7/08 - I leghisti rubano i bambini rom (2) Che fine ha fatto la giovane rom accusata di aver rapito un bambino scatenando la vergognosa razzia di Ponticelli? E veramente la sua intenzione era quella di rapire un bambino? Una antropologa dell’Università di Firenze, la professoressa Sabrina Tosi Cambini, ha pubblicato uno studio sull’argomento prendendo in esame casi che vanno dal 1986 al 2007 analizzati partendo dall’archivio dell’Ansa per finire ai fascicoli del Tribunale. Lo studio della prof. Tosi Cambini è parte di una ricerca commissionata dalla Fondazione Migrantes all’Università di Verona. Secondo lo studio non c’è stato, nel periodo preso in esame, nessun episodio di rapimento. In parecchi casi in cui vengono denunciati i nomadi, che sono interrogati sovente in modo moralmente riprovevole, si scopre che le sparizioni e i rapimenti sono quasi sempre imputabili alla stretta cerchia familiare. Risulta dallo studio che molte indagini si svolgono in base a stereotipi, tipo la mamma italiana è sicuramente più attendibile di una zingara. Rom in Europa, situazioni a confronto : Italia – Il governo prevede di mettere in atto un censimento dei nomadi a Roma, Napoli e Milano. Il prefetto di Roma rifiuta di prendere le impronte digitali ai piccoli rom, a Scampia sono già iniziati i rilevamenti che prevedono anche la schedatura sulla religione Francia – I comuni con più di 5mila abitanti devono avere aree di accoglienza per i nomadi. Da due giorni è in vigore una legge che prevede la schedatura di 13enni pericolosi. Ovviamente anche francesi Germania – Ai rom, considerati una minoranza nazionale, sono destinati alloggi e sussidi per il vitto. Per chiunque violi la legge, è prevista l’espulsione. Spagna – Qui vengono ospitati circa 800mila rom (in Italia sono 130mila). Fin dagli anni Ottanta sono stati avviati programmi di sviluppo e integrazione in ogni regione.
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28/6/08 – L’azione concreta dei governi nei confronti dei privilegi economici ecclesiastici costituisce un indicatore infallibile del grado di riformismo. Nell’ultimo secolo di storia, sempre le grandi forze riformiste in Europa hanno messo in dubbio e ridotti nei fatti i privilegi economici di cui gode la Chiesa; sempre i regimi reazionari li hanno aumentati… A questo punto, rimane soltanto da chiedersi se in Italia sia ancora mai apparsa una grande forza riformista e modernizzatrice. Ma se un giorno batterà un colpo, il primo sarà alle porte del Vaticano. (Curzio Maltese, La questua, Feltrinelli, € 14) Cicero è un sobborgo di Chicago, noto per aver dato i natali ad Al Capone e a Paul Casimir Marcinkus. Nato nel 1922 da una famiglia di immigrati lituani, il padre è un lavavetri che mantiene con fatica i cinque figli. A 13 anni si iscrive ad una scuola della diocesi e successivamente si trasferisce nel seminario di Munderlein (Illinois) dove studia filosofia e teologia. Nel 1947 è sacerdote in una parrocchia di quartiere a Chicago. Nel 1950 è a Roma a studiare Diritto canonico. Nel 1952 viene invitato a frequentare uno stage presso la sezione inglese della Segreteria di Stato su segnalazione dei professori dell’Università Gregoriana che avevano indicato il suo nome al segretario particolare di Pio XII, monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI. Durante il Concilio Vaticano II si occupa della logistica dei vescovi che, da tutto il mondo, giungono a Roma. La sua carriera spicca il volo con i viaggi apostolici di papa Paolo VI, al quale intanto ha insegnato l’inglese. Nel 1969 è vescovo e viene trasferito allo Ior. Nel 1972 è coinvolto in uno scandalo per titoli azionari falsificati che il Vaticano ha acquistato dalla mafia. L’indagine, svolta dalla Fbi, si conclude con un proscioglimento di Marcinkus, ma da il la alla negativa reputazione del prelato. Sono gli anni di Michele Sindona e poi di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano, con cui lo Ior è in affari. I modi di agire di Paul Marcinkus sono così spicci che si attira parecchie critiche. Una su tutte è quella del patriarca di Venezia Albino Luciani che, nel ’75, ebbe con lui degli scontri inerenti la cessione della Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano senza essere neanche avvertito. Quando Luciani divenne papa col nome di Giovanni Paolo I manifestò l’intenzione di rimuovere Marcinkus, opera non portata a termine per la prematura scomparsa del papa che, in molti, videro con sospetto. Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, successore di Giovanni Paolo I, che pur conosceva la spregiudicatezza di Marcinkus, lo prende in estrema simpatia, lo nomina arcivescovo e nel 1981 lo promuove presidente della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Il finanziere si occupa della vita economica dello Stato e, in questa veste, è ricordato con grande affetto dai lavoratori, che godono grazie al suo operato di enormi privilegi economici e fiscali. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
26/6/08 – Finalmente si mangia ! Tutto si può fare: due matrimoni, cinque figli, lifting, governi, squadre di calcio, processi, avventure, riforme… ma non tutto si può ottenere. Se ci si sposa in chiesa (che non è obbligatorio) e si dice si alla suggestiva formula finché morte non vi separi, e poi si decide di divorziare (anche questo non è obbligatorio), ci devi stare. L’ostia, che è stata il nucleo del comico fine settimana del cavaliere (che però aveva un bel cappello), è al centro del dibattito cattolico dopo la visita papale a santa Maria di Leuca, durante la quale Benedetto XVI ha distribuito la particola poggiandola sulla lingua dei fedeli inginocchiati. Dopo il Concilio Vaticano II le Conferenze episcopali si sono impegnate a distribuire l’ostia nelle mani dei fedeli che la accolgono in piedi. Del resto dopo il motu proprio che ha ripristinato l’antico rito di san Pio V, gli sfarzosi paramenti liturgici ( http://www.nogod.it/vaticanfashion.htm ) , l’approvazione degli statuti dei neocatecumenali, le braccia tese ai lefebvriani, il ritorno all’antico per la distribuzione dell’ostia consacrata non sorprende. Il dibattito dopo la trasferta pugliese è esploso anche in rete: i siti di apologetica tutelaeucarestia.org, totustuus.it, sono sommersi dai commenti dei cattolici che approvano la mossa papale. |
24/6/08 - Oggi va un calcio di destra, muscolare, veloce, egoista, utilitaristico, che non pensa allo spettacolo. Per fortuna ci sono i creativi, gli innovativi. Gattuso è la destra e Totti la sinistra: uno è il muratore, importante per costruire la casa, l’altro è l’architetto che la fa bella. La sinistra moderata è Iniesta del Barcellona, l’estrema sinistra è Ibrahimovic (Luis Cesar Menotti, ct dell’Argentina campione del mondo ’78) Il giorno prima della partita con la Spagna nei tg nazionali il calciatore Gattuso, certo di avere la vittoria in tasca, dichiarava spavaldo “che paese sarà mai quello che fa sposare in chiesa (sic) gli uomosessuali”? Un paese normale gli avrebbe consegnato il cartellino nero per omofobia e insulto alla madre lingua. E’ anche per opinion leader come questi che l’Italia resta al palo, e se il calcio è cosa di pochissimo conto, per molti di noi irrilevante, ben altri pali più dolorosi infilzano la nostra quotidianità. Ad esempio i grandiosi giornalisti rai: come giudicare Amedeo Goria intervistatore di re Juan Carlos di Borbone? Tale la figura del giornalista che il nostro animo repubblicano ha di colpo desiderato il ritorno del monarca con annesso boia per i periodistas . 22/06/08 – Che bruci la cittàà/o viva nel terroree/nel giro di due oree/finisce tutto quantoo... 19/6/08 – Santità sospesa. I rettori delle università pontificie, Rino Fisichella della Lateranense e Giovanni Ghirlanda della Gregoriana, hanno presentato il convegno in onore di Pio XII per il 50° anniversario della sua morte che si svolgerà a novembre nei due atenei. Sarà accompagnato dalla mostra fotografica su “l’uomo e il pontificato” ospitata in Vaticano da ottobre a gennaio. Durante la conferenza stampa si sono sprecati i complimenti alla grandezza del magistero di papa Pacelli, richiamato più volte come l’ultimo papa romano (ed è suonato come un ricordati fratello… al sindaco moretto!). Per il momento, ed è stato Federico Lombardi, moderatore del convegno e direttore della sala stampa vaticana a ricordarlo ai giornalisti presenti, la causa di beatificazione è ferma. L’8 maggio del 2007 i cardinali e i vescovi riuniti nella Congregazione delle cause dei santi approvarono all’unanimità le virtù eroiche di Eugenio Pacelli, ma l’iter si è bloccato per espressa volontà di Benedetto XVI che intenderebbe approfondire le ricerche negli archivi vaticani. Probabilmente il papa non vuole aggiungere sale sulla ferita del mondo ebraico che ha una forte ostilità nei confronti di questa/o figura/o. Qualcuno ricorderà la penosa gazzarra montata lo scorso anno dal nunzio apostolico a Gerusalemme che annunciò di non partecipare alla giornata del ricordo della Shoah se non fosse stata rimossa la didascalia, ritenuta offensiva, sotto la fotografia di Pio XII allo Yad Vashem. La scandalosa protesta rientrò anche grazie alla freddezza dei rappresentanti di altri paesi (perfino dell’Italia) che avrebbero presenziato al ricordo. Come si sa la didascalia recita : “eletto nel 1939, il papa accantonò una lettera contro l’antisemitismo preparata dal suo predecessore. Anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942 non si associò alla condanna espressa dagli Alleati per l’uccisione degli ebrei. Quando vennero deportati da Roma ad Auschwitz non intervenne”. Fatti che nessuno storico è stato in grado, a tutt’oggi, di smentire. Per quanto la chiesa cattolica ci abbia abituato a immoralità di tutti i tipi, sembrerebbe che Benedetto XVI voglia fare a meno delle beatificazioni scandalose percorse con disinvoltura dal suo predecessore. A questa momentanea campana a morte suonata per Pio XII va anche ricordata la mancata beatificazione di padre Leone Dehon anche lui un forte antisemita. Bella promozione per Rino Fisichella che ha preso il posto di Elio Sgreccia all’Accademia per la vita. Si mormora nei sacri palazzi che grande vanto gli ha portato la sua presenza ad annozero nella puntata sulla pedofilia che ha confermato il suo appeal con i media, ormai la virtù principale richiesta a qualsiasi persona intenda fare politica. L’arcivescovo è stato omaggiato (in maniera imbarazzante) dal presidente della Camera e del Senato. Pare che ormai alla messa del mattino (è il cappellano di Montecitorio) c’è più folla che ai saldi della Rinascente. 16/6/08 – Ad occhi chiusi. Il papa ha ricevuto il presidente americano nella torre di San Giovanni che è l’unico posto del Vaticano che ha una stanza semiovale. Il protocollo diverso dal solito, la passeggiata nei giardini, i mottetti ascoltati sulle seggiole viennesi, lo scambio delle foto, sono una testimonianza tangibile che per la Santa Sede e la Casa Bianca la religione è materia di rilevanza pubblica. Lo show andato in onda anche negli Usa sarà utile per il candidato repubblicano che aspira al voto latino? Esclusa, almeno per il momento, la conversione, che non sembrerebbe rientrare nei desiderata di Laura Bush di solida fede metodista. Nelle stesse ore in cui il presidente passeggiava col papa, Barack Obama faceva visita ad una comunità religiosa, dove ha spiegato che per lui la fede è stata un veicolo efficace per comprendere i valori universali che rappresentano il suo impegno civile per l’America. A differenza di Bush, Obama manifesta un pensiero politico contrario ad ogni forma di fondamentalismo religioso e/o teo-con, ma esprime una visione politica che è comunque espressione pubblica di valori religiosi. Sembra un modo di far digerire la religione anche a chi non la condivide. Sarà mai realizzabile un mondo senza questa visione? E’ possibile che l’umano ha bisogno di attaccarsi al sovrannaturale per vivere? Per intanto in Italia la ola al papa è fortissima nei tg rai e mediaset, e si sono sviluppate anche particolari tecniche di inquadratura per moltiplicare il pubblico. E se le piazze sono piene è giusto dare la notizia in apertura anche se i lavoratori muoiono (e i sindacati tacciono e illogicamente continuano a esserci), e il mondo cambia (ma è inutile raccontare specie se c’è il calcio). Nessun giornalista nota che mentre la chiesa afferma con sempre più vigore il diritto della religione (cattolica) nella sfera pubblica, personalità pubbliche si affidano all’abbraccio della chiesa, esattamente come le masse disperate del mondo arabo (e non solo) si rivolgono all’islam. Affrettando spensieratamente la corsa verso lo scontro tra religioni che minaccia di lacerare il tessuto sociale globale. Ma è più facile (e si conserva il posto) inquadrare il simpatico piedino di Bush mentre ritma il mottetto offerto da Benedetto XVI. 13/6/08 – La mela di Eva. 9/6/08 – Manovre. Il cardinale Camillo Ruini giovedì lascerà definitivamente il suo incarico di vescovo vicario del papa e, probabilmente il 24 giugno, giorno di san Giovanni, la SS conferirà l’incarico al successore cardinale Agostino Vallini, un nome con cui i romani, già vessati dal sindaco moretto, dovranno fare i conti. Dal nuovo ufficio in viale Vaticano 42 il cardinale Ruini lancerà un progetto culturale che può essere così riassunto: il cristianesimo è un modo di fare cultura e dunque serve a cambiare la società. Per aderire al progetto non importa essere bravi cattolici; chiunque, purché accetti le regole antimoderne che comportano qualsiasi proibizione di scegliere liberamente della propria vita e della propria sessualità, è del club. Particolarmente graditi nel circolo politici che, senza rossore, tolgono fondi ai cittadini del proprio paese (dalla scuola alla salute) per darli alla Santa Sede. 6/6/08 – La culla del diritto. Grave sconfitta per il gay pride romano di domani che si concluderà a piazza Navona. La vicenda è nota: gli organizzatori della sfilata avevano ottenuto già da due mesi il permesso per sfociare, dopo un breve corteo, a piazza San Giovanni. Retromarcia della questura a manifesti già stampati e affissi in città perché nelle stesse ore all’interno della basilica c’è un concerto a conclusione di un convegno dell’Università Lateranense. La spiegazione non tiene, anzi denuncia un grave pregiudizio da parte della autorità preposta, che si premura di non mischiare il sacro col profano. E questo non gli compete perché la questura ha il compito di vigilare sull’ordine pubblico, e, a memoria d’uomo (e di donna) mai un gay pride ha creato problemi di ordine pubblico. Grave, gravissimo anzi, che il ministero dell’Interno non sia intervenuto a bloccare questa censura che, di fatto, emette un giudizio amministrativo sul gay pride. Ricordiamo che nel 2000, anno del giubileo cattolico, un simile tentativo di censura venne ventilato dalla Santa Sede che riteneva dissacrante che le vie della città potessero essere solcate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. In quel caso il ministro dell’Interno Amato oppose alle pretese del Vaticano la Costituzione italiana che sancisce il diritto di manifestare liberamente e pacificamente. E se a questo aggiungiamo l’inopportuna questione del reato di immigrazione abbiamo fatto tombola. Una norma fatta per soddisfare la parte più frustrata e rissosa dell’elettorato di destra e che, nei fatti, sarà irrealizzabile. Ma che serve a sporcare ancora di più l’immagine del nostro paese, mostrandoci al resto del mondo come xenofobi e razzisti (non lo siamo proprio tutti). |
3/6/08 – (S)cortesie per l’ospite Appena un anno fa Mahmud Ahmadinejad, ospite della Columbia University di NY, negò l’esistenza di omosessuali nel suo paese. In effetti bisogna riconoscere che durante la sua presidenza si è dato parecchio da fare per de-omosessualizzare il paese. L’articolo 109 del codice penale iraniano sanziona il lavat (sodomia) con la morte, benché la decisione spetti al potere discrezionale del giudice. Dal 1980 ad oggi circa 4.000 " froci" hanno provato il cappio del boia dopo le torture della polizia morale. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
1/6/08 – Il papa gioisce per il nuovo clima politico italiano. E’ un’ingerenza nella vita politica di uno Stato laico? (risponde Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera) Non vedo nessuna ingerenza. Anzi, vedo un arricchimento soprattutto per noi che abbiamo responsabilità politiche. Ci serve a verificare e a confrontare le nostre azioni. La fede religiosa sarà per il 21° secolo quello che l’ideologia è stata per il 20°. Ad affermarlo è l’ex premier britannico Tony Blair, in una lunga intervista rilasciata al settimanale Time alla vigilia dell’inaugurazione a NY della Faith Foundation, che nasce per favorire il dialogo tra le fedi. Nei dieci anni in cui è stato primo ministro, Blair, che ha avuto il merito di modernizzare il suo splendido Paese, si è attenuto in maniera scrupolosa al motto del suo portavoce Campbell We don’t do God, aspettando di terminare il suo incarico per convertirsi al cattolicesimo, religione di sua moglie Cherie. Nella bella intervista Blair dice: “la cosa più terribile che può accadere in politica è quella di avere paura di non riuscire a fare la scelta giusta, la fede può sostenerti, ma non certo dirti quale è la cosa giusta”. . Il leader laburista ha più volte sostenuto che non è possibile arrivare a una pacificazione tra popoli e religioni se non rivalutando le fedi e i loro sistemi di valori, e da ottobre questo sarà il tema del suo insegnamento nel corso Fede e globalizzazione presso l’Università di Yale. (vedi anche 14/3/08) |
31/05/08 - Gay news, un po' gaie e un po' meno. Sarà per il buon vento che soffia dalla California, dove qualche settimana fa, seguendo l’esempio del Massachusetts, è stato dato semaforo verde ai matrimoni gay, oggi lo Stato di New York ha deciso di riconoscere le unioni celebrate negli altri Stati. |
30/5/08 - San Nicola da Fasano di Puglia Nicola Latorre, senatore in quota D'Alema, vicecapogruppo del Pd al Senato, teme l'uso politico della religione e della Chiesa. Quello che gli crea inquietudine, dice al Corriere della Sera intervistato da Maria Teresa Meli, non è tanto l'apprezzamento che papa ha fatto del clima politico che si è creato dopo il risultato elettorale, ma il rischio che può comportare il rapporto tra Chiesa e potere. In particolare Latorre trova preoccupante il passaggio del discorso papale alla Cei in cui ha affermato che occorre resistere a ogni tendenza a considerare la religione, e in particolare il cristianesimo, come un fatto soltanto privato. Secondo il senatore i valori della laicità dello stato sono fondamentali, e ritiene che il tema dei rapporti tra religione e politica non sono delegabili solo ai cattolici ma anche al pensiero laico. Quanto alla accusa di essere definito anticlericale (ammesso che sia una accusa aggiungiamo noi), il senatore dice che segnalare il problema dell'uso politico della religione non significa asumere una posizione anticlericale. Qualcosina si muove, forse, anche nel Pd. Vai Nicola ! Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
29/5/08 – Un iraniano a Roma Basta una semplice accusa di sodomia per far finire col cappio al collo ragazzi giovanissimi colpevoli di amare altri ragazzi. In Iran è concessa la transessualità e messa a morte l’omosessualità: una contraddizione di un paese che nella sua carne sociale è più tollerante del potere forcaiolo. (Mario Cirrito, redazione Babilonia) … il nostro pieno sostegno in difesa del popolo iraniano oppresso da una tirannia fanatica che priva i cittadini di ogni libertà, a cominciare da quello delle donne e degli oppositori politici, nonché di coloro che esprimono una diversità sessuale. (Riccardo Pacifici, presidente comunità ebraica romana) Dal 3 al 5 giugno a Roma si svolgerà la Conferenza Internazionale sulla Sicurezza Alimentare e la delegazione iraniana sarà capeggiata da Mahmud Ahmadinejad. L’appuntamento della Fao tratterà argomenti che dovrebbero essere prioritari nell’agenda (e nei cuori) di ogni governo, e infatti in quei giorni saranno in città tanti leader politici e molti saranno quelli che approfitteranno dell’appuntamento per scambiare opinioni con i nostri ministri. Secondo fonti diplomatiche iraniane il presidente avrebbe desiderato incontrare Berlusconi anche se è certo al 99% che la richiesta non sarà accolta. Il ministro degli Esteri Frattini ha rilasciato una intervista al Financial Times in cui dichiara che il governo si unirà agli Stati Uniti e ai paesi europei nell’adottare la linea dura nei confronti dell’Iran. Immediata la risposta del portavoce del ministro degli esteri iraniano Mohammad Ali Hosseini che ha dichiarato che il governo italiano deve avere una posizione più realistica sul programma nucleare pacifico dell’Iran e di non farsi influenzare da altri governi. Il sindaco di Roma potrebbe essere tentato di ricevere il presidente iraniano, ma con le gatte da pelare che ha con la teppa più inquieta del suo partito, è difficile che si tuffi in questa trappola. Rimane probabile l’incontro con il presidente Giorgio Napolitano che terrà il discorso di apertura alla Conferenza e che riceverà i leader politici stranieri in una cerimonia al Quirinale. E per un leader in cerca di accreditamento come Ahmadinejad, una foto mentre stringe la mano di un presidente è una opportunità da cogliere al volo. Quanto al papa, che pure l’iraniano aspirerebbe a conoscere, sembra che sua santità riceva i leader in collettiva, e comunque quel red carpet che ha già visto sfilare tanti mostri, non ci riguarda. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
27/5/08 – Comunisti su Marte Avevamo sentito dei comunisti che mangiavano i bambini, ma che li digerissero così facilmente ancora non si era sentito (neanche da Berlusconi). Il brillante (e simpatico) Sansonetti, direttore del quotidiano di Rifondazione comunista Liberazione, ha invocato a gran forza la grazia per la signora Annamaria Franzoni, la mamma di Cogne, riconosciuta colpevole della morte del suo bambino Samuele. Quelli tra noi più cinici, in effetti avevano tirato un sospiro di sollievo per l’arresto, pensando che almeno ci sarebbe stata una tregua mediatica sul caso Franzoni. Invece. In carcere da meno di un giorno, parte subito il tormentone grazia si grazia no. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
26/5/08 – Se Roma ritorna cupa Noi non faremo come l’altra gente Il 30 ottobre 2007 una donna di 47 anni, la signora Giovanna Reggiani, venne aggredita da un giovane romeno, Nicola Mailat, che la aggredì alla fermata dell’autobus, la portò in una baracca e la brutalizzò per poi abbandonarla morente in una discarica. Una vicenda tristissima che ha occupato per oltre due mesi le prime pagine dei giornali, dimostrando che Roma non è una città assuefatta a queste tragedie. La vicenda è stata strumentalizzata da Benedetto XVI, che quando il 10 gennaio ricevette i vassalli Veltroni, allora sindaco, e Marrazzo, presidente della Regione Lazio, si permise di dipingere la città come un bordello. Tacquero i due, e, in parte, questo silenzio assenso ha segnato il cattivo esito delle elezioni per la sinistra. Lo sciagurato anticipo delle elezioni comunali ha visto il candidato moretto cavalcare l’onda della città violenta, approfittando di un altro caso di stupro che, per la verità, è avvolto dal mistero. Stringimi forte Probabile, come dicono gli ottimisti, che Alemanno non c’entri niente con il clima fosco, ma certamente molte delle sue dichiarazioni politiche, da Mussolini grande innovatore alla strada da dedicare ad Almirante, nonché prese di posizione autarchiche, come l’immediata cessazione del menù etnico nelle scuole e il forte invito a fare il presepio in classe, le assurdità sui limiti alle pellicole straniere alla Festa del cinema di Roma, le inquietanti dichiarazioni sullo smantellamento del lavoro di un archistar come Meyer, la cancellazione ella cultura aperta e popolare, sembrano dare una legittimità alle braccia tese, alle celtiche che occhieggiano sui muri, alla toponomastica corretta col pennarello e che sfregia la via Stamira, eroina anconetana, correggendola in via Almirante, che scrisse sulla rivista La difesa della razza “il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato”. Si affanna il nuovo sindaco a correre da una parte all’altra della città a portare solidarietà (non diritti), a dire che Roma fa paura, a condannare i pestaggi, a consigliarci di chiuderci in casa davanti alla tv. Forse un giorno scopriremo Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
24/5/08 - Esiste una legge per il finanziamento statale degli oratori cattolici: promossa nel 2001 dai deputati Luca Volontè, Rocco Buttiglione e altri dell’Udc, fu ripresa e rilanciata l’anno dopo dai deputati verdi Paolo Cento e Luana Zanella, per essere approvata in parlamento quasi all’unanimità, nei due rami. … il record dei contributi spetta alla regione Puglia, presieduta da Nichi Vendola, che con provvedimento del 3 ottobre 2007 ha deciso di destinare a fondo perduto in favore di 125 oratori pugliesi la somma di 12 milioni di € per la costruzione di strutture sportive. (Curzio Maltese, La questua, Feltrinelli) Lunedì prossimo (26 maggio) il cardinale Angelo Bagnasco aprirà i lavori dell’assemblea annuale della Cei, la prima con il nuovo governo. Condannerà le severe norme, vagamente xenofobe, sull’immigrazione? La Fondazione Migrantes, che fa capo alla Cei, è stata dura ma con riserva. Una agenzia Sir (servizio informazione religiosa) sul consiglio dei ministri napoletano ha scritto “è evidente che nel paese si respira un clima positivo di operosità”. Bagnasco parlerà di aborto? Il settimanale Famiglia Cristiana ha scritto “non è più sufficiente proporre una migliore applicazione senza toccare la legge”, che è la posizione sempre sostenuta da Ruini. Il presidente emerito Cossiga, che sa sempre tutto, in una chilometrica lettera al Corriere della Sera si dice certo che questo è invece “il governo più laicista della storia della Repubblica e perciò sarebbe velleitario dare battaglia sull’aborto”. Sulla rivista Il Regno, amata dai cattolici democratici, per intenderci alla Prodi, si sostiene che “Berlusconi è riuscito a separare la questione cattolica da quella democratica… rendendo inutile il ruolo politico di Casini e marginale il Pd che è afasico nella sua componente cattolica”. Tiziana Ficacci,www.nogod.it |
22/5/08 – Chi dice donna dice (ancora) danno Siamo a un passo dalla conquista della nomination, ha detto Obama, ma Hillary non getta la spugna, la testona. E’ possibile mai che giornalisti/e italiani (addirittura i fannulloni Rai assunti per merito di partito) si permettano di beffeggiare la senatrice solo perché ha deciso di candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti? La signora Hillary Rodham Clinton è stata assistente legale nel caso Watergate, è stata inserita tra i primi cento avvocati americani, ha collaborato fattivamente all’elezione e al lavoro del Presidente, suo marito Bill, lo ha gestito con sobrietà ed eleganza nelle sue scombiccheratezze tipicamente maschili, è anche una madre, è dal 2000 senatrice dello Stato di NY, e con questo cv ha deciso che si poteva candidare per la presidenza. Tutto bene? Manco per niente visto che è stata oggetto di pesantezze volgari, tra cui commenti sulle rughe, sul culo grosso, sulla decrepitezza da 60enne. 22/5/08 – Chi dice donna le usa e basta (probabile) Le polemiche sui rom continuano, ma chi ricorda più perché è stata scatenata la vergognosa scorreria di Ponticelli? Non si sente più parlare della giovane rom accusata di aver rapito un bimbetto. Lei è in prigione? E’ stata liberata? Forse è entrata per un furtarello e ha preso in braccio il bambino per non farlo piangere? Se è così, piacerebbe saperlo. Perché mai si è saputo di zingari giudicati colpevoli da un qualsiasi tribunale per un rapimento di minore, come ha confermato Viktri Mohacsi, europarlamentare ungherese di etnia rom. Anche se, sembrerebbe, che la folla ha bisogno di forti emozioni più che della verità. E, a proposito di forti emozioni, secca un po’ che nessun tifoso interista abbia voluto ricordare che lo scudetto sulla maglia lo hanno potuto cucire grazie allo svedese di origine bosniaca e di etnia rom Zlatan Ibrahimovic. |
19/5/08 – Tacebo sed res ipsa clamat - Mara Carfagna litiga con i gay: “Più sobrietà”. Signorina, non è che quando una impara una parola nuova la ripete continuamente (Lina Sotis) Incassati con ritrosia e spocchia i complimenti come ministra più bella del mondo e dopo aver rilasciato interviste a tutti i quotidiani per prendere – incomprensibilmente - le distanze dal suo passato nello spettacolo, la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha spiegato che finalmente le condizioni delle donne e degli omosessuali sono talmente tanto migliorate, che potrà dedicarsi a pieno tempo alla famiglia e al flagello della denatalità. In effetti corre voce insistente, anche il papa in uno dei suoi numerosi interventi lo ha richiesto, che si farà il famoso quoziente familiare modello francese: in estremissima sintesi più figli hai e meno tasse paghi, per cui se si ha un comportamento virtuoso (cioè massimo 3-4 figli) non si gode di nessuna detrazione fiscale. Giusto? Certamente no, perché ciò che distingue le persone dagli animali (nel mondo occidentale) è anche la capacità di determinare la dimensione della propria famiglia in questo modo contribuendo al rispetto dell’equilibrio ambientale. Il quoziente familiare a cui ci si vorrebbe ispirare è quello francese, che però si nutre di parecchi ingredienti. Quello fornisce sostegno economico alle coppie con figli (sposate, pacsate, conviventi) anche attraverso un capillare sistema di servizi per i piccolini e per gli anziani. E i congedi parentali, che in Italia sono compensati con appena il 30%, lì sono favoriti da una retribuzione piena. Nel nostro paese gli asili nido bastano solo per l’11% dei piccolini, e il lavoro di cura degli anziani è delegato a badanti (per chi può permetterselo) o ricade completamente sulle donne (figlie o nuore degli anziani). C’è una discreta possibilità che nel tentativo di fare in fretta qualcosa per gettare sabbia negli occhi, si finisca per fare un po’ di assistenzialismo alle famiglie prolifiche scoraggiando il lavoro femminile e l’esodo dei ragazzi dalla famiglia di origine. Sarebbe bene che Carfagna oltre a invocare la sobrietà degli omosessuali (che come è noto vanno in ufficio con le piume di struzzo e salgono sull’autobus solo se verniciati di strass) studiasse insieme ai ministri economici del suo governo misure che consentano alle donne di lavorare e, se lo desiderano, avere figli senza per questo dover compiere atti eroici. Sarebbe anche bene che, insieme al ministro della Funzione pubblica Brunetta che ha dichiarato di voler cacciare i fannulloni che impestano gli uffici statali, si impegni per l’allontanamento dagli ospedali pubblici dei medici obiettori che coartano le pari opportunità di scelta delle donne. Se Carfagna riuscirà a compiere questo “miracolo”, sarà ricordata non solo per la sua bellezza (che certo non verrà scalfita per questo) ma anche per aver intrapreso la strada della modernità e del progresso del paese. |
16/5/08 – “Lei è in arresto”. “Per quale reato?” “Rumeno, reato rumeno” Nella sentenza del processo di Norimberga nel capitolo dedicato agli zingari, è scritto: “I gruppi d’assalto ricevettero l’ordine di fucilare gli zingari. Non fu fornita nessuna spiegazione circa il motivo per cui questo popolo inoffensivo, che nel corso dei secoli ha donato al mondo, con musica e canti, tutta la sua ricchezza, doveva essere braccato come un animale selvaggio. Pittoreschi negli abiti e nelle usanze, essi hanno dato sfogo e divertimento alla società, l’hanno a volte stancata con la loro indolenza. Ma nessuno li ha condannati mai come una minaccia mortale per la società organizzata, nessuno tranne il nazionalsocialismo, che per bocca di Hitler, Himmler e Heydrich ordinò la loro eliminazione”. 1/10/07 - Questa cosa ricorda qualcosa Non si deve dire zingari, ma non ha senso usare i termini corretti – rom, sinti, gitani – quando la maggior parte di noi li odia. Nomadi poi è grottesco, perché tanti di loro sarebbero contenti di vivere in tiepide case, così come avviene nella maggior parte dell’Europa. |
14/5/08 – Belle famiglie britanniche Nell’autobiografia Speaking for myself che Times pubblica a puntate, Cherie Blair racconta come rimase incinta del suo ultimogenito Leo. Era con il marito in visita a Balmoral, residenza della regina, e non aveva portato con sé contraccettivi perché le seccava che durante la perquisizione dei bagagli venissero scoperti. Poi il freddo, la vacanza, e Tony nel letto fecero il resto. Gli inglesi hanno appreso gli allegri particolari del bel quadretto domestico, mentre a Westminster il leader conservatore David Cameron inseriva nella discussione sull’utilizzo degli embrioni l’abbassamento del limite di tempo per l’aborto legale da 24 a 20 settimane. Aggressiva la campagna pubblicitaria “20 reasons for 20 weeks” che prospetta anche emendamenti per abbassare la soglia a 13 settimane. Secondo un sondaggio promosso dal Guardian tra 110 deputati dei diversi schieramenti sui temi in discussione in questi giorni (creazione di embrioni ibridi, accesso per lesbiche alla fecondazione in vitro, creazioni di embrioni per la cura di fratellini malati) è quasi certa la maggioranza bipartisan, così come è prevista la bocciatura degli emendamenti restrittivi sull’aborto. L’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ha dichiarato che la ricerca sugli embrioni è degna di Frankstein, ma è stato immediatamente tacitato da un deputato laburista che ha ricordato che una simile ingerenza è intollerabile, e dal canale pubblico BBC ha avvertito della deriva pericolosa dell’intervento del capo degli anglicani che potrebbe, in un domani vicinissimo, giustificare prese di posizione pubbliche di esponenti religiosi di fedi ancora più arretrate come quella islamica. |
13/5/08 – Quasi lui McCain dice di essere pronto ad affrontare indifferentemente i due candidati democratici il prossimo 4 novembre, ma in realtà lo staff repubblicano non nasconde che Obama sembra essere più abbordabile di Clinton. Nel caso sarebbe uno scontro con qualche possibilità di sorpresa. Obama punterà a descrivere McCain come il continuatore della politica di Bush che, dalla guerra irachena alla sofferente economia, gli americani non possono più patire. I repubblicani non molleranno l’osso sul passato radical di Obama e sulle sue tante amicizie compromettenti. Secondo The Economist (che dedica la copertina al senatore dell’Illinois titolando Almost there), per McCain avere per avversario Obama piuttosto che Clinton, se per alcuni aspetti lo agevola per altri potrebbe essere un problema. La signora Clinton sarebbe infatti una avversaria molto forte negli Stati tradizionalmente democratici ma con serie difficoltà nel sud conservatore, mentre Obama, percepito da molti come nuovo, potrebbe scomporre la tradizionale divisione tra conservatori e democratici pescando voti senza distinzione di appartenenza politica. D’altro canto più di un osservatore pensa che Obama potrà, alla fine, essere percepito come troppo liberal, anche per gli interventi della moglie Michelle, e molto più di sinistra degli sconfitti Kerry e Gore. Comunque vada della lunga campagna elettorale resterà l’immagine che Obama ha saputo rimandare di America nobile, il figlio di una unione mista nato a metà dei ’60 quando ancora i matrimoni interrazziali in alcuni Stati erano proibiti. Scrive Paola Peduzzi sul NYT “la genialità del senatore è stata quella di non dire nulla e trasmettere tutto, di mixare Kennedy con Luther King, di coniugare religione e politica, di mettersi l’aria addosso di uno che sta andando deciso da qualche parte come un novello pifferaio magico”. Giova ricordare che la grande convention democratica che deciderà (salvo sorprese dei prossimi giorni) chi tra Clinton e Obama dovrà affrontare le elezioni del 4 novembre, si svolgerà il 28 agosto. E il 28 agosto del 1963 Martin Luther King pronunciò il suo I have a dream, il sogno di un futuro in cui bianchi e neri avrebbero vissuto da uguali. E se su quel podio, a Denver, dovesse salire Obama, un sogno si sarà realizzato. Per le donne invece i sogni sono ancora tutti da concretizzare. |
9/5/08 – …quell’amore che squassa l’anima come vento sulle querce L’11 maggio la festa della mamma compie cento anni. In molti, specie noi italiani che siamo corrotti dall’onnipresente cattolicesimo, crediamo che la data sia stata scelta in onore della mamma di Gesù che i cattolici onorano soprattutto nel mese di maggio. Invece l’idea della celebrazione venne nel 1908 alla militante pacifista Anna Jervis ispirata dal “Proclama del giorno della madre” in cui si invitavano le mamme d’America a unirsi contro la guerra di secessione e a costituire una rete per la riconciliazione tra le parti. Jervis scelse il 10 maggio, anniversario della morte di sua madre. L’idea fu ripresa successivamente da parecchi Stati federali fino a quando, nel 1914, il presidente Wilson istituzionalizzò la festa fissandone la data alla seconda domenica di maggio. |
8/5/08 – Quando sento la parola cultura la mano corre alla… Mentre con ansia aspettiamo di sapere dove saranno spostati i rom sporcaccioni e come saranno espulsi i romeni potenziali stupratori, il sindaco dei romani sembra una scheggia impazzita. Ha accarezzato la schiena alla parte friabile della città (mai più Fosse Ardeatine-valore della Resistenza a Porta San Paolo-state tranquilli e sereni alla impensierita comunità ebraica), ha dato le direttive al prossimo gay pride, ha rassicurato gli estimatori della teca dell’Ara Pacis, ha tranquillizzato le star americane sulla Festa del Cinema e, soprattutto, ha incominciato a incassare qualche cantante, qualche attore, probabilmente qualche presidente di municipalizzata. Nel frattempo suggerirei al sindaco, per mettere una pezza alle mille gaffe sulla Festa del cinema che, col suo red carpet si no ci ha regalato l’ennesima bella figura sulla stampa internazionale, un film italianissimo per aprire la rassegna il 22 ottobre: Diverso da chi ? Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
7/5/08 - Quando sento la parola cultura... Mentre aspettiamo con curiosità il riassetto della Festa del cinema di Roma che pare essere diventato l’obiettivo principale del nuovo sindaco di Roma, clericaglia e sodali non perdono botta e annunciano dal 28 luglio al 3 agosto il “Fiuggi Family Festival”. Seicentomila €, sponsor importanti, comitato d’onore con Gianfranco Ravasi, Joaquin Navarro-Valls, Giulio Andreotti, i direttori dei tg 1 e tg2 rai, tg5 e Sky tg 24. Direttore artistico Andrea Piersanti, mentre Pupi Avati guiderà una giuria di famiglie selezionate attraverso abbonati a Famiglia cristiana. In più pacchetti famiglia che propongono oltre ai film, escursioni, musei… Più informazioni sul sito www.fiuggifestival.org. |
5/5/08 – Il papa saluta Alemanno: “preghiamo per Roma” E finalmente è arrivata la discontinuità. Non ancora dal pd però, ma da Benedetto XVI che, irritualmente, ha salutato (consacrandolo) il nuovo sindaco di Roma presente nella basilica di santa Maria Maggiore per l’apertura del mese mariano. Il papa, dopo aver invocato Maria “per aiutarci a irrigare la città a partire dalle sue relazioni quotidiane, purificarla dalle tante cose negative, aprendola alla verità di Dio”, è sceso dall’altare e, infrangendo la vetustà del cerimoniale vaticano, è andato a salutare Alemanno che si è immediatamente prostrato. Un gesto, quello del papa, che ha impressionato anche monsignor Adriano Paccanelli, cerimoniere della basilica, che ha lodato il velo di pizzo nero che copriva il capo della moglie del sindaco. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
1/5/08 - Razzisti sempre all'erta Alemanno ha preso tanti voti in più di Rutelli ed è partita la caccia al sostenitore. Trovato l'infame: l'ebreo. Tralasciamo il fatto che gli organi laici della comunità ebraica di Roma (isolatamente) avevano espresso una certa perplessità su apparentamenti con la destra più estrema (che non sono stati fatti anche se ieri durante la conferenza stampa del nuovo sindaco circolava il nome di Francesco Storace come possibile presidente del Consiglio comunale), è bene ricordare a chi cerca di leggere il voto degli ebrei, che da un pò di tempo (non tanto per la verità) sui documenti anagrafici non si riporta la religione, che gli ebrei (purtroppo, visto il valore immobiliare della zona) non abitano più nel ghetto e si sparpagliano volentieri per tutta la città. Che qualcuno si sia divertito a dipingergli una stella gialla sul petto non è certo un buon segno. Per la verità i giornali si sono ben guardati dal riportare integralmente il messaggio di auguri mandato dal presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici che fa auguri di buon lavoro al nuovo sindaco ricordandogli che con le amministrazioni Rutelli e Veltroni, con i quali i rapporti sono stati ottimi, non ci sono mai stati a Roma gravi episodi di antisemitismo al contrario di altre grandi capitali europee. Come aggiunta per gli antisionisti in genere, va rilevato che mentre la stampa israeliana ha accolto con una certa indifferenza il cambio di governo ha dedicato titoli sgomenti (tutta la stampa da sx a dx) all'elezione di un sindaco postfascista a Roma, illustrando i servizi con foto di Alemanno a braccio teso. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
30/4/08 – Dopo il terremoto (1) All’indomani del risultato elettorale Rosy Bindi ha mostrato sconcerto e incomprensione per i voti cattolici trasmigrati alla Lega. In un lungo articolo su Europa (quotidiano della fazione margherita del pd) lo storico della dc Agostino Giovagnoli ha tentato una risposta: “chi viene dal mondo cattolico è in grado di cogliere ciò che è autentico nella nostalgia del mondo scomparso e ciò che è artificioso nel modo di interpretarla mostrando che è possibile coniugare senso di comunità e buona amministrazione”. E ancora: “la strada del futuro passa per una alleanza nuova tra masse popolari spaventate dalla globalizzazione ed élites cosmopolite a loro agio nel mondo globalizzato”.
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30/4/08 – Dopo il terremoto (2) L’allarme sul pericolo fascista è stato inutile, perché i romani non hanno avuto paura dell’arrivo del moretto, ma piuttosto hanno manifestato fastidio per lo scambio di poltrona tra Veltroni e Rutelli che ha dato l’impressione del Campidoglio-proprietà. |
22/4/08 – Nella palude se sarva solo ‘r coccodrillo Io voterò per Rutelli. Per prima cosa perché Alemanno è contiguo al fascismo, indossa la croce celtica dicendo che è un simbolo religioso, ha difeso i tassisti, la corporazione più arrogante della città, arrivando addirittura a capeggiarne la rivolta che paralizzò per parecchi giorni il centro di Roma e sfacciatamente candidandone il caporione. Perché ha strumentalizzato un doloroso episodio di cronaca, cacio sui maccheroni per la populista destra romana, che fa finta di non sapere che le competenze dell’ordine pubblico non fanno capo al sindaco di una città. Perché immemore che la legge che regola l’immigrazione, la Bossi-Fini, ha reso difficile assumere un badante ma ha aperto le porte ai clandestini, e dimentica che il governo in cui era ministro (dove condusse una battaglia contro gli ogm) approvò una sanatoria per 141.620 romeni non prevedendo alcun limite all’ingresso di nuovi cittadini come pure era previsto dall’ue. Perché si scaglia contro le buche nell’asfalto e gli autobus che non arrivano in tempo e la spazzatura che non è raccolta bene (vero), e ha deciso che il suo primo obiettivo non sarà rivedere (o decapitare se le cose sono così grave come le dipinge) i vertici delle aziende municipalizzate preposte a ripianare le buche, far arrivare gli autobus, raccogliere la mondezza, ma ha dichiarato che scollerà dalla poltrona il direttore e creatore della festa del cinema (due anni di vita) per metterci il suo regista di fiducia. Perché, nonostante il mancato apparentamento coi fascisti storaciani – disapprovato pubblicamente solo dalla comunità ebraica romana – è nei fatti ancorato all’eredità fascista, orgogliosamente legata ai dettami totalitari, xenofobi e razzisti del ventennio. Come dimostra la sua presenza a Casa Pound, un centro sociale che si trova in un palazzo occupato all’Esquilino e dove il pensatore forte è Luca Romagnoli di azione sociale. Perché vuole costruire due stadi e io non amo il calcio e perché vuole aprire un casinò a Ostia e io disprezzo il gioco d’azzardo. Perché vuole costruire case popolari creando i ghetti per i cittadini “brutti”. Perché vuole smantellare quelle piccole cose che rendono più leggero il vivere in questa città, come il menù etnico servito nelle mense scolastiche una volta al mese, le notti bianche che consentono a tanti giovani di lavorare, lo 060606 per le informazioni rapide ai cittadini, il numero verde per gli omosessuali, gli ascensori al Vittoriano… Rutelli ha già governato Roma per due mandati, è stato il sindaco del giubileo dando molto alla chiesa e riservando ai romani solo il disturbo dell’evento senza concedergli una strada un ponte un monumento. Si è attovagliato con attori, cantanti, fancazzisti, e insieme a sua moglie ha ricordato il burino arricchito dei film di Vanzina. Da nuovi ricchi i sindaci che votiamo si sono dimenticati che c’è qualcuno che prende il trenino a La Storta. Voto per Rutelli sperando che dalla fresca batosta elettorale abbia imparato la lezione. Mi sembrerebbe troppo pagare io il prezzo della loro disattenzione. |
18/4/08 – Shadow cabinet Se la sconfitta di Ferrara era ampiamente prevedibile per il tradimento dei cattolici che gli avevano dato un iniziale sostegno ma che lo hanno giudicato inaffidabile come leader politico, meraviglia di più la lista di Casini che pure aveva avuto un mezzo endorsement dai vescovi e la candidatura eccellente della principessa Borghese, nipote di papi e amica del papa. E’ il segno, probabilmente, che le gerarchie cattoliche non si accontentano più di avere un partituccio su cui contare e puntano alla trasversalità. Stando così le cose c’è da augurarsi che i cento cattolici dichiarati del Pd e gli altri duecento e più del Pdl siano in grado di prendere le distanze dalla propria appartenenza religiosa e di mostrare lealtà verso gli elettori che sono stati costretti a mettere una croce su un simbolo di partito e non su una chiesa. Il prossimo Presidente del Consiglio, che si è definito anarchico sulle questioni etiche e religiose, e che “il matematico impertinente e impenitente” Piergiorgio Odifreddi ha definito “sostanzialmente un laico” proponendosi come suo ministro dell’Istruzione, dovrà fronteggiare l’enorme aspettativa della chiesa cattolica sulle delicate questioni bioetiche. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
16/4/08 - Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri Arrivato a Washington con l’elegante Boeing 777 allestito per le sue esigenze dall’Alitalia (vedi sotto 13/4) ed espressamente voluto dall’amministratore delegato Maurizio Prato (dimessosi qualche giorno fa dall’azienda decotta e atterrato sulla morbida carica di supervisore internazionale presso la Prefettura degli Affari economici della Santa Sede) Benedetto XVI ha detto ai giornalisti del seguito di sentirsi imbarazzato per lo scandalo dei preti pedofili e si è impegnato ad escludere questi pervertiti dal sacerdozio. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
15/4/08 - La (s)fortuna di essere donna Ha sciabolato le italiane la foto della signora Carme Chacon, 37enne sontuosamente incinta, neoministro della Difesa, con la mano nella mano di José Luis Rodriguez Zapatero. Non è solo il numero delle donne (9 ministre su 17 ministeri) ad impressionarci, ma il peso degli stessi. Zapatero ha assegnato al bel sesso settori come difesa, istruzione, infrastrutture, agricoltura, pubblica amministrazione, scienza e innovazione, casa, pari opportunità. Le poche ministre che noi abbiamo avuto (e vedremo alla prova l’uomo dei sogni nei prossimi giorni) si sono occupate di famiglia, di salute, di pari opportunità, temi conformi allo stereotipo maschile. Emma Bonino, che appena due anni fa venne spernacchiata con le “tipiche battute ironiche machiste” perché aveva mostrato un interesse per il dicastero della Difesa, dice che quello che manca nel nostro paese è la volontà politica di “vedere le donne dalla cintola in su”. Mentre in Spagna, che pure ha il nostro stesso retaggio passatista del cattolicesimo prepotente, la legge sui diritti di cittadinanza sottoscritta da Zapatero incarna una volontà politica che, soprattutto per la sua impronta laica, è riuscita a stimolare l’intera società. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
13/4/08 – Nulla poteva salvare la foresta dal fuoco, tranne un prodigio (dallo spot Vigorsol – Air fresh explosion) Avete presente la crisi Alitalia? Accantonate tutto e concentratevi sull’elegante Boeing 777, già pronto per accogliere 100 passeggeri che lunedì 14 aprile partiranno da Fiumicino per atterrare all’Andrews Air Force Base di Washington. Poco? No, perché già rulla sulla pista un aereo di riserva uguale. Il biglietto è un po’ caro, 3200 €, ma l’ospite e gli accompagnatori sono vip e non pagano. La patinata rivista della compagnia, Ulisse, è uscita in edizione speciale per l’occasione. I tecnici dell’Alitalia hanno diviso l’aereo in tre parti : davanti il vip e il suo staff, nel mezzo il seguito, in coda i giornalisti. Per non far pesare al vip lo stress delle nove ore di viaggio, un salottino con 6 poltroncine, uno scrittoio, e un letto all’interno di una stanzetta chiusa che Alitalia ha dotato di un inginocchiatoio e una croce di legno dove l’illustre ospite non pagante, se lo desidera, potrà pregare. Non mancherà una tribunetta per eventuale breve conferenza stampa in aria. E’ anche per questo che serve la cordata (per ora fantasma) di investitori italiani. Perché certo una compagnia straniera non farebbe tutto questo gratis per un papa. 13/4/08 - I ghiacci continuavano a sciogliersi, chi poteva salvarli? (dallo spot Vigorsol – Air fresh explosion) Che il fanatismo fosse come l’indifferenza per le anime o la muffa per le cose era noto. Ma che l’invasamento potesse deprimere il botteghino ancora non si era mai visto. La Fox sta pagando il fio della promozione che la Lista Aborto, no grazie ha fatto al grazioso Juno, film che ha incassato 143 milioni di $ in America e 75 nel resto del mondo. La sprovveduta mamma del Minnesota “madre piccina e gigantesca” per Ferrara, è stata strumentalizzata dal settario giornalista fino al punto di invitare in un grande cinema romano a una proiezione del film i suoi possibili elettori. Regolarmente investiti da uova e simili insieme al loro ospite. Probabilmente gli spettatori scelgono altri film perché temono di “sottoscrivere” un manifesto oscurantista. La sceneggiatrice e l’attrice ci hanno messo del loro per prendere le distanze dalla crociata antiaborto, ribadendo che il loro film è una commedia allegra e leggera non certo una bieca campagna antidonna. Adesso alla Fox lo sanno, e nel futuro saranno attenti a prendere le distanze dagli invasati. Ci auguriamo che lo capiscano anche gli altri… Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
10/4/08 - Il problema è che non si possono spendere cifre esose per scarpe che poi ti fanno puzzare i piedi. Quello del foot odour è un problema sentito in tutti i sensi, altroché… (Mario Moretti Polegato, patron della Geox) Ricordate la famosa lettera della discordia che il professor Marcello Cini e i suoi colleghi scrissero al Rettore della Sapienza per contestare il fatto che il papa inaugurasse l’anno accademico? I professori scrissero perché non sentivano assicurata la laicità da parte dell’istituzione accademica che pure avrebbe dovuto garantirla. La denuncia contenuta in quella lettera avrebbe dovuto far tremare le vene dei polsi delle istituzioni che, come invece sappiamo, si sono gingillate in risibili difese del teocrate vilipeso. Così come i nostri rappresentanti non hanno speso una parola per la recente sentenza del Tar che è intervenuta sul caso di una donna che ha rifiutato di farsi impiantare un embrione malato come prescrive la vergognosa legge 40. Di più, il ministro della Salute in carica, ha accettato di dibattere con Ferrara promotore della scandalosa moratoria sull’aborto, senza mai affermare che l’interruzione della gravidanza e la legge 194, sono presidi della salute femminile. Questi sono temi definiti eticamente sensibili, che nel nostro paese vuol dire sensibilmente fastidiosi per i leader cattolici. Tiziana Ficacci, www.nogod.it *offerta pubblica di acquisto, lanciata da una società che è disposta ad acquistare a un prezzo superiore al costo di borsa in vista di rafforzare il proprio controllo su quella società. |
Dal sito www.direfarepensare.it un breve commento sulla depenalizzazione dell’aborto e la scheda del film Juno. … e vogliamo anche le rose Pochi minuti. Si telefona, si dicono i giorni di ritardo, viene fissato l’appuntamento. Quel giorno si incontrerà un ginecologo che constaterà lo stato della gravidanza e procederà all’aborto. Questo in tutto il Regno Unito dove un call center attivato dalla Marie Stopes (http://www.mariestopes.org/uk) rende facile, rapida e priva di sofferenza per la donna l’interruzione volontaria della gravidanza. La Marie Stopes International è una organizzazione privata inglese che prende il nome dalla biologa scozzese che dedicò la sua vita alla emancipazione e alla salute delle donne. Da circa un mese la Marie Stopes ha inaugurato la linea dopo una fase sperimentale di sei mesi in cui 650 donne si erano rivolte al centralino dell’associazione che è attiva anche per l’informazione sulla contraccezione, in particolare degli adolescenti di entrambi i sessi, e sulle malattie a trasmissione sessuale. Juno di Jason Reitman, con Ellen Page, Michael Cera Lanciato dal festival di Toronto, Oscar per la sceneggiatura, vincitore alla Festa del cinema di Roma. Costato 7 milioni di $ ne ha incassati 155 solo sul mercato nordamericano. La storia è semplice: la sedicenne Juno dopo un rapporto sessuale con un suo coetaneo rimane incinta. Dopo essersi recata in una clinica per abortire decide per la gravidanza per poi dare il bimbo in adozione a una coppia di trentenni belli e ricchi. Lietta Tornabuoni commentando il film sulla Stampa ha scritto che Juno è stato strumentalizzato “da pervertiti che godono a vedere sullo schermo una ragazzina con il corpo deformato dalla gran pancia della gravidanza avanzata”. Certo è che in nessuna parte del mondo questo film ha scatenato l’entusiasmo dei linciatori dell’aborto che ne hanno fatto una sorta di manifesto per raccogliere consensi. La giovane sceneggiatrice Diablo Cody e la giovanissima protagonista Ellen Page, rifiutano che il film possa essere interpretato come un manifesto antiabortista. Del resto, come si chiede Natalia Aspesi su Repubblica “perché un film dove una ragazza che decide di non abortire viene immiserito, stravolto, avvilito, fino a essere ridotto a un film antiaborto?” Per leggere tutti gli interessanti articoli sul dossier aborto vai sul sito www.direfarepensare.it |
7/5/08 – “C’è una tappa oltre la quale la vita non è più vita, ma un’agonia irreversibile” (dalla lettera di Blanc a Sarkozy) L’associazione francese Admd, Associazione per il diritto di morire nella dignità, conta 44.000 iscritti. Il suo scopo è di aiutare le persone che chiedono l’eutanasia a rendere pubbliche le loro storie private, e ha aiutato a far conoscere ai francesi la triste vicenda della signora Claire Blanc. |
5/4/08 – Uno spettro si aggira per l’Italia… il difensore del collega fischiato C’è qualcosa di molto sporco nella compatta difesa che i giornalisti italiani stanno facendo all’offeso Ferrara. E’ bene ripetere che atti volgari e violenti non sono nelle nostre corde, in particolare io mai lancerei uova e pomodori che, se per caso avessero l’opportunità di transitare nel mio frigorifero, sarebbero incoronati in una frittata e in una panzanella. Ma possono essere chiamati scellerati, esaltati, imbecilli, violenti, incolti, attentatori della democrazia, questi lanciatori di ortaggi che pavesano cartelli minacciosi con scritto “mangia di meno e tromba di più”? O sabotatrici della democrazia queste belle donne che gridano giù le mani dalla 194, legge ”imperfetta” licenziata dall’Italia? Si sono scomodate tutte le firme per difendere la libertà di espressione e di parola del candidato premier. Sembra un già visto (do you remember Benedetto 16) assai peloso, ma di semplice spiegazione: fiumi di inchiostro sono stati versati per descrivere la virulenza della casta politica pappona, ma neanche un rigo (e non potrebbe essere altrimenti) per parlare della vera e potente casta italiana, ovvero la autorevole lobby dei giornalisti. Se gli eroici reporter non temessero di acciaccare i piedi al promotore della Lista Aborto no grazie, collega direttore di una importante testata, conduttore di un prestigioso programma televisivo, di solide amicizie, di importante famiglia… avrebbero potuto scrivere: “caro collega, semini vento raccogli tempesta”. Invece molto meglio difenderlo acriticamente da qualche fischio e fregarsene delle donne che vengono offese fin dal momento in cui fanno sesso col contraccettivo. Del resto, come mettere sullo stesso piano una giacca di velluto da smacchiare e una sventata alla ricerca di una pillola del giorno dopo? E come paradossale sovrappiù si è aggiunta ai corifei la classe politica (addirittura Prodi dal vertice Nato!), sia mai che questo ti diventa per davvero ministro della Salute! Per quel che serve, una domanda a Ferrara la facciamo noi: come si concilia il rispetto delle decisioni della donna con una moratoria che di fatto sospende tali decisioni? Come si può parlare di omicidio di bambini senza farne seguire le categorie, di colpa e di sanzione? Tiziana Ficacci,www.nogod.it |
4/4/08 – Aria---ritornerò---nell’aria che mi porta via Il 6 maggio il Consiglio d’Europa dovrebbe approvare il nuovo testo della Convenzione sulla adozione dei minori, dando il via libera ai singoli che, con le nuove disposizioni all’esame del Comitato dei ministri Ue, otterrebbero il diritto di adottare un bambino. Per questo provvedimento gli stati europei dovranno modificare le proprie leggi nazionali per adattarle ai nuovi principi legislativi. Ci sarà anche l’apertura dell’adozione alle coppie omosessuali registrate e/o conviventi anche se, tenendo conto dei ritardi culturali di alcuni paesi membri come l’Italia, per il momento la Convenzione non sarà prescrittiva. |
2/4/08 Continua l'offensiva della chiesa cattolica sul mondo e sulle altre religioni. Addirittura l'anziano rabbino Elio Toaff, amatissimo anche da molti romani non ebrei per il lavoro riconciliatore che seppe tessere all'indomani della seconda guerra mondiale, ha rilasciato una intervista al sito Petrus che è stata ampiamente travista e tagliata. Rav Toaff ha dovuto prendere il telefono per rettificare l'arrogante voce cattolica. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
1/4/08 – Perché preoccuparsi? L’inferno ha bisogno di legna (un lettore scrive sul caso Allam al blog di Al Jazeera) Magdi Allam, abito scuro, teso, è il secondo dei sette neofiti. Subito dopo è il momento della cresima con i padrini e le madrine che consegnano la veste bianca e il cero. Benedetto XVI impone le mani sui cresimandi: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono. Amen”. Al termine della veglia, intorno alla mezzanotte, arriva anche la comunione. E il papa: “il corpo e il sangue di Cristo Signore vi facciano crescere sempre nella sua amicizia e nella comunione con tutta la chiesa”. Caro Direttore, ciò che ti scrivo concerne una mia scelta di fede religiosa e vita personale. Ieri sera mi sono convertito alla religione cristiana, per me il giorno più bello della mia vita. Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandolo dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del diverso primeggiano sull’amore e il rispetto del prossimo che è sempre e comunque persona. La mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà. Ho preso atto che la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale (stralci della lettera di Allam al Corriere della Sera). Per l’inglese Sunday Times con la conversione di Allam “il papa rischia di rinfocolare la rottura con il mondo islamico”. L’ambasciatore Mario Scialoja, convertitosi all’islam, dice che “è una scelta da rispettare” e l’imam Izzedin El Zir, portavoce Ucoii, dice “l’importante è che ognuno viva la sua religiosità come crede, l’importante è che sia in pace con gli altri”, mentre Yahya Pallavicini , vicepresidente del Coreis dice “non c’è bisogno, per dimostrare l’amore per Gesù, di rinnegare l’amore e la fede per il profeta Maometto”. Sul sito di Hamas l’analista Khaled Amayreh scrive: “gli stessi musulmani sono ricorsi a violenze anche non giustificate, ma nemmeno le mani dei cristiani sono pulite”. Dopo la lettera e le interviste di Allam, il portavoce vaticano padre Lombardi, ha chiarito: “accogliere nella chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee. Allam ha il diritto a esprimere le proprie idee, che rimangono personali, senza evidentemente diventare espressione ufficiale delle posizioni del papa o della Santa Sede”. Vittorio Messori ha scritto: “va segnalato un certo radicalismo, forse un eccesso di foga che segnano ogni convertito che all’inizio è abbagliato dalla nuova luce… non riesco a condividere la condanna radicale di un islamismo definito da Allam come “fisiologicamente violento” e “radice di ogni male”. Ian Buruma, autore di un libro su Theo Van Gogh, scrive: “In quella cerimonia la chiesa ha visto un’opportunità per presentarsi più attiva nelle conversioni, per tentare di uscire dalla crisi che vive da tempo”. Lo scrittore Claudio Magris: “Una certa sorpresa ha destato il fatto che sia stato il Sommo Pontefice a battezzare Magdi Allam in un rito pasquale che di solito prevede il battesimo pubblico ad anonimi, e quindi rappresentanti di tutti. Sarebbe un po’ penoso se fossero solo i vip ad ambire a quei lavacri”. Ed Ernesto Galli Della Loggia: “Bisogna chiedersi perché di fronte alla violenza delle ripetute condanne a morte giunte dall’islamismo estremista ad Allam come a Rushdie, Redeker e tanti altri, in nessuna occasione sia arrivata alle nostre orecchie dallo stesso islam una voce significativa di condanna. Come mai nessun imam, nessun celebre intellettuale o assemblea islamica ha mai pensato di pronunciarsi in maniera irrevocabile contro tale uso barbarico della fede”. E Afef Jnifen: “nonostante Allam il dialogo, per noi musulmani laici, continua”. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
29/3/08 – Per l’uomo la Bibbia è la fonte di tutti i mali… dopotutto proprio per questo libro sono cominciati il caos e la maledizione. E’ proprio questo che dobbiamo distruggere (da Fuoco amico, A.Yehoshua, Einaudi) Re Abdullah, capo dello stato saudita, parlando ad un seminario svoltosi a Riad sui rapporti tra il mondo islamico e il Giappone, ha annunciato che chiederà ai rappresentanti delle religioni monoteiste di riunirsi nella fede. La notizia lanciata dalla Saudi press agency ha avuto vasta eco sulla stampa israeliana. Yediot Ahronot, Haaretz e Jerusalem Post hanno aperto le loro edizioni con la notizia. E’ infatti la prima volta che il leader di un paese musulmano, e così importante poi, definisce cristiani ed ebrei fratelli. Sulla stampa israeliana, notoriamente assai diffidente e riluttante a discutere di religione, si ipotizza che re Abdullah abbia parlato di questa sua idea a Benedetto XVI durante la sua storica visita in Vaticano e nessun commentatore ha dimenticato di enfatizzare, a mò di iene avvertite, della sciabola impreziosita di smeraldi regalata dal re saudita al teocrate vaticano. Re Abdullah ha spiegato che questo incontro servirebbe a vincere la disgregazione della famiglia e l’ascesa dell’ateismo nel mondo, e ha aggiunto che si rivolgerà alle Nazioni Unite per portare avanti questo suo impegno. Anche la conversione del giornalista italiano Magdi Allam (che è sembrata più che una adesione ad una nuova fede l’iscrizione ad un partito politico. O peggio ad una sua corrente) sembra andare in questa direzione. In più, Allam ha fatto una esagerata tirata sull’inesistenza di un islam moderato che ha portato i 138 che dovranno vedersi a novembre con i cattolici a cercare rassicurazioni dalla Santa Sede. Ma l’idea che il dialogo passa per la religione è ben radicata, per il momento, nella capoccia di alcuni leader islamici e di Benedetto XVI che, ciurlando nel manico, ama definirsi il capo dei cristiani. Il dialogo non passa per le religioni, meglio sarebbe guardare con più attenzione al modello francese dell’integrazione, che non annulla le differenze ma ne consente la comprensione, piuttosto che al multiculturalismo, fallito nel nordeuropea e in Gran Bretagna, che crea ghetti. In Italia e in Europa molti stranieri musulmani vivono laicamente la loro fede. E’ con loro che bisogna avviare un costruttivo dialogo, non con le loro religioni. |
26/3/08 – “A France’, di' ‘na cosa de destra”. “A froci !” (Francesco Storace risponde a una richiesta dei suoi sostenitori) |
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Dossier Aborto
25/3/08 – Dal dossier aborto su www.direfarepensare.it Con 160 voti favorevoli e 148 contrari il 18 maggio 1978 il Senato approvò la legge 194 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” emanata dal Capo dello Stato Giovanni Leone il 22 maggio. Fino ad allora il Codice Rocco giudicava reato l’aborto e puniva con il carcere chi abortiva. Prima della legge troppe donne morivano sotto i ferracci di improvvisate “mammane”. Nel 1973 il deputato socialista Loris Fortuna, lo stesso del divorzio, presentò al Parlamento la prima proposta di legalizzazione dell’aborto. La svolta è rappresentata da una sentenza della Corte costituzionale, del 18 febbraio 1975, secondo cui la salute e i diritti della madre prevalgono su quelli del nascente. Nel 1976 ci fu una proposta della radicale Adele Faccio. Poi nel 1977 la Camera approvò un progetto di legge preparato dalla Commissione Giustizia e Sanità, ma al Senato, con due soli voti di scarto, la legge non passò. Il 9 giugno 1977 il testo fu ripresentato alla Camera dal socialista Vincenzo Balzamo. Nel 1978 si arrivò alla legge 194. La vita delle donne italiane trenta anni fa ebbe un sussulto: l’aborto, fino allora considerato una riprovevole forma di soppressione della vita, con l’approvazione della legge 194 diventava un diritto della donna e il presupposto di una maternità consapevole. Feroci avvoltoi hanno sempre soffiato su questa legge: l’obiezione di coscienza dei medici, che ha coinvolto perfino i portantini e i cuochi dei reparti dove vengono praticati gli aborti; difficoltà pretestuose per ritardare l’introduzione della Ru486; comitati di medici, tra cui psichiatri, che valutano le richieste. Perché la tentazione di costringere la donna ad una condizione umiliante non è mai venuta meno. Nonostante ciò, volevamo ricordare i trenta anni di questa legge con un piccolo dossier per rileggere insieme una parte della nostra storia, e per dedicare un affettuoso omaggio alle donne che in troppe parti del mondo patiscono le conseguenze di gravidanze non desiderate e di aborti effettuati in condizioni insicure. Mentre pensavamo a come coordinare questo lavoro è esplosa violenta la richiesta di “moratoria”. Un progetto, secondo i promotori, che non si pone l’obiettivo di cancellare la legge – almeno per il momento – ma di ridiscutere l’idea di modernità, di “leggerezza”, di libertà, insita nella autodeterminazione della donna. Una moratoria che, riaffermando la supremazia del nascente sulla madre, equipara la donna che non vuole essere una mera riproduttrice, ad una omicida. Un programma che ha visto l’approvazione entusiasta della Chiesa cattolica che, pur di recuperare una centralità appannata, accetta di farsi soccorrere e guidare da “atei devoti” e da politici clericali, ai quali viene richiesto di testimoniare che è possibile adeguarsi alle regole prescritte dalla chiesa romana senza bisogno di credere. Sembra esserci qualcosa di putrefatto in un paese che ridiscute sulla 194, una legge approvata dal Parlamento, confermata da un referendum popolare, e considerata, anche fuori dai confini, equilibrata. Pensiamo che ogni cosa – e ogni legge - possa essere dibattuta, analizzata, rivisitata, migliorata addirittura. Ma, per qualsiasi confronto deve esserci una condizione: il dialogo si fa tra pari, nessuno può essere il portavoce di valori non negoziabili e di verità indiscutibili. Quello che oggi noi che amiamo la libertà, i diritti civili, la libera espressione del corpo, dobbiamo tener presente, è che non stiamo parlando solo di aborto, così come durante il referendum sulla legge 40 non si parlava solo di fecondazione assistita e di ricerca scientifica. Forze fanatiche e reazionarie, approfittando del vuoto lasciato dalla politica, stanno ponendo mano ai principi fondanti della nostra società, scegliendo di caratterizzarsi con una forte misoginia che è quasi sempre il sintomo più manifesto di un’aberrazione della religiosità. Quando nel 1973 il deputato Loris Fortuna presentò al Parlamento la prima proposta di legalizzazione dell’aborto, Gigliola Pierobon era al centro di un clamoroso procedimento giudiziario, per delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe, accusata di aver abortito quando aveva 17 anni. Ne “Il processo degli angeli”, Pierobon racconta: “I numerosi ragazzi-padri, gli incoscienti di fronte alle loro eiaculazioni, gli uomini che non hanno nessun rapporto con i “loro” bambini si sono presi l’incomodo di fare leggi sui nostri corpi, sui nostri figli, sulla nostra maternità. E ci fanno pagare il prezzo di averla, non dico scelta ma accettata… Se esistesse davvero l’uguaglianza dei diritti, all’obbligo per la donna di portare avanti una gravidanza non voluta dovrebbe corrispondere parallelamente l’obbligo per l’uomo al coito interrotto o al preservativo. Se l’uomo ha la libertà di non gestire i suoi spermatozoi, la donna dovrebbe avere la libertà di non preoccuparsi delle proprie ovulazioni, e invece siamo solo noi che dobbiamo continuamente difenderci dalla libertà del maschio: l’unico non punibile dalla legge”. Questa storia finirà un giorno? E se non noi, chi si occuperà per noi di questo? L’aborto è legale, con molte limitazioni,in quasi tutti i paesi del mondo. Il 98% dei paesi, dove vive il 96% della popolazione mondiale, riconosce come motivazione legale per interrompere la gravidanza, il pericolo di vita per la madre. In questi paesi vengono eseguiti circa 25 milioni di aborti all’anno. Complessivamente, il 62% dei paesi con il 75% della popolazione mondiale, considera la necessità di salvaguardare la salute fisica delle donne come motivazione per abortire legalmente, sebbene le definizioni di rischio per la salute siano molto diverse. La tutela della salute costituisce un fondamento legale per l’89% dei paesi industrializzati, ma solo nel 52% dei paesi in via di sviluppo. Indipendentemente dallo status legale, le posizioni individuali sull’aborto variano ampiamente all’interno di ciascun paese. Compiere un aborto è una delle procedure mediche più semplici e prive di pericoli. Ma, quando viene eseguito in condizioni non sicure, l’aborto può costituire un danno notevole per la salute. Circa 70.000 donne muoiono ogni anno a causa di aborti a rischio, e un numero altissimo soffre di infezioni e subisce lesioni e traumi. Si calcola che vengano praticati circa 20 milioni di aborti a rischio ogni anno, il 90% dei quali nei paesi in via di sviluppo. Ma la legalità non garantisce la sicurezza automaticamente. Ad esempio l’intervento può essere poco sicuro dove la possibilità di usufruire del servizio viene ostacolata da procedure burocratiche (ad esempio in Italia per l’alto numero di medici obiettori e per il divieto di scegliere la struttura privata). Molte, se non tutte le donne che ricorrono all’aborto, userebbero la contraccezione se ne avessero la possibilità. In Nigeria solo il 10% delle donne ha accesso alla contraccezione. In Bolivia solo il 7%. Un rapporto dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, presentato dalla socialista austriaca Gisela Wurm chiede che l’aborto diventi legale in tutti gli stati europei e che si riducano gli ostacoli là dove è già consentito. Oggi l’aborto a richiesta è in teoria consentito in tutti gli stati membri del Consiglio d’Europa salvo Andorra, Malta, Irlanda e Polonia. Tuttavia anche negli stati membri in cui l’aborto è legale le condizioni non sono sempre tali da garantire alle donne un effettivo accesso a questo diritto. La mancanza di strutture sanitarie locale, di dottori pronti a effettuare aborti, i ripetuti consulti medici richiesti, il tempo concesso (obbligatoriamente) per poter cambiare idea e quello di attesa per l’aborto hanno il potenziale di rendere più difficile l’accesso all’aborto, o , in pratica, addirittura impossibile. Negli Usa sempre meno aborti Secondo i dati forniti dall’Alan Guttmacher Institute, un istituto di ricerca newyorkese impegnato nella educazione sessuale dei giovani, negli Stati Uniti una donna su 5 decide di non portare a termine la gravidanza. All’inizio degli anni Ottanta il rapporto era di 1 a 3. Nel 1990 le interruzioni volontarie di gravidanza erano state 1,6 milioni, quindici anni più tardi sono il 25% in meno e la media è di 19,4 aborti ogni mille donne incinte tra i 15 e i 24 anni. Secondo Rachel Jones, ricercatrice del Guttmacher, le ragioni di questa diminuzione sono dovute ad un aumento dell’uso dei contraccettivi. In Sudamerica In Messico l’aborto è stato appena introdotto, in Uruguay il socialista Vasquez ha posto il veto. In Brasile il presidente Lula ha chiesto al ministro della Salute Temporao di facilitare l’accesso all’intervento, ma i gruppi religiosi evangelici sono contrarissimi a qualsiasi facilitazione e chiedono lo statuto del nascituro che ha diritti fin dal concepimento, però, al contrario del nostro “movimento per la vita”, sono favorevoli alla diffusione della contraccezione. In Nicaragua il sandinista Ortega nella sua ultima campagna elettorale, ubbidendo ai vescovi cattolici, ha ottenuto i loro voti e la vittoria facendo votare dal suo partito l’abolizione anche dell’aborto terapeutico. Cristina Kirchner, da ottobre scorso presidente dell’Argentina, deve, tra l’altro, la sua elezione la difesa del diritto di aborto contro la sua competitrice Elisa Carrio che ne voleva l’abolizione. In Spagna la rielezione del primo ministro fa sperare che l’accesso all’ivg sia facilitato. Infatti dovrebbe essere modificato l’art. 417 bis del codice penale in modo di rendere sempre possibile l’aborto entro le 14 settimane su semplice richiesta e senza l’autorizzazione del medico. In Israele si può abortire dopo la 22° settimana, ma se il feto presenta malformazioni o è frutto di una violenza, o se la donna ha meno di 17 anni si può abortire praticamente durante tutta la gravidanza. Purché si sia autorizzate da un ginecologo e un assistente sociale. Alcuni membri dello Shas, piccolo partito ultrareligioso ma ago della bilancia di fragili coalizioni, ciclicamente prova a portare alla knesset modifiche, che, fino ad oggi, sono state respinte. Nella Cina olimpica continuano le pratiche barbare della sterilizzazione e degli aborti forzati, praticati anche negli ultimi mesi di gravidanza. L’art. 49 della Costituzione cinese obbliga le coppie alla pianificazione famigliare, e, messe davanti alla scelta del figlio unico, soprattutto nelle zone rurali si preferisce un maschio Le Nazioni Unite, attraverso il segretario generale Ban ki-Moon, ha riconosciuto che attraverso la pratica della selezione sessuale prenatale, un numero imprecisato di femmine viene abortito. Il Tibet viene considerato una minoranza ed è esentato dalla politica del figlio unico. Ma, nei fatti aborto forzato e sterilizzazione sono usati per compiere il genocidio. Stando alle cifre diffuse dalla Tibetan Women’s Association, il 20% delle donne tibetane è stata sottoposta a sterlizzazione. Nell’aprile del 1994 a Nuova Delhi ci fu una grande manifestazione tibetana contro gli aborti forzati. Tiziana Ficacci (leggi gli altri articoli del dossier su www.direfarepensare.it) |
18/3/08 – Dalla parte giusta Lo scarso entusiasmo probabilmente è determinato dal fatto che la Cina è una superpotenza e che gli affari contano. I tibetani sono pochi, sono un popolo piccolo, e il Tibet, tutto sommato, è affare interno cinese. E poi gli Stati Uniti hanno appena tolto la Cina dalla lista nera (due giorni prima della rivolta tibetana). Inoltre anche il papa dalla sua finestra non ha visto le violenze sui monaci buddisti. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
17/3/08 - Quiete su tutte le vette. Non un alito di vento muove le cime degli alberi. Tacciono gli uccellini nel bosco. Calma, tra poco riposerai anche tu. (W. Goethe) La signora Chantal Sébire, una maestra 52enne di Digione, è affetta da estesioneuroblastoma, un tumore cattivo che le ha colpito il nervo olfattivo deformandole il viso. Sostenuta dall'affetto dei suoi 3 figli chiede di essere aiutata a morire e ha scritto al presidente Nicolas Sarkozy: "sono vicina alla morte... devo andargli incontro tra atroci sofferenze?" Consigliata dall'Associazione per il diritto alla morte dignitosa, ha accettato di mostrarsi in tv, mentre il suo avvocato ha presentato al tribunale di Digione una richiesta di eutanasia. La signora Sébire è perfettamente lucida e in grado di decidere, esattamente come Vincent Humbert, giovane tetraplegico muto e cieco dopo un incidente di moto, che scrisse della sua situazione al presidente Jacques Chirac. Humbert, che aveva il solo uso del pollice, scrisse con l'aiuto di sua madre e di un giornalista il libro Je vous demande le droit de mourir, e si fece fotografare con sua madre nella stessa posizione della Pietà di Michelangelo intenerendo il mondo. Il giovane fu aiutato a morire da sua madre, ma il caso portò (nel 2005) alla formulazione della legge Leonetti che vieta l'eutanasia attiva ma riconosce il diritto di lasciar morire. Il malato, o un suo incaricato, può chiedere l'interruzione delle cure che lo tengono in vita e i medici possono somministrare farmaci per agevolare la fine. L'avvocato della signora Sébire ha chiesto che sia data l'autorizzazione al medico di prescriverle 10 grammi di tiopental sodico, un barbiturico che induce all'anestesia generale. Attraverso la somministrazione di questo farmaco la signora entrerebbe in coma artificiale, e allora potrebbe usufruire di quanto stabilisce la legge Leonetti che tutela i diritti dei terminali. Per oggi, lunedì 17 marzo, il tribunale di Digione darà una risposta. Intanto il dibattito sui media francesi è alto. Il primo ministro Francois Fillon ha detto "che bisogna avere la modestia di riconoscere che la politica non può sempre dare una risposta", mentre il ministro della Giustizia, la signora Rachida Dati, è stata categorica: "Sébire chiede alla giustizia di poter esonerare il medico da ogni responsabilità penale affinchè possa somministrargli una sostanza letale. Noi abbiamo fondato il nostro diritto sulla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che tutela il diritto alla vita". Ma spesso le idee di cosa è vita, e la libertà di decidere su di essa, non coincidono. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
15/3/08 – Laudato si’,mi’ Signore, per sor’acqua, la quale è molto utile et humile et pretiosa et casta Tiziana Ficacci,www.nogod.it |
14/3/08 – Su tutte le vette c’è quiete, in tutte le cime degli alberi non senti quasi un respiro; tacciono gli uccellini nel bosco. Aspetta, tra poco riposerai anche tu. (W. Goethe) Oltre al prestigioso incarico di inviato speciale del Quartetto in medio oriente, oltre al lucroso incarico di consulente alla JP Morgan, l’ex premier inglese Tony Blair, da ottobre sarà docente del corso “Fede e globalizzazione” nella prestigiosa università di Yale. Il leader laburista ha più volte sostenuto che non è possibile arrivare a una pacificazione tra popoli e religioni se non rivalutando le fedi e i loro sistemi di valori. Per questo ha fondato la Faith (fede) Foundation con sede a Londra. |
12/3/08 – I nemici da distruggere Il grande pregio del papa Benedetto XVI è quello di mostrare il vero volto della chiesa romana. La chiusura totale verso la modernità, la riaffermazione dei dogmi, il disprezzo per il libero dispiegarsi della leggerezza e felicità della vita, hanno segnato fino ad oggi il suo pontificato, spazzando via il finto buonismo di Giovanni Paolo II e ripristinando il cattolicesimo così come è: un meccanismo di potere contro la libertà della persona. I temi connessi all’aborto, l’eutanasia, l’esaltazione dell’embrione e della vita vegetativa, sono gli argomenti scelti dal teocrate, perché è su questi contenuti che oggi si misura il senso della libertà individuale. Mentre da un lato abbiamo la ragione e la scienza che studiano per migliorare la nostra vita terrena - che poi è l’unica di cui abbiamo certezza - sulla sponda opposta c’è la superstizione della religione che prova a peggiorare la qualità della nostra vita sulla terra in cambio di una aleatoria vita eterna. Come soprappiù, Benedetto XVI ha invelenito i rapporti con altre religioni, in particolare con la minoranza ebraica. Nei giorni scorsi il cardinale Tarcisio Bertone avendo il carbone bagnato ha attaccato. Ha chiesto agli ebrei, amareggiati per la controversa formula della preghiera riesumata da Benedetto XVI, reciprocità. Qual è la preghiera che infastidisce i cristiani? Secondo il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni, nessuna: “a oggi non esiste alcun riferimento ai cristiani nelle nostre preghiere, che risalgono a secoli fa, ben prima del Concilio Vaticano II”. Qualche studioso di antiche preghiere pensa che Bertone fa riferimento a una benedizione recitata nel primo millennio dell’era volgare che dice “possano gli apostati non avere speranza e cadere tutti in perdizione, siano distrutti e soggiogati i tuoi nemici dei nostri giorni”. Esegeti di antichi testi considerano che nell’espressione nemici siano ravvisabili i seguaci di Cristo. Per tornare all’oggi: una settimana fa la Santa Sede aveva annunciato l’arrivo in Vaticano di una delegazione del Gran Rabbinato di Gerusalemme per chiarire l’interpretazione sulla discutibile preghiera degli ebrei. Il rabbinato italiano ha annunciato che la visita è bloccata. Leggiamo nel comunicato diffuso dall’ufficio rabbinico: “La preghiera viene dal papa, quindi deve essere lui a rimetterci le mani e pronunciarsi pubblicamente. Chiarimenti hanno senso solo se vengono dal pontefice. Senza risposte concrete è inutile che vengano rabbini da Israele”. Sembra un filo difficile da riannodare. |
10/3/08 – Wo bitte geht’s zu Gott? (per favore dove si va per Dio?) Un bel maialetto rosa e un istrice se ne stanno belli tranquilli nella loro casetta, fino a che un giorno un papero insoddisfatto attacca un cartello con scritto: se non conosci Dio ti manca qualcosa. Allora i due animaletti vanno alla ricerca di Dio e incontrano nell’ordine un rabbino, un imam, un prete. Le tre guide spirituali sono così schifose che i due animali concludono che se Dio esiste, probabilmente è meglio non frequentarlo. E’ la favola scritta per i bambini tedeschi da Michael Schmidt Salomon per l’editore Alibri e che ha fatto fibrillare il ministero per la Famiglia. Il rabbino, nelle illustrazioni di Helge Nyncke, ha riccioli ai lati delle orecchie, denti da vampiro, chele di aragosta al posto delle mani e terrorizza i due animaletti con i racconto dell’antico testamento. L’imam invita con garbo il maiale e il porcospino nella moschea poi gli rinfaccia la loro promiscuità e li condanna alla dannazione. Il prete, disegnato grassissimo, è un pedofilo che attenta alle grazie dei due animaletti. 10/3/08 – Pecunia non olet Waleed bin Talal è uno sceicco saudita molto ricco. Qui da noi ha una piccola quota in Fininvest. Negli Stati Uniti si è fatto conoscere quando, all’indomani dell’11 settembre, l’allora sindaco di NY Rudy Giuliani respinse un suo assegno con parecchi zero. I suoi soldi hanno trovato invece una buona accoglienza nella prestigiosa università di Harvard: venti milioni di dollari per finanziare una cattedra di studi islamici. Diversi quotidiani di Boston denunciano che lo sceicco finanzia anche gruppi fondamentalisti e un fondo di aiuto per le famiglie dei terroristi palestinesi. Intorno alla autorevole e liberal università del Massachusetts si è creato un dibattito sulla liceità del multiculturalismo quando l’università ha deciso di impedire in determinate ore l’accesso ai ragazzi nelle palestre per consentire alle studentesse musulmane di fare religione lontane da sguardi maschili. Diversi osservatori hanno rilevato una certa similitudine con la segregazione razziale degli anni ’60, quando addirittura non solo le aule, ma anche le fontanelle erano per bianchi e neri. Al contrario Mike Bloomberg, sindaco di New York, ha respinto qualche giorno fa la richiesta di alcuni consiglieri municipali che chiedevano la chiusura delle scuole per una festività islamica, con la motivazione che una città così popolosa dove tutte le religioni sono rappresentate, le scuole sarebbero sempre chiuse. |
7/3/08 – L’oppio dei popoli… continua Il neoeletto presidente russo Dmitrji Medvedev secondo gli ambienti ortodossi è un vero credente. Prima delle elezioni il patriarca Alessio II aveva dato il suo appoggio al successore di Putin definendolo una benedizione per tutta la Russia. Il presidente è capo della Commissione statale per le associazioni religiose e nel passato ha appoggiato una campagna perché lo Stato restituisca al Patriarcato i beni confiscati nel periodo sovietico. Inoltre ha, in parte dato in parte promesso, finanziamenti per il restauro delle chiese, e non ha escluso il riconoscimento del titolo di studio ottenuto all’interno dei seminari. La nuova first lady, signora Svetlana, è a capo di un programma educativo della Chiesa ortodossa per la formazione spirituale dei giovani russi, e come se non bastasse, sta lavorando all’introduzione della perniciosa ora di religione a scuola (un vizietto, quello di accanirsi sui più deboli, da cui pochi sono immuni). Tiziana Ficacci, www.nogod.it 7/3/08 – Le libellule riposano su un fianco solo (Alda Merini) Dopo i positivi risultati dell’Ohio, Texas e Rhode Island, Hillary Rodham Clinton in una intervista alla Cbs, ha ipotizzato un dream ticket. Pronto Obama le ha risposto “abbiamo gli stessi delegati che avevamo prima del voto”. La parabola di Hillary è una storia che noi donne conosciamo bene. Durante gli otto anni da senatrice, Clinton si è fatta la reputazione di moderata. Ha votato insieme alla maggioranza del suo partito a favore della guerra in Iraq, ha rinunciato alla sua immagine di ultrafemminista e si è spostata verso il centro. La base liberal del suo partito però non ha apprezzato questo suo spostamento, tanto che la senatrice si trova sotto un fuoco incrociato: i conservatori contro di lei perché è una liberal e i liberal perché sospettano che non lo sia. In più i danni combinati da Bill, i più noti dei quali riguardano il 99,9% dei mariti. Da politica responsabile e da donna è molto più affidabile del suo compagno di partito. E’ per un ritiro graduale dall’Iraq, invece che una smobilitazione immediata, che peggiorerebbe se possibile ancora di più la situazione, proposta da Obama. E’ cauta sull’incontro senza condizioni con Ahmadinejad, Chavez, Castro al contrario del senatore dell’Illinois. Infiamma i cuori il “costruire i ponti” di Obama, ma è Clinton che al Senato ha dato prova di capacità di cooperazione bipartisan. Quello che succede a Hillary lo conosciamo bene: non conta quanto sei brava, ci sarà sempre un uomo spensierato e disinvolto che ti cammina dietro ma che, sul traguardo, riesce a sorpassarti. Ed è per questa sua difficoltà a farsi amare da tutti che continuo ad essere una fan di Hillary. La convention democratica di agosto stabilirà quale dei due candidati affronterà John McCain, che nel frattempo cerca un giovane vice; giovane per tranquillizzare i repubblicani visto che McCain è il candidato presidenziale più vecchio (71 anni) della storia Usa. Favoriti Mark Sanford governatore del Sud Carolina, Tim Pawlenty governatore del Minnesota, ma anche Mitt Romney, il candidato mormone ritiratosi dalla competizione delle primarie prima di Mike Huckabee. Intanto un sondaggio pubblicato dal Pew Research Center for the People and the Press rileva che gli americani (il 53%) ha la percezione che la situazione in Iraq si sta evolvendo per il meglio, e ciò spunterebbe l’arma del pantano iracheno, uno dei temi forti dei democratici. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
5/3/08 - … signori' , non le sente le nacchere? Alcuni osservatori di cose iberiche, dicono che più delle elezioni di domenica 9 marzo che vedranno contrapporsi José Luis Rodrìguez Zapatero e Mariano Rajoy, le sorti della Spagna potranno cambiare con il risultato delle elezioni per il rinnovo del vertice della Conferenza episcopale e che ieri sera hanno premiato il falco Varela. In campo c’erano l’arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela, gran cerimoniere del family day, e il vescovo Ricardo Blazquez Perez che, guidando la Cee nella Spagna zapateriana, è riuscito a incassare soldi e sgravi fiscali per la sua istituzione evitando però il corpo a corpo. Perez, che a differenza dei suoi colleghi non è stato promosso né cardinale né arcivescovo, sembrava essere per questa sua ritrosia alla guerra guerreggiata, in disgrazia agli occhi di Benedetto XVI il cui cuore ha sempre palpitato per Rouco Varela. Quest’ultimo ha usato parole durissime per il primo ministro reo di aver ucciso la famiglia, ed è l’autore del decalogo diffuso il 30 gennaio per orientare il voto dei cattolici. In questi anni il vero partito di opposizione sembra essere stato la chiesa spagnola: le inquietudini tra episcopato e governo erano cominciate sette mesi dopo la vittoria socialista alle elezioni di marzo 2004 per il veloce susseguirsi - il bombardeo - delle riforme varate da Zapatero in materia di diritti civili. Come ha scritto Sandro Viola su la Repubblica “mettendo da parte le cautele che avevano guidato la generazione politica precedente, sinistra inclusa, nella fase di transizione post-franchista, il giovane capo del governo sembrava deciso a rifare il volto del suo paese. Matrimonio tra omosessuali con facoltà d’adozione, divorzio-lampo, procreazione assistita, insegnamento della religione cattolica extra-curriculare nelle scuole”. La velenosità dei vescovi spagnoli a molti ha ricordato gli anni Trenta quando il paese stava scivolando verso la guerra civile e ha fatto dire ad Alfonso Guerra, per dieci anni il vice del premier socialista Felipe Gonzàlez, che i religiosi spagnoli somigliano agli ayatollah di Teheran. I sondaggi danno in testa Zapatero (42.9% contro il 38,8% dei popolari), ma qualora succedesse l’imponderabile, ad esempio un attentato dell’Eta, la vita degli spagnoli non tornerebbe indietro sotto la guida del rappresentante del partito popolare Rajoy che ha, insieme al resto dei suoi partner, in buona sostanza accolto le riforme civili volute da uno dei paesi cattolici più secolarizzati d’Europa. Se però, come noi che amiamo la libertà della modernità ci auguriamo, Zapatero vincerà, a perdere, e disastrosamente, ancor più rovinosamente con l’incoronazione di Varela alla guida della Conferenza episcopale spagnola, sarà la Chiesa cattolica. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
3/3/08 - Que reste-t-il de nos amours/Que reste-t-il de nos beaux jours Le pecorelle che accoglieranno Benedetto XVI alla fine di aprile a New York, saranno in maggioranza latinos. E’ quanto emerge da uno studio condotto dal Pew Forum on Religion and Public Life. Secondo lo studio il 28% degli americani adulti hanno cambiato fede almeno una volta durante la loro vita. Il gruppo che ha guadagnato più adepti è quello che non si identifica in nessuna religione, ben il 16%. Il più grande numero di defezioni riguarda la chiesa romana, passata dal 31,4% al 23,9% con un tasso di abbandono del 7,5%. Le perdite cattoliche sono però ripianate dagli immigrati provenienti dal Sud e Centro America, per cui la fede cattolica continua ad essere salda al secondo posto (60 milioni di persone pari al 25% della popolazione). Al primo posto i protestanti (51%), anche loro però in calo, ebrei (1,7%) stabili, e musulmani (0,7%)in leggero aumento. In costante crescita sono le chiese evangeliche che oggi accolgono il 26,3% degli americani adulti. Secondo l’analisi del Pew Forum gli americani che si allontano dalla chiesa cattolica sono infastiditi dal celibato dei preti e dalle retrive posizioni sui temi della sessualità, della riproduzione e della ricerca, temi che sono ampiamente superati dai protestanti (luterani, metodisti, episcopali). A questo va aggiunto lo scandalo dei preti pedofili. Benedetto XVI, nel suo saluto alle Nazioni Unite e nella visita a Ground Zero, forse dovrà tenerlo a mente. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
2/3/08 – Le vite degli altri (la lingua batte dove il dente duole) Leggiamo sul sito dell’uaar (http://www.uaar.it/news/2008/02/29/pellegatta-pdci-sulla-laicita-della-scuola/) il comunicato stampa della senatrice Pellegatta sull’idea, lanciata da un editoriale di Avvenire del 23 febbraio, e illustrata nel convegno dei cattolici nel pd, delle scuole su misura. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
29/2/08 - Cattolici contro tutti La misura deve essere veramente colma se i protestanti sono scesi in campo “contro” i cattolici. Paolo Naso, conduttore della rubrica Protestantesimo, scrive su Nev (notizie evangeliche), che i vescovi cattolici sono una lobby politica, e accusa la Cei di interferire su programmi elettorali e liste promuovendo e bocciando partiti. Inoltre con l’omissione culturale, esclusivamente italiana, di escludere la tradizione cristiana, ma non cattolica, di Lutero e Calvino. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
27/2/08 – Errare e perseverare (dalla padella alla brace) Si presterà il teocrate vaticano a coprire le turpitudini di due dittature? 27/2/08 – Il diavolo e l’acqua santa Oggi nella sala conferenze di Montecitorio si svolgerà il convegno “Educare al bene comune” organizzato dai cattolici del pd. Quattro relazioni che saranno svolte dal fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi, dallo storico Guido Formigoni, dal sociologo Franco Garelli e dal pedagogista Carlo Nanni. Invitati importanti il segretario della Cisl Raffele Bonanni e il presidente Acli Andrea Olivero. Rosy Bindi teme che l’incontro possa essere un modo per contare i parlamentari cattolici e formare delle correnti che facciano da elemento compensatore ai temuti nove radicali. Beppe Fioroni considera offensivo pensare che 9 radicali possano compromettere i 120-130 parlamentari cattolici. Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale, ritiene che questa constatazione sia piuttosto una richiesta di posti sicuri in lista. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
Nascita di un amore. Ferrara e Ratzinger, uniti nella lotta .... ai diritti delle donne. VEDI |
25/2/08 - Laggiù nel Montana tra mandrie e cowboy c’è sempre qualcuno di troppo fra noi Sembra che il sogno di avere una presidente degli Stati Uniti preparatissima (per ammissione di tutti) e femmina stia declinando. Del resto il contrapporsi di due categorie neglette, ci aveva fatto dire fin da subito che i cuori si sarebbero più facilmente scaldati per un afroamericano elegante e ricco piuttosto che per una donna che non ha mai nascosto di essere più intelligente degli uomini e desiderosa di gestire il potere. Tutti pazzi per Obama, il messia, il santo, l’uomo dei miracoli. Il modo in cui arringa la folla con il suo yes we can, ricorda le prediche dei pastori battisti negli stadi. Il suo continuo richiamo alla fede, all’uomo che si aspettava, ricorda tanto il nostro unto del signore. L’incredibile è che gli viene perdonato tutto: le sue proposte vaghe, il suo imbarazzo quando Clinton lo incalza sulla riforma sanitaria o sulla politica internazionale, l’ambiguità sul medio oriente, il curriculum (molto) pettinato, un grande sostenitore che considera una condanna di Dio gli omosessuali, le strizzate d’occhio agli evangelici, risposte evasive sui diritti della salute riproduttiva delle donne (aborto in primis). Tiziana Ficacci, www.nogod.it 25/2/08 – Non tutti possono rimanere orfani (Pel di carota) Il Consiglio d’Europa ha chiesto a tutti i Paesi membri di adeguarsi al nuovo testo della Convenzione europea sull’adozione dei minori che verrà approvato a maggio e che prevede l’adozione per i singoli e/o coppie anche dello stesso sesso. Gli Stati europei che ratificheranno il documento dovranno modificare le loro leggi nazionali per adattarle a questi equi principi.
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21/2/08 – Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. Se tu riguarderai a lungo in un abisso anche l’abisso vorrà guardare dentro di te (F. Nietzsche, Al di là del bene e del male) Lunedì (vedi sotto) ho scritto qualche rigo per deplorare l’uso un po’ leggero delle petizioni (lunghe raccolte di firme che non impegnano i sottoscrittori e rivolte a nessuno), in particolare quelle che propongono lo studio a scuola di materie religiose compreso l’ateismo. L’argomento però desta interesse se sono state raccolte 15mila milioni di firme per l’ora di ateismo nel corso di poche ore e qualche risposta al blog (http://ateismoeliberta.splinder.com/post/15990749#comment). Le motivazioni politico-culturali che hanno originato la querelle sono QUI |
18/2/08 – Prima le mamme consigliavano alle loro figlie di stare lontane dagli sciupafemmine, i giocatori d’azzardo, gli attacca cappello. Si aggiunge una nuova categoria: l’Ateo Devoto, ovvero uno che vuole decidere tutto per te. (Lina Sotis) E’ inutile negarlo, la lista contro l’aborto messa in campo dall’ateo devotissimo ci preoccupa parecchio. Nessun politico vuole rimettere in discussione la legge 194, ma esitano a ricordare che l’aborto è un diritto della persona, e i diritti civili non sono temi etici (che in Italia vuol dire religiosi). La campagna di aggressione alle donne è iniziata con la legge sulla fecondazione assistita che ha visto una alleanza tra gerarchie ecclesiastiche e maggioranza dei politici di qualsiasi orientamento. La violenza con cui è stata proposta la lista contro l’aborto, ha creato scompiglio perfino nelle gerarchie ecclesiastiche, così come l’inquisizione nell’ospedale napoletano ha portato sconcerto anche tra i medici obiettori. Il promotore della lista probabilmente troverà un apparentamento, ma anche senza godrà del favore mediatico. Al tgRai, un Ferrara intabarrato all’inverosimile, ha dichiarato “non voglio punire le donne in gravidanza, non voglio obbligarle a partorire”. Molte avranno sentito una goccia di sudore scorrere nell’arco della schiena. Anche perché la bestiola parla agli uomini, che ieri come oggi indossano gli abiti dei difensori della vita spinti dall’irrefrenabile bramosia di ristabilire la piramide del potere. Su questa differenza di opinioni fra Tiziana e Giulio potete inviare i vostri commenti QUI |
17/2/08 - Le streghe, che ci fecero tremare quando tornarono, ci sono sempre state più care di quanto pensassero, e chi per un motivo o per l’altro le manda al rogo no. (Paolo Franchi, il Riformista) Come si concilia il rispetto delle decisioni della donna con una moratoria che di fatto sospende tali decisioni? Come si può parlare di omicidio di bambini senza farne seguire le categorie di illegittimità, di colpa e di sanzione? Domande che vorremmo fare al facinoroso presentatore della lista contro l’aborto. |
14/2/08 – Di nuovo fui come una bambina, colle unghie annerite dal lavoro e dallo scavare canali di sabbia. Dovunque si posassero i miei occhi, nastri di porpora. E tanti occhi luccicavano come grani in collane d’argento. Di nuovo fui come una bambina,di quelle che di notte fanno il giro del mondo e vanno fino in Cina e nel Madagascar, o quelle che rompono i piatti e le tazze del troppo amore del troppo amore del troppo amore (Dalyah Ravihovitch) La moratoria sull’aborto fino ad oggi sembra avere una spiccata caratteristica maschile. Ad esclusione dell’ondivaga ministro della Salute che ha accettato un invito nella enclave di 8 ½ e che non smette di ripetere che accetta il dialogo (per fortuna il suo capo gli ha detto stop la legge va bene), le donne impegnate in questa campagna, anche a scorrere le vagonate di firme su Il Foglio, sono soprattutto maschili. Anche la lista dovrebbe essere capeggiata da uomini e perfino il suo ideatore esclude che la moglie possa sostenerlo. Chiaro, e la chiarezza noi la amiamo quanto amiamo la vita, lo scrittore Antonio Socci, che, richiesto dal Corriere della Sera a dare una risposta alle donne che temono di essere assimilate agli assassini dice: “La questione non riguarda le donne. Ma il potere dello Stato di attribuire il diritto alla vita: tu vivi, tu no…”. Conoscevamo come le gerarchie ecclesiastiche avessero rimosso il corpo femminile, Giuliano Ferrara lanciando una lista contro l’aborto, ha oltrepassato una frontiera che un uomo non dovrebbe mai varcare, perché è solo nel corpo della donna che può crescere un bambino, in quello maschile no. E nel momento in cui succede, la decisione ultima non può che riguardare la donna, a meno che l’uomo non continui ad attribuirsi la proprietà del corpo femminile. |
12/2/08 - Egr. dott. Ferrara – Voglio esprimerLe i miei più vivi sentimenti di stima e apprezzamento per la lodevole iniziativa di cui Lei si è fatto promotore. Nella diffusa mancanza di serie battaglie per i veri valori, la Vostra Vi qualifica e vi fa onore… Pierluigi Molla, figlio di santa Gianna Beretta Molla |
11/2/07 – Liberata dagli obblighi degli arresti domiciliari la signora Sandra Lonardo si è precipitata a Pietrelcina. Pellegrino con lei anche il marito Clemente. Quest’ultimo si era recato nei luoghi santi di Padre Pio già nel maggio del 2006, fresco di nomina di Guardasigilli del governo Prodi, a ringraziarlo per aver propiziato la sua rinascita politica… Ma noi italiani, avendo misurato tutte le conseguenze di quella passeggiata nel 2006 possiamo ben dirlo: di questo miracolo, la rinascita di Mastella, ne avremmo volentieri fatto a meno (Sergio Luzzatto sul Corriere della Sera) Il candidato repubblicano Mike Huckabee continua a mietere vittorie nelle primarie e lo stupore è anche per lui così alto che non si stanca di ripetere che il suo unico mandante è Gesù. L’ex pastore battista ed ex ciccione che ha scritto un libro di successo sulla dieta (Smettila di scavarti la fossa con coltello e forchetta), ex governatore dell’Arkansas, è grande sponsor della lobby dei possessori di armi (national rifle association), è contrario al matrimonio omosessuale (e agli omosessuali), è militante pro life (cioè fanaticamente contro l’aborto). I pochi fondi a sua disposizione sono in gran parte compensati da una preziosa mailing list di 72 milioni di elettori cristiani ereditata da una organizzazione che ha raccolto i dati con il supertestimonial Jim Caviezel (Gesù nella Passione di Mel Gibson). |
9/2/08 – Ma veramente queste arance sono spagnole ? Signorì, ma non le sente le nacchere ? Ormai su Zapatero sappiamo molto. Anche che durante una conferenza il premier socialista si è portato l’indice accanto alle labbra per zittire il nunzio vaticano Manuel Monteiro de Castro. Sappiamo anche che, un po’ a sorpresa, ha incassato l’apprezzamento della Junta Islamica (JI), non numerosissima ma molto influente. La JI ha un sito di dibattito (www.webislam.com), ha presentato all’Unesco un progetto per un uso congiunto con i cattolici (che aborriscono il progetto) della cattedrale-moschea di Cordova, è senza tentennamenti contro al Qaida. Il leader indiscusso di JI è Mansur Escudero, convertitosi all’islam a 30 anni, ora ne ha 60, è uno psichiatra, vive a Cordova. Nel 2004 la Spagna venne colpita da un attentato jihadista (191 morti e 2.062 feriti alla stazione ferroviaria di Madrid), ed ha bisogno come l’aria di stabilire buoni rapporti con i due milioni di cittadini di fede islamica, in gran parte spagnoli. |
7/2/08 – E’ uno strano dolore morire di nostalgia per qualcosa che non vedrai mai (oppure, l’incomprensibile timidezza dei laici) La nostra democrazia è afflitta da un mosaico di problemi, ma al momento la tessera della laicità sembra smarrita. |
2/2/08 - Primarie Usa: Obama o Clinton ? Aspettando il Super Martedì (Super Tuesday come dicono gli incompetenti giornalisti rai che però hanno imparato a suon di martellate questa parola), tifo per Hillary. |
31/1/08 – Una donna è sua madre. Questa è la cosa più importante. (Anne Sexton) |
Dal 1996 la legge francese permette l’adozione anche ai singoli e in virtù di ciò Emmanuelle, una insegnante di scuola materna, nel 1998 chiese di adottare un bambino. La signora non fece mistero con i servizi sociali, né di essere omosessuale, né di convivere con una donna. L’adozione venne negata per “la posizione ambigua della sua compagna”, e per la “mancanza di punti di riferimento paterni”. Emmanuelle ricorse alla Corte amministrativa d’appello, alla Cassazione e per ultimo al Consiglio di Stato che stabilì che il mancato riconoscimento dell’idoneità all’adozione non violava né l’art. 8 (diritto al rispetto della privatezza) né l’art. 14 (proibizione ad ogni discriminazione) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Una conclusione contestata da Emmanuelle che ricorse alla Corte europea dei diritti dell’uomo ritenendo che la “mancanza di punti di riferimento paterni” metteva in discussione il diritto di una donna sola ad adottare, a meno che non si volesse discriminare tra una nubile eterosessuale o una nubile omosessuale. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto favorevolmente nei giorni scorsi il ricorso di Emmanuelle infliggendo alla Francia una ammenda di diecimila Euro e, soprattutto, l’adeguamento legislativo. |
Cavallo di battaglia di Erdogan, torna il turban in Turchia. Oggi il Parlamento voterà la modifica dell’art.17 dello Yok (Istituto dell’alta istruzione turca). L’Akp, il partito islamico-moderato al governo, ha convinto l’Mhp, il partito nazionalista, concedendo che il velo ammesso sarà solo quello della tradizione turca e non le altre velature come il chador. I due partiti arrivano a 400 deputati su 550, quindi, salvo colpi di testa all’italiana, una maggioranza sicura per approvare la bozza in aula. Gli emendamenti dell’opposizione sono ben poca cosa, anche se la stampa ipotizza la possibilità di un referendum popolare che, secondo i sondaggi, vedrebbe oltre un 35% di turchi contrari al copricapo femminile nei luoghi pubblici. Secondo il quotidiano Hurriyet molte ragazze si recano a scuola e all’università già con il turban, sono stati denunciati tafferugli fuori gli atenei, ma le donne col fazzoletto si fanno scudo citando Kubra, figlia del presidente Abdullah Gul, che indossò il turban anche durante la discussione della sua tesi di laurea. Il triangolo di tessuto è un simbolo di forte valenza politica, il gesto con il quale Erdogan vuole rompere con le schiere laiche e i militari (che non sono entrati nel dibattito, il che desta più di un timore). |
28/1/08 - Per un prete quale tragedia più grossa può venire? Avere in mano sacramenti, camera, senato, stampa, radio, campanili, pulpiti, scuola, e con tutti questi mezzi raccogliere il frutto di essere derisi dai poveri, odiati dai più deboli, amati dai più forti… (don Milani) Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara questa sera intervisteranno a mani giunte e in ginocchio il cardinale Camillo Ruini (La 7, 8 e mezzo). Un appuntamento che, combattendo un comprensibile fastidio, sarà utile seguire anche alla luce delle prossime scelte del vice del papa. |
24/1/08 – La vita in città ha costretto gli animali randagi a sorprendenti adattamenti. I cani che girano da soli hanno imparato ad attraversare le strade quando scatta il semaforo verde per i pedoni, mentre i gatti sono capaci di aprire le finestre delle case (da un reportage su Mosca) A meno che non siate usciti poche ore fa dal coma, sicuramente sap(r)ete che appena una settimana fa si è consumata la scelleratezza del papa silenziato. Il misfatto è stato celebrato da commenti di politici, giornalisti, Miriam di San Servolo, che si sono spintonati per baciare la sacra pantofola. |
23/1/08 – La nostra è l’unica vera Chiesa. E senza bisogno di primarie (probabilmente lo ha detto il papa a Bagnasco) Sarà stato per la dura misura adottata da Israele, che ha tagliato l’energia a Gaza nel vano tentativo di fermare il lancio di missili su Sderot. Sarà stato per il diverso punto di vista nella moschea di Al Azhar al Cairo, prontamente smentito dall’Egitto. Quel che è certo è che oggi non ci sarà la visita dell’imam della Grande Moschea di Roma al Tempio Maggiore, la sinagoga del ghetto romano. |
21/1/08 – La Costituzione ha 60 anni, cosa cambierebbe ? “Intanto vorrei che fosse applicata e poi cambierei l’art.7. Vorrei che fossero aboliti i Patti Lateranensi”. (Vittorio Zincone domanda Emma Bonino risponde) I vostri commenti QUI |
18/1/08 - Il pezzo che più di ogni altro riassume la mossa politica papale di non andare alla Sapienza è una vignetta di Vincino dove si vede il papa che al suo fedele assistente dice: “mi si nota di più se non vado”. Il direttore di Europa (Pd) rovesciando un vecchio slogan di Nenni titola : “da oggi tutti meno liberi”. Cazzo, sono arrivati i colonnelli! … Ora siccome tutti i partiti , di sinistra, di destra, di centro (tranne i poveri socialisti), e tutti i giornali (con poche eccezioni) hanno usato parole di fuoco per condannare lo strangolamento della libertà, la protesta è solo contro il fortilizio della Sapienza? Anzi, per dirla con Europa, contro “qualche decina di impiegati della docenza che fanno traballare la democrazia”. E’ così? (Emanuele Macaluso, Il Riformista) |
16/1/08 - Sposato e padre di sei figli il grande architetto Frank Lloyd Wright, nel 1909 conobbe Martha Borthwick anche lei sposata e madre di due figli. I due, sfidando le convenzioni, vissero la relazione alla luce del sole. La notte del 15 agosto 1914, Julien, fedele cuoco della coppia, inchiodò tutte le finestre di casa, le cosparse di benzina e appiccò il fuoco. Martha tentò di fuggire, ma Julian la raggiunse e le spaccò la testa con una ascia. Poi uccise i suoi bambini, un maschio di 12 anni e una femmina di 9. Gertrude, moglie di Julian, disse che l’uomo durante i 5 anni di servizio fu ossessionato dalle prediche di dannazione contro i suoi padroni che venivano pronunciate durante le funzioni religiose. Niente di grave: questa sera salta la veglia nella sede del Foglio insieme a Livia (Turco) e Daniela (Santanchè), ma domenica ci rifacciamo: tutti all’Angelus alle 12 in piazza san Pietro. Si signori, Benedetto XVI ha deciso di non recarsi alla Sapienza e ha fatto bene, perché non si va dove non si è benaccetti. I politicanti tutti, quelli che (a malincuore) abbiamo votato e quelli che non voteremmo mai, sono depressi, delusi, contriti, mortificati, impensieriti, preoccupati. E hanno sicuramente ragione. Hanno consentito che le università italiane, e la Sapienza ahimè è portabandiera, scivolassero sempre più in basso nelle classifiche. Il ministro Mussi ha preso la parola alla Camera per disapprovare quei giovani che hanno minacciato la serenità e la letizia della gita papale, ma si è ben guardato di utilizzare simile riprovazione sull’indagine in corso da parte della magistratura sul conto del Magnifico Rettore della Sapienza (niente di grave, ha solo avallato la bocciatura di ricercatori che però si collocano a Stanford e ha sostenuto la docenza delle sue due figliole). E siccome i politici buttano tutto in caciara stigmatizzano i violenti (docenti e studenti) che hanno espulso il pontefice. Si sa che i giovani, e aggiungerei per fortuna, non amano l’arte della mediazione e non si rassegnano all’ingiustizia. E mancanza di equità è stato l’invito del rettore al papa per l’apertura dell’anno accademico, un appuntamento di alto valore simbolico, già coperto dalla stessa figura nel 1991 e nel 2002. E se si voleva rimanere nel campo dell’impegno spirituale si poteva chiamare, tanto per la varietà, un imam, piuttosto che il responsabile della tavola valdese o un membro di scientology. Tiziana Ficacci, www.nogod.it |
14/1/08 – Scriveva Indro Montanelli : “lo Stato faccia le sue leggi riconoscendo alla Chiesa il pieno diritto di condannarle secondo i suoi principi; e la Chiesa pronunci pure le sue condanne senza pretendere che lo Stato le faccia sue” L’elettore è mobile qual piuma al vento, ma non essendo muto né d’accento né di pensiero, non si può prevedere quale sarà il risultato delle prossime elezioni spagnole che vedranno schierati il socialista Jose Luis Rodrìguez Zapatero e il popolare Mariano Rajoy. Sembra certo che la grande folla (rimpinguata dai volenterosi vaticaliani) che il 30 dicembre si è radunata in una piazza madrilena per un family day salutato in mondovisione da Benedetto XVI (e che la rai, per giustificare i 106 € di canone, ha seguito in diretta) non peserà sulla campagna elettorale. I popolari ci hanno tenuto a far sapere agli spagnoli che nessuna delle leggi zapateriane (divorzio rapido e matrimonio omosessuale in testa) subirà ritocchi. Al massimo sarà istituito un ministero per la Famiglia, ma sembra essere più una vaga promessa per tacitare le linguacciute associazione cattoliche piuttosto che un concreto impegno assunto dai popolari. |
12/1/’08 - Come fuochi di mezzanotte i miei occhi scoppiano di lacrime. E non è dolore. Solo una scintilla di potenza, di un avvenire pensato. Come fuochi di mezzanotte rimbombano i rintocchi del cuore. E non è paura. Solo un’attesa futura che vive in me ora. Come fuochi di mezzanotte sfumano con un colpo sordo tutte le mie speranze. E non è rinuncia. Solo la semplice lettura di questa mia vita. (Rosalba Sgroia, 31/12/’05) La foga della campagna invernale di Ferrara più che ad aprire temi di discussione sembra alla ricerca di facili consensi, di adesioni viscerali e prive di motivazioni. Spiace, ma non sorprende, la lentezza di opposizione a questo ennesimo attacco alla libertà, in cui la moratoria sull’aborto è solo un pretesto. Nella pochezza di risposte all’attacco culturale che è stato scagliato su un paese infiacchito, leggiamo, con piacere (parola che fra breve verrà bandita), pochi commenti critici all’ondata oscurantista. Ad esempio il commento del liberale Federico Orlando su Europa: “quello che mi sconvolge della disponibilità di Veltroni a incontrare Ferrara, è l’implicita rimozione del vero obiettivo della moratoria… che è un modo per riportare il mondo occidentale a una nuova soggezione fondamentalista, alla risubordinazione dell’etica degli stati all’etica delle chiese, com’era prima della separazione tra religione e politica”. Mariella Gramaglia sul Riformista dice che si parla di aborto perché l’agenda è dettata dagli uomini: “la ragione per cui sta nell’agenda politica è che la signoria dell’immaginario collettivo e dei canali attraverso cui si struttura è saldamente nelle mani degli uomini”. Angelo Panebianco sul Corriere della Sera : “la moratoria sembra chiedere una rivoluzione culturale, al termine della quale l’aborto torni ad essere considerata dalla coscienza pubblica anziché un diritto della donna, fondamento di una maternità consapevole, come una riprovevole forma di soppressione della vita… si tratterebbe di una rivoluzione culturale perché andrebbe a colpire in uno degli snodi più delicati una certa ideologia della modernità”. O, il definitivo, ma per ora inutile, commento di Andrea Benedino della Commissione nazionale dei valori del Pd che sull’Unità scrive: “è importante che Veltroni sappia, quando incontrerà l’orco Ferrara, che saranno in tante e in tanti in quel momento nel Pd a pensare, come io penso, not in my name”. I vostri commenti QUI |
10/1/08 – Scrive Emanuele Macaluso: “Diciamo la verità, Ferrara è, nella sua generazione, l’unico che ha ereditato dal PCI la capacità e la passione nel fare campagne politico-culturali e nell’organizzare consensi… la campagna giulianesca si svolge nel vuoto politico-culturale e organizzativo della sinistra laica e socialista: il nostro cammina su un’autostrada senza traffico… La vita comincia con il concepimento e finisce con la morte naturale, dicono Ferrara e il papa. L’aborto quindi è una condanna a morte. L’oggi prepara il domani”. |
8/1/08 - Gaetano Salvemini, intervenendo in un dibattito pubblico nel secondo dopoguerra, diceva: il laicismo nega alle autorità ecclesiastiche il diritto di mettere legalmente al servizio delle loro ideologie le autorità secolari. Le autorità ecclesiastiche hanno il diritto di consigliare i fedeli, magari di condannarli al fuoco eterno, ma nell’altra vita. Se avessero la facoltà di imporre giuridicamente a fedeli e non fedeli i loro consigli e le loro condanne in questa vita, i loro consigli diventerebbero legge, i peccati diventerebbero delitti. Il laicismo inteso in questo senso – e non so in quale altro senso si possa intendere – è la secolarizzazione delle istituzioni pubbliche. |