LAICITA' APPLICATA - LIBERTA' DI PENSIERO - CONTRIBUTI E TESTIMONIANZE
Razzismo e antirazzismo. 30/07/11 Caro amico, sì, ho ricevuto il tuo ultimo messaggio a cui volevo subito rispondere, ma poi non l'ho fatto. Visto però che mi solleciti rimedio adesso, anche perché l'argomento - il razzismo - m'interessa molto. Comincerò con una tesi quasi provocatoria: «Gli Italiani non sono razzisti.» Come non lo sono gli Svizzeri, i Tedeschi, gli Svedesi, gli Olandesi, i «Veri Finlandesi» (la sorpresa delle ultime elezioni in Finlandia). C'è una grande confusione. Il termine razzista ha soppiantato fascista, che è quasi scomparso. Razzista, fascista, antisemita sono insulti con cui si vuole bollare, squalificare e demonizzare chi non la pensa come noi. Con un fascista non si discute, è irrecuperabile (come il «borghese»: in «Teorema» (1968) di Pasolini si diceva che un borghese resta un borghese. Cioè un fascista). Letta in un blog: "Dio, come odio i razzisti!". Immagino che a dire una cosa simile sia stata una orgogliosa antirazzista ... cioè una razzista all'incontrario! Fino a diciamo vent'anni fa non si parlava di razzismo in Italia (ma ricordo che Natalia Ginzburg, morta nel 1991, vi accennava). Il cosiddetto razzismo in Italia ... dilaga da quando la Lega di Bossi si è imposta al nord e da quando l'Italia, ma anche il resto dell'Europa, sono state invase dai disperati del terzo mondo. Questa invasione, perché di questo si tratta, è per il momento ancora contenuta, ma potrebbe assumere dimensioni enormi, destabilizzanti, perché sono decine e decine di milioni, se non centinaia, che vorrebbero trasferirsi in Europa: com'è possibile ospitare, integrare tutta questa gente? Li si chiama immigrati, emigranti, clandestini, extra-comunitari, ma sono in realtà puri e semplici «invasori». Solo che adesso le invasioni si fanno senza armi: i disperati arrivano armati della loro povertà e della comprensibile aspirazione a una vita migliore. E ovviamente sui disarmati e poveracci non si può sparare ... Ma a che cosa servono allora i nostri eserciti? A combattere in Afghanistan, in Iraq, in Libano, in Libia (in Libia non sono ancora sbarcati, ma è solo questione di tempo). Ovviamente il «razzismo biologico» (superiorità di una razza su di un'altra) è superato definitivamente, anche perché - come osservi - non ci sono "razze" diverse della specie h. sapiens sapiens: apparteniamo tutti alla stessa specie, con alcuni sottotipi (con tratti somatici diversi: occhi a mandorla, colore della pelle ecc.). Tanto è vero che oggi si preferisce parlare di «razzismo identitario» che non disprezza e perseguita altri gruppi umani, ma vuole lo stesso «escluderli», discriminare ecc. Ed ora siamo di fronte a questo fenomeno della globalizzazione. Si dice che gli Stati, le nazioni non contano più - e di conseguenza anche i popoli, cioè i gruppi allargati d'individui. Ma come detto, senza gruppo non si può vivere, non ci si può sentire bene, protetti. Perciò assistiamo oggi in Europa al fenomeno della ri-nazionalizzazione, alle resistenze dei vari gruppi, cioè dei popoli che non vogliono scomparire in una massa anonima di consumatori. L'Unione Europea è una costruzione sbagliata. Vogliono farci credere che siamo tutti europei: una sola moneta, libera circolazione (vale a dire invasione, infiltrazione di altri gruppi), presto una sola lingua franca - l'inglese. Lingua, storia, cultura non devono contare più nulla: siamo tutti europei e tutti fratelli (il papa invita all'accoglienza di tutti gli africani). E invece no: io sono anche e soprattutto italiano, anche dopo mezzo secolo trascorso in Svizzera. Beh, potrei continuare ancora un po', ma mi fermo qui (per oggi). Comunque consiglio di partire dalla ... psicologia. Psicologia elementare. Un esempio banale, ma secondo me calzante. Quando arrivano dei nuovi vicini come reagiamo? Prima bisogna conoscerli un po', si osservano i loro comportamenti: sono gentili, simpatici, affidabili, educati ecc. ? I nostri rapporti dipenderanno da questi e altri fattori. Forse ci limiteremo per decenni a buongiorno e buona sera, forse avremo cordiali rapporti di buon vicinato, magari diventeremo anche amici. Comunque inizialmente saremo cauti, osserveremo come si comportano: ci vuole un po' di tempo per conoscersi un po'. E comunque la NATURALE DIFFIDENZA verso il nuovo, il diverso è iscritta nei nostri geni. Senza questa naturale difesa saremmo subito preda del primo malintenzionato. Ho adottato qualche mese fa un povero gattino che mi faceva pena: era un randagio senza dimora, estremamente pauroso, ogni movimento brusco o un passo verso di lui lo allarmava. Adesso siamo quasi amici, non ha più paura, si fida, anzi gli piace qui da me (cibo assicurato ecc.). Ma c'è voluto del tempo! Insomma, direi che è quasi contro natura buttare subito le braccia al collo a qualcuno che non si conosce (e che magari ti sfila subito il portafogli). Ti consiglio un libro che ho molto apprezzato: "Pluralismo, multiculturalismo e estranei - Saggio sulla società multietnica", Rizzoli 2000. Autore Giovanni Sartori, che fra parentesi ha spesso riproposto - sulla prima pagina del Corriere - la questione dell'esplosione demografica (articoli poi raccolti nel libro "La terra scoppia", sempre Rizzoli). Il saggio di Sartori ha solo un centinaio di pagine, è un po' arido ma illuminante. Inutile dire che il bravo Giovanni è considerato dall'intellighenzia di sinistra un razzista. Be', scusa la lunga chiacchierata, ma mi sentivo in argomento. Spero che non mi darai del razzista! Ovviamente respingo fin d'ora il complimento! Razzisti sono gli antirazzisti casomai. Saluti |
9/04/08 - Da Maria Antonietta Coscioni Caro Giancarlo,
8/04/08 - Dal Presidente di LiberaUscita Ci può dire come la pensa veramente sull'eutanasia, cara Maria Antonietta Coscioni? Giancarlo Fornari, Presidente di Libera Uscita, ha indirizzato a M. Antonietta Coscioni, candidata alle elezioni politiche nelle liste del Pd del Friuli Venezia Giulia, la seguente lettera aperta. Cara Coscioni, come Presidente di un'associazione che si batte – e lo ha fatto spesso insieme ai radicali – per la causa dell'eutanasia, mi spiace dirle che sono rimasto francamente sconcertato dalla risposta da lei data domenica 6 aprile alla domanda di un'ascoltatrice, in una trasmissione di Radio radicale dedicata alla sua candidatura nelle liste del Pd. |
5/04/08 - LAICITA' APPLICATA - Importante iniziativa a Roma Cari amici, COMUNICATO STAMPA - con preghiera di diffusione All’incontro tenutosi stamattina presso la sede dell’Associazione LiberaUscita, sul tema “Nuovi servizi di cittadinanza”, hanno partecipato numerosi candidati delle diverse liste al Consiglio comunale ed ai Consigli municipali di Roma, rappresentanti delle Associazioni laiche promotrici dell’iniziativa e personalità della politica e della cultura.
Le associazioni promotrici (elenco provvisorio): Altrevie, Giordano Bruno, Circolo Mario Mieli, Crides, Democrazia Laica, Fondazione Critica Liberale, Giustizia e Libertà, Gruppo laico di ricerca, Italialaica, LiberaUscita, NoGod, Società laica e plurale, SOS razzismo, UAAR.
Roma, 4 aprile 2008 *************************************************** |
20/02/08 - *Daniela Santus * |
21/01/08 - Sul caso La Sapienza un nuovo commento del Prof Armando Gnisci, Professore Associato di critica letteraria e letterature comparate all' Università La Sapienza di Roma Forse arriva un tempo nuovo |
18/01/08 - Tornano le squadracce fasciste COMUNICATO STAMPA DEVASTATA L'AULA AUTOGESTITA DAL COLLETTIVO DI FISICA SIT-IN - CONFERENZA STAMPA OGGI, ORE 16 SOTTO AL RETTORATO DELLA SAPIENZA Ci avete dipinto come violenti e intolleranti. Il rettore ieri ci ha chiuso fuori dalla città universitaria come pericolosi bande medievali pronte alla devastazione e al saccheggio. Aspettavate di vederci cadere nella trappola e scontrarci con le forze dell'ordine. Non è accaduto, ma questo clima ha portato a degli atti punitivi che hanno colpito l'aula studenti di fisica, il gabbiotto autogestito di geologia e l'aula occupata di giurisprudenza. Questa mattina entrando nell'aula occupata di Fisica, gli studenti hanno trovato foto e manifesti strappati dalle pareti e armadi, computer e libri imbrattati con bombolette; uno spettacolo in perfetto stile squadrista. I luoghi simbolo dell'università che vorremmo, dove gli studenti si incontrano, studiano e dibattono liberamente. Sapevamo di aver fatto cosa grande e sgradita a molti, ce l'hanno fatta pagare e speriamo che i responsabili di questi atti non vadano oltre. Ma questo non deve cancellare i contenuti che in questi giorni abbiamo prodotto. Il Re è nudo. L'atteggiamento del Vaticano ha dimostrato, al di là delle parole, la natura eminentemente politica di questa istituzione. La quasi totalità dell'arco politico istituzionale, non riuscendo a far altro che a balbettare insulti a noi e servilistiche scuse al Papa, sottraendosi poi, esattamente come Ratzinger,alle contestazioni, ha dimostrato una volta di più la distanza che lo separa dalla società reale, che ormai non riesce più non solo a rappresentare, ma neanche ad interpretare. E ha anche dimostrato di essere ostaggio di una Chiesa sempre più prepotente e delle sue lobbie. Le istituzioni universitarie, il rettore Guarini in testa, con la loro gestione ridicola e incompetente dell'intera situazione prima e con la militarizzazione tanto surreale quanto autoritaria della piazza nella giornata di giovedì hanno reso evidente la crisi di potere che attraversano e l'incapacità di governare un corpo studentesco che parla ormai una lingua che non capiscono. I media, se ce ne fosse ancora bisogno, con la loro caccia al mostro e con la totale mistificazione della realtà che hanno operato, hanno dimostrato ancora una volta di essere mero strumento di propaganda del potere e di indottrinamento della società civile. Quando abbiamo iniziato non pensavamo che sarebbe venuto a galla tutto questo. E nemmeno pensavamo che il rettore sarebbe arrivato a tanto, dimostrando di aver perso totalmente il controllo di sé stesso, prima che dell'Università. Vietare l'accesso alla città universitaria agli studenti che volevano manifestare, chiedendo il dispiegamento di un numero enorme di forze dell'ordine in assetto antisommossa a bloccare gli ingressi, impedendo la normale circolazione di chiunque in uno spazio pubblico e lasciando che, invece, i fascistelli di Alleanza Universitaria scorrazzassero liberamente per le strade della nostra università è degno solo di una dittatura. Guarini si deve dimettere. Ma quello che è successo non può essere cancellato. Non importa quanto o quanti abbiano capito, noi c'eravamo. Non si potrà più tornare indietro. Abbiamo dimostrato che gli studenti possono decidere dell'università. Abbiamo dimostrato che il Papa può essere contestato come qualsiasi uomo su questa terra senza che nessun fulmine colpisca chicchessia. Abbiamo dimostrato che il dibattito in questo Paese sulle questioni della scienza, delle ingerenze culturali e politiche del Vaticano sulla ricerca e sul pensiero scientifico è indegnamente arretrato e censurato. Abbiamo dimostrato che chi dissente e lo fa con la forza delle proprie idee viene additato da tutti come Il Mostro. E se a molti ha dato fastidio, vuol dire solo che abbiamo colpito nel segno. COLLETTIVO RESISTENZA-FISICA COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI SAPIENZA |
15/01/08 - Riceviamo dal prof. Armando Gnisci, Professore Associato di critica letteraria e letterature comparate all' Università La Sapienza di Roma Forse arriva un tempo nuovo 15 gennaio 2008 |
11/11/06 - Chi aspetta B16? La protesta a santa Sofia (Haghia Sophia) e la manifestazione di oggi a Istanbul contro il papa “ignorante e bugiardo” è organizzata da due gruppi, il partito della Grande Unione e il partito della Felicità. Sono due formazioni minori che raffigurano due correnti politiche storiche che si legano la prima al nazionalismo e l’altra all’islam politico. (Approfondimenti nella Pagina di Tiziana alle date dell' 1/11/06 e del 9/11/06) |