LA PAGINA DI TIZIANA
21/12/06 - Vuoti legislativi e vuoti natalizi. Sofferente, senza speranza, appena quarantunenne ed amante della vita, al medico e amico Robert Klopstock che esitava a praticargli l’iniezione mortale di morfina, Franz Kafka disse: “mi uccida, altrimenti è un assassino”. |
20/12/06 - Dove sono finiti ? """"Il dissenso non può essere rinchiuso in confini geografici, non può essere sepolto da un potere cieco e feroce, perché tutti noi siamo, al di là delle distanze, sempre connessi. Navighiamo in internet, recuperiamo immagini ed informazioni dagli stessi media, ci confrontiamo con posizioni ed esperienze estranee e diverse dalla nostra. E ciò ci consente di sperare che lì ci sono energie fresche e moderne per sfondare la terribile cortina della repressione teocratica, per favorire un lento, forse lentissimo, processo di democratizzazione e trasformazione """" (dall’appello di Tobia Zevi e Daniele Nahum dell’Unione giovani ebrei italiani) In Iran la libertà di parola non c’è per gli studenti che, con coraggio, hanno gridato morte al tiranno al presidente Mahmoud Ahmadinejad. Le notizie che arrivano dall’Iran non sono rassicuranti. Tre o quattro di quelli che hanno affrontato il presidente al Politecnico sarebbero scomparsi. Potrebbero essere nel carcere di Evin, nella sezione 209, la camera della tortura. Secondo il Guardian già durante la contestazione il presidente iraniano aveva conteso i giovani ricordandogli che il codice disciplinare prevede tre stelle, equivalenti alla sospensione dagli studi, e i tre stelle potrebbero essere inviati per decreto a fare i sergenti nell’esercito. Babak Zamanian, portavoce del Comitato studentesco dell’Università Kabir, racconta che vigilanti piantonano i pensionati dove dormono gli studenti sovversivi. Riferisce il giovane Armin Salmasi, “il giorno della contestazione al Politecnico, altri universitari di altre città hanno fatto sentire la loro voce”. Gli studenti temono una dura repressione e, dice Salmasi, “il movimento studentesco sta diventando sotterraneo come prima della rivoluzione”. |
18/12/06 - L' elemento folcloristico eravamo noi ( * ) 1- Finalmente Fassino ha scoperto le carte. Durante il Consiglio nazionale DS ha mirato al cuore imponendo all’interno del partito la discussione sulla questione cattolica in previsione del partito democratico che verrà(?).”Una questione aperta è quella della laicità davanti all’emergere di nuove questioni antropologiche. Dobbiamo scegliere quale metodo adottare: possiamo rispondere in termini identitari, facendo anche di drammatici e inediti dilemmi quali la dura sofferenza di Welby l’ennesima occasione per dividerci in modo ideologico, - ha detto Fassino al Consiglio - oppure trovare il coraggio di ascoltare e comprendere le ragioni dei diversi approcci e cercare insieme soluzioni condivise. La laicità non è il rifugio di una presenta e illusoria neutralità in uno spazio asettico”. Secco e preciso come del resto le parole di Serafini, senatrice DS (e moglie del capo, lo scrivo solo perché lei lo fa pesare): “Dai cattolici ho imparato molto e rivendico nel dialogo con loro un approccio pragmatico. Abbiamo soltanto un’alternativa: parlare, confrontarci, mediare. Altrimenti rischiamo il bis del referendum sulla fecondazione assistita”. Sembra la posizione del segretario, segnare una certa continuità con il moralismo del Pci già mostrato ai tempi dell’aborto e della famigerata posizione di Togliatti sul concordato. Inoltre sembrerebbe una sua candidatura alla eventuale leadership del partito democratico che verrà (?). |
16/12/06 - Passò quel tempo, Enea, che Didone a te pensò. Dopo la visita di B16 la Turchia è rientrata nel cono d’ombra, ma, a noi che amiamo la democrazia e la laicità la vita di quel paese continua a interessarci. |
14/12/06 - Le leggi son, ma chi pone mano ad esse ? (*) Levigare, limare, smussare, distinguere, specificare, sminuire, sdrammatizzare, ridimensionare e, soprattutto, non nominare mai il matrimonio. Sarà solo tutela dei diritti delle persone, né più né meno di quello che aveva previsto il programma. Non parlare più di pacs ma aggiustare il tiro su qualcosa che non turbi le famiglie (leggi Vaticano). No, non sono i ccs, (i minimalisti contratti di convivenza solidale di Rutelli) di natura strettamente privata e non pubblica. Per carità (o amor di Dio) niente papillon e veli bianchi, perché il rito non ci sarà ma basterà un’iscrizione a un apposito registro comunale, un atto burocratico che sancirà qualcosa che già c’è, cioè “un legame affettivo non assolutamente equiparabile al matrimonio”. Spicciativa anche la fine dell’unione di fatto, che dovrebbe avvenire su richiesta di un solo componente. Pieni di spine i capitoli riguardanti la reversibilità della pensione e della successione, giacché, si sa, la disciplina tributaria e quella previdenziale sono di rilevanza pubblica perché attivano oneri che riguardano lo stato e non ci si può giocherellare come con il resto. L’adozione ovviamente resta fuori perché la ciccia messa sul fuoco basta e avanza per scottarsi non solo le dita ma tutto il corpo. |
12/12/06 - Venite tutte avanti mie belle mascherette. Nel dibattito che si è aperto sull’eutanasia mi colpisce in particolare un argomento: quello che dice il no all’eutanasia lo impone la nostra civiltà – cultura – tradizione. Insomma, i valori, una parola che vorrei eliminare dal dibattito politico e magari da tutte le discussioni pubbliche. Potrei facilmente dire che quello che per me è un valore non necessariamente lo è per altri e chiudere qui, oppure domandare chi stabilisce quali sono i nostri valori, chi marca il confine tra quello che può stare dentro o fuori le nostre case (la nostra civiltà) e chi, soprattutto, garantisce sulla giusta applicazione di questi principi. Probabilmente sto scrivendo banalità, lo ammetto senza timore. Viceversa l’alternativa è lo stato etico , cioè la cancellazione dei miei-nostri valori, della mia-nostra civiltà, della mia-nostra cultura, quella che mi è stata insegnata dalla mia famiglia, dalla scuola, dagli amici, cioè la tradizione liberale - democratica - laica. Francesco Paolo Casavola è il nuovo presidente del Comitato nazionale di bioetica. Viene descritto come un cattolico particolarmente attento al laicismo e con grande conoscenza e pratica dell’arte della mediazione. |
9/12/06 - Nessun dorma.Il 5 dicembre il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sospeso Davide Mattellini, direttore della Voce di Mantova, dopo un esposto presentato un anno prima dal presidente della Comunità ebraica di Mantova per quanto da lui scritto dopo una volgare polemica innestata da Mario Borghezio sul simbolo della Croce Rossa. Il leghista aveva affermato che la Mezzaluna islamica e la Stella di David israeliana avevano chiesto di sostituire la croce con un rombo rosso. E’ appena il caso di ricordare che il cambiamento di simbolo è stata scelta autonoma della CRI per il timore di attentati in alcuni paesi islamici. La Voce di Mantova titolò in prima pagina: “Ora anche gli ebrei contro la croce. Cancellare quella croce per accontentare i sottanoni degli arabi o gli israeliani coi trecciolini che s’inzuccano contro il muro è una bestemmia bella e buona. Ma che cosa siete perdio? Vi ha morso un vampiro, se alla vista di una croce scappate via… Sarà ma a me comincia a nascere il sospetto che un popolo, per aver subito 40 persecuzioni in duemila anni, sempre vittima non deve essere stato. Quantomeno un po’ rompicoglioni lo è…” Il direttore Mattellini, non pago di aver scritto questi poco originali luoghi comuni, rispondendo alla lettera di plauso del coordinatore provinciale di Azione Sociale di Alessandra Mussolini, definisce “una tracotanza ebraica il fatto che Israele ha protestato con il Vaticano perché il Papa non lo ha citato tra gli stati vittime di terrorismo”. Nella difesa di Mattellini (che è possibile leggere su www.odg.mi.it/docview.asp?DID=2581 ) dichiara “non merito una Norimberga e le mie opinioni sono condivise da oltre il 15% della popolazione”.Non voglio esprimermi sul provvedimento (peraltro tardivo e dopo una denuncia), ma vorrei segnalare che quanto affermato da Mattellini è condiviso e sostenuto da una percentuale molto maggiore da quella da lui denunciata. Forme diverse di antisemitismo sono presenti in molti cattolici praticanti, in quasi tutti i politici che individuano nei soli valori cristiani modelli di comportamento al posto dei valori laici e, soprattutto, da molte persone che trovandosi in situazioni di ambiguità politica si muniscono di bandierine israeliane durante qualche corteo per alleggerire i sensi di colpa provocati dalle loro scelte (fingendo di non vedere la croce celtica sbandierata qua e là nel loro stesso corteo). Il prossimo 27 gennaio , giornata della memoria, vedremo politici di entrambi gli schieramenti ricordare con voce tremante la Shoah, in realtà ricordando il solo ebreo che sa fare l’ebreo, cioè il soccombente. |
8/12/06 - Incidenti (ridicoli) di percorso. Già in una piccola nota che figura in questa pagina (vedi al 17/09/06) avevo rilevato un certo stato confusionale del ministro dell’Istruzione Fioroni, astro luminoso nel firmamento della Margherita. Ma, la scorsa settimana si è toccato il fondo (ma esiste un fondo per i politicanti italiani?). |
6/12/06 -
Madamina il catalogo è questo....
Cat Stevens sarà uno dei protagonisti del megaconcerto in onore dei Nobel per la pace che si terrà a Oslo l’11 dicembre. Come è noto il cantante si è convertito all’islam prendendo il nome di Yusuf Islam ma, come spesso accade per i neofiti, ha caricato di troppi significati la sua conversione disseminandola di dichiarazioni poco pacifiche. Recentemente è stato espulso da Israele per la sua instancabile raccolta di fondi a favore di Hamas; dichiarò che se Rushdie, colpito dalla fatwa, avesse bussato alla sua porta lo avrebbe personalmente portato da Khomeini; si è vantato di avere ottimi rapporti con il predicatore Omar Bakri, bandito dal Regno Unito; di essere amico di Omar Abdel-Rahman condannato per terrorismo negli Usa. Tra le sue dichiarazioni quella sul niqab, “la bellezza e la forma della donna non deve essere vista da maschi che non le sono vicini”. Sul terrorismo “il problema non è l’islam ma troppo poco islam”. Sull’ebraismo “gli ebrei non sembrano rispettare Dio né la sua creazione. Non ci sarà giustizia fino a che gli ebrei non lasceranno la terra santa dove solo l’islam potrà portare la pace”. |
4/12/06 Il programma, che prevede finanziamenti per studi che utilizzano cellule staminali embrionali, godrà di fondi per 52 miliardi di euro (fondo approvato dall’europarlamento giovedì scorso). Come è noto a maggio il ministro della Ricerca Mussi ha ritirato la scandalosa firma del nostro paese dalla dichiarazione etica contro il finanziamento di ricerche che implicano la distruzione di embrioni sostenuta anche da Germania, Polonia, Austria, Slovacchia, Malta. La vergognosa firma italiana faceva in modo che venisse meno la minoranza di blocco che impediva il finanziamento comunitario di quel tipo di ricerca. |
2/12/06 Patrizia Del Monte, dirigente Ucoii vedrebbe con favore la poligamia in Italia. |
1/12/06 - La vita turbinosa di Binetti. |
29/11/06 - Turchia. Cosa trova B16Finalmente Benedetto XVI è arrivato ad Ankara, rasserenato dalla manifestazione di domenica inferiore per adesioni alle aspettative degli organizzatori, rassicurato dall’incontro con il premier Erdogan con il quale ha fatto qualche passo indietro sul no all’ingresso in Europa, leggermente strapazzato dal gran muftì. Hrant Dink è un giornalista armeno sotto processo per violazione dell’articolo 301 del codice penale. Il 301 punisce gli oltraggi all’identità turca ed è sottolineato con la penna rossa nel Turkey 2006 Progress Report presentato dal Commissario all’allargamento. Dink sostiene che il problema della Turchia non è il rischio dell’islamizzazione ma il nazionalismo: “Erdogan fino ad oggi non ha fatto niente di islamista in quattro anni di governo, non ha neanche corretto la legge che vieta alle donne di coprirsi la testa negli uffici pubblici e nelle università. La ministro delle Politiche familiari e delle donne è sempre scoperta. La moglie di Erdogan indossa il foulard, ma le mogli di ben sei ministri non lo indossano. Se oggi il progresso di democratizzazione del paese ha qualche possibilità di progredire, dobbiamo dire grazie a Erdogan e al suo impegno per l’ingresso nell’Unione europea”. |
27/11/06 - Altri che aspettano B16 All’indomani del discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, Ali Bardakoglu fu il più critico tra i religiosi islamici. Individuò nella lezione papale una frustata agli sforzi compiuti per riconciliare le religioni e, nello stesso tempo, mostrava l’odio nel cuore di Joseph Ratzinger. Martedì Bardakoglu, presidente dell’ufficio governativo per gli affari religiosi della Turchia, incontrerà il papa, ma su Ratisbona non deflette : “se un politico o un leader religioso dice cose sbagliate è un dovere dire la cosa giusta e presentare la nostra religione. Ma siamo un paese civile e se qualcuno viene come ospite, lo accogliamo con il massimo degli onori”. In Turchia le tensioni interreligiose esistono: lo stesso Bardakoglu ricorda l’episodio di Trebisonda quando il prete cattolico Santoro venne ucciso, ma non tace il disappunto con la Santa Sede per le pressioni sulla libertà di culto perché, dice “qui tutte le religioni vivono in libertà. E se gruppi decidono di indire manifestazioni contro la visita, qui sono libere di farlo perché la Turchia è un paese democratico e laico”. |
25/11/06 - Nella giornata contro la violenza sulle donne due recensioni di Tiziana FicacciAriel Levy, Sporche femmine scioviniste, Castelvecchi, euro 15 Giulia Galeotti, Storia del voto alle donne in Italia, Biblink, euro 24 |
24/11/06 - Mazal Tov (1) Amit e UziAmit Kama è stato il primo parlamentare dichiaratamente gay alla Knesset (2) in rappresentanza del Meretz (3). Insegna Teoria della comunicazione all’Academic College di Emek Yezreel. Quando era giovane venne cacciato dall’esercito e nel 1993 portò al successo la campagna per l’abolizione delle discriminazioni di gay e lesbiche nello Tsahal (4). Dopo quindici anni di convivenza Amit ha sposato Uzi Even in Canada. Tornando in Israele non potendo registrarsi come coppia sposata (5) si è rivolto (insieme ad altre coppie) all’Alta Corte di giustizia che ha votato con sei voti favorevoli su sette approvando le unioni. La nuova coppia ha adottato un ragazzo gay al quale hanno dato i loro cognomi, Yossi Even-Kama, che dal 1996 al 1999 ha servito l’esercito come soldato gay. La sua adozione potrà essere riconosciuta in Israele dove la legge prevede che solo gli sposati possono adottare. (1) - Buona fortuna. Espressione usata nei matrimoni e nelle nascite |
22/11/06 - Mazal Tov (1) Israele Chi conosce Israele non sarà rimasto sorpreso della sentenza emessa dall’Alta Corte di Giustizia che ha riconosciuto cinque coppie omosessuali sposatesi in Canada (dove il matrimonio tra gay e lesbiche è possibile dal 20 luglio 2005). Ancora abbiamo memoria della recente deliberazione della Corte israeliana sulla opportunità del gay pride rinviato più volte per motivi di sicurezza - sempre forti in quel paese - e che, per la particolare occasione, anche gli ebrei utltraordossi, con i loro anatemi superstiziosi, hanno contribuito a rendere insicuro. |
| 21/11/06 - Geografia delle nozze gay
“In tutte le nostre tradizioni il matrimonio è in sostanza l’unione tra un uomo e una donna. La comprensione della struttura del matrimonio non è di carattere esclusivamente religioso, ma è condivisa dalla società e dalle culture di tutto il mondo durante i secoli… Come istituzione sociale il matrimonio concerne principalmente il bene comune e non i diritti individuali… Il matrimonio tra un uomo e una donna merita una protezione speciale del governo ed un riconoscimento sociale.” E’ la dichiarazione sul matrimonio firmata a Ottawa (Canada) da ben quaranta leader di varie religioni. Con tutta evidenza si annuncia battaglia alla legge federale sulle nozze anche per gay e lesbiche. La legge venne approvata il 20 luglio 2005 al Senato canadese e ottenne l’approvazione della Corona con la firma del(l’allora) governatore Adrienne Clarkson. I conservatori, in quel momento all’opposizione, si batterono perché ci fosse una diversa definizione di matrimonio, cioè che si definisse matrimonio quello fra uomo e donna, perché la definizione “tra due persone” oscura il principale fine del matrimonio. |
20/11/06 - Coppie di fatto. Un Decreto Legislativo potrebbe aprire una breccia nel muro politico-religioso anti-gay. Qualche giorno fa al Consiglio dei Ministri si è discusso lo schema di decreto legislativo che dovrebbe recepire (come spesso in ritardo) la direttiva europea 38/2004 in materia di ricongiungimenti familiari. |
16/11/06 - Il significato della vitaRichard Dawkins, professore di comunicazione della scienza all’università di Oxford ha dedicato il suo ultimo libro all’ateismo. The God delusion (l’illusionedi Dio), purtroppo ancora non è disponibile in italiano* ma negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è un gran successo ed è il titolo più venduto su Amazon.com, la più grande libreria digitale del mondo. L’autore è stato spinto a questo studio dopo l’11 settembre che ha letto come il più impressionante risultato del fanatismo religioso. Dawkins individua, anche tra i credenti più moderati, un fertile terreno di coltura per l’estremismo. “Il problema è che i credenti, diciamo moderati, a qualunque religione appartengano, contribuiscono a creare un’atmosfera più confortevole e sicura per gli estremisti, perché promuovono l’idea della fede come virtù assoluta e obbligano tutti a un rispetto eccessivamente devoto della religione”. Il libro si propone di dimostrare che Dio non c’è; perché l’uomo è il prodotto di una lenta evoluzione che in 13 miliardi di anni ha portato all’oggi. Utilizzando come fonte Ch.Darwin, l’autore contesta i creazionisti ponendosi una domanda: “Chi ha creato Dio? Perché un Dio capace di disegnare un universo del genere deve essere una entità supremamente complessa e altamente improbabile, la cui esistenza necessita di spiegazioni ancora più grandi di quelle necessarie a spiegare la nostra esistenza”. Alla prevedibile domanda che non si può fornire prova assoluta che Dio non esiste, il professore risponde:”Ci sono un’infinità di cose di cui non possiamo provare in modo definitivo l’inesistenza… eppure non le prendiamo sul serio, a meno che non vi sia qualche ragione concreta per credere che esistano. Perché dovremmo ragionare diversamente su Dio?” Particolarmente interessante è l’analisi sulla trasmissione della credenza; Dawkins richiama la nostra attenzione sulla recettività dei bambini ai quali gli adulti raccontano che Dio esiste e questa fede viene trasmessa da generazione in generazione. “Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o musulmano, eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è marxista. Con la religione si fa una eccezione”. Al quesito più comune su quale è il senso della vita se non si crede, la risposta piuttosto condivisibile del professore è: “l’esistenza avrebbe un significato assai maggiore. La visione scientifica dell’esistenza è poetica fino a risultare quasi trascendentale. Siamo incredibilmente fortunati ad avere avuto il privilegio di vivere per alcuni decenni su questa terra prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi siamo ancora più fortunati, perché possiamo comprendere, apprezzare e godere l’universo come nessuna delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. Ecco cosa da significato alla vita. E il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l’unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura”.
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14/11/06 - I Discepoli di Dio - Marco Damilano, Il partito di Dio, Einaudi, euro 14.50Un proverbio romano dice “piove o nun piove, er papa magna”. Con lo stesso fatalismo oggi potremmo dire “Prodi o Berlusconi a comandare è sempre il papa”. In estrema sintesi è questo che emerge scorrendo l’ultimo libro di Damilano, giornalista de l’Espresso, quando leggiamo “la chiesa, dopo il trionfo al referendum sulla fecondazione, sembra l’unico potere forte in circolazione”. L’autore parte dalla fine della DC e dall’ascesa al vertice della Cei di Ruini. Don Camillo è descritto come un astuto politico che esercita il comando con pugno di ferro in guanto di cachemire, fino a quando, nel ’95, prende atto che l’unità dei cattolici è finita. E da vita (con molta abilità) alla più grande operazione di riposizionamento della chiesa italiana. Nasce il Partito di Dio: la chiesa che gioca in prima persona conquistando le leve del potere economico e politico. La Cei di Ruini fa tacere i dissidenti, riconduce all’ordine movimenti e associazioni, controllando tutto fino alla più minuscola diocesi. E i “funzionari di Dio” , gli uomini di fede, sono dei manager. E l’Italia è “il fronte avanzato della nuova battaglia che la chiesa combatte a livello mondiale”. Una tragedia? Si probabile, anche se Damilano sceglie di chiudere con le parole di don Milani: “Per un prete, quale tragedia più grossa potrà venire? Avere in mano sacramenti, camera, senato, stampa, radio, campanili, pulpiti, scuola e con tutti questi mezzi raccogliere il frutto di essere derisi dai poveri, odiati dai più deboli, amati dai più forti…” |
12/11/06 - 5 saggi per l’islam italiano
Nell’aprile del 2007 sarà pronta la Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione , fortemente voluta dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, all’indomani della grana creatasi tra musulmani radicali e moderati dopo la pubblicazione da parte dell’Ucoii di un manifesto antisemita. La Carta dovrà essere sottoscritta dai nuovi cittadini che si impegneranno a rispettare i principi laici della nostra società. Cinque giuristi redigeranno il documento, elaborato sulle fedi islamica,ortodossa, buddista.Di seguito un breve ritratto dei cinque saggi nominati dal Viminale. |
10/11/06 - Un marito per tre Bill Henrickson (l’attore Bill Paxton) è un commerciante di Salt Lake City, nello Utah. E’ sposato con Barb. Con Nicky. Con Margie. Tutte e tre perché Bill è un mormone, e i mormoni ammettono la poligamia. Le tre donne vivono in case vicine con i rispettivi figli e, a turno, si dividono il marito per la notte. E’ il tema di Big Love, serie tv “scandalosa” (vedi sotto 11.10.’06)prodotta da Tom Hanks per la rete Hbo e che potremo vedere dal 13 novembre tutti i lunedì alle 22.45 su Fox Life. Oltre agli usuali problemi degli sposati, ogni moglie deve fronteggiare le proprie difficoltà personali: Nicky (Chloe Sevigny già vista in Melinda & Melinda)dipendente dallo shopping compulsivo, Barb (Jeanne Tripplehorn di Sliding Doors) poco materna con i suoi tre figli, e Margie (Ginnifer Goodwin)la moglie più giovane in preda alla ossessività e alla gelosia sessuale. |
9/11/06 - Turchia in Europa ?Due rapporti, il primo preparato dal Commissario all’Allargamento, il finlandese Olli Rehn, e il Turkey 2006 progress report, si sono abbattuti ieri come una frusta su quei turchi che aspirano a entrare nell’UE. Il maggiore ostacolo sembra essere la mancata soluzione della questione cipriota*. Ma, anche i diritti civili, in particolare le questioni riguardanti le donne, le minoranze, la libertà religiosa, non sembrano ancora essere equiparabili agli standard europei. Molte persone sono state processate per avere espresso liberamente le proprie opinioni, e in troppi casi la polizia ha fatto uso eccessivo della forza. Non c’è diritto di sciopero. Giuridicamente le donne sono tutelate, ma, nella pratica, i diritti delle donne sono largamente disattesi nelle regioni più povere. Nel Sudest molte neonate non vengono registrate all’anagrafe, con gravi conseguenze sui matrimoni forzati e i delitti d’onore poiché risulta complicato identificare queste donne. Proselitismo e propaganda religiosa non sono formalmente proibiti. L’indicazione obbligatoria della propria religione è stata abolita solo per alcuni documenti, ma non su tutti, lasciando quindi aperte le porte a possibili discriminazioni. Ancora: le comunità religiose non islamiche non hanno personalità giuridica e non possono avere beni. Secondo Massimo Introvigne, autore del saggio La Turchia e l’Europa. Religione e politica nell’islam turco (Sugarco) , “se le norme in vigore sono ancora quelle volute da Ataturk e dai suoi successori, che vietano anche agli islamici alcune manifestazioni di pratica religiosa, nella vita quotidiana quei divieti, e in particolare quello del velo nei luoghi pubblici, sono largamente disattesi, a parte alcune situazioni sulle quali c’è un forte controllo, come le università, le scuole , i ministeri e il Parlamento.”*Il governo turco ha interrotto le relazioni diplomatiche con Cipro nel 1974, quando inviò l’esercito a occupare il nord dell’isola |
7/11/06 - Italiani, brava gente.“Prima di tutto vorrei precisare…” Prego. “Non sono antisemita, non ho nulla contro gli ebrei, anzi”. Paolo Salom, ottimo giornalista del Corriere della Sera, è un po’ stupito. Non pensava che Alessandro Gatto, 49enne artista trevigiano, avrebbe accettato di spiegare le ragioni che lo hanno portato a spedire una sua vignetta sull’Olocausto al concorso organizzato a Teheran e fortemente voluto dal presidente Ahamadeinejad. La giuria ha deciso di assegnargli un premio speciale (un trofeo e tre monete d’oro) che gli sarà recapitato in Italia. La vignetta di Gatto riproduce la giacca a strisce bianche e azzurre dell’internato ebreo nei campi di concentramento nazisti: dietro le strisce, che formano le sbarre di una prigione, si vede un arabo dall’espressione intimidita. Il messaggio è chiaro: i perseguitati di un tempo sono diventati i persecutori di oggi. E dietro Israele, paese nato per gli spaventosi sensi di colpa europei e per risarcire gli ebrei dallo sterminio voluto da Hitler, c’è l’ombra del nazismo. Parecchie delle 220 vignette in mostra alla Casa della caricatura iraniana hanno insistito sullo stesso concetto. Il ministro iraniano della Cultura Hossein Saffar-Harandi ha ringraziato gli autori giunti da sessanta paesi che, ha detto “hanno accettato di esporsi al pericolo per far conoscere al mondo la realtà”.Il ministro ha spiegato “che l’odio può avere una sua bellezza se viene espresso contro le azioni dei tiranni, e in particolare della tirannia sionista: allora vengono espressi amore e bontà verso le vittime di tale tirannia”. Il vignettista italiano non ha avuto problemi a partecipare ad un concorso che aveva fini chiaramente politici e strumentali perché, dice “rispondo solo del mio lavoro e sono il primo a condannare le altre vignette che hanno partecipato al concorso”.Come italiani dobbiamo essere orgogliosi che un nostro connazionale si sia meritato un premio speciale. Oppure no? Tiziana Ficacci |
11/06/06 - Scherzare su Allah
Shazia Mirza,comica, trentenne, inglese, figlia di immigrati dal Pakistan, l’8 novembre andrà in India per una tournée sponsorizzata dal British Council. Dopo l’11 settembre la sua comicità ha sdrammatizzato la paura dei suoi connazionali non musulmani, burlandosi dell’ignoranza sui dettami della sua fede (non bevo alcol, non fumo, non faccio sesso… ma prendo qualche pastiglia di ecstasy… il corano non dice niente contro…). Ma infrange anche alcuni tabù della sua religione sulla famiglia (mia madre sta cercando di combinarmi il matrimonio da quando avevo diciotto… mesi), e addirittura sul profeta (stavo pregando quando qualcuno mi ha tastato il culo. Ma ho pensato, stai tranquilla, alla Mecca può essere soltanto la mano di Allah). |
6/11/06 - Il matrimonio fa bene alla copula. Una ricerca sui costumi sessuali nel mondo pubblicata sulla rivista inglese Lancet, svela che chi è sposato fa più sesso di chi non vive in coppia. |
1/11/06 - Turchia . L’allarme dei militari sulla perdita della laicità |
29/10/06 - Che imbarazzo! Vent’anni fa credevamo in DioWired, mensile americano di tempi moderni, ha dedicato un dossier ai nuovi ateisti con una inchiesta del giornalista Gary Wolf che incontra tre scrittori. |
28/10/06 - Sam Harris, La fine della fede. Religione, terrore e il futuro della ragione, Nuovi Mondi Media, euro 18.50 |
28/10/06 - Zalkind Hourwitz, Apologia degli ebrei, Medusa Edizioni, € 11.50 Nel 1787 l’Accademia delle arti e delle scienze di Metz mise a concorso un premio per la migliore esposizione sul tema “C’è modo di rendere gli ebrei più felici e più utili alla Francia?”. In quel paese nel tardo Settecento l’atteggiamento verso gli ebrei era estremamente colpevolizzante per il timore che la religione non gli consentisse di accettare le leggi francesi. L’idea corrente era quella di “rigenerare” questa etnia, togliendogli le abitudini alimentari, la ritualità, la prospettiva della Terra promessa. Il premio per il contributo più originale venne assegnato a Zalkind Hourwitz, un venditore ambulante che veniva da uno shtetl* della Polonia che aveva una idea ben diversa: il sistema per rendere gli ebrei felici e utili? Smettere di renderli felici e inutili. Leggiamo: “non sono gli ebrei, ma i cristiani che bisognerebbe rigenerare. Offrire la possibilità di avere altre occupazioni e rendere possibile l’accesso alla cittadinanza. Cittadini come gli altri, lavoratori come gli altri, ben presto gli ebrei si integreranno nella collettività dei cristiani senza per questo rinunciare alla loro identità religiosa. Occorre vietare ai rabbini l’esercizio di qualsiasi potere al di fuori della sinagoga; bisogna aprire ai bambini le porte delle scuole pubbliche, proibire l’uso dell’ebraico nelle transazioni commerciali”. Le tesi di Hourwitz sembrarono così buone ai funzionari della monarchia borbonica che il 23 maggio 1789 (50 giorni prima della presa della Bastiglia) l’ambulante ebreo diventò il conservatore dei libri e dei manoscritti orientali presso la Bibliothèque royale. Purtroppo l’emancipazione ottenuta dagli ebrei nel 1791 durante la rivoluzione, venne quasi azzerata da Napoleone. Tiziana Ficacci |
27/10/06 - Una tv ridicolaIn una giornata tipo, in tv vediamo ragazze bellissime che girano seminude, pseudopsichiatri e preti pulp come venerati opinionisti, cultura ridotta in quiz, fiction su papi e santi sempre buoni, famiglie che si riabbracciano dopo anni di liti negli studi televisivi, comici sguaiati che fanno continue ed esasperate allusioni sessuali, ma… sono tutti cristiani devoti. |
24/10/06 - Uno sciopero per garantire i garantitiOggi e domani due giorni di sciopero dei giornalisti radiotelevisivi, proseguimento di quello di tre giorni di due settimane fa della carta stampata. I giornalisti però con lo sciopero non c’entrano niente perché sono i direttori che decidono. Le redazioni e gli uffici stampa tacciono e si godono quel giorno di vacanza “che male non ci fa”. |
21/10/06 - Ridere dei propri scheletri. Ieri sera alla Festa del Cinema di Roma negli Eventi Speciali, è stato presentato il film Borat-cose culturali imparate di America per fare beneficio gloriosa nazione di Kazakistan. Il Borat del titolo è Sacha Baron Cohen, uno splendido inglese trentacinquenne, popolare negli Usa per l’Ali G Show, programma di Channel 4. La fila per la proiezione era lunghissima, ma come per tutte le cose che succedono in questa Festa, e ormai a Roma, molto ordinata e serena. *quando gli ebrei fungevano da asini montati dai romani sotto gli occhi del pontefice. Correndo da Via del Corso e Piazza della Cancelleria. Durante il carnevale, prima della quaresima. |
20/10/06 - Parlare d'amore e essere morto. Sarebbe stato bello che la rai, rispondendo all’appello del presidente della Repubblica di discutere sul caso Welby, avesse trasmesso il film di Alejandro Amenabar Il mare dentro. Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso *in dibattito al parlamento |
18/10/06 - In Gran Bretagna Ruth Kelly, ministro inglese per le Comunità, ha promosso una campagna per suggerire ai musulmani moderati che la sicurezza nazionale potrebbe essere compromessa a causa dei loro correligionari estremisti, indicando i campus universitari come possibili luoghi di reclutamento. Secondo il Guardian si parla di un monitoraggio preventivo nelle università. Wakkan Khan, presidente della Federazione degli studenti islamici ha dichiarato che sarebbe la più grande violazione ai diritti degli studenti musulmani sul territorio della Gran Bretagna. |
15/10/06 - Stili di vita. Nei giorni scorsi la comunità amish di Paradise (Pennsylvania) ha deciso di radere al suolo la scuola dove, qualche settimana prima, un abitante non amish del luogo ha ucciso cinque bambine. *nel 1500 lasciarono la Svizzera per le persecuzioni religiose e nel 1730 si stabilirono in Pennsylavia e Ohio. Primi obiettori di coscienza della storia Usa, i 200 mila Amish parlano un dialetto tedesco. A 16 anni i ragazzi/e hanno un periodo di libertà fuori dalla comunità prima di decidere il battesimo e il rientro nella comunità. |
13/10/06 - Un Premio Nobel ecumenico. Anche quest’anno il copione è stato rispettato e il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato allo scrittore turco Orhan Pamuk, incriminato nel 2005 per aver duramente denunciato il silenzio della Turchia sul massacro di 1 milione di armeni e 30mila curdi, autore dell’interessante “Il libro nero”. Le motivazioni degli accademici svedesi sembrano essere più per meriti politici che culturali: “scoperta di nuovi simboli per rappresentare scontri e legami fra diverse culture”. |
11/10/06 - Il sacro in TV. |
8/10/06 - Libere come l' acqua. |
6/10/06 -
Un americano alle prese con l'ora di religione
L’amico americano a Roma è alle prese con l’esonero del figlio, mezzo-ebreo-mezzo-americano, dall’ora di religione nella scuola elementare. Non può fare a meno di ricordare che nella sua lingua to exonerate vuol dire assolvere, discolpare. Per essere esentati basta farlo presente, questa piece of cake cattolica distribuita nelle scuole italiane è solo un optional. |
5/10/06 - La Tyrannie de la pénitence. Essai sur le masochisme occidental* *La tirannia della penitenza. Saggio sul masochismo occidentale (ed. Grasset) |
4/10/06 - Ammettere la paura. Redecker, insegnante di filosofia di Tolosa, collaboratore di Les Temps modernes (rivista fondata da Sartre) dove ha scritto che l’islam è violento e che nel Corano abita la violenza della conversione forzata, è stato presentato da Al Jazeera come l’islamofobo del momento. L’opinione pubblica francese ha respinto le minacce ma con molti distinguo. Come quello del ministro dell’Educazione che ha ricordato al professore la prudenza che ogni impiegato dello Stato deve avere. *Hezbollah contro i diritti dell’uomo: ripristinare l’equilibrio |
2/10/06 - SICUMERE Il no all’accanimento terapeutico sembra essere il punto di partenza comune agli otto disegni di legge presenti in Parlamento. Ma, a dividere schieramenti e partiti è il crinale tra la legalizzazione dell’eutanasia/testamento biologico. E le acque agitate sono soprattutto a sinistra (il centro destra sembra più compatto nella totale chiusura).Il capogruppo dell’Ulivo alla Camera Franceschini dice che in ballo ci sono tre questioni: l’eutanasia, il testamento biologico,l’accanimento terapeutico e a esse corrispondono altrettanti punti di vista. Marini della Margherita non concede spazio alla parola eutanasia, Bertinotti non vuole sciupare l’appello del Presidente, il ministro Ferrero è pro-eutanasia mentre Diliberto (Comunisti italiani) e Pecoraro (Verdi) nicchiano. Di Pietro e il suo partito (Italia dei Valori) sono per legiferare sulla questione, no secco di Mastella (Udeur) e Rutelli (Margherita). Confusione eccezionale tra i DS, con lo schieramento pro-eutanasia che schiera Angius, Manconi, Mussi, Salvi e quelli per il testamento biologico con Turco, Violante, D’Alema, Latorre. Prudenza estrema per Amato. |
30/09/06 - Oliviero Toscani e Marco Rubiola, HOMOFOBICUS, (Kaos edizioni), euro 30.00 |
29/09/06 - Pestare l'acqua nel mortaio. |
26/09/06 - Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica (Luca Coscioni) E’ difficile credere che il parlamento sia in grado di affrontare con conoscenze scientifiche e buon senso un dibattito così importante come quello posto da Piergiorgio Welby. Come ha scritto il Riformista, sarà duro vedere la sfilata di politici e “opinionisti” moderati dal Vespa di turno dividersi tra i problemi di morale e quelli dell’audience, i primi stando attenti a non sporcarsi mani e coscienza con una materia che interessa chi non vota o presto non voterà, i secondi attenti a mostrare lacrime e sofferenze sul malato inquadrato, raccontando le proprie personali lacerazioni e i propri personali sensi di colpa. E’ difficile credere che un provvedimento del genere passerà mai: i laici in parlamento sono sparuta minoranza e verrebbero fatalmente battuti dai cattolici o da quelli che fingono di esserlo per opportunismo. La recente esperienza sulla legge 40 e la ricerca sulle cellule staminali non lascia spazio all’ottimismo. Il nostro paese è democratico ma non troppo, almeno non fino al punto di consentire l’applicazione del fondamentale principio “godo della mia libertà finché non comprometto i principi degli altri”. |
24/09/06 - Zapatero, ogni giorno un po' di più. |
22/09/06 - Questa sera, al calare del sole, per il calendario ebraico comincerà l'anno 5767. |
21/09/06 - La Danimarca stroncata dal senso di colpa |
21/09/06 - TERRORISMO, TERRORISTI E ATTENTATI - Un interessante florilegioCaleb Carr, Terrorismo, Mondadori, euro 16.60 Marco Fossati, Terrorismo e terroristi, Mondadori, euro 14.00 Bernard Lewis, La crisi dell’Islam, Le scie Mondadori, euro 16.50 |
18/09/06 - “Ciò che è accaduto in questo piccolo angolo dell’Europa nordoccidentale potrebbe succedere ovunque” Con queste parole si chiude il libro del saggista olandese Ian Buruma (Murder in Amsterdam, editore Penguin) in cui ripercorre l’incontro con la morte del regista Theo Van Gogh massacrato durante il Ramadan due anni fa nel centro di Amsterdam. |
17/09(06 - La scuola pacifista In occasione dell’inizio dell’anno scolastico il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni ha detto che la scuola è un elemento fondamentale per sconfiggere il terrorismo abbattendo paure e pregiudizi, e ha invocato una formazione interculturale, fondamentale per costruire una pace duratura. Mettere insieme così tanti concetti sembra rivelare una certa confusione. La pace duratura può nascere solo dalla sconfitta del terrorismo e non da una disordinata programmazione interculturale. La scuola è uno strumento di trasmissione dell’eredità culturale tra generazioni che deve essere aggiornata con la ricerca e l’innovazione per essere sempre più attuale. La confusione multiculturale è l’opposto del confronto tra culture che nasce dal riconoscimento delle diversità. Il politicamente corretto della scuola pacifista e multiculturale auspicata da Fioroni non sembra rappresentare un esempio affidabile. Tiziana Ficacci |
17/09/06 - La Via Sacra Lo spazio lasciato libero dall’ecomostro di Punta Perotti e che chiudeva come una saracinesca l’orizzonte di Bari, potrebbe presto essere sostituto dalla Città di Pietra. Claudio D’Amato Guerrieri, docente di Composizione architettonica al Politecnico di Bari ha proposto alla Biennale di Venezia di far rinascere in quell’area la Via Sacra – il percorso dell’antica processione di San Nicola da Myra – come punto d’incontro fra la cristianità d’Oriente e d’Occidente (Città di Pietra). I progetti presentati prevedono tutti un tempio cristiano (con 16 cappelle per le differenti confessioni), un monastero ortodosso, una facoltà di studi teologici, biblioteca, auditorium, sale congressi, una foresteria e un albergo, un centro commerciale. Le idee presentate daranno vita a un concorso internazionale per Punta Perotti. Sembra che nel nostro paese ci sia una corsa a “battezzare” le vie. Sempre più le lapidi con “qui dormì Garibaldi” sono affiancate a “inchini ai papi”. Pensiamo al caso di GP II. Non solo decine di vie, viali e piazze, ma anche passeggiate sul lungomare (Soverato, provincia di Catanzaro), ponti (Prato), teatri (Ceppaloni, Benevento), aule universitarie (Catanzaro) , giardini pubblici (da Cremona a Corleone), stadi (Francavilla Fontana, Nardò, Rosario, Nocera Superiore), statue e monumenti bronzei (da Noceto, nel parmense, a San Giovanni Rotondo), parcheggi (Otranto), scuole (Tropea, Castellammare di Stabia), perfino un aeroporto, quello di Bari, dedicato a Wojtyla nel maggio 2005 dal presidente della Puglia, Nichi Vendola. Portano il nome del papa anche due montagne: la “Cima Giovanni Paolo II” del Gran Sasso e la “Punta Giovanni Paolo II” nel Parco dell’Adamello Brenta, dove GPII amava sciare. Tiziana Ficacci |
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14/09/06 - LA DONNA DELL’ANNOSeyran Ates, donna tedesca dell’anno 2005, la più celebre avvocato di origine turca della Germania si è ritirata. Con un piccolo comunicato sul suo sito “intorno a me c’è un clima pesantissimo di intimidazione” ha informato le clienti che affollavano lo studio berlinese. Tiziana Ficacci |
12/09/06 - Cinema Lui ha un favore da chiedere al fratello, un vero favore: “Fai sesso con la mia ragazza che amo tanto, lei è d’accordo, insieme ti abbiamo organizzato un incontro nella stanzetta vis-a-vis del carcere. Fai tutto con lei, ma non baciarla e , se puoi, non farla venire. Forse è meglio che neanche la fai spogliare, tirale giù i pantaloni e basta, così è sicuro che non viene”. |
| 11/09/06 - Preghiera per la Patria. Da pochi giorni abbiamo assistito in diretta tv alla ”messa a terra” (sbarco sembrava parola troppo guerrafondaia) dei nostri militari in Libano. Non è proprio chiarissimo quello che faranno, ma dobbiamo goderci questo momento in cui la sinistra radicale (meglio sarebbe dire la sinistra dello status quo), si è inventata i soldati arcobaleno e si è persuasa che la missione metterà una camicia di forza agli israeliani che, come è noto, “eccedono nella difesa” quando vengono bombardati. L’affetto per la missione è stato rilevato anche dalla stampa internazionale che pure ha mostrato qualche esitazione sulla gestione dell’operazione italiana in merito alla composizione del contingente: sembra che i mezzi anfibi che abbiamo visto sulle spiagge di Tiro non siano in grado di resistere ai raggi Rpg che pullulano nelle riserve di Hezbollah e nelle armerie delle fazioni libanesi minori. Ma, non dobbiamo avere timori per il nostro esercito in quanto nei loro zaini c’è un prezioso libretto. E’ il piccolo vangelo da combattimento che monsignor Bagnasco, ordinario militare d’Italia, e oggi arcivescovo di Genova, ha fatto stampare appositamente per la missione. 511 pagine color kaki come la mimetica, piccolo piccolo per stare comodamente nella tasca. Nella pagina accanto alla Preghiera per la Patria c’è anche una scheda per annotare il grado e il reparto di appartenenza. In tutto 30.000 copie. Tiziana Ficacci |
| 8/09/06 "Children of Men" a Venezia Sembra piacere parecchio ai giornalisti che affollano la Mostra del Cinema di Venezia Children of men, film del regista messicano Alfonso Cuaròn. Il film è tratto dal romanzo di P.D. James (edito da Mondadori) e racconta di un mondo senza bambini, in crisi di civiltà, parecchie piccole guerre, tensioni fra migranti. Cuaròn ambienta il film nel 2027. Le donne non rimangono più incinta da 18 anni ma non viene spiegato il perché. Forse lo stress, forse l’alimentazione chimica, forse le mutazioni genetiche, forse cultura. C’è una ostetrica che ricorda come tutto cominciò, cioè con una serie di aborti spontanei nel 2009. Quando compare l’unica donna incinta, la prima dopo 18 anni, l’umanità si sente minacciata al punto che la giovane scappa salendo su una nave che emerge dalla nebbia. Cuaròn dice che il suo non è un film di fantascienza ma una visione realistica del presente, è un film che parla della civiltà che stiamo distruggendo ogni giorno nella vita e nei valori. Tiziana Ficacci |
4/09/06 |
2/09/06 - Recensione libro. |
2/09/06 Manuela Lesbica in una fiction TV Martedì 5 settembre su Canale 5 inizia la fiction in sei puntate “L’onore e il rispetto” con la regia di Salvatore Samperi e che vedrà protagonista la bella Manuela Arcuri. Una storia di emigrazione ambientata negli anni Cinquanta, con famiglie che dal sud si spostano al nord cariche di speranze, sogni, illusioni. In questo contesto si svolge la storia di Nella (Arcuri) aspirante modella, con una madre debole e un patrigno alcolista che la stupra: dopo la violenza resta incinta e il suo bambino lo darà in adozione. Nella tenta di uccidere il patrigno , finisce in prigione e lì incontra Maria con la quale avvia una relazione sentimentale. Naturalmente dobbiamo aspettare di vedere la fiction per poter dare un qualsiasi giudizio, ma senz’altro è interessante che una attrice popolare ricopra il ruolo di lesbica, una figura ancora (semi)sconosciuta in televisione. Durante la conferenza stampa di presentazione del dramma tv, Manuela Arcuri rispondendo alla domanda di un giornalista ha confessato di aver provato un notevole imbarazzo nel baciare la sua collega. Ha inoltre ricordato che mentre le è molto facile rifiutare il corteggiamento di un uomo che non desidera, quando le attenzioni le vengono da una donna la mortifica dire di no per paura di offendere la sua congenere. Tiziana Ficacci |
2/09/06 |
29/08/06 - Il Ghetto di Venezia ?Domani inizia la 63° Mostra del Cinema di Venezia che quest’anno, per la prima volta, vedrà l’assegnazione, tra gli altri, di due premi speciali. Il primo è quello che l’ UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) assegnerà ad un' opera che si distingua per i valori del laicismo e il rispetto dei diritti umani (www.uaar.it), e il secondo è quello che l’associazione CinemArte e Arcigay attribuiranno al miglior film a tematica gay. |
27/08/06 - IL NEMICO INTERNO Non capisco più l’Occidente. O almeno quella parte che, come ha sostenuto in un suo editoriale “l’elefantino” , si comporta come il nemico interno, la quinta colonna di al Quaida. |
12/08/06 - Il più grave dei delitti.
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12/08/06 - Promuovere la laicità Un paio di settimane fa in Francia il deputato socialista Jean Glavany ha depositato all’Assemblea nazionale il progetto di legge n.3236 volto a Promuovere la laicità. |
9/08/06 - In principio In principio era uso sproporzionato della forza, cioè, pochi morti israeliani. Il nord del paese vive nei bunker, nei campeggi approntati in tutta fretta, presso gli amici o i parenti. Dall’altra parte della barricata bambini usati come bersagli, tardive lacrime di leader, imbarazzanti mistificazioni. Tiziana Ficacci |
6/08/06 - Musulmane e colpi di calore. |
25/07/06 - Giaffa (Haifa). Quello che poteva essere. Haifa ha i colori di una città israeliana, però le voci sono arabe. Si sdraia tra il mare e la montagna. E’ una città mista. Sul monte Carmelo le vie sono ordinate, gli alberghi sono moderni, i caffè e i ristoranti sono all’aperto. Verso il Mediterraneo si incontra il bellissimo santuario dei Baha’ì, una religione perseguitata in diversi paesi e che qui ha edificato il suo sampietro. Uno splendido giardino circonda un edificio con la cupola che ricorda una moschea. I vialetti curati, le siepi ordinate, una atmosfera raccolta, sparisce avvicinandosi al centro. Haifa ridiventa araba e israeliana. Le due lingue si mescolano insieme ai suoni e alle musiche. Le strade sono ripide, piene di botteghe dai sapori orientali e negozi occidentali. E il traffico caotico di ogni città israeliana, di ogni città mediorientale. 260mila abitanti. Una città che ha tante facce. Antica per avere una storia da raccontare: catturata nel 638 dai musulmani, poi presa dai crociati nel 1100, passata spesso di mano, fino al 22 aprile 1948 quando le forze di autodifesa israeliane, l’Haganah, l’hanno conquistata spingendo all’esodo migliaia di arabi. Altri sono rimasti e hanno avuto la cittadinanza. Haifa è un modello di convivenza, ma questo non l’ha risparmiata e i rapporti interetnici ne hanno patito. L’ultimo attacco per mano di uno stato arabo lo ha subito nel gennaio del 1991 con gli scud sparati da Saddam Hussein. Poi, durante l’intifada la città è stata segnata dal passaggio dei kamikaze e in un parcheggio di bus hanno iniziato a raccogliere le carcasse degli auto sventrati dalle bombe. Non un museo ma un ricordo. I terroristi hanno ucciso nei ristoranti tanto gli ebrei israeliani che gli arabi israeliani. Clienti e camerieri, ebrei e musulmani, accomunati dalla morte. Lo ha raccontato bene lo scrittore Abraham Yehoshua, che qui vive. In una intervista ha raccontato un episodio del 2002. Un terrorista palestinese si è fatto saltare nel locale sulla spiaggia dove andava a mangiare di solito: “La bomba ha falciato i due camerieri arabi con cui spesso mi fermavo a parlare e una intera famiglia di ebrei. Ho deciso di andare al funerale dei due ragazzi”. |