LA PAGINA DI TIZIANA 2007 (tizianaficacci@hotmail.com )
( La Pagina di Tiziana 2006 è qui LEGGI )

Questa pagina tornerà il 9 gennaio. Nel frattempo vi auguro di non abbrutirvi nel luogo comune. T.F.

 19/10/07 – La questione romana

Antonietta Meo, detta Nennolina, è una bambina romana colpita da osteosarcoma. Le viene amputata una gamba e la piccina scrive letterine a Gesù: “ti prego, ridammi la mia gambina. Se non vuoi, capirò”. Intenerisce il cuore  pensare al dolore della povera Nennolina, nata nel 1930 e morta appena sette anni dopo; chissà se la compassione che proviamo per la romanina è la stessa che ha guidato Benedetto XVI quando ha firmato, un paio di giorni fa, il decreto che riconosce le virtù eroiche della bambina e che presto diventerà la più giovane santa nella storia della chiesa cattolica. Il pensiero corre alla beata Quartina, antenata del Marchese del Grillo*, che doveva l’onore degli altari alla premonizione che una rosa con cui si era punta al mattino, sarebbe sfiorita nel corso della giornata.
E l’aria che si respira tra le meraviglie di questa città, sembra essere ancora quella in cui il Marchese passeggiava alla metà del Settecento, vessando i poveracci e  i jodeimmi* protetto da Pio VI.
Come possiamo, noi minoranza laica e intelligente, sopravvivere alle sopraffazioni dei fanatici? Intendendo per fanatici quelli che pensano sia giusto cancellare ogni pensiero diverso dal loro. Il grande scrittore Amos Oz suggerisce di utilizzare l’ironia, il sarcasmo, l’unica cosa contro cui il fanatismo è indifeso. A questo proposito Oz racconta un aneddoto che lo ha visto protagonista: “Un autista molto fanatico durante un lungo viaggio sosteneva la necessità di ucciderli tutti. E chi lo dovrebbe fare? gli chiedo. Noi, ovviamente, mi risponde. Va bene, vuoi cominciare tu? Comincerai dal tuo palazzo chiedendo ad ogni porta tu sei un… per poi procedere allo sterminio? E poi magari tornare indietro e finire anche l’ultimo neonato? Beh, la risposta dell’autista è stata: lei signore è un uomo molto crudele.”

*Il Marchese del Grillo, film di Mario Monicelli del 1981 con Alberto Sordi tratto da Il Marchese del Grillo leggenda romana, di Raffaele Giovagnoli pubblicato nel 1877
*ebrei, nel dialetto giudaico romanesco di quel periodo

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


17/12/07 – 280 mila volte si

280 mila adolescenti che compiranno 12 anni nel 2008, nei prossimi giorni riceveranno una lettera dall’Asl con l’invito a sottoporsi al vaccino contro il papillomavirus. Il cancro al collo dell’utero, non è il frutto di una predisposizione genetica, ma la sua causa è il papillomavirus che si trasmette principalmente per via sessuale, e potrà in futuro essere debellato grazie a questa prevenzione. Il ministero della Salute ha deciso di vaccinare gratuitamente le 12enni perché si stima che il 99,5% non ha ancora iniziato una attività sessuale penetrativa e per questo l’effetto dell’ antidoto è massimo.  
Vaccinando solo una classe d’età si dovranno aspettare 30/40 anni per proteggere tutta la popolazione da questo cancro che è il più fatale tra i tumori femminili. Se il ministero della Salute estendesse la gratuità (ad esempio recuperando  soldi  eliminando l’iniqua esenzione ici sui beni della chiesa) a 4 classi di età, basterebbero 7 anni per ottenere una efficace protezione. Il farmaco usato in Italia è già stato approvato in 85 paesi, (in Francia, Australia, Canada rimborsano il costo del vaccino) e protegge da 4 ceppi di papilloma.
Invece di alzare il calice e brindare a questa bella iniziativa, sulla rivista del Centro di Bioetica della Cattolica di Roma, leggiamo che la vaccinazione non andrebbe valutata solo da un punto di vista clinico ma “tenendo conto del bene globale della persona perché il vaccino rischia di portare ad ulteriori cadute di valori, rafforzando l’accettazione dei comportamenti sessuali promiscui”. Questa posizione criminale non deve sorprenderci, se consideriamo che negli Stati Uniti, dove è stato messo a punto il vaccino, l’iter è parimenti tortuoso. Nel 2006 il National Cancer Institute ha raccomandato di somministrarlo obbligatoriamente a tutte le femmine dai 9 ai 26 anni. Ma ad oggi solo 5 stati  vaccinano gratuitamente, provocando le ire di chi, non avendo l’assicurazione, non può sobbarcarsi gli alti costi del farmaco e dei successivi richiami. In questo anno e mezzo gli ostacoli maggiori sono stati posti dalla destra cristiana che considera il vaccino un viatico al sesso sfrenato. Il senatore repubblicano George Runner della California, ha detto che il tumore al collo dell’utero è una malattia determinata dalla promiscuità. E se Runner si limita ad insultare l’intelligenza, il giornalista Stanek dell’Illinois Review attacca la senatrice Debbie Halvorson che, colpita da questo tumore si batte per l’adozione gratuita del vaccino nell’Illinois, chiedendole di informare gli elettori del numero dei suoi partner sessuali.
Dicono che non è più tempo di caccia alle streghe, ma allora perché accatastano fascine?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


14/12/07 - Benedisse il 7° giorno e si riposò da tutta l’opera che aveva fatto

Nella Germania federalista ogni Land determina liberamente l’orario delle attività commerciali prevedendo la possibilità di tenere aperti i negozi per dieci domeniche all’anno. Berlino, che è diventata una delle città più vivibili e meno costose d’Europa, ha deciso che le quattro domeniche prima del santo natale è commercialmente lucroso tenere aperte le botteghe. Ma, si sa che il denaro è lo sterco del diavolaccio e le chiese cattolica e protestante hanno presentato un esposto alla Corte federale per denunciare la liceità di questa scelta. La motivazione addotta è, come spesso accade per le decisioni dei vertici religiosi, presa per  salvarci la vita.
Wolfgang Huber, vescovo di Berlino e presidente del Consiglio delle chiese evangeliche, vuole salvare i valori della famiglia che presa nel vortice dello shopping domenicale non ha il tempo per stare insieme. E si sa che i centri commerciali oltre a svuotare il conto corrente erodono i valori dell’unione famigliare.
Le due chiese si appellano alla Costituzione, in particolare all’art. 140 che rimanda alla Costituzione di Weimar del 1919 che sanciva che la domenica e tutte le festività riconosciute dallo Stato sono, in quanto giorni di riposo e di elevazione spirituale, tutelate dalla legge.
I sindacati appoggiano questa protesta anche se per motivi di tutt’altro tipo, e importanti giornali, come il settimanale Zeit sono entrati a gamba tesa nella discussione. Non si tende tanto a parteggiare per le ragioni religiose - del resto l’emorragia di consensi spirituali è nota e non recente, e il paese è fortemente secolarizzato  - quanto all’opportunità di avere spazi per la distensione e il riposo.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/12/07 – Mi piace l’odore del napalm al mattino

Aspettando il voto del 3 gennaio nell’Iowa che tradizionalmente da il la alle primarie*, alcuni piccoli terremoti rimescolano le carte. Obama prova a risalire grazie a sponsor di lusso: per lui si è mossa the first lady of television Oprah Winfrey, che lo ha definito “l’uomo che può restituirci il sogno americano”, e, lanciando una frecciata a Clinton, ricorda come Barack Obama sia stato sempre contro la guerra irachena.
Lotta al cardiopalmo anche in casa dei repubblicani dove Mike Huckabee, governatore dell’Arkansas dal ’96 al 2007, si è piazzato avanti a Mitt Romney, preparando un bel pacchetto di voti per l’ancora superfavorito Giuliani.
Fino a un paio di anni fa Huckabee era un grassone, ma  l’intimidatorio colesterolo lo ha convinto ad una dieta, è diventato secco come un chiodo e da questa sua esperienza è nato il libro  “Smettila di scavarti la fossa col coltello e la forchetta”, un must per chi vuole intraprendere una dieta. Questo successo personale e la sua appartenenza alla chiesa evangelica gli hanno tirato la volata. Il successo elettorale su Romney sorprende soprattutto per la scarsità di mezzi economici impiegati, ma Huckabee, che ha un passato di predicatore battista, è in possesso di una mailing list di 72 milioni di indirizzi di elettori cristiani ereditata da una organizzazione che ha registrato gli elettori religiosi utilizzando Jim Caviezel (Gesù nella Passione di Mel Gibson) come testimonial. Il motto di Huckabee è “non parlo alla comunità evangelica, ma vengo dalla comunità evangelica”. 
Non è uno slogan da poco per gli americani che esprimono forte disagio per la fede mormone di Romney. Tanto che, imitando Kennedy, Romney ha citato il primo emendamento alla Costituzione che dice che gli Stati Uniti sono fondati sulla piena libertà religiosa e che nessuno deve giustificarsi per la sua fede. Secondo Romney, che da governatore del Massachussets non ha esitato a varare il matrimonio omosessuale, la fede e la religione sono alla base della nascita e della potenza dell’America, un paese fondato da perseguitati religiosi che proprio per questo non ha stabilito una chiesa ufficiale di Stato. E, citando l’Europa, ha ricordato le magnifiche cattedrali svuotate dalle religioni di Stato. Secondo il mormone Romney gli Stati Uniti sono una nazione under God che da il benvenuto a una sinfonia di fedi.
Ma, qual è il posto degli atei e degli agnostici? In questa interessante campagna per il presidente più importante del mondo, nessun candidato lo ha ancora detto.
*3 gennaio si vota in Iowa, piccolo stato del Midwest; 8 gennaio New Hampshire; 15 gennaio Michigan; 5 febbraio urne aperte in 22 Stati tra cui New York e California. Tiziana Ficacci, www.nogod.it
(vedi anche  28/11/07)


10/12/07 – Battersi per la democrazia nei paesi islamici.

Il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite varò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, trenta articoli ancora oggi disattesi nella più parte del mondo.
Per una mera coincidenza oggi a Roma apre una conferenza internazionale “Fighting for democracy” (organizzata dall’Adelson Institute e ospitata dalle Fondazioni Magna Charta e Craxi* presso la Camera di Commercio e l’Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente). Partecipano intellettuali e dissidenti che si battono per la democratizzazione nei paesi islamici: tra gli altri Saad Eddin Ibrahim, professore di sociologia all’Università del Cairo e animatore di un network di riformisti, l’iraniano Amir Abbas Fakhravar che oggi coordina dagli Stati Uniti l’opposizione al regime e che ha subito pesanti torture nei 222 giorni di detenzione addirittura dall’attuale presidente iraniano Ahamadinejad, l’oppositore del regime siriano Farid Ghadry, lo storico del Medio Oriente Bernard Lewis. In molti paesi islamici la mancanza di democrazia va a braccetto con l’imposizione religiosa. L’art. 18 della Dichiarazione enuncia “ognuno ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione”..
http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&task=view&id=685&Itemid=52#jc_writeComment

Vediamo come questo articolo 18 è eluso nei paesi islamici.
Dal Rapporto annuale sulla libertà religiosa nel mondo diffuso dal Dipartimento di Stato USA e che prende in esame 194 paesi, leggiamo che 21 paesi del Medio Oriente ordinano alla loro popolazione come pregare (e vivere). Del tutto privati di libertà di scelta religiosa sono i sudditi dell’Arabia Saudita. Nel Rapporto si racconta come nel 1990 il presidente degli Stati Uniti in visita alle truppe per il giorno del Ringraziamento (che gli americani festeggiano in molti tirando il collo al tacchino, in tanti pregando e assaporando la morbida carne) dovette “rendere grazie al Signore” a bordo di una nave al largo della costa saudita. Come se non bastasse i sauditi sono wahabiti e scoraggiano altre interpretazioni dell’islam.
Poi c’è il Sudan che ha scatenato una delle guerre più sanguinarie contro la popolazione non musulmana, l’Afghanistan dove sono state addirittura distrutte le statue del Budda che risalivano a duemila anni prima, l’Iraq dove il governo bahatista di Saddam condusse stragi ai danni delle popolazione musulmana sciita. L’Iran limita i diritti religiosi dove un terzo di Baha’ì resistono con fatica (come si sa il Baullah è nato in Persia e i baha’ì sono in diaspora nel mondo), la Libia di Gheddafi fa opera di contenimento mettendo all’indice i gruppi che hanno pratiche religiose in disaccordo con i precetti dello Stato. Negli Stati mediorientali (Egitto, Algeria, Giordania, Kuwait), l’Islam è privilegiato e le altre religioni sono tollerate (ma resistono con fatica). Tunisia, Israele, Siria, Turchia ed Emirati Arabi rispettano, anche se non tutti nello stesso modo naturalmente, i diritti religiosi. A questo quintetto va aggiunta l’Autorità palestinese che consente la libertà religiosa. Anche se una postilla avverte che nelle zone amministrate da Hamas, le festività cristiane hanno perso il loro sfavillio e la sottrazione di due vani alla suggestiva chiesa della natività per trasformarli in gabinetti, offende anche il cuore di chi non subisce lo spirito del natale.
*spiace che i partiti della sinistra, impegnati ad aggiustare le loro sigle, tacciano davanti a questi eroici oppositori dei regimi islamici.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


5/12/07 – Spe Salvi (3)

“Lo sviluppo della scienza moderna ha confinato sempre più la fede e la speranza nella sfera privata e individuale, così che oggi appare in modo evidente, e talvolta drammatico, che l’uomo e il mondo hanno bisogno di Dio”. Formidabile questo intervento di Benedetto XVI che ha pensato bene di pronunciare durante la visita  ai malati di un ospedale romano la scorsa domenica. Trionfale conclusione di una settimana di superattivismo che lo ha visto prima indicare all’uomo la sua unica possibilità di salvezza attraverso la più scoraggiante delle encicliche pontificie (ma, il libero arbitrio?) e poi lanciare pesanti bordate al relativismo delle Nazioni Unite mentre si intratteneva con le ong cattoliche. “Spesso il dibattito internazionale appare segnato da una logica relativistica che pare ritenere, come unica garanzia di una convivenza pacifica tra i popoli, il negare cittadinanza alla verità sull’uomo e sulla sua dignità”.
Benedetto XVI agisce così: dissuade l’uomo dall’avere fede nella scienza e poi va a portare una carezza ai malati; scomunica le Nazioni Unite e poi si prepara a varcare la soglia del Palazzo di Vetro (il prossimo 18 aprile).
Anche il discorso di Ratisbona venne prima del suo viaggio in Turchia.  
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


3/12/07 – Spe Salvi (2)

Spe salvi facti sumus, nella speranza siamo stati salvati, dice San Paolo ai Romani e anche a noi (Rm 8,24). E’ l’incipit della seconda enciclica di Benedetto XVI dove leggiamo che marxismo e illuminismo hanno fallito e l’ateismo dell’era moderna ha provocato le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia. Il marxismo in particolare ha lasciato dietro di sé una distruzione desolante trascurando l’uomo e la sua libertà. Il tempo moderno ha sviluppato la speranza dell’avvio di un mondo perfetto che grazie alle conoscenze della scienza e ad una politica scientificamente fondata, sembrava essere diventata realizzabile. La fede nel progresso che accantona la fede in Dio ha un avvio con il secolo dei Lumi quando vincono la ragione e la libertà con la Rivoluzione francese. In seguito le terribili condizioni di vita del proletariato nell’Ottocento fecero capire che il progresso non poteva avanzare a piccoli passi, e occorreva una nuova rivoluzione. Carlo Marx raccolse ed espresse questo richiamo con vigore di linguaggio e di pensiero ma privando l’uomo della sua libertà. L’ateismo del XIX e del XX secolo è un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia. E’ in nome della morale che bisogna contestare Dio. Poiché non c’è un Dio che crea giustizia, sembra che l’uomo stesso ora sia chiamato a stabilire la giustizia. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. E ancora: è necessaria una autocritica dell’età moderna in dialogo col cristianesimo e con la sua concezione della speranza. Anche i cristiani devono reimparare in che cosa consista veramente la loro speranza attraverso un’autocritica del cristianesimo moderno. In Cristo Dio si è mostrato e ci ha comunicato la sostanza delle cose future, e così l’attesa di Dio ottiene una nuova certezza. E’ attesa delle cose future a partire da un presente già donato.
L’enciclica è un testo ecclesiale destinato ai vescovi e ai preti, ma il clamore mediatico che ha circondato lo scritto  ha colpito come una frusta anche i non credenti e i non cristiani per la sua carica di pessimismo, per la condanna assoluta di chiunque pensi diversamente, e per la rilettura della chiesa che non lascia speranza. Benedetto XVI sembra invitare l’uomo alla rassegnazione. La sepoltura definitiva della teologia della liberazione, che pure lanciava un messaggio di speranza, sembra cancellare per sempre i pochi passi in avanti compiuti col Concilio Vaticano II.

Da L’illusione di Dio, Richard Dawkins, Mondatori, 19 €
Noi siamo incredibilmente fortunati per avere il privilegio di vivere per alcuni decenni su questa terra prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi possiamo dirci ancora più fortunati perché possiamo comprendere e apprezzare e godere l’universo come nessuno delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. E questo da il significato alla vita. E il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l’unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


2/12/07 – Spe Salvi (1)

Capita che un giorno scopri di ammalarti e che ti dicano che puoi morire, o forse no se sei fortunato, perché ci sono delle cure che potrebbero anche salvarti. Capita che ad ammalarsi è una giovane donna che forse può guarire, ma in caso non potrà più avere un bambino. Capita che una ricercatrice del Policlinico Sant’Orsola di Bologna* le dica che può provare a congelare gli ovociti e dopo la chemio forse può tornare ad accarezzare il sogno di avere un bambino. E capita che guarisce e i tre ovociti che ha congelato finiscono in una provetta col seme del suo amato e diventano due bambine. Perché oggi succede di guarire da un tumore, e per questo guardiamo con speranza al nostro futuro. Se crediamo nella scienza, nella modernità, nella vita.
Eleonora Porcu è ricercatrice del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Grazie al suo aiuto una 31enne diventata sterile per un tumore alle ovaie ha potuto avere due gemelle che oggi hanno dieci mesi, attraverso la tecnica del congelamento degli ovociti.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


28/11/07 – Mi piace l’odore del napalm al mattino…

Secondo i sondaggi degli ultimi mesi sembra che Clinton e Giuliani vinceranno le rispettive primarie di gennaio-marzo per presentarsi alla pari il 4 novembre 2008. Ma entrambi si trascinano una sfilza di giudizi negativi da parte dei loro schieramenti.
Giuliani è malvisto da buona parte dei leader conservatori tanto che pende sulla sua testa una (improbabile) candidatura indipendente della destra religiosa. Clinton invece dai suoi viene considerata troppo moderata, ma quando prende posizioni liberal la dipingono falsa e cinica.  Naturalmente sui due pesano scandali, pettegolezzi, amanti, conflitti di interesse che i rispettivi staff - tanti italoamericani per Rudy, tante donne per Hillary – cercano di arginare.
Nonostante queste critiche, Pat Robertson, leader della destra religiosa, cerca di frenare i suoi e sponsorizzare Giuliani considerando il pericolo islamofascista post 11 settembre più minaccioso dell’aborto, ripercorrendo la strada che i repubblicani già camminarono scegliendo Ronald Reagan considerato molto liberal sui diritti civili ma buon cane da guardia per “l’impero del male sovietico”. Ugualmente Clinton e il suo cerchiobottismo scompare quando gli elettori democratici la confrontano con la povertà e il pressappochismo dei suoi competitori.
Oggi il vantaggio di Clinton è di oltre 23 punti su Obama e 32 su Edwards. Quello di Giuliani è di 14 su Thompson e McCain e 18 su Romney.
E’ utile però ricordare che nel novembre del 2003, ad un anno dalle elezioni che ri-videro vincitore Bush, in testa ai sondaggi per il partito democratico c’era Howard Dean e Joe Lieberman e John Kerry (che si confrontò con Bush)era solo sesto. Di più, lo stesso Bill Clinton nel novembre del 1991 (cioè ad un anno dal voto) era molto indietro nei sondaggi rispetto al favorito Mario Cuomo.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

(sulle elezioni americane vedi anche 2/1;23/1;25/1;8/2;18/2;28/2;2/5;8/5;8/6;4/10)


21/11/07 – Sorridi, sei in Spagna (6)

In Italia, purtroppo per voi, vivete sotto il Vaticano che aggiunge un enorme peso di ipocrisia, di apparenze rancide, anacronistiche, lontane dalla verità complessa della società contemporanea. Per fortuna nel resto del mondo occidentale non abbiamo il vostro problema morale e religioso. (Miguel Bosè intervistato da Magazine a Milano durante il tour Papito)
Nei giorni scorsi la simpatica ministro della Famiglia Rosi Bindi ha presentato un pacchetto di provvedimenti che consentiranno alle donne che lo desiderino di avere congedi parentali per attività di cura di anziani o nipotini. Bello? Probabilmente per molte si, ma le misure di previdenza bindiane consolidano un modello famigliare - punitivo per noi femmine - che sarebbe il caso di gettarsi alle spalle.
Prendiamo, ad esempio, il caso del faticoso divorzio: l’iter per lo scioglimento del matrimonio è così lungo che un pm ha spiegato come un eventuale omicidio del coniuge presenta tempi giudiziari più brevi (l’ideale sarebbe strangolare il marito allo stadio con la sciarpa ultras!). Dal 2005 in Spagna trascorsi tre mesi dal matrimonio si possono avviare le pratiche per il divorzio. Non c’è bisogno di esibire motivazioni (come avviene già in Francia, Gran Bretagna, Belgio, nord Europa) contro le nostre “valide motivazioni” e dopo aver solennemente promesso a un cancelliere che tenteremo la riconciliazione anche se chiediamo una consensuale, mantenendo in piedi oltre al disagio della separazione costosi studi legali. Secondo l’Instituto nacional de estadìstica, la norma ha portato ad un aumento del 74,3% di divorzi dal 2005 al 2006 per effetto del mancato periodo di separazione. E questo era lo scopo del viceministro Teresa Fernandez de la Vega che, introducendo la nuova norma, affermò che l’annullamento del periodo di separazione avrebbe facilitato la vita delle famiglie accorciando le inquietudini  legate alla separazione.
Oggi in Spagna la parte più conservatrice e il clero hanno accantonato “lo scandalo del matrimonio gay” attribuendo la palma di peggiore legge zapateriana al divorzio espresso, che riducendo il “periodo di riflessione ed eventuale ripensamento” toglie significato all’istituto matrimoniale. L’ex premier José Maria Aznar,  nel suo libro “Lettere ad un giovane spagnolo”, si chiede se questa corsa al modernismo renda gli spagnoli più felici. Sembrerebbe una domanda retorica considerato che il divorzio espresso, così come il matrimonio tra omosessuali, certamente non sono obbligatori.
Siccome un ambiente sano favorisce lo sviluppo, qualche ripensamento c’è anche nella chiesa: appena placate le polemiche sulle modalità con cui il Vaticano ha scelto i martiri da beatificare, il vescovo Ricardo Blazquez, presidente della Conferenza episcopale spagnola, ha ammesso che “anche noi dobbiamo chiedere perdono per gli errori commessi in quel decennio”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

(vedi anche 24/6; 7/3; 20/2; 14/2; 28/1;9/1)


19/11/07 – La rivoluzione di Nathan

Cento anni fa Ernesto Nathan saliva le scale del Campidoglio con scarsa convinzione. Nato a Londra da una famiglia di ebrei tedeschi, cresciuto fra l’Inghilterra e Milano, era convinto che Roma era una città troppo provinciale e piena di trasformisti per poter gettare le basi di un cambiamento politico.
Arrivato per la prima volta a Roma nel 1870 per lavorare come amministratore al giornale mazziniano La Roma del Popolo, aderì nel 1879 alla sinistra storica nello schieramento guidato da Francesco Crispi. Nel 1887 entrò nella Massoneria e dopo due anni fu eletto nel Consiglio comunale con delega ai Beni culturali e all’Economato. Un incarico importante considerato che in quegli anni Roma era diventata la capitale dell’Italia unita e che vedeva una vorticosa crescita demografica. Nel 1907 divenne sindaco, carica che tenne fino al 1913.
Un frequente intercalare romano recita “nun c’è trippa pe’ gatti”  che potremmo leggere come un motto della sua amministrazione. Se da una parte la frase liquidò la superflua spesa del cibo per i gatti che soggiornavano negli archivi capitolini, dall’altra si può applicare alla sua ispirazione etica mazziniana, alle sue innovazioni, al suo governo riformista che impose limiti alla speculazione privata, e che, purtroppo, decretò la fine del suo governo usando come pretesto le sue posizioni sulla guerra di Libia.
“Fino a quando un solo scolaro, entro la nostra cerchia amministrativa, non può ricevere istruzione e educazione civile in ambiente sano e consono, le considerazioni del bilancio finanziario devono cedere il passo alle imperative esigenze del bilancio morale e intellettuale”. Questa nobile affermazione rivela molto dell’uomo, che cercò sempre la collaborazione di intellettuali  e artisti d’avanguardia , da Duilio Cambellotti a Sibilla Aleramo, da Umberto Boccioni a Maria Montessori che fu a capo del Comitato nazionale donne italiane di cui facevano parte anche la moglie e la figlia di Nathan. Durante il suo incarico vennero aperti 150 asili comunali che fornivano anche la refezione (per intenderci oggi sono 320). Il 1911, cinquantenario dell’Unità, fu l’occasione per l’amministrazione di avviare un programma urbanistico che dalle case operaie di San Lorenzo arriva ai Fori, passando per il palazzo di Giustizia, la passeggiata archeologica che contemplava il verde pubblico, la creazione del quartiere Prati. Nacquero in quegli anni, per sottrarre i servizi di pubblica utilità alla speculazione privata, le prime aziende municipalizzate, tra le quali la centrale elettrica Montemartini (dal nome dell’assessore ai Lavori pubblici) sulla via Ostiense , inaugurata nel 1913 e che oggi è uno dei musei più affascinanti della città con la sua giustapposizione di marmi romani e macchinari di archeologia industriale. Nathan fu anche il primo a iniziare l’acquisizione pubblica di opere d’arte per i musei.
Il 23 novembre alle 18, la professoressa Maria Mantello terrà la conferenza  “Nathan: un unico interesse: la cosa pubblica” in via Aldo Manuzio, 91 a Roma
Il 27 novembre alle ore 9,30 nell’Aula Giulio Cesare dopo i saluti delle autorità – e sarebbe incomprensibile una eventuale assenza del Sindaco Walter Veltroni – prenderà le mosse un  convegno di due giorni, martedì 27 dalle 15.30 presso la Sala Pietro da Cortona ai Musei Capitolini e mercoledì 28 alle 9.30 presso l’aula di Geografia della facoltà di Lettere dell’Università la Sapienza. LEGGI
Ci saremmo aspettati dall’Amministrazione capitolina celebrazioni meno formali e che coinvolgessero tutti i cittadini romani. E perché no, anche dei fuochi d’artificio, gli stessi che durante l’amministrazione Nathan facevano brillare la notte del 20 settembre, ricordando ai romani che non erano più sudditi del papa ma cittadini italiani.  
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Nella rubrica Recensioni http://www.nogod.it/libri.htm, schede dei libri Necessario e Superfluo, Silvia Cecchini, ed.Palombi; Ricordi della vita e dei tempi di Ernesto Nathan, Ed. Domus Mazziniana di Pisa


16/11/07 – A parte che ho ancora il vomito/per quello che riescono a dire/non so se sono peggio le balle/oppure le facce che riescono a fare/a parte che i sogni passano/se uno li fa passare

Si può morire ma non ci si può arrendere, perciò Benazir Bhutto, tornata in Pakistan il 18 ottobre chiamata dall’esilio da Pervez Musharraf che vedeva la sua presidenza a rischio, è pronta a rischiare la morte ogni giorno per mano dei terroristi islamici. E’ odiata dai fondamentalisti perché è una donna e perché è un simbolo di democrazia laica. La sua famiglia è stata decimata nella lotta, fino ad oggi perdente, per laicizzare il paese.
Suo padre, Zulfiqar Ali Bhutto, primo non militare a guidare il paese, fu detronizzato dal generale Zia ul Haq nel 1977 e impiccato due anni dopo. I ragazzi Bhutto, educati ad Oxford e Harvard presero strade diverse: Benazir rimase 5 anni nelle prigioni di Zia prima di lasciare il paese, Murtaza fuggì in Afghanistan dove guidò una organizzazione resistente, poi, eletto deputato rientrò in Pakistan nel ’93 dove venne ucciso tre anni dopo, Shahnawaz fu trovato morto a Cannes nell’85. Toccò a Benazir raccogliere l’eredità paterna. Nel 1988, a 35 anni è eletta per la prima volta premier; è bella ed elegante negli abiti tradizionali e l’effetto mediatico è enorme come le speranze di chi l’ha eletta. Il generale Zia è morto, e lei è la prima donna musulmana a ricoprire un ruolo così alto. Sarà una esperienza durissima che finirà nel 1990 per essere ripresa nel 1993-96. Il pretesto per la destituzione manu militari è la campagna di accuse di corruzione e appropriazione indebita per milioni di dollari  rivolte al marito Azif Sardari - un cugino sposato più per rendersi gradita ai  tradizionalisti del suo paese che per desiderio – che finisce in carcere per otto anni. Anche Benazir viene incriminata,lascia il Pakistan e vive tra Dubai e Londra. Nessuna delle accuse ha trovato riscontro nei processi, ma il marchio li perseguita sia quando è al potere Nawaz Sharif che quando gli subentra Parvez Musharraf. Quello che succede nella terra dei puri non lascia molto spazio all’ottimismo, ma non possiamo che chinare il capo davanti a questa figlia del vento dallo straordinario coraggio.

Leadership 1

“Voglio spiegare al presidente Hugo Chàvez che siamo in un tavolo dove ci sono governi democratici che rappresentano i loro cittadini, in una comunità iberoamericana che ha come principio il rispetto. Si può stare agli antipodi di una posizione ideologica e non sarò io che starò vicino alle posizioni di Aznar, ma l’ex presidente Aznar è stato eletto ed esigo, esigo, esigo…”. Tre volte Zapatero ha ripetuto questa parola, perché per tre volte Chàvez lo aveva interrotto inducendo il re Juan Carlos di Borbone ad abbandonare i lavori dopo avergli detto “?Por qué no te callas?” Gli spagnoli hanno apprezzato i loro rappresentanti, in molti hanno adottato il perché non stai zitto? come suoneria telefonica, il bel Miguel Bosé ha annunciato che non canterà più in Venezuela, il Brasile comincia a liquidare i propri interessi in quel paese, il Cile il Perù e il Salvador sono dalla parte di Madrid, il boliviano Evo Morales tenta di prendere le distanze da Chàvez. Da parte sua il caudillo venezuelano aspetta le scuse da “El Rey” e dal suo calzolaio (zapatero in spagnolo), supportato dall’ex rivoluzionario ora baciapantofola vaticano, Daniel Ortega.

Leadership 2

“E’ importante che non si confondano le immagini degli incidenti di domenica con l’Italia che è tante altre cose”. Davanti ai quotidiani incidenti occasionali che si verificano nel nostro inutilmente amato paese, c’è sempre qualcuno col ditino alzato che ci ricorda che non è cosi, ben altro è, e il calcio non è questo, a Perugia non tutti gli studenti si ammazzano, e i poliziotti in genere hanno una bella mira. A forza di non dire niente il paese si è completamente deresponsabilizzato e vediamo quello che abbiamo visto domenica, anche se ben altro avremmo dovuto vedere.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/11/07 – Demografia totalitaria

Tra la prima e la seconda guerra mondiale il declino della fecondità in Europa fu motivo di preoccupazione per i politici che vedevano sia una causa che un sintomo del declino dell’Occidente. In quegli anni nacque l’interesse per una nuova scienza, la demografia, che studiava l’andamento della popolazione. La prima politica demografica di ampio respiro  venne da un paese che da poco aveva iniziato a conoscere la denatalità, l’Italia. La precocità di questa politica venne accelerata dall’instaurarsi della dittatura fascista; la forza è nel numero, era lo slogan mussoliniano che esigeva la crescita della popolazione insieme all’indottrinamento politico e ideologico. Per prima cosa si cercò di imporre alla popolazione italiana un modello demografico, esortando ad una maggiore fecondità e alla migrazione verso particolari destinazioni, scoraggiando, anzi vietando del tutto, la contraccezione e l’aborto. La politica demografica fascista piacque alla Chiesa: le due istituzioni si trovarono d’accordo sui mezzi impiegati per aumentare le nascite, specie quando, dopo gli accordi dei Patti Lateranensi, la neonata struttura per la tutela della maternità e l’infanzia (Onmi), venne, di fatto, appaltata al clero.
Come ci racconta la storia della popolazione italiana, il fascismo non riuscì a bloccare la scelta delle donne di regolare la dimensione della propria famiglia, così come pochi anni dopo, la Chiesa romana non la spuntò con la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza.
Cardine delle dittature è il controllo della sessualità riproduttiva delle donne.
Nel regno di Vladimir Putin dove secondo le proiezioni demografiche i russi tra venti anni saranno poco meno di 100 milioni, è partita una campagna che ha stanziato 10mila dollari per il secondo figlio in bonus per l’istruzione. Oggi, la russa che desidera abortire, deve firmare un modulo che la informa dei rischi che potrebbero verificarsi per la salute fisica e psichica, e negli ospedali gli assistenti sociali dissuadono dall’intervento. L’incesto e lo stupro sono le uniche cause che consentono l’accesso gratuito all’intervento. Alla Duma è stata depositata una proposta di legge di deputati nazionalisti che vorrebbero equiparare l’aborto ad un reato penale, esattamente come ai tempi di Stalin. L’URSS, che era stato il primo paese a liberalizzare l’aborto, lo riammise soltanto con Krusciov (’54-’64), e diventò, vista la mancanza di altri metodi, un contraccettivo. Una donna nel corso della sua età riproduttiva abortiva  sette–otto volte (ma anche di più) in condizioni disumane. Con Gorbaciov (’85-’92) venne imposta l’anestesia, sconosciuta per la gran massa delle donne, e la signora Raissa Gorbaciova diede  impulso a ong, anche straniere, per l’educazione alla contraccezione.
La Romania di Ceausescu mise in atto una delle più criminose politiche demografiche nell’Europa moderna. Le donne erano sottoposte periodicamente a visita ginecologica per individuare aborti clandestini.  Senza successo, non riuscendo a modificare  la volontà delle romene. Testimonianza preziosa è il duro film di Mungiu (Quattro mesi, due settimane…) che ha ricevuto a Cannes  il Prix de l’education (assegnato dal ministero dell’Istruzione e per questo il film sarà visionato durante l’anno scolastico in tutte le scuole francesi). Esattamente l’opposto avviene ancora oggi in Cina, (il paese delle Olimpiadi, olè) dove le donne sono obbligate a visite periodiche per accertare che abbiano un solo figlio in città, due nelle campagne.
Terribile, ma non sorprendente, la notizia che in Nicaragua l’ex rivoluzionario Daniel Ortega si è reinventato cattolico per riconquistare la presidenza, recependo un anno fa il bando all’aborto voluto dalla chiesa e accolto dal papa Benedetto XVI (che si è comunque detto dispiaciuto delle eventuali sofferenze delle donne). Il paese è rimasto profondamente scosso dalla morte per emorragia di una giovane donna alla quale è stata rifiutata l’interruzione di una gravidanza extrauterina. I medici sono turbati e in preda al panico, le sanzioni arrivano fino all’espulsione dall’ordine e al carcere per un intervento abortivo, mentre alle donne rimane la pericolosa risorsa delle “vecchie e salvifiche” mammane. Human Rights Watch sostiene che questa legge contrasta con gli obblighi previsti dalla legge internazionale sui diritti civili.
Oggi i paesi che vietano l’aborto anche in caso di stupro o gravidanza a rischio mortale per la donna sono il Nicaragua, il Cile e El Salvador. Vietano l’aborto 69 paesi, ma tra questi in molti prevedono eccezioni in caso di rischio della vita della donna. In Italia la legge 194 prevede l’aborto in caso di pericolo per la salute fisica e/o psichica. Inoltre contempla l’obiezione di coscienza dei medici e del personale coinvolto nell’intervento (anestesisti, infermieri, portantini). Una legge frutto dell’ipocrisia italiana, ma che, nonostante i suoi limiti e i continui attacchi partitici e clericali, la forza delle donne ha trasformato in un successo.
Tiziana Ficacci
, www.nogod.it


8/11/07 – Un ambiente sano aiuta lo sviluppo

Mentre assistiamo alla nobile gara tra Fini e Casini per chi grida più forte dalli al rumeno, carnosi avvoltoi sbranano quel che possono. Alitare sul collo di Veltroni, sciacallando sulle spoglie della sfortunata signora Giovanna, sembra, al momento, la moda di stagione. Seppellire il “modello Roma” che, in qualche misura sembrava gradito anche ad una parte dei romani, è la parola d’ordine della stampa. Baraccopoli sul greto del Tevere, insediamenti abusivi, red carpet della festa del cinema assai stropicciato. Se oggi si votasse per il sindaco, un vero uomo di destra - Fini ad esempio - potrebbe anche farcela.
E quello che Veltroni voleva utilizzare come trampolino per un radioso futuro di conducator del PD rischia di rovinargli addosso. Anche per chi ha scelto Veltroni è difficile non vedere bancarelle abusive che ingombrano i marciapiedi, piazze stupende invase dai tavolini disassortiti dei bar, i taxi che non passano mai, gli autobus che te lo dico a fa', cumuli di sporcizia, pubblicità urlata sulla metro B, vigilanti che fumano, aumento dei piccioni, la dimenticanza di ricordare il centenario del   sindaco Nathan, la notte bianca che ha perso la sua identità. Certo vediamo anche i bei restauri, le riaperture, le grandi mostre, i call center, l’assessore nero, il calcio africano, i liceali che finanziano i pozzi, i cinesi che non litigano, le mense coi menù esotici, il buono per i libri scolastici, il gay village, l’eterno funerale al papa senza incidenti …
La situazione è grave, che fare perché la politica non ci riporti al razzismo e alla xenofobia che è nel dna (e se lo ripeto ancora giuro che spiegherò a tutti cosa è l’acido desossiribonucleico) dell’italiano? Proverò con la risposta che oggi non so e non posso dare, ma forse è la febbre che sale .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


6/11/’07 – Tentativi di islam moderato

Venerdì scorso è stata presentata la Carta dei valori  presso la Grande moschea di Roma, con Abdellah Redouane (segretario generale dell’istituto di cultura) padrone di casa e mediatore tra i membri della Consulta islamica e le sigle dell’associazionismo degli immigrati. Grande assente l’Ucoii. E’ stata una svolta - non adeguatamente evidenziata dalla gerontologica stampa  nostrana - tentata dal ministero dell’Interno.
Nel novembre del 2006 il ministro dell’Interno Giuliano Amato presentò un comitato di saggi che, nel corso dell’anno, ha corretto la linea iniziale che aveva avuto molte critiche. Oggi il Viminale prova a favorire l’aggregazione di organizzazioni musulmane  consentendo ai diversi leader di conservare una propria identità, e liberando il ministero dal compito di cercarsi da sé un interlocutore privilegiato.
Il ministro per i Rapporti col parlamento Vannino Chiti in un question time di luglio ha dichiarato congelata la Consulta. Però la Carta dei valori sta diventando il centro di iniziative non coordinate dal ministero  che hanno il consenso del ministro; si svolgono incontri da parte della componente moderata della Consulta che tenta di attrarre  l’islam delle ambasciate di cui la Grande moschea (riconosciuta come ente morale dall’Italia) rappresenta il volto istituzionale. Questo tragitto sembra essere, al momento, l’unico percorribile per pianificare il rapporto stato-islam. Per gli articoli 7 e 8 della Costituzione e per la Commissione per le intese della presidenza del Consiglio, gli accordi  con le confessioni religiose  diverse dalla cattolica vengono negoziati con una associazione italiana a favore delle persone di quella religione.
L’incontro di venerdì scorso – forse - sta costruendo un islam moderato, che potrebbe proporre al Viminale una bozza di intesa condivisa. E per chi ritiene che le intese siano la strada giusta (e non una metastasi del cancro concordatario) questa è la via da percorrere.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


5/11/07 – Nel nome di Dio

Una bella copertina del settimanale The Economist con un perplesso Adamo che grattandosi la testa porge il frutto a…  
Un dossier di ben venti pagine In God’s name in cui leggiamo di un presidente americano che ogni mattina prega con i suoi collaboratori, della rivolta buddista in Birmania, del successo della letteratura ateistica (definita ad alta intensità religiosa), di musulmani che ammazzano musulmani nel nome di un identico Dio, di cristiani e musulmani che si fanno a pezzi in Nigeria. La tesi del dossier è che il pensiero laico ha fallito perché non è riuscito ad intercettare la richiesta di spiritualità. Gli esempi portati sono: la perdita del Pakistan da parte dei Bhutto prima con il colpo di mano di Zia ul Haq (’76) e successivamente con la deposizione di Benazir Bhutto(’96) avviando di fatto il paese alla talibanizzazione; l’Iran che ha sostituito lo scià con Khomeini; la caduta del regime comunista ad opera di Walesa nel nome della madonnina in Polonia; e naturalmente l’11 settembre considerata la più grande dimostrazione del potere di Allah.
E’ certo che parole come apostasia, fedeltà, Dio, sono prepotentemente alla ribalta e nell’agenda politica del nostro paese questioni come l’omosessualità e l’eutanasia sono ben lontane dall’essere risolte.

Tiziana Ficacc
i,www.nogod.it


31/10/07 – L’italiano più importante del secolo scorso

Da ieri è in libreria il saggio dello storico Sergio Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento (Einaudi, € 14). Il Corriere della Sera ne ha anticipato alcune pagine una settimana fa, suscitando un ampio dibattito anche sulla stampa internazionale. Il libro - che la Einaudi ha inviato a Nogod - è molto lungo (419 pagine), perciò rimandiamo la recensione ai prossimi giorni e riportiamo quanto scritto, sul saggio di Luzzatto.
Con una battuta, ma neanche tanto, Luzzatto definisce Padre Pio l’italiano più importante del secolo scorso. Vittorio Messori (Corriere)dice: “E’ ovunque: sui tir, nelle cornicette d’argento sui tavoli dei vip, nel borsellino della massaia e nel portafogli del professore”. Luzzatto sostiene che Padre Pio è così importante nella storia religiosa del 900 che le sue fortune cambiano a ogni mutare del papa. Aldo Cazzullo (Corriere) scrive: “Benedetto XV diede mandato al Sant’Uffizio di procedere contro il frate. Diffidente Pio XI che arrivò ad azzerarne le facoltà sacerdotali, Pio XII incoraggiò il culto del cappuccino, Giovanni XXIII contenne la devozione, Paolo VI concesse piena libertà, Giovanni Paolo I scoraggiò i fedeli, Giovanni Paolo II lo elevò agli altari. Luca Sofri (Gazzetta dello sport) scrive: “Padre Pio comprava degli acidi in una farmacia di Foggia per procurarsi le stimmate” e Michele Serra (la Repubblica): “Tra il dolore di Padre Pio e il cattolicesimo sorridente di papa Giovanni c’è un baratro. Sangue e penitenza da una parte, la carezza ai bambini dall’altra. Entrambi al centro di un culto popolare, il loro differente destino ci aiuta ad inquadrare i nostri tempi”. Antonio Socci (Libero): “con quelle sofferenze  pagò milioni di grazie per chiunque soffrisse e milioni di conversioni di comunisti, massoni, protestanti, agnostici che trovarono la fede dopo essere andati a San Giovanni Rotondo magari con ostilità e pregiudizio”. E ancora Serra: “Papa Giovanni lo riteneva responsabile del disastro di anime istupidite e sconvolte”     , e Gianni Baget Bozzo (la Stampa): “la passione di Cristo nelle stimmate metteva la sofferenza al centro del cristianesimo… era di intralcio alla chiesa modernista che voleva Giovanni XXIII”.
Sergio Luzzatto intanto ha ricevuto parecchie lettere di dissenso tra cui quella del presidente della Lega cattolica anti-diffamazione che invita “il prof. Luzzatto a dedicare le proprie energie allo studio della propria religione”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


29/10/07 – Più che scioccante una sciocchezza

A molti qui da noi piace tanto Barack Obama perché è giovane, nero, elegante, buonissimo. Ma il senatore dell’Illinois è un po’ indietro nei sondaggi, e allora cerca di persuadere l’elettorato liberal che parlare di fede per conquistare i voti degli evangelici “è cosa buona e giusta”. Si sa che in politica i rospi si inghiottiscono sani e si racconta pure che sono ottimi, ma stavolta Obama l’ha fatta un po’ grossa per l’elettorato americano democrat. Il senatore ha infatti organizzato un ciclo di incontri nella Carolina del sud, dove alla lettura della bibbia si alternano canti rock cristiani; star assoluta Donnie McClurkin che considera l’essere gay una maledizione assoluta e canta che gli omosessuali vanno curati e salvati con l’aiuto di Cristo. Lui è un perfetto testimonial, visto che da ex gay si è salvato dal male con la fede in Gesù. McClurkin  sostiene che gli omosessuali sono dei poveretti che soffrono molto e che non riescono ad uscire dalla loro perversione perché deboli di carattere. Quindi devono essere aiutati così come si fa per i drogati e gli alcolisti. Nonostante le molte critiche, non solo, per fortuna, di associazioni glbt, Obama ha considerato che in Carolina gli elettori in gran parte condividono questo pensiero, e, per non alienarsi l’universo gay, aprirà gli incontri ricordando “la necessità di superare l’omofobia di alcuni settori del nostro elettorato”.

Che colpa ne ha se è nato così ?

Certo la regione Toscana, supportata dal ministero delle Pari Opportunità, era animata dalle migliori intenzioni con il manifesto preparato per contrastare l’omofobia. Ma l’immagine potrebbe portare ad una domanda sbagliata e pericolosa: che colpa ne ha se è nato così? Il delizioso neonato con la scritta homosexual sul polso rimanda a un carattere innato, genetico dell’omosessualità. L’omosessualità va tollerata se è genetica? E’ inaccettabile se è conseguenza di una scelta? Dividere per categorie non sarà pericoloso? Il razzismo non si appoggia su basi scientifiche (e genetiche)?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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17/10/07 – Più realisti del (vice)re

Sarebbe stato bello (secondo me) che la Festa del Cinema di Roma che apre in queste ore i battenti, avesse ospitato  il film di Roberto Faenza  I Viceré.
Il film, pensato dal regista torinese per la televisione, avrà prima un passaggio cinematografico per decisione della commissione censoria della tv, perché la storia è considerata un po’ forte. Giacché si sa che lo spettatore televisivo, corrotto dai salotti di Giletti e di Vespa e abituato ai tg pettinati di Riotta, potrebbe rimanere sconvolto dalla trama de I Viceré. Come si sa il romanzo di Federico De Roberto racconta le vicende di Consalvo Uzeda di Francalanza, ultimo discendente degli antichi viceré spagnoli della Sicilia ai tempi di Carlo V.
“Io auguro la formazione di un partito capace di darci l’ordine all’interno e la pace con l’estero. Che protegga i laici ma anche la chiesa. Che realizzi riforme ma conservi le tradizioni.Il passato e l’avvenire. Machiavelli e Bacone. E dopo aver studiato Proudhon sono convinto che la proprietà è un furto”. Sono le parole del comizio con cui Consalvo conclude la campagna elettorale. E’ questo che i censori hanno voluto risparmiare al telespettatore? Oppure sono “i porci di Cristo” che avrebbero potuto sgomentarci? I frati ricchi che subappaltano le preghiere ai frati poveri così da non avere la scomodità di alzarsi la notte per pregare? L’Ansa ha detto del film (che potremo vedere il 9 novembre al cinema) “… i politici non lo vorranno vedere, la chiesa lo attaccherà, le associazioni delle famiglie storceranno il naso”.

Lo scrittore Vitaliano Brancati dedicò la sua tesi di laurea a I Viceré ponendo l’accento sul dissapore che lo scritto creò all’interno della chiesa e che emarginò  De Roberto. Il romanzo, stroncato da Benedetto Croce, affascinò a tal punto Leonardo Sciascia, che lo definì insieme ai Promessi Sposi il più grande romanzo italiano. Tra gli attori scelti da Faenza, Lando Buzzanca, Cristiana Capotondi, Alessandro Preziosi, Lucia Bosè. Troppo per la tv e per la Festa del Cinema. Tiziana Ficacci, www.nogod.it 

17/10/07 - Ora di religione. Un commento di Tiziana Ficacci

Sembra assurdo gioire per una censura, eppure la risoluzione del Parlamento europeo che mette al bando l’insegnamento del creazionismo quale disciplina scientifica al pari dell’evoluzionismo, dovrebbe essere salutata, specie da chi ha a cuore la crescita dei giovani, con ottimismo. Infatti, la decisione, seppur non vincolante per gli Stati membri, potrebbe accendere la discussione culturale su quanto di più ingiusto viene perpetrato sui bambini e gli adolescenti, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
Come è noto, grazie alla revisione del concordato siglato nel 1984 tra il Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il Segretario di Stato vaticano mons. Agostino Casaroli, l’ora di religione deve essere richiesta dai genitori dello studente. Evidentemente il dileggio che ha colpito il segretario dello storico partito socialista, che sicuramente nel corso della sua carriera politica ha commesso degli importanti errori, non ha consentito al paese di dibattere con equilibrio su questo passo che compì senza il beneplacito del Pci di Enrico Berlinguer. La revisione del concordato, che doveva essere un primo gradino per arrivare al superamento dello stesso, abolì la religione di Stato introducendo il riconoscimento, attraverso le intese, di altre religioni, annullò la congrua obbligatoria da parte dello Stato che venne sostituita dalla raccolta volontaria dell’8 per mille, e la facoltatività  della frequenza dell’ora di religione.
Eppure tra  le critiche più velenose che circondano il nome di Craxi, in molti ricordano il pasticcio concordatario. Da persona non appartenente alla ex religione di Stato, e che nell’84 aveva abbondantemente finito anche l’università, mi sembrò un progresso che non dovevi produrre certificazione che attestasse la non appartenenza alla chiesa romana.
E’ stravagante che un paese come il nostro che ha in gran considerazione qualsiasi revisionismo, rilettura e dietrologia, non abbia mai considerato che dietro la figura del segretario del Psi ci sia potuto essere un complotto della chiesa per evitare il proseguimento del disegno craxiano sul concordato. Guardando come sono finite in bolle di sapone le indagini di tangentopoli, un  sospettino potrebbe anche venire, ma è inutile aggiungere altra discordia tra una classe politica già così confusa.  
Quello che in realtà dovremmo chiederci - quei pochi di noi che credono nella superiorità di uno Stato laico - è perché le persone decidono di far frequentare l’ora di religione (e di versare l’8 per mille) alla carne della loro carne. I parenti degli avvalentisi parlano di una scelta indotta da timori per eventuali isolamenti, solitudine nei corridoi, emarginazione del diverso. Non so se il mio atteggiamento è determinato da passeggiate solitarie nei corridoi, ma ho l’impressione che il regalo più bello che un genitore possa fare al figlio è proprio uno spazio di libertà per la riflessione e il non conformismo. Oltre al fatto, importantissimo, che è il  silenzio e la sottomissione la forza della chiesa. Il fiorire di proposte di ore alternative ad un’ora che non è obbligatoria, è addirittura paradossale, e da linfa al perpetrarsi dell’esistente. Mi raccontano che in alcune scuole elementari ci sono insegnanti di religione che per attrarre studentini raccontano ai genitori che parleranno delle festività religiose dei bambini stranieri. E, per fortuna, sono stati richiamati all’ordine dalla Cei. Ci mancherebbe solo che la nostra gioventù apprenda (male) da persone non preparate o, peggio, indottrinate dalla Cei.
E’ vero che questo nostro paese è strano, ma se questa soluzione del Parlamento europeo  potesse essere accolta con pacatezza, senza l’improvvisazione teologica che si sta impossessando di   medici, economisti, matematici, impiegati, credo che si potrebbe anche dare avvio ad un cambiamento culturale.
A scuola la scienza, nel privato della propria casa se si vorrà si dirà “Sia luce. E luce fu" .
Tiziana Ficacci


16/10/07 – Manuela (e le altre) all’attacco

La chiesa cattolica, che pure aveva diffidato i vari partiti in lizza per le elezioni polacche del 21 ottobre dal parlare a suo nome, ha concesso qualche istruzione per l’uso della scheda elettorale. In una nota che è stata letta domenica 14 durante la messa, santa romana chiesa ha ricordato che ci sono gruppi politici con programmi vicini alla visione cristiana dell’uomo e della società. Quasi sicuramente la nota non ha incluso il Partia Kobiet, il partito delle donne nato per rivendicare la parità tra i generi, i diritti degli omosessuali, il diritto alla salute compreso l’aborto sicuro. Manuela Gretowska, fondatrice del Partia Kobiet, scrittrice di fantasiosi romanzi erotici, sostiene che oggi in Polonia la condizione femminile è regredita all’800. In particolare nelle campagne la famiglia patriarcale ha un andamento barbaro. Spesso i mariti sono alcolisti e brutalizzano le mogli, che, tormentate dagli spauracchi agitati dalla chiesa, tacciono sopportando. Gretowska punta ad entrare in parlamento, e afferma che si schiererà con chi, di volta in volta, si impegnerà a  conquistare una società più laica e anticlericale. Per conoscere Manuela e le sue compagne guardare il sito http://www.polskajestkobieta.org. (Sulla Polonia vedi anche sotto : 9/9/07-28/7/07-18/4/07-18/2/07).
Benazir Bhutto alle 13 del 18 ottobre arriverà a Karachi dall’esilio londinese. E’ stata chiamata da Pervez Musharraf, eletto qualche giorno fa presidente del Pakistan, nel tentativo di salvare un paese vicino al  collasso schiacciato tra la faziosità dei talibani della moschea rossa di Islamabad e i fondamentalisti islamici ai vertici militari. La coraggiosa - e laica - figlia del vento (ben-a-azir)che ha già ricoperto per due volte l’incarico di presidente ripercorrendo le orme di suo padre Zulfikar (deposto nel ’77 dal colonnello Zia ul Haq che lo fece fucilare) tenterà l’impossibile.
Il 28 ottobre gli argentini saranno chiamati a scegliere il presidente. La favorita è Cristina Fernàndez Kirchner, moglie dell’attuale presidente Néstor. E’ considerata abile e intelligente, eletta per la prima volta nel 1989 e senatrice da due legislature. La staffetta familiare ovviamente l’agevola, così come la sua bellezza consapevole di 54enne, la sua infanzia e giovinezza passata nella difficile regione meridionale della Patagonia.
Un ricordo, molto personale, oggi è per Settimia Spizzichino. Venne rastrellata il 16 ottobre del ’43 a Roma insieme a 1022 romani ebrei. Tornò da Auschwitz, unica donna, insieme a 15 uomini Il sorriso di Settimia, morta sette anni fa, è nel mio cuore.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it 
  


14/10/07 – Razzisti e senza memoria

La benevola condanna inflitta in Germania a uno stupratore sardo perché intriso di una cultura primitiva, ha provocato un indignato rumoriccio. Ma, appena ad agosto, la Corte di Cassazione ha assolto i genitori di Fatima - una giovane musulmana residente in Italia - che avevano picchiato e sequestrato per il suo stile di vita troppo occidentale. Come nel caso del sardo gli imputati sottostavano a un’altra civiltà. In quel caso nessuno ha gridato al razzismo, non le privilegiate donne della politica italiana, non i viziati politici nostrani sussiegosi al superato “politicamente corretto” degli insicuri.

“E’ vecchia, carica di miliardi e rompe pure i cosiddetti. Di profilo è anche più odiosa. Che ci fa al Senato? Starebbe meglio a dirigere un ghetto”. E’ probabile che il commento del senatore Storace su Levi Montalcini, sia ampiamente condiviso dal popolo italiano che non vede nell’anziana professore il prototipo dell’ebreo sfigato che piace. Altrimenti non si potrebbe spiegare la tardiva difesa del presidente della Repubblica, giunta dopo il lungo sonno della classe politica e della stampa. Come non ricordare a questo proposito l’offensiva battuta di Bertinotti che osò chiudere un congresso del suo partito con “noi siamo ebrei come siamo disabili, omosessuali, neri”. Una logica per cui gli ebrei vanno bene solo quando sono vittime, la stessa  che ispira gli insopportabili piagnistei del giorno della memoria (ovviamente dall’intera oligarchia politica).

Si chiama “Una parola comune tra voi e noi”, la lettera appello rivolta da 138 intellettuali e muftì musulmani alle chiese cristiane. La lettera, zeppa di citazioni del vangelo e del corano, dice che musulmani e cristiani rappresentano più della metà della popolazione, ma senza una pace comune tra queste due comunità non ci potrà essere pace nel mondo. Accolta con superbo trionfalismo, la lettera si sofferma sulle comuni origini senza prendere in considerazione né gli altri gruppi (religiosi o no) né le diversità. E avendo la presunzione razzista che queste due sole religioni – superiori ovviamente - si coalizzino contro il resto del mondo cattivo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13/10/07 – Happy Hour

Intanto auguri a Veltroni che sarà il capo di un nuovo partito, nuovissimo, così nuovo che ancora non si conosce il logo, il colore, la bandiera. Speriamo nella sobrietà per la scelta.
Sono previsti un milione di votanti. Per intanto i 4 milioni che hanno votato per Prodi non sono usciti dal recinto presunti (ma chi e perché è andato a votare per Prodi?).
I candidati sono giovanissimi, la più grande  Bindi (56 anni), poi  Adinolfi (giovane? Sembra più vecchio di me) e Letta (che sembra mio nonno). Anna Finocchiaro dove è finita? Dopo il congresso tutti a dire come è brava, come è bella, come è donna. Poi è scomparsa insieme a Bersani. E si che ha una voce che avrebbe steso la controparte… I candidati nelle liste sono tanti. A Roma ben quattro persone amiche amiche amiche mie si candidano nelle liste bloccate (Carla capolista a Garbatella, Tobia a Prati, Ester a Monteverde, Anna Maria al centro). Fiumi di inchiostro sono piovuti su queste elezioni. Io mi sono distratta, e non ho sentito nulla su politica internazionale, su ambiente, su temi etici. Ma che problema c’è? Binetti che parla di devianza sessuale e malattia, sostiene Walter per il bene comune. E’ per il bene del paese il fresco Letta dice che le pensioni degli anziani le pagherà un forte incremento della natalità (sic). Speriamo che l’esperimento non finisca come quegli sposi annoiati che per cambiare fanno un figlio e poi sbranano il lupetto davanti al giudice. Intanto il risultato sicuro sarà una assemblea di 2.400 politiche e politici di professione (400 in più del congresso del partito cinese) che si riunirà due tre volte per nutrire la stampa di colore.  Auguri a tutti!
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/10/07 – Badenheim 1939

Sam Harris e Salman Rushdie hanno scritto un articolo - in Italia pubblicato sul Corriere della Sera ( LEGGI ) - per ricordare all’Occidente distratto la vicenda di Ayaan Hirsi Ali.
Il governo olandese ha comunicato a Hirsi Ali che presto le toglierà la protezione. Nel 2004 Theo Van Gogh venne ucciso e mutilato in una strada di Amsterdam tanto che Ayaan, somala con cittadinanza olandese, accettò un incarico all’American enterprise institute di Washington. Ora è a NY dove ha una scorta privata. Nel 2002 Pim Fortuyn aveva fondato un partito politico per difendere le libertà del suo paese - compresa la libertà sessuale  - dalle pressioni del fondamentalismo islamico. Wim Kok, in quel periodo primo ministro, lo accusò di essere un razzista innestando un clima di violenza che condusse al suo assassinio. Scrivono Harris e Rushdie: “… è una testimone unica e indispensabile della forza e, al tempo stesso, della debolezza dell’Occidente… nessuno meglio di lei può ricordarci che la tolleranza dell’intolleranza è viltà. Appropriatasi dell’Illuminismo in pochi anni, Hirsi Ali ha esplorato ogni centimetro del cammino che porta fuori da quella desolazione morale è intellettuale che è l’islam tradizionale… come ha scritto Caldwell sul New York Times, Voltaire non rischiava, a ogni frase, di farsi un miliardo di nemici in grado di riconoscerne il volto e di passare informazioni a gente ansiosa di assassinarlo”. Nel suo glorioso passato l’Olanda ha combattuto in difesa della libertà e contro la tirannia religiosa. Il passato sta tornando in Olanda e in gran parte dell’Europa dove il sussiego alle superstizioni delle religioni (che tanti danni fa già nel nostro paese, dalle assurde restrizioni sulla ricerca, al meglio velate che veline)  porta a dimenticare la libertà delle persone.
A 30 anni dalla sua uscita, è stato ripubblicato Badenhneim 1939 di Aharon Appelfeld (Guanda,€ 13.50). Badenheim è una località di svago in Austria, dove si ritrovano alcuni villeggianti desiderosi di assistere al Festival musicale organizzato dall’impresario Pappenheim. Non sanno che sarà la loro ultima vacanza. Nel corso di un’estate, intorno a loro viene costruito una sorta di perverso cordone sanitario che li tiene sotto controllo. Medici, burocrati, militari, senza farsene accorgere, tra un gelato e un concerto, li schedano allo scopo di radunarli di fronte al convoglio che probabilmente li condurrà alla morte.
E’ una forzatura? Però ricorda tanto i quartieri di Amsterdam dove le donne non possono camminare con le braccia nude, le sentenze docili sulle violenze alle donne a causa dell’etnia, il burqa che tutto sommato si può indossare perché è una tradizione culturale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Sam Harris ha scritto La fine della fede. Nella sezione Recensioni 28/10/06 (LEGGI)


10/10/07 – L’onnipotente è vecchio… (n.2)

Pare proprio che i consueti appelli sulla sacralità della famiglia tradizionale ripetuti da  Benedetto XVI anche nel suo recente viaggio in Austria (vedi 7/9/07), siano caduti nel vuoto. Infatti molto presto il parlamento austriaco varerà una legge sul riconoscimento delle coppie omosessuali. A volere “la partnership certificata per gli omosessuali” sono i socialdemocratici (Spo), i Verdi e i democristiani (Ovp), che in Austria governano in una Koalition. Il ministro della Giustizia, la democristiana Maria Berger,  che ha il compito di preparare il progetto da discutere in parlamento, ha faticato un po’ con la parte più moderata del suo partito, ma alla fine sembra averla spuntata nonostante la forte pressione che le gerarchie cattoliche hanno operato su alcuni deputati. Domenica scorsa i preti durante le celebrazioni  hanno pregato insieme ai fedeli affinché la famiglia non sia minacciata da leggi sporcaccione.
La chiesa cattolica, che come  è noto non mostra tenerezza sulla autonomia sessuale di nessuno, in Austria è storicamente odiosa nei confronti degli omosessuali. In questi giorni la stampa ha rievocato come la chiesa austriaca nel 1787 si rivoltò all’imperatore Giuseppe II che eliminò la pena di morte per sodomia. O la contestazione del codice theresiano considerato troppo permissivo rispetto alla costituzione carolina che puniva qualsiasi comportamento sessuale “deviante”.
La proposta Berger prevede che le coppie omosessuali che certificheranno la loro unione all’anagrafe, verranno inserite in un apposito registro. Non si potranno adottare bambini, ma ci saranno riconoscimenti economici. Le comunità omosessuali e frange di militanti Verdi e dell’Spo  giudicano la proposta poco coraggiosa.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it 


8/10/07 – Love me tender/love me sweet/never let me go/you have made my life complete/and I love you so…

“… Continuo a portarmi dentro il petto un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo contro il mio può colmare”. E’ uno dei pensieri raccolti nel volume Lettre a D. Histoire d’un amour, che il filosofo André Gorz ha scritto per sua moglie Dorine.
Nei giorni scorsi, dopo sessanta anni di vita insieme, il filosofo e la moglie hanno deciso di morire  dopo aver affisso sulla porta della loro villetta un biglietto: avvertite la gendarmeria.
André Gorz, nato Gérard Horst, era austriaco. Quando il paese è annesso alla Germania nazista riuscì a mettersi in salvo a Zurigo dove divenne un chimico. Nel 1977 uscì il suo Fondamento della morale, dove cercò di spiegare come le persone possano essere private nelle loro possibilità e contemporaneamente riuscire a viverne private. Visse in Francia, lavorò con Sartre, scrisse sul Nouvel Observateur, ma il suo approdo lo trovò in Dorine. Era noto che nessuno dei due voleva sopravvivere alla morte dell’altro. Scrisse Gorz: “ci siamo detti, pur sapendone l’impossibilità, che se avessimo un’altra vita, la vorremmo passare insieme”. Lei era malata da tempo e lui scriveva “… ti sei rimpicciolita di sei cm, pesi appena 40 chili, sei sempre bella, graziosa e desiderabile”. Lui volle pubblicare queste lettere, lei ne fu sorpresa. Forse il filosofo sapeva che ognuno di noi nella vita ha una qualità in cui riesce meglio. Gorz espresse il meglio di sé in questo lungo dialogo amoroso con Dorine, sua moglie, amica, amante.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


6/10/07 – I noiosi birignao dei conformisti italiani

Anche quest’anno puntuale come l’influenza arriva la marcia della pace. Finiti i tempi del nonviolento Aldo Capitini che ideò la marcia Perugia Assisi negli anni ’60, adesso la manifestazione è diventata il logo dei fraticelli di sanfrancesco che, insieme ai professionisti del qualunquacifismo, hanno dato vita alla Tavola della pace presieduta dall’inutile Flavio Lotti. Lo scaltro gestisce la Tavola inzeppandola di sigle e di enti locali che finanziano i suoi viaggi negli slum di Nairobi e nei barrios di Bahia (saltando però il pericoloso Darfur). Preceduta da cinquecento (500) eventi la marcia quest’anno ha inserito la solidarietà alla Birmania (che i pacifisti professionisti fino a qualche giorno fa conoscevano solo per i rubini). Al grido di Tutti i diritti umani per tutti, i pacifisti a senso unico insieme ai soliti politici in cerca di telecamera e eventuali galloni da parte dei movimenti (ciao core…!) impavidi sfileranno. E via al grido di morte all’imperialismo Usa (anche se di Guantanamo lo abbiamo saputo da loro) e via con i falò con le bandiere israeliane (anche se Barghouti, leader di Al Fatah, denuncia il golpe di Hamas a Gaza). Ma come sempre i partitanti e gli odiosi fraticelli, sono in prima fila e non vedono, non sentono, ma purtroppo parlano.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it
 
6/10/07 – Soubrette, soubrettine e primedonne.

Nello stucchevole dibattito sul nascente pd, il ruolo più straziante è stato delle donne. Quelle che si aspettavano di essere candidate dai maschi e che naturalmente sono state ignorate, quelle scelte dai maschi che dicono: meglio le donne e allora ne metto la metà (se sono meglio mettine più della metà), quelle che sono banali ministre e che volevano fare questo e quello ma non si sa perché non fanno né questo né quello, quelle che sono mogli, quelle che sono solo belle, quelle che si sposano bene (le più astute probabilmente)… e le peggiori, quelle che hanno costruito il loro ruolo politico sulla donnità e che preferiscono Walter a Rosi Bindi. Si sono profuse in apprezzamenti, poi però si sono consegnate al conformismo e alla disciplina di un partito dominato dagli uomini. Bindi, a testa bassa e senza nascondere gli anelli del collo non fa la femmina piangente e si paragona, per tenacia, alla sottile Aung San Su Kyi. Sarebbe l’ora che queste privilegiate rompiscatole della politica italiana usassero la forza del nostro genere, magari guardando al lavoro di Angela Merkel, magari buttando uno sguardo alle colleghe francesi e spagnole, magari pensando alla laica e coraggiosa Benazir Bhutto che presto (speriamo) tornerà in Pakistan. Magari, come dice la mia mamma, (una donna che amo ma che mi strazia), prima che arrivi il messia.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

4/10/07 – Miasmi religiosi sulle presidenziali Usa

Il 18 ottobre a Washington si svolgerà il congresso dei Values Voters (elettori dei valori), organizzato dal Family Research Council. L’appuntamento, al quale parteciperanno tutti i candidati repubblicani, sarà una sorta di  resa dei conti dopo la riunione, quasi un incontro carbonaro, che si è svolto a Salt Lake City (Utah). La riunione del Council for National Policy (coalizione dei principali gruppi cristiano-conservatori) ha proposto di votare alle elezioni presidenziali per un altro candidato, o addirittura un altro partito, qualora Rudy Giuliani dovesse vincere le primarie. Al momento Giuliani sembrerebbe il candidato più adatto al confronto con Hillary Rodham Clinton (probabile candidata democratica) per la grande esperienza acquisita come sindaco di NY, la conoscenza del terrorismo, e per la campagna sulla riduzione delle tasse. Ma è anche favorevole all’aborto, al matrimonio tra omosessuali, e la sua vita e quella della sua terza moglie Judith appaiono un po’ troppo “sbarazzine”.
La riunione di Salt Lake City è una vera presa di distanze della destra religiosa del Partito repubblicano. La cosiddetta Jesus Machine, guidata da James Dobson (Focus on the Family), da Tony Perkins (Family Research Council), Paul Weyrich (Free Congress Foundation), Morton Blackwell (Leadership Institute), considera che se il candidato Giuliani diventasse presidente, perderebbe molto della sua influenza. Per la destra religiosa i tre punti irrinunciabili sono: tasse basse, sicurezza, opposizione all’aborto, e Giuliani mette pesantemente in crisi uno dei pilastri di questo assioma. Ma Dobson giudica negativamente anche John McCain, che considera l’argomento aborto una inutile discussione, il mormone Mitt Romney, che da governatore del Massachussets varò (addirittura) il matrimonio tra omosessuali, e Fred Thompson (attore della serie Law & Order), che si è opposto all’emendamento costituzionale contro il matrimonio gay.
Presto sapremo il seguito che hanno i Buttiglioni americani.

Tiziana Ficacci,
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1/10/07 – Questa cosa ricorda qualcosa.

Non si deve dire zingari, ma non ha senso usare i termini corretti – rom, sinti, gitani – quando la maggior parte di noi li odia. Nomadi poi è grottesco, perché tanti di loro sarebbero contenti di vivere in tiepide case, così come avviene nella maggior parte dell’Europa. 
Tra loro tanti rubano, ancora adolescenti si sposano e le femmine sono continuamente gravide, i bambini vengono mandati ad elemosinare, spesso non sono puliti…  Parecchi italiani, tutte brave persone beninteso, non si fermano a chiedere l’applicazione delle leggi: carcere per chi ruba, matrimoni tra maggiorenni, scuola dell’obbligo, ma condannano in blocco un intero popolo.
Comitati di lotta si costituiscono per fermare il degrado portato dagli zingari, spedizioni di coraggiosi invadono i campi utilizzando il fuoco purificatore. E’ possibile che un accampamento di un centinaio di persone possa farci così tanta paura? I sindaci, imbarazzati dalla loro insipienza, spostano i campi da un punto all’altro della città, finché presto qualcuno osserverà che forse sarà bene sbarazzarsi una volta per tutte da un così pesante fardello.

Pochi decenni fa, nel cuore della civiltà europea, fu concepita una macchina industriale in grado di deportare, concentrare, incenerire milioni di persone. I fuochi accesi nei campi (ad agosto a Livorno, qualche giorno fa a Roma nella zona di Ponte Mammolo), sembrano rievocare i focolai accesi durante i pogrom dell’est europeo. L’odio nei confronti dei rom sembra essere il primo atto di una catastrofe già vissuta.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


26/9/07 – Un minuto di silenzio

La first lady egiziana Susanna Mubarak ha aderito al minuto di silenzio promosso dalle infermiere per denunciare le tante morti di giovanissime donne in seguito ad interventi di mutilazioni dei genitali. La protesta delle infermiere è stata decisa  dopo la morte di Karima  Rahim Shaker, di appena 13 anni, accompagnata in stato emorragico all’ospedale del Cairo dopo l’escissione praticata da una improvvisata chirurga.
In Egitto, dove un sondaggio svolto nel 2005 rileva che il 96% delle donne è mutilata, l’infibulazione è stata introdotta nel paese ben prima della nascita dell’islam, e colpisce sia le animiste che le cristiane che vivono nella regione. Ufficialmente dal 1997 il ministero della Salute persegue chiunque pratichi mutilazioni genitali, ma ha lasciato aperta una porticina per “i casi eccezionali” che di fatto è un portone aperto alla maggioranza della popolazione che rifiuta di abbandonare un modello così radicato. Attualmente il ministero vede al lavoro una commissione che si è data l’obiettivo di ridurre le mutilazioni del 20%. Il governo ha presentato un progetto di legge per abolire “veramente” la pratica, così come  recentemente ha fatto l’Eritrea (vedi 12/4/07). L’ordine dei medici ha dato pieno sostegno alla protesta delle infermiere, e, per la prima volta, i leader religiosi si sono impegnati a spiegare come non ci sia menzione nei testi sacri di questa pratica. Il grande muftì del Cairo Muhammad Tantawi dell’università Al Azhar, ha dichiarato haram (immonda) la mutilazione, e ha ricordato che il corano proibisce di ferire e tatuare il corpo. Ma, cosa più importante di tutte, è che le mutilazioni genitali femminili sono diventate argomento di dibattito televisivo, i giornali danno grande risalto alle morti che purtroppo continuano ad esserci, i call center a disposizione delle giovani sono pubblicizzati a spese del governo.
Giusto sarebbe stato fare un minuto di silenzio  per le 25mila donne mutilate che vivono nel nostro paese.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


24/9/07 – Lo Stato vegetativo

Il grande pregio del papa Benedetto XVI è  quello di offrire, senza  trucchi e lifting, il vero volto della chiesa romana. La chiusura totale verso la modernità, la riaffermazione dei dogmi, il disprezzo per il libero dispiegarsi della leggerezza e felicità della vita, hanno segnato i due anni del pastore tedesco che ha spazzato via il (falso) buonismo  di Giovanni Paolo II che ha ripristinato la chiesa cattolica così come è: un meccanismo di potere contro la libertà della persona.
I continui richiami ai temi inerenti l’aborto, l’eutanasia, fino alla esaltazione della vita vegetativa, sono il terreno scelto dal monarca vaticano perché è su questi argomenti che oggi si misura il senso della libertà individuale.
Mentre da un lato abbiamo la ragione e la scienza che studiano per migliorare la nostra vita terrena - che poi è l’unica di cui abbiamo certezza - sulla sponda opposta c’è la superstizione della religione che prova a peggiorare la qualità della nostra vita sulla terra in cambio della vita eterna, dove i maschi avranno a disposizione 40 vergini e le femmine non si sa.
Sempre sosterrò che ognuno è libero di credere in quello che vuole, e fino alla morte darò del fanatico a chi si consente di deridere chi crede, ma l’etica pubblica (e politica) deve essere a-religiosa, perché l’individuo deve essere libero di fare e pensare quello che crede, mentre la religione, qui da noi per il momento quella cattolica, vorrebbe decidere per gli altri cosa fare e pensare.
Invece assistiamo tutti i giorni a notiziari tv del servizio pubblico dove giornalisti simulano orgasmi riferendo dell’ennesimo guanto di pus di padrepio, e che, mostrando la loro subalternità, chiamano confidenzialmente santo padre il pontefice. Invece ascoltiamo il miliardo di parrocchie che suonano a distesa le campane tutti i giorni almeno tre volte. Invece subiamo la diminuzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno per distribuirli alle scuole private. Invece abbiamo incassato l’ennesimo silenzio  sul 20 settembre, giorno della nascita del nostro paese, da parte del sindaco di Roma e del presidente della Repubblica. 
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/9/07 - Un lungo riposo, ovvero la speranza nel broccolo

Questa sera al tramonto gli ebrei entreranno nel 5768, un periodo che potrebbe portare qualche novità in Israele, perché l’anno nuovo è un anno sabbatico (shemita). Nel libro dell’Esodo (23:10) si legge “per la durata di sei anni seminerai il tuo terreno e raccoglierai il prodotto. Il settimo anno gli darai riposo”. Come è noto Israele è un paese laico e moderno, ma una larga fetta della popolazione - anche per motivi legati ai flussi turistici - osserva le regole religiose. Più di un terzo dei due milioni di israeliani non acquisteranno frutta, cereali, verdura, fiori prodotta da terra di proprietà ebraica, oltre ai ristoranti e ai catering che lavorano per la compagnia aerea El Al. L’osservanza dell’anno sabbatico mette in moto ogni sette anni un giro d’affari di milioni di euro, ma, in questo particolare momento potrebbe dare vita a qualcosa di più importante. A Gaza nei trent’anni di occupazione, i coloni hanno sviluppato una delle più avanzate agricolture di primizie (mapo e clementini dolcissimi arrivano anche nel mio mercato). Per gli abitanti di Gaza, zona amministrata da Hamas, l’anno sabbatico potrà essere quindi una fonte di ricchezza notevole. Ma, al momento gli israeliani parlano solo con l’Autorità palestinese del presidente Abu Mazen e il missile quassam partito da Gaza che ieri ha colpito mortalmente la base militare di Zikkim, più lo stillicidio a cui sono sottoposti gli abitanti di Sderot, dove per i bambini quest’anno la scuola ancora non è iniziata, non sembrano un buon viatico. Ma il potere dei soldi potrebbe portare ad un accordo tra grossisti israeliani e agricoltori di Gaza. Potrebbe essere l’avvio di una diplomazia in cui broccoli, pomodori e cetrioli, aprono un varco col governo di Ismail Haniye. Un po’ come, si legge su Haaretz, gli incontri di ping pong che facilitarono i rapporti tra cinesi e americani. Sarebbe anche un bella novità che l’osservanza di un precetto religioso, che in genere su questo sito cataloghiamo come superstizione, si rivelasse una cosa utile.Avremo tempo per verificare se l’anno sabbatico porterà dolci frutti, e per pensarci meglio io andrò qualche giorno in vacanza. Questa pagina tornerà il 24 settembre.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


11/9/07 – Conosci il paese dei floridi aranceti/che ha su 100 abitanti 70 analfabeti?/il paese poetico dall’aure raffinate/che riceve le rondini a suon di fucilate? (Mario Rapisardi)

Commentando l’importante comunicazione scientifica che viene dall’Autorità britannica preposta alla ricerca genetica sugli ibridi, la senatrice Binetti, autorevole sostenitrice di Veltroni nel nascente pd, ha dichiarato la sua perplessità viscerale. Da persone che hanno una responsabilità davanti al paese, non dovremmo esigere qualcosa di diverso dalla visceralità? La domanda posta dal presidente del comitato di bioetica D’Agostino “si sa dove si inizia ma si sa dove si finisce?”, è la ritrita banalità ideologica di stampo cattolico (altre religioni non hanno questi paraocchi sulla ricerca scientifica) utilizzata ogni volta che c’è una prospettiva di benessere per tutti. La scienza conosce il senso del limite e ha una organizzazione interna che si autocontrolla. Possiamo dire lo stesso della politica? Personalità italiane, come la premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini e il professore Umberto Veronesi, hanno mostrato sconcerto per prese di posizione così ignoranti. E il loro turbamento non è solo per i commenti della chiesa cattolica, che dimostra, ogni giorno di più, di essere ferma all’anno Mille.Superficiali e imprecisi gli attacchi alla legge Biagi che Beppe Grillo ha denunciato in Schiavi moderni, rozzi gli attacchi al giuslavorista durante la manifestazione, e da cui il comico ha preso le distanze flebilmente. Ma in quella piazza c’era un numero altissimo di persone che ha manifestato il proprio fastidio verso la politica del palazzo. Le (probabilmente) brave persone che hanno aderito al Vaff day hanno avuto l’abbraccio mortale dei ministri Di Pietro e Pecoraro Scanio. Il ministro dell’Ambiente, che ha criticato gli embrioni chimera, è lo stesso che sovrappone piromani e incendiari e che ignora il grave problema della sovrappopolazione. Qualunquista? Probabile, e la sola soluzione che intravedo per il paese è quella di assumere un leader libero (Clinton, Blair, Gore… ma anche Aznar o Gorbaciov) e affidargli le chiavi del paese.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it



9/9/07 – Po-lin, qui sosterà

Con 377 voti a favore e 54 contrari la Camera bassa del Parlamento polacco ha approvato la mozione di auto scioglimento decretando la fine del governo Kaczynsky e fissando nuove elezioni che si svolgeranno probabilmente il 21 ottobre. La decisione è stata preceduta da una estate al cardiopalmo che ha avuto un picco con il ricovero in ospedale del presidente Lech Kaczynski. All’inizio di giugno viene destituito il vicepremier e ministro dell’Agricoltura Andrzej Lepper leader del partito Samoobrona (Autodifesa), per corruzione e reati sessuali. Il capo del governo Jaroslaw Kaczynsky comunque va avanti con il sostegno dell’altro vicepremier e ministro dell’Istruzione Roman Gyertych (Lega delle famiglie). Intanto il ministro dell’Interno Kaczmarek viene indagato per intralcio alle indagini sul ministro dell’Agricoltura. Il ministro dell’Interno però non ci sta ad essere messo alla porta e accusa il ministro della Giustizia di essere un corrotto. Segue, la scorsa settimana, l’arresto del ministro dell’Interno e del capo della polizia Kornatowski. Utilizzate per l’arresto intercettazioni telefoniche, prove fragili che hanno già portato alla scarcerazione. Solo il 40% dei polacchi votò alle scorse elezioni e i partiti della coalizione sono una specie di calderoliani (Samoobrona) e la Lega delle famiglie, un raggruppamento di estrema destra tipo Fiamma tricolore o peggio. I Kaczynsky, primo ministro e presidente, hanno piazzato membri del loro partito (Diritto e Giustizia - Pis) ovunque, dalla tv alla Banca centrale, alla magistratura. Anche se così malconcio il governo ha portato ad una crescita economica del 6,7% e a una drastica riduzione della disoccupazione che è passata dal 18 al 10%. Certo va ricordato che ben 2 milioni di persone giovani hanno lasciato il paese. I furbi Kaczynsky hanno raggiunto un accordo con Solidarnosc e pare che abbiano stretto rapporti con Radio Maryja di padre Tadeus Rydzyk. Fino ad oggi nessun politico si era avvicinato così tanto a Rydzyk, le cui idee antisemite e xenofobe sono temute e disprezzate dall’Ue. Evidentemente i gemelli preferiscono conservare le poltrone polacche e non temono di essere schifati dal resto del mondo. Durante la riunione di Viana do Castelo, la Polonia si è espressa negativamente sulla giornata contro la pena di morte, e il nostro ministro degli Esteri, che è abituato a cantare fuori dal coro europeo purtroppo steccando sempre, ha espresso giudizi negativi (sui quali non si può che essere d’accordo) con la sua tipica arroganza tanto che l’omologa polacca Anna Fotyga gli ha dato del comunista che divide il mondo in buoni e cattivi. La Farnesina ha risposto che la nostra è la posizione europea, ma certo non è prestigioso avere un ministro che ignora le regole della diplomazia e parla come se fosse al bar dello sport. E’ incredibile dover dare ragione al ministro degli Esteri del paese europeo peggiore che c’è. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

(Vedi anche 28/7/07)


7/9/07 – L’onnipotente è vecchio. Non è cosa da nulla vivere in eterno (Isaac Bashevis Singer)

Da oggi fino a domenica Benedetto XVI sarà in Austria. Questa mattina il papaereo arriverà a Vienna alle 11.00, dove il pontefice renderà omaggio al monumento che ricorda la Shoah nella Judenplatz e nel pomeriggio farà una visita al presidente Heinz Fischer. Sabato guiderà il pellegrinaggio a Mariazell e domenica celebrerà la messa nel duomo di Santo Stefano a Vienna. Pare che in Austria non succeda mai nulla, e i giornali provano a gonfiare questa visita, ma, secondo il settimanale Profil, l’82% degli austriaci non attribuisce nessun valore a questa visita ed è molto disturbato per l’allestimento del palco nella piazza Am Hof a Vienna. Nel 1900 i cattolici austriaci erano il 91,6%, oggi nelle città sono il 50%. Più che dalla fede cristiana è una presa di distanza dalla chiesa di Roma. Il catalogo delle lamentele austriache è lunghetto; inizia con lo scandalo dell’arcivescovo di Vienna Groer che fu accusato di molestie sessuali (1998). L’episodio diede il via ad una raccolta di firme da parte di preti e fedeli cattolici, che chiedeva l’abrogazione del celibato e l’ammissione delle donne al sacerdozio, oltre che la liberalizzazione dei contraccettivi e trasparenti elezioni per le nomine dei vescovi. Il cardinale di Vienna Schonborn (in corsa nelle ultime elezioni papali), ha cercato di soffocare queste proteste. In particolare sul matrimonio ha affermato che è una istituzione in crisi (in Austria l’80% taglia prima del “finché morte non vi separi”), e che quindi non è buono per un sacerdote. Una affermazione piuttosto sconclusionata, come proibire le finestre perché di tanto in tanto qualcuno si butta giù. Inoltre scarseggiano anche i preti e molte diocesi sono costrette ad accorparsi.
Ovviamente la Rai coprirà questo evento con collegamenti, dirette, entusiasmo e il consueto equilibrio.

Tiziana Ficacci,www.nogod.it


5/9/07 – Chi meglio la conosce, ne sa meno/Quanto più le si avvicina (Emily Dickinson)*

L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di donne infibulate. Il ministero delle Pari Opportunità ne conta 40mila. Ogni anno 6mila bambine tra i 4 e i 12 anni rischiano di essere sottoposte a mutilazioni dei genitali. Ma questo sembra non interessare troppo la partitocrazia italiana (e le poche donne che ne fanno parte)che preferiscono trovare escamotage per definire le eventuali modifiche alla legge 194 in sintonia con le richieste di Ruini. In attesa di conoscere le mirabolanti variazioni che il ministro della Salute Turco ha annunciato (intanto sarebbe opportuno non introdurre il termine aborto selettivo al posto di terapeutico), proviamo a consolarci con la notizia che viene da Londra, che ha dato il via libera al congelamento degli ovuli femminili con una tecnica che permetterà di conservarli per anni senza danneggiarli. La “vetrificazione” prevede il raffreddamento degli ovuli a 196 gradi sottozero per il modico costo di 4.800 euro. Ogni donna potrà così scegliere di congelare i suoi ovuli nel pieno dell’età fertile (20-30 anni) e utilizzarli quando deciderà di avere un figlio nell’età che ritiene più giusta che potrebbe essere anche dopo venti trenta anni. In quel momento gli ovuli verranno scongelati e fecondati in provetta. Tira su vedere sulla copertina di Nme, rivista di tendenza inglese, Beth Ditto strizzata in un bustier di latex, 100 kg distribuiti su 150 cm di altezza. Ditto, cantante del gruppo punk rock Gossip, è considerata il personaggio cool dell’anno e il quotidiano inglese Guardian le ha affidato la posta del cuore. Ditto, originaria dell’Arkansas, canta in Standing in the Way of Control il suo diritto di vivere serenamente la sua omosessualità, e dice “canto per invitare la gente a non mollare. E’ un momento allarmante: tutti i diritti civili, anche quello all’aborto, sono in pericolo”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*That those who know her, know her less the nearer her they get


2/9/07 – Disse la tinca al luzzo: dove ten vai o misero ? Disse il luzzo alla tinca: men vado al lago di Braguzzo. Morale: o tinca o luzzo o lago di Braguzzo! (Ettore Petrolini) Il coraggioso Rutelli ha sgambettato Fioroni che sperava di essere da solo alla messa di B16 a Loreto in qualità di rappresentante del governo. Il ministro dell’Istruzione si consolerà chiudendo ad Assisi il seminario dei cattolici della margherita che vorrebbe capeggiare nel pd. Pochi giorni fa al meeting ciellino ha annunciato l’incremento dei finanziamenti per le scuole private con una estensione dei contributi anche alle superiori (oggi escluse), che ha scatenato la protesta della sonnacchiosa Cgil-scuola e l’annuncio di manifestazioni da parte del movimento Scuola e Costituzione. Comunque inutili le offerte del ministro, che è stato subissato dagli strali dei genitori che mandano i figli nella scuola privata e che si sono visti mancare il sostegno economico che Moratti (ministro dell’Istruzione nel governo Berlusconi) aveva assegnato a chi sceglieva la scuola privata e che Padoa Schioppa si è rifiutato di rifinanziare. Fioroni sa che accreditarsi presso le gerarchie cattoliche è difficile e certo la tegola Ue lo ha preso in pieno sulla capoccia. Comunque, in sintonia con il furbo segretario Cei, sostiene la balla del no profit (cliniche di lusso e alberghi compresi), come i suoi compagni del pd. Sorprende che la politica italiana non colga l’opportunità, offerta dall’Ue grazie al lavoro del deputato Turco della Rnp, di scaricare la zavorra economica che la chiesa comporta dando un esempio di rigore fiscale che la maggior parte degli italiani apprezzerebbe, ripianando, almeno in parte, la distanza dal palazzo. Non pagare, evadere, aggirare le tasse è la rottura fra il cittadino e lo Stato, ma quando è lo Stato a tradire i cittadini, quale può essere l’esito per la vita civile del paese? I politici dovrebbero evitare la crociata antieuropea per difendere le attività economiche della chiesa, e ricordare che il divieto degli aiuti di stato e la concorrenza è uno dei principi costitutivi dell’Ue.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


1/9/07 – Gul de sac

E quindi, dopo 4 mesi di crisi, sentenze della Corte costituzionale, interventi dei militari, piazze con milioni di manifestanti, la Turchia ha eletto il suo undicesimo presidente. Abdullah Gul, è stato nominato al terzo scrutinio con 339 voti, cioè quelli del suo partito. Da subito ha dato segnali di discontinuità giurando senza il frac, introdotto per questa cerimonia da Kemal Ataturk, e con la polemica assenza dei militari di cui ora è il capo. Subito dopo il giuramento (nella formula fedeltà alla democrazia e alla Repubblica laica), Gul ha detto che non avrà pregiudizi e che darà una forte spinta al processo di riforme indicate dall’Europa. Gul, nato nel 1950 a Kayseri (nell’Anatolia centrale), si trasferisce a Istanbul dove si laurea in economia e poi in Gran Bretagna per un master. Alla fine del ’70 torna in Turchia dove trentenne conosce la quindicenne Hayrunissa Ozyurt che sposa nel 1980. Insieme vanno in Arabia saudita dove Gul lavora per la banca islamica per lo sviluppo. Nel ’91 comincia il suo iter politico al seguito del primo ministro Necmettin Erbakar che nel 1997 sarà costretto alle dimissioni dai militari che non digeriscono il suo radicalismo islamico. Nel ’99 Erbakar fonda il Partito della virtù, e Gul lo segue ma dando vita ad una ala riformista. In seguito l’attuale primo ministro Recep Tayyp Erdogan e Gul si staccano dal loro mentore Erbakan e fondano il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) di orientamento islamico moderato. Il presidente ha tre figli (Kubra e i maschi Mehmet Emre e Ahmet Munir). Nel 1998 la first lady fece domanda per l’Università di Ankara dove desiderava studiare lingua e cultura araba, ma la sua richiesta venne respinta perché indossava il velo; Hayrunissa si rivolse alla Corte europea per i diritti umani, ma ritirò la causa contro il governo turco quando suo marito venne eletto. Si racconta che i Gul nonostante la rigida osservanza dei precetti, offrano alcolici ai loro ospiti. L’esercito ha perso la sua battaglia, e per la prima volta la Turchia ha un primo ministro e un presidente islamico e l’Europa ha plaudito alla novità senza nessun timore. Erdogan, che ha un esecutivo formato da 25 ministri, ha assegnato ad Ali Babacan il dicastero degli Esteri e l’incarico di negoziatore per l’ingresso di Ankara nell’Ue. I 75 milioni di turchi sarebbero forse un tramite per mediare fra occidente e orientalismo islamico. Al contrario se la Ue non accettasse la sfida, la Turchia potrebbe guardare all’area geopolitica mediorientale (dalla Siria all’Iran). Sarà comunque complesso, nonostante i 500 articoli della Costituzione europea, capire il posto di un paese che in cima alla classifica dei libri più letti, ha dal 2005 il Mein Kampf .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

sulla Turchia vedi anche 3/5/07 - 28/4/07 - 13/4/07


9/8/’07 – E vi garantisco che uno sciocco colto è più sciocco d’uno sciocco ignorante (Molière, Le donne saccenti)

In autunno uscirà il libro Cristoterapia: un dialogo, un metodo scritto da Alessandro Meluzzi e don Pierino Gelmini.
Lo psichiatra Meluzzi, in questi giorni impegnato nel ruolo di portavoce del prete, spiega il metodo delle comunità Incontro: ”Gelmini ha preso atto che Cristo con il suo annuncio e la sua presenza è capace di curare le ferite dell’anima, della mente e del corpo. Perciò la forza salvifica di Cristo ha in sé capacità di cura. Cristoterapia è prendere atto di questo e portarlo nella vita quotidiana oltre che nel modo di vivere la religione”. Meluzzi - che ancora fa parte della società italiana di psichiatria - sostiene che la cristoterapia è una rivoluzione teorica dell’idea di psicoterapia. E aggiunge: “nella nostra terapia c’è una apertura al dialogo con l’altro che non è un malato ma, riconoscendo la dimensione divina che c’è in ognuno, Cristo stesso. In questo modo la persona è al centro di una relazione cristiana, si tocca il cuore della persona che non è un malato da raddrizzare ma qualcosa di diverso che cambia la vita”. Tutti possono usufruire del metodo, prosegue lo scienziato, anche chi non ha ricevuto il battesimo. E questo è il motivo per cui Meluzzi dedica molto del suo tempo alla tv (pubblica). Dispensa consigli quotidiani nel programma l’Italia sul 2 (tutti i pomeriggi dopo il tg delle 13.00) ed è stato inviato all’Isola dei famosi, uno dei programmi più seguiti della scorsa stagione. Testimonia, dice, un punto di vista illuminato dalla parola evangelica, e questo per soli 200 euro a puntata.
Probabilmente don Gelmini sarà prosciolto dalle orribili accuse che gli vengono mosse (troppi gli interessi e i poteri coinvolti), ma non dovrebbe essere taciuto che nelle comunità Incontro si utilizza l’idolatria e l’esorcismo. La lotta alla droga per Gelmini e  i suoi, è l’incarnazione moderna del male e la cura è la sottomissione totale del posseduto.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


8/8/07 – Spengono le luci, tacciono le voci e nel buio senti sussurrar… prego vuol ballare con me? Grazie, preferisco di no…

A Roma c’è una piazzetta deliziosa con al centro una bella fontana poggiata su quattro tartarughe con delfini che soffiano l’acqua. Lord Byron, che per un periodo della sua vita fu a Roma, abitava davanti alla fontana e scriveva “notte, fontana con delfini, inquietanti presenze”. Oggi in piazza Mattei c’è la sede romana della Fondazione per il Sud presieduta da Savino Pezzotta che, dopo il grande successo del Family Day, prova a dare corpo a un partito di riferimento per i supercattolici. E così, come ai tempi di Lord Byron, ecco che la piazzetta si ripopola di inquietanti presenze: il fondatore di Sant’Egidio Riccardi, gli udc Cesa, Casini e Baccini, Clemente Mastella, i margheriti Enzo Carra, Gerardo Bianco e Alberto Monticone.
Pezzotta è il simbolo che i cattolici hanno scelto per avere una rappresentanza in politica, e una forte legittimazione gli viene dalla rivista Formiche, che dedica il numero di agosto a Fede e politica. Nell’introduzione, affidata  al patriarca di Venezia Angelo Scola, si legge: “lo Stato non può essere indifferente ai valori della tradizione prevalente cui esso fa storicamente riferimento”. Si riferisce al cattolicesimo ovviamente.
Il mondo supercattolico che gira intorno a Pezzotta ha un formidabile collante, che è quello di collocarsi fuori dai due poli tifando per una riforma elettorale alla tedesca, che gli consentirebbe di formare una terza punta e essere l’ago della bilancia in un eventuale governo. La prossima uscita del popolo del Family Day è prevista per il 13 ottobre, giusto 24 ore prima delle primarie.
Chissà se Pezzotta in queste ore sta pensando alla Polonia. Nessuna analogia con quel paese e il nostro, ma certo la politica di conservatorismo, razzismo, omofobia, antisemitismo cattolico di preti vicini ai gemelli terribili (vedi 28/7), ha portato rapidamente quel governo allo sfascio e a probabili elezioni anticipate. La scelta conservatrice fatta dalla Polonia tre anni fa ha retrocesso il paese di vent’anni. La scelta di Pezzotta potrebbe essere anche peggiore.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


6/8/07 – www.lanuovastagione.it

…viveva nel corrosivo sconforto di un uomo che una volta era al centro delle cose e adesso era al centro di nulla”. Lo scrittore americano Philip Roth (a cui gli accademici di Stoccolma, curvi al “politicamente corretto” piuttosto che alla grande letteratura, negano il giusto riconoscimento) nel suo ultimo libro Everyman racconta così il declino fisico di un vecchio. Sarà il malinconico agosto che mi limita all’infinita spiaggia di Ansedonia che mi induce a fosche visioni (mai affittare le case d’inverno quando le cose sembrano diverse), ma Roth pare parlare del nostro inutilmente amato paese.
Prendiamo il caso del ministro che si fa gli affari esteri suoi, che con i suoi baffi di sego potrebbe essere di qualsiasi paese mediterraneo tranne quello attaccato all’Europa. Aspettando che riscatti anche al Qauidat alla democrazia, persa la banca sta in barca e, per non cadere in distrazione, si legge i protocolli dei savi di Sion. Oppure prendiamo la bocciatura all’entrata del liberale nel nascente pd. Che poi è difficile capire perché un uomo di siffatte convinzioni voglia dare legittimità ad una brigata di (ex)comunisti ed (ex)democristiani. Una speranza è che usi la sua energia, intelligenza, esperienza per dare forza alla costituente socialista a cui la sua storia liberaldemocratica, pericolosamente sconosciuta al nascente pd, potrebbe dare succosa linfa. Perché, è bene non dimenticarlo, parliamo di una persona a cui noi dobbiamo riconoscenza. E mentre lo (s)partito democratico sta calamitando attorno a sé il peggio del correntismo, il presidente del consiglio col cappello in mano fa qualche richiesta alla chiesa ma, deragliando dal solito assertivo servilismo, tocca il nervo scoperto. Certamente non si può accusare il presidente di captatio benevolentiae, e va pure ringraziato per averci fatto scoprire che il 7° comandamento si può trasgredire senza patire l’inferno, se il politico non da sufficiente garanzie su come spenderà le entrate. Tempi di veri capovolgimenti nella chiesa se anche l’umiltà non è più una virtù: capita che un prete vanitoso  su cui si indaga dopo la denuncia di due poveretti, sia più conteso dai giornalisti che il primo uomo sulla luna,che addirittura si convince che contro di lui si è scagliata la lobby ebraico radical-chic. Poi si è guardato intorno  e ha sostituto con lobby massonica radical-chic, insomma senza spostarsi dal solco tracciato dalla chiesa romana.
I soldi non comprano il paradiso, come dice il papa, “ma un bel po’ ne puoi comprare con 50 scudi” ricorda Don Giovanni, e capita che un deputato passi per figo per una notte stracafona nell’albergo che fu scelto anche dagli occupanti nazisti. Tanto fair play per lui – anche se forse l’omissione di soccorso… - perché sempre di maschio trattasi. E capita anche che una giovane pesantemente molestata si difenda dando una bottigliata all’aggressore. Il furbo si fa dare due punti di sutura (non gli resterà neanche il segno) e denuncia la ragazza. Mentre la dama delle pari opportunità opportunamente dorme. Ma per fortuna arriva  lanuovastagione.it, quella a cui darà vita il vincitore in pectore del pd che, a sorpresa, è in vacanza alle Maldive come un qualsiasi calciatore con velina. Basta? Ma, ho ricevuto una lettera dalla mia assicurazione che mi comunica che dal 1°settembre si dovrà produrre radiovideografia prima e dopo gli interventi odontoiatrici. Vuol dire che gli assistiti CASAGIT (Ass. integrativa giornalisti) forse frodavano su corone, ponti, innesti ossei?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


2/8/’07 – I diritti umani sono ancora una cosa seria?

Come si sa nel 2003 la Libia aveva la presidenza della Commissione diritti umani delle Nazioni Unite. In molti (ma non troppi) si scandalizzarono, tanto che l’Onu cambiò la denominazione in Consiglio dei diritti umani, stabilendo che i membri dovevano avere uno status al di sopra di ogni pur minimo sospetto. I membri? Arabia Saudita, Cina, Cuba, Pakistan, Russia, Tunisia. Vabbè niente commenti.
Ma, come il postino che suona sempre due volte, le Nazioni Unite due giorni fa hanno affidato alla Libia la presidenza del comitato Diritti umani che avrà nientepopodimenoche il compito di organizzare la conferenza internazionale contro il razzismo.
La Libia, paese dove purtroppo al momento non posso andare neanche a fare la turista, non ha una storia limpidissima. Con l’ascesa al potere del colonnello Gheddafi vennero espulsi 20 mila italiani (figli di colonizzatori è indubbio) e 40 mila ebrei (per discriminazione religiosa). Non si può sottacere l’arresto dei trenta pescatori di Mazara del Vallo per aver sconfinato nelle acque libiche, e i continui ricatti per il rilascio dei malcapitati fatti alla insipiente diplomazia italiana (immutata negli anni) che si è inghiottita anche Ustica. L’episodio delle infermiere bulgare e del medico (che sulla stampa internazionale hanno ampiamente descritto le torture subite) è storia di questi giorni. Il palazzo di vetro ha ancora un senso? 
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


31/7/’07  - Kissing Night

I carabinieri che hanno fermato per una notte i due giovani amici che si scambiavano effusioni al Colosseo, potevano tranquillamente occuparsi d’altro. Magari potevano illuminarli, e col fare paternalistico e fatalista che assumono quando vai a denunciare il furto del portafoglio, dirgli di ricomporsi e fare un po’ di attenzione. E’ più che probabile che il fatto che la coppia sorpresa fosse omosessuale abbia scatenato gli istinti più moralisti e invidiosi della pattuglia. Quello che come al solito ferisce sono i commenti dell’inutile Pollastrini, della imbarazzante Turco del fuor di luogo Ferrero, tre ministri  che non sono stati in grado di imporre il ddl minimalista sui Dico, legittimando l’omofobia e l’arretratezza  della classe politica, e che si consentono di commentare negativamente “i servitori dello Stato”. Gli strali dell’opposizione, affidati in gran parte alla deputata Isabella Bartolini, meritano la nostra compassione per l’evidente inadeguatezza della signora.
Un mondo di incomprensione e intimidazione in cui un bacio fra adulti consenzienti sia osteggiato, è un mondo incomprensibile per quelli di noi che relegano questo pensiero osceno a un retaggio del fondamentalismo religioso.
Ma è anche difficile da comprendere un mondo dove bisogna per forza sempre esternare il proprio diritto con la banalità. C’entra la notte del bacio con la richiesta del diritto alla normalità, il diritto ad essere padri e madri, il diritto al velo e ai confetti? C’entra fare una manifestazione a beneficio di fotografi e turisti? Non sarà il caso come proposto da più di un intervento durante il Gay Pride di cominciare a contarsi? Queste manifestazioni piacciono ai ministri che si scandalizzano ma non fanno .
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


28/7/07 – C’è qualcosa di marcio nel regno di Danimarca! (Amleto, Atto I, Scena IV)

Pare proprio che il primo paese monozigote del mondo, la Polonia dei tremendi gemelli Kaczinsky (Jaroslaw primo ministro e Lech presidente della Repubblica), stia perdendo pezzi pregiati e che si tornerà alle urne il 30 settembre. La crisi ha avuto inizio un paio di settimane fa quando il primo ministro ha rimosso dall’incarico il suo vice Andrzej Lepper, capo del partito Autodifesa, reo di aver intascato una bustarella di 800mila euro in cambio di una destinazione d’uso di un importante terreno. Lepper però si è trascinato via i suoi seggi e ha siglato un accordo con il ministro dell’Istruzione Gyertich (guarda 18/2), leader della Lega delle famiglie, particolarmente indignato col capo del governo che gli ha bloccato una circolare per eliminare gli insegnanti omosessuali.
Gyertich e Lepper, in vista di una probabile tornata elettorale, hanno deciso di fondare un movimento chiamandolo Lis dalle iniziali dei due loro partiti Lega delle famiglie (Lpr) e Autodifesa (Samoobrona). Ma non finisce qui per i gemelli: infatti devono fronteggiare anche le ire del prete Tadeusz Rydzyk direttore di Radio Maryja. Il religioso cattolico accusa il presidente Lech di essere genuflesso alla lobby ebraica (come si sa la Polonia è de-ebreizzata) e il primo ministro Jaroslaw di avere la moglie che lo conduce a liberalizzare l’aborto (in Polonia la legge è molto restrittiva e il paese è stato richiamato dall’ue) e a promuovere l’eutanasia.
Contro i Kaczinsky anche un possibile partito delle donne guidato da Manuela Gretowska, spiritosa scrittrice di romanzi erotici (uno dei più noti narra le vicende di una ragazza che ha la fortuna di avere due clitoridi). La scrittrice è attaccata anche dalla sinistra che lei accusa di essere stata inerme sui diritti essenziali delle donne per compiacenza con la chiesa (vi ricorda qualcosa?). Tutto questo succede in un grande paese al centro dell’Europa. Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Nonostante le grandi manifestazioni di massa di Ankara e di Istanbul, l’Akp (partito per la giustizia e il progresso) ha stravinto. Tayyp Erdogan (guarda 3/5) è riuscito a convincere che la sua  strategia e cultura politica traghetterà la Turchia in Europa.
Il ministro degli Esteri Abdullah Gul, sembra ancora candidato ad essere presidente.
Gul è nato nel 1957, ha una laurea in economia e un master conseguito in Gran Bretagna. Sua moglie e sua figlia hanno scelto il velo. L’istituzione che monitora l’insegnamento universitario ha avviato una inchiesta perché il giorno della laurea la giovane Gul ha indossato il velo trasgredendo alle norme che impongono il capo scoperto negli edifici pubblici. Durante la questione delle vignette pubblicate dal giornale danese, si spinse a dire che ormai l’antisemitismo era seppellito dall’antislamismo. Prega cinque volte al giorno e durante la campagna elettorale per Erdogan ha amato farsi fotografare rivolto verso la Mecca.
Nello scorso aprile il braccio di ferro sulla candidatura di Gul alla presidenza provocò una crisi politica che ha portato alle elezioni di questi giorni. Come si ricorderà  fu bocciato due volte per mancanza del numero legale. Per una sicura elezione dovrebbe avere 367 voti e oggi l’Akp ne ha 340. Potrebbe contare sui 24 voti dei curdi.
Erdogan sta sondando anche i nazionalisti Lupi grigi che, teoricamente, non dovrebbero avere simpatia per gli islamici.
Per alcuni il kemalismo (da Kemal Ataturk padre della Turchia laica) ha messo radici modernizzando l’islam ed è per questo che non esiste una reale paura dell’islamismo di Erdogan. Ma in molti temono che stia per concludersi un’epoca e che la Turchia sta diventando sempre più musulmana.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


26/7/’07 – Noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni, e la nostra piccola vita è circondata dal sonno
(La Tempesta, atto IV)

Le poche donne della politica italiana hanno preferito non commentare il successo diplomatico di Cécilia Sarkozy (vedi 10/6/07). Il caso delle infermiere bulgare detenute e condannate a morte con una accusa infame si trascinava da otto anni a causa di una sonnacchiosa diplomazia europea (e in particolare italiana che bipartisanamente fa affari con la Libia di Gheddafi). All’aeroporto di Sofia era palpabile il successo femminile: Sarkozy, splendidamente normale in jeans neri e polo bianca, a braccetto con la commissaria Ue Benita Ferrero Waldner e le otto infermiere accolte con entusiasmo. E a Tripoli Aisha Gheddafi ha avuto i complimenti del padre per quanto questa azione frutterà al paese che già oggi sarà visitato dal presidente e dal ministro Kouchner.
Rama Yade, vice ministro degli Esteri (30enne-musulmana-senegalese di imbarazzante bellezza) a chi ha criticato l’azione della “moglie”, risponde che “i francesi hanno votato Nicolas perché conoscevano la grande personalità della sua compagna e la loro idea di Francia, e chi critica l’abilità diplomatica delle donne in fondo al cuore pensa che devono solo fare la maglia”.
Il nascente pd, oltre ai deficit ampiamente rilevati su questo sito, ha dimostrato la grande confusione delle donne. L’unica novità del nascente è stata la autocandidatura per la prima volta alla guida di un grande partito di Rosi Bindi, che è stata accolta dalle sue compagne con freddezza se non fastidio. Secondo me sbagliando, perché le donne non acquistano forza politica chiedendo quote o posti in nome della differenza di genere, ma mettendosi in gioco direttamente  e calando le loro carte come leader politici. E questo è uno dei tanti temi che (mi) conferma la confusione pericolosa dell’unione dei due partiti.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


25/7/’07 – Con le peggiori intenzioni

Qualche giorno fa il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, intervistato durante una visita a Benedetto XVI nel Cadore, è tornato sul motu proprio in seguito a qualche tiepida polemica venuta dall’interno della chiesa. Il primo ministro vaticano ha detto che sarà data indicazione di usare sempre la formula introdotta da Paolo VI che non contiene l’odiosa preghiera per la conversione dei giudei, ma recita “ascolta le nostre preghiere che ti rivolgiamo per l’accecamento di quel popolo affinché, riconosciuta la verità della tua luce, sia sottratto alle sue tenebre”. Meno esecrabile?
I tradizionalisti che celebrano l’antico rito rappresentano lo 0,001% del numero complessivo dei cattolici, e su 5000 vescovi soltanto quattro o cinque usano il messale di Pio V. A questo punto è legittimo chiedersi se questo cambiamento, piuttosto che un regalo ai pochi tradizionalisti lefebriani, non sia invece l’inizio di una rottura, già timidamente avviata da Giovanni Paolo II, con il Concilio Vaticano II che aveva tentato una leggerissima modernizzazione del cattolicesimo. Vedremo.
Intanto all’“apertura” di Bertone ha reagito con un comunicato di fuoco Maurizio Ruggiero, presidente del Sacrum Imperium, movimento ultratradizionalista di Verona, che rivendica l’uso dell’oremus et pro perfidis iudaeis. Altrimenti, minaccia veemente, organizzerà una marcia sotto la sinagoga di Verona. Bertone per Ruggiero è responsabile di atti di zerbinaggio verso gli israeliti che pretendono di stabilire come e per chi i cattolici devono pregare. “Non se ne può più - dice Ruggiero che aggiunge di essere  leghista -  che in casa propria i cattolici non possano nemmeno pregare per chi e come vogliono senza il permesso di giudei, maomettani, anticlericali, atei e laicisti impenitenti”.
Personalmente ho più di una riserva su Dio ma, nel caso contrario, scaglia un fulmine contro chi ti dipinge (e ti prega) così. Tiziana Ficacci, www.nogod.it


10/7/’07 – Abbiamo chiesto così  poco: che sia possibile che un uomo viva in questo mondo tutta la vita, dal principio alla fine, senza mai conoscere la guerra (David Grossman, Vedi alla voce amore)

Nel 1942 Benedetto Croce pubblicava Perché non possiamo non dirci cristiani. Il filosofo abruzzese nel saggio pone l’enfasi sul contributo che il cristianesimo ha dato alla storia del pensiero e scrive: “ciò che più risalta nel cristianesimo e forma la sua prima e più diretta contribuzione alla storia del pensiero è l’etica, non soltanto purificata da ogni utilitarismo, ma incentrata in una concezione divino-umana, che fa discendere Dio nell’uomo e l’uomo solleva fino a Dio”.
Questo tipo di sentimento si conserva ancora oggi nel pensiero di tanti  che sono combattuti fra fede e ragione.
Molti di noi rivendicano il diritto ad un pensiero scettico - o ateo – a vivere liberamente la propria passione e diritto al sapere, a non abbandonare né deflettere dalla propria convinzione. Insomma, a sessant’anni di distanza dal pensiero crociano siamo ancora qui a rivendicare il diritto di dirci non cristiani.
Ma chi sono gli atei, o scettici, nostrani? Il silenzio sulla scandalosa ora di religione,  l’indifferenza con cui è stato accolto il motu proprio di B16 (la conversione del perfido non  è una minaccia per gli ebrei ma  per chi ha una fragile identità), la mancanza di memoria sulla nostra storia…  gli atei, o amanti del pensiero libero, spesso sembrano non esistere .
Qualche giorno fa la farmacia che fa angolo col mio palazzo è stata assalita da due ladri che hanno rubato l’incasso. Il farmacista è uscito in strada e ha inseguito i ladri impugnando la pistola e sparando proprio davanti al mio cancello. La mia strada non è il bronx, è una via tranquillissima dove  passeggiano cani grassi e pigri con i loro padroni. C’entra? Si c’entra perché quando si smarrisce il senso critico del significato della vita per affidarsi a Dio si diventa matti.
Tiziana Ficacci,
www.nogod.it


7/7/’07 – Se Dio ci ha fatto a sua immagine, gli abbiamo reso pan per focaccia (Voltaire, Le sottisier)

Christian von Wernich, oggi 69enne, è in questi giorni sotto processo per accuse pesantissime. E’ stato il cappellano della polizia negli anni della dittatura militare argentina. (*).
Nel 2003 è stato arrestato, dopo essersi nascosto in piccole parrocchie sulle Ande, e da allora è in carcere per l’omicidio di sette persone, 41 sequestri, e per  la sottrazione di una neonata, un crimine, quello del rapimento dei bambini, tra i più odiosi della storia recente. Secondo i giudici il prete sottrasse la bimba - dopo averla battezzata - ad una carcerata per consegnarla ad altra famiglia. Le numerose testimonianze dei sopravvissuti indicano la presenza e partecipazione del cappellano durante le torture che, come si sa, erano particolarmente feroci.
Un processo che la chiesa cattolica non si aspettava più, ma il presidente Nestor Kirchner e il governo, hanno annullato tutte le leggi di amnistia per consentire la riapertura dei processi. In un comizio elettorale in compagnia della moglie Cristina, candidata alle prossime presidenziali, Kirchner ha assicurato che il prete avrà tutte le garanzie di parola e difesa, quelle che durante la dittatura gli argentini non ebbero.
Il cardinale Jorge Bergoglio, candidato alle ultime papali, trova che la durezza del presidente sia eccessiva in quanto la chiesa ha già fatto autocritica sul periodo della dittatura militare. Ma in Argentina il libro di Horacio Verbitsky El Silencio (dal nome della residenza dell’arcivescovo a Buenos Aires)che denuncia le complicità delle gerarchie ecclesiastiche con i dittatori è il primo in classifica.
Il processo si svolge in una aula affollata, con i giudici seduti sotto un enorme crocefisso e con le madri di Plaza de Mayo  nelle prime file. Sono le madri che Bergoglio non volle mai ricevere.
Tiziana Ficacci,
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(*) - Il 24 marzo ’76 un colpo di Stato rovescia il governo di Isabelita Peron e si insedia una giunta militare guidata dal gen. Jorge Videla. Migliaia di oppositori verranno giustiziati e un numero imprecisato di bambini verranno sottratti alle arrestate. Nel 1983 la sconfitta subita nella guerra delle Falklands(Malvinas)contro la Gran Bretagna riporterà la democrazia in Argentina.

5/7/’07 – La lumachella de la Vanagloria,/ch’era strisciata sopra n’obbelisco/guardò la bava e disse: già capisco/che lascerò n’impronta ne la storia (Trilussa)

Padre Georg Gaeswein, segretario particolare del pastore tedesco, 51 anni, bavarese come il suo capo, docente di diritto canonico alla pontificia università di Santa Croce (Opus Dei), sarà presto  sostituito, o almeno, non sarà più il solo privilegiato a voltare le pagine dei discorsi e aggiustare le pieghe delle variopinte casule papali. Sembra che la sua eccessiva esposizione mediatica, oltre si dice ad una particolare propensione all’utilizzo “dei suoi sensi sani”, abbia creato nelle ovattate stanze vaticane qualche malumore di troppo. Potrebbe essere affiancato da Josef Clemens, già segretario di Ratzinger quando era alla congregazione per la dottrina della fede.
Padre Georg, oltre che per i suoi abiti impeccabilmente stirati, si è distinto la scorsa estate per un servizio posato su Chi abbigliato da tennista, e più recentemente per un imbarazzante battibecco con Fiorello e Crozza. E’ conosciuto anche come valente sciatore, brillante conversatore, ottimo compagno di happy hour  per  bei caballeros e principesse  scrittrici. 
Ma la chiesa non può dimenticare che persone così eleganti sono  fondamentali per la storia. Carlo Rossella, fino a ieri direttore del TG5, afferma  : “se l’abito non sempre fa il monaco, un buon monaco deve avere un bell’abito; i miei monaci preferiti infatti sono i domenicani, ti faresti mettere al rogo da un uomo così elegante”. Ottimo, ma qualcuno dovrà pur dire a Rossella che ai domenicani questo lavoro è riuscito benissimo.
Tiziana Ficacci,
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2/7/’07 – L’incredibile tiro al Capezzone

Una decisione di impronta stalinista è stata assunta ieri dal comitato nazionale radicale. Scontata fin da sabato mattina dopo l’incredibile dichiarazione del segretario Rita Bernardini che ha chiesto l’allontanamento di Capezzone dalla Commissione attività produttive causa assenteismo e, ancor più grave, per aver avuto più interviste di Pannella. E questo dopo che Daniele era stato estromesso dalla rassegna stampa dal direttore di radio radicale Bordin. Ma, dice Daniele, la vita è più grande della politica, e in questi ultimi tempi fra me e Pannella sono successe più cose che riguardano la vita che la politica. Daniele non rimpiange i 40 giorni di digiuno per chiedere il rispetto della legge per consentire l’entrata di Pannella al Senato, anzi ritiene che, in un paese serio, dovrebbe essere nominato senatore a vita. Daniele è onorato di essere stato dieci anni al fianco di un uomo che tanto ha dato al paese anche se non capisce l’ossessione contro di lui. Daniele, che pure non ha votato l’ultima millesima fiducia al governo Prodi, non si è mai distratto dal programma stabilito dalla Rosa nel Pugno; di più, ha segnalato i molti errori di percorso di Prodi,non mancando mai di ricordare che il governo precedente non ha certo fatto di meglio.
Mercoledì intanto nascerà il network capezzoniano-sarkoblairiano che “proverà ad allargare la sfera della decisione individuale e privata e a diminuire la sfera della decisione pubblica e collettiva”. Presenterà alcuni punti che dovranno essere tradotti in proposte di legge sul genere di quella sulla apertura di una impresa in sette giorni, già approvata alla Camera e ora mobbizzata al Senato da assurdi veti da parte della sinistra conservatrice. Daniele dice che il network sarà un cantiere aperto ai singoli e ai gruppi. Veltroni, che si è posto ambiziosi obiettivi, forse potrebbe giovarsene.
Tiziana Ficacci,   www.nogod.it

2/7/’07 – R : Se continua così non faccio in tempo manco a sposamme....  L : Non dirlo neanche per scherzo. La famiglia prima di tutto..... (intercettazione telefonica Ricucci Latorre)

Rodrigo Rato capo del Fondo monetario internazionale lascia il suo incarico, ufficialmente per tornare in Spagna dai suoi tre figli, più probabilmente per vivere in pace con la sua giovane fidanzata, giornalista della Cnn conosciuta mentre era ministro dell’Economia  del governo Aznar. In Spagna si parla di matrimonio anche se Rato potrebbe candidarsi  alle elezioni di marzo al posto di Mariano Rajoy considerato dal partito popolare troppo debole per sfidare Zapatero.  Rato si aggiunge al primo ministro svedese Ingvar Carlsson che nel 1995 lasciò l’incarico per badare ai figli e a Gro Harlem Bruntland che nel 1996 lasciò la prestigiosissima poltrona di capo della Organizzazione mondiale della Sanità per essere vicina al marito andato in pensione.
Però c’è anche l’altra faccia dell’amore.
L’apparente dolce Ségolène Royal - ma a noi femmine non sfuggiva il tormentato sorriso tirato sotto lo splendido zigomo rifatto - covava vendetta per il suo trentennale compagno che la tradiva per una materna giornalista. Il tutto sul libro La femme fatale dove si ipotizza che la sua candidatura è nata per fare dispetto al compagno-segretario socialista. Amicalmente Gianfranco e Daniela Fini hanno chiuso il loro rapporto con un comunicato diffuso dall’avvocato, e non certo per mancanza di stima affetto ecc., ma solo per stili di vita diversi. E come dimenticare l’imbarazzante lettera di Veronica Lario su la Repubblica? Ipotesi tante, ma sono solo banalissime corna, che pesano ancor di più se tutti lo sanno. Almeno credo, io so solo di amanti che non chiedono mai…
Tiziana Ficacci,
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29/6/’07 – La lingua batte dove il dente duole.

E’ argomento di dibattito nel mondo musulmano una nuova traduzione del Corano licenziata dalla studiosa Laleh Baktiar. La professoressa, nata in Iran, musulmana sciita, insegna arabo all’Università di Chicago, ha 68 anni e ha dedicato gran parte della sua vita ad attualizzare la parola del profeta. In The Sublime Quran (www.sublimequran.org), Baktiar ha reinterpretato attraverso la traduzione termini quali musulmano, islam, infedele. E, soprattutto, ha messo in discussione il verso 24 della Sura IV che concerne le percosse alle mogli disubbidienti. Un passaggio talmente consolidato che più di un giudice ha mandato assolti mariti violenti perché hanno “solo” rispettato il precetto religioso (vedi sotto 27/3/07). Baktiar sostiene invece che il termine daraba, normalmente tradotto come percuotere, vuol dire allontanare. Kafir, tradotto come infedele, viene dalla professoressa reso ungrateful (ingrato, non riconoscente), islam non sottomissione ma obbedienza ad Allah e din non come religione ma way of life (stile di vita).
Non cambieremo il nostro stile di vita: questa è stata la risposta di Tony Blair (vedi 20/6/07) all’attacco del fondamentalismo islamico che colpì Londra il 7 luglio del 2005.
E probabilmente lo  stile di vita dei dieci anni di Blair non sarà archiviato, perché è stato ed è un leader che ha sempre tentato di fare la cosa giusta. Bello è stato il suo commiato “Dubbi, esitazioni, riflessioni, analisi, sono buoni compagni quando bisogna prendere una decisione, ma l’ultimo obbligo è decidere. La politica può pure essere l’arte del possibile, ma nella vita puoi anche provare a fare l’impossibile”. E proverà per questo a fare the right thing come mediatore nella crisi israelo-palestinese per conto del Quartetto (Ue, Usa, Russia, Onu).
Intanto oggi a Roma è San Pietro e Paolo, protettori della città e festa del pontificato. Non ci arrabbiamo e andiamo al mare che e meglio così per oggi.
Tiziana Ficacci,
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26/6/07 – Il 4 luglio in piazza per i cristiani?

Magdi Allam, il giornalista che solitario segnala il fondamentalismo islamico europeo e italiano, ha convocato una manifestazione per denunciare la persecuzione dei cristiani nei paesi arabi(4 luglio ore 18.00, piazza santi apostoli, Roma). Allam nel manifesto appello ricorda come questa angheria fa il paio con l’espulsione degli ebrei sefarditi dai paesi arabi. Al manifesto hanno aderito per primi autorevoli membri della comunità ebraica, partitanti (più di destra che di sinistra) e il cardinale Camillo Ruini. Una manifestazione assolutamente condivisibile perché la libertà di professare una religione è un diritto della persona. Allam ha il merito di denunciare una situazione che da troppo perdura e che lui ha raccontato in belle pagine sulla sua infanzia in Egitto. In maniera meno letteraria, anche io ho vivo il ricordo di quando a Roma, ormai 40 anni fa, giunsero i tripolini, cioè gli ebrei che dopo la guerra dei sei giorni vennero espulsi dalla Libia e che, a tutt’oggi costituiscono, all’insaputa della maggior parte dei romani, quasi la metà della comunità ebraica insieme a persiani e marocchini. Allora “i tripolini” poterono contare sulla forte solidarietà, amicale ed economica, dei loro correligionari. Molto peggio andò infatti ai numerosi italiani che nello stesso periodo vennero espulsi dal paese per volontà di Gheddafi e ai quali nessuno mostrò partecipazione, men che meno il mondo cattolico di cui facevano  parte.
Nonostante questa condivisione, trovo che il manifesto di Allam (che da qualche giorno è il papà di David, 3 chili e 800 grammi, auguri auguri auguri) abbia raccolto qualche pelosità di troppo.
E’ vero che bisogna credere nel cambiamento, se non ci credessimo non avrebbe neanche senso alzarsi dal letto la mattina, ma la corsa all’adesione da parte dei cattolici e dei partitanti  infastidisce. Perché tacciono (o parlano pianissimo) sui cristiani e cattolici perseguiti in tante parti del mondo, arrivando addirittura (vedi Famiglia Cristiana n.15 Fabio Scaglione e/o Carlo Remeny n.25) ad assolvere Hamas e a minimizzare Hezbollah, facendo invece la voce grossa agli ebrei israeliani che scrivono la verità su Pio XII; e perché mai hanno condannato l’espulsione o la persecuzione di altri gruppi etnici/religiosi. E perché i diritti della persona riguardano la libertà di scegliersi una fede, di non sceglierne nessuna, di non essere obbligati a mantenere la chiesa cattolica, di riconoscere i diritti delle donne e degli omosessuali… Si può andare a manifestare per una cosa giusta e trovarsi tra Ruini e Volonte’ che sono omofobi confessi?
Ben altri vicini dovrebbero esserci se si va a trovare Daniele Capezzone che, sempre il 4 luglio, lancerà il suo network. Non un partito nuovo (già il nascente pd è di troppo) ma piuttosto un punto per elaborare riforme liberali ispirate a tre parole: competere, meritare, trasformare. Ancora un po’ di riserbo sul luogo dell’appuntamento (ma Daniele che ama la modernità troverà sicuramente un posto freschissimo) che si potrà leggere on line su LibMagazine.
Tiziana Ficacci,
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24/6/07 - Sorridi, sei in Spagna (5)Obbligatoria e curriculare. E’ l’educaciòn para la ciudadania, la nuova materia scolastica (guarda sotto in data 7/3/07) introdotta nell’ambito di un più ampio progetto di riforma scolastica approvata un anno fa. La materia debutterà all’inizio dell’anno scolastico. La educacion para la ciudadania spazia dalla Costituzione alla Dichiarazione dei diritti della persona, dalla identità e alterità sessuale alla lotta alla discriminazione in base all’origine, genere, orientamento sessuale. Ma la Conferenza episcopale spagnola non ci sta perché non avendo ancora digerito la norma che estende il contratto matrimoniale anche alle coppie omosessuali, non accetta che questa norma sia insegnata agli studenti. Insomma è un altro tentativo da parte della chiesa di ostacolare la strada che gli spagnoli si sono scelti incitando genitori e insegnanti a fare obiezione di coscienza. In Spagna circa il 30% delle scuole sono private parificate e, per la quasi totalità, istituti cattolici che dovranno obbligatoriamente inserire questa materia. Mercedes Cabrera, ministro dell’Istruzione, ha minacciato i rivoltosi di rivedere il piano dei finanziamenti e il riconoscimento del titolo di studio degli istituti cattolici se non ottempereranno all’insegnamento. L’opposizione ha deciso di cavalcare la battaglia proponendo la facoltatività della materia così come per l’insegnamento della religione (vedi 14/2/07).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


22/6/07 – Non le vedi mai sedersi su una panchina con l’avviso verniciata di fresco. Hanno occhi dappertutto (Joyce, Ulisse)

Con il coraggio che ha fino ad oggi ha segnato la sua vita Emma Bonino ha proposto al dibattito un tema pesante per teste pensanti. E cioè equiparare l’età della pensione delle donne a quella degli uomini. E per tre buoni motivi: perché le donne vogliono rimanere nel mondo del lavoro perché sanno che se ne escono difficilmente potranno tornarci; perché sanno che cinque anni di contribuzione in meno si tradurranno in una pensione minore e a maggior rischio di erosione; perché sanno che, tornando a casa, finirebbero col fare le bambinaie ai nipotini e le badanti  ai genitori. Bonino ritiene che il pensionamento anticipato per molte donne è una trappola, e sottolinea come tutta l’Europa va verso l’equiparazione dell’età del pensionamento. Inoltre il differenziale vigente in Italia è oggetto di una procedura d’infrazione comunitaria per quanto riguarda l’impiego pubblico. I detrattori della proposta, numerosi tra i datori di lavoro e i sindacati, dicono che i cinque anni di lavoro in meno indennizzano le donne per il peso del lavoro domestico e di cura. Bonino ribatte che sarebbe molto meglio  investire nelle “pratiche di conciliazione”, cioè asili nido, strutture per anziani… Bonino sa che questa proposta avrà una difficile accoglienza e sa anche perché. Sono in molti, infatti, a pensare che il ruolo della donna è all’interno della famiglia e che il lavoro è uno sgradevole incidente che è bene contenere. Ma le donne per prime sanno che senza i loro soldi la famiglia non cammina e i figli non si fanno.
Bonino sa che la sua proposta è pesante, ma sa che le prime a seguirla saranno, come sempre quando si deve cambiare, le donne.
Tiziana Ficacci,
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20/6/’07 – Dal papa ma non in ginocchio

Sabato 23 giugno il premier inglese Tony Blair sarà ricevuto da Benedetto XVI e sulla stampa anglosassone aumentano le voci di una sua conversione che lo unirebbe alla fede della moglie e dei suoi quattro figli. La signora Cherie Blair, una affermata avvocato civilista, è stata ricevuta dal papa anche da sola ed ha tenuto una conferenza presso la pontificia Accademia delle scienze. Ma l’incantevole Cherie non è donna che tiene il capo chino: ha scosso la staticità dei sacri palazzi la battuta “non vedo ragioni per cui metà dei posti in curia non siano occupati da donne”, oltre alla scelta di indossare abiti bianchi tradizionalmente riservati alle visite delle mogli dei re cattolici.
Ma, conversione (forse) a parte di cosa parleranno Blair e B16? Si sa  che il papa apprezza l’International Finance Facility, il programma lanciato nel 2003 per aiutare i paesi in via di sviluppo. Giudizio positivo è riservato anche al lavoro di mediazione che Blair ha svolto  nel processo di pacificazione in Irlanda del nord (vedi 30/3/’07). Ma, siccome non c’è rosa senza spina, B16 non è tenero con l’intervento britannico in Iraq. E’ vero che il presidente Usa è stato assolto per questo peccato, ma Bush sulle questioni non negoziabili (aborto, bioteconologie, famiglia tradizionale…) è allineato coi sacri palazzi. Invece Blair si è speso personalmente perché la chiesa consideri l’uso del preservativo per prevenire malattie e gravidanze indesiderate.  In dieci anni di governo ha avviato la sperimentazione sugli embrioni, la clonazione per fini terapeutici, il matrimonio per tutti e, dopo la promulgazione dell’Equality Act (vedi 1/2/’07) è maturata la decisione di non esentare gli enti cattolici dall’obbligo di dare in adozione i bambini anche a coppie omosessuali. Oltre alla discussione in corso in questi giorni per equiparare l’aborto a un qualsiasi intervento chirurgico (vedi 14/6/’07). Se è vero che Blair vorrà farsi cattolico, B16 come accetterà questa pecora nera?
Tiziana Ficacci,
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18/6/’07 – Stato pontificio

Tacciano le armi secondo i servili media italiani è un forte appello. Invece è solo la retorica banalità che il papa ha letto con la sua voce sgradevole davanti al presidente del Consiglio (che insieme alla moglie ha ostentato la sua religiosità). Ad Assisi, città umbra famosa per le pagliaccesche pretese di pacifismo dei frati invece che per Cimabue e Giotto, ha ribadito con forza e chiarezza il suo no alla tentazione di indifferentismo religioso. Insomma, la religione giusta è una e una sola. Ma il razzismo ratzingeriano, condiviso da larga parte del mondo cattolico, non finisce qui. Continua il borioso “la fedeltà alla convinzione religiosa, soprattutto a Cristo, non si esprime in violenza ma in dialogo e nell’impegno per la pace e la riconciliazione”. E ancora “il nostro pensiero va particolarmente alla terra santa, tanto amata da San Francesco, all’Iraq, al Libano, all’intero Medioriente” . Insomma, come Hamas Ratzinger non riconosce lo stato di Israele (e non è la prima volta).
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


17/6/’07 – Orgoglio radicale, ovvero Gino e la “rolls royce”

Dal fondo del corteo, dal carro del partito radicale, gli allegri colori del serpentone del Gay Pride sono meno numerosi della varietà delle posizioni del centrosinistra. La triste vicenda del patrocinio, la mortificante figura di Pollastrini, l’assenza pressocché totale dei ds, le toccate e fuga di un paio di ministri, hanno segnato ancora una volta l’incapacità di coesione del centrosinistra nella difesa dei diritti civili.
Da quaggiù sembra strano che Binetti possa aver scritto il ricatto “speriamo che il pd sia in grado di inviare i giusti segnali a quei cattolici che stando nel centrosinistra, vorrebbero restarci serenamente, senza vedere continuamente messi in discussione i fondamenti culturali essenziali per la costruzione di un futuro di pace e per l’attivazione di una politica riformista coraggiosa. Ma sarà molto difficile che ciò avvenga se ogni volta che proponiamo visibilità e legittimità a valori che più di altri fanno immediatamente riferimento alla cultura cattolica, saremo accusati di clericalismo”. Aurelio Mancuso segretario nazionale dell’Arcigay, forte del numero dei manifestanti, ha posto un aut aut alla politica vagheggiando un possibile astensionismo elettorale. Un utile richiamo all’unità è stato fatto dal conduttore di questo sito. 
Vedremo.
Per la gioia degli occhi in tanti hanno sfilato seminudi e con i seni al vento, disubbidendo alla imborghesita (e comunista) Vladimir Luxuria che sconsigliava l’ostentazione che serve solo ai detrattori del Pride. In effetti i media, l’altra punta velenosa della casta, preferiscono leggere come carnevale una manifestazione che in Italia deve essere, purtroppo, ancora rivendicativa. Come dice Angelo Pezzana, il fondatore del FUORI che per primo fece conoscere la normalità dell’omosessualità, “voglio l’infelicità degli etero, cioè il diritto al matrimonio, al divorzio, alla disperazione per la pensione, insomma al matrimonio, perché questo è l’unico modo per avere il rispetto del verduraio e dell’impiegato della banca” (e si sa, i bancari…).
Nel corteo in molti hanno chiesto ai partitanti di guardare a Sarkozy (che tutti tirano per la giacchetta), Blair, Zapatero.
Paradossalmente la risposta la da uno spagnolo: in una intervista per lanciare il tour Papito, Miguel Bosé (il travestito in Tacchi a spillo di Almodòvar e il cantante di Super Superman) dice “in Italia, purtroppo per voi, vivete sotto il Vaticano che aggiunge un enorme peso di ipocrisia, di apparenze rancide, anacronistiche, lontane dalla verità complessa della società contemporanea. Per fortuna nel resto del mondo occidentale non abbiamo il vostro problema morale e religioso”. E giacché riusciamo ad essere scavalcati anche sulle cretinerie, ecco che ci arriva la notizia che al concorso di Miss Spagna potranno partecipare le trans.
La colonna sonora del Pride era Gino e l’alfetta, ma il saluto affettuoso dal palco a Marco Pannella ha fatto salire molti di noi in Rolls Royce. 
Tiziana Ficacci,
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16/6/’07 – Palestina, due stati per un popolo

Tra il sangue e la violenza di una fratricida guerra civile è morta l’Autorità nazionale palestinese (Anp) e dalle sue ceneri  è nato lo stato islamico di Hamas a Gaza e lo stato di Fatah nella Cisgiordania. Le parole sono pietre, e pesano quelle diramate dall’emittente radiofonica di Hamas “è arrivato il tempo della giustizia e dell’islam. E’ arrivata la fine del laicismo”.
E’ nato uno stato islamico che applica la sharia e che muove i primi passi sparando ai prigionieri, umiliando, facendoli sfilare nudi, i pacifisti. In molti, anche nel nostro paese, hanno creduto in una sterzata democratica di Hamas quando un anno fa si candidò alle elezioni di Anp, ma per riconoscere i principi della democrazia non basta certo una tornata elettorale. L’indolenza dell’Unione europea, che pure ha sempre definito (blandamente) Hamas terrorista, paesi che apertamente hanno finanziato il gruppo come la Norvegia, il silenzio complice della Santa Sede che ha abbandonato i cristiani che si sono visti strappare anche le luminarie natalizie a Betlemme, hanno favorito i disegni del premier Ismail Haniye. Sembrerebbe la vittoria di Hamas non tanto il frutto del massacro di questi giorni, ma una vittoria politica che non ha trovato inciampi sulla sua strada.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


14/6/’07 – Respiri piano per non far rumore/ti addormenti di sera/ti risvegli con il sole/sei chiara come un’alba/sei fresca come l’aria…

La stampa italiana sta dedicando a Tony Blair molto più spazio per la sua probabile conversione al cattolicesimo, fede di sua moglie e dei suoi quattro figli, più di quanto ha fatto fino ad oggi come modernizzatore del suo paese. Che è rilevabile nell’impulso dato alla ricerca scientifica e all’autodeterminazione sulle scelte riguardanti la salute.
In questo contesto il comitato etico della British Medical Association, forte del sostegno di un fronte parlamentare trasversale, richiede che le donne ottengano l’aborto senza inutili passaggi medico-burocratici. Cioè quelle briglie (contenute anche nella nostra 194) di “danno alla salute fisica o mentale della donna”, che hanno il solo scopo di creare uno stato di inferiorità, paura, senso di colpa. A questa civile proposta si oppone la chiesa cattolica di Scozia che, pur osservando che nei fatti questa pratica di aborto su richiesta esiste già, apprezza che nella legge c’è l’implicita condanna che all’aborto si può ricorrere solo se esiste una valida motivazione medica. La riforma proposta dalla British Medical Association prevede anche che per aggirare l’alto numero di obiettori di coscienza tra i medici l’intervento potrà essere effettuato anche da infermieri e ostetrici.
Questo mentre in Italia una oscurantista norma votata qualche mese fa alla regione Lombardia informa le donne che abortiscono della possibilità di seppellire il “prodotto del concepimento”, che nelle altre regioni è chiamato rifiuto speciale e che viene smaltito con appendici prostate e tiroidi. Lo scopo è di promuovere persona il feto, ma, fino ad oggi, questa norma cattiva è stata accolta solo da tre donne in tutta la regione. La legge sulla interruzione volontaria della gravidanza, che in Italia è stata sottoposta a referendum popolare, contiene i vizi dell’obiezione di coscienza che viene esteso anche ai medici anestesisti e infermieri, e i colloqui con due medici e un eventuale psicologo. Le minorenni devono avere il consenso di un genitore o del giudice minorile. Un giovane Bagnasco quando si discuteva di questa legge si batté per introdurre la possibilità al marito o fidanzato di intervenire sulla scelta della donna, ma qualche anno fa il paese era più evoluto e fu silenziato. Un po’ per la posizione raggiunta, un po’ per l’attivismo clericale dei partiti, la sua proposta – temo - oggi avrebbe accoglienza.
Tiziana Ficacciwww.nogod.it

14/6/’7 - Qualche volta fai pensieri strani/con una mano ti sfiori/tu sola dentro la stanza/e tutto il mondo fuori…

Aspettando, sempre con meno speranza, che il nostro paese sia toccato dal soffio del riformismo, siamo  sprofondati, come due anni fa, nel meccanismo delle intercettazioni telefoniche. Nicola Latorre, vicepresidente dell’ulivo al Senato, difende Consorte perché non ha nulla a che spartire con i cosiddetti furbetti con i quali lui stesso è accusato di avere parlato al telefono mentre, dice il senatore, accusatori e moralisti tardivi ci hanno fatto affari. 
Latorre propone tre punti per sbrogliare la pesante matassa: 1. un patto tra centrosinistra e centrodestra per tenere le inchieste lontane dalla politica 2. regole ferree per tutelare il diritto di ogni cittadino a essere considerato innocente fino a prova contraria.  3.una riforma della giustizia condivisa da maggioranza e opposizione, che sancisca la sua definitiva fuoriuscita dal terreno della lotta politica.
In attesa di riformismo e di politici morali e non moralisti.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/6/’07 – Vite  (non parallele) di santi

Kaka
La fotografia di Kaka in posa ieratica mentre, braccia stese al cielo, ringrazia per la vittoria della Champions League indossando  la maglietta madida di sudore con la scritta I belong Jesus, ha colpito non solo gli amanti del calcio. Ricardo Izecson dos Santos Leite detto Kaka è un calciatore del Milan. Atipico però. Viene dal Brasile, ma niente favelas o famiglie numerose, piuttosto media borghesia. Niente veline ma Caroline, fidanzata da sempre moglie da poco. Niente discoteche o spiagge modaiole ma l’appartenenza alla chiesa evangelica Rinascere alla quale versa il 10% di tutti i suoi incassi. Due anni fa, per le elezioni presidenziali in Brasile, sponsorizzò con il suo denaro il prefetto (evangelico) di San Paolo che si opponeva a Lula. Ma, per la bibbia, dice Kaka, è Dio che sceglie i principi e i re, e in Brasile questo momento non è ancora arrivato. In una intervista a Vanity Fair ha dichiarato che  è arrivato casto al matrimonio “perché la bibbia dice che il vero amore si raggiunge solo con lo scambio di sangue, quello che la donna perde con la verginità”. Fotografato per Armani non ha voluto togliere dal polso il nastrino con le lettere oqjf, o que Jesus faria, che è il suo motto, chiedersi continuamente cosa farebbe Gesù. Le donne (e gli uomini) lo guardano perché per bello è bello, ma, dice una fans ammessa alla sua corte, toccarlo sarebbe blasfemia.
Kevorkian
Il dottor Jack Kevorkian, 79enne americano di origini armene, ha dedicato il suo lavoro all’eutanasia aiutando a morire 130 persone. E’ stato rilasciato qualche giorno fa da un carcere del Michigan dove era finito per aver aiutato a morire un malato di Sla. Sofferente per l’epatite C contratta in Vietnam, dice che l’unico motivo che ha per vivere è predicare la legalizzazione del suicidio assistito. Per il suo lavoro si è attirato molte antipatie, anche da parte di associazioni pro-eutanasia che lo ritengono responsabile di danneggiare la loro causa. Lui risponde che i media si alleano sempre con i tiranni mentre gli americani per il 92% condividono i suoi obiettivi. Consiglia all’Italia di muoversi nel solco dell’Olanda. Il dott. Kevorkian, noto ai media come dott. morte, dice che la strada è difficile perché l’etica religiosa detta regole all’etica medica e politica, mentre la questione, dice, non può essere regolata dallo stato ma dalla classe medica.
Capezzone
Il presidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato della Rosa nel pugno Daniele Capezzone lancerà un network liberale liberista libertario radicale. Daniele da tempo lancia segnali di rottura, mette in guardia il governo sull’economia, la politica internazionale, i diritti della persona, segnali che vengono ignorati sia a sinistra che a destra. Nell’ultima, ennesima, fiducia al governo si è astenuto.In un sondaggio pubblicato dalla rivista economica Il Mondo, Capezzone viene indicato come leader di futuri schieramenti appresso a Veltroni e Letta il giovane. Ma, a differenza dei primi due, viene indicato sia da elettori di sinistra che di destra. Daniele è bravissimo, un vedente in terra di ciechi. Ma l’Italia è un paese conservatore schiacciato tra la chiesa cattolica e la sinistra massimalista, e i liberali e i riformatori hanno vita agra. Capezzone dirige il giornale on line LibMagazine.
Tiziana Ficacci,
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10/6/07 – Il bramito dell’orso

Affacciate al balcone la Santa Sede e la Cei guardano con attenzione i passi di Pezzotta che costruisce la casa per la piazza del Family Day. Al convegno promosso dai teodem (guarda 7/6/07) e che aveva lo scopo di metter il cappello sulla piazza, l’idea di movimento espressa dall’ex segretario della Cisl è stata accolta con entusiasmo da Andrea Riccardi (fondatore di Sant’Egidio), ma anche dal presidente delle Acli Andrea Olivero e Salvatore Martinez di Rinnovamento nello spirito. Quest’ultimo ha sottolineato che “esiste un popolo di Dio che sta decidendo se deve rimanere nell’angolo o se deve darsi una riconoscibilità dopo le vittorie del referendum sulla fecondazione (2005) e sull’affossamento dei Dico”.
Il vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli ha inviato alla conferenza un suo video dove offre  attenzione alle esigenze poste dal Family Day. Il video e la presenza della vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia (della margherita ma considerata superveltroniana), fanno nascere più di un sospetto sul tentativo di fare le scarpe al nascente partito democratico, che è stato definito con bella sintesi “non un partito nuovo ma un nuovo partito” dal capopolo in pectore il subcomandante Savino (e il suo comandante non è il popolo ma il popolo di Dio). Da parte di Rutelli c’è il tentativo di sgambettare Franco Marini scippandogli i cattolici, i veltroniani fanno intendere amicizie “in alto”.
Il movimento pezzottista sembra piacere a  Casini e a Buttiglione. Mastella, che vanta buoni rapporti col cardinale Crescenzio Sepe arcivescovo di Napoli e millanta di essere culo e camicia con il rettore della Lateranense Rino Fisichella, accetterebbe la leadership di chiunque purché gli garantiscano un ministero e qualche presidenza per la sua signora.
Le gerarchie ecclesiastiche, si sa, sono bestiole cattive, e c’è la buona possibilità che Savino Pezzotta venga utilizzato come sparigliatore e poi buttato dopo l’uso. I sindacalisti hanno un po’ di difficoltà a riciclarsi come leader: penso a Cofferrati, per un periodo destinato a grandi cose e poi emarginato in provincia. Qualcuno ipotizza analoga fine per Pezzotta, e c’è già chi lo vede sindaco di Napoli in virtù della sua presidenza della Fondazione per il Sud.
Tiziana Ficacci,
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10/6/07 – La sposa perfetta

Si è consumato il solito G8 con proponimenti più o meno nobili, con qualche timido impegno sul clima, con la solita retorica sui drammi africani, con gli ordinari no global ma più fiacchi del solito, col silenzio assoluto sul problema della sovrappopolazione che sta uccidendo il pianeta.
L’unica novità è stata Cécilia Maria Sara Isabel Ciganez Albeniz, moglie di Nicolas Sarkozy. Castana, alta, occhi chiari, 50 anni a novembre, figlia di un russo e di una spagnola, fa parte dello staff politico del marito da tanto e, secondo autorevoli fonti, è l’autrice del successo politico di Sarko. La storia di Cécilia e di Nicolas è di quelle che fanno fantasticare. Lui fu folgorato da lei nel corso del suo matrimonio che (lui) celebrava come sindaco di Neuilly. Lui era sposato e le due coppie cominciarono a frequentarsi. Misero al mondo quattro figli (due femmine lei e due maschi lui), poi l’amore da amanti diventa difficile, allora contemporaneamente divorziano, si sposano nel 1996 e dopo qualche mese nasce il loro figlio. Ma non finisce qui, perché il loro rapporto è passione e burrasca, e le loro storie parallele riempiono la cronaca rosa. Lei, che si è permessa di non andare a votare al ballottaggio, si è presentata con la sua bella famigliona allargata per “l’incoronazione” del marito con uno sfolgorante vestito luccicoso e con sandali senza calze. Mai vista una cosa così.
Al G8 spiccava con il suo breve abitino a sottoveste e le ballerine ultrapiatte tra le first lady addobbate con imbarazzanti tailleur pastello. Probabilmente annoiata di passare il tempo con le mogli ha abbandonato il G8 senza troppe  spiegazioni, lasciando Joachim Sauer, marito di Angela Merkel, “a fare tra più dame la figura del salame”, e le dame probabilmente a sparlare delle sue lunghe gambe perfette.
La prèmiere dame de France avrà un consigliere personale, Nicolas de la Grenville, diplomatico di carriera. La sposa perfetta si occuperà di temi quali i bambini, le donne e il campo umanitario, ma anche di francofonia  e  cultura.
Tiziana Ficacci,
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8/6/’07 – Perdonatemi se/con nessuno di voi/non ho niente in comune… (live free or die)

Il "mi si nota di più se vado o no in piazza" dei ministri anti-Bush, ha distratto dal significato più importante della visita del presidente Usa a Roma. E cioè, cosa va a dire Bush a B16 e perché va a Sant’Egidio? Secondo i bene informati l’incontro in Vaticano dovrebbe avere come tema la famigerata lectio magistralis di Ratisbona. Il passaggio in cui Manuele II il Paleologo si chiedeva cosa di bene avesse portato Maometto “se non la direttiva di diffondere tramite la spada la fede che egli predicava”, e che provocò risentite reazioni nel mondo musulmano, potrebbe attirare Bush che sullo scontro/confronto col mondo islamico ha basato le sue due presidenze. I due inoltre condividono idee comuni sull’inizio e la fine della vita.
L’ispiratore della visita alla Comunità di Sant’Egidio pare essere Jim Nicholson, già ambasciatore Usa presso la Santa Sede e che, durante la sua permanenza a Roma, è rimasto affascinato dai grandi pranzi natalizi per i poveri organizzati all’interno della basilica di Santa Maria in Trastevere dalla comunità. I “volontari” di Sant’Egidio si muovono su più fronti: la mediazione internazionale (gestirono con grande successo la transizione mozambicana); attraverso il programma Dreaming la cura e la prevenzione dell’aids in Africa; la campagna contro la pena di morte. Tre temi, con tutta evidenza, che dovrebbero essere nel cuore del presidente americano.
Sant’Egidio è nato nel solco del Concilio Vaticano II e si accredita per un cristianesimo vicino alle persone di cui l’espressione più evidente sono gli aiuti ai poveri e agli immigrati. La Comunità ha partecipato, seppur con qualche distinguo, al Family Day.  Aspetteremo sabato sera per saperne di più, nel frattempo auguro a  Bush e a sua moglie di godere della bella piazza Santa Maria in Trastevere dove ho speso la mia adolescenza. Per le eventuali contestazioni, sicuramente Bush apprezzerà di visitare un paese “scompostamente democratico”.    
Tiziana Ficacci,
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7/6/’07 – Dio benedica Pezzotta

Quasi varo di un nuovo partito oggi in occasione del convegno La provocazione del Family Day tra politica e antipolitica organizzato dai teo-dem (Baio Dossi, Binetti, Carra, Bobba) e con ospiti preziosi, primo fra tutti Pezzotta. E poi l’erede di Bobba alle Acli Andrea Olivero, il portavoce di Sant’Egidio Andrea Riccardi, il responsabile di Rinnovamento nello spirito Salvatore Martinez. Animatori del convegno saranno i giornalisti Giuliano Ferrara (che ancora - per qualche mese credo - si diverte a recitare l’ateo devoto) e Riccardo Bonacina direttore di Vita, rivista in cui sovente Pezzotta è guest star.
I pezzottiani dicono che non è la costituzione di un partito, ma l’ex sindacalista sembra sempre più critico nei confronti del nascente pd, e apertamente disprezzante della spetalata margherita. Del resto lo spariglio di Pezzotta era prevedibile da tempo: come non ricordare che il suo secco no per l’offerta di un “posto garantito” al Senato offerto da Rutelli fu salutato dalla Cei come una scelta di libertà. Anche  la Confindustria pare che lo veda bene a occuparsi di sociale mentre Montezemolo potrebbe prendersi le realtà produttive.
Sicuramente gli sparpagliati eredi dc e gli aspiranti pd terranno nel giusto conto che Pezzotta è stato benedetto da Benedetto XVI.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


4/6/’07 – Come le religioni (e le loro gerarchie) deprimono la vita

Parlamentari svizzeri hanno dato vita al comitato Vietare i minareti, perché considerano il simbolo espressione giuridica e non religiosa. Secondo i promotori le svettanti costruzioni sormontate dalla mezzaluna, per ora presenti solo a Zurigo e a Ginevra, potrebbero ingenerare l’idea  di sottomettere la tradizione laica che ha consentito al paese di mantenersi neutrale. Secondo il parlamentare Schluer dell’Unione di centro “bloccare i minareti impedisce agli ambienti islamici di imporre in Svizzera un sistema legale basato sulla legge coranica”. Freysinger, parlamentare del Partito del popolo dice “non abbiamo nulla contro i musulmani ma non vogliamo i minareti che sono il simbolo di un islam politico prevaricante in Europa”. In verità i minareti non sono citati nel Corano o in altri testi sacri all’islam. La Conferenza episcopale svizzera teme che questa campagna sia un inizio che mira a spuntare le unghie anche ai protervi cattolici, tanto che Walter Muller, portavoce della Conferenza episcopale elvetica, raccomanda di non incaponirsi con i divieti. In Svizzera un quinto dei sette milioni e mezzo di abitanti è straniero. I musulmani sono soprattutto cittadini turchi e della ex Iugoslavia
Dal gennaio del 2000 in Svizzera è in vigore una Costituzione federale che disciplina i rapporti tra chiesa e stato dando la competenza ai Cantoni. L’art. 72 recita: “nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni possono prendere provvedimenti per preservare la pace pubblica fra gli aderenti alle diverse comunità religiose”.
Finalmente (forse) si è spento il futile chiacchiericcio sul documentario Sex Crimes and the Vatican , che è stato visto da un pubblico molto vasto e che ha dato la possibilità ai genitori cattolici di prendere conoscenza delle diverse possibilità di minaccia per i piccoli. Abbiamo preso atto che per i preti commettere un abuso sessuale è un peccato, che, speriamo anche con la diffusione di questo filmato, sarà perseguito come reato anche all’interno della chiesa così come mons. Fisichella sembr(erebbe) aver lasciato intendere. Il monsignore, che nel corso del programma ha ripetutamente ricordato alla sua controparte di non conoscere né le scritture né il latino, sa bene che “chi avrà scandalizzato i piccoli, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel fondo del mare”.
Magdi Allam ha denunciato che a molti insegnanti di religione è stato fatto dono dell’elegante libro Atlante della creazione di Harun Yahia.  Il volume smonta l’evoluzionismo attribuendo alla teoria darwiniana la paternità di alcuni dei mali della  storia contemporanea: fascismo, nazismo , terrorismo… Il volume, come  Nogod aveva segnalato un anno fa, è stato già diffuso in Francia, Belgio, GB, Germania, Olanda.  Allam avverte che il libro accredita una versione oscurantista dell’islam che sottopone ad una sorta di lavaggio del cervello i giovanetti ai quali è destinato. Noi ricordiamo che questo testo è stato inviato ai creazionisti cristiani che insegnano la religione cattolica a scuola. Naturalmente si può credere e diffondere qualsiasi teoria, ma consentire che nella scuola  si possa insegnare che la terra è piatta è uno scandalo eccessivo anche per questo paese di menefreghisti.
Tiziana Ficacci,
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30/5/’07 – Little Italy

Il leader del Family Day Savino Pezzotta è uomo che tiene ai valori. Ad esempio è felice che Prodi abbia ricordato, ovviamente dopo Bagnasco, che i poveri vanno aiutati. Ma, la famiglia è un’altra cosa. “L’Italia - dice l’ex sindacalista - destina alle famiglie l’1% del pil, ovvero un terzo della Francia e Germania, un quarto dei Paesi scandinavi. E’ troppo chiedere che si arrivi almeno al livello dell’Europa? Quanto agli altri, interessi e corporazioni varie, si mettano in fila”. E’ appena il caso di ricordare che i paesi citati da Pezzotta contemplano anche altre famiglie, e chiedere agli altri di mettersi in fila perché si è a capo di una corporazione (che si pensa) più forte non sembra un buon viatico per un patrocinatore di valori.
I difensori della famiglia utilizzeranno il kit per il test antidroga generosamente offerto dal Comune di Milano? Il test serve per informare i genitori, e non è un esame come un altro, ma un dispositivo di indagine  come il test alcolometrico per gli automobilisti. La sindaco milanese Moratti, vista al Family Day, con questo strumento introduce tra genitori e figli una procedura investigativa dando per dato il fallimento di questo rapporto. Inoltre, se il figlio si fa cosa si fa? Gli si danno due schiaffi, si allontana da  casa, si denuncia? Se non si fa lo si continua a guardare come se nulla fosse successo?  La possibilista ministro Turco (la sventurata rispose) ci pensi un po’ prima di accreditare il kit come un’operazione sanitaria.
Non solo la pipì dei figli, ma anche le mestruazioni delle donne sono oggetto dei difensori delle tradizioni. Luca Volontè,  il grottesco deputato udc che durante le feste natalizie si batté (come un leone) contro i commercianti infedeli che non vendevano le statuine del presepio, chiede di mettere al bando la pillola contraccettiva che elimina il flusso mensile, rea di maschilizzare (più libera?)la donna. Che dire? A molte di noi piace scandire il tempo che passa anche così, ma per quelle che sceglieranno la pillola delinquente quali dovrebbero essere le eventuali sanzioni?
Tiziana Ficacci ,
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29/5/07 - Riletture

Il Sole 24 ore ha anticipato brani del libro di Emma Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini. La solitudine di un papa (Einaudi). La storica ripercorre la vita di Pio XI che, alla vigilia della sua morte, aveva preparato un discorso duro sul fascismo che avrebbe dovuto leggere l’11 febbraio 1939 nel decimo anniversario dei Patti lateranensi. Ma, come si sa, il cuore di Achille Ratti cessò di battere la sera prima, e il segretario di Stato Eugenio Pacelli, che dopo pochi giorni sarebbe stato eletto papa col nome di Pio XII, ordinò di archiviare quel discorso, distruggendo le bozze e i caratteri di piombo che erano già stati preparati per la stampa.  Andrea Tornielli, biografo di Pio XII , ha sempre sostenuto che la non pubblicazione del documento era un atto dovuto durante la sede vacante. Ma Fattorini ritiene che una cosa è non pubblicare un discorso, altro è distruggerne addirittura gli appunti. La tesi dello studio è che Pacelli temeva che se il testo fosse trapelato avrebbe provocato una rottura tra la Chiesa e il fascismo.
Tiziana Ficacci
,
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28/5/’07 – Voleremo verso le stelle, viaggeremo verso Marte e faremo colazione su Plutone

La vita non è stata un lungo fiume tranquillo per Rachida Dati. Ma, per sua fortuna è nata in Francia, paese possibilista sulla rivoluzione, e non, ad esempio, in Italia dove il merito non è un criterio di valutazione e dove il talento, se c’è, emargina. Madame Dati è nata nel 1965 in Borgogna, seconda di dodici figli, padre marocchino operaio, madre algerina analfabeta. Studia e a 14 anni inizia un lavoretto alla Avon come venditrice di rossetti e creme anticellulite, poi  commessa, infermiera di notte e di giorno studente modello alla facoltà di Economia a Digione. Inizia, presentata da Jacques Attali consigliere economico di Mitterand, un prestigioso lavoro alla Berd (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nei paesi dell’est europeo) , diventa la pupilla di Simone Veil (allora ministro degli Affari sociali) che la convince a lasciare la Berd per entrare in magistratura. La storia recente la vede consulente del ministro dell’Interno durante la presidenza Chirac , e portavoce di Nicolas Sarkozy per la campagna presidenziale.  Oggi Rachida Dati è all’Hotel de Bourvailles a Place Vendome che da 250 anni è la sede del ministero della Giustizia. Ed è anche bella! Irréversible. Come, fino ad oggi, il presidente che aveva promesso di pensare ai Pacs e già li ha equiparati fiscalmente al matrimonio. Mentre i sarkozisti italiani, rientrati velocemente nelle tane, pensano ai crocefissi.
Tiziana Ficacci ,
www.nogod.it


26/5/’07 – Editti religiosi

La moschea rossa di Islamabad ha vinto. La fatwa sulla ministro del Turismo Nilofar Baktiar (vedi sotto) ha portato i suoi frutti. Il tribunale parallelo, in realtà fuorilegge in Pakistan, ha prodotto il risultato desiderato e la signora Baktiar ha rassegnato le sue dimissioni dopo aver spiegato al Senato che la sua vita era in pericolo. E certo non esagera se si pensa che una  ministro della provincia del Punjab è stata assassinata da un fanatico che non approvava né le sue idee politiche né il suo abbigliamento. Inoltre nessun sostegno a Baktiar è arrivato dal presidente pachistano  Pervez Musharraf.
Fatte le debite proporzioni in Italia è accaduto lo stesso: i fragili Dico (ecc.) sono caduti sotto i colpi degli editti religiosi lanciati dallo stato parallelo.  Tiziana Ficacci, www.nogod.it


25/5/’07 – In Pakistan, terra dei puri

L’alleanza dei partiti religiosi che siedono nel parlamento pachistano hanno presentato una proposta di legge sull’apostasia. Le pene previste per chi dovesse abbandonare l’islam sono la morte per gli uomini e l’ergastolo per le donne. Il Pakistan, la terra dei puri, si sta talebanizzando sempre più in fretta, in alcuni casi riapplicando la legge sulla blasfemia introdotta dal generale Zia ul-Haq e che mai nessun successore ha cancellato. Neanche la laica Benazir Bhutto, attualmente in esilio a Londra. Le studentesse della madrassa rossa di Islamabad, quelle che rapirono qualche mese fa la tenutaria di un casino sottoponendola a una sorta di processo del popolo, hanno richiesto al capo della Grande moschea della città di emettere una fatwa contro la moderazione di alcuni esponenti musulmani. Una fatwa è  stata emessa nei confronti del ministro del Turismo Nilofar Baktiar accusata di oscenità per essersi congratulata troppo calorosamente con un paracadutista durante una esibizione dell’aviazione militare francese che raccoglieva fondi per i terremotati pachistani; una scuola femminile è stata minacciata di essere addirittura demolita se le insegnanti e le bambine continueranno a non indossare un velo più coprente.
Tiziana Ficacci
, nogod@email.it


25/05/07 - In Italia, terra dei cattolici

La manifestazione Family Day aveva una chiara dimensione politica come ha dimostrato l’apprezzamento della Cei e di B16. Mentre il c-destra ha tentato di accalappiare il milione e mezzo di manifestanti direttamente sulla piazza, il c-sinistra ha tentato l’acchiappo con un giorno di ritardo. Il problema per i due poli è che in piazza si difendeva una visione conservatrice della società e della famiglia, di destra senza vergogna e cattolica integralista, che nessun partito italiano rispecchia. Gli ascari Pezzotta e Roccella (che su Vanity Fair ha assimilato gli omosessuali ai down ai timidi e agli obesi), sono certi che i due schieramenti non hanno né le capacità intellettuali che loro richiedono né la moralità voluta dai loro intransigenti seguaci.
Nella futilità dell' esistente, i piccoli e frammentati movimenti che si rifanno alla laicità e/o all’ateismo - che pure esistono - spesso accucciati nelle greppie dei partiti, non sembrano avere le possibiltà mediatiche per farsi conoscere da un pubblico più vasto. E’ certo che con lo sbrago che la politica mostra ogni giorno di più, la chiesa sembra rimanere l’unica entità che può mettersi a capo del milione di San Giovanni. Con conseguenze che potrebbero essere fatali per il paese.
Tiziana Ficacci, nogod@email.it


23/5/’07/ - Refusi

Israele sigilla i Territori per la festa di Shavuòt (Pentecoste)… No, non parlo di Israele, oggi non mi sento di infrangere le pigre regole dell’ “equidistantismo” italiano. La cappa cattolica che soffoca l’Italia impedisce al giornalista che ha compilato questo titolo di conoscere altre religioni. Per inciso, pentecoste è una festa cristiana che ricorda la discesa dello spirito santo sugli apostoli; shavuòt ricorda il giorno che Dio diede le leggi (Torah) agli ebrei che accettandole diventarono un popolo. Shavuòt è oggi e domani, pentecoste il 27 maggio. E tanti auguri ai bravi giornalisti complici dei futili politici italiani.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


21/5/’07 – Jeunes filles en fleur, ovvero non ci si smarrisce se ci si danno delle regole
 
La Germania censisce tre milioni e mezzo di musulmani sul suo territorio ma molti non vogliono essere più contati così. Il sito www.ex-muslime.de ,ideato da tre donne (una proveniente dalla Turchia e due dall’Iran), in soli cinque giorni dal lancio  ha raccolto duecento adesioni di persone che vogliono essere “ex”. Il sito è nato  dal comitato centrale degli ex musulmani - chiamato cosi per assonanza con l’ufficiale comitato dei musulmani -  ha sede  a Colonia e ha riunito persone nate nell’islam e  che nell’islam non si riconoscono più. La parola d’ordine è Wir haben abgeschworen (noi abbiamo rinnegato) ed è al momento l‘unico gruppo che si oppone ai movimenti nati nelle moschee. Una delle fondatrici, la  signora Arzu Toket, nata in Turchia e residente in Germania da oltre venti anni, dice che se il governo vuol sapere qualcosa di lei lo chiede ai leader religiosi  e questo non va, perché  in Germania il governo non si rivolge ai tedeschi per fede religiosa.
Questa coraggiosa presa di posizione (non a caso di donne) dovrebbe far riflettere anche l’Italia dove esiste la Consulta islamica, una scelta che ha accodato il nostro paese tra quelli che hanno deciso di sottomettersi all’islam più radicale. 
In Danimarca fa discutere invece il caso di Asmaa Abdol-Hamid, possibile candidata nelle elezioni che si svolgeranno a febbraio del 2009. Il confronto nasce intorno alla testa della signora che va in giro velata, non da mai la mano ai maschi e che come assistente sociale ha promosso circoli ricreativi per sole ragazze. Il dibattito su Abdol-Hamid, di origine palestinese, è nato quando intervenne alla televisione pubblica per condurre un programma sulle vignette satiriche (blasfeme per i musulmani)  del Jyllands Posten. La Danimarca è lacerata tra l’eticità dell’accoglienza e la paura di veder messo in discussione il suo stile  di vita: un prodotto interno lordo tra i più alti in Europa, l’inesistente disoccupazione, matrimoni e adozioni per tutti dall’89, accesso gratis alla fecondazione assistita per le singole e per gli omosessuali.
Ayaan Hirsi Ali, sceneggiatrice del film Sottomissione che costò la vita al regista olandese Theo Van Gogh,  racconta che da piccola aveva una pecora che le scappava. Accarezzala sulla fronte così diventa mansueta, le diceva la nonna: è quello che l’occidente fa con l’islam, dice la scrittrice ed ex deputata olandese. Che a Roma per la presentazione del suo libro L’infedele, ha denunciato, tra l’altro, l’indifferenza e il silenzio delle donne occidentali sulle mutilazioni genitali.
Questo colpevole silenzio sarà interrotto per qualche ora a Roma, il 23 maggio  presso la Casa internazionale della donna (Via della Lungara 19) dove dalle 17.00 nell’ambito della manifestazione Italia-Africa 2007, esperti della cooperazione italiana insieme a esponenti degli organismi internazionali faranno il punto sulle politiche di abbandono delle mutilazioni.  Alle 21.00 sarà proiettato il film premiato a Cannes Mooladé di Ousmane Sambène, la storia di una infermiera che aiuta un gruppo di bambine a sottrarsi alla pratica delle mutilazioni attraverso una combinazione di strategie tradizionali e saperi attuali, in un dialogo tra l’Africa rurale e l’occidente della migrazione e dello sviluppo. Tiziana Ficacci,
www.nogod.it


15/5/’07 – Fallimenti della moralizzazione forzata

Per convincere i giovani americani alla castità quattro anni fa venne lanciata la campagna Pepfar (President’s Emergency Plan for Aids Relief) finanziata con un miliardo di dollari. Lo scopo del Pepfar era quello di convincere i giovani a mantenersi casti fino al matrimonio evitando in questo modo anche l’eventuale contagio da Aids. Il risultato al quarto anno della campagna è deludente per gli organizzatori: i giovani che hanno partecipato al programma astinenza, hanno avuto il loro primo rapporto a 14 anni e nove mesi e ben il 56% cambiando spesso il partner, esattamente come la media dei loro coetanei. Il flop della campagna è imputabile in gran parte alla fallimentare politica proibizionista che anche in Italia sperimentiamo e, soprattutto, al moralismo della campagna. Sembra che ai politici, Pepfar è figlio amatissimo dell’attuale presidente Usa, non riesca a entrare nella testa che i loro elettori conoscono la differenza fra moralismo e morale.  Naturalmente sarebbe stato meglio spendere questa notevole cifra per informare i giovani sulla prevenzione dell’Aids, le malattie a trasmissione sessuale e le gravidanze indesiderate. Ovvietà? Non proprio considerato che in questi giorni il candidato alle presidenziali, il repubblicano Giuliani, è messo sulla graticola per una sua donazione privata di 600 dollari alla IPPF, una ong che si occupa di salute dell’età riproduttiva e che ha avviato una campagna per la diffusione del preservativo, il cui uso è considerato da Pepfar inaffidabile.
Nel nostro paese l’età media del primo rapporto sessuale è 17 anni, e solo il 6% dei maschi e il 5% delle femmine ritiene che si debba arrivare vergini al matrimonio. I giovani italiani sembrano sapere molto poco delle malattie a trasmissione sessuale e, anche se in diminuzione costante, sono ancora troppe le ragazze che ricorrono all’aborto. Tiziana Ficacci, www.nogod.it


13/5/’07 – Sarà una bella società? Fondata sulla libertà? Però spiegateci perché? Se non pensiamo come voi? Ci disprezzate come mai? Ma che colpa abbiamo noi?

Si può dire? La manifestazione di San Giovanni era piena di gente orribile. Una donna giovane con cinque figli e un sesto in arrivo non è un modello da imitare. Un ragazzo che sfila con un cartello contro gli omosessuali non è un esempio di cui un rappresentante del governo debba andare fiero. Un italiano che sfila con la bandiera della Santa Sede è un nostro concittadino o, come il prete, è un coso nero contro la patria e la modernità?
Mi sono sempre vantata di essere una seria cittadina che quando paga le tasse pensa di contribuire al benessere di chi ha meno. Sono contenta di essere romana ogni volta che leggo che nella mia città si sta per arrivare all’autosufficienza per gli asili nido. Ogni tanto penso che qualche ministro dovrebbe accarezzarmi la testa perché da singolo pago tre volte e un quarto le tasse di chi ha figli, ma devo essere felice di pagare per chi si vanta, avendo la mia età, di avere 7 figli e già 16 nipoti? C’è differenza tra chi ha sette figli e chi inquina un fiume? E ancora: c’è differenza tra andare a San Giovanni o non andare ma non spendere una parola contro? C’è differenza tra un esponente ds che fa l’equilibrista in televisione o il clown assunto per intrattenere i pupi (bellissimi) al family day?
A San Giovanni è andata in scena la reazione, l’inquisizione, il razzismo e il sentimento che a distanza di qualche ora io provo è di paura per l’avvio di una teocrazia di cui l’omofobia è solo una piccolissima porzione.  Quanto al Coraggio laico, io sono andata a piazza Navona molto tardi, quando la piazza era solo radicale, come sempre quando si parla di coraggio.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


11/5/’07 – Sabato 12 maggio a Piazza Navona c’è un’altra festa, dove le famiglie sono tutte uguali

Nello Stato di New York il governatore Eliot Spitzer è favorevole ai matrimoni gay perché, dice, rafforzano le famiglie dello stato. Per il governatore: “le coppie dello stesso sesso che desiderano sposarsi, non vogliono solo ottenere diritti in più, ma vogliono avere responsabilità, assumendo obblighi vincolanti vivendo in un’intimità condivisa con un sostegno finanziario ed emotivo. E questo rafforzerà le famiglie, ampliando la possibilità di partecipare all’importante istituto famigliare tutti i cittadini”. La Conferenza cattolica dello Stato di NY ha definito la posizione di Spitzer un insulto alle famiglie tradizionali. Spitzer ha risposto che questa equiparazione è un atto dovuto dello Stato di NY che, nella sua storia ha ospitato la convenzione per i diritti delle donne nel 1848 e ha visto la nascita del moderno movimento per i diritti dei gay. Il governatore ha inoltre ricordato alla Conferenza cattolica che: “il matrimonio civile è lo strumento con cui lo stato definisce il posto di una coppia nella società. Chi è escluso da questo atto è trattato come se il loro impegno solenne non abbia alcun posto legale”.
Il 12 maggio a Piazza San Giovanni arriveranno moltissime belle famiglie che ostenteranno la propria stabilità famigliare, con al seguito i loro bei bambini (qui non sono strumentalizzati) e dall’alto delle loro sicurezze diranno tanti tu no tu no. Questo sembra essere l’unico obiettivo del raduno,  la salvaguardia del “nucleo fondamentale della società umana costituito da genitori e figli” come recita uno Zingarelli già vecchio quando andavo a scuola io, e riesumato per illustrare i manifesti dei tanti partiti che salutano i partecipanti alla kermesse.
Il viceministro del governo che ho votato, si rammarica di ricoprire questo incarico che gli toglie la possibilità di partecipare alla manifestazione (rendendo ancora più limaccioso lo stagno del nascente pd). Il presidente del Consiglio che ho votato, parte per Stoccarda per non prendere posizione. Da cittadino singolo, che paga un surplus di tasse quindi, non voglio niente di meno di quello che hanno le famiglie. Filippo Facci, editorialista de Il Giornale, scrive: “un lavoratore dipendente con moglie e figli e un reddito di 20mila euro, paga 1.342 euro di tasse; un singolo con lo stesso reddito deve sborsare 3.629 euro”. Felice di pagare tasse per asili nido e altro che non utilizzerò mai per il benessere del paese, ma non voglio ulteriori aggravi per la futilità dei partitanti e la loro sottomissione alle  corrotte gerarchie vaticane. E’ possibile essere considerati normali se si sceglie di non avere figli o di condividere l’intimità con un uomo? E’ possibile essere considerati normali se non si è cattolici?  E’ possibile aspirare ad essere come la quasi totalità del mondo occidentale? E basta con la melassa sulle belle famiglie italiane .
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


9/5/’07 - A chi la famiglia ?

B16 oggi parte per il Brasile dove avrà da dipanare alcune intrigate matasse: l’aumento delle sette, la secolarizzazione, la teologia della liberazione, l’abbandono della classe politica e intellettuale. La V Conferenza generale dell’episcopato dell’America latina e dei Caraibi che verrà aperta domenica dal papa, si infila in un contesto politico che incute un po’ di timore nelle gerarchie ecclesiastiche. Il presidente brasiliano Lula da Silva non è entusiasta della visita pastorale perché teme che le continue prediche sulla sacralità della famiglia e della vita possano recare inutili conflitti al dibattito in corso nel paese su questi temi. In Argentina il presidente Nestor Kirchner e l’arcivescovo di Buenos Aires sono in duro contrasto sui temi etici, specialmente dopo che un settimanale vicino al governo peronista ha dedicato una copertina all’alto prelato chiamandolo “l’oppositore”. Michelle Bachelet, presidente del Cile, viene guardata dalla chiesa cattolica con particolare dispetto per il suo ateismo sbandierato, per la sua irregolare posizione familiare,  per la discussione in corso sull’aborto. La chiesa venezuelana teme di essere cancellata da una svolta “castrista” da parte di Hugo Chavez , mentre la scomunica ai politici di Città del Messico che hanno licenziato la legge sull’aborto non ha sortito l’effetto sperato.
In Italia la genuflessa politica italiana, invece di prendere posizione contro il Family Day denunciandone il razzismo, organizza costosi “laboratori politici aperti alle forze sociali e culturali per individuare l’evoluzione e i nuovi modelli familiari e mettere a punto strategie e politiche volte a sostenere l’azione del governo e del ministero della famiglia”. La futile ministro Bindi ha dichiarato che, in ossequio all’art. 29 della Costituzione, escluderà dal fondamentale incontro fiorentino le associazioni omosessuali. Del resto la costosa convention deve studiare i nuovi modelli e non prenderne atto. L’insignificante opposizione, invece di lavarsi le mani da questa retorica della famiglia propone il “quoziente familiare” come i francesi, che costa tanto, ma, come è noto, quando non si governa si fa bella figura col bla bla.
Stante la situazione, sabato 12 ci strapperemo agli internazionali di tennis per dichiarare a piazza Navona il nostro Coraggio laico che è sempre più una resistenza. Insomma, un po’ la chiesa un po’ i partiti abbiamo sempre diciotto anni come quando manifestavamo per l’aborto. Sarà che non ho più 18 anni a me la situazione sembra peggiorata. Tiziana Ficacci, www.nogod.it


8/5/’07 – God Bless America! (2)  (guarda 2/5/07)

“The Assault on Reason” è il manifesto laico e razionalista firma to dall’ex vicepresidente Usa Al Gore. Egli sostiene che nel 1796 il presidente americano John Adams fece scrivere che “il governo degli Stati Uniti d’America non è stato fondato in alcun modo sulla religione cristiana”. Il libro uscirà alla fine del mese ma il dibattito intorno al titolo è caldo, considerato che negli Stati Uniti un sondaggio Gallup ha stabilito che il 53% degli americani non voterebbe mai un candidato presidenziale non credente. Perfino donne e omosessuali sono più benevolmente considerati di un ateo. A stare ai sondaggi solo il 10% degli americani sono atei. Solo un deputato si dichiara non credente, il democratico Fortney Pete Stark ed è stato considerato dalla Coalizione laica “il non credente più importante d’America”. Al Senato ci sono 87 senatori cristiani e 13 ebrei; alla Camera 393 cristiani, 30 ebrei, 2 buddisti, 1 musulmano. Sei deputati (democratici) rispondendo al sondaggio del Religious News Service di non essere affiliati a nessuna congregazione.
Sicuramente nella Costituzione Dio non è citato, ma sull’essenziale biglietto verde c’è scritto God Bless America. Tiziana Ficacci,www.nogod.it 


3/05/07 –  E’ la  Turchia (ma sembra l’Italia)

Berlusconi si è fatto infinocchiare da Erdogan, dice Hrant il barista di Via di Villa Massimo. In effetti nella futile politica italiana è successo - mi ricordo, si adesso mi ricordo - che l’ex primo ministro italiano venne sputtanato, ma con garbo (era amico del premier), anche dalla stampa turca per aver baciato la sposa, cioè la  figlia del primo ministro, trasgredendo simpaticamente ad almeno tremila precetti di fede. Ma tant’è, Berlusconi o altro politico italiano a casaccio non cambia di molto. Il problema vero è che forse Erdogan ha infinocchiato anche qualche altro più importante primo ministro che in nome del politicamente corretto ha chiuso un occhio sull’islamismo moderato dell’Akp. Gli oppositori che nelle due grandi manifestazioni di Ankara e di Istanbul hanno sfilato per la Repubblica laica temono la rivoluzione culturale islamizzante. I giornalisti che hanno con dovizia di particolari illustrato il viaggio di B16 nel novembre scorso, non ci hanno raccontato che Erdogan scontò dieci mesi di prigione nel 1998 per incitamento all’odio religioso leggendo in pubblico i versi di un poema “le moschee sono le nostre barricate, i minareti le nostre baionette, i fedeli i nostri soldati”. Da sindaco di Istanbul proibì gli alcolici nei bar e tentò di stoppare i festeggiamenti del 31 dicembre  disarmonici con il calendario islamico. Poi si inventò il cavallo di Troia del partito islamico moderato portandolo al successo nel 2003. L’attuale presidente Ahmet Necdet Sezer ha bloccato alcune sue ardite iniziative, come ad esempio l’equiparazione degli studenti delle scuole coraniche nell’ammissione alle università. In quel caso Sezer oltre che dai militari  venne supportato dalla Confindustria che temeva la dequalificazione dell’istruzione. Nel 2006, con gli stessi supporter, Sezer ha bloccato la nomina di Buyukdeniz, capo di una banca islamica, a governatore della Banca centrale. Fino ad oggi il presidente è riuscito a rimandare il referendum per liberalizzare il velo, oggi proibito negli uffici pubblici.  Per quanto riguarda l’istruzione ricordiamo il caso dell’italiano Pinocchio che il ministro dell’Educazione Huseyn Celik ha convertito all’islam attraverso una ardita operazione editoriale. Anche se la sorte più clamorosa è stata quella del paffuto maialetto Pimpi, l’amichetto di Winnie the Pooh, oscurato dalla Trt (la tv turca i cui vertici sono “in quota” Akp) perché animale impuro.
Siamo in Turchia, ma sembra  di essere in Italia.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


2/05/07 – God bless America !

La rivista Time ha dedicato una copertina all’argomento “a favore dell’insegnamento della Bibbia nella scuola”, perché, questa è la tesi, lo studio del Libro consente a tutti di partecipare interamente alla vita sociale, politica ed economica in un paese in cui la religione conta. In questo contesto è atteso con grande suspense il libro di Christopher Hitchens dal titolo “God is not Great-How religion poisons everything” (Dio non è grande-Come la religione avvelena tutto) che uscirà alla fine del mese in America e a luglio in Italia  per Einaudi. In attesa di leggerlo e commentarlo per gli amici di Nogod, apprendiamo da Time che il libro è un vero e proprio manifesto contro la religione, e non si limita a denunciare solo il peso che questa ha nell’occidente, ma si tuffa nel mondo islamico e mediorientale. Hitchens denuncia che ormai viviamo in un periodo  in cui la religione sta cercando nuovamente di uscire dal  privato per salvare chi non ne ha bisogno o non vuole. Secondo lo studioso “troppi confini sono stati superati: dal tentativo di insegnare finta scienza nelle scuole americane, alle campagne per convincere le donne all’importanza del velo, dagli eccessi dei coloni israeliani, al jihad islamico”. E ne ha per tutti: sant’Agostino un ignorante sessuofobico, il Corano risibile, Gandhi un fachiro che avrebbe condotto alla morte migliaia di persone con i suoi consigli primitivi, Mosé un sanguinario che incoraggiava il genocidio, il Dalai Lama un re ereditario. Di Hitchens va ricordato il libretto su Madre Teresa (recentemente stigmatizzata anche dal caro Pannella nei suoi simpatici lunedì con Bordin) . Speriamo che sia un libro attendibile e non offensivo, e che non porti altri danni alla unica causa che ci (mi) sta a cuore: quella della “sacralità” del laicismo nelle istituzioni. Per le convinzioni private, ognuno, a casa sua, faccia quel che crede. Tiziana Ficacci

2/05/07 – The Winograd Report

A 9 mesi dalla fine della guerra estiva tra Israele e Hezbollah la commissione governativa guidata dall’anziano giudice Elihau Winograd ha pubblicato un rapporto che mette sotto accusa la gestione del conflitto , considerando il primo ministro Ehud Olmert responsabile di “aver agito senza responsabilità, ponderatezza, prudenza”, il ministro della Difesa Amir Peretz “di essere inesperto, poco informato, colpevole dell’indebolimento del paese” e il capo di stato maggiore Dan Halutz “di aver agito impulsivamente”.
Halutz si è dimesso già da un paio di mesi mentre Olmert ha annunciato in conferenza stampa che non si dimetterà.
Ma ad un giorno di distanza le cose sembrano diverse.
Dal suo governo (centro sinistra moderato) un ministro si è già dimesso e la ministro degli Esteri Tzipi Livni (del suo stesso partito Kadima)  sembrerebbe in posizione per guidare il governo. (http://www.haaretz.com/hasen/spages/854200.html)
Giovedì una riunione straordinaria della Knesset esaminerà la grave situazione, mentre  si svolgerà la manifestazione organizzata dal Likud (destra) e Meretz (sinistra) a Tel Aviv e che chiederà le dimissioni di Olmert, anche se in molti ritengono che un incompetente passivo sia forse meglio di un incompetente aggressivo (Bibi Netanyahu, capo del Likud). 
Problemi veri a parte, un dilemma anche italiano.
Tiziana Ficacci


28/4/’07 - Un presidente laico (forse) per la Turchia

6 voti sono mancati per l’elezione  al primo turno del designato Gul.Tanto per non farsi mancare niente l’opposizione, già in forte tensione con il premier Erdogan, si è rivolta alla Corte costituzionale ritenendo che ci siano state forti irregolarità nell’applicazione della Costituzione. In realtà l’opposizione vorrebbe elezioni anticipate (il mandato di Erdogan scade a novembre) perché sostiene che il presidente della Repubblica dovrebbe essere eletto da un nuovo Parlamento. Domenica a Istanbul si sfilerà per la Turchia laica.
Tiziana Ficacci
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27/4/’07 -  Un presidente laico (forse) per la Turchia

Il ministro degli Esteri Abdullah Gul è stato scelto dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan e dal suo Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) come candidato alla presidenza della Repubblica. Ha dichiarato che se  fra una settimana sarà eletto  undicesimo capo dello Stato, camminerà nel solco tracciato da Mustafa Kemal Ataturk, padre della Turchia moderna, rassicurando i manifestanti  del 14 aprile sulla laicità del paese. Ma sua moglie Hayrunissa sarebbe la prima first lady con il velo. Non è solo questo imbarazzante tessuto che turba la tranquillità dell’ establishment militare, il genuino garante del kemalismo. Perchè Gul ha militato in partiti islamici ed è molto vicino al mondo arabo, pur essendo apparentemente più moderato di Erdogan. Ma molti analisti sostengono che il premier, facendo un passetto indietro, si sia scelto una sorta di controfigura più adatta per i palati Ue.
Per la Costituzione turca serve il voto di due terzi del Parlamento (367). L’Akp ha 354 voti, e Gul sta cercando il sostegno del Partito della retta via e del Partito della madre Patria (Anavatan).
Tiziana Ficacci
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26/4/’07 – Per una economia coranicamente corretta

Il governo di Tony Blair ha dato mandato all’Agenzia per i Risparmi e gli Investimenti  di mettere a punto dei prodotti finanziari che si accordino con la religiosità della clientela islamica. I musulmani osservanti considerano un peccato il pagamento di interessi e la speculazione: cioè fare soldi con i soldi non è corretto neanche attraverso prestiti allo Stato. Un esempio di investimento coranicamente corretto è, ad esempio, quello proposto dal governo pachistano  che ha collocato un buono che finanzia la rete stradale e paga chi ha prestato il denaro attraverso un dividendo che deriva dai pagamenti del pedaggio. Cioè è l’affare che porta il denaro. E’ abbastanza evidente che la questione è più che altro una scappatoia come avviene spesso nella religione, una sorta di “fatta la legge trovato l’inganno”. Nei vestiti del Regno Unito l’interesse per i nuovi prodotti finanziari è comprensibile considerato che lì vivono un milione e 800mila musulmani e la torta da spartire è sicuramente buona. Le perplessità che io ho sono due: a) il capitalismo (pur con diecimila osservazioni) ha dato una bella spinta alla democrazia e al liberalismo b) se l’economia può essere coranicamente corretta, perché non può esserlo il matrimonio poligamico?
Tiziana Ficacci , www.nogod.it


24/4/’07 – Parlami come il vento tra gli alberi/Parlami come il cielo con la sua terra/Non ho difese ma/Ho scelto di essere libera

Le autorità iraniane hanno iniziato la campagna per prevenire il desiderio delle donne accaldate a scoprirsi un po’. Da quando nel 1980 è stato introdotto l’obbligo del chador in questa stagione parte la campagna di controllo dell’abbigliamento. Durante gli otto anni di presidenza del riformista Mohammed Khatami la repressione dei comportamenti immorali è stata allentata, ma con l’avvento di Mahmoud Ahmadinejad i controlli sono tornati rigidissimi. Sul quotidiano Etemad - che ha ritratto una donna con un impermeabilino avvitato che sfiorava la caviglia e un fazzoletto colorato circondata da tre vigilanti coperte da capo a piedi in nero - Taghi Rahbar deputato del parlamento, ha dichiarato che se un uomo vede questi abbigliamenti per strada, a casa non presterà più attenzione alla moglie distruggendo il fondamento della famiglia. In tre giorni ben 1300 donne sono state fermate a Teheran, ammonite e rilasciate. Naturalmente l’abbigliamento non è il problema principale per le iraniane che aspirano ad aver pari diritti nel divorzio, affidamento dei figli, eredità.
Intanto Benazir Bhutto, già primo ministro pakistana, educazione oxfordiana, figlia dell’ex presidente pakistano Zulfikar Ali Bhutto ucciso in un attentato, dall’esilio londinese si prepara a tornare in patria per vincere un terzo mandato. I sostenitori del generale Pervez Musharraf stanno cercando un accordo con il suo partito per una alleanza governativa. Bhutto viene vista  come una possibile speranza per l’incombente talebanizzazione del paese.
Intanto in Francia Ségolène Royal l’ha avuta vinta  sui burocrati del suo partito che non la vedevano adatta per il ruolo. In Italia i nostri leader si scannano su quello che dovrà fare Bayrou, il conservatore ultracattolico di destra che piace a Rutelli, mentre il centrodestra inneggia incomprensibilmente a Sarkozy col quale niente hanno in comune. Del resto qualsiasi parallelo tra Francia e Italia è insensato. Nel frattempo il nascente pd prova a buttare in pista Anna Finocchiaro (poteva già essere al posto di Prodi miracolato dalle primarie fassiniane)che, tra altre qualità, ha una bella voce.
Tiziana Ficacci
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23/4/’07 – Il segno di Venere

Qualche giorno fa è stato presentato il restauro, realizzato dalla Philip Morris, del film Il Segno di Venere,  diretto da Dino Risi nel 1955. E’ la storia di due cugine una bella (Loren) e una bruttina (Valeri) alla ricerca del marito giusto. Nel cast Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Raf Vallone, Peppino De Filippo , Tina Pica. Franca Valeri,87 anni, non ha perso la sua vivace brillantezza nonostante un tremore nella voce e nel collo che renderà ancora più affascinante la sua recitazione ne Le serve di Genet (dal’8 al 20 maggio all’Argentina di Roma).
Valeri ha fatto teatro, cinema, cabaret, giornalismo, radio, regia, televisione. Ha avuto due importanti amori; con Vittorio Caprioli “siamo stati insieme dieci anni, ma poi ci lasciammo perché lui aveva trovato un altro affetto” e poi Maurizio Rinaldi morto qualche anno fa. Valeri dice che il tradimento non è un motivo per chiudere un rapporto “nella mia vita ho avuto uomini sempre portati per il tradimento. Ma di avventure ce ne sono tante, rapporti veri pochi. I miei uomini erano vivaci, ma mi stimavano e avevano bisogno di me. Il rapporto profondo faceva passare l’avventura in secondo piano”. Il ricordo più felice di Valeri è molto lontano nel tempo. “Ero a piazzale Loreto. So che adesso non si usa dire questo, so che non è politicamente corretto, ma quella morte in un certo senso segnava la fine della mia paura. Anni nascosta con mia madre dopo il brusco allontanamento dal liceo, la vergogna di mio padre che si riteneva responsabile di averci marchiato con la sua “razza”. E’ vero, nella mia vita ho avuto momenti felici, ma quel giorno ho capito l’importanza della libertà”.
Tiziana Ficacci - www.nogod.it.


18/4/’07 – Follie

Follia polacca

Il partito dei gemelli Kaczynski (Diritto e giustizia Pis) sarà scavalcato sul terreno dell’ultraconservatorismo? Il premier polacco, Jaroslaw Kaczynski, supportato dal ministro della istruzione Roman Giertych della Lega delle famiglie, ha dato mandato al presidente della Camera dei deputati Marek Jurek di preparare alcune riforme costituzionali, tra cui una norma “a difesa della vita fin dal concepimento” che sorprendentemente è stata bocciata dal Parlamento. Jurek, che si è sentito scarsamente sostenuto dal premier ha minacciato di lasciare il partito portando con sé 60 deputati. Secondo analisti politici il partito ultracattolico e xenofobo di Giertych , che gode della cassa di risonanza di Radio Maryja, utilizzerà la carta Jurek per dimostrare la “morbidezza” del Pis che sarà costretto a spostarsi ancora più a destra (che qui vuol dire xenofobia, razzismo, antisemitismo,fondamentalismo cattolico)per tenere su il governo. Molti polacchi confidano nell’ex presidente Aleksander Kwaniewski che vorrebbe ricreare un partito di sinistra liberale che permise un sommesso rinascimento polacco dopo il comunismo. Intanto il primo prezzo è la stretta alla legge del lustro, quella cioè che intende ripulire dal comunismo. Incriminato, per il momento Jaruzelski.

Follie americane

Sicuramente c’è la potente lobby delle armi. Sicuramente c’è che possedere armi viene considerato un principio di libertà personale, garantito dalla Costituzione, che è alla base degli Stati Uniti. Ci sta anche che Columbine, la scuola del Colorado dove nel 1999 due giovani uccisero 16 studenti potrebbe aver fatto da modello per Blacksburg in Virginia dove i morti sono stati 33. Perché ci sta che uno studente coreano abbia una crisi di solitudine e follia. Il mistero rimane il paese che riesce ad essere moralista e vitale insieme. Rispettoso dei diritti delle minoranze e ricco di fondamentalismi religiosi. L’America  mi assomiglia per quanto è folle e incomprensibile. 

Follie turche

Il primo ministro Erdogan, piccato dal grande successo della manifestazione di sabato ad Ankara che contestava  la sua probabile discesa in campo per la presidenza (guarda 13/4), già sorpreso del mancato invito a Berlino alle celebrazioni dei Trattati di Roma, è esploso. Vuole sapere da Angela Merkel cosa l’Europa ha deciso per la Turchia. E la domanda è sempre la stessa: “l’Europa decida se vuole essere la patria di un’alleanza tra culture diverse o un club di soli cristiani”. Certo che l’islamismo moderato di Erdogan, così pericolosamente vicino ad essere un po’ troppo poco moderato, non aiuta.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


17/4/’07 – Il sale sulla ferita

In questi giorni si è consumato il secondo incidente nei rapporti tra Israele e Santa Sede dall’elezione di Benedetto XVI. Il primo  alla fine di luglio del 2005 quando in un angelus il papa omise di citare Israele tra i paesi colpiti da attacchi terroristici. Vi fu una dura protesta da parte di Israele con altrettanto offesa risposta vaticana, supportata nel nostro paese dai numerosi fanatici papisti annidati nei partiti di  destra e sinistra. Il secondo incidente è stato, se possibile, ancora più crudele perché ha coinvolto non solo quel paese ma tutti gli ebrei. Il nunzio apostolico monsignor Antonio Franco ha fatto sapere che non sarebbe stato presente alla cerimonia del 16 aprile in ricordo delle vittime della Shoah e dell’insurrezione del ghetto di Varsavia nel ’43 (il giorno del ricordo delle vittime e della volontà di resistere) a causa di una didascalia posta sotto la fotografia di Pio XII nel museo dello Yad Vashem dal 2005. In una ventina di righe il testo racconta “che eletto nel 1939, il papa accantonò una lettera contro l’antisemitismo preparata dal suo predecessore. Anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano  non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942 non si associò alla condanna espressa dagli Alleati per l’uccisione degli ebrei. Quando vennero deportati da Roma ad Auschwitz non intervenne”
Ma ieri il nunzio ha partecipato all’accensione della torcia della memoria insieme agli altri ambasciatori perché “il mio obiettivo era di richiamare l’attenzione sulla necessità di riconsiderare il modo in cui il pontefice viene presentato. Ottenuto questo scopo, non ho motivo di tenere aperta la questione”. Più che un contrordine dalla SS, pare che siano state le pressanti richieste dei pochi cattolici che lì vivono spaventati da un eventuale, anche se improbabile, isolamento viste le difficoltà che già vivono nelle zone amministrate dai palestinesi. Avner Shalev, direttore del museo ha ribadito la sua amarezza per il tentativo di legare la commemorazione a un dibattito storico e ha detto “la questione di Pio XII è complessa e faremo in modo di essere ancorati alla verità storica più aggiornata”. Per il momento la didascalia resta al suo posto, mentre le comunità ebraiche, tra le quali quella romana, hanno fatto sapere che legano al ricordo di Pio XII una grande amarezza. Certamente non può sfuggire che in appena due anni B16 ha invelenito i rapporti con l’ebraismo, e con l’intervento di Ratisbona ha messo a dura prova anche l’animo dell’islam più moderato. Oltre a tanti focolai che ardono.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


13/4/’07 – Turchia in “Marcia per la repubblica”

Domani migliaia di turchi manifesteranno per le vie di Ankara per ricordare che non si possono distruggere i principi della nazione moderna fondata nel 1923 dal padre della patria Mustafa Kemal Ataturk. Il 16 maggio scadrà il mandato presidenziale di Ahmet Necdet Sezer ,sincero guardiano della laicità. Nuvoloni pesanti e grigi all’orizzonte lasciano intravedere per la successione l’attuale capo del governo Recep Tayyip Erdogan islamico moderato. Alla manifestazione, promossa dall’Associazione per la diffusione del pensiero di Ataturk, parteciperanno esponenti di partiti politici, sindacati, ong, studenti e molte donne che temono di fare la fine di Emina, moglie di Erdogan, che presenzia alle cerimonie pubbliche (anche al funerale di GPII)velata.
Il corteo si concentrerà all’Anitkabir, monumento al padre della patria e simbolo della Turchia moderna. Le università hanno incoraggiato gli studenti a prendere parte al corteo con grande disappunto di Erdogan che ha dichiarato che la situazione è sfuggita di mano.
Mentre i turchi sfileranno per ricordare che non c’è niente di più prezioso della libertà dalla religione, in Italia i cascami della politica partitante si apprestano a varare la nuova formazione cosiddetta partito democratico. Folgorati sulla via di Damasco i saggi del futuro PD, hanno deciso di inserire le radici cristiane nel manifesto fondativo per silenziare i teodem (o hezbollah) . Esponenti della comunità ebraica, già poco entusiasti della politica estera dalemiana e dell’eccessivo peso della chiesa nel governo Prodi, si sono risentiti. Amos Luzzatto, già presidente Ucei (unione comunità ebraiche italiane) dice che il passaggio del manifesto “i valori che ispirano la nostra Costituzione hanno le loro radici più profonde nel cristianesimo, nell’illuminismo e nel loro complesso e sofferto rapporto” è quanto meno infelice. Aver messo sullo stesso piano cristianesimo e illuminismo, dice Luzzatto, è come voler apparentare cani e gatti. Secondo esponenti del Martin Buber–ebrei per la pace, sarebbe bene togliere del tutto questo riferimento anche perché ”queste radici sono un falso storico, bastava richiamarsi alla Costituzione”.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


12/4/’07 – La  via crucis delle donne

L’Eritrea ha annunciato che perseguirà chiunque pratichi la mutilazione genitale femminile. Il 90% delle eritree ha subito questa pratica che è applicata in parecchi paesi dell’Africa sub-sahariana. La Fgm (female genital mutilation) non è una pratica religiosa ed è praticata sia da cristiani che da musulmani. In misure e con modalità diverse viene frequentata dalle donne che vivono nelle tribù dell’Atlantico (Senegal, Liberia, Sierra Leone) al Golfo di Guinea (Togo, Nigeria, Benin) all’Africa centrale fino ai paesi del Corno d’Africa per scomparire più a sud. In Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan la Fgm viene eseguita con le modalità più brutali che prevede il taglio della clitoride, l’escissione delle grandi labbra e la cucitura della vagina - lasciando una piccolissima apertura per i rapporti sessuali penetrativi per far defluire il sangue mestruale - e che viene richiusa dopo ogni parto. La mutilazione, che viene effettuata dalle nonne o da anziane, avviene senza nessuna norma igienica né anestesia su bambine di circa sei anni. La piccola fessura lasciata per far defluire la pipì e il flusso mestruale spesso si ostruisce per la distruzione dei tessuti interni, e i rapporti sessuali diventano molto dolorosi. Inoltre la mancanza della clitoride vanifica qualsiasi ricerca del piacere sessuale. In molti dei paesi prima elencati la Fgm è fuorilegge ma viene tollerata perché è radicata nelle tradizioni e nei costumi. Molti governi, aiutati da ong e da agenzie delle Nazioni Unite, hanno lanciato campagne per sensibilizzare le popolazioni. Nel 2003 nel Somaliland un gruppo legato ad Al Qaeda uccise la cooperante Annalena Tonelli che insieme ad imam moderati aveva lanciato una campagna per l’eradicazione della pratica. In Italia la Fgm è proibita per legge dalla scorsa legislatura (grazie all’impegno dell’allora ministro per le Pari Opportunità Prestigiacomo).
Questa notizia è stata riferita nei giorni scorsi tra le brevissime (ampio spazio invece è stato concesso a B16 che ha ricordato nella consueta via crucis pasquale il dolore delle donne) anche se sappiamo che la pratica riguarda molte bambine che vivono nel nostro paese.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


4/4/’07 – Se a pasqua non vai a Parigi e non sai cosa fare ci sono tre film molto diversi fra loro che a me sono piaciuti.

Frank Gehry : creatore di sogni di Sidney Pollack, con Frank Gehry, Bob Geldof, Denis Hopper, Julian Schnabel
I detrattori dell’architetto Frank Gehry dicono che il suo spettacolare Guggenheim Museum di Bilbao distoglie l’interesse dalle opere che contiene. Penso che sia vero, come è vero che a Bilbao si va soprattutto per quello splendore. La morbidezza delle curve delle sale fanno pensare a delle onde di panna, i ponti di raccordo sono preziose sculture… Il genio di Gehry è descritto dal genio di Pollack, il regista che ci ha insegnato a non fidarci dei maschi girando Come eravamo e La mia Africa, (collezionando Oscar).
Pollack dice di non sapere nulla di architettura e nulla di documentari, ma dopo i primi tre minuti sappiamo che è un bugiardo. Gerhy (nato Goldberg cambiò nome nel 1954 dopo la nascita della prima figlia per non aggiungere all’affanno dell’infanzia il peso di un nome così “ebreo”) parla con Pollack del lavoro, della paura di non farcela, dei continui rinvii. Il regista parla con l’architetto del lavoro, della paura di non farcela, dei continui rinvii. E poi finiscono un film e un edificio.

300 di Zach Snyder, con Gerard Butler, Rodrigo Santoro, Lena Headey
480 a.e.v., passo delle Termopili, Spartani da un lato Persiani dall’altro. Bicipiti e quadricipiti lucidi e scolpiti manco fossimo in palestra. Erodoto? Ma, piuttosto un fumettone. Leonida sa cosa fare: difende la democrazia dai nemici venuti dall’oriente. Gli iraniani si sono molto arrabbiati, probabilmente perché Serse non rappresenta al meglio il grande impero persiano.

Ho voglia di te di Luis Prieto, con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti
Tre metri sopra il cielo è uno dei titoli più belli degli ultimi tempi e Federico Moccia ne ha venduto un milione e mezzo di copie. E il suo secondo libro Ho voglia di te è questo film, che racconta l’amore di Step due anni dopo l’incontro con Babi. Bella la cerimonia dei lucchetti con la chiave gettata nel Tevere per promettersi amore infinito, bella Chiatti e bello Scamarcio. Bello soprattutto se quel giorno abbiamo sedici anni.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


2/04/07 – Aprile è il più crudele di tutti i mesi

Mekka Deutschland è il dossier che il settimanale Spiegel dedica alla “silente islamizzazione” della società tedesca. Nell’inserto vengono presentati casi emblematici a partire dalla sentenza di Francoforte (vedi 27/3/’07). Interessante il caso di un gruppo di cittadini  che si lagnava di essere svegliato all’alba dal canto del muezzin e a cui la Corte federale amministrativa ha dato torto con la motivazione che, per la libertà di religione, i cittadini sono tenuti ad accettare di essere svegliati a ore inopportune. (Per la mia esperienza personale il Municipio XI (Rif. Com) del comune di Roma ha preso analoga decisione con una parrocchia della zona, delegando ai cittadini che, scoglionati, hanno denunciato lo schiamazzo ai carabinieri che hanno proibito la campana elettrica la domenica  prima delle 10.00.)
Sempre nel dossier dello Spiegel  si riporta che il tribunale regionale di una cittadina del sud ha dato ragione ad un lavoratore islamico che voleva turni di lavoro che prevedessero le diverse interruzioni per la preghiera.
Nel 2004 il ministero per le Politiche sociali ha comunicato  che i matrimoni poligami devono essere riconosciuti dal sistema sanitario nazionale se corrispondono al diritto del paese di origine. Inoltre nelle scuole le bimbe sono esentate dall’ora di ginnastica e anche dalla partecipazione alle gite scolastiche perché, secondo il Corano, le donne non possono viaggiare senza un familiare maschio.
L’estremo paradosso della situazione risiede nel fatto che nei paesi d’origine la situazione, in particolare per quanto riguarda le donne, non è così arretrata. L’isolamento in cui vivono gli immigrati nelle nostre città fa si che si creino delle enclave dove hanno spazio imam fondamentalisti che dettano regole alla comunità.
La giornalista Souad Sbai, che fa parte della Consulta islamica istituita presso il ministero dell’Interno, denuncia che in Italia dietro la parola multiculturalismo si nascondono conformismi di destra e di sinistra. Sbai aveva  già fortemente stigmatizzato la deprecabile legge sulla libertà religiosa, in particolare il famigerato art. 11 del progetto Spini che non prevede l’obbligo per il ministro di culto di leggere gli articoli del codice civile sui diritti e i doveri degli sposi e che potrebbe aggirare il divieto sulla poligamia. (vedi 15/1/’07)
Ugualmente preoccupante la dichiarazione del ministro della Solidarietà sociale Ferrero che ritiene poco rilevante il foulard sulla testa delle bambine. Come ha scritto una lettrice del blog di Nogod, il ministro ignora gli schiaffoni che ci sono dietro quei foulard.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


31/03/07 – Il terzo uomo e le inutili stampelle italiane

Nel maggio del ’99 durante il discorso di preinsediamento come futuro presidente della Commissione europea l’attuale presidente del Consiglio italiano evocò l’opportunità di inserire le radici cristiane negli atti costitutivi dell’Unione. La cosa irritò talmente i socialisti francesi da portarli a un passo dal chiedere al resto del Pse di ritirare l’appoggio all’investitura. Irritazione reiterata durante i festeggiamenti per il cinquantenario dei Trattati di Roma quando Prodi ha avuto un atteggiamento eccessivamente condiscendente verso le richieste anacronistiche della SS. Di più, Francois Hollande si è arrabbiato sul serio per la simpatia espressa da Prodi e  dai capetti della Margherita per il centrista Bayrau. Sicuramente Hollande sopravvaluta il peso di Prodi in Europa e l’acutezza della sua  analisi politica, ma non si può che essere solidali con il nervosismo del socialista francese.
Bayrau è emerso nei sondaggi intercettando la preferenza dei francesi delusi dalla politica socialista-gollista che ha tenuto banco negli ultimi trenta anni, rivolgendosi a un elettorato ultracattolico e vagamente razzista. Ma il nuovo non ha tenuto, i suoi progetti si sono dimostrati inconsistenti, non ha attratto nessuna personalità politica e per il momento si è sgonfiato. Sarkozy e Royal hanno compreso l’inconsistenza della sua candidatura e si sono immediatamente riposizionati l’uno a destra l’altra a sinistra bloccandogli ogni spazio. Ora Sarkozy ha proposto la creazione del ministero dell’Immigrazione e dell’identità, e Royal invita i francesi a esporre la bandiera e cantare la Marsigliese. Il terzo incomodo si affloscia, Prodi e i Margheriti si staranno inginocchiando su altri ceci, ma s’avanza lo spaventevole Jean-Marie Le Pen .
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
(vedi anche 11/3/07 – 12/2/07 – 7/2/07 – 3/2/07
)


30/03/07 – Power sharing 

Non dobbiamo consentire che la giusta riprovazione per gli orrori del passato sia da ostacolo a un futuro migliore e più stabile per i nostri figli (Ian Paisley).
Le relazioni tra i popoli di quest’isola sono state segnate da secoli di conflitto e tragedie. Ora c’è un nuovo inizio. Con l’aiuto di Dio (Gerry Adams)

Nel castello di Stormont l’anziano reverendo protestante Paisley si è seduto per la prima volta allo stesso tavolo con Gerry Adams  a capo del cattolico Sinn Fein. L’8 maggio Paisley sarà il primo ministro di un governo nel quale il suo vice sarà Martin McGuinness che nel 1970 era nell’Ira. Impensabile pensare a due estremisti diventati moderati. E’ una pace che non cancella le differenze, ma l’Ira è formalmente sciolta e le milizie paramilitari unioniste smantellate e i soldati del Royal Army tornati a casa. Il tessitore è stato Tony Blair : nel 1988 gli accordi del venerdì santo misero un paletto sulla questione nordirlandese: i protestanti e i cattolici avrebbero governato insieme condividendo i poteri. Appena quattro mesi dopo (15 agosto ’88) una frangia dell’Ira fece esplodere una autobomba a Omagh uccidendo 29 persone. L’intesa del venerdì santo sembrava poggiata sul cristallo ma a distanza di nove anni quel vetro non sembra infranto. Blair ha incontrato tante volte Paisley e Adams , aspettando fino a quando non ha capito che per i due rappresentanti non c’era altra scelta che la trattativa. Il resto lo ha fatto Peter Hain, ministro per l’Irlanda del nord che ha preparato le elezioni del 7 marzo.
Paisley si fece conoscere quando nel 1963 scese in piazza gridando no alla decisione di abbassare la bandiera sul City Hall di Belfast per la morte di Giovanni XXIII perché “i papi sono gli anticristi di Roma”. Gerry Adams è il leader dello Sinn Fein che nel ’70 fu incarcerato e che “partecipando alla tradizione violenta ho un obbligo maggiore nel mettervi fine”.
Per il Financial Times l’8 maggio il premier inglese Tony Blair potrebbe lasciare Downing Street contemporaneamente alla nascita del governo di Belfast. Oggi i più superficiali lo dipingono come un guerrafondaio sodale di Bush, probabilmente è stato il leader  più riformista sulla scena europea.
Tiziana Ficacci
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29/03/07 - Atti contro natura (3)

Ancora il potere ecclesiale ha detto la sua sul modello di famiglia al quale i fedeli e gli italiani, ultima enclave teocratica d’Europa, devono conformarsi pena… ecco giusto quale sono le sanzioni comminate per i reati indicati dalla Chiesa? Secondo un copione scritto e interpretato più volte nella storia dei papi, i peccatori dell’amore extrafamiglia potrebbero, capeggiati da coppie omosessuali, essere condotti in un recinto ben chiuso dall’alba al tramonto e fuori solo per lavoro. Non è ipotesi improbabile visto l’appeal che le parole di Ratzinger l’inquisitore e il generale Bagnasco hanno sulla politica partitante; e , non solo su quella che ha mangiato nella greppia della sacrestia, ma anche in chi si è alimentato in trogoli  diversi: una per tutti la deputata Anna Serafini (moglie di Fassino come stucchevolmente ricorda a qualsiasi giornalista) che con impudenza dice di condividere quello che è scritto nel manifesto del Family day “ritenendo importante lo spirito complessivo della manifestazione, perché la famiglia fondata sul matrimonio è compito primario per la politica dei legislatori” (sic).
Sorprende in questa restaurazione della Chiesa (che per me sta esalando gli ultimi respiri, anche se l’agonia sarà lunga e dolorosa) il silenzio dei cristiani e dei cattolici. Nella scritture non c’è mai questa assertività accomodante . Dio stesso si lamenta continuamente che il popolo non ubbidisce e discute su tutto. I cristiani rivendicano di essere figli di Abramo, beh, io leggo che Abramo contratta con l’Eterno a proposito di Sodoma come farebbe in qualsiasi rivenditore: cinquanta giusti, quaranta, trenta. E addirittura gli dice : Il giudice di tutta la terra non giudica secondo giustizia (Genesi 18,25-32). E niente fulmine sul patriarca, mentre qui un uomo (un po’ chiacchierato) veste i panni del rappresentante di Dio in terra. Non voglio credere che, come sostiene un  libro popolare, i cristiani siano cretini perché, come insegna la statistica, questa religione ha attecchito visto che metà della popolazione mondiale ha una intelligenza inferiore alla media (il che è preoccupante se il  libro è in testa alla classifica dei più acquistati). Voglio continuare a pensare che si ha diritto di non credere o di credere nella statistica, nella religione, nell’oroscopo o nell’amore eterno senza per questo essere giudicati.
Chi persegue la laicità dovrebbe, credo, fare lo sforzo di coniugare democrazia e tolleranza. Una strada che porterebbe al riconoscimento del diritto comune a tutte le persone di essere diverse l’una dall’altra. Non  perché qualcuno   di noi non conosce la verità, ma perché di verità ce ne sono tante: opinioni, gusti, amori, scelte, fedi… 
Tiziana Ficacci
(vedi anche 19/3/’07 – 24/3/’07
)

 

27/03/07 – Stai attenta da chi ti fai menare !

Una tedesca musulmana di origine marocchina ripetutamente malmenata da suo marito, si è rivolta al tribunale di Francoforte per accelerare il divorzio ma la giudice ha respinto la richiesta. Sul sito del Tagesspiegel si è acceso un dibattito dove ci si chiede se in Germania si applica la sharia. Nelle motivazioni della sentenza ci si appella al Corano e si legge che “ in queste culture è usuale che il maschio eserciti il diritto di disciplina. E quindi la donna (la richiedente), seppur nata in Germania, doveva essere a conoscenza quando ha sposato l’uomo (l’opponente)”. Sul sito del Tag , Alice Schwarzer, direttrice di Emma rivista femminista, dice che il sistema giudiziario tedesco è infiltrato da forze islamistiche fondamentaliste. Sembra, scrive la giornalista, che si applichi una falsa tolleranza, una relativizzazione dei diritti umani.
Il Consiglio centrale dei musulmani ha disapprovato duramente la sentenza per questa interpretazione del Corano e per non aver tenuto invece conto della costituzione tedesca. Una sentenza in contraddizione con quanto auspica il ministro degli Interni Wolfgang Schauble che ha detto che i tre milioni di musulmani che vivono in Germania sono parte integrante del paese e devono accettare i valori fondanti dell’Europa.
Fa venire la pelle d’oca pensare che chi ha una religione, spesso solo per motivi geografici, debba essere condannato a essere anche un fondamentalista.
Tiziana Ficacci,
www.nogod.it


26/03/07 – Oggi referendum in Egitto

Gli egiziani oggi sono chiamati a un referendum su un pacchetto di emendamenti costituzionali che sembrano essere un modo per spianare la strada a Gamal figlio dell’attuale presidente Mubarak. Per Amnesty International  le modifiche proposte sono la più grande minaccia alla democrazia egiziana dalle leggi d’emergenza imposte dopo l’assassinio dell’ex leader Anwar el Sadat nel 1981. Alcuni articoli sottoposti al voto regolano la vita politica della nazione, a cominciare dal divieto di dare vita a partiti religiosi che colpisce innanzitutto i Fratelli musulmani, oggi partito illegale che però conta 88 parlamentari (complessivamente sono 454). Inoltre è in discussione la supervisione del processo elettorale da parte della magistratura (art.88), e l’art. 179 che da al presidente poteri straordinari in caso di pericolo del terrorismo. C’è un clima teso in Egitto dove non sono mancate manifestazioni di piazza. La scorsa settimana al Cairo la manifestazione del partito Kifaya (=è abbastanza) è stata dispersa con la forza, ma attraverso i blog sono fissati appuntamenti per altri appuntamenti  in concomitanza col voto e presso le ambasciate egiziane sparse nel mondo. Nel rapporto annuale del Dipartimento di Stato Usa per l’Egitto si legge che il rispetto del governo per i diritti umani è basso. Secondo l’analista americano Marc Lynch solo il 10% della popolazione si recherà a votare.
Tiziana Ficacci,
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24/03/07 -  Atti contro natura (2) *

L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma, la teologia cristiana ignora la natura perché guarda attraverso gli occhiali del creazionismo, che considera le persone e l’universo  un dono di Dio. Sembra un paradosso quindi il richiamo alla natura da parte di chi alla natura non crede.
La chiesa di papa Ratzinger sembra essersi fermata a Agostino “se si offende l’ordine naturale si offende Dio stesso in qualità di ordinatore della natura”. Certo  è difficile coniugare il cristianesimo e la modernità, ma questo papa non sembra avere nessuna comprensione e interesse per la concezione postcreazionista  - e quindi naturale - del mondo e delle persone. Penso a Darwin, a Baruch Spinoza, a Freud, che hanno esposto laicamente scienza e filosofia indicando la strada che può essere percorsa e raggiunta dalla persona. La Chiesa proposta dal teologo Ratzinger, sembra essere determinata a mostrare il fallimento (e la fragile debolezza e incapacità) dell’uomo invece che a cercare un dialogo con il mondo. Questa ambizione teologico-politica è incomprensibile per chi non crede e, penso, anche per molti credenti.
La sicumera mostrata dalla Chiesa deve, secondo me, essere contrastata con l’isolamento. Mi ha colpito una riflessione che Aldo Grasso, giornalista esperto di tv del Corriere della Sera, ha fatto sulla divulgazione scientifica e sul suo decano: “Piero Angela non nomina mai Dio. E non per rispetto, non per non offendere altre religioni, ma semplicemente perché l’ipotesi Dio, un supremo creatore non importa di quale credo, non rientra nei suoi orizzonti scientisti. Angela crede che la cultura scientifica, quella che discende dagli illuministi, sia implicitamente superiore a ogni altro tipo di conoscenza”.

(*) vedi 19/3/’07 
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


22/03/07 – La fredda primavera  delle donne  turche

Il quotidiano Hurriyet scrive che ogni giorno una donna è vittima del delitto d’onore. Per entrare in Europa la Turchia si è impegnata a bloccare la violenza di genere anche attraverso la revisione (nel 2004) del codice penale che condanna in maniera esemplare questo tipo di omicidio; il parlamento, attraverso una commissione istituita ad hoc, ne vigila l’attuazione. Ma, per il parlamento europeo la situazione è ancora lontana dalla correttezza e anche le sentenze emesse dai tribunali sono confuse e nebulose. Per sfuggire alle pene comminate dal nuovo codice, nel paese si è ricorsi all’induzione al suicidio: in una cittadina del sud est curdo in sei anni si sono registrati 165 suicidi, di cui ben 102 di donne. Una situazione paradossale tanto che l’ONU mandò un ispettore che scoprì la nuova forma del delitto d’onore.
“Dinamica dei delitti d’onore in Turchia”, un rapporto dell’Unfpa (United Nations Population Fund, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa principalmente di salute dell’età riproduttiva e contraccezione) disegna un paese bifronte che, se nelle grandi città è moderno e ultralaico, nelle campagne è immerso nella tradizione  religiosa e tribale che condanna le donne alla subalternità. E quello che sembra peggiore è che sono i giovani uomini a perseguire queste anacronistiche tradizioni.
Il Diyanet (Direttorato per gli affari religiosi), per mezzo delle prediche del venerdì, prova a sensibilizzare i fedeli a non praticare violenze sulle donne. Ali Bardagoglu, presidente di Diyanet ricorda che nell’islam non c’è nessuna forma di discriminazione per le donne. Ma, dal rapporto dell’Unfpa leggiamo che la più parte degli intervistati fa riferimento alle tradizioni nazionali e ai principi islamici  che legittimano la differenza di ruoli e valore tra gli uomini e le donne.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


19/03/07 – Atti contro natura

L’espressione contro natura è una terminologia utilizzata comunemente dalla Chiesa cattolica riguardo la morale sessuale. Ma la Bibbia (Antico testamento) considera l’omosessualità contronatura? L’omosessualità, diffusa in quel periodo storico tra i popoli mediorientali, sembrerebbe non toccare il popolo di Israele (protagonista, come ricordo ai lettori di No God, del libro). Vediamo questo passo dalla Genesi:
Lot viveva a Sodoma. Due angeli arrivarono in città e Lot li invitò ad entrare in casa sua per mangiare e riposarsi. Ma all’interno della città si sparse la voce che due uomini bellissimi erano nella casa di Lot.Ben presto una folla di persone, giovani e vecchi, si fermò davanti all’abitazione di Lot. Dove sono gli uomini che sono venuti da te? Falli uscire. Lot comprese che gli abitanti di Sodoma volevano violentare i suoi ospiti, così uscì fuori e con grande sofferenza gridò loro: Vi prego fratelli non compite questa malvagità. Ho due figlie ancora vergini, porterò loro fuori, ma non toccate gli uomini che sono miei ospiti. La folla allora si scagliò contro Lot per sfondare l’uscio, ma i due angeli afferrarono Lot e colpirono la gente di fuori con un bagliore accecante, così essi si affannarono inutilmente a cercare un’entrata (Genesi 19:1-11)
Secondo molti commentatori in questo passo il peccato va ricercato nella concupiscenza di “cosa altrui”. L’omosessualità è comunque da evitare e combattere come prescrive il Levitico :
Non dovrete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con la donna: è una pratica mostruosa (Levitico 18:22)
Perché tanta severità per pratiche così poco conosciute? Probabilmente perché l’omosessualità è intesa come mezzo di culto a divinità pagane, come leggiamo in Deuteronomio 23:17, dove si fa riferimento al prostituto sacro. Però troviamo anche passi delicati e che ci indicano rapporti omosessuali improntati a grande tenerezza. Il primo episodio è riferito a David, futuro re di Israele,e a Gionathan, figlio di re Saul. Il loro è un rapporto intenso e per l’amore che gli portava, Gionathan fece giurare David, perché:
“l’amò più di un fratello” (I Samuele 18:4). E David dopo la morte dell’amico dirà: “Per me il tuo amore era dolce più che l’amore di donna” (II Samuele 1:26). E lo stesso Saul dirà al figlio : “Figlio di una donna perduta! Non so forse  che sei legato al figlio di Isaia, a vergogna tua e a vergogna della nudità di tua madre?”(I Samuele 20:30). David “l’amò come l’anima sua” (I Samuele 18:1)
Leggiamo anche il passaggio in cui Ruth che ormai vedova potrebbe ricongiungersi alla famiglia chiede alla suocera di restare con lei:
Non chiedermi più di abbandonarti! Lasciami venire con te: dove andrai tu verrò anch’io; dove abiterai tu abiterò anch’io. Il tuo popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio. Dove tu morirai, morirò anch’io e lì sarò sepolta. Il Signore dovrà punirmi se io ti lascerò. Solo la morte potrà separarmi da te (Ruth 1:16-20)
Ruth decide di rimanere con Noemi e leggiamo che si unisce a lei (davka bah) proprio come leggiamo nella Genesi quando un uomo lascia padre e madre per unirsi alla donna (davka).
Ci sembra di poter concludere che l'Antico testamento condanna l’omosessualità quando è idolatria, violenza, sopraffazione, ma mai come pratica sessuale contro natura.
Tiziana Ficacci - www.nogod.it


14/03/07 – Er prete? E’ stato sempre quell’omaccio nimico de la patria e der progresso
C. Pascarella, La scoperta dell’America, 1893

L’esortazione Sacramentum Caritatis pronunciata da B16, e che sembra indirizzata solo all’Italia, fa pensare che la chiesa sia in cerca di una restaurazione. Gli ultimi papi hanno tentato, ognuno a suo modo, di rallentare un processo che sanno essere inarrestabile. L’arroganza, la volgarità, il disprezzo, il continuo alzare la voce sembrerebbe indicare una debolezza. Mentre il papa tuona e minaccia sulla dimenticanza dei valori cristiani in una società secolarizzata, sembra non vedere quanto la secolarizzazione ha scavato una strada all’interno stesso della chiesa che ha abbandonato gli interventi spirituali a favore della politica attiva.  I messaggi cristiani si sono infiacchiti, spesso vengono comunicati da preti preposti ai talk show e che parlando di tutto confondono anche i credenti. 
La chiesa, per bocca di B16, ieri ha rivolto una richiesta pressante ai politici italiani. Lo ascolteranno leader di partito che si riconoscono nei valori cristiani ma che contemporaneamente non vivono in armonia con le prescrizioni della SS, ma questo alla chiesa non importa. Non è desiderosa di capire perché  in altri paesi,  non così tallonati dalla religione, ci sono state carriere politiche spezzate per incoerenza tra vita pubblica e comportamenti privati. La chiesa cattolica all’italiana si adatta a qualsiasi cosa, è inflessibile solo sugli omosessuali e sul corpo delle donne.
A questa ennesima ingerenza della chiesa la politica partitante risponde massicciamente che i vescovi hanno diritto come tutti di parlare, e qualcuno ripeterà libera chiesa in libero Stato. Ma per lo Stato essere libero dovrebbe voler dire essere liberale cioè rispettoso della libertà di tutti i cittadini quindi anche dei cattolici. Per la chiesa essere libera significa essere sciolta dai controlli e perciò anche svincolata dall’ essere liberale nel suo interno.
L’esortazione di ieri sembra accanimento terapeutico rivolto a una chiesa irreversibilmente malata, sarebbe bene che i politici italiani non alimentassero il morente.

"""" Ma se io non temo le vostre politiche, quando siano combattute con armi legali, non posso dire altrettanto, ove il clero potesse impunemente valersi delle armi spirituali di cui è investito per ben altri uffici che per far trionfare questo o quell’altro candidato. Allora certamente la lotta non sarebbe più uguale; ed ove si lasciasse in questo terreno pigliar piede e assoldarsi l’uso di queste armi spirituali, la società correrebbe i più gravi pericoli.""""
Cavour, dall’intervento alla Camera del 30.12.1857 

Tiziana Ficacci, www.nogod.it


13/03/07 – Family Day

Forse i commenti dell’Osservatore Romano sulla carnevalesca manifestazione di sabato e sullo sfruttamento dei bambini presenti in piazza lacereranno in maniera definitiva la sottilissima stoffa con la quale un centro sinistra privo di ogni identità ha cucito il ddl Dico. Una proposta antimoderna e, come non ha mancato di segnalare una piazza coesa e composta, infiacchita dalle mediazioni e priva di una qualsiasi idea culturale. Speriamo che i ministri presenti e i messi dei partiti lo abbiano compreso, e soprattutto che non abbiano confuso la cortesia e la gentilezza dell’ospitalità sul palco con una remissiva debolezza e/o partecipazione nei loro confronti. A tratti sembrava, ascoltando gli interventi dei leader dei partiti, che fossero dei carbonari perseguitati  e non dei feroci occupanti di poltrone privilegiate, ai quali, per mancanza di scelta, abbiamo affidato il compito di lavorare per il paese e non di gingillarsi in stupide superfetazioni o funamboliche nuove formazioni partitiche.
Come ha scritto l’Osservatore Romano, la maggior parte degli allegri pagliacci che popolava piazza Farnese, vogliono il matrimonio i confetti e il banchetto di nozze, vogliono adottare figli anche se soli, e le donne vogliono la fecondazione assistita senza subire i 3 ovociti della legge 40.
In piazza Farnese c’erano delle persone che si vogliono bene, fanno sesso, pensano all’eredita e a come riversarsi la pensione; dei veri e propri sostenitori
della famiglia sabato in piazza. Ed è per questo che io ritengo che bisogna partecipare al Family Day.
Io ci sarò, tra Mastella e Binetti, e voglio vedere se questi “cattivi maestri”avranno il coraggio di mandarmi via.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


11/03/07 – In Francia tra medici coraggiosi e ritorno dei cattolici

Nella campagna al cardiopalmo per le presidenziali francesi è entrata l’eutanasia. Duemila medici e infermieri hanno sottoscritto un manifesto nel quale affermano di aver aiutato dei malati a morire con garbo, quando lo hanno chiesto, per porre fine a dolori e sofferenze. In Francia regola la questione la legge Leonetti  (del 2005) che vieta l’eutanasia attiva ma riconosce il diritto a lasciar morire. Il malato, o un suo incaricato, può chiedere l’interruzione delle cure che lo tengono in vita e i medici possono somministrare farmaci per agevolare la fine. La legge Leonetti è l’esito del caso di Vincent Humbert, giovane tetraplegico muto e cieco, che scrisse della sua situazione a Jacques Chirac. Come si ricorderà il giovane Vincent fu aiutato a morire da sua madre, e fece il giro del mondo una foto della coppia ritratta come la Pietà di Michelangelo. Il personale sanitario firmatario dell’appello ritiene che la legge ha bisogno di adeguamenti e chiede di sospendere un processo, che inizierà a giorni, nel quale saranno giudicate una infermiera e una dottoressa che aiutarono a morire una donna malata di cancro in fase terminale.
Il manifesto non cadrà nel vuoto: Ségolène Royal e tutto il suo partito hanno già mostrato disponibilità a una legislazione sulla materia; Nicolas Sarkozy ha dichiarato che davanti alle sofferenze dei cittadini non si può rimanere con le braccia conserte; Francois Bayrou invece considera la legge Leonetti bastevole.
Bayrou, (lasciato dalla sua compagna di partito più nota Simone Veil, sopravvissuta ai campi di concentramento, ex presidente del Parlamento europeo artefice della depenalizzazione dell’aborto) che nei sondaggi distacca di un punto Royal e di due Sarkozy raccoglie molti voti dei cattolici. Bayrou (Udf) viene considerato per cultura e mentalità più a destra di Sarkozy (Ump). In Italia Bayrou è sponsorizzato da Rutelli (con il quale Fassino vuole fare il PD). Oggi il presidente Chirac dirà ufficialmente quale candidato sosterrà.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

11/03/07 – In Italia tra fanatici e stragi di innocenti

Il feto sopravvissuto alcuni giorni all’aborto terapeutico che ha mosso alla compassione la più parte di noi, ha spinto i fanatici a ridiscutere della legge 194 e dell’inviolabilità dell’embrione. La legge sulla interruzione volontaria della gravidanza, pur contemplando l’iniqua misura dell’obiezione di coscienza dei medici nelle strutture sanitarie pubbliche, ha garantito dignità e salute a tante donne.
Sentire ancora delle stragi  compiute da chi sceglie di avere un figlio sano, o che abortisce o usa la contraccezione, è argomento al quale è difficile assuefarsi. Leggo che Antonio Socci in un convegno su “Genocidi e diritti umani” ha dichiarato che ai 200 milioni di vittime dei totalitarismi del ‘900, devono essere sommati altrettanti feti, nonché lo sterminio di embrioni soppressi con la fecondazione assistita o con metodi contraccettivi come la spirale. Per Socci tutti gli embrioni e tutti i tentativi di fecondazione sono persone sterminate. Di più: quando una donna usa la spirale, l’ovulo fecondato vive un paio di giorni nelle tube e tre giorni nell’utero, dove l’ambiente reso ostile dal contraccettivo gli impedisce lo sviluppo. Secondo il perverso conto del fanatico Socci una donna in circa trenta anni fecondi potrebbe sterminare almeno 300 figli… Un pazzo isolato? No, quando sento che la Regione Lombardia ha approvato una normativa per la sepoltura obbligatoria dei feti abortiti. Penso a una donna provata dall’intervento, o dal fallimento del proprio corpo, o da un  aborto tardivo per malformazione, che si sente chiedere le disposizioni per il funerale.
Come ha scritto Litta Modignani su Kolòt : “E’ fanatismo religioso? Oscurantismo medioevale? Delirio mistico? Dogmatismo ideologico? Superstizione?”
Non è più tempo di caccia alle streghe, ma Socci e i suoi accatastano fascine.
Tiziana Ficacci,
www.nogod.it

 

9/03/07 - Ciao core. Ovvero me la canto e me la sono.

Molto interessante la rilettura dell’intervista che il matematico Odifreddi fa della sua intervista sulla Stampa (guarda 3/03/07)  dove aveva affermato che Israele era uno stato fascista. Per chiarire la sua posizione cita un brano del libro “rimane il fatto che l’esistenza stessa di Israele si fonda su una pretesa continuità storica che risale in ultima analisi a una supposta promessa divina. Qualunque cosa si pensi su Israele, non si può negare che sia la commistione fra politica (l’esistenza di uno Stato) e religione (l’assegnazione divina di una terra) ad avvelenare il dibattito sulla Palestina” . Sembra un passaggio un po’ veloce per giustificare un giudizio così netto e condotto all’oggi, passaggio che Odifreddi potrebbe approfondire  leggendo le origini del comportamento del sionista (non fascista) e ultralaico Herzl, la dichiarazione Balfour, le motivazioni delle Nazioni Unite, su qualsiasi manuale. Del resto sostenere “il mio libro si interessa di Israele soltanto in maniera strumentale per il ruolo che il Vecchio Testamento ricopre nella fede cristiana”, è una frase un po’ offensiva. Sembrerebbe quasi di capire che un presunto vizio di origine faccia velo ad Odifreddi del fatto che il paese sia un esempio di democrazia e trasparenza. Pensa forse lo scrittore che sarebbe possibile in quel paese fascista un senatore omofobico? O che sopravviva un politico molestatore? O un ministro con bella moglie presidente di una regione? Tutte queste cose avvengono in Italia, paese che giustamente non viene giudicato fascista. E cosa è poi l’antisionismo per il quale lo scienziato cita a suo maestro Chomsky (maestro anche di Turigliatto)? E’ negare agli ebrei un diritto fondamentale che rivendichiamo e giustamente  accordiamo alle altre nazioni del globo. E’ una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei. In poche parole è antisemitismo… diceva Martin Luther King.
Mi sorprende un po’ che Odifreddi definendosi un logico dica “credo che la verità stia da una parte o dall’altra, e che quando in una disputa uno ha ragione l’altro ha torto”. Immagino che queste sicurezze unite alla metodologia cattolica utilizzata per affermare le sue idee, siano l’eredità dell’educazione religiosa che ha avuto fino alla tarda adolescenza e di cui non si è ancora liberato, e che addirittura muove alla tenerezza  nel suo tentativo goffo di paragonarsi a importanti scrittori (Augias, Dawkins) così come i cattolici che parlano per nome e conto dell'altissimo.
Da non cristiana ho  considerazione del dibattito, del confronto, del dubbio,  del ripensamento, degli altri.
Tiziana Ficacci


7/03/07 – Va via diavolaccia !

La chiesa spagnola continua ad alzare la voce per colpa della licenziosa immissione tra le materie curriculari della scuola spagnola dell’educazione civica (vedi 20/2/’07). E’ quella materia, ormai persa nei programmi scolastici italiani, che ti insegna l’ uguaglianza tra uomini e donne, il riguardo per gli anziani e per i bambini, la convivenza tra culture diverse, il rispetto dell’ambiente, i diritti della persona, la considerazione critica dei pregiudizi antisemiti, xenofobi, razzisti, sessisti, omofobi. La chiesa cattolica i pregiudizi li percorre tutti, ma in questa stagione indossa bene l’omofobia. Nel documento licenziato dalla Conferenza episcopale spagnola, leggiamo: “Il nuovo concetto di omofobia è parte dei contenuti dell’insegnamento. Un concetto che nasconde una visione di costituzione della persona più legata al cosiddetto orientamento sessuale che al sesso. Quindi il sesso, cioè l’identità come uomo o donna, è soppiantato dal genere proprio quando si formano i criteri secondo cui si valuterà la coscienza morale dei giovani studenti”.
La chiesa chiede allo Stato spagnolo di esentare le scuole cattoliche dall’insegnamento della educazione civica nelle scuole cattoliche in quanto l’insegnamento della materia “entrerebbe in contraddizione con il carattere della morale cattolica e lederebbe il diritto alle libertà di insegnamento e di religione” . Sforzi legittimi, quelli della chiesa spagnola, per vietare ai giovinetti la pericolosa pratica della civiltà.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


6/03/07 – Leggi razziali ?

Accumulare luoghi comuni sull’omosessualità, come la devianza della personalità o la pedofilia consumata nel buio dei cinema  (forse erano sacrestie ?), con l’intento di affossare il ddl Dico, sembra qualcosa di più di una semplice manovra partitica. Ricordano, questi infami pettegolezzi, la Francia di Dreyfus e la diffusione dell’antisemitismo in Germania.  Gli ignobili interventi, che in qualsiasi altro paese avrebbero comportato una immediata espulsione dal Parlamento e/o dagli eventuali ordini professionali, sono spregevoli come ogni diffamazione di persone innocenti, e in più possono provocare conati di inciviltà come sempre succede quando si aggrediscono le minoranze. Non stupisce che questi novelli Hamàn (*) in barba al popolo italiano che con dolo dicono di rappresentare, agiscano in nome  e per conto della S.S.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

(*) E' il prototipo dei persecutori del popolo ebraico


3/03/07 -  I pregiudizi del razionalista

Israele è uno stato fascista. E’ la presuntuosa dichiarazione di Odifreddi (nella sezione libri del sito, scheda di Perché non possiamo essere cristiani) intervistato da Mario Baudino per La Stampa. Il giornalista gli fa presente che il fascismo comporta il partito unico, e  Odifreddi risponde, allora è un paese di destra.  Due cose: il professore dimentica che uno Stato non è di destra o sinistra, in caso lo sono i governi, e la destra non è automaticamente fascista. Inoltre, forse il matematico lo ignora, Israele non è mai stato governato da partiti di estrema destra o religiosi. Per motivare la sua partecipazione ai più banali stereotipi antiebraici, lo studioso dice ovvietà come “non sono antisemita: sono uno scienziato e perciò non credo alle razze. Ma sono antisionista”. Baudino gli ricorda come Theodor Herzl, fondatore del sionismo, fosse laico e lo scienziato risponde: “Non importa, il risultato è che oggi Israele è uno Stato fascista”.
Odifreddi si mostra invece molto “politicamente corretto” davanti all’islam del quale, nel libro, non parla.
Probabilmente questo saggio, che pure contiene analisi estremamente condivisibili  sul peso della chiesa nel nostro paese, non gioverà alla causa di chi si batte per la laicità o chiede rispetto per l’ateismo, per la superficialità delle critiche alle scritture  (antico e nuovo testamento) che andrebbero fatte con maggiore conoscenza, anche storica, delle stesse.  Spiace che il razionalista Odifreddi sia così assertivo con le teorie dell’antigiudaismo così diffuse nel cattolicesimo che, condivisibilmente, critica. Tiziana Ficacci, www.nogod.it


2/03/07 – Famiglie naturali

Al Museo di storia naturale di Oslo (Norvegia),  è in corso una mostra dal titolo Contro natura? Un viaggio nel mondo animale dove il modello sessuale offerto dalla natura non è univoco. Seed, mensile scientifico americano ha pubblicato una lista di 450 mammiferi, uccelli e insetti che si accoppiano tra esemplari dello stesso sesso. Ne elenchiamo qualcuna.
Le scimmie Bonobo sono quasi tutte bisessuali e risolvono i conflitti facendo sesso; le femmine del Macaco giapponese formano coppie omosessuali, mentre i maschi solo occasionalmente hanno rapporti fra di loro. I maschi della Balena grigia si accoppiano anche cinque per volta mentre nuotano. Periodi lunghi di omosessualità sono vissuti dal Delfino a naso di bottiglia, mentre è frequente il corteggiamento tra maschi della Giraffa che si strofinano il collo prima di accoppiarsi. Prima di arrivare alla maturità sessuale il Tricheco maschio si accoppia solo col suo genere, e il 9% delle Antilopi kob femmine si accoppiano solo con le congeneri. Scelta inevitabile invece per il Bisonte americano, perché la femmina si accoppia solo una volta all’anno. Ma il simbolo  rimane l’elegante Cigno nero: oltre il 20% è omosessuale e i pulcini sono allevati dai due genitori dello stesso sesso che, tra l’altro, si rimangono fedeli.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Borat, è la storia di un giornalista kazako che compie un viaggio in America. Falso giornalista, falso documentario, realissimi gli Usa. Borat, o meglio Sacha B. Cohen racconta la xenofobia,il razzismo, l’omofobia, la meschinità e la stupidità umana, segnatamente quella americana. Alla Festa del Cinema di Roma venne accolto tiepidamente (è poco corretto ridere di un film politicamente scorretto) tranne da me che ridevo scompostamente. Negli Stati Uniti è piaciuto parecchio. Vedremo se il doppiaggio di Pino Insegno manterrà la sua lingua inventata (in realtà un pasticcio di ebraico  e anglopakistano). Finalmente da oggi il film è anche nelle sale italiane. Tiziana Ficacci


28/02/07 -  Un Oscar tra Clinton e Obama

Al Gore, ritirando il meritato Oscar per il documentario  Una scomoda verità (*), ha finto di annunciare la sua candidatura alle presidenziali del 2008. Il cuore di Clinton e Obama deve aver perso un battito. Come si ricorderà nel 2000 Gore perse la competizione con Bush per un pugno di voti; con stile non ha schiamazzato per  la riconta dei voti (che in Florida sembravano assai dubbi), è tornato in Tennessee con la sua Tippy e ha continuato ad occuparsi di ambiente. Purtroppo gli anni hanno lasciato qualche chilo di troppo sul  fisico da Superman, ma la lezione del suo documentario  ha rinnovato il fascino che aveva durante la conferenza sulla popolazione del Cairo (’94) mentre parlava del pericolo sovrappopolazione. Adesso è amato dai liberal e da Hollywood manco fosse una rock star. Al contrario di Hillary Clinton è sempre stato contro l’intervento in Iraq, al contrario di Barack Obama ha una notevole esperienza. Gore dice di non avere nessun progetto riguardo alla candidatura, ma in agenda ha tre appuntamenti che sembrano smentirlo: il 21 marzo avrà una audizione al Congresso sull’effetto serra; a maggio uscirà il suo libro L’assalto alla Ragione con conseguente tour per la presentazione; il 7 luglio sarà il patron del concertone Live Earth. Anche Bill Clinton nel 1991 aspettò la fine dell’anno per candidarsi.
A noi della provincia piacerebbe Al Gore presidente, un uomo che - per il momento - non ha in agenda nessun appuntamento con Dio.

(*) - Oscar anche alla canzone che accompagna il documentario, I Need to Wake up cantata da Melissa Etheridge. La cantante ha avuto un surplus di foto quando ha baciato appassionatamente la moglie con la quale ha due gemelline. Tiziana Ficacci, www.nogod.it


26/02/07 – Family Pride

La Corte di Cassazione francese ha detto no alla donna che desiderava l’adozione del figlio biologico della compagna. Per i giudici solo il matrimonio (e non la coppia pacsata) permette la condivisione della genitorialiatà. Ma oggi in Francia il matrimonio per le coppie omosessuali non è ancora praticabile. La decisione della Cassazione non impedisce ai singoli (gay o no) di adottare un bambino. Naturalmente la sentenza è entrata in campagna elettorale. La socialista Royal ha già detto che se verrà eletta il matrimonio e l’omoparentalità sono in agenda. Lo chiracchiano Sarkozy ha promesso un contratto di unione civile che rafforzi l’uguaglianza dei diritti di successione, sociali e fiscali ma esiterà per l’adozione. Il centrista Bayrou si oppone all’adozione piena per i gay, mentre Jean Marie Le Pen del Front National è contrario all’omoparentalità così come a qualsiasi unione diversa da quella tra un maschio e una femmina. Nel frattempo Ségolène Royal ha allargato la sua famiglia, chiedendo soccorso ai rivali delle primarie, Strauss Kahn e Fabius, al grande sconfitto del 2002 Lionel Jospin, che porterà con sé i vecchi ministri del governo Mitterand.
Ursula von der Leyden, ministro della Famiglia, vuole incrementare la natalità (1.36) in Germania. Intanto lei ha 7 figli e si vanta di non aver mai smesso il suo lavoro di ginecologa. La ministro ha annunciato che gli asilo nido triplicheranno entro il 2013 e questa bella notizia ha scatenato polemiche nell’ala destra del governo di Angela Merkel. Proprio contro le donne, che alleggerite dal peso dei pupetti si butterebbero a capofitto nel lavoro. Più o meno giudizio condiviso dalla retrograda chiesa cattolica tedesca.

Il dibattito sulla famiglia che il ddl Dico ha innestato ha dato la stura a volgarità e cattiverie che hanno ferito i sentimenti di molti di noi. Le pesanti discriminazioni che ancora oggi in Italia colpiscono gli omosessuali ci hanno fatto velo delle offese che sono state rivolte alle persone singole, alle madri sole, agli anziani, alle coppie senza figli, ai bambini con un solo genitore. La famiglia - quella che gode di diritti, attenzioni e rispetto – è solo quella con un maschio una femmina e almeno due figli.

Un gioco pericoloso  innestato dalla politica partitante che rischia di isolarci dal resto del mondo civile, ma che, se non ci stanchiamo, potrebbe portare alla fine di questa classe politica.    
Tiziana Ficacci, www.nogod.it


25/02/07 – La notte degli Oscar

Ricordate Ellen, la simpatica protagonista della sit com circondata da una famiglia di amici scombiccherati, da una madre ansiosetta, da vicini di casa sfigatelli? La pavida televisione italiana mandava la divertente serie (ben 3 Emmy Awards) in orari da Nosferatu perché, quando la mamma per l’ennesima volta reclama marito e nipotini, Ellen esasperata risponde Yep, I’m gay.
Nell’aprile del 1997 Time dedica la copertina a Ellen DeGeneres titolando,Yep, I’m gay, e la definisce la donna più simpatica (e coraggiosa) degli Stati Uniti.
DeGeneres questa sera sarà la prima donna omosessuale (dichiarata) che presenterà la notte degli Oscar, un appuntamento seguito da un (1) miliardo di persone. Gli occhi sono puntati sui suoi abiti, ma lei dichiara che non abbandonerà il suo stile da maschietta e indosserà un tailleur pantaloni preparato da Gucci e scarpe stringate. Col suo contagioso sorriso dichiara che la bella della coppia è la sua compagna Portia De Rossi (una degli avvocati della serie tv Ally McBeal), corteggiatissima dagli stilisti.
Destò qualche acido commento una sua foto del ’97 alla Casa Bianca mentre dava la mano a Clinton e contemporaneamente cingeva la vita della sua fidanzata di allora. Con Sharon Stone (bellissima) interpreta nel 2000 una coppia gay che vuole un figlio nel telefilm If These Walls Could Talk, e sempre con Stone posa per la rivista della lobby gay Advocate. Nel sito www.oscar.com, leggiamo la inevitabile domanda: “è orgogliosa di essere la prima gay a presentare gli Oscar?” “Non so, io dimentico di essere gay. Mi vivo come una persona. Il sistema delle catalogazioni per definire gli esseri umani è un gioco pericoloso, perché rischia di prevalere sulla persona… il mondo sarà migliore quando smetteremo di avere bisogno di queste caratterizzazioni”.
Yep, Ellen, il mondo potrebbe essere meglio senza schemi. Tiziana Ficacci 

Alla notte degli Oscar ci sarà il produttore David Geffen, in questi giorni al centro di una controversia tra Clinton e Obama. Geffen in una intervista al NY Times, ha dichiarato che Hillary potrebbe essere facilmente battuta dai repubblicani. L’ala hollywoodiana dei democratici - tra cui il potente Steven Spielberg - un tempo stretta intorno a Clinton (Bill), a sorpresa ha organizzato una raccolta fondi per Obama. Dallo staff di Hillary è partito un razzo per Obama con l’invito di rifiutare i soldi per rispettare l’impegno a non attaccare i colleghi di partito. Controrazzo di Obama che si dice attaccato da un senatore della Carolina sostenitore della collega che sparla di lui perché nero. 


23/2/’07 – Femmine

Usa - La nazione nella nazione, cioè gli 80 milioni di evangelici, sono il tema del documentario Friends of God. La regista è Alexandra Pelosi, figlia di Nancy la speaker della Camera. Pelosi, camera a spalla, è andata a vedere che fanno, come vivono, come si organizzano i soldati di Dio. Lo stile del documentario rimanda a Michael Moore di Farhenait. Si inizia con una funzione in una arena di 25.000 adepti, diversi per età e etnia. Ted Haggard, dell’associazione nazionale degli evangelici, dichiara che i seguaci sono persone normali, rinati nella fede in Cristo, felici perché fanno tanto sesso con le mogli, più di due volte al giorno. Ma Haggard, ci informa la documentarista, non svolge più incarichi nell’associazione perché coinvolto in un giro di prostituzione omosessuale. Viene intervistato l’omofobico Jerry Falwell, individuato come il serbatoio elettorale di Bush. Inquietante l’intervista al miliardario che costruisce croci enormi a 25 mila dollari (e le vende). Friends of God è stato trasmesso, con successo, dalla rete Hbo (quella di Sex and the city).
Messico – A Ciudad de Juarez, città sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti, si sono verificati omicidi seriali di donne. La mattanza iniziò il 23 gennaio 1993. Da quella data c’è stata una media di 2 assassinate ogni mese. Le ragazze vengono violentate e strangolate. Ma da chi? Si sospetta di una setta religiosa che agisce in combutta con datori di lavoro corrotti. E probabilmente dentro il sistema di sicurezza messicana potrebbero esserci persone coinvolte. Le donne di  Ciudad de Juarez non hanno gradito il film Bordertown che Jennifer Lopez ha fortemente voluto e per la cui interpretazione ha ricevuto il premio Amnesty International al Festival di Berlino. Dicono, gli abitanti della città messicana, che JLo sfrutta la vicenda per farsi facile pubblicità mentre loro hanno bisogno di sapere la fine delle loro figlie. Ma questo non compete alla bella JLo. Tiziana Ficacci
(Guarda anche 22/1/’07)


22/02/07 – Scelte

CEI – Sembra ormai deciso che il posto di Ruini sarà occupato da Angelo Bagnasco. 64enne, nel 1998 diventa vescovo di Pesaro e si fa notare affermando che sull’aborto anche il padre deve avere diritto di veto. Nel 2003 è ordinario militare, inaugura chiese in Kosovo, Bosnia, Afghanistan e Iraq e fornisce ai militari un librino di preghiere di 511 pagine. Nel 2006 arriva a Genova, dove si distingue per il boicottaggio al Festival della scienza troppo “scientista”. Da abile politico instaura buoni rapporti con il sindaco ds dal quale riceve per la Curia un posto per la Fondazione Carige (banca locale) in quota alla regione. L’ufficializzazione della nomina è attesa per la prima settimana di marzo.
Bertinotti – Venerdì il presidente della Camera Bertinotti, il subcomandante Fausto, il già segretario di Rifondazione Comunista, partirà per il Monte Athos. Il viaggio, insieme all’amico Sergio Valzania direttore dei programmi radio Rai, sarà un percorso spirituale e di preghiera, preparato dal presidente con cura, discusso in un colloquio col cardinale Achille Silvestrini, lodato dal cardinale Ersilio Tonini. Forse la crisi di governo bloccherà il viaggio.
Famiglie cattoliche – Sembrava che il 25 marzo piazza San Giovanni sarebbe stata una replica di Madrid, quando il 18 giugno 2005 i vescovi portarono in strada due milioni di persone contro le riforme del diritto di famiglia zapaterista. Invece pare sembra si dice che associazioni cattoliche vicino al governo abbiano sconsigliato il raduno. In attesa della nota di Ruini e soprattutto in attesa di capire che governo ci sarà.
L’ipotesi che il voto negativo del senatore a vita Andreotti sia stato un escamotage per far cadere il governo prima dell’arrivo dei Dico (nel caso la colpa sarebbe stata attribuita alla chiesa), è avanzata da molti commentatori.
Tode Ti – A Roma il 20 febbraio 1994 spariva il Gesù bambino dell’Ara Coeli. La statuina, si dice scolpita con il legno dell’ulivo del Getsemani, raffigura un bambino paffutello completamente rivestito in oro. La sua scomparsa colpì i romani perché leggenda vuole che le sciagure si sarebbero abbattute sulla città. Valerio Esposito, giovane regista romano, ha presentato alla Casa del Cinema di Roma un noir che prende le mosse da quel fatto. Il film Tode Ti racconta la storia di una banda di criminali assoldata dalla polizia per ritrovare la statua in cambio di una ripulitina alla fedina penale. Il furto del Gesù bambino, nell’avvincente sceneggiatura, è stato commissionato da politici italiani. Un noir romano parecchio suggestivo.
Nella chiesa Ara Coeli continua ad essere venerato il Gesù bambino-copia, e a Roma non è successo niente di tragico. Tiziana Ficacci


21/02/07 – Prove di ecumenismo (?)

Secondo il Times la chiesa anglicana è così impaurita dalla secolarizzazione al punto di arrivare a farsi annettere da santa romana chiesa. E’ una storia iniziata nel 1960 con un incontro fra Giovanni XXIII e l’arcivescovo di Canterbury Fisher. Ma poi, la decisione degli anglicani negli anni ’80 di ordinare sacerdoti femmine, portò a uno stop. Ma questa volta, sempre secondo il Times, la paura da parte degli anglicani della secolarizzazione e dell’aumento del radicalismo islamico ha portato ad una accelerazione all’ipotetica svolta. Il documento stilato dalla International Anglican-Roman Catholic Commission for Unity and Mission dice che “bisogna concentrarsi sulle comuni iniziative unendo le forze per contrastare l’espansione del laicismo e dell’islam radicale, superando le questioni dogmatiche che tanto hanno diviso le due rive”. Pare comunque complicato arrivare al riconoscimento del papa romano come capo della chiesa cristiana da parte di Rowan Williams attuale capo della chiesa anglicana, già impegnato a gestire lo scisma dello scorso dicembre con la potente diocesi africana di Peter Akinola.
Il Times annuncia una nota dai responsabili vaticani dell’ecumenismo a breve. Tiziana Ficacci
(vedi anche 2/01/07)


20/02/07 – Sorridi sei in Spagna (4)

Le riforme volute dal governo guidato da Zapatero (dal divorzio veloce al matrimonio) hanno portato vescovi e sacerdoti a sfilare per le strade come tanti "diliberti". 
Nella prima fase della transizione post-franchista la Conferenza episcopale spagnola aveva avuto un ruolo nell’isolare le forze più retrive e reazionarie del vecchio regime. Negli anni ’80, già regnante Giovanni Paolo II, il primate di Spagna cardinale Terancon, si diceva preoccupato per il riemergere delle tendenze conservatrici della chiesa come reazione alla vittoria del Partito socialista (Psoe). Scriveva Terancon: “un socialismo moderato non è un male… non si deve tollerare che le idee religiose dividano gli spagnoli nella loro vita civile”. Va ricordato che dopo il franchismo la chiesa aveva favorito la legalizzazione di tutti i partiti, tollerato il divorzio nel 1981 (approvato da un governo Ucd-Unione di centro democratico col sostegno Psoe) e il voto contrario di Alleanza popolare.
La chiesa spagnola torna a richiudersi dopo la vittoria del socialista Felipe Gonzalez nel 1982 (che nel 1985 introduce l’aborto). Una nota di GPII del 1990 esprime “perplessità per una Spagna cattolica che produce vittorie socialiste. Che approva aborto, parla di eutanasia, leggi civili che configurano una cultura anticristiana”.
Sondaggi commissionati da Jose Maria Aznar , dimostravano una separazione tra società civile (con una spaccatura non solo fra i cattolici, ma anche nel clero) e la chiesa ufficiale sorda al dolore e alla sofferenza delle persone reali e preoccupata solo di sé.
La società laica e plurale e la tradizione patriarcale sono esplose in Spagna.
Presto succederà anche in Italia. Tiziana Ficacci
(sulla Spagna vedi 14/2 – 28/1 – 9/1)


18/02/07 – Belle famiglie europee

Civilisations at War in Europe è una pubblicazione che, usufruendo dei fondi europei, ha in copertina il logo del Parlamento europeo. E’ opera dell’eurodeputato polacco Maciej Giertych, leader del partito ultracattolico Lega delle famiglie polacche. Lo studio illustra le differenze biologiche tra ebrei e gentili spiegando il perché non sia possibile la permanenza degli ebrei in Europa. Secondo l’autore gli ebrei sono pericolosissimi in quanto non avendo caratteri somatici ben distinti (una presa di distanza dai manifesti della razza di Mussolini e Hitler), vagano da un paese all’altro, e quando ci sono guerre, alla fine delle ostilità quelli che si trovano negli stati vincenti si prodigano affinché quelli che vivono  in paesi perdenti siano comunque ben trattati. E ancora: “gli ebrei si aiutano tra loro, mentre noi cristiani lottiamo per i nostri valori e questo dimostra che non c’è intesa possibile tra queste civilizzazioni”.
L’eurodeputato Maciej Giertych ha un figlio, Roman, che è ministro dell’Educazione nel governo dei gemelli Kaczynski. La classe politica polacca spande la sua mefitica aria nazionalista e ultracattolica fino a Strasburgo. Ad esempio organizzando una mostra antiaborista nelle stanze del Parlamento europeo che è stata subito fatta rimuovere.
Non esiste un controllo sulle pubblicazioni dei parlamentari europei, ma la eurodeputata socialista francese, Martine Roure, ha comunicato che consulterà dei giuristi per sapere come perseguire la pubblicazione antisemita.
Non sorprende che gli eurodeputati italiani non hanno reagito a quanto successo a Strasburgo.
Del resto nessuno (politico o media, i due tumori italiani) ha rilevato che nel documento proposto qualche giorno fa da AN e definito politeista, si legge “In Italia in nessuna epoca hanno mai attecchito né in ambito religioso , né in campo politico, forme gravi di intolleranza e razzismo”. Un colpo di spugna sulle leggi razziali del 1938.
Tiziana Ficacci 
   

18/02/07 – Pastorale americana

Il repubblicano Rudolph Giuliani è il candidato alle presidenziali Usa 2008 più “chiacchierato”. Sembra, alla sua parte, poco conservatore e non è amato dalla destra religiosa. Contro di lui le posizioni etiche e sociali: è pro aborto, pro matrimonio per tutti, pro regolamentazione del porto d’armi. Sotto osservazione anche la sua vita privata: tre matrimoni, una lunga convivenza in casa di una coppia gay, travestimenti (anche da donna) durante i gay pride dove ha partecipato come sindaco di NY. E, soprattutto, nei suoi interventi non parla mai di Dio, anzi l’unica volta che ha citato l’eterno è stato per raccontare una barzelletta. I conservatori hanno riabilitato il mormone Mitt Romney (vedi 2/1/’07) (da governatore del Massachussets aveva promosso i matrimoni gay e mostrato apertura all’aborto per necessità) che dopo gli sforzi fatti per far accettare la sua peculiarità religiosa, adesso si propone come credente che può naturalmente comprendere le istanze di fede degli altri. Certo è che il presidente del Family Research Council ha paragonato Giuliani all’inquinamento del fiume Potomac, che scorre, inquinato, al lato della Casa Bianca. Ma Giuliani gode anche di sostegni pesanti, come quello di Rupert Murdoch che lo chiama “the America’s mayor”, considerandolo l’ottimo del mondo conservatore sulle tasse, sul crimine, sui giudici, sui contributi alla scuola, sul welfare. O quello del Wall Street Journal che lo individua come unico candidato in grado di ribaltare la geografia politica degli Usa. La lobby ebraica, che pure è orientata su Hillary Clinton, non dimentica come nel 1995 Giuliani chiuse le porte ad Arafat ad un party Onu dopo che il leader palestinese infranse le speranze del mondo facendo fallire i colloqui di pace promossi da Bill Clinton, e che l’11 settembre rifiutò 10 milioni di dollari da un esponente della famiglia reale saudita.
Non sorprende invece il grande appeal che nel nostro paese sembra avere Barack Obama (vedi 25/1/’07) che richiama il “buon” politico alla Martin Luther King in salsa veltroniana. La sua posizione in merito alla religione sembra molto simile a quella dell’attuale presidente Bush.(vedi 8/2/’07) Al momento la grande preoccupazione di Obama è la sua ossessione per le bionde intese come sigarette. Ha promesso di smettere di fumare e gli americani, se ne può essere certi, vigileranno. Tiziana Ficacci


16/02/07 - Matrimoni gerosolimitani

In Israele - Nogod ne parlò lo scorso dicembre - i matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso vengono riconosciuti; ma la strada per arrivare al matrimonio in patria è in salita.
Infatti in Eretz Israel il matrimonio civile non esiste perchè compete alla sfera del rabbinato. Cioè è regolato (come le norme sulla conversione, lo shabbat, la sepoltura, la kasherut), secondo l'Halakah, la legge ebraica.
Ma Israele è un paese laico e la regolamentazione solo religiosa del matrimonio è contestatissima anche dagli osservanti che la ritengono un inutile privilegio (anche economico) che lo stato laico paga allo stato religioso.L'omosessualità nel paese certamente non è un tabù. Diversi deputati della Knesset sono dichiaratamente gay, così come molti esponenti dell'esercito. Dan Halutz che fino a un mese fa era a capo delle Forze Armate, si è dovuto scusare pubblicamente nel tg di massimo ascolto per una battuta sulla permalosità dei gay.
Il primo ministro Olmert ha una figlia gay e non manca di sottolinearlo nelle interviste.Anche se non esiste una legislazione ad hoc sulla materia, ai conviventi omosessuali sono stati riconosciuti dai tribunali israeliani diritti avanzati in materia di eredità e assegni familiari. Nel 2005 la Corte suprema ha dato l'ok per le adozioni ai genitori dello stesso sesso.
A Gerusalemme molti giovani palestinesi frequentano l'Open House, polo di attrazione per la comunità gay, sfuggendo per un pò all'omofobia del loro paese. Tiziana Ficacci

14/02/07 – Sorridi, sei in Spagna (3)

La chiesa torna a incrociare le lame con Zapatero.
Lo scorso anno è stata approvata la nuova legge sulla scuola che, tra altri provvedimenti, ha introdotto l’educazione civica e ha eliminato l’obbligatorietà dell’ora di religione rendendola quindi irrilevante ai fini della valutazione degli studenti. Il Partito Popolare aveva, senza particolare calore, provato a porre degli emendamenti, ma il governo, reso fortissimo dal sostegno dei media, non ha avuto ripensamenti. Neanche dopo l’abboccamento di B16 con l’ambasciatore presso la Santa Sede che, con un po’ di imbarazzo, ha dovuto riferire le parole del primo ministro “la Spagna è un paese aconfessionale e non imporrà mai l’insegnamento della religione ai bambini che non lo vogliono”. Quando si è immersi nella cacca fino al collo ci si aggrappa anche al fil di fumo. E così la chiesa è partita all’attacco dei manuali di educazione civica dove due mamme o due papà sono una famiglia. E che i bambini siano posti davanti a questa realtà per la chiesa, spalleggiata dal foro della famiglia, è troppo. I vescovi spagnoli hanno annunciato un manifesto (che sarà pubblico alla fine della riunione della commissione permanente della conferenza episcopale che si svolgerà dal 27 febbraio al 1 marzo) sull’insegnamento dell’educazione civica. Intanto il foro della famiglia ha chiamato i genitori all’obiezione di coscienza (non concessa) della materia per salvare l’educazione morale dei propri figli. Tiziana Ficacci
Sulla Spagna vedi anche 28/1–9/1

14/02/07 – Santa Sede

In attesa della nota annunciata da Ruini, si ipotizza che la Cei possa rifarsi ad un documento licenziato da Ratzinger nel 2003, non ancora B16 ma prefetto della congregazione per la dottrina della fede. Il titolo del documento “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, e affronta la condotta dei politici cattolici davanti a legislazioni favorevoli alle unioni omosessuali. Leggiamo “se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria… il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge”. Tiziana Ficacci

14/02/07 – A casa nostra

Per l’Istat le coppie di fatto sono 500mila (non censite quelle omosessuali), sovente con bambini. Nel 2005 sono stati rilevati 250mila matrimoni contro i 419mila del 1972. Più di un matrimonio su tre non è religioso. I bambini nati fuori dal matrimonio sono il 15%, quasi 80mila l’anno, il doppio di dieci anni fa.
 


12/02/07 – Douce France

Mentre in Italia si “battezzava” il fiacco DICO, otto milioni di francesi assistevano ad un dibattito tv dove Sarkozy  rispondeva alle domande del pubblico; il momento di massimo ascolto si è avuto sulle domande sul matrimonio omosessuale e diritto all’adozione. Sarkozy ha detto no al matrimonio ma anche no a qualsiasi forma di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Vorrebbe irrobustire i pacs estendendone i diritti, e ha riconosciuto che la resistenza mostrata nel passato alla loro introduzione è stato un grave errore, un attacco pregiudiziale alla gauche plurielle che li aveva voluti. Per Royal – e lo ha ribadito ieri presentando il suo programma – il matrimonio omosessuale è in agenda.
Otto anni fa entrarono in vigore i pacs francesi; più di 500mila coppie, omosessuali soprattutto, ne hanno usufruito senza nulla togliere all’istituto matrimoniale.
Pur nelle diverse posizioni, entrambi i candidati francesi hanno chiaro che ci sono coppie omosessuali e che è fondamentale andare all’essenziale. Non si nascondono (o rimuovono) come da noi la realtà.
I DICO, oltre a essere i figli confusi delle microministre, devono la loro fragilità a una sinistra che si è nascosta dietro i diritti delle coppie etero, a una destra immatura e disorganica su tutto, alla realtà di una esile e partitica lobby gay che ha preferito giocare al ribasso. Tiziana Ficacci

Su Sarkozy e Royal vedi anche anche 7/02 e 3/02


11/02/07 – Tanto rumore per nulla

La stoffa con cui il centrosinistra ha cucito il ddl (dall’inquietante acronimo DICO) sembra essere molto leggera e soprattutto parecchio diversa da analoghe legislazioni in vigore in Europa e in occidente. Nelle intenzioni dell’ingannevole Pollastrini e di Bindi, ci si limita al riconoscimento legale dei diritti e doveri delle persone conviventi, facendo salvo con contorsioni giuridiche unanimemente definite pasticciate - ma ridicole è il termine giusto - la ritualità del matrimonio. Un ddl infiacchito dalle rimozioni e privo di una idea culturale.
Bisogna riconoscere, come ha voluto sottolineare il deputato Luxuria con il romantico riferimento al terreno su cui si potrà costruire la casa, che c’è stato un piccolo passo nella difficile condizione delle persone omosessuali che potranno risolvere alcuni problemi contrattualizzando il loro rapporto di convivenza. Ma non sono stati cancellati, come nella vicina Spagna, termini come marito e moglie, madre e padre. Quello che ferisce è l’antimodernità, il beghinismo, la rimozione, che hanno partorito una legge per la tutela degli individui, categoria coniata per non usare la parola omosessuali. Si è censurata anche solo l’idea che esistono coppie variamente assortite che si amano, fanno sesso, pensano all’eredità e a come riversarsi la pensione. E che magari vorrebbero anche un piccolino che, con due mamme o due papà, vivrebbe come un topo nel formaggio. Un paradosso per una classe politica che si ingozza con la parola famiglia, e che nega una famiglia (molto tradizionale) a chi la desidera. Tiziana Ficacci

11/02/07 - Ora di religione, una offesa continua

Enrico Boselli e Marco Pannella hanno denunciato l’iniquo trattamento di cui godono gli insegnanti precari di religione rispetto ai colleghi che insegnano le materie obbligatorie. I primi, ricorda la Rosa nel pugno, godono di un trattamento economico favorevole perché dal 1980 vedono riconosciuto un adeguamento salariale del 5% ogni 4 anni che gli altri precari non hanno.
Il deputato Maurizio Turco: “siamo pronti a sostenere l’azione legale di quegli insegnanti che vorranno denunciare la Pubblica istruzione ai collegi di conciliazione provinciali del ministero del Lavoro”
Per informare di questo sostegno gli insegnanti, la Rnp ha comprato spazi su diversi quotidiani: Liberazione, manifesto, Libero, il Riformista hanno accettato l’inserzione mentre l’Unità ha rifiutato lo spazio. Antonio Padellaro, direttore del foglio vicino ai DS, ha detto di non aver pubblicato l’inserzione in quanto firmata da anticlericali.it, associazione che personalmente non conosce, e ha quindi evitato di pubblicarla.
Come è noto dal 1989 avvalersi dell’insegnamento della religione è  facoltativo, anche se nelle classi elementari le due ore, arbitrariamente inserite nel mezzo dell’orario scolastico, crea notevoli problemi ai bambini e ai loro parenti. La chiesa da diversi anni assiste a una continua emorragia di studenti delle classi superiori e mette tappi come può. Un paio di settimane fa Nogod ha dato informazione di una brochure curata dalla diocesi di Padova, stampata in 5 lingue tra cui l’arabo e il rumeno, e fatta recapitare ai provveditorati dove l’insegnamento dell’ora di religione viene descritto come non catechistico ma un utile mezzo, soprattutto per gli immigrati, per conoscere la storia, la cultura e le tradizioni italiane. Tiziana Ficacci


9/02/07 -  Les censeurs mettent la gomme.

Commentando il processo avviato a Parigi al foglio satirico Charlie Hebdo, Fleming Rose, direttore del quotidiano danese Jyllands Posten che pubblicò le vignette ritenute offensive da una parte del mondo islamico, commenta l’apertura del processo francese “non so che cosa accadrà se i giornalisti dovessero perdere il processo. Probabilmente torneremmo indietro di parecchie epoche”.
Già seguitissimo dai media, l’avvio del processo ha registrato un momento picco  con la dichiarazione di Nicolas Sarkozy, uno dei principali bersagli di quel giornale, che ha detto che bisogna sorridere di tutto e che è meglio un eccesso di caricature che vivere senza. Dichiarazione contestata dagli islamici della Grande moschea, della Lega islamica e dalle Unioni delle organizzazioni islamiche francesi che pure erano state domate dal ministro dell’Interno per la questione velo a scuola e banlieu. E’ stato chiamato a testimoniare anche Francois Bayrou, il candidato centrista che oggi i sondaggi danno al 13%.
Il settimanale cattolico Pelerin, che ha un ampio servizio sul processo, riporta che il 79% dei cattolici francesi pensa che sia inaccettabile ridicolizzare una religione. Laurent Joffrin,  direttore di Libération, ha scritto che sono le bombe che uccidono non le vignette. Inoltre ricorda che le manifestazioni “islamiche” non furono immediate, ma orchestrate da musulmani danesi che diffusero vignette blasfeme mai pubblicate dal Jyllands Posten. Tiziana Ficacci


8/02/07 – Scelte religiose

Italia - Due pannelli antisemiti verranno rimossi dalla mostra “Miracolo Eucaristico” allestita dalla curia di Orvieto.
I fatti: Anna Borioni e Pietro Terracina dell’associazione “Amici di Israele” due mesi fa avevano inviato una lettera a Benedetto XVI per chiedere un immediato intervento contro le tradizioni e i riti antisemiti nella storia della chiesa cattolica perpetrati attraverso due pannelli della mostra raffiguranti atti lesivi della ebraicità. Su richiesta dell’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede Oded Ben Hur, si è interessato della questione il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, che ha svolto una indagine presso la curia di Orvieto curatrice della mostra. Ieri gli ambasciatori israeliani presso lo Stato italiano e presso la Santa Sede Ghideon Meir e Oded Ben Hur, il sindaco di Orvieto Stefano Mocio e il vicario del vescovo monsignor Carlo Franzoni hanno siglato un accordo col quale la curia di Orvieto si impegna a eliminare i due pannelli - che raccontano, secondo i curatori, vicende legate a furti di ostie da parte di ebrei per riti satanici (e quindi non ebraici) – e a ristampare il catalogo. Mentre i due ambasciatori e il sindaco di Orvieto sono soddisfatti e ritengono chiusa la vicenda, il vicario del vescovo ha dichiarato che “l’eliminazione dei pannelli sarà attuata per non creare ulteriori problemi”. Una decisione presa più per evitare noie che per convincimento.

Stati Uniti - Contraddicendo una nostra (vecchissima) idea, i candidati alla presidenza USA religiosi sono i democratici Hillary Clinton e Barack Obama, mentre i laici sono i repubblicani John McCain e Rudy Giuliani. I fatti: Clinton ha rispolverato un suo curriculum, pubblicato da Newsweek, dove si fa risalire il suo interesse religioso all’incontro da tredicenne con un pastore metodista. Inoltre ha voluto sottolineare la sua campagna informativa per l’astinenza come misura preventiva dell’aborto. Obama, in un discorso che riecheggia Buttiglione, ha detto “è sbagliato chiedere ai credenti di lasciare la propria religione prima di entrare nell’agone politico”. McCain considera fuori dal mondo gli evangelici dai quali è ritenuto un eventuale presidente inaffidabile. Giuliani è favorevole all’aborto, da sindaco di NY ha sposato coppie variamente assortite e ha presenziato ai gay pride travestito da Marilyn, ha avuto una vita sentimentale affettiva brillante e trasgressiva, e dell’elettorato repubblicano che lo considera un po’ troppo osè dice “non si può piacere a tutti. Vorrà dire che quelli non mi voteranno”.Tiziana Ficacci


Sulle elezioni presidenziali guarda anche 2/1-23/1-25/1


7/02/07 – Desir d’avenir

Sabato sera da Fabio Fazio, l’interessante e da me sempre amato Bernard-Henry Lévy si è smarcato da Ségolène Royal in emorragia di consensi. Lo stupefatto Fazio è sobbalzato e lo scicchissimo Lévy ha fatto melina: ha detto che avrebbe votato per chiunque fermasse il genocidio nel Darfur e la dittatura in Sudan. Come si ricorderà l’elegante filosofo è stato uno dei più accesi sostenitori di Royal, smosciandosi all’indomani delle irresponsabili e superficiali sciocchezze pronunciate dalla candidata durante il suo viaggio in MO, e ora, in una intervista al Parisien, quotidiano popolare e di gran tiratura, ha confidato “…è difficile non domandarsi qual è il suo progetto. Forse sarebbe il caso che nel PS qualcuno chiedesse alla  candidata di sacrificarsi sull’altare di un congresso straordinario per designare Francois Hollande al suo posto”. L’Express ha titolato “Non cambiate Ségolène, cambiate il socialismo”. Sul Figaro la notissima avvocato femminista Gisèle Halimi, appassionata amica di Francois Mitterand, ha ventilato l’ipotesi di una raccolta firme per chiedere a Royal di farsi da parte qualora scendesse ancora nei sondaggi. Paradossalmente si sta creando una corrente di sarkozisti di sinistra. Leggendo il forum di Royal, Desir d’avenir, abbiamo trovato cose estremamente vaghe sulla questione velo e sulla questione islam. E forse i francesi hanno paura oggi di tanta genericità. Mentre Jean Marie Le Pen conferma i suoi voti e Bayrou il centrista arriva al 13%. Tiziana Ficacci
( guarda anche il 3/02/07 )


6/2/07 - Gl’italiani non hanno costumi: essi hanno delle usanze (*)

Se mio marito fosse un poliziotto morto durante una missione, desidererei che il suo corpo fosse portato al commissariato, non quello di zona dove prestava il suo lavoro, ma quello centrale. Vorrei che la sua bara fosse avvolta nella bandiera, e poi che il ministro dell’Interno facesse un breve discorso per ricordare il valore del suo lavoro, che il capo della polizia leggesse il telegramma del presidente, poi che qualche collega lo ricordasse e anche che il sindaco, con la fascia, portasse il saluto della città. In piedi intorno al feretro staremmo in silenzio mentre suona l’inno. Purtroppo mio marito è morto nella ricorrenza di una festa religiosa tradizionale.... beh è naturale che, insieme al sindaco  il vescovo decida di sospendere la festa. Naturalmente i fedeli andrebbero in chiesa a onorare il patrono, e sarei contenta di sapere che lì si prega per il mio amato. Se mio marito fosse morto sarei spersa, ma sarebbe di conforto per il dopo sapere che il suo paese gli ha reso onore. E dopo lo racconterei ai figli. Dopo, soltanto dopo, insieme ai figli, agli amici, ai parenti, ricorderei la sua morte secondo i suoi desideri, quelli che una moglie conosce. Tiziana Ficacci.
(*) - Leopardi, Zibaldone


5/02/07 – Lo scorso martedì, parlando di unioni di fatto

Monti mari e fiumi io attraverserò/Turbini e tempeste  io cavalcherò/Volerò fra i fulmini per averti…

L’inferno e le fiamme della trasgressione hanno avvolto la Camera dei Deputati. Il tenero Roberto Villetti ha fatto i nomi di quelli che dentro l’aula  fanno i difensori del matrimonio cattolicamente corretto. epperò  vivono nel peccataccio della carne. I peccatori gli gridano scemo scemo. La leghista Carolina Lussana cita Togliatti, Iotti e la difesa della Costituzione, dipinge gli orrendi scenari zapateristi di innocenti pupetti gettati tra le braccia pelose di due scaricatori di porto. Giorgio La Malfa ritrova il suo glorioso passato repubblicano “noi siamo  per l’ampliamento della libertà dei cittadini omosessuali ed eterosessuali”. Luca Volonte’, il fantasioso animatore dei boicottaggi ai salumieri che non vendono i pupazzi del presepio, ricorda all’aula come Prodi e l’Unione siano per il precariato, quello del lavoro (e si becca l’applauso dei dilibertiani) e quello del matrimonicchio. Alla Camera, che per comodità da adesso in poi chiameremo Sodoma, Vladimir Luxuria indossa una graziosa giacchetta blu con i profili bianchi “alla marinaretta”. Non l’ha presa a casaccio dall’armadio, è per ricordare alle (micro)ministre “niente promesse da marinaio”. Fuori da Sodoma intanto gruppi di preghiera invocano la Madonna distribuendo santini agli scoglionati impiegati di palazzochigi che accettano con indifferenza. Franco Grillini apprezza il gruppo di preghiera tanto che chiama Gay News per filmarli. E’ particolarmente spiritoso il deputato diesse, si ingozza di supplì (buonissimi e costano solo 30 centesimi) perché ha bisogno di energie e sdrammatizza il dibattito con ironia: dai banchi di destra si chiede “cosa vogliono gli omosessuali?” e pronto lui risponde “l’harem per metterci i miei 3 fidanzati”.
Si sta per votare e… miracolo. Si è inceppato il sistema di voto, Luca Volontè alza le braccia al cielo, è la provvidenza. Paola Binetti, che dal Senato segue, allenta il cilicio sulla coscia.
Ma la tecnologia supera la superstizione e il sistema si disinceppa. L’acqua santa niente ha potuto e i muri, anche quello mastelliano, è crollato. Il carteggio Veronica e Silvio oscura questa prima vittoriuccia, che, come ha scritto Giuliano Ferrara, “ci porterà ad essere l’avanguardia della retroguardia”. Musi lunghi per il risultato da entrambe le parti. Rutelli (e Bindi) sono stati chiamati a rapporto, l’ingannevole Pollastrini sa che poco ha raccolto, il secco Fassino è sicuro che si avrà tutto, Roberto Giachetti è sicuro che “nel paese c’è una maggioranza favorevole a un provvedimento più avanzato, ma noi siamo un paese democratico e in un paese democratico le leggi le fa il parlamento”. Piglia incarta e porta a casa. Variegati i commenti di AN. Si va da Alfredo Mantica che dannunzianamente dirà si. Teodoro Buontempo detto er pecora, “i pacs? Sti cazs” Riccardo Pedrizzi “sono lobby ben individuate che fanno sentire alla società italiana un problema che non c’è”. Forza Italia è divisa se seguire il capo e essere liberi e coerenti per una volta, e nel frattempo sputtanano Marcello Pera che, dicono, presto farà le pulci anche a B16 il molle.
Particolare attenzione alla moglie del lottatore dei valori Mastella, la bella signora Sandra, che in una memorabile intervista al Corriere dichiara di essere “amica di loro. Il mio parrucchiere è gay. Spesso, anche con Clemente ci pranziamo insieme. Con amici di quel tipo, intendo. Qui, a casa nostra”. 
Noi rimaniamo in attesa.
Ovviamente del matrimonio, che cancella le discriminazioni per le coppie omosessuali. Tiziana Ficacci


3/02/07 – Un pouvoir nommé désir

Esisteva una Francia generosa che non dimenticava gli oppressi. Sarkozy è l’unico candidato, oggi, ad essersi impegnato a seguire le orme di questa Francia del cuore. Cosa risponde la sinistra? Purtroppo ben poco. La sinistra francese si crede moralmente infallibile e mentalmente intoccabile. Queste sono alcune parole dello strappo del filosofo André Glucksmann su Le Monde. Ma non è solo lui a mostrare questa apertura nei confronti di Sarkò presidente. Fra gli altri lo storico Max Gallo sempre stato socialista, il presidente del consiglio di sorveglianza di Le Monde Alain Minc, l’allievo di Aron Nicolas Baverez, e anche il filosofo Bernard Henry Lévy e il superdottore Bernard Kouchner hanno mostrato un grande interesse. In testa nei sondaggi, è probabile che Sarkozy si gioverà anche della discesa in campo di Jose Bové (*), leader della sinistra alternativa e no global e vincitore del referendum antieuropeo, che drenerà voti alla socialista Ségolène Royal.
Vediamo come ha lavorato il candidato alla presidenza sui temi che tanto ci interessano.
Sarkozy ha una lettura molto anticonformista della laicità. Recentemente ha detto “Siamo gli eredi di duemila anni di cristianità e di un patrimonio di valori spirituali che la morale ha incorporato. Non dobbiamo contrapporli perché siamo il frutto di questa sintesi. La laicità alla quale io credo non è la lotta contro la religione. E’ il rispetto di tutte le religioni” Da ministro dell’Interno, nel 2002, è riuscito a legare le tre grandi federazioni musulmane arrivando all’accordo tra la Fnmf, la grande moschea di Parigi, e l’Uoif l’Unione delle organizzazioni islamiche (Fratelli musulmani) fortemente diffusa nelle banlieu. Dalla separazione tra stato e chiese non si era mai verificato che un ministro francese si fosse tanto speso nella gestione dei culti. Ha una concezione vagamente liberale della laicità, dove lo stato laico non va contro la religione ma tende a garantirne la libertà perché, dice Sarkozy, “bisogna riconoscere il bisogno che l’uomo ha sempre avuto di credere e sperare. Ho dovuto affrontare una situazione in cui tutti erano perdenti: una parte dei musulmani francesi si sentiva umiliata nella sua identità. I francesi non musulmani erano sempre più spaventati dalla presenza dell’islam confusa con il terrorismo. L’unico a vincere era l’estremismo che avrebbe prosperato meglio sulla paura e nella clandestinità invece di venire allo scoperto” . Ha puntato e ha vinto quando in tv, insieme a Tariq Ramadan sostenitore dei Fratelli musulmani, spuntò l’accordo per il quale le ragazze si togliessero il velo a scuola.
L’equanimità forse gli deriva dal suo sang-melé: figlio di un aristocratico ungherese, nipote di un ebreo sefardita, convertito al cattolicesimo che vive senza nessuna partecipazione.

(*) - Bové da anni combatte contro gli ogm. Nel ’99 venne arrestato per aver rotto le vetrine di McDonald’ di Millau. Si candida all’Eliseo  in rappresentanza della sinistra radicale ed ecologista, dopo una petizione scattata su internet. Il 7 febbraio dovrà comparire davanti al tribunale di Carcassonne per rispondere dell’occupazione del sito della Monsanto. Il 27 marzo davanti al tribunale di Tolosa per la distruzione del campo di Saint Hilaire in Gironda.

Lo strappo di Glucksamnn ha prodotto delle reazioni anche da noi. Daniele Capezzone dice che lo inviterebbe al tavolo dei volenterosi insieme a Zapatero e Blair. Nicola Rossi vorrebbe un Sarkozy anche in Italia. Antonio Polito (Margherita) dice: da militante del centrosinistra europeo tengo per Royal, ma se fossi francese voterei Sarkozy.
Tiziana Ficacci


1/2/07 – Vogliamo vivere (da europei)

Il premier inglese Tony Blair per non discriminare gli omosessuali ha deciso di non esonerare le agenzie cattoliche per le adozioni dall’obbligo di applicare l’Equality Act (vedi 29/1/’07). Per questa legge che andrà in vigore dal 6 aprile sarà vietata qualsiasi discriminazione sulla base degli orientamenti sessuali. E perciò se una coppia di donne (o uomini) deciderà per l’adozione potrà farlo anche mediante un’agenzia cattolica. Ha tentennato, oscillato, barcollato, tremato Tony Blair, ma alla fine ha prevalso il senso dell’equità (e del buon senso) e ha dichiarato che l’unico interesse deve essere quello dei bambini che crescono meglio in famiglia che in orfanotrofio. Per il momento le agenzie cattoliche hanno avuto la facoltà di esercitare l’obiezione di coscienza fino alla fine del 2008, in realtà è il tempo che serve ai cattolici per smantellare le loro agenzie di adozione.
Su Le Monde la presidente dell’Alto consiglio per l’integrazione Blandine Kriegel ha scritto che “la laicità è la più grande delle ricchezze”. E per tutelare e difendere questa ricchezza è stata preparata la Carta della laicità, elaborata dall’Alto consiglio per l’integrazione, per ricordare ai francesi che non devono, in virtù delle proprie convinzioni, ricusare un funzionario pubblico o esigere un adattamento del funzionamento del servizio pubblico.
Se una Carta del genere fosse adottata in Italia, pensate, un medico cattolico non potrebbe consentirsi di sconsigliarci di abortire o di utilizzare la contraccezione. Pensate, da noi i medici che lavorano nel servizio pubblico hanno la possibilità di optare per l’obiezione di coscienza. Tiziana Ficacci


31/1/07 – In ospedale

Negli ambulatori e negli ospedali italiani i medici sempre più spesso compulsano il Dossier statistico della Caritas. In Italia esiste una normativa per la tutela della salute degli stranieri ma non una circolare che regolamenti i rapporti con i pazienti che rivendicano trattamenti in sintonia con la loro fede.
I medici, soprattutto quelli che operano nei reparti di ginecologia e ostetricia, si confrontano con preoccupazione sul rapporto medico-musulmano. I medici si affidano ai mediatori culturali e, quando le regioni pagano, anche sociologi. Nella Asl C/Roma vengono distribuiti questionari ai pazienti stranieri, anche se la domanda sul rapporto religione-sanità è stata eliminata dalla  nuova modulistica perché troppo personale.
Le visite “islamicamente corrette” vengono richieste soprattutto al ginecologo e soprattutto da donne provenienti dal Maghreb. Spesso sono i mariti che traducono ma resistono a parole come mestruazioni, ciclo, genitali ecc, demolendo l’utilità della visita. Una ostetrica ha raccontato il caso di una donna che partorì velata con il letto girato verso la Mecca e il marito che mangiò le porzioni di cibo che le erano state assegnate. Una mediatrice culturale invece cita il caso di un egiziano disposto a far morire la moglie che aveva in corso una emorragia piuttosto che farla toccare da un medico. Vennero chiamati i carabinieri.
C’è quindi una certa preoccupazione, anche se i medici sostengono all’unanimità che la maggior parte dei malati chiede solo di guarire.
Tiziana Ficacci



29/1/07 – Blair nella palude dell’acqua santa

Tony Blair continua la sua battaglia con la chiesa cattolica. Come si ricorderà nell’autunno scorso i cattolici avevano contestato il ministro dell’Educazione Alan Johnson che chiedeva di lasciare il 25% dei posti agli studenti di culti diversi o di nessuna fede nelle faith school (scuole religiose). Adesso la nuova polemica è sui diritti delle coppie omosessuali. Il 6 aprile (guarda sotto il 16/1/’07) entrerà in vigore l’Equality Act (Sors) che, tra l’altro, imporrà alle agenzie che si occupano di adozioni di non discriminare le coppie omosessuali. La chiesa cattolica ha chiesto di non essere obbligata a rispettare questa legge. Il primate della chiesa romana, l’arcivescovo Cormac Murphy O’Connor avverte che le agenzie di adozione gestite dai cattolici chiuderanno se dovranno uniformarsi all’Equality Act. O’Connor ha incassato l’appoggio dell’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams (anglicano), solidale con i diritti degli omosessuali ma che ha indirizzato una lettera a Blair sostenendo che “i diritti della coscienza non possono essere disciplinati da una legge”.
Blair avrebbe accettato il compromesso, ma mezzo governo è insorto. A capo dei dissidenti la parlamentare Angela Eagle con la parola d’ordine “Non ci piegheremo al ricatto della chiesa”.
Le agenzie di adozione cattoliche gestiscono il 4% delle procedure, cioè 200 adozioni all’anno. Poca cosa quindi, ma dopo aver mollato sulla questione delle faith school, i laburisti non vogliono subire un altro ricatto da parte della chiesa e dalle religioni.
L’Equality Act inoltre, non è una legge qualsiasi, ma è un punto di orgoglio della campagna modernizzatrice del Labour.
La Gran Bretagna non vuole mettere in discussione la libertà religiosa, ma quando la chiesa fornisce un servizio pubblico a tutti i cittadini godendo di fondi pubblici, può sottrarsi alla giurisdizione dello stato? Dibattito incandescente anche perché il ministro Ruth Kelly che si occupa delle questione, è membro dell’Opus Dei, e i media sostengono che è quanto mai improprio che esista la possibilità che “un ministro favorisca gli affari di uno stato estero invece che quelli di sua maestà”. Del resto lo stesso Blair, sposato con una cattolica, è stato massacrato per aver accompagnato la famiglia alla messa di natale (nel Duomo di Milano).
In GB ai giorni nostri, mentre da noi ogni domenica si apre una finestra e un uomo vestito in maniera imbarazzante, da ordini ai partiti italiani. Tiziana Ficacci


28/1/07 – Sorridi, sei in Spagna

Non c’è niente di peggio che vedere gli altri riuscire là dove noi falliamo. Probabilmente è questo che sta dietro alla sufficienza che i centrosinistri hanno nei confronti del primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero.
Il leader spagnolo, diversamente da Prodi, ha puntato sulla riforma della società e l’apertura di nuovi spazi per l’affermazione personale, utilizzando i diritti civili come leve pregiate di progresso sociale ed economico; e così il paese ha anche avuto una significativa impennata economica.
All’indomani dell’attentato terrorista all’aeroporto di Barajas (30 dicembre) i sondaggi avevano riportato una leggerissima flessione che la provinciale stampa italiana aveva segnalato con enfasi. Ma ora un sondaggio della catena Ser (vicina al quotidiano El Pais) ha segnalato che se oggi si andasse a votare il Psoe otterrebbe il 44% dei voti contro il 38% del Pp. Il grande successo della manifestazione contro il terrorismo (13 gennaio) e il dibattito in parlamento in cui Zapatero ha chiesto scusa per aver previsto un 2007 migliore del 2006 in relazione al processo di pacificazione, hanno trasfuso fiducia nei cittadini rispetto all’azione di governo. Il Pp e la destra tutta, spuntata l’arma del sostegno alla chiesa che ormai considerano una complicità non più pagante, cercano di agitare lo spauracchio dell’Eta senza successo. Il deputato Torres Mura, consigliere di Zapatero, sostiene che il Pp ha una concezione patrimoniale della Spagna, della democrazia, dell’antiterrorismo. Una rappresentazione regressiva che ricorda il franchismo.
Come si ricorderà nei giorni scorsi Prodi e Aznar (primo ministro del Pp, predecessore di Zapatero) hanno ricevuto una laurea honoris causa per il contributo dato alla costruzione europea. Spiace ricordare che  in quell’occasione, Prodi ha espresso una  maggiore vicinanza ad Aznar piuttosto che a Zapatero. Tiziana Ficacci 
(vedi anche 9/1/07)

Stralci della prefazione di Walter Veltroni al libro di Ettore Siniscalchi, Zapatero,un socialismo gentile, Manifestolibri
… Zapatero non è un dogmatico, è lontano da ogni ortodossia e chiusura ideologica, ha una spiccata predisposizione al confronto. Una delle chiavi della sua azione di governo è il talante , e cioè la disponibilità verso gli altri e al dialogo, l’assenza di ogni presunzione di possedere la verità, la capacità di ascolto per cercare poi la sintesi dei vari interessi, e questo senza che nulla venga tolto alla determinazione con cui vengono portate avanti in campo economico e sociale, o forse è meglio dire sociale ed economico, visto la centralità assegnata alla società civile, ai diritti, all’idea di una democrazia che si potrebbe definire partecipe e integrale. Scelte dettate da una visione che unisce riformismo e radicalismo… il suo socialismo dei cittadini si basa sull’unione di grandi temi ideali coniugati con l’accettazione dell’economia liberale, la globalizzazione, l’accento sui diritti individuali piuttosto che su quelli collettivi o di classe.


26/1/07 - Pulcinellate

Avevamo appena finito di schivare le bordate della Margherita per la facile commedia Manuale d’amore 2, che ecco arrivano con la falce in pugno i rifondatori comunisti. S’avanza un disegno di legge, primo firmatario Giovanni Russo Spena (una vita spesa nella politica partitante), che vuole imporre al circuito italiano la presenza di un film italiano ogni tre. Non solo, per film italiano si intende regista, autore, sceneggiatore, interpreti, montatore, fotografo ecc. italiani. Ovviamente il pubblico, di cui Russo Spena non sembra temere il giudizio, sarà italiano, magari un paio di persone, ma che importa il profitto, si è aiutata comunque (secondo lui) la cinematografia locale. Non so se indigna di più in questa proposta la mancanza di rispetto per gli italiani, il cieco disprezzo per il mercato, o la constatazione della stupidità dei zavorranti politicanti italiani. Tiziana Ficacci


26/1/07 - L’uomo è dotato di un piccolo organo che, se ridotto alla fame, è sazio; se viene saziato ha sempre fame (Succà, 52)

Grazie anche ad una legislazione molto punitiva sulle molestie voluta fortemente nel 1998 da Yael Dayan (figlia del mitico generale Moshe Dayan, grande donnaiolo) e approvata all’unanimità alla Knesset, l’opinione pubblica ha già formulato una dura condanna all’indirizzo del presidente israeliano Moshe Katsav accusato di stupro da una sua collaboratrice. In attesa di un processo - Katsav si dichiara innocente - il paese pensa ad un nuovo presidente. In prima posizione sembra esserci Dalia Itzik, attuale speaker del parlamento che ricoprendo la seconda carica dello Stato dovrà assumere i poteri ad interim del presidente autosospeso. Itzik lasciò nel 2005 il Labour per entrare nel partito Kadima al seguito di Shimon Peres. Vedremo se questo periodo di interinato le servirà, nel frattempo affila le armi Colette Avital, politica del Labour. Attualmente nel paese le importanti cariche di presidente della Corte suprema e ministro degli Esteri sono ricoperte da donne. Secondo Haaretz il paese presenta forme di maschilismo (ovviamente poca cosa rispetto al nostro paese) grazie alla preminenza dell’esercito nella società israeliana. Spesso i 21 mesi di militare delle giovani, è speso solo in lavori d’ufficio contro le azioni sul campo dei colleghi maschi. Il filosofo Gadi Taub, è felice che la legge Dayan sulle molestie abbia portato ad una tolleranza zero, ma teme che in Israele, un paese dove certo la libertà sessuale non fa difetto, cada nel puritanesimo all’americana.
Complessivamente il morale nel paese è bassissimo: un presidente che dovrà subire un processo per stupro, il premier Olmert sospettato di aver favorito gli interessi di un banchiere, il capo di stato maggiore Halutz che si è dimesso dopo il fallimento della guerra in Libano. Tiziana Ficacci


25/1/’07 – Chi sarà il candidato dei democratici ? (*)

La possibile candidatura di Barack Obama per le elezioni presidenziali americane, sembra circondata da grande entusiasmo ma gli afroamericani hanno qualche perplessità. Per nero è nero, ma sembra esserlo quasi per caso. Il senatore dell’Illinois è figlio di uno studente del Kenya e di una donna del Kansas. Ha vissuto per lungo tempo alle Hawaii con i nonni (bianchi) e poi in Indonesia con la madre e il marito. “Non è stereotipicamente afroamericano” ha scritto New Republic, mentre per il NY Times “non è nero nel modo tradizionale”. Il reverendo Jesse Jackson , noto leader della comunità afroamericana, non sosterrà la sua candidatura. Il reverendo (nero) Al Sharpton che ha un certo appeal nella comunità, pensa di porre la sua candidatura, il che renderebbe felice Hillary Clinton che sfrutterebbe la divisione del voto afroamericano. Obama sembra essere troppo diverso dal convenzionale politico nero americano, non predica nelle chiese, non ha un rapporto diretto col messia, non ha, soprattutto un passato di segregazione e di battaglie nei diritti civili, per età e per etnia. E’ un ricco avvocato laureato ad Harvard. Tiziana Ficacci

(*) - guarda 23/1/07


24/01/07 - Doppio Gossip

Gossip diesse Perché i dioscuri dell’equivicino D’Alema  corrono verso il partito democratico ? Nicola Latorre, unico consigliere sopravvissuto della stagione dalemiana a Palazzo Chigi, e Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania che per Max deve essere un dirigente del prossimo partito, l’ipotesi di arrivare al pd passando per due congressi non va. Sabato scorso era questa la strada che Fassino aveva tracciato mentre D’Alema gli rispondeva che se si perde tempo scappano altri al seguito di Nicola Rossi e Peppino Caldarola. I retroscenisti ipotizzano che Latorre-Bassolino stanno volutamente mettendo zeppe sulla strada di Fassino per non consentirgli di evitare la scissione minacciata da Fabio Mussi e Cesare Salvi. E un segretario di partito che se ne perde un pezzo può essere facilmente accantonato. Gossip curiale

Si mormora che il 7 marzo, anniversario della sua nomina del 7 marzo 1991, Camillo Ruini lascerà la presidenza della Cei (*). Nel frattempo si fanno dei nomi per la successione. Il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia è molto apprezzato da B16 ma meno da Bertone segretario di Stato. In lizza c’è Dionigi Tettamanzi (Mi), Carlo Caffarra (Bo),Ennio Antonelli (Fi). La consultazione dell’episcopato tenutasi lo scorso inverno i più votati furono Tettamanzi, Scola e il vescovo Renato Corti (Novara). Il papa ha la facoltà di scegliere per la presidenza della Cei anche un vescovo, e questo consentirebbe l’entrata di  nomi quali Luciano Monari (Piacenza) e Francesco Cacucci (Bari).
(*) - guarda 4/1/07


Tiziana Ficacci


23/1/07 – Chi sarà il candidato dei repubblicani ?

Il senatore dell’Arizona John McCain, veterano e sostenitore della guerra in Iraq, probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca per il 2008, ha qualche problema con la religione. Nel suo stato, durante le elezioni di mid term, è andato deserto il referendum per bandire il matrimonio omosessuale ed è pronto un disegno di legge sul suicidio assistito. Il leader evangelico James Dobson padre del Focus on the family, ha dichiarato che mai voterebbe McCain. Il leader cattolico Paul Weyrich, che negli anni Settanta si batté come un leone contro la Corte suprema che abolì la preghiera a scuola, ha dichiarato che oggi i conservatori influenzano la Casa Bianca, ma con McCain ciò non sarebbe più possibile. Richard Land della Southern Baptist Convention, ha spiegato che nessun cristiano può dimenticare che la scorsa estate McCain ha votato contro l’emendamento costituzionale che avrebbe messo al bando il matrimonio gay.
Nel 2004 McCain aderì all’iniziativa di 57 senatori che avevano scritto una lettera a Bush in cui si chiedeva il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali. E questa adesione gli viene rinfacciata costantemente dagli evangelici.
McCain si vanta sul suo sito di aver sostenuto l’emendamento che proibisce il finanziamento federale all’aborto; ma spiega anche che senza il riconoscimento il rischio dell’aborto clandestino sarebbe terribile.
Alla destra religiosa sembrerebbe piacere di più il mormone Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts, o il senatore del Kansas Sam Brownback che si batte per i diritti dei non nati. Tiziana Ficacci


22/01/07 - Maschi

Mentre si registra un ritorno della politica partitante allo spionaggio in “camera da letto”, sembra un tocco d’aria fresca la lettura di questi due libri leggeri e divertenti. Grazie a Nicola che li ha segnalati.
 

Franco Califano, Calisutra, Castelvecchi, euro 20.00

Nato a Tripoli da una famiglia così così, presto finisce in un collegio, poi si trasferisce a Roma, al Trionfale, un quartiere che secondo lui segna il suo destino. A 9 anni è iniziato al sesso dalla madre del suo compagno, una 32enne che faceva di tutto per rimanere con lui. E’ giovane a metà degli anni Cinquanta e sul campo si conquista l’appellativo di Califfo perché le donne sono tutte sue. “Ero una macchina, potevo fidanzarmi con 4 o 5 alla volta senza farmi scoprire”. A 17 anni frequenta casini, ma povero come è viene adottato da alcune prostitute che finiscono col pagarlo “ero come una vacanza. Me se magnavano”. La fama da play boy acquisita nel periodo della Dolce Vita gli porta il lavoro nei fotoromanzi laureandosi nel paraculo che porta via le mogli ai mariti. Edoardo Vianello (Watussi, Abbronzatissima) gli chiede di scrivere delle canzoni per lui. Va a Milano e scrive E la chiamano estate per Bruno Martino. Lì la sua vita sessuale raggiunge il climax: “se aprivo l’elenco telefonico di Mi, nella fascia 20/35 era difficile che ci fosse qualcuna che non mi fossi portato a letto.” E soprattutto traccia la differenza fra le milanesi e le romane “se bussi al culo di una ragazza di Milano, dopo qualche resistenza ti fa entrare e che sarà mai? Per qualche cm… di distanza.Se ci provi con una romana, invece, il culo te lo devi fare te”. Tra i trofei del Califfo anche una suora della clinica Mater Dei “perse la testa per me, preferiva l’uccello della libertà alla colomba della pace”. Nel ’72 è arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti. Dieci anni dopo è imputato nel maxi processo contro la camorra di Raffaele Cutolo . Sconta due anni e per intercessione di Craxi, presidente del Consiglio in quel momento, ottiene i domiciliari. E’ orgoglioso della laurea honoris causa in Filosofia alla NY University per il testo di Tutto il resto è noia. Califano scrive che “regola n.1: lo scopo primo e ultimo del sesso, è senza dubbio , la ricerca del piacere della donna… regola 2: mai schiavi”.

Rocco Siffredi, Io Rocco, Mondadori, euro 24.00

Abruzzese di Ortona, nato nel 1964, fino a 15 anni ha servito messa ogni domenica. Ha scelto di fare l’attore porno per un motivo banalissimo: “il piacere di fare sesso con donne belle e diverse. Una risposta che può sembrare banale, ma è la pura e semplice verità”.  Quando saltava la scuola organizzava tornei di seghe (vincendo sempre). A 16 anni va a fare il cameriere a Parigi dove conosce Gabriel Pontello che lo introduce alla carriera di pornoattore . Si impone con la esordiente Moana Pozzi. Scrive che solo per la madre avrebbe smesso questo lavoro, ma la madre si vanta di avergli fatto un coso così ed è giusto che lo usi come crede. Nel 1991  Siffredi vince a Las Vegas il suo primo Oscar, e a Cannes l’Hot d’Or. Nel ’92 decide di dedicarsi alla regia “scopare di meno mi portava a riflettere di più”. Uno dei suo film più interessanti è Rocco, ti presento mia moglie; per girarlo è andato in giro con la camera a spalla in cerca di attori amatoriali. Nel 2004 Rocco ha smesso di recitare per dedicarsi completamente alla moglie Rosa, conosciuta sul set del film The Bodyguard “io e Rosa stiamo insieme da 13 anni, abbiamo due figli, la prima volta che abbiamo fatto sesso è stato sul set”. Siffredi ha interpretato anche l’omosessuale per Catherine Breillat nell’Anatomie de l’enfer, una esperienza che, scrive, lo ha molto turbato.

Tiziana Ficacci


18/1/07 – Very cool (III)

In questi giorni gli inglesi guardano in tv (su More4)la fiction The Trial of Tony Blair (il processo di T.B.). Ambientato nel 2010 però. Blair ha lasciato il posto a Gordon Brown che è amico di Hillary Clinton a capo di una Amministrazione femminista e progressista. I due hanno bombardato l’Iran con la complicità di Israele. Bush nel frattempo è stato deferito alla Corte internazionale di Giustizia dell’Aja per crimini di guerra in Iraq. Blair, completamente rincretinito e subornato dalla petulante moglie Cherie si converte al cattolicesimo dando luogo ad esilaranti battutacce. Blair ha un infarto e finisce in un ospedalaccio, tipo sotterraneo del policlinico Umberto I, e dal suo letto vede passare una bara coperta dalla bandiera inglese. Secondo alcuni è una vendetta televisiva nei confronti di Blair spinta dalla BBC con cui il premier ha avuto una contesa giudiziaria (vinta). Tiziana Ficacci


17/1/’07 – Very cool (II)

Quando noi parliamo di salute pensiamo alla malasanità,  ai nuovi ticket penalizzanti per molti, alla microministra che vara il codice antianoressia e alla megaministra che  varerà il codice antiobesità . In Gran Bretagna  quando si parla di sanità si discute (parecchio animatamente) dell’ultimo numero del British Medical Journal  dove si raffrontano le opinioni di due medici musulmani.
Aziz Sheikh , dell’Università di Edimburgo è un componente del Consiglio musulmano britannico. E’ convinto che la religione del malato è fondamentale soprattutto per i musulmani. E’ primario, scrive il dott. Sheikh, che la circoncisione sia a carico del servizio sanitario pubblico, che le donne siano assistite da personale medico e paramedico femminile, che negli ospedali ci siano spazi per le abluzioni e le preghiere e, ovviamente, assistenza spirituale con una sorta di cappellano musulmano. Grande attenzione anche ai farmaci, perché le pillole sovente sono rivestite di gelatina animale (maiale) o contengono alcol. Attenzione ai dosaggi da conciliare con l’astensione dal cibo del ramadan.
Anez Esmail dell’Università di Manchester, ribatte alle tesi del collega così come i musulmani non fondamentalisti italiani si oppongono alla legge sulla libertà religiosa proposta dal duo Spini-Boato (vedi 15/1/’07). Infatti il codice proposto dal dott. Sheikh asseconderebbe lo stereotipo che il musulmano desideri comunque questa segregazione religiosa. Alcuni interventi, come ad esempio le mutilazioni dei genitali femminili ampiamente giustificate e praticate nel mondo musulmano, per la medicina (e per la legislazione di molti paesi tra cui il nostro) sono un reato. Per il dott. Esmail è fondamentale pianificare i servizi medici nel rispetto e nella tolleranza, così come è opportuno conoscere abitudini alimentari per poter inserire i malati in precise categorie, così come viene fatto (anche da noi) nella anamnesi che qualsiasi dottore dovrebbe fare. Tiziana Ficacci


16/1/’07 – Very cool

Mentre da noi Vespa inzuppa il pane sui fatti di Erba, nei talk show inglesi si discute delle nuove norme sulle Sexual orientation regulations (Sors). Le Sors sono un insieme di regole giuridiche per punire ogni comportamento discriminatorio o pregiudiziale nei confronti dei cittadini sulla base del loro orientamento sessuale. Ad esempio si possono sanzionare alberghi che (succede) rifiutano di ospitare omosessuali. Dall’1 gennaio questa legge è in vigore nell’Irlanda del nord e dal 6 aprile lo sarà in tutta la Gran Bretagna. Mente si discuteva di queste norme alla Camera alta, ci sono state proteste di cristiani e islamici e qualche ebreo, subito isolato dalla comunità ebraica nazionale (una delle più progressiste d’Europa), che hanno innalzato uno striscione “odiare il peccato, amare il peccatore”. La legge è passata per 199 voti a 68. I religiosi invitati ai dibattiti si dicono vittime dell’integralismo etico. Il ministro Ruth Kelly, responsabile dell’applicazione del provvedimento, è sommersa dalle critiche dei cattolici (lei è una ultras addirittura dell’Opus Dei), che le rimproverano di non aver tenuto conto della “clausola sulla coscienza”. Kelly è sotto schiaffo anche per aver iscritto il suo bambino ad una scuola cattolica.
Qui da noi il ministro Fioroni, che ha voluto che fosse ripristinato per il suo ministero il vecchio nome di Pubblica Istruzione, ha candidamente confessato che suo figlio frequenta una scuola privata perché il livello degli insegnanti è migliore. Tiziana Ficacci


15/1/’07 – Capotavola è dove sono seduto io (*)

La settimana scorsa si è conclusa una tornata di audizioni presso la commissione Affari Costituzionali della Camera per l’esame delle leggi Spini-Boato sulla libertà di culto per le minoranze religiose con le quali ancora non ci sono intese con lo stato italiano. Il grumo più doloroso da affrontare è stato quello che ha riguardato l’articolo 11 del progetto Spini che non prevede l’obbligo per il ministro di culto di leggere gli articoli del codice civile su diritti e doveri degli sposi e che potrebbe aggirare il divieto sulla poligamia (sic). Ma siccome la realtà è più veloce e variegata della statica politica partitante italiana abituata a non guardare oltre il proprio ombelico, la commissione ha dovuto fare i conti con i musulmani moderati.(ignoravano i politici del moderatismo religioso, conoscendo solo l’estremismo cattolico che li tiene in riga).
Yahya Pallavicini (Coreis) ha paventato la possibilità di strumentalizzazione della legge sulla libertà religiosa, a causa di articoli troppo generici che non prevedono meccanismi di controllo per impedire ai ministri di culto di diffondere il fondamentalismo dalle moschee.
Souad Sbai, da tempo paladina delle donne vittime del maschilismo islamico, si è detta contraria a una legge come questa, che darebbe linfa ad abitudini estranee alle norme europee rafforzando i fondamentalismi.
Nour Dachan (Ucoii) ha decantato l’alto numero di moschee che alla organizzazione fanno riferimento e al fecondo dialogo con i cristiani (servendo su un piatto d’argento una facile battuta al peperino Giovanardi sul manifesto antisemita della scorsa estate, velocemente digerito da maggioranza opposizione e vaticani).
Marco Boato, firmatario di uno dei due testi, ammette senza rossore che in effetti i 41 articoli sono stati formulati a metà degli anni Novanta, e riconosce che l’articolato andrebbe rivisitato. Spini invece ci tiene a dire che il suo articolo 18 recita che “le confessioni religiose non devono contrastare l’ordinamento giuridico italiano e i diritti umani”.
La discussione riprenderà fra un mese, e mi auguro che il protagonismo dei due firmatari si incanali sulle loro vite, e rinuncino, insieme a tutti i membri della commissione, ad aggiungere metastasi al cancro concordatario.
Tiziana Ficacci

(*) - D’Alema a un cameriere che voleva spostarlo al “vero” capotavola


14/01/07 - La ricerca della felicità.

Giorgio Albertazzi, quasi certamente uno dei più talentuosi attori italiani, è tornato a interpretare l’imperatore Adriano per la regia di Maurizio Scaparro dal testo di Marguerite Yourcenar Memorie di Adriano al Teatro Argentina di Roma.
La prima volta di Albertazzi-Adriano fu nel 1989 a Villa Adriana, la superba residenza vicino a Tivoli, dove l’imperatore trascorse gli ultimi anni della sua vita “preso da accessi di tristezza e misantropia”; e per me che ho avuto la fortuna di esserci è rimasto uno dei ricordi più cari.
Adriano è vecchio e pensa alla morte, Albertazzi sente la stessa età dell’imperatore, ne vive le sensazioni ricorda per lui la sua vita. Adriano ripensa ad Antinoo e al suo amore senza futuro: “l’attrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dell’amore… confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell’amore, strana ossessione che fa sì che questa stessa carne, della quale ci curiamo tanto poco quando costituisce il nostro corpo, preoccupandoci unicamente di lavarla, di nutrirla, d’impedirle che soffra, possa ispirarci una così travolgente sete di carezze sol perché è animata da una individualità diversa dalla nostra…”. Adriano si perde nel ricordo e nel racconto : “la conquista nella quale ho impegnato tutto me stesso, la più ardua, è stata quella della libertà di assentire”. Ad Albertazzi viene chiesto spesso della sua adesione alla repubblica di Salò, se si è pentito: “detesto il pentimento in sé, troppo facile. Ho fatto la cosa sbagliata, qualcosa che non rifarei. Ma pentito no, mica facevo il brigatista”.
Adriano si commuove per un canto lontano dell’infanzia (la bella voce della mia amica Evelina Meghnagi), la memoria di Sabina, “Amavo in lei il furore e il distacco nel piacere, i gusti raffinati, la smania di tormentarsi l’anima…”. Albertazzi sente su di sé il tempo, la tunica di lino bianca pesa sul suo corpo.  Adriano sente vicino la fine: “Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…” Tiziana Ficacci


12/01/07 - Non si deve confondere grande città e città popolosa. (*)

Roma dal 1907 al 1913 ha avuto un grande sindaco: Ernesto Nathan. Era a capo di un blocco composto da esponenti democratico-costituzionali,liberali, radicali, repubblicani e socialisti, una compagine che oggi chiameremmo centrosinistra. L’amministrazione Nathan affrontò, sciogliendoli, quattro grossi nodi. Vennero moltiplicate le scuole permettendo ai piccoli romani di assolvere all’obbligo dell’istruzione elementare; garantite le indispensabili misure igieniche introducendo il concetto di medicina sociale; avviata una politica alloggiativa e urbanistica disegnando strade dotate di illuminazione elettrica; creazione di nuovi mercati alimentari per contenere il continuo aumento dei prezzi dei cibi.
Un ottimo sindaco, amato dai romani che lo hanno a lungo ricordato, ma con “alcuni difetti” che nella città papalina erano al centro del chiacchiericcio. Nathan infatti oltre ad essere ebreo era uno dei maggiori esponenti della massoneria di cui diventò gran maestro nel 1896. Non cattolico, ma soprattutto laico convinto. Un vero e proprio avvenimento per Roma era la celebrazione del 20 settembre alla breccia di Porta Pia, dove si ricordava con fasto la liberazione dal dominio papale.
Alessandro Levi, nipote di Nathan, raccolse ricordi e appunti sulla vita dell’illustre zio, adesso pubblicati per volontà della Domus Mazziniana di Pisa con il titolo “Ricordi della vita e dei tempi di Ernesto Nathan” per la casa editrice Maria Pacini Fazzi a cura di Andrea Bocchi. Il libro è pieno di aneddoti che si intrecciano con la vita di Mazzini, di cui Sara, madre di Ernesto, era cara e intima amica, di Garibaldi, e della storia del Risorgimento.
Nella bella prefazione il sindaco di Roma Walter Veltroni racconta come il libro in onore di Nathan ha avuto vita difficile perché non poté uscire nel 1924 come avrebbe voluto Alessandro Levi, in quanto Nathan era massone e successivamente perché repubblicano e ebreo.
Attualmente a Roma esiste una via Ernesto Nathan (Villa Bonelli- Magliana) (**), i lampioni originali utilizzati per la prima illuminazione elettrica della città si trovano presso la Centrale  Montemartini (***) (assessore socialista della giunta Nathan) in Via Ostiense, splendido esempio di archeologia industriale ora facente parte del sistema Musei Capitolini. Siamo certi che per il centenario il sindaco dei romani provvederà a ricordare degnamente  la figura del suo illustre predecessore, se non vorrà per sempre essere ricordato come Walter il papista. Tiziana Ficacci 
(*) Aristotele, La politica
(**) nel 60, quando venne attribuito il nome, estrema periferia
(***) prima centrale elettrica a Roma


11/1/’07 - Stressato come un qualunque cittadino, ho diritto anch’io a una vacanza normale (*)

Se non si blocca in tempo questa prevalenza della teocrazia (come dice Giulio) saranno tempi duri per l’Italia. Personalmente sulla questione sono fiduciosa: credo infatti che si sia quasi toccato il fondo e, così mi sembra che dica la fisica, si può solo risalire. E’ vero che un paese dove la politica partitante emette un comunicato che chiama conclave l’appuntamento di Caserta (inquieta di più verifica?), dove le microministre fanno a capelli per una quisquilia come le unioni di fatto, dove i pupazzi del presepio sono stati al centro del dibattito politico per una ventina di giorni, dove la classe politica che invece di riconoscere  (se vuole, ma è facoltativo esprimere pareri) che la libertà religiosa può essere un valore aggiunto, sente il bisogno di fare leggi e intese aggiungendo metastasi al cancro concordatario, dove definisce temi etici quelli che riguardano l’autodeterminazione e non piuttosto la riforma fiscale o delle pensioni, non lascia molto spazio all’ottimismo. E la stampa che mette nero su bianco qualsiasi rutto delle tonache (la situazione corrente mi involgarisce, lo ammetto), mette il suo carico da tredici. Insomma, credo che la preoccupante situazione richieda una moratoria. Sono generosa, non una cancellazione del Vaticano tout court, ma un silenzio stampa sugli interventi del papa, del vescovo, del cardinale. del sacrestano, ecc. Basta, di usare questa scusa del Vaticano per non fare niente a Palazzo Chigi; basta, di usare l’influenza d’oltretevere per non fare un dibattito normale nel servizio pubblico; basta, c’è sampietro a Roma per non ricordare la storia della città; basta, sindaco dei romani di concedere sgravi ai chierichetti a spese nostre. E anche e soprattutto su noi : basta di interessarci di quello che fanno i nostri vicini di casa rincorrendoli sul loro terreno. Proviamo per un po’ a ignorarli come si fa negli altri paesi. Tiziana Ficacci
( *) - Piccata risposta di D’Alema ai giornalisti che lo stressano per la barca


9/1/07 – Sorridi, sei in Spagna

Chi è Alberto Villanova e perché in Spagna si parla di lui come prossimo leader politico? E perché il suo motto è diventato sarna con gusto non pica?
Villanova è un ricercatore di fisica teorica all’Università di Valencia e ha avviato un contenzioso con l’arcivescovo di quella città.
Tutto è cominciato un anno fa con la creazione del sito www.apostasia.es che illustra le procedure per far cancellare il proprio battesimo, così come in Italia l’uaar (www.uaar.it) con successo sta facendo da alcuni anni.  Per l’ufficio spagnolo della protezione dei dati le notizie riguardanti la persona devono essere reali e aggiornate. Dando per vera questa ovvietà, un gruppetto di spagnoli ha chiesto che venga segnalato sul registro parrocchiale dei battesimi il loro “commiato” alla chiesa cattolica. I vescovi hanno reagito in maniera differente nelle diverse diocesi. Alcuni hanno accettato di registrare la domanda di cancellazione, altri hanno chiesto agli aspiranti “apostati” di rifletterci un po’, altri invece hanno sottolineato che il battesimo è un fatto comunque avvenuto, e che non implica l’appartenenza militante alla chiesa. E comunque gli accordi tra lo stato spagnolo e la Santa sede riconoscono “l’inviolabilità degli archivi, dei registri e di altri documenti delle curie episcopali”. Nonostante ciò l’ufficio della protezione dei dati ha accolto il ricorso di 47 richiedenti sbattezzo, e ha chiesto alle autorità ecclesiastiche di rilasciare un certificato che annoti sui registri di battesimo la richiesta di cancellazione. Ma, Villanova richiede una cancellazione totale del suo nome dal registro: come risposta l’arcivescovo di Valencia ha fatto ricorso alla Camera del contenzioso amministrativo della massima istanza giuridica spagnola, l’Audiencia Nacional.
Il professore e  ideatore del sito, come riportano i principali quotidiani spagnoli, ha deciso di impegnare i suoi risparmi per risolvere questa rogna che, se affrontata con piacere, non punge (sarna con gusto non pica).
Per chi volesse sbattezzarsi o saperne di più andare qui www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09  (Tiziana Ficacci)


8/1/07 – Qualsiasi felicità è un capolavoro (*)

Per i genitori Ashley è Pillow Angel (angelo del cuscino) per molti altri è il frutto di un esperimento eugenetico. La bambina ha 9 anni, 3 il suo cervello, 15 per l’altezza e meno di 9 per peso e sviluppo sessuale. Rimarrà sempre così perché, per il suo grave handicap, i genitori e la commissione etica dell’ospedale di Seattle hanno ritenuto che così sarà più facile per lei essere accudita. L’asportazione dell’utero e delle ghiandole mammarie, gli interventi che maggiormente hanno colpito il pubblico, la metteranno al sicuro da eventuali violazioni del suo corpo. Dal tepore delle nostre case pensiamo al trattamento riservato ai gatti, all’edonismo (non hanno forse sostenuto i genitori che sarà più facile per loro curarla se non cresce?), di manipolazione sfrenata. Ma non conosciamo il dolore dei genitori, la paura di dovere un giorno affidarla ad altri, una paura che vive chiunque ha un figlio malato. Possiamo, secondo me, solo utilizzare il metro della compassione e sospendere qualsiasi giudizio. Il medico Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma e fresco membro del Comitato nazionale di bioetica, dice: “può essere avventato giudicare un simile caso a distanza. Secondo l’etica ebraica è proibito sterilizzare esseri umani e animali. Le eccezioni possibili possono essere stabilite da un bilancio ponderato tra proibizione e obbligo di salvare la vita. Il limite, che deve esistere, va misurato oltre che sulle scale di valori, su ogni singolo caso, perché nessuno è identico ad un altro”. Tiziana Ficacci
(*) Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano


6/1/’07 – “Regina Reginella, quanti passi mi darai per arrivare al tuo castello con la fede e con l’anello?” “Tre da gambero”

Mentre il deputato italiano Vladimir Luxuria rilascia una lunga intervista al quotidiano israeliano Haaretz annunciando la volontà di fare un tour nei paesi arabi per sensibilizzare i suoi colleghi ai diritti della comunità glbt, un'altra parte di mondo, che credevamo pacificata, fa il passo del gambero.
Il Massachussets, l’unico stato in cui i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono riconosciuti e tutelati, vorrebbe ridiscutere la questione e arrivare ad un referendum che potrebbe svolgersi in contemporanea con le elezioni del 2008. Una sorpresa sgradevole quello che è successo al Congresso di Boston, dove nessuno pensava possibile che potesse passare un emendamento per proibire il matrimonio omosessuale.
Come è noto nel novembre 2003 la Corte suprema di Boston aveva dichiarato incostituzionale  il divieto dello stato ai matrimoni tra omosessuali. Ma solo qualche giorno fa la stessa Corte  ha giudicato negativamente il Congresso per aver ignorato le tante richieste di cittadini che avevano firmato petizioni  per sottoporre a referendum questa decisione. Tra i sostenitori della campagna antimatrimonio c’è il governatore repubblicano uscente Mitt Romney (*). Cartacce invece per il nuovo governatore democratico Deval Patrick che tanto si è speso in favore delle nozze gay.
Tiziana Ficacci
(*) guarda 2/1/07


5/1/’07 – Le mani sulla culla (*)

Qualche giorno fa il Sunday Times ha segnalato che Lord Andrew Adonis, responsabile dell’Educazione nel governo Blair, presenterà il protocollo per introdurre l’insegnamento del disegno intelligente all’interno dei piani di studio di educazione religiosa per “sviluppare la comprensione di credenze diverse”. Il progetto riguarderà solo l’insegnamento religioso e non i piani di studio scientifici, e autonomamente i distretti scolastici decideranno se introdurre nei programmi la tesi antirdarwiniana. Il giornale ha raccolto la critica dello scienziato Richard Dawkins e di autorevoli membri della chiesa anglicana. Jeremy Davies, capo della cattedrale di Salisbury, addirittura si è spinto a dire “non capisco perché l’insegnamento religioso debba essere un salto nel regno della fantasia”. Come si ricorderà il primo ministro Tony Blair fu bacchettato già nel ’94 da Dawkins* che lo accusava di voler introdurre in modo strisciante l’insegnamento del creazionismo. Recentemente in una conferenza al British Museum, il Nobel per la medicina John Stulton, ha condannato l’idea di insegnare “teorie scientifiche alternative”. Ovviamente noi rendicontiamo acriticamente quello che si fa in altri paesi per farci del male, visto che in Italia, paese in cui l’ora di religione è facoltativa, il presepio e tu scendi dalle stelle sono obbligatori. Ma solo per non mettere a rischio le radici e l’identità della Repubblica e della Costituzione. Tiziana Ficacci
(*) film horror anni ‘90
(*) guarda 16/11/’06-29/10/’06


4/1/’07 – Tutto è lecito! D’accordo, ma è tutto utile? Certamente tutto è lecito, ma non mi lascerò dominare da qualsiasi desiderio (*)

L’ultimo numero della rivista Il Mulino (6/2006) dedica una sezione speciale a Una nuova stagione per la Chiesa, con saggi di Alberto Melloni, Marco Ventura, Franco Garelli e Marco Damilano (**).
Sono passati un po’ di mesi dal Convegno ecclesiale di Verona che, per molti, avrebbe dovuto coincidere con il saluto di Ruini e l’inizio di un corso nuovo per la chiesa. Il cardinale di Milano Tettamanzi, che pure aveva avuto molti consensi evocando lo spirito del Concilio, fu stoppato  dall’intervento di Benedetto XVI, un peana al lavoro svolto da Ruini: “l’Italia è un terreno assai favorevole per la testimonianza cristiana. La Chiesa qui è una realtà molto viva che conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione”.
Di particolare interesse è il saggio di Melloni, che spara a pallettoni sull’operato di Ruini. Per lui l’incontro di Verona è stato comunque “la fine di una stagione in cui la perla della fede sembrava essere dichiaratamente secondaria rispetto al riconoscimento che veniva dalla politica”. Tagliente il giudizio sulla chiesa wojtyliana definita “poco convincente”. I principali successi di Ruini sono quelli economici che fanno della chiesa italiana “una delle più grandi aziende del paese per utile al netto delle tasse”, “visibilità mediatica”, ”luminescenza politica”. L’astro di Ruini si illumina col nuovo sistema finanziario previsto dal Concordato che “consegna alla Cei una leva economica prima impensabile”. Melloni conclude con una certezza sul ruinismo: “quando finirà, ci sarà una fine repentina e sorprendentemente rapida”. E’ quello che si augura questo storico della chiesa che ama Dossetti. Tiziana Ficacci
(*) - Lettera ai Corinzi 6:12
(**) - Recensione del libro Il partito di Dio, vedi 14/11/’06
da qui LEGGI


3/1/07 - Venere non sorride in una casa di lacrime (*)

L’unanimità mostrata dai politici italiani (e una parte consistente di quelli europei e americani) nella condanna che ha circondato l’esecuzione di Saddam Hussein mi provoca un leggero fastidio, piccolo ma persistente, come un buchino sulla punta della calza. Probabilmente se gli iracheni avessero scelto l’ergastolo invece che l’impiccagione, la nascente democrazia irachena avrebbe dimostrato una superiorità morale in confronto al precedente regime. Ma nella maggioranza dei paesi islamici vige la pena di morte e imporre un pensiero esterno è una forma di colonialismo culturale, come a dire che siamo convinti della superiorità della civiltà occidentale. Saddam Hussein dentro un carcere magari sarebbe stato pericoloso per il consolidamento della democrazia. Alt alt alt. Non sto approvando l’esecuzione - seppure di un tiranno - ma il sentiero dello sviluppo può avere delle scorciatoie? La Francia e il Vaticano, ad esempio, solo in tempi recenti hanno abolito la condanna a morte. Israele, che pure prevede la morte per terrorismo, l’ha utilizzata solo per il nazista Eichmann. Certo impressiona vedere scene di giubilo per l’esecuzione di Saddam, perché è completamente alieno dalla nostra cultura esaltarci quando un nemico cade (?). Ma se pure la politica e la morale si intrecciano, non sono mai la stessa cosa. Un plauso a Pannella che ha saputo anche questa volta, proponendo la moratoria, scuotere la politica italiana, ma no a quanti pensano che Saddam andava salvato per motivi umanitari. Tiziana Ficacci
(*) Romeo e Giulietta, atto IV, scena I


2/1/2006 - All the King's men

Circa tre anni fa, quando Buttiglione era Ministro delle Politiche Comunitarie, durante un' audizione a Bruxelles che doveva verificare la possibilità a ricoprire il ruolo di Commissario UE, disse di avere una fede religiosa a cui non avrebbe rinunciato, ma che  non avrebbe influito sulle sue scelte pubbliche. Incalzato rivendicò il diritto di considerare il matrimonio esclusivamente tra un uomo e una donna. Non potendo il resto dell’Unione accodarsi all’arretratezza dell’Italia, lo bocciò per quel ruolo.
Sul Financial Times leggiamo la storia, che presenta curiose analogie, di Mitt Romney, governatore uscente del Massachussets, e ora in corsa per le primarie repubblicane del 2008. Romney è mormone. E’ solidamente pro-life, nemico del matrimonio gay, contro la sperimentazione sugli embrioni. Ma negli Stati Uniti (anche tra i repubblicani) il timore dei mormoni è forte, e il gran successo della serie Big Love (in Italia su Fox Life) che racconta la storia quotidiana di una famiglia poligama dello Utah, ha rispolverato antichi pregiudizi. In realtà la Chiesa mormone ha ufficialmente abbandonato la poligamia nel 1890 affinché lo stato dello Utah potesse entrare a far parte della federazione americana, ma le cronache raccontano di una usanza che coinvolge ben quarantamila persone. L’idea che un presidente mormone, la cui religione insegna che gli uomini con più mogli hanno maggiori opportunità di entrare in paradiso, inquieta gli americani, così come gran parte dell’Europa si è agitata per un politico che più che ai diritti della persona si rifà alla sacra famiglia di Betlemme. Per il Financial Times Romney ha tutto il diritto e la libertà di credere e professare la sua religione ma non dovrebbe candidarsi a guidare il paese, anche perché non ha mai preso le distanze da usanze ancora così in voga in quella comunità. Mitt Romney ha risposto che la grandezza degli Stati Uniti sta nel fatto che “tutti abbiamo diritto ad avere una fede forte e personale, ma come nazione riconosciamo il diritto di tutti a credere a ciò che vogliono e di non imporre agli altri ciò che crediamo noi”. Una risposta diversa dalla buttiglionesca, ma soprattutto un paese che non si fa scudo del Vaticano. Tiziana Ficacci


2/1/07 - Amanti io n' ho quanti ne bramo, chi m'amerà io l' amerò

Arrivano i nigeriani
, titola tagliente il settimanale conservatore Weekly Standard a proposito della decisione di confluire nella congregazione africana da parte delle 7 antiche chiese della Virginia dalle cui tribune era stata letta la Dichiarazione di indipendenza.  Lo scorso novembre tre designazioni cristiane si sono incontrate a Baltimora (Maryland); i vescovi cattolici per persuadere i fedeli omosessuali alla castità, i battisti della Carolina del Nord per respingere i ministri che assolvono il disordine morale, i presbiteriani per processare un reverendo che ha sposato due donne. In questo sereno e amicale clima si è consumato lo scisma di 7 chiese episcopaliane della Virginia, cui probabilmente seguiranno altre defezioni, per aderire alla comunità anglicana della Nigeria. Nel 2003, anno dell’ordinazione del vescovo gay Gene Robinson come capo della diocesi del New Hampshire, ben 36 comunità hanno abbandonato gli episcopaliani. L’arcivescovo Katherine Schori, prima donna anglicana a comandare una congregazione, ha dichiarato che la fuoriuscita non è una risposta adeguata alla gestione delle diversità. Schori aveva già prodotto sconquassi parlando di madre Gesù e benedicendo unioni gay nella sua diocesi del Nevada.
L’arcivescovo nigeriano Peter Akinola, che con 17 milioni di fedeli guida la più vasta comunità di anglicani, accogliendo le 7 parrocchie della Virginia ha detto che l’ordinazione dei gay è la dimostrazione della tendenza liberal a considerare la propria agenda più importante dell’obbedienza alla parola di Dio. Tiziana Ficacci


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