SBATTEZZIAMOCI
8/04/08 - Comunicato dell' UAAR No grazie, non insista: ecco i nuovi moduli per lo sbattezzo Ci ripensi, le diamo ancora quindici giorni: questa la risposta della Cei presentata a chi faccia richiesta di ritirare il proprio nome dai registri dei battezzati. Peccato che al termine dei quindici giorni, la Cei faccia valere un principio di silenzio assenso: non ti sei fatto risentire? Allora sei ancora battezzato: sei ancora cattolico, anche se non lo vuoi. La Uaar è perciò corsa ai ripari, pubblicando sul suo sito il nuovo modulo per lo sbattezzo, in cui si declina gentilmente l’invito al ripensamento, offerto, altrettanto gentilmente, dalla Chiesa Cattolica. «Non capiamo proprio perché la Cei passi tanto tempo a occuparsi di noi. – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar – È la seconda volta in un anno che dobbiamo riscrivere i moduli per lo sbattezzo: la volta scorsa si trattava di informare il parroco che, se avesse divulgato i dati dei suoi aspiranti ex parrocchiani, avrebbe commesso un illecito. Adesso ci troviamo a chiedere di non tergiversare». L’idea di proporre i quindici giorni per il ripensamento e di rendere necessaria una seconda raccomandata per rendere effettivo lo sbattezzo è arrivata direttamente dal Vaticano, con una nota del 24 novembre del 2006, che il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi ha imposto alla Cei e il cui contenuto è stato ribadito da un articolo pubblicato su Civiltà cattolica (il periodico dei gesuiti, con l’imprimatur del segretario di Stato vaticano), uscito nell’ottobre scorso a firma Ottavio de Bertolis. Il modulo può essere scaricato sul sito della Uaar, alla pagina <http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09>http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/#09, dove si trovano anche altre informazioni sull’iniziativa. |
23/04/07 - Lo "sbattezzo" fa male alla Chiesa Cattolica, che cerca in tutti i modi di arginare il successo dell' iniziativa. Quello che viene comunemente conosciuto come "sbattezzo" è in realtà una forma di bonifica statistica dal triplo valore : di principio, statistico e politico. Si tratta in sostanza di costringere l' apparato periferico della Chiesa ad annotare sui registri parocchiali che il sottoscrittore della formale richiesta di cancellazione non intende far parte del suo "gregge". Fu una grande vittora ottenuta dall' Unione Atei (Uaar) con una lunga e costosa vertenza presso il Garante della Privacy, che ha consentito a migliaia di battezzati di manifestare la loro volontà di fuoruscita formale e sostanziale da quella struttura di potere a cui erano stati iscritti contro, o comunque in assenza, delle loro esplicita manifestazione di volontà. Questo per quanto riguarda la questione di "pricipio" del cosiddetto sbattezzo. C' è poi il valore statistico. Più numerose sono le cancellazioni, o meglio, le annotazioni di apostasia, più basso diventa il numero di "iscritti" che la Chiesa cattolica che può vantare, con evidenti conseguenze di valore anche politico. Infatti difficilmente potranno continuare a sbandierare il 98 % di fedeli in Italia, come sempre hanno fatto fino ad ora probabilmente falsificando anche i dati reali. Una vanteria che le consente anche di lucrare cospicui finanziamenti a spese dell' erario. Ora il clamoroso aumento degli "sbattezzati" deve aver preoccupato parecchio le gerarchie che si sono inventate una serie di ostacoli per rendere più difficile e complicato l' ottenimento dell' annotazione di apostasia. Ma l' Unione Atei, a sua volta, è corsa ai ripari rinnovando la modulistica con alcuni accorgimenti atti ad impedire soprattutto che parroci e vescovi si avvalessero del subdolo espediente della pubblicizzazione della richiesta, mettendo al corrente della cosa altre persone e violando la natura privata del procedimento. Ed ecco qui, nel sito dell' Unione Atei, tutte le nuove procedure da attivare per "liberarsi" da ogni vincolo di appartenenza coatta al regno di Ratzinger. LEGGI |
SBATTEZZO. Grazie a una coraggiosa battaglia legale intrapresa e vinta dall' UAAR presso il Garante della Privacy è possibile uscire ufficialmente dalla chiesa cattolica. Si può quindi procedere al cosiddetto "sbattezzo", ma si tratta in realtà di una bonifica statistica per riportare alle dimensioni reali quell'esagerato 98 % di cattolici vantati dalla chiesa proprio grazie alle registrazioni parrocchiali dei battezzati.La procedura è abbastanza semplice. Basata compilare il seguente modulo con allegata la fotocopia del documento di identità e spedirlo per Raccomandata A/R al parrocchia in cui si è stati battezzati. Se non si conosce il nome della parrocchia bisogna spedire la stessa Raccomandata al Vescovo della diocesi in cui è avvenuto il battesimo. |