OSSERVATORIO SULL'ISLAM
a cura di Marcus Prometheus - marcusprometheus@gmail.com

8/02/12

- A che punto siamo con la sharìa in Europa. Seconda puntata sull'iter del provvedimento che dovrà impedire la libertà di espressione e la critica delle religioni

Seconda puntata.
Traduzione del nostro amico Marcus Prometheus.

Il "Processo di Istanbul", un processo perverso

Nina Shea riferisce sulla conferenza tenutasi a Washington con l'OIC, al fine di attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite che, con il pretesto di combattere "l'intolleranza religiosa",  minacciano di portare alla repression di qualsiasi critica dell'Islam. L'incontro di Washington è stato progettato a Istanbul nel mese di luglio, da qui il nome "Processo di Istanbul."

Il processo è stato denunciato [come nocivo soprattutto per i mussulmani laici e moderati non fondamentalisti o per le minoranze che ne saranno le prime vittime in tutto il mondo]  da leader musulmani   in Nord America in una dichiarazione  di cui Tarek Fatah è uno dei firmatari. [Fatah e’ un moderato politico Canadese di origine Pakistana fondatore del   Muslim Canadian Congress.]

Il segretario di Stato Hillary Clinton ha chiuso Mercoledì 14 dicembre 2011 il "Processo di Istanbul", una conferenza internazionale di tre giorni a porte chiuse sulle misure contro "l'intolleranza religiosa, gli stereotipi negativi e stigma", organizzato dal Dipartimento di Stato.

La conferenza aveva lo scopo di "attuare" la risoluzione 16/18 adottata lo scorso marzo 2011 dal Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite su questo tema. Questa conferenza è stata una follia, anche se la Clinton ha difeso la libertà di religione e di parola nelle sue osservazioni conclusive.

La Risoluzione 16/18 costituisce il pericoloso progetto di criminalizzazione  della "diffamazione delle religioni" nel mondo. L'applicazione di una legge  universale sulla blasfemia è stata spinto senza sosta per 12 anni dall'Organizzazione per la Cooperazione islamica che e’ basata in Arabia Saudita, una organizzazione essenzialmente religiosa che si e’ assunta il compito di  "combattere la diffamazione dell'Islam". L'OIC emette delle fatwa (decreti religiosi islamici) e altre direttive per punire l'espressione pubblica della apostasia dall'islam, cosi’  come anche la "islamofobia".

I leader della campagna della OIC - Arabia Saudita, Iran, Egitto e Pakistan – imprigionano i "bestemmiatori" o li condannano a morte.

La Risoluzione 16/18 deplora l'intolleranza religiosa, ma attraverso un'abile manovra del Dipartimento di Stato, non imponeva apertamente alcuna restrizione alla libertà di parola. L'amministrazione [USA] avrebbe dovuto fermarsi lì. Invece, quando ha co-presieduto una "riunione ad alto livello" della  OIC sulla islamofobia a Istanbul nel mese di luglio 2011, la Clinton ha invitato l'OIC a Washington per discutere su come applicare "la risoluzione 16/18. Anche se la conferenza di Washington e’ finita con nessuna conclusione reale, essa non avrebbe neppure essere stata tenuta, per i seguenti motivi:

- Ha offerto alla OIC una piattaforma transnazionale che le permette di  ravvivare il suo programma contro la diffamazione della religione mentre  questo problema era stato sepolto presso le Nazioni Unite.Il governo USA ha commesso un errore nel pensare che la risoluzione 16/18 ha rappresentato una convergenza di vedute tra l'OIC e gli Stati Uniti sulla libertà di religione e di parola.

A Istanbul, la signora Clinton ha detto che gli Stati Uniti non vogliono restrizioni alla libertà di parola. Tuttavia, il suo annuncio della conferenza ha rilanciato  immediatamente le richieste dell'OIC che l'Occidente punisca I discorsi anti-islamici. Come riportato dalla OIC, "Gli incontri futuri che si terranno [a Washington]. consentiranno l'adozione di legislazioni nazionali da parte degli Stati interessati da questo problema, e la formulazione di leggi internazionali per prevenire l'incitamento all'odio derivante dalla diffamazione delle religioni ".

- La conferenza ha ingiustamente esposto gli Stati Uniti per un esame critico.

Quando si e’ aperta la conferenza, un avvocato governo ha presentato un quadro distorto della storia del fanatismo nei confronti delle minoranze religiose, compresi i musulmani, senza spiegare il nostro modello (occidentale) relativamente di successo in termini di rispetto delle libertà individuali della religione e di parola in una società straordinariamente tollerante e pluralista. Egli ha detto ai partecipanti, alcuni dei quali rappresentanti delle nazioni più repressive al mondo, che l'America potrebbe imparare dalla loro esperienza nella protezione della tolleranza religiosa.

- Rimanendo "uniti" (termine usato dal capo della dell'OIC in un articolo pubblicato in un quotidiano turco), con l'OIC su questi temi, gli Stati Uniti sembrano convalidare l'ordine del giorno della OIC, il che demoralizzera’ innumerevoli sostenitori dei diritti delle donne ei diritti umani, blogger, giornalisti, minoranze, convertito, riformatori, e tutti gli altri nei paesi membri della OIC che contano sul sostegno degli Stati Uniti contro l'oppressione.

- La conferenza suscita aspettative di legislazione sul tema dei discorsi sull’Islam da parte degli  Stati Uniti come hanno fatto l'Europa occidentale, il Canada e l’ Australia.

L'Unione Europea ha imposto l'adozione di norme sui discorsi di incitamento all'odio religioso, dopo lo scoppio di rivolte e altre violenze nel mondo in seguito alla pubblicazione delle caricature di Maometto in un giornale danese. La Conferenza  (OIC) intensificherà le pressioni esercitate sugli Stati Uniti di conformarsi a queste nuove "best practices" (migliori norme)  mondiali.

- La signora Clinton ha ingenuamente irritato i diplomatici islamici Mercoledì dicendo: "Dobbiamo superare l'idea che siamo in grado di opprimere le minoranze religiose e limitare la libertà di parola, e che noi siamo abbastanza intelligente per sostituire il nostro giudizio a quello di Dio nel determinare chi bestemmiato o no. "         È improbabile che l'establishment saudita wahabita sia persuaso da tali argomenti presentati poi da "infedeli".

I diplomatici statunitensi dovrebbero porre fine alla "Processo di Istanbul" e iniziare a promuovere con energia e fiducia  le virtù del nostro Primo Emendamento.[della Costituzione USA: Liberta’ assoluta di parola e diffusion del pensiero]  Essi devono essere accuratamente informati circa la posizione intransigente della OIC sulle leggi sulla blasfemia e sulla portata delle atrocità  associate a quelle leggi. Devono interrompere l'invio di segnali di un consenso su questi temi tra noi e l'OIC.

Soeren Kern

(traduzione di Marcus Prometheus da http://www.stonegateinstitute.org/2734/criminalize-free-speech )

QUI la Prima Puntata LEGGI


6/02/12

- La Commissione Europea alleata degli islamisti per criminalizzare la liberta’ d’espressione. Non accetteremo maiche vengano approvate leggi che impediscano la lbertà di espressione, anche se emanate da istituzioni europee. Per comprendere meglio cosa sta succedendo vi proponiamo la traduzione di questa pagina web http://www.stonegateinstitute.org/2734/criminalize-free-speech curata dal nostro amico Marcus Prometheus. LEGGI

- A tutto islam. Un nostro cortese lettore ci segnala le varie forme che assume il processo di islamizzazione del mondo occidentale. LEGGI

- La sharìa si sovrappone al diritto civile in Germania. Incredibile rinuncia al rispetto delle regole comuni in favore delle norme religiose dell'islam. La sharia è proposta in Renania Palatinato, per ora "solo" in campo civile:  ma sharìa al posto del  diritto di famiglia tedesco e' comunque disintegrazione, non integrazione. LEGGI - Da notare anche il cartello SHARIAH ZONE  esposto in una quindicina di zone nel LONDONISTAN (ex Gran Bretagna) : Divieto di fumo, divieto di bevande alcoliche, inclusa la birra,  divieto di tacchi a spillo ed abbigliamento femminile normalmente rilassato, ed addirittura divieto di MUSICA di CONCERTI!


17/01/12 - GERT WILDERS: le verita' per cui lo hanno ASSOLTO: 


Io difendo il carattere, l'identità, la cultura e la libertà dell'Europa, Io non incito a odiare
Le parole di Geert Wilders al processo che ha dovuto subire in Olanda per aver denunciato la violenza dell'islam
GERT WILDERS: le verita' per cui lo hanno ASSOLTO:


 
Ecco  il discorso di Geert Wilders, prima della sentenza, che nessun giornale italiano ha ritenuto di segnalare, merita l'attenzione di tutti. Seguono poi 2 articoli sulla SENTENZA di assoluzione che ha posto fine alla sua persecuzione politica tramite accuse fasulle  

Geert Wilders:

Signor Presidente e membri della Corte,
Sono qui a causa di ciò che ho detto. Sono qui per aver parlato. Io ho parlato, parlo e continuerò a parlare.
Molti sono rimasti in silenzio ma non Pim Fortuyn, non Theo van Gogh e non io.
Sono costretto a parlare perchè l'Olanda è sottomessa all'islam. Come ho sostenuto molte volte l'islam è principalmente un'ideologia, un'ideologia di lotta, distruzione, conquista.
E' mia profonda convinzione che l'islam è una lotta ai valori occidentali, alla libertà di parola, all'eguaglianza fra uomo e donna, fra etero e omosessuali, fra credenti e non credenti.
Ovunque nel mondo possiamo vedere come la libertà si allontana dall'islam. Giorno dopo giorno vediamo che la nostra società vacilla.
L'islam è l'opposto della libertà. Rinomati studiosi di islam di tutto il mondo sono d'accordo su questo. I miei testimoni esperti sottoscrivono questa visione. Ci sono molti testimoni sull' islam che la Corte non mi ha permesso di chiamare a testimoniare.
Tutti sono d'accordo con le mie affermazioni. Loro mostrano che io dico la verità. Oggi, sotto accusa, è la verità.
"Noi dobbiamo vivere nella verità - dicevano i dissidenti sotto le leggi comuniste - perchè la verità ci renderà liberi." Verità e libertà sono strettamente connesse. Dobbiamo dire la verità perchè altrimenti perderemo la libertà.
Questa è la ragione per cui io ho parlato, parlo e continuerò a parlare. Le affermazioni per le quali sono stato accusato sono affermazioni che io ho fatto nella mia funzione di politico che partecipava a un pubblico dibattito nella nostra società. Le mie affermazioni non erano rivolte ad individui ma all'islam e al processo di islamizzazione. Questa è la ragione per cui la Pubblica Accusa ha concluso che io dovevo essere messo a tacere.

Signor Presidente, membri della Corte,
Io sto agendo all'interno di una lunga tradizione che desidero onorare. Sto rischiando la mia vita in difesa della libertà in Olanda.                
Di tutte le nostre conquiste la libertà è la più preziosa e la più vulnerabile. Molti hanno dato la loro vita per la
libertà. Abbiamo ricordato questo nella commemorazione del mese di maggio ma la lotta per la libertà risale a molto prima. Ogni giorno auto blindate mi conducono indietro davanti alla statua di Johan De Witt nel Hofvijver all'Aia. De Witt scrisse "Il Manifesto della vera libertà" e pagò per la libertà con la sua vita. Ogni giorno vado
nel mio ufficio passando attraverso Binnenhof dove Johan van Oldenbarneveldt fu decapitato dopo un processo politico. Piegato sul suo bastone l'anziano Oldenbarneveldt indirizzò le sue ultime parole al suo popolo. Disse:" Ho agito con onore e onestà come un buon patriota"
Queste parole sono anche le mie.
Io non desidero tradire la fiducia di 1.5 milioni di persone che votano per il mio partito. Io non desidero tradire il mio paese. Ispirato da Johan von Oldenbarneveldt e Johan de Witt voglio essere un politico che serve la verità e percià difende la libertà delle province olandesi e del popolo olandese.
Voglio essere onesto, voglio agire con onestà e questa è la ragione per cui voglio proteggere la mia terra nativa dall'islam.
Tacere è tradimento.
Questa è la ragione per cui ho parlato, parlo e continuerò a parlare. Libertà e verità. Io pago il prezzo ogni giorno. Giorno e notte devo essere protetto da gente che vuole uccidermi. Non mi sto lamentando di questo. Parlare è stata una mia propria decisione. Comunque quelli che mi accusano e altri  islamisti che mi criticano non sono stati portati qui oggi. Io sono stato portato qui e di questo sì mi lamento.

 Io considero questo processo un processo politico.   I valori del D66 ( un partito liberale olandese di sinistra ) e l'NRC Handelsblad (un giornale olandese di sinistra ) non saranno mai portati davanti a un giudice in questo paese.  Una delle lamentele è che le loro intenzioni sono chiaramente politiche. Anche domande che io ho posto in Parlamento e cooperazione con l'SGP sono state portate come allegato contro di me dal signor Rabbae dei GroenLinks ( il partito olandese dei verdi disinistra ). Quelli di sinistra amano riempirsi la bocca con la
separazione dei poteri. Quando non possono vincere politicamente perchè la gente ha capito le loro bieche manovre, cercano di vincere attraverso i tribunali.
Qualunque sarà il vostro verdetto, questa è l'amara conclusione di questo processo.
Questo processo è anche surreale. Io sono stato paragonato agli assassini Hutu in Rwanda e a Mladic. Solo pochi minuti fa qui alcunihanno dubitato della mia salute mentale. Sono stato definito un nuovo Hitler. Mi chiedo se anche quelli che mi hanno definito con tali nomiverranno anche processati e, se no, se la Corte ordinerà la messa sotto
accusa. Probabilmente no. E questo è proprio giusto perchè la libertà di parlare si applica anche ai miei oppositori.
Il mio diritto a un giusto processo è stato violato. L'ordine del tribunale di Amsterdam di processarmi non era solo una decisione ma un verdetto di condanna emesso da giudici che mi hanno condannato anche prima ancora prima che questo processo cominci.

Signor Presidente, membri della Corte, voi dovete decidere adesso se la libertà è ancora di casa in Olanda.
Franz Kafka disse." Uno vede il sole tramontare lentamente, eppure resta sorpreso quando all'improvviso si fa buio."
Signor Presidente, membri della Corte, non permettete che le luci si spengano in Olanda.
Esauditemi: ponete fine a questa situazione kafkiana.
Esauditemi. La libertà politica richiede che ai cittadini e ai loro rappresentanti eletti sia permesso dar voce alle opinioni che circolano nella società.
Esauditemi perchè io sono convinto che in voi sta la libertà di opinione e di espressione di milioni di olandesi.
Esauditemi. io non incito a odiare, io non incito a discriminare ma io difendo il carattere, l'identità, la cultura e la libertà dell'Olanda. Questa è la verità. Questa è la ragione per cui sono qui. Questa è la ragione per cui parlo. Questa è la ragione per cui, come Martin Luther prima della Dieta imperiale di Worms, dico : " Sono qui e non posso fare altro."
Questa è la ragione per cui ho parlato, parlo e continuerò a parlare.

Signor Presidente, membri della Corte, per quanto io sia qui da solo, la mia voce è la voce di molti. Questo processo non è contro di me.
E' contro qualcosa di molto più grande. La libertà di espressione è la sorgente di vita della nostra civiltà occidentale.
Non lasciate che questa sorgente si secchi per accogliere un'ideologia totalitaria. La "libertà - disse il presidente americano Dwight Eisenhower - vive nei cuori, nelle azioni, nello spirito degli uomini e così la si deve guadagnare e rinfrescare ogni giorno altrimenti, come un fiore reciso dalle sue radici vitali, appassirà e morirà."

Signor Presidente, membri della Corte, voi avete una grande responsabilità. Non tagliate la libertà in Olanda dalle sue radici, la nostra libertà di espressione: Esauditemi. Scegliete la libertà..
Ho parlato, parlo ed è mio dovere. Non posso fare altrimenti. Continuerò a parlare.

Grazie.


18/06/11 - LEGGETE il CORANO in ordine CRONOLOGICO (a cura di Marcus Prometheus)

Qua tutti abbiamo una idea abbastanza calzante della realta' del Cristianesiomo o almeno del Cattolicesimo fastidioso prepotente invasivo e succhia risorse in Italia.
Pero' ci sono anche alcuni atei molto deferenti verso l'Islam. Secondo me molto anche per mancanza di conoscenza.
L'Islam non sara' la medicina che ci liberera' dal cattolicesimo vaticano o da  niente altro
L'Islam, se non lo combattiamo, sara' il veleno che ci uccidera' definitivamente, ma Vi prego non credete me, invece LEGGETE IL CORANO e prendetelo piuttosto sul serio!

Leggete il sito   thereligionofpeace.com sulle realizzazioni dell'Islam contemporaneo.

Poi per capirne il perche' leggete anche il Corano, da Voi stessi, senza farVi influenzare da nessuno ne' filoislamico ne' antislamico.
E tenete anche conto che nel Corano esistono capitoli (detti sure) scritti alla Mecca, tutti pacifici e tolleranti (quando Maometto aveva poche decine di seguaci e nessun potere armato invocava la liberta di religione per se') e sure scritte posteriormente a Medina (quando Maometto comandando un esercito di predoni, era piu' interessato ad incitare a rubare ammazzare, stuprare, fare la guerra in eterno fino alla sottomissione totale degli infedeli salvo brevi tregue se necessario ed usando anche la “Taqyya” o dissimulazione). Ebbene le sure posteriori abrogano quelle anteriori in caso di contrasto, questo criterio e' incontestabile per i mussulmani dato che lo fornisce il Corano stesso!

Dunque tutte le sure Meccane (con dichiarazioni di pace e tolleranza, sono abolite). Dunque e' necessario conoscere quali siano le sure meccane e quali quelle Medinesi (aggressive e intolleranti, tutte in vigore)   

In inglese un elenco cronologico delle Sure lo potete trovare qui:

http://www.wikiislam.com/wiki/Chronological_Order_of_the_Quran
http://www.citizenwarrior.com/2010/07/chronological-order-of-quran.html

In Italiano lo ho tradotto io e ne ho ricavato 2 tabelle:
Buona Lettura! 

Praticamente tutte le versioni disponibili del Corano sono stampate per tradizione in un ordine molto strano, la cui regola ordinatrice approssimativamente e' la lunghezza dei capitoli.
Fanno eccezione dalla regola ordinatrice la prima sura e molte altre ( oltre un terzo ovvero 40 su 114). Comunque la regola grosso modo e' che si va dalla sura (capitolo) piu' lunga, segnata come nr. 2, fino alla sura 114, una delle piu' corte.

Se si vuol leggere il CORANO nell'ordine in cui si ritiene sia stato scritto da Maometto (o piu' esattamente dettato agli scribi dato che non sapeva scrivere) e' consigliabile stampare la Tabella 1 per avere un riferimento facile e veloce.

Numero secondo l'Ordine Cronologico
Nome in arabo della Surah & Numero dei versetti contenuti in quella surah
Luogo di Rivelazione di quella surah (Mecca oppure Yathrub-Medina)
Numero d'ordine tradizionale della surah (grosso modo in base a lunghezza)


T A B E L L A 1
Per Leggere in Ordine Cronologico andando a ricercare il capitolo corrispondente sui Corani tradizionali

Ordine

CRONOLOGICO

Titolo

nr. di versi

rivelato a

Ordine Tradizionale

1

Alaq 19 Mecca

96

2

Qalam 52 Mecca

68

3

Muzammil 20 Mecca

73

4

Mudathir 56 Mecca

74

5

Fatehah (7eccez.) Mecca

1

6

Masad 5 Mecca

111

7

Takwir 29 Mecca

81

8

A'la 19 Mecca

87

9

Leyl 21 Mecca

92

10

Fajr 30 Mecca

89

11

Dhuha 11 Mecca

93

12

Sharh 8 Mecca

94

13

Asr 3 Mecca

103

14

Aadiyat 11 Mecca

100

15

Kauthar 3 Mecca

108

16

Takathur 8 Mecca

102

17

Ma'un 7 Mecca

107

18

Kafirun 6 Mecca

109

19

Fil 5 Mecca

105

20

Falaq 5 Mecca

113

21

Nas 6 Mecca

114

22

Ikhlas 4 Mecca

112

23

Najm 62 Mecca

53

24

Abasa 42 Mecca

80

25

Qadr 5 Mecca

97

26

Shams 15 Mecca

91

27

Bhruj 22 Mecca

85

28

T'in 8 Mecca

95

29

Qureysh 4 Mecca

106

30

Qariah 11 Mecca

101

31

Qiyamah 40 Mecca

75

32

Humazah 9 Mecca

104

33

Mursalat 50 Mecca

77

34

Q'af 45 Mecca

50

35

Balad 20 Mecca

90

36

Tariq 17 Mecca

86

37

Qamr 55 Mecca

54

38

Sad 88 Mecca

38

39

A'Raf 206 Mecca

7

40

J'nn 28 Mecca

72

41

Ya'sin 83 Mecca

36

42

Farqan 77 Mecca

25

43

Fatir 45 Mecca

35

44

Maryam 98 Mecca

19

45

Ta Ha 135 Mecca

20

46

Waqiah 96 Mecca

56

47

Shuara 226 Mecca

26

48

Naml 93 Mecca

27

49

Qasas 88 Mecca

28

50

Israa 111 Mecca

17

51

Yunus 109 Mecca

10

52

Hud 123 Mecca

11

53

Yousuf 111 Mecca

12

54

Hijr 99 Mecca

15

55

Ana'm 165 Mecca

6

56

Saffat 182 Mecca

37

57

Luqman 34 Mecca

31

58

Saba 54 Mecca

34

59

Zamar 75 Mecca

39

60

Ghafer 85 Mecca

40

61

Fazilat 54 Mecca

41

62

Shura 53 Mecca

42

63

Zukhruf 89 Mecca

43

64

Dukhan 59 Mecca

44

65

Jathiyah 37 Mecca

45

66

Ahqaf 35 Mecca

46

67

Dhariyat 60 Mecca

51

68

Ghashiya 26 Mecca

88

69

Kahf 110 Mecca

18

70

Nahl 128 Mecca

16

71

Noah 28 Mecca

71

72

Ibhrahim 52 Mecca

14

73

Anbiya 112 Mecca

21

74

Muminun 118 Mecca

23

75

Sajdah 30 Mecca

32

76

Tur 49 Mecca

52

77

Mulk 30 Mecca

67

78

Haqqah 52 Mecca

69

79

Maarij 44 Mecca

70

80

Naba 40 Mecca

78

81

Naziat 46 Mecca

79

82

Infitar 19 Mecca

82

83

Inshiqaq 25 Mecca

84

84

Rum 60 Mecca

30

85

Ankabut 69 Mecca

29

86

Motafefin 36 Mecca

83

87

Baqarah 286 Medina

2

88

Anfal 75 Medina

8

89

Imran 200 Medina

3

90

Ahzab 73 Medina

33

91

Mumtahana 13 Medina

60

92

Nisa 176 Medina

4

93

Zilzaleh 8 Medina

99

94

Hadid 29 Medina

57

95

Muhammad 38 Medina

47

96

Ra'd 43 Medina

13

97

Rahman 78 Medina

55

98

Ensan 31 Medina

76

99

Talaq 12 Medina

65

100

Beyinnah 8 Medina

98

101

Hashr 24 Medina

59

102

Nur 64 Medina

24

103

Hajj 78 Medina

22

104

Munafiqun 11 Medina

63

105

Mujadila 22 Medina

58

106

Hujurat 18 Medina

49

107

Tahrim 12 Medina

66

108

Taghabun 18 Medina

64

109

Saff 14 Medina

61

110

Jumah 11 Medina

62

111

Fath 29 Medina

48

112

Maidah 120 Medina

5

113

Taubah 129 Medina

9

114

Nasr 3 Medina

110

Fine Tabella 1

T A B E L L A 2
P e r O r d i n a r e da Ordine Tradizionale a ordine Cronologico

Ordine Tradizionale

Titolo

nr. versi

rivelato a

Ordine

CRONOLOGICO


1

Fatehah 7 (eccez.) Mecca

5

2

Baqarah 286 Medina

87

3

Imran 200 Medina

89

4

Nisa 176 Medina

92

5

Maidah 120 Medina

112

6

Ana'm 165 Mecca

55

7

A'Raf 206 (eccez.) Mecca

39

8

Anfal 75 (eccez)Medina

88

9

Taubah 129 Medina

113

10

Yunus109 (eccez.) Mecca

51

11

Hud 123 Mecca

52

12

Yousuf 111 Mecca

53

13

Ra'd 43 (eccez.) Medina

96

14

Ibhrahim 52 (e) Mecca

72

15

Hijr 99 (e) Mecca

54

16

Nahl 128 Mecca

70

17

Israa 111 Mecca

50

18

Kahf 110 Mecca

69

19

Maryam 98 Mecca

44

20

Ta Ha 135 (e) Mecca

45

21

Anbiya 112 (e) Mecca

73

22

Hajj 78 (e) Medina

103

23

Muminun 118 Mecca

74

24

Nur 64 (e) Medina

102

25

Farqan 77 Mecca

42

26

Shuara 226 (e) Mecca

47

27

Naml 93 Mecca

48

28

Qasas 88 Mecca

49

29

Ankabut 69 Mecca

85

30

Rum 60 Mecca

84

31

Luqman 34 Mecca

57

32

Sajdah 30 Mecca

75

33

Ahzab 73 (e) Medina

90

34

Saba 54 Mecca

58

35

Fatir 45 Mecca

43

36

Ya'sin 83 (e) Mecca

41

37

Saffat 182 Mecca

56

38

Sad 88 Mecca

38

39

Zamar 75 (e) Mecca

59

40

Ghafer 85 Mecca

60

41

Fazilat 54 Mecca

61

42

Shura 53 Mecca

62

43

Zukhruf 89 (e) Mecca

63

44

Dukhan 59 Mecca

64

45

Jathiyah 37 Mecca

65

46

Ahqaf 35 Mecca

66

47

Muhammad 38(e) Medina

95

48

Fath 29 Medina

111

49

Hujurat 18 Medina

106

50

Q'af 45 (e) Mecca

34

51

Dhariyat 60 (e) Mecca

67

52

Tur 49 Mecca

76

53

Najm 62 (e) Mecca

23

54

Qamr 55 Mecca

37

55

Rahman 78 (e) Medina

97

56

Waqiah 96 (e) Mecca

46

57

Hadid 29 Medina

94

58

Mujadila 22 (e) Medina

105

59

Hashr 24 Medina

101

60

Mumtahana 13 Medina

91

61

Saff 14 (e) Medina

109

62

Jumah 11 Medina

110

63

Munafiqun 11 Medina

104

64

Taghabun 18 (e) Medina

108

65

Talaq 12 Medina

99

66

Tahrim 12 Medina

107

67

Mulk 30 (e) Mecca

77

68

Qalam 52 Mecca

2

69

Haqqah 52 Mecca

78

70

Maarij 44 Mecca

79

71

Noah 28 Mecca

71

72

J'nn 28 Mecca

40

73

Muzammil 20 Mecca

3

74

Mudathir 56 (e) Mecca

4

75

Qiyamah 40 Mecca

31

76

Ensan 31 Medina

98

77

Mursalat 50 (e) Mecca

33

78

Naba 40 Mecca

80

79

Naziat 46 Mecca

81

80

Abasa 42 Mecca

24

81

Takwir 29 Mecca

7

82

Infitar 19 Mecca

82

83

Motafefin 36 (e) Mecca

86

84

Inshiqaq 25 Mecca

83

85

Bhruj 22 Mecca

27

86

Tariq 17 Mecca

36

87

A'la 19 Mecca

8

88

Ghashiya 26 (e) Mecca

68

89

Fajr 30 Mecca

10

90

Balad 20 Mecca

35

91

Shams 15 Mecca

26

92

Leyl 21 (e) Mecca

9

93

Dhuha 11 Mecca

11

94

Sharh 8 Mecca

12

95

T'in 8 Mecca

28

96

Alaq 19 (e) Mecca

1

97

Qadr 5 Mecca

25

98

Beyinnah 8 (e) Medina

100

99

Zilzaleh 8 Medina

93

100

Aadiyat 11 (e) Mecca

14

101

Qariah 11 Mecca

30

102

Takathur 8 Mecca

16

103

Asr 3 Mecca

13

104

Humazah 9 (e) Mecca

32

105

Fil 5 Mecca

19

106

Qureysh 4 Mecca

29

107

Ma'un 7 (e) Mecca

17

108

Kauthar 3 Mecca

15

109

Kafirun 6 (e) Mecca

18

110

Nasr 3 Medina

114

111

Masad 5 (e) Mecca

6

112

Ikhlas 4 Mecca

22

113

Falaq 5 (e) Mecca

20

114

Nas 6 (e) Mecca

21



28/05/11 - LEGGETE IL CORANO in ordine cronologico !
dal nostro amico Marcus Prometheus


Qua tutti abbiamo una idea abbastanza calzante della realta' del Cristianesiomo o almeno del Cattolicesimo fastidiosamente invasivo e succhia risorse in Italia.
Pero' ci sono anche alcuni atei molto deferenti verso l'Islam. Secondo me molto anche per mancanza di conoscenza.
L'Islam non sara' la medicina che ci liberera' dal cattolicesimo vaticano o da  niente altro
L'Islam, se non lo combattiamo, sara' il veleno che ci uccidera' definitivamente, ma Vi prego non credete me LEGGETE IL CORANO e prendetelo sul serio
Leggete il sito   thereligionofpeace.com sulle realizzazioni dell'Islam contemporaneo.
Poi per capirne il perche' Leggete anche il Corano da Voi stessi, senza farVi influenzare da nessuno ne' filoislamico ne' antislamico.
E tenete anche conto che nel Corano esistono capitoli (detti sure) scritti alla Mecca, tutti pacifici e tolleranti (quando Maometto aveva poche decine di seguaci e nessun potere armato) e sure scritte posteriormente a Medina (quando Maometto comandava un esercito di predoni, e che incitano a rubare ammazzare, stuprare, fare la guerra in eterno fino alla sottomissione totale degli infedeli salvo brevi tregue se necessario ed usando anche la Taqyya o dissimulazione). Ebbene le sure posteriori abrogano quelle anteriori in caso di contrasto! Insomma tolleranza zero! 
C'e' pero' una difficolta', normalmente le sure di quasi tutti i Corani in circolazione NON sono ordinate in ordine cronologico, ma secondo lunghezza, dalla sura piu' lunga all'inizio del libro alla sura piu' corta alla fine.

Esistono pero' elenchi di quali siano le sure Meccane (con dichiarazioni di pace e tolleranza, tutte abolite) e quali siano le sure Medinesi (aggressive ed intolleranti, tutte in vigore)  

In inglese un elenco cronologico delle Sure lo potete trovare qui:


Buona Lettura! 

23/03/11 - Un articolo commentato dal nostro amico Marcus Prometheus.

Da "il Giornale", riporto un articolo scritto dalla deputata del PDL Souad Sbai Con un referendum il popolo egiziano ha approvato la proposta delle modifiche alla Costituzione favorendo di fatto il partito dei Fratelli Musulmani perché forte, organizzato a livello capillare e pertanto già pronto per partecipare (e vincere) alle prossime elezioni. Ciò è accaduto perché una parte dell'Occidente, Barack Hussein in testa, ha abbandonato Mubarak ("A Bullet in the Back from Uncle Sam.") e lo ha fatto coscientemente. Quella stessa parte dell'Occidente sta completando il suo progetto, aiutando i Fratelli Musulmani e Al Qaeda a liberarsi di Gheddafi. Insomma, tutto secondo copione.
La sinistra nostrana plaude e approva. E a guardar bene è la stessa sinistra che qualche anno fa si dispose a barriera per difendere il "terrorismo del Sudan" contro la volontà di Bush Jr. di intervenire con le armi e salvare la popolazione del Darfur.

L'Egitto regalato ai fondamentalisti.
Dopo il Nord Africa toccherà a noi.


L'Egitto è perso. Peggio, è nelle mani dei Fratelli Musulmani, una sigla e una realtà che ai più forse dice poco, ma che non fa dormire la notte chi qualcosa ne sa. Quando parlavamo, all'alba delle prime proteste, del rischio altissimo di fondamentalismo in Egitto, venivamo presi per visionari e il
nostro timore veniva sottovalutato. Anche quando Al Qaradawi, leader spirituale dei Fratelli Musulmani, tornato al Cairo per l'occasione, chiamava alla da-wa e all'apertura del passaggio del valico di Rafah per unirsi ai fratelli palestinesi, tutti voltavano lo sguardo in altre direzioni. E oggi che il sì alle modifiche della Costituzione ha sancito definitivamente la caduta del Paese fra le spire dei Fratelli Musulmani? Di nuovo non una parola. Certo, c'è l'esclusiva attenzione per l'attacco in
Libia, sul quale pure moltissimo ci sarebbe da dire, ma non è nemmeno lontanamente giustificabile che nessuno "faccia caso" a cosa accade in Egitto e alle conseguenze per loro e per noi di quelle scelte. Perché non si vuole capire che da lì parte la conquista del Nordafrica da parte del
fondamentalismo oscurantista? È cecità oppure ignoranza tout court? Mentre scriviamo, la protesta infiamma anche lo Yemen, la Siria e il Bahrein. L'Egitto è solo la punta dell'iceberg di questo movimento tellurico che sconvolge il quadrante nordafricano intero e che presto guarderà con occhi
avidi anche all'Europa. La sete di islamizzazione dei Fratelli Musulmani non ha fine. Se guardiamo alla Costituzione egiziana, così come è stata emendata, forse si capisce bene cosa vogliamo dire e il perché delle nostre denunce. Copti, donne e minoranze sono praticamente estromessi dalla vita
politica del paese. E' escluso dalle candidature presidenziali di chi ha doppia nazionalità: Moussa e Baradei sono quindi già fuori dai giochi, con quest'ultimo preso a sassate fuori da un seggio. La favola della rivoluzione per la libertà ha presto gettato la maschera e svelato il suo volto di subdola scalata al potere politico da parte di un movimento senza scrupoli.
L'Islam moderato, lasciato solo, non può far altro che assistere impotente allo sradicamento della sua libertà e identità. Il tutto si innesta in un quadro di instabilità totale, nel quale Gheddafi pare ad oggi il solo imputato, peraltro già condannato senza processo, e quindi obbligato a lasciare il suo posto, anche con le armi, che puntualmente hanno tuonato. In Italia fanno particolare impressione gli ormai ex-pacifisti dell'opposizione, le loro facce campeggiano sui manifesti in giro per le nostre città mentre rivendicano una guerra per cosiddette "ragioni umanitarie". Se ne faccia una ragione chi nasconde i propri interessi dietro alla guerra per la democrazia: dopo il Colonnello ci saranno solo e soltanto i Fratelli Musulmani in Libia. Le facce, gli occhi, le armi sono le stesse già viste a Piazza Tahrir. È tutto preordinato, scritto e orchestrato alla perfezione dai Fratelli Musulmani, con la colpevole inerzia di chi guarda ma non vede, ascolta ma non sente. Lo scandaloso baratto fra libertà ed interessi geopolitici ed economici è ormai evidente. È una responsabilità storica enorme, che qualcuno dovrà necessariamente caricarsi sulle spalle. Ma allora, forse, sarà troppo tardi, perché le dittature teocratiche oscurantiste domineranno incontrastate.

Souad Sbai è autrice del saggio " L'inganno" - Vittime del Multiculturalismo.

°°°°°°°
M.P.
Personalmente rimango dell'opinione che un'accelerazione della prossima e certa invasione islamica non è il male assoluto, e potrà indurre in molti il risveglio dell'orgoglio occidentale
.



22/03/11 - Articolo segnalato dal nostro amico Marcus Prometheus

Cambiare tutto per non cambiare nulla? 
I pericoli delle teocrazie islamiche 
di Federico Steinhaus 

Oramai, lentamente, per scossoni, cominciamo ad intravedere anche le opzioni del "dopo" (dopo Mubarak, dopo Gheddafi...), che non sono del tutto tranquillizzanti. Avere più libertà in patria non è la stessa cosa, per il mondo arabo, che avere rapporti migliori con il mondo occidentale e con Israele. Liberarsi di una tirannia non è la stessa cosa che dare spazio alla democrazia intesa secondo i canoni occidentali. L'Islam non è qualcosa che è stato loro imposto dall'esterno, il Corano non è un testo che si possa mettere da parte: sono alla radice dell'educazione, dell'anima stessa degli arabi, che nelle predicazioni del venerdi in ogni moschea sentono anche le interpretazioni politiche della parola di Allah. E queste predicazioni, come l'insegnamento scolastico e come i media di informazione, non trasmettono alcun apprezzamento che getti una luce positiva sul mondo degli "infedeli". Nella migliore delle ipotesi sarà la prossima generazione di arabi a poter godere di una relativa libertà di giudizio su di noi, come già è avvenuto dopo la caduta dell'impero sovietico: questa generazione è stata allevata nella convinzione manichea che il male è tutto annidato oltre i confini dell'Islam. La brutale strage di Itamar, genitori e tre bambini sgozzati nei loro letti, può forse servire come un primo parametro per valutare il futuro. Le parole di dura condanna, di ribrezzo, pronunciate in inglese da molti leader politici del mondo palestinese ed arabo sono probabilmente, come in passato, solamente un paravento per celare quanto essi invece dicono ai loro confratelli in arabo. Sulla stampa palestinese della Cisgiordania possiamo anche leggere le considerazioni meno empatiche che accusano Israele di uccidere sistematicamente bambini (e pertanto di non avere titolo morale per indignarsi sull'uccisione dei bambini Fogel) e di sfruttare ora a fini propagandistici quell'eccidio. Hamas, invece, festeggia platealmente, e la mattina di sabato 19 marzo lancia almeno 49 colpi di mortaio su Israele, distruggendo case, ferendo persone e costringendo la popolazione a passare la giornata nei rifugi - tanto per far sapere che loro sono saldi al potere. Una parte importante della partita si gioca in Bahrein, dove si fronteggiano un re sunnita che ha offerto il proprio territorio agli Stati Uniti come base militare avanzata nell'area più delicata del mondo ed un gruppo di ribelli sciiti che lo vogliono abbattere per spalancare le porte all'Iran. Che la Turchia di Erdogan, forse per l'approssimarsi delle elezioni politiche, freni l'aiuto militare che l'Iran invia a Hamas, che Hezbollah sia in una posizione d'attesa in Libano e che in Siria Assad non si faccia intimidire da quanto avviene nel Maghreb sono solamente indicatori di una complessiva instabilità regionale che durerà ancora molto a lungo. Alla fine del 2010 la televisione palestinese ha mandato in onda un programma per bambini in cui si affermava che gli arabi erano a Gerusalemme duemila anni prima che ci venisse il primo ebreo e quella iraniana ha trasmesso un programma in cui si accusava Mark Zuckerberg (creatore di Facebook) di aver istituito un premio in denaro per ogni uccisione di un arabo da parte di un israeliano; un prete iracheno, Suheil Qasha, ha affermato dalla televisione NBN che il sionismo considera ogni non ebreo peggio di una bestia e pretende che sia servo degli ebrei; il 2 marzo di quest'anno Hussein Triki, ex rappresentante della Lega Araba in Argentina, ha infine affermato alla televisione iraniana Al Alam che la Shoah è un'invenzione degli ebrei che, attraverso il sionismo, vogliono conquistare il mondo. Insomma, la collezione di perle di questo genere continua ad arricchirsi: come potranno gli arabi insorti divenire consapevoli di un tale lavaggio del cervello di cui sono stati per decenni le vittime? La sconfitta dei tiranni da parte del popolo non è il toccasana per tutto il male né esclude che altri tiranni li possano sostituire. E la peggiore di tutte le tirannie è quella del fanatismo religioso, con l'avallo del quale l'umanità ha sempre commesso i crimini più efferati.
 


13/02/11 - Articolo segnalato dal nostro amico Marcus Prometheus

Contro la sottomissione nell'islam.
Se l'Egitto vuole un futuro democratico, è ora che gli egiziani si dicano la verità Mondo
Ayaan Hirsi Ali

Quando appartenevo all'islam, ricordo che pregavo sola, in pedissequa ripetizione: mettevo in pratica le mie abluzioni, mi coprivo con il velo, stendevo il mio tappetino, faccia alla Mecca, e iniziavo con la serie obbligatoria di inchini e prostrazioni. I miei pensieri immediatamente vagavano nel nulla ma era obbligatorio pregare senno i guardiani della preghiera nella mia famiglia avrebbero notato la mia negligenza. Ho continuato a pregare a lungo.

L'esperienza diveniva ben diversa, comunque, quando la preghiera aveva luogo nella moschea. Lì stavo spalla a spalla con altre donne; tutte velate su un'enorme moquette; sotto stavano gli uomini, ammassati in spazi anche più grandi; guardavamo alla Mecca e ripetevamo i movimenti della sottomissione. In quel contesto sentivo un senso di animazione. Alla fine della recita tutte cantavamo – aaaaammmmeeeennn!!!. Ricordo che il mio cuore cominciava a battere forte. Ero nella folla del credente. Ne sentivo il potere.

Guardando le immagini delle masse del Cairo, riesco a rivivere il forte senso di unità che quell'esperienza ti dà. Credo che molti telespettatori occidentali possano aver simpatizzato con le migliaia di persone che hanno conquistato la strada e le piazze – non solo in Egitto, ma in Tunisia, Giordania, Yemen e altrove – per richiedere la fine dell'autoritarismo. Innumerevoli commentatori hanno anche voluto tracciare delle analogie con le rivoluzioni democratiche che scoppiarono nell'Europa dell'Est nel 1989.

Con tutto il rispetto, questo vuol dire non capire la differenza tra la piazza occidentale e quella musulmana. Le persone che hanno conquistato le strade nel Nord Africa e nel Medio Oriente hanno molte motivazioni. In primis, niente li unisce di più della preghiera di massa nella loro religione, in particolare la preghiera del venerdì. Tanto la `strada', quanto la moschea sono le chiavi per capire il movimento di sollevazione. Praticamente tutte le religioni fanno affidamento sulla coesione delle masse, ma questo è più vero per l'islam che in altre religioni.

Nel periodo post-decolonizzazione nessuno tra i despoti del mondo musulmano ha mai osato opporsi apertamente alla folla dei credenti. In Egitto hanno purgato la Fratellanza musulmana, ucciso e imprigionati i loro leader, condannandoli come deviati dalla vera fede. Ma la moschea è sacrosanta. E' per questo che per molto tempo, la moschea è stato l'unico luogo di associazione delle masse arabe. Questa è la ragione che spiega perché la più efficiente forza politica nel mondo arabo sia l'islamismo. Coloro che sperano in un risultato in stile 1989 – una transizione pacifica verso una democrazia laica e multipartitica – dovrebbero ricordarsi quanto poco esperti siano i promotori di una democrazia laica.

La Fratellanza Musulmana sta nella società dal 1928, e si rifà a una tradizione di sottomissione che dura da 1400 anni. Il problema dell'islam politico è in qualche modo stato identificato da Elias Canetti nel suo classico Crowds and Power: "I credenti agognano la forza di Dio; il Suo potere da solo non li soddisfa; è troppo distante e li lascia troppo liberi. Lo stato di eterna attesa del comando, al quale, all'alba della vita, si arrendono per sempre, li segna profondamente oltre ad esercitare un grande impatto sull'atteggiamento che sviluppano nei confronti dei loro simili."

I Mubarak e i Gheddafi non sono un'anomalia; sono invece il prodotto di una mancanza strutturale di libertà insita nella cultura della moltitudine del mondo islamico. In questa cultura, la sottomissione è parte del tutto. Se non ti è concesso rispondere a tuo padre, al tuo insegnante, o al tuo precettore religioso, la sottomissione allo stato di tirannia diventa la tua seconda natura. In questa cornice, i metodi di acquisizione del potere individuale – o addirittura di sopravvivenza tout court – diventano la cospirazione, la manipolazione, l'intrigo e la corruzione.

Coloro che ambiscono a posizioni di potere temono che condividere il potere possa indebolirli o addirittura condurli all'umiliazione. Per questo, quando una posizione è raggiunta, essa è resa permanente, dall'ultimo dei burocrati fino al presidente. Una cultura che eleva la sottomissione individuale a norma, insomma, e che oscilla tra periodi di apatia e sussulti occasionali di rivolta. Come abbiamo visto i leader arabi governano per tutta la vita, oppure crescono i loro figli per la successione e a volte finiscono col dover scappare.

Chiediamoci allora cosa possano fare oggi quelle folle di musulmani per evitare il destino di tutti quei topi che credono di battersi per la libertà mentre di fatto son solo oggetto di gioco tra le grinfie del gatto? I manifestanti devono incominciare a riconoscere i fattori che creano un ambiente nel quale i tiranni prosperano. Per troppo a lungo, forze esterne hanno funto da capri espiatori della piazza araba. E' facile biasimare i sionisti e l'America. E' più difficile però riconoscere i propri difetti. E ancora: le folle di questi giorni avrebbero bisogno di articolare quello che vogliono.

Un dimostrante egiziano è stato intervistati dalla BBC e posto innanzi a una domanda sulla mancanza di leadership alla manifestazione a cui stava partecipando (quelle del 4 Febbraio). La sua risposta: "Non abbiamo bisogno di un leader", lasciando di stucco l'intervistatore e con lui, senza dubbio, tutti i telespettatori occidentali che lo seguivano. L'avversione di quel manifestante per la leadership è comprensibile anche alla luce dei cambiamenti nei regime arabi nel recente passato. In quella parte del mondo, infatti, uomini che sono emersi come liberatori si sono trasformati molto in fretta in dittatori fino a quando un altro uomo non è riuscito a mobilitare le masse per liberare la nazione dal loro ex-liberatore.

Il nuovo uomo, a sua volta, ricostruisce la vecchia infrastruttura di spie e camere di tortura. Ma è realistico parlare di rivoluzione in assenza di leader? Dal mio punto di vista non è possibile farlo. In assenza di leadership – il che vuol dire non un uomo soltanto ma una legittima struttura di comando, magari dotata anche di una qualche forma di manifesto esplicito – queste proteste non raggiungeranno mai i veri cambiamenti rivoluzionari ai quali abbiamo assistito in Europa nel 1989. Al loro posto vedremmo il caos e l'instabilità, seguiti da una nuova era di autoritarismo; una breve democrazia seguita da un colpo di stato o una governo della sharia condotto dalla Fratellanza.

E' per questo che la folla deve trasformarsi in un movimento. Devono costruire delle istituzioni civili. Devo affrettarsi e stilare una lista di richieste prima che i manifestanti stessi vengano dispersi. Non è abbastanza chiedere al despota di lasciare il campo libero. C'è bisogno di emendamenti alle costituzioni esistenti oppure di qualcuno che ne scriva di nuove. E' qui che l'America e l'Europa possono offrire aiuto. Ma quando si tratta di cambiare la cultura della sottomissione, nessuno può aiutare gli arabi se non loro stessi. Non è il loro destino inesorabile l'essere governati o da dittatori o fanatici religiosi. Gli arabi conquisteranno la vera libertà solo quando si emanciperanno da quella peculiare struttura di potere imposta - da sé stessa - alla folla musulmana.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ayaan Hirsi Ali è membro dell'American Enterprise Institute e fondatrice della Fondazione AHA la quale è impegnata nella difesa dei diritti delle donne musulmane. Tra i suoi libri "Nomade" e "Infedele"


20/01/11 - Inviato dal nostro amico Marcus Prometheus

*Corano e Mein Kampf a confronto*

Nel corso di una discussione su Pedestrian Infidel un commento paragonò Mein
Kampf, il manifesto di  Hitler che risale a 85 anni anni fa, al "santo fra i
santi" Corano dei musulmani.

Nei commenti successivi si notavano le notevoli similitudini tre i due
scritti, a dire la verità le somiglianze non sono solo epidermiche ed i
valori sono stati esaminati con maggiore profondità.

Uno sguardo approfondito dei fatti rivela che l'Islam (non solo l'islamismo)
ed il nazismo sono ideologie affini con molti, molti punti in comune.

Cominciamo con i titoli. Il titolo stesso del tomo del Signor Hitler in
inglese significa "La mia battaglia".

Qualcuno potrebbe persino intitolare il libro "Il mio Jihad", questo termine
islamico avrebbe lo stesso identico significato.

"Kampf" nel contesto ideologico nazista; e "Jihad" in quello islamico sono
quasi identici.

Ciò che diventa invece più difficile spiegare è perché *ancor oggi "Mein
Kampf" è ancora, in termini di vendite, il miglior best seller in tutto il
mondo islamico, anche presso quei paesi islamici che si definiscono moderati
come la Turchia.*

Ma le similitudini tra Corano e Mein Kampf non si finiscono qui.    Vanno
ben oltre.

Alcuni blogger e i Combattenti per la Libertà sul blog Joshua Pandit le ha
evidenziate attraverso una eccezionale,

illuminante lista di quanto Islam e Nazismo siano veramente simili:

Il *Mein Kampf* dichiara che i tedeschi sono la razza umana superiore e che
la Germania è destinata a governare il mondo, e dominare tutte le altre
razze e nazioni.
Il *Corano* dichiara che l'Islam e i musulmani sono superiori e che l'Islam
ha ricevuto il mandato divino di governare il mondo e dominare tutte le
altre razze, fedi e nazioni.

Il *Mein Kampf *afferma che la nazione tedesca deve avere il controllo su
ogni aspetto della vita. Dice che ogni individuo deve essere sottomesso allo
Stato.
Il *Corano *sostiene che l'Islam e la Sharia devono avere il controllo su
ogni aspetto della vita. Dice che tutti gli individui debbono sottomettersi
all'Islam.

Il *Mein Kampf* sostiene che i tedeschi hanno il dovere di reclamare con
qualsiasi mezzo il posto che Dio ha assegnato loro. Pone la lealtà verso il
Popolo (inteso come razza) al di sopra ogni considerazione etica.
Il *Corano* sostiene che i musulmani hanno il dovere di combattere la Jihad
e di far avanzare la dominazione dell'Islam sulla terra (Dar Islam e dar
Harb) con qualsiasi mezzo. Pone la lealtà nei confronti dei musulmani (Umma)
e dell'Islam al di sopra ogni considerazione etica.

Il *Mein Kampf *sostiene la superiorità dell'uomo sulla donna e che il ruolo
femminile dovrebbe limitarsi alla procreazione, la cucina e la casa.
Il *Corano *sostiene che gli uomini sono superiori alle donne e che il ruolo
delle donne dovrebbero limitarsi alla procreazione, la cucina e la casa. (.)

Il *Mein Kampf* dice che gli omosessuali sono una "razza di traditori" e che
dovrebbero essere condannati a morte

 (Infatti molti furono ammazzati nei campi di concentramento)
Per il *Corano *gli omosessuali non sono graditi ad Allah e dovrebbero
essere condannati a morte.

Il *Mein Kampf* illustra in modo dettagliato il programma per la conquista
del mondo, senza dimenticare di spiegare come sopprimere e dominare i popoli
vinti dalla razza tedesca. Le ricchezze e le proprietà delle persone
appartengono di diritto ai tedeschi ed il diritto di vita di queste persone
dipende dai tedeschi. Gli stati non tedeschi non hanno alcun diritto legale
o civile.
Il *Corano* *spiega in modo dettagliato il programma per la conquista del
mondo, incluso il modo di sopprimere e dominare i popoli dominati dai
musulmani. Le ricchezze e le proprietà delle persone appartengono di diritto
ai musulmani ed il diritto di vita di queste persone dipende dai musulmani.
Gli stati e i popoli non islamici non hanno alcun diritto legale o civile.
(A dire il vero, molto di ciò trova fondamento nella Hadith e nella
Sunna,*ma entrambi derivano essenzialmente dal Corano, insieme con
tutti gli altri
aspetti della *Sharia*)

Il *Mein Kampf *divide il mondo in "terra tedesca" e territorio nemico. I
paesi in cui vivono i tedeschi o quelle terre che un tempo appartenevano ai
tedeschi appartengono a pieno diritto alla Germania e la Germania è
legittimata a riaverli, con qualsiasi mezzo necessario.
Il *Corano *divide il mondo in "Dar al Islam" (terre governate dai
musulmani) e territorio nemico (Dar al Harb) da depredare ed attaccare
obbligatoriamente di continuo quando cio' sia materialmente possibile.
Legale stabilire degli armistizi. illegale per Corano e Sharia fare pace
definitiva o amicizia con gli infedeli. I paesi in cui vivono musulmani o
quelle terre che un tempo appartenevano ai musulmani a pieno diritto
appartengono al Dar al Islam e i musulmani sono legittimati a riaverli, con
qualsiasi mezzo necessario.

(Spagna,  Sicilia. Balcani, Ungheria prepararsi).

Il *Mein Kampf *accusa gli ebrei dei mali della società e sostiene che essi
debbono essere sterminati.
Il *Corano *accusa gli ebrei dei mali della società e sostiene che essi
debbono essere sterminati ("Nel giorno del giudizio le rocce e gli alberi
grideranno: musulmano! Dietro di me è nascosto un ebreo! Vieni e fallo
sparire!" In realta' questa frase precisa e' nella Sunna che comunque ha le
sue radici nel Corano).

Islam e Nazismo. Maometto ed Hitler. E' chiaro come il sole, sono della
stessa stoffa.

*Pedestrian Infidel, posted by The Anti-Jihadist - Traduzione Hurricane 53
*7 agosto 2009


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6/12/10

Work in progress : L'Islamizzazione dell'Europa

da http://www.facebook.com/album.php?profile=1&id=122509077767405#!/pages/Libro-LESSENZIALE-LISLAMIZZAZIONE-dellEuropa/122509077767405
 
" L'ESSENZIALE, L'ISLAMIZZAZIONE dell'Europa "

è il libro scritto dagli amministratori di "No all'islam in Italia!", la pagina non violenta che trattava di argomenti riguardanti l'islamizzazione dell'Italia e che è stata fatta chiudere perchè scomoda a certe persone.

Il libro tratta argomenti riguardanti l'islamizzazione dell'Europa, con vari approfondimenti sull'islam, sui versetti del corano e della sunna.
Sono riportati fatti di cronaca e notizie delle agenzie riguardanti l'Europa e l'Italia.

Insomma un libro facile da leggere e molto interessante che vi permetterà di conoscere molte cose sull'islam che neanche immaginate.


ECCO UN BREVE PROMO del LIBRO:

"Quando si parla di anti-islam, subito ci viene da pensare a persone intolleranti, solitamente estremiste che hanno come unico scopo quello di togliere la liberà altrui. Il classico esempio, a cui tutti pensano è il cristiano, magari poco praticante, che è nostalgico delle crociate, a cui non vanno a genio i musulmani che continuano a migrare in Europa e nel resto del mondo occidentale. Però quando ci si accorge che in questi anti-islamici sono più i moderati degli estremisti, allora ci si comincia a fare delle domande, come ad esempio:
- come mai dei cristiani (praticanti e non), degli atei, degli ebrei, dei buddisti, degli indù, ecc … si sono uniti per andare contro l’islam? Sono impazziti? Sono diventati tutti razzisti? Oppure sono io che mi sono perso qualche cosa? - come mai questi anti-islamici sono sempre di più? E come mai sono di diverse razze, religioni e credo politico? Se fossero razzisti non potrebbero andare d’accordo.
- come mai ci sono molte persone che definiscono gli anti-islamici degli islamofobici e li definiscono razzisti, se poi sappiamo che sono di diverse razze, diverse religioni e diverse idee politiche? […]"

 


26/09/10 - NESSUNA DISTINZIONE FRA STATO E RELIGIONE.
Questo e' l'islam (sottomissione) - Segnalazione di Marcus Prometheus

*Sul SOLE24ORE di oggi, 25/09/2010, a pag. 17, con il titolo "Non c'è
soltanto il caso di Sakineh",
Chirstian Rocca analizza il caso islam, che si
caratterizza per la mancanza di distinzione tra stato e religione. Il
risultanto non può che essere una dittatura teocratica.
Ecco l'articolo:*

*Christian Rocca*

Il mondo si commuove giustamente per Sakineh, la donna iraniana condannata
alla lapidazione dal regime islamico di Teheran. Ma i casi di ordinaria
crudeltà in nome dell'Islam non scuotono quasi mai le coscienze occidentali.
Qualche settimana fa un giudice saudita ha chiesto a numerosi ospedali del
regno se fossero in grado di menomare, danneggiare, spaccare il midollo
spinale di un imputato condannato per aver attaccato un altro uomo,
paralizzandolo. La pena comminata dal giudice saudita è stata l'occhio per
occhio. La fonte di tale barbarie è la legge islamica, la sharia. Uno degli
ospedali sauditi, a Tabuk, ha detto di sì, ma il giudice compassionevole sta
ancora cercando «una struttura più specializzata per condurre l'operazione».

Thomas Friedman ha scritto sul New York Times di A precious life, un
documentario di un giornalista israeliano che racconta l'incredibile storia
di Mohammed Abu Mustafa, un bambino palestinese di 4 mesi affetto da una
rarissima malattia. Il giornalista aveva lanciato un appello alla tv
israeliana per raccogliere i 55mila dollari necessari al trapianto di
midollo osseo del neonato di Gaza. Un cittadino israeliano, il cui figlio è
stato ucciso nella guerra contro gli arabi, ha donato la somma e il bambino
è stato curato da un chirurgo che a un certo punto ha dovuto lasciare
l'ospedale per andare in guerra proprio a Gaza. Raida, la madre del bambino,
è stata criticata e insultata dai suoi vicini per aver accettato le cure in
Israele. Invece di ignorare le ingiurie, la mamma del bimbo ha detto al
documentarista di sperare che suo figlio diventi un martire, un uomo bomba,
un assassino che muore suicida per conquistare Gerusalemme.

Alle Nazioni Unite Barack Obama invita al dialogo, mostra la faccia buona
dell'Occidente, tende la mano al mondo musulmano, ma finora dagli ayatollah
iraniani ha ricevuto un pugno serrato. Nel suo nuovo libro Faith and Power,
appena uscito in America, Bernard Lewis è meno ottimista del presidente. Il
94enne Lewis è il più importante studioso occidentale di Islam, professore
onorario a Princeton e autore di numerosi saggi sull'argomento. Il nuovo
libro spiega l'intreccio tra fede e potere, tra religione e politica, in
Medio Oriente e nel mondo islamico. Il concetto di separazione tra stato e
chiesa nell'Islam non esiste, scrive Lewis. «Date a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio» è il principio chiave del pensiero e
della pratica cristiana.

Nel Cristianesimo ci sono due autorità, Dio e Cesare, la Chiesa e lo Stato.
Nell'Islam fino a poco tempo fa non c'era distinzione tra le due
istituzioni. In arabo non esistono le parole "laico" ed "ecclesiastico",
"sacro" e "profano", "spirituale" e "temporale" perché, spiega Lewis, la
dicotomia che esprimono, profondamente radicata nel pensiero cristiano, è
rimasta sconosciuta fino a tempi relativamente recenti e ci è arrivata come
prodotto di un'influenza esterna.

L'ebraismo si fonda su Mosè che ha liberato il suo popolo, ma il profeta non
è riuscito a entrare nella Terra promessa. Cristo è morto sulla Croce e i
suoi seguaci sono stati perseguitati per secoli fino alla conversione di un
imperatore romano. Maometto, invece, profeta e fondatore dell'Islam, è morto
da generale vittorioso e da capo di uno stato che in poco tempo si è
trasformato in un impero. Da comandante in capo del mondo islamico, Maometto
guidava eserciti, dichiarava le guerre e siglava la pace, imponeva le tasse
e raccoglieva le imposte, stabiliva le leggi e le faceva applicare. Nella
tradizione islamica, religione e stato sono la stessa identica cosa. Potere
e fede non sono scindibili, a differenza delle altre religioni abramitiche.

Il Cristianesimo è cresciuto nel momento del crollo di un impero. La Chiesa
ha dovuto creare le sue istituzioni per far fronte al declino di Roma.
L'Islam, invece, è prosperato come collante e base di un vasto impero
fondato sui suoi principi. Nel mondo cristiano il potere di governo proviene
dal popolo o, nel caso delle monarchie, dal legame dinastico. Nell'Islam
arriva direttamente da Dio. Il capo di governo nel mondo islamico è anche
l'autorità religiosa. Le leggi sono volontà di Dio. Rispettarle diventa un
obbligo religioso. La disobbedienza è un peccato, non solo un crimine.

I fondamentalisti islamici non esistono, spiega Lewis. Il concetto di
fondamentalismo è cristiano. È un concetto nato negli Stati Uniti per
definire le chiese che si differenziavano dal mainstream protestante per una
maggiore obbedienza alla letteralità dei testi sacri, senza la mediazione di
una casta ecclesiastica. Nell'Islam su questo non c'è discussione: tutti,
moderati ed estremisti, credono, praticano e accettano la divinità del testo
coranico. Il Corano è la parola di Dio, è stato scritto direttamente da
Maometto su dettatura di Allah. In alcuni stati islamici, come Arabia
Saudita, Kuwait, Bahrain, Yemen e Emirati, la sharia è la fonte primaria
delle leggi. In altri paesi musulmani è vietato approvare leggi contrarie ai
principi fondamentali dell'Islam. In Iran, una bambina di 9 anni può essere
data in sposa. Nove anni. Non è stupro, perché è l'età di Aisha quando sposò
il cinquantenne Maometto.

Il paradosso è che tra tutte le civiltà non occidentali, dice Lewis, il
mondo musulmano è quello che offre le migliori prospettive per
l'affermazione di una società libera e democratica di modello occidentale.
Storicamente, culturalmente e religiosamente, scrive lo studioso, l'Islam
condivide molti elementi con la tradizione giudaico-cristiana e greco-romana
alla base della civiltà occidentale. Ma dal punto di visto politico, le
prospettive liberaldemocratiche non sono incoraggianti, visto che dei 47
paesi della Conferenza islamica internazionale soltanto la Turchia, a
fatica, può essere definita una democrazia di tipo occidentale. «O gli
portiamo la libertà o ci distruggeranno», conclude Bernard Lewis
.

 

12/09/10 - Manuale per assassini in libera vendita in libreria

*Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli: *

Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191)
Fai la guerra agli infedeli che vivono vicino a te  (9:123)
Quando si presenta l'occasione, uccidere gli infedeli ovunque li si cattura (9,5)
Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili (9:30)
Uccidere gli ebrei ei cristiani, se non si convertono all'islam o se rifiutano di pagare la tassa jizya [tassa dell'umiliazione] (9,29)
Mutilare e crocifiggere gli infedeli se criticano l'islam. (05:33)
Punire i miscredenti con indumenti (gabbie) di fuoco, aste di ferro con ganci, acqua bollente, si fondano la loro pelle e il ventre (22:19)
Ogni religione diversa dall'Islam non è accettabile (3:85)
Non cercare la pace con gli infedeli; decapitateli quando li prendete prigionieri (47:4)
Terrorizzare e decapitare quelli che credono in altre scritture che il Corano (8,12I

I miscredenti sono stupidi; esortare i musulmani di combatterli (8:65)
I musulmani non devono prendere gli infedeli come amici (3:28) )
I musulmani devono radunare tutte le armi possibili per terrorizzare gli infedeli (8:60)
Gli infedeli sono impuri e non vanno lasciati entrare in moschea (9,28)

==========================================  

La liberta' di religione e' un diritto fra i tanti,  non e' e non puo' essere incondizionata, ma trova posto e limiti fra gli altri diritti,La Costituzione Italiana giustamente subordina la liberta’ di tutte le religioni al rispetto dell’Ordine Pubblico. Una legge Italiana proibisce la propaganda di odio, violenza, razzismo, genocidio antisemitismo. Domanda: ma chi diffonde e predica quanto sopra (piu’ asservimento donne, morte a gay ed apostati) come si inquadra?

*Cordiali saluti a tutti i liberi e laici**
*Marcus  Prometheus.


30/08/10

Macho e gentiluomo (da La Stampa Blog) LEGGI

Io sono tendenzialmente macho. Se fosse per me, prenderei le donne per i capelli e le trascinerei nella mia caverna per stuprarle, ovviamente dopo averle stordite con un buon colpo di clava sulla testa. Ma non lo faccio perché sono un gentiluomo e la civiltà mi ha insegnato a controllare i miei istinti. Ecco perché disapprovo chi non li controlla.
Questi istinti, che noi gentiluomini teniamo quasi sempre a bada, nell’islam hanno libero corso. Sono ufficiali,  istituzionali, sono la regola. Per una ragione semplicissima: l’islam non è stato concepito da un gentiluomo ma da un cavernicolo schiavo delle sue pulsioni. Da un individuo primitivo che non aveva imparato a controllare il desiderio sessuale, la gelosia e l’aggressività. Pensava soltanto a soddisfarli, codificando le sue brame e conferendo loro un crisma divino. Purtroppo ha trovato un seguito, senza dubbio perché rendeva socialmente accettabili le torbide fantasie dei machos primitivi come lui.  Così l’islam vi autorizza a stuprare le bambine, a infagottare le donne in modo che i vostri rivali non la possano vedere, a ucciderle nel modo più crudele se sospettate che vi siano infedeli, a trattarle come esseri inferiori. Vi autorizza ad ammazzare, a mentire, a vendicarvi, a rubare, a sopraffare. Nei paesi dove vige la charia, la legge islamica, tutto questo è considerato giustizia. Su quel pastrocchio di nefandezze che si chiama Corano è stata costruita una teologia piena di arzigogoli, amministrata da saccenti barbogi in sottana che dicono tutto e il contrario di tutto in modo da avere sempre ragione, e una legge che in alcuni paesi costituisce il fondamento dello Stato. Ma la base non cambia. Potete rigirarla come volete, ma saranno sempre i fantasmi di un cammelliere.
L’islam è seguito da un miliardo di fedeli. Se fra loro c’è qualche gentiluomo non è merito dell’islam, è merito suo. A quale musulmano si potrà rimproverare di avere imitato il Profeta?

   Dragor


Da http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/7/14/IL-CASO-Quel-multiculturalismo-made-in-England-che-vuole-i-detenuti-convertiti-all-islam/3/99027/

Gianfranco Amato, mercoledì 14 luglio 2010

Un fenomeno preoccupante sta dilagando nelle carceri britanniche. A lanciare
l’allarme è il rapporto intitolato Muslim Prisoners’ Experiences, redatto da
Ann Owers, Ispettore Capo degli Istituti Penitenziari, sulla base di 85
indagini ispettive. Da quel documento emerge come ben il 30% dei detenuti
musulmani radicalizzi la propria fede religiosa durante la permanenza in
carcere, e come l’islam riesca a diffondersi in proporzioni esponenziali.

Il numero dei detenuti musulmani è drammaticamente lievitato dalla metà
degli anni ’90, passando dai 2.513 del 1994 (pari al 5% della popolazione
carceraria), agli attuali 10.300 circa. Praticamente quadruplicato. In
alcune delle carceri di massima sicurezza la presenza della popolazione
musulmana è notevolmente al di sopra della media. Due anni fa, per esempio,
i detenuti musulmani rappresentavano circa un terzo di tutti i detenuti del
supercarcere di Whitemoor, nel Cambridgeshire, e un quarto dei detenuti del
supercarcere di Long Lartin, nel Worcestershire. Ma interessante è l’analisi
delle cause legate al fenomeno delle conversioni.

Una delle principali ragioni indicate nel rapporto Owers risiede nel fatto
che i detenuti musulmani possano godere della protezione di una vasta e
forte comunità all’interno delle strutture penitenziarie. La conversione
consente, infatti, di realizzare il naturale bisogno  - amplificato nel
contesto restrittivo del carcere - di appartenenza ad un gruppo distinto da
un profondo tratto identitario. Eloquente, a tal proposito, appare la
dichiarazione, contenuta nel rapporto, di un detenuto convertito: «Ora ho un
gran numero di fratelli che sento davvero vicini. Noi mettiamo in comune le
nostre esistenze e ci proteggiamo a vicenda». Tom Robson, vice presidente
del Prison Officers’ Association, ha spiegato come molti detenuti che vivono
con particolare fragilità psicologica l’esperienza carceraria, diventino in
realtà facilissime prede degli imam carcerati. «Quello che registriamo al
momento», ha precisato Robson, «è un trend in crescita secondo proporzioni
davvero preoccupanti».

Una seconda ragione, più prosaica ma non meno importante nel contesto
carcerario, è quella dell’alimentazione. A tutti i detenuti islamici,
infatti, è offerto il cibo halal, secondo le prescrizioni coraniche, che è
ritenuto, a ragione, decisamente migliore della solita sbobba somministrata
ai detenuti non musulmani. Inoltre, in occasione del ramadan, il vitto
concesso agli islamici provoca, a buon diritto, l’invidia di tutti gli altri
ospiti degli istituti penitenziari. Anche a tal proposto, appaiono
indicative le parole di un detenuto convertito, riportate nel rapporto
Owers: «Pure il cibo buono, all’inizio, è stato uno dei motivi che mi ha
spinto ad abbracciare la nuova fede».
Una terza causa di attrazione dell’islam viene identificata in un altro
privilegio concesso ai musulmani: quello di essere esonerati da ogni
attività lavorativa e dai corsi rieducativi, in occasione delle preghiere
del venerdì. Tale pratica religiosa, peraltro, offre pure il vantaggio di
una maggior quantità di tempo libero rispetto a tutti gli altri detenuti.

La quarta causa di conversione è quella che appare, in realtà, più odiosa ed
inquietante. Dallo stesso rapporto Owers, infatti, emerge come molto spesso
l’accoglimento della fede islamica non sia il frutto ragionato di una
proposta, ma rappresenti una vera e propria imposizione violenta. Qualche
mese fa, del resto, un’inchiesta televisiva della BBC aveva mostrato come
nelle carceri britanniche gruppi di radicali musulmani costringessero
detenuti non islamici a sottostare alle ferree regole della sharia. Un ex
agente di polizia penitenziaria del carcere di massima sicurezza di Long
Lartin, durante un’intervista a Radio 5 Live della BBC, ha citato casi di
detenuti non musulmani intimiditi e picchiati per non aver rispettato le
disposizioni della legge coranica, imposte, di fatto, dalle gang musulmane.
L’ex agente ha anche descritto i modi persuasivi con cui vengono convertiti
i detenuti, a cominciare dai più giovani.

L’amara conclusione del rapporto si trova nelle parole con cui la stessa Ann
Owers ha ipotizzato il rischio di una sorta di eterogenesi dei fini:
«L’esperienza del carcere può creare un intreccio di alienazione e
disaffezione, e restituire alla società persone più propensi alla violenza
o, addirittura, a cadere nella trappola ideologica dell’estremismo».
Dello scenario inquietante emerso dal Muslim Prisoners’ Experiences è
rimasto, però, soltanto il pallido appello rivolto dalla Owers ai direttori
degli istituti penitenziari, gentilmente invitati a trattare i detenuti
musulmani come singoli individui e non «come parte di un turbolento gruppo
separato».

La politica qui è del tutto latitante e incapace persino di percepire
l’umore del popolo che dovrebbe rappresentare. Un interessante sondaggio
commissionato dalla Exploring Islam Foundation (EIF) ha evidenziato,
infatti, una decisa diffidenza dei britannici nei confronti dei seguaci del
profeta Maometto. I dati rivelano come il 58% degli intervistati associ
l’islam all’estremismo, il 50% lo identifichi con il terrorismo, ed il 68%
lo ritenga un sistema repressivo nei confronti delle donne. Quel sondaggio,
peraltro, non è che la conferma di una precedente indagine demoscopica
realizzata dalla British Social Attitudes agli inizi di quest’anno, dalla
quale era emerso che soltanto un cittadino britannico su quattro mostrava un
atteggiamento positivo nei confronti dell’islam, mentre il 55% della
popolazione era assolutamente contrario alla costruzione di una moschea nei
pressi di casa propria.
Il dato apparentemente paradossale è che, mentre permane ancora in larga
parte della società un sentimento misto di paura e diffidenza nei confronti
dei musulmani, l’islam continui, comunque, a diffondersi in Gran Bretagna. I
motivi non sono legati soltanto all’immigrazione ed all’arma invincibile
della prolificità.
A causa della propria insipienza, la politica del Regno Unito, oramai
totalmente obnubilata dai fumi velenosi del politically correct, non riesce
in realtà a percepire le potenziali capacità di espansione derivanti da una
forte presenza culturale islamica. Mi riferisco, ad esempio, al pieno
riconoscimento, all’interno del sistema giudiziario britannico, dei Muslim
Arbitration Tribunal, ovvero di una forma di giustizia rapida ed
alternativa, che oggi è capace di attrarre anche molti non musulmani.

Del resto, il fallimento del sistema multiculturale britannico - cui qualche
sciocco disinformato di casa nostra guarda con ammirazione - risiede proprio
nell’assoluta assenza di una coscienza identitaria da parte di chi ha la
responsabilità istituzionale di porsi come interlocutore di un confronto tra
diverse civiltà e culture. Il cinico opportunismo politicamente corretto,
che oggi caratterizza la classe dirigente britannica, non è all’altezza
della sfida epocale imposta dai tempi.
Lo ha chiaramente dimostrato, l’anno scorso, il pittoresco sindaco di
Londra, Boris Johnson, quando ha invitato tutti i cittadini londinesi a
partecipare, almeno un giorno, al digiuno del ramadan, per poi recarsi, dopo
il tramonto, in una moschea. L’invito era rivolto affinché gli stessi
londinesi imparassero a comprendere i propri vicini musulmani, e a «trarre
edificanti ed istruttive lezioni dallo spirito e dal significato del digiuno
islamico».

Quella improvvida boutade del biondo e strampalato Lord Mayor ha avuto un
effetto assolutamente negativo. Da una parte ha irritato, comprensibilmente,
i londinesi che diffidano dell’islam, dall’altra ha aumentato il disprezzo
dei musulmani nei confronti dei britannici che hanno rinunciato alla propria
identità, tradizione, cultura e fede, barattandola per interessi politici di
basso cabotaggio.
Davvero non è con i metodi di Johnson e compagni che si può pensare a
possibili forme d’integrazione.
http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2010/7/14/IL-CASO-Quel-multiculturalismo-made-in-England-che-vuole-i-detenuti-convertiti-all-islam/3/99027/


11/07/10 - Articolo da il Foglio segnalato da Marcus Prometheus

L’eurabia è dentro di noi
Per Newsweek non esiste. Ne parliamo con Bat Ye’or la studiosa che ha coniato il termine Eurabia. 

Al di là dei numeri, è il destino di “un continente in balia della paura e del silenzio”
 
William Underhill di Newsweek avrebbe potuto leggersi le statistiche dei delitti d’onore in Germania e discuterne con Seyran Ates, l’avvocatessa di Berlino che ha chiuso lo studio legale dopo l’ultima aggressione subita a una fermata del metrò. Seyran era con una cliente musulmana che voleva divorziare dal marito. Lui le pesta entrambe, gridando “hure!”, puttana. A pochi chilometri da lì avrebbe potuto visitare la Deutsche Oper, che ha cancellato dalla stagione lirica l’Idomeneo di Mozart per timore di rappresaglie islamiste. Sempre a Berlino avrebbe potuto parlare con il direttore del quotidiano tedesco Die Welt, Roger Köppel, che stava per essere pugnalato a morte da un giovane ingegnere di origine pakistana entrato nel suo ufficio armato di coltello. Avrebbe potuto studiarsi i numeri delle “ragazze scomparse” in Inghilterra, vittime dimenticate delle centinaia di matrimoni forzati che Benjamin Whitaker, in un rapporto per le Nazioni Unite, ha inserito tra le nuove schiavitù.
Avrebbe potuto andare a Stoccolma e prendere tra le mani una t-shirt di gran moda fra i giovani musulmani:
 “2030 – Poi prendiamo il controllo”.
Avrebbe potuto vedere come nella penisola scandinava, austera e lontana, dove durante la guerra si ebbero straordinari gesti di protezione degli ebrei, a Stoccolma, Göteborg e Malmö, prima città europea a maggioranza islamica, le comunità ebraiche sono costrette a spendere un quarto del budget in misure di sicurezza. Lì avrebbe scoperto anche il cadavere di Samira Munir, la politica norvegese di origine pakistana minacciata di morte dagli islamisti per la sua difesa dei diritti delle donne. Il suo corpo è stato trovato non lontano dal centro di Oslo.
A Copenaghen avrebbe potuto far visita a Kurt Westergaard, il vignettista che disegnò Maometto col turbante-bomba e che oggi deve vivere con un sistema di protezione che allerta la polizia in caso di pericolo. Avrebbe potuto recarsi a Bruxelles e apprendere che il primo nome dei nuovi nati non è più da molto tempo François, ma Mohammed.
Avrebbe potuto fare un salto in Italia, dove ci sono circa trentamila donne musulmane che hanno subìto la mutilazione genitale.
Qui, in mezzo a noi, ora. Avrebbe potuto vedere con i propri occhi come la croce rossa di San Giorgio sia scomparsa da aeroporti, taxi e pompieri in Gran Bretagna su pressione islamica.
La stessa Gran Bretagna che oggi vede triplicare il numero delle corti islamiche.
Avrebbe potuto andare nella moschea El Mouchidine di Osdorp, in Olanda, dove l’imam ha gridato “cani infedeli” ad alcuni studenti appena arrivati in  gita scolastica davanti alla locale moschea.
Da lì avrebbe potuto passare per Rotterdam, con i suoi quartieri segregati come monoliti e con i minareti dai quali si incita all’uccisione degli omosessuali.
Già che c’era avrebbe potuto intervistare quell’insegnante di scuola elementare a Mozaiek che ha raccontato come i suoi studenti musulmani, in visita al museo Anna Frank di Amsterdam, le abbiano detto che “i nazisti avrebbero dovuto uccidere più ebrei”.
Nella stessa città dove, oltre a Galileo, arrivarono gli ebrei spagnoli in fuga dall’Inquisizione e oggi invece regna la paura più glaciale. Avrebbe potuto sfogliare la fitta black list di scrittori, artisti, professori, giornalisti e politici minacciati di morte dal fondamentalismo.
Pochi mesi fa, all’uscita da un supermercato, un islamista ha aggredito Robert Redeker, il filosofo francese costretto a nascondersi nel proprio paese per un articolo scritto tre anni fa:
“Sei Redeker, hai insultato l’islam. Sei un mascalzone. Sei protetto, altrimenti finiresti male”.
William Underhill di Newsweek non ha fatto nulla di tutto questo. Perché, in piena legittimità, ha preferito esercitare una potenza rassicurante e dissuasiva su milioni di lettori del grande settimanale americano. Il giornalista americano ha cercato di spiegare che “Eurabia” è un mito, uno spauracchio,“una speculazione basata sulla speculazione”, una finzione costruita ad arte, la proiezione allarmista di una manciata di studiosi e politici della “far right”. La destra nasty, cattivissima, sporca, intollerante e xenofoba in cui secondo il cronista di Newsweek tutto si equivale, dal filoisraeliano e atlantista Geert Wilders all’antisemita, negazionista dell’Olocausto e suprematista bianco Nick Griffin del British National Party.

Dell’Eurabia il Foglio è andato a parlarne con la grande studiosa che ha coniato quel termine, ripreso e reso incandescente da Oriana Fallaci qualche anno dopo. Si tratta di Bat Ye’or, resa famosa in tutto il mondo dal libro “Eurabia” (Lindau editore), ormai un modo di dire per indicare il rischio che l’occidente corre.
Nel dicembre del 2002 apparve su Internet un suo articolo, tradotto in diverse lingue, dal titolo “Le dialogue Euro-Arabe et la naissance d’Eurabia”.
Oriana Fallaci ne rimase folgorata e rese celebre questa storica durissima. In molti altri ripresero la tesi di Bat Ye’or, a cominciare da Niall Ferguson e Bernard Lewis.
Nata in Egitto, cittadina britannica, residente in Svizzera, Bat Ye’or l’Eurabia la chiama anche “dhimmitude”, da dhimmi, cioè sottomessi, come venivano definiti i cristiani e gli ebrei che dall’ottavo secolo sono stati obbligati alla tassa sulle minoranze.
La dottoressa Rachel Ehrenfeld, una delle autorità mondiali in materia di finanziamento occulto al terrorismo e direttrice dell’American Center for Democracy di New York, nel suo libro “Funding Evil” ha seguito le tracce lasciate dalle varie organizzazioni non governative che servono da facciata per l’incanalamento dei fondi occulti verso l’islamismo in Europa. Il suo libro venne pubblicato negli Stati Uniti dalla casa editrice Bonus Books. Dopodiché Ehrenfeld riceve una email spedita dagli avvocati inglesi di un milionario saudita da lei citato, in cui le intimano, fra l’altro, di togliere dalla circolazione e distruggere tutte le copie invendute del libro, scrivere un pubblica lettera di scuse e fare una donazione a un ente di carità indicato dai sauditi. Per intentare la causa di diffamazione contro Rachel Ehrenfeld, ai sauditi basta acquistare una ventina di copie del libro “Funding Evil” su Internet e farsele recapitare in territorio inglese. La battaglia legale, durata due anni, è terminata il 20 dicembre 2007 alla Corte d’Appello dello stato di New York. Ehrenfeld è stata condannata.
[e' la cosiddetta jihad legale in gran voga non solo in Europa, ma ancor peggio in USA, nota di Marcus Prometheus]
Il caso Ehrenfeld è pura Eurabia. “Se William Underhill cercava di contestare la crescente influenza islamica in Europa e la sua ostilità ai valori occidentali, ha fallito”, dice al Foglio Rachel.
“Sostiene che le proiezioni demografiche sui musulmani come maggioranza in Europa nel 2025 sono false.
Ma quali studi porta a suo favore?”. E comunque “il vero problema non è la demografia, ma l’imposizione di norme basate sulla sharia e che contraddicono la società libera e democratica”.
Come nel suo caso.
“Il reporter di Newsweek ignora l’influenza politica, finanziaria, sociale e culturale, la rapida espansione della sharia basata su istituzioni finanziarie in Europa.
I leader islamici in Europa non propongono integrazione, ma cinque volte al giorno incitano alla distruzione degli ‘infedeli’ che hanno aperto loro la porta.
E distruzione non significa necessariamente violenza, ci sono molti modi per indebolire ed eliminare la cultura e i valori occidentali. Fondi sauditi o provenienti da Golfo, filantropia islamica e fondi finanziari di Hezbollah e Hamas, Hizb ut-Tahrir e Al Muhajiroun, per citare soltanto alcune organizzazioni terroristiche internazionali, stanno esportando la sharia nella vita di tutti i giorni in Europa.
La politica stessa degli europei riflette l’influenza islamica.
 I discorsi dell’odio contro gli ebrei sono in crescita, così come ogni critica dell’islam e dei musulmani è proibita.
Questa non è l’Europa liberale di dieci anni fa”.
Ciò che non emerge dall’analisi di Newsweek è la sottomissione delle donne musulmane europee. Psicologa alla City University di New York, Phyllis Chesler è una madrina del movimento femminista (il suo “Le donne e la pazzia”, è stato un libro di culto alla fine degli anni Settanta). “Bat Ye’or ha ragione quando descrive Eurabia”, dice Chesler al Foglio. “Perché mentre molti immigrati musulmani amano l’occidente, ce ne sono altrettanti ostili alla modernità, alla democrazia, agli ‘infedeli’.
Non vogliono assimilarsi o integrarsi.
Hanno il compito di convertire i dhimmi e governare lo stato secondo la sharia.
 Vivono in Europa, ma è come se non avessero mai lasciato il Pakistan, la Turchia, l’Afghanistan, l’Algeria.
Hanno creato un universo parallelo, pericoloso per l’Europa. In questo senso l’islam è il più grande esecutore al mondo di un apartheid di genere e religioso. Donne in burqa, niqab, hijab, sono ovunque nelle strade europee. I delitti d’onore infestano l’Europa e, come ho sempre cercato di dimostrare, sono omicidi ben diversi dalla violenza domestica dell’occidente. L’Europa ha accolto il flusso di immigrati ostili per dimostrare che non era ‘razzista’, che non erano stati gli europei a uccidere sei milioni di ebrei.
 Oggi si ritrovano così a giustificare l’olocausto di Israele predicato dai musulmani”.
Arriviamo a lei, la teorica di Eurabia, Bat Ye’or.
 “La copertina di Newsweek e l’articolo di William Underhill pretendono di spiegare che l’emergenza dell’Eurabia è una speculazione.
Ma Eurabia esiste, viviamo nell’Eurabia, non è il domani, ma oggi, qui. Eurabia rappresenta un’ideologia che, per raggiungere i suoi obiettivi, fa leva su numerosi strumenti strategici, politici e culturali. E’ un nuovo ‘spazio della dhimmitudine’ creato dai politici, dagli intellettuali e dai media europei, Eurabia è un’entità culturalmente ibrida, fondata sull’antioccidentalismo e sulla giudeofobia.
Quando le sinagoghe e i cimiteri ebraici devono essere sorvegliati come nei paesi islamici dove i mausolei cristiani ed ebraici sono distrutti perché la libertà di espressione e di fede non è un diritto costituzionale, questa è Eurabia.
Il dialogo euro-arabo ha importato in Europa la tradizione anticristiana e antiebraica dell’islam inscritta nell’ideologia jihadista da tredici secoli.
Quando in Europa critici dell’islam, musulmani e non musulmani, devono nascondersi o vivere sotto la protezione delle guardie del corpo, come Geert Wilders e molti altri, questa è Eurabia.
Le celebri caricature di Flemming Rose, riprese anche da altri giornali, a cui hanno fatto seguito le minacce di morte al filosofo francese Robert Redeker, autore di un articolo, ritenuto blasfemo, apparso su Le Figaro il 19 settembre 2006, hanno esasperato l’opinione pubblica. Quando l’insegnamento nelle università, nella cultura, nell’editoria viene controllato in gran parte dalla Anna Lindh Foundation o dalla Alleanza delle civilizzazioni (strumento dell’Organizzazione della conferenza islamica, ndr), questa è Eurabia.
Quando i bambini ebrei non possono frequentare una scuola pubblica senza essere aggrediti e i ragazzi ebrei sono minacciati per strada, o rapiti e uccisi come il francese Ilan Halimi, questa è Eurabia.
Quando dimostrazioni islamiche di massa nelle città europee invocano la distruzione di Israele, questa è Eurabia.
 
I nostri multiculturalisti non ci danno le chiavi per conciliare i valori della sharia con quelli della laicità europea, i contenuti della Carta islamica dei diritti umani con quelli della Dichiarazione universale, l’espandersi dell’imperialismo islamico e i principi di libertà e uguaglianza tra i popoli e tra i sessi”.
Nell’analisi di Bat Ye’or, Eurabia è un continente in balia della paura, del silenzio, della dissimulazione e della diffamazione, che non ha ormai più niente a che vedere con l’Europa che conoscevamo. “Eurabia è un coacervo di società lacerate tra la xenofobia, il desiderio di riscatto, l’autodifesa e la disperazione, nel graduale sfaldarsi dei loro leader politici, disperatamente aggrappati ai cliché che hanno costruito in trent’anni.
 Eurabia esiste laddove ci sono donne velate e le leggi della sharia sono applicate, quando l’ideologia islamica e antisionista fiorisce, dove le istituzioni democratiche non sono che il ricordo scarnificato del proprio passato”.
Da alcuni anni la morsa dell’apartheid politico, economico, culturale, artistico e scientifico di Eurabia si è stretta intorno a Israele.
Di questo Newsweek non parla affatto. “E’ stata la questione palestinese lo strumento utilizzato dal jihad per disgregare l’Europa: essa ha costituito infatti il fondamento e l’impianto organico su cui è sorta Eurabia, il cuore dell’alleanza e della fusione euroarabe, germogliate sul terreno dell’antisionismo.
Ora, i rapporti tra Europa e Israele, cristianesimo ed ebraismo, non investono soltanto l’ambito geostrategico, ma rappresentano il vincolo ontologico e la linfa vitale di tutta la spiritualità dell’Europa. Israele, infatti, si è costruito sulla liberazione dell’uomo, mentre la dhimmitudine lo imprigiona nella schiavitù.
Eurabia è figlia del ‘palestinismo’ e non mi meraviglierei se un giorno, sotto la bandiera dell’Eurabia palestinizzata, i soldati eurabici corressero a sterminare in Israele i discendenti della Shoah. Il secondo Olocausto sarà chiamato:
‘Pace, amore e giustizia per la Palestina’
e  ‘Liberazione dall’apartheid’”.
Leggendo Newsweek e gli altri campioni del giornalismo liberal si capisce quanto l’America sia ben lontana per capire Eurabia, che è un’idea e un destino più che una geografia o un flusso migratorio. L’oceano separa le certezze ireniche di William Underhill dalla paura che striscia nelle nostre città. Sebbene proprio in Eurabia sia nato l’11 settembre 2001. In un quartiere di vecchie case d’anteguerra in mattoni rossi, in una larga e squallida strada che fronteggia una ringhiera di sbarre. E’ a Wilhelmsburg, il quartiere industriale di Amburgo, in tre locali al terzo piano, che abitava e pregava Mohammed Atta, il capo degli attentatori delle Twin Towers.
Furono pianificate in Eurabia quel milione di tonnellate di detriti e tremila esseri umani trasformati in un mucchio di rovine fumanti.

di Giulio Meotti http://www.ilfoglio.it/soloqui/2974

 

29/05/10 - Segnalazione di Marcus Prometheus

MORTI NEL NOME DI ALLAH

*Elenchiamo qui di seguito un elenco di attentati compiuti nel mondo in nome
di Allah. Quasi ogni giorno si sentono notizie in merito, e quasi ci si fa
l'abitudine. Raggruppandoli si ha una visione d'insieme e ci si rende conto
meglio della gravità e della vastità del fenomeno.
QUESTO ELENCO NON E' ASSOLUTAMENTE COMPLETO.
Abbiamo riportato solo alcune
delle notizie che giornalmente si leggono sui giornali; giusto per non
scordarci troppo presto di almeno parte di questi attentati, e per avere la
misura (anche se parziale) della ferocia dei terroristi islamici, che non
esitano neanche a colpire i propri connazionali (sunniti contro sciiti),
l'ONU, la Croce Rossa ed organizzazioni umanitarie come Medici Senza
Frontiere.

*1992/2002
Algeria: sono 150.000 (centocinquantamila !) le vittime civili dei
terroristi islamici del GIA.

11/6/1996
Mosca: bomba cecena uccide 4 persone, nei pressi delle metropolitana

8/8/2000
Mosca: bomba cecena uccide 12 persone, nei pressi della metropolitana

5/2/2001
Mosca: bomba cecena ferisce 10 persone, tra cui 2 bambini, nei pressi della
metropolitana

11/9/2001
U.S.A.: a New York e al Pentagono kamikaze prendono il controllo di 4 aerei
civili e li fanno schiantare 2 sulle Twin Towers, 1 sul Pentagono ed uno,
grazie alla reazione dei passeggeri, su un prato. Muoionono complessivamente
quasi 4.000 persone

11/4/2002
Tunisia: a Djerba, davanti ad una sinagoga, esplode una bomba. Muoiono in 23

8/5/2002
Pakistan: a Karachi un attentato suicida con un autobus contro un albergo
uccide 14 persone

5/8/2002
Pakistan:i terroristi islamici attaccano scuole ed ospedali cristiani vicino
ad Islamabad. 11 morti

25/9/2002 Pakistan: terroristi islamici assaltano la sede di
un'organizzazione cristiana di beneficenza a Karachi. 7 morti

23/10/2002
Mosca - 42 terroristi islamici ceceni prendono in ostaggio 700 persone nel
teatro Dubrovka. Tre giorni dopo i reparti speciali russi entrano in azione.
Muoiono tutti i terroristi e più di 120 ostaggi.

Ottobre 2002
Indonesia: a Bali, due attentati contro locali notturni uccidono 202
persone, in maggioranza turisti occidentali

28/11/2002
Kenia: commando suicida di terroristi islamici si fa esplodere in un albergo
a Mombasa. Muoionio 18 turisti israeliani.

12/5/2003
Nove kamikaze a Riad (Arabia S.) in quartieri residenziali: 35 morti

16/5/2003
Marocco: a Casablanca esplodono 13 kamikaze, portandosi dietro 43 innocenti

05/06/2003
Algeria: in vari attentati i terroristi islamici uccidono 22 persone in 24
ore

5/8/2003
Indonesia: autobomba a Giacarta, nei pressi di un albergo. Muoino in 12

7/8/2003
Baghdad: attentato all'ambasciata di Giordania uccide 19 persone

19/8/2003
Baghdad: attentato alla sede dell'ONU. 23 morti

29/8/2003
Iraq: autobomba preparata da musulmani sunniti esplode davanti alla moschea
a Najaf. 126 musulmani sciiti muoiono.

27/10/2003
Baghdad: quattro attentati suicidi contro la sede della Croce Rossa
Internazionale e quattro stazioni di polizia irachena. Muoiono 40 persone,
la maggior parte delle quali irachene.

8/11/2003
Kamikaze a Riad (Araba S.), in un quartiere arabo: 17 morti (di cui 5
bambini)

12/11/2003
Iraq: a Nassiriya attentato suicida contro i soldati italiani. Muoiono 19
italiani e 9 irakeni

15/11/2003
Kamikaze fa strage in una sinagoga ad Instanbul: una decina di morti, varie
decine di feriti

20/11/2003
Alcune esplosioni kamikaze ad Instanbul, colpiti il Consolato Britannico ed
una banca inglese: 26 morti, centinaia di feriti

05/12/03
Cecenia: donna kamikaze fa strage su treno di pendolari (40 morti)

9/12/03
Mosca: donna kamikaze cecena uccide 6 persone e ne ferisce 12

6/12/03
Mosca: donna kamikaze sul metrò uccide 40 persone e ne ferisce un centinaio

4/01/2004
Thailandia - 18 scuole sono attaccate e bruciate da fondamentalisti
islamici; contemporaneamente attaccano una vicina base militare per rubare
armi, ed uccidono 4 soldati

5/1/2004
Thailandia - due bombe esplodono vicino a Pattani, ferendo 2 poliziotti.

1/2/2004
Irbil (Iraq): duplice attentato suicida in due uffici del Partito curdo ad
Irbil. Muoiono 109 persone.

9/2/2004
Istanbul: kamikaze si fa esplodere in un ristorante, ferendo il complice ed
uccidendo un cameriere

11/2/2004
Baghdad: un attentatore suicida si fa saltare in una macchina carica di
esplosivo fra una folla di iracheni che aspettano davanti ad un centro di
reclutamento dell'esercito. Muoiono 47 persone.

2/3/2004
Pakistan: a Quetta, kamikaze musulmani sunniti uccidono 38 musulmani sciiti
e ne feriscono 150

Iraq: con mortai e kamikaze musulmani sunniti a Baghdad e Karbala uccidono
182 musulmani sciiti e ne feriscono centinaia

11/3/2004
Madrid: più di 10 bombe esplodono presso la stazione ferroviaria, uccidendo
190persone e ferendone 1.899. Al-Qeida rivendica l'attentato.

17/3/2004
Iraq: autobomba contro l'Hotel Mount Lebanon di Baghdad uccide 29 persone,
un'altra a Bassora ne uccide 7

29/3/2004
Uzbekistan: 19 morti e 26 feriti in due esplosioni kamikaze a TASHKENT

Italia: a Brescia un marocchino si fa saltare in aria con la sua auto, piena
di bombole di gas, accanto ad un McDonald's. Muore soltanto lui grazie al
pronto intervento dei pompieri che 'raffreddano' le bombole di gas del 'fast
food', che erano a pochi passi.

5/4/2004
Montreal (Canada): bruciata una scuola elementare - Fortunatamente solo
danni e nessuna vittima a Montreal, dove una scuola elementare ebraica è
andata distrutta a seguito di un attentato incendiario compiuto da
terroristi islamici, che volevano vendicare la morte dello sceicco Yassin,
recentemente ucciso dai soldati israeliani *(Canadian Press Online)*

20/4/2004
Bassora (Iraq): i miliziani irakeni uccidono, in 3 attentati con autobombe,
71 civili irakeni, di cui 17 bambini.

21/4/2004 Riad (Arabia Saudita): kamikaze su autobomba si fa saltare in aria
in zona centrale della città. Muoiono 5 persone, tra cui una bambina di 11
anni.

27/4/2004
Thailandia (Bangkok): terroristi musulmani attaccano alcuni posti di polizia
tentando di rubare le armi. Almeno 150 i morti.

27/4/2004
Siria (Damasco): 6 terroristi islamici attaccano con lanciarazzi alcuni
edifici posti nel quartiere delle ambasciate. Muoiono 4 persone.

01/05/2004
Arabia Saudita: assalto al centro petrolifero di Yanbu: muoiono 5
occidentali e due poliziotti. 02/05/2004
Striscia di Gaza: due terroristi islamici tendono un agguato ad una donna
israeliana di 34 anni, all'ottavo mese di gravidanza, e le sue 4 figlie (tra
i 2 e gli 11 anni), uccidendole a sangue freddo.

03/05/2004
Karachi (Pakistan): autobomba preparata dai terroristi islamici uccide 3
ingegneri cinesi.

07/05/2004
Karachi (Pakistan): attentato suicida di un musulmano sunnita in una moschea
sciita uccide 24 persone e ne ferisce 125.

09/05/2004 Grozny (Cecenia) - terroristi islamici fanno esplodere una bomba
allo stadio, uccidendo il Presidente Ceceno e altre 31 persone, tra cui vari
bambini.

18/5/2004 Setif(Algeria): due bombe sistemate da terroristi islamici
uccidono 2 soldati e ne feriscono 13.

20/5/2004 Cecenia: DECAPITATO UN OSTAGGIO RUSSO IN CECENIA. LA VITTIMA E' UN CIVILE DI MEZZA ETA' UCCISO A COLPI D'ASCIA
Roma, 20 mag. - (Adnkronos/Aki) - I terroristi islamici tornano sul Web con
nuove terribili immagini: nonostante l'ondata repressiva che ha portato alla
chiusura di molti siti che avevano diffuso il video con la barbara uccisione
dell'ostaggio americano Nick Berg ad opera - apparentemente - di Abu Musab
Al-Zarqawi, oggi i terroristi (questa volta ceceni) hanno pubblicato le
terribili immagini della decapitazione di un ostaggio russo.
(Ham/Gs/Adnkronos)

30/5/2004
Khobar (Arabia Saudita) -Uun gruppo di terroristi islamici attacca un centro
petrolifero, prendendo in ostaggio decine di persone. I reparti speciali
sauditi fanno irruzione e liberano gli ostaggi. In totale i terroristi
uccidono 22 persone. Tra queste, 9 che avevano tentato la fuga vengono
sgozzati. Tra loro anche il nostro connazionale *Antonio Amato*,
trentacinquenne, cuoco del residence.

31/5/2004
Karachi (Pakistan) - kamikaze musulmano sunnita si fa esplodere in una
moschea sciita, uccidendo 19 persone e ferendone 50. Il giorno prima un Imam
sunnita era stato ucciso da musulmani sciiti.

02/06/2004
Afghanistan - i talebani assalgono un'auto di Medici Senza Frontiere ed
uccidono 5 volontari dell'associazione umanitaria

06/06/2004
Arabia Saudita - Nella capitale Riad i guerriglieri uccidono un cameraman
della Bbc e feriscono gravemente un suo collega.

08/06/2007
Arabia Saudita - A Riad viene assassinato un cittadino statunitense.

12/06/2004
Arabia Saudita - Sempre a Riad è ucciso un altro americano. L'assassinio è
sempre rivendicato da Al Qaida.

18/6/2004
Arabia Saudita - Paul Johnson, statunitense, rapito qualche giorno fa, viene
trovato decapitato.

22/6/2004
Inguscezia - 200 terroristi islamici attaccano posti di polizia ed uffici
pubblici della piccola repubblica confinante con la Cecenia, uccidendo 57
persone.

24/6/2004
Iraq - in vari attacchi, i terroristi di Al-Zarqawui uccidono circa 100
persone. 01/08/2004
Iraq - a Baghdad e Mosul 6 autobombe di terroristi islamici esplodono in
altrettante chiese cristiane, uccidendo 18 persone e ferendone 60.

4/8/2004
Ryadh (Arabia S.) - ucciso nel suo ufficio da un terrorista islamico un
ingegnere irlandese

5/8/2004
India - un terrorista islamico attacca con bombe e mitra un gruppo di
militari indiani, uccidendone 9.

10/8/2004
Istanbul - un gruppo terroristico legato ad Al-Qeida fa esplodere 4 bombe in
due alberghi. 2 morti e 11 feriti.

25/8/2004
Mosca - due aerei civili esplodono in volo, abbattuti dai kamikaze islamici
ceceni; muoiono 89 persone.

26/08/04
Iraq - Enzo Baldoni, giornalista, collaboratore della Croce Rossa, viene
rapito il 19/8 dall' "Esercito Islamico dell'Iraq" ed assassinato il 26/8.

 

31/8/2004
Iraq - Dodici ostaggi nepalesi catturati dall'Esercito islamico di Ansar
Al-Sunna sono stati uccisi. Gli operai nepalesi (paese che non partecipa
alle operazioni di guerra) erano stati rapiti il 19 agosto. I terroristi:
"Buddisti servi dei cristiani". 11 di loro sono fucilati alla schiena, uno è
stato sgozzato e decapitato.

31/08/2004
Mosca - kamikaze cecena si fa esplodere nella metropolitana. Muoiono 10
persone.

31/08/2004
Gerusalemme - 2 kamikaze palestinesi si fanno esplodere su autobus. 16
morti.

1/9/2004
Beslan (Russia) - terroristi islamici ceceni prendono in ostaggio in una
scuola 1.200 persone, tra cui 800 bambini. Dopo tre giorni, a causa
dell'esplosione forse accidentale di alcune granate dei terroristi, la
situazione degenera, ed entrano in azione i reparti speciali russi; muoiono
26 terroristi (di cui 10 arabi), 10 poliziotti e 384 ostaggi. Oltre 150 di
loro sono bambini.

09/09/2004
Indonesia - una bomba esplode davanti all'ambasciata australiana a Jakarta.
Rivendicazione da parte del gruppo terroristico islamico "Jemaah Islamiah",
ritenuto il braccio operativo di Al-Qaeda in indoneisa. Bilancio: 8 morti e
100 feriti.

30/9/2004
Baghdad - Alla festa di inaugurazione di una rete fognaria, mentre gli
americani stanno distribuendo dolci e caramelle ai bambini, esplodono 3
autobombe. Muoiono 44 civili; tra loro ben 34 bambini.

01/10/2004
Islamabad (Pakistan) - estremista musulmano sunnita si fa esplodere in una
moschea sciita, uccidendo 30 persone

07/10/2004
Multan (Pakistan) - estremisti musulmani sciiti si fanno esplodere in due
autobombe ad un raduno di musulmani sunniti. 39 morti e 100 feriti.

08/10/2004
Taba (Egitto) - sul Mar Rosso 3 esplosioni distruggono un hotel ed un
ristorante; muoiono 31 persone (e 122 rimangono ferite).
Tra loro anche due sorelle italiane, Jessica e Sabrina, vittime innocenti
della furia sanguinaria islamica

08/10/2004
Parigi - bomba esplode di fronte all'ambasciata indonesiana, ferendo 10
persone

10/10/2004
Lahore (Pakistan) - kamikaze sunnita si fa esplodere in una moschea sciita:
3 morti e 4 feriti.

24/10/2004
Algeria - in pieno Ramadan, terroristi islamici uccidono 16 persone settanta
km a sud di Algeri; da inizio settembre sono così 80 le persone uccise dai
terroristi musulmani.

1/11/04
Tel Aviv - ragazzo 16enne palestinese si fa esplodere al mercato: 4 morti.

10/11/04
L'Aja: la polizia tenta di arrestare alcuni terroristi islamici, i quali
lanciano una granata che ferisce gravemente tre poliziotti. Nelle ore
successive i reparti speciali olandesi arrestano cinque estremisti musulmani
*dal Sole24ore del 11/11/04*
6/12/2004
Gedda (Arabia Saudita) - Un commando di 5 terroristi assalta il consolato
USA. Uccide 10 dipendenti arabi del consolato e prende in ostaggio 18
persone. Intervengono le 'teste di cuoio' saudite che liberano gli ostaggi,
uccidono 3 terroristi e ne arrestano 2. Nessun americano coinvolto.

10/12/2004
Quetta (Pakistan) - bomba esplode tra la folla, 10 morti.

29/12/2004
Riyadh (Arabia Saudita) - autobomba esplode, uccidendo un passante; due
kamikaze tentano di penetrare in un centro di reclutamento militare, ma
vengono intercettati ed uccisi dalle guardie.

16/01/2005
Thailandia - Nemmeno il maremoto ferma il terrorismo islamico. I terroristi
hanno infatti fatto esplodere una bomba di fronte ad un negozio di pasta,
uccidendo 1 persona e ferendone 58 (di cui 6 bambini).

07/02/2005
Filippine: scontri tra ribelli islamici e forze governative, 16 soldati
uccisi

14/2/2005
Beirut - un'autobomba esplode di fronte alla sede della banca londinese
HSBC, al passaggio dell'ex primo Ministro Hariri. L'attentato è rivendicato
da terroristi islamici, dietro cui si celerebbe la Siria - 13 morti (tra cui
Hariri) e 40 feriti

14/02/2005
Filippine - in 3 diversi attentati i terroristi islamici uccidono 11 persone
e ne feriscono più di 100. I terroristi, rivendicando gli attentati, hanno
dichiarato che era il loro regalo di S.Valentino per la Presidente Gloria
Arroyo.

18/02/2005
Thailandia - autobomba esplode a Sungai Kolok, uccidendo 6 persone e
ferendone 50.

28/02/2005
Iraq (Hilla) - Un'autobomba esplosa a Hilla, a sud di Baghdad. Il mezzo è
esploso nel folto di un gruppo di persone in fila per degli esami medici, in
un centro sanitario vicino alla sede municipale. 125 i morti e 133 feriti.

07/04/2005
Il Cairo (Egitto) - bomba a mano lanciata da un terrorista in moto esplode
in un bar frequentato da turisti; 18 feriti (tra cui un italiano) e 2 morti
(una francese ed un americano).

20/04/2005
Riad (Arabia Saudita) - in uno scontro a fuoco con alcuni terroristi
islamici muoiono 2 poliziotti e due terroristi.

30/04/2005
Egitto - Un uomo, con la sorella e la fidanzata, feriscono, in due diversi
episodi, con bombe e pistole, undici turisti, tra cui un'italiana. Uccisi
dalla polizia tutti e tre gli attentatori.

15/5/2005
Algeria - A Boudoukhana un gruppo di terroristi islamici ha assalito un
convoglio militare, uccidendo dodici soldati e ferendone sei.

26/05/2005
Pakistan (Islamabad) - una bomba è esplosa in una moschea sciita, uccidendo
14 persone.

28/05/2005
Indonesia - a Tentena, villaggio a maggioranza cristiana, esplodono due
bombe al mercato, uccidendo 19 persone. In Indonesia lo scontro tra
cristiani e musulmani ha provocato, negli ultimi 3 anni, la morte di 2.000
persone. Quasi tutte cristiane.

30/5/2005
Karachi (Pakistan) - attentato kamikaze in moschea sciita, 5 morti.

31/5/2005
Karachi (Pakistan) - un folla di sciiti inferociti ha bruciato, per protesta
contro l'attentato kamikaze di ieri da parte di kamikaze sunniti, un fast
food americano dove lavoravano; arse vive almeno 6 persone. Bruciate anche
stazioni di servizio, negozi ed autoveicoli.

01/06/2005
Kandahar (Afghanistan) - un attentatore suicida si fa esplodere in una
moschea; uccisi almeno 20 fedeli (ma si teme possano essere anche 50).

30/06/2005
Ankara - un uomo, carico di esplosivo, viene ucciso dalla polizia prima che
riesca a farsi esplodere vicino al Primo Ministro turco Erdogan
*Corriere.it dell'1/7/2005*

07/07/2005
Londra - la furia islamica colpisce la capitale britannica; esplodono 4
bombe (3 nel metrò ed una su un autobus), provocando la morte di 53 persone
ed il ferimento di altre 750.

 

13/07/2005
Baghdad - Mentre gli americani distribuiscono dolci e caramelle ai bambini,
un kamikaze si fa esplodere. Muoiono in 32, quasi tutti bambini.

23/07/2005
SHARM EL-SHEIK (Egitto) - tre bombe colpiscono due hotel ed un bazar,
uccidendo 68 persone. Tra di loro anche 6 italiani.
*Corriere.it del 23/07/2005*

17/8/2005
Bangladesh - Circa 50 bombe sono esplose in varie città del Bangladesh. Solo
per un miracolo si registra una sola vittima, oltre a numerosi feriti. Gli
attentatori sono terroristi islamici, che con alcuni volantini richiedono la
piena applicazione della Shari'a.
*Asianews.it del 17/8/2005* 31/8/2005
Baghdad (Iraq) - Colpi di mortaio sparati da musulmani sunniti colpiscono
una folla di musulmani sciiti, all'uscita di una moschea. Alcuni di loro,
precedentemente, avevano distribuito gratuitamente anche del cibo
avvelenato, uccidendo decine di sciiti. A seguito delle esplosioni si
scatena il panico, e nella calca muoiono quasi 1.000 persone ed altrettante
rimangono ferite.
*Corriere.it del 31/8/2005*

8/9/2005
Karachi (Pakistan) - due bombe sono esplose in due fast food americani,
provocando feriti e danni notevoli.

23/9/2005
Lahore (Pakistan) - due bombe sistemate da estremisti islamici su delle
biciclette hanno ucciso almeno 6 persone e ferite altre 20.

7/10/2005
Multan (Pakistan) - 3 terroristi islamici entrono in una moschea e sparano:
8 morti e 20 feriti.

12/10/2005
Afghanistan - i talebani uccidono, durante un attacco, 5 operatori umanitari
afghani (medici ed infermiere)

13/10/2005
Naltchik (Russia) - terroristi islamici ceceni attaccano alcune stazioni di
polizia; nella guerriglia urbana che segue muoiono complessivamente circa
100 persone

30/10/2005
India - numerose esplosioni al mercato, rivendicate dai separatisti islamici
del Kashmir, provocano la morte di 61 persone ed il ferimento di altre 200.

30/10/2005
Indonesia - 3 ragazze cristiane sono state rapite e decapitate; la testa di
una di loro è stata lasciata di fronte ad una chiesa, come monito.

30/10/2005
Algeria - in scontri a fuoco con le forze dell'ordine, sono rimasti uccisi 4
terroristi islamici e 3 poliziotti.

1/11/2005
India - autobomba nel Kashmir uccide 2 persone

9/11/2005
Amman (Giordania) - Kamikaze si sono fatti esplodere in 3 alberghi della
capitale giordana, uccidendo 70 persone e ferendone a centinaia.

14/11/05
Australia: centrale nucleare nel mirino di 3 terroristi islamici arrestati
(Adnkronos)

14/11/05
Pakistan (Karachi) - autobomba in un fast-food, 6 morti e 15 feriti

29/11/2005
Bangladesh - Almeno 9 persone sono morte ed oltre 50 sono rimaste ferite in
due attentati suicidi compiuti questa mattina nel Bangladesh. Le autorità
hanno attribuito la responsabilità degli attacchi al gruppo terroristico di
matrice islamica Jamiatul Mujahidin, che lotta per l'istituzione di uno
stato islamico governato dalla sharia.

31/12/2005
Indonesia - A Palu esplode una bomba al mercato cristiano, uccidendo 7
persone e ferendone 53. La loro colpa è stata quella di vendere carne di
maiale, sacra per i musulmani, i quali avevano minacciato un atto del
genere.

16/1/2006
Afghanistan - A Spin Boldak almeno 20 persone sono morte presso un bazar per
lo scoppio di kamikaze talebano.

3/2/2006
Filippine (Jolo) - Un gruppo composto da presunti membri di Abu Sayyaf,
gruppo islamico estremista, è entrato in un villagio di Patikul, a Mindanao,
ed ha sparato agli abitanti dopo aver chiesto se erano cristiani. Sei morti,
fra cui una bambina di nove mesi, e cinque feriti gravi.

5/2/2006
Turchia - Don Santoro, prete italiano in Turchia, viene assassinato a colpi
di pistola sull'altare, mentre prega, da un fanatico integralista al grido
di "Allah akbhar !"

7/2/2006
Kandahar (Afghanistan) - una bomba esplode vicino ad una stazione di
polizia, uccidendo 13 persone.

8/2/2006
Pakistan: kamikaze sunnita a cerimonia sciita provoca 35 morti e 40 feriti

19/2/2006
Maiduguri (Nigeria) - A causa delle vignette su Mometto una folla di
musulmani ha attaccato le chiese cristiane, bruciandone 11 ed uccidendo
padre Michel Ejere, che è stato sgozzato e bruciato

14/04/2006
Tre Chiese cristiane coopte sono state assalite ad Alessandria d'Egitto da
alcuni integralisti islamici. Una persona è rimasta uccisa.

24/04/2006
Algeria - Terroristi islamici hanno fatto esplodere una bomba al passaggio
di un minibus, con all'interno delle guardie comunali, disarmate ed in abiti
civili. 10 morti

25/04/2006
Dahab - A Dahab, località turistica del Sinai (Egitto), a poche decine di km
da Sharm el Sheikh, tre kamikaze si fanno esplodere in locali turistici.
Morte 18 persone. Tre italiani rimangono feriti.

17/05/2006
Ankara (Turchia) - Un giudice del Consiglio di Stato che aveva vietato il
velo islamico nelle università e negli uffici pubblici è stato assassinato a
colpi di pistola. Feriti altri 5 magistrati. L'omicida è un giovane avvocato
turco, che si è proclamato "soldato di Allah".

15/06/2006
Thailandia - 40 bombe sono state fatte esplodere da integralisti islamici in
varie parti del paese, uccidendo 2 persone e ferendone altre 22.

30/06/2006
Samsun (Turchia) - Padre Brunissen, che sostituì il sacerdote italiano Don
Santoro assassinato da un integralista islamico, è stato accoltellato da un
altro integralista, che lo ha ferito gravemente.

11/7/2006
Bombay - Varie esplosioni in serie lunga la linea ferroviaria hanno
provocato 190 morti e 600 feriti. Responsabili dell'attentato sono i
separatisti musulmani del Kashmir.

10/08/2006
Gerusalemme - Un volontario italiano, Angelo Frammartino, di 24 anni, è
stato accoltellato a morte da un palestinese mentre era a passeggio con
amici. Frammartino era arrivato pochi giorni prima, e collaborava ad un
progetto umanitario per aiutare i bambini palestinesi. La polizia ha
dichiarato che l'omicidio ha motivazioni politiche, probabilmente la guerra
Israele-Libano.

17/05/2006
Mogadiscio (Somalia) - Suor Leonella, 65 anni, da 40 missionaria in Africa,
è stata assassinata con tre colpi di pistola alla schiena, insieme ad una
guardia. Possibili collegamenti con le proteste islamiche contro il discorso
del Papa in Germania.

27/09/2006
Thailandia - Tre persone sono morte e almeno altre sei sono rimaste ferite
in un seguito a tre diversi attentati nel sud della Thailandia, una zona
infestata da una sanguinosa insurrezione islamica da oltre due anni. Cinque
militari sono rimasti feriti durante un servizio di scorta ad alcuni
insegnanti, spesso vittime degli estremisti islamici.

12/10/2006
Iraq - Padre Paulos Eskandar, sacerdote cristiano di rito siro-ortodosso, è
stato rapito il 9 ottobre e successivamente decapitato. I suoi rapitori
pretendevano le scuse ufficiali per il discorso del Papa a Ratisbona.

16/10/2006
Indonesia - Un sacerdote cristiano è stato assassinato a colpi di arma da
fuoco nella regione del Sulawesi, dove l'attacco musulmano alla comunità
cristiana è da sempre molto intenso.

6/11/2006
In Thailandia, a Yala, una bomba uccide due militari e ne ferisce altri tre.

7/11/2006
Attentato suicida in Pakistan: 35 soldati muoiono nei pressi di una base
militare.

09/11/2006
Nel kashmir pakistano una bomba, nascosta in un giocattolo, uccide 5
bambini.

4/12/2006
Yala (Thailandia) - Una bomba è esplosa nei pressi di un mercato buddista,
uccidendo 2 persone e ferendone 18. Nella zona, a maggioranza musulmana,
sono sempre più frequenti gli attacchi contro i non islamici.

10/12/2006
Gaza - Tre bambini, ed il loro autista, sono stati uccisi a colpi di arma da
fuoco davanti alla scuola da alcuni palestinesi armati. Erano figli di un
capo della sicurezza di Abu Mazen.

29/12/2006
Thailandia - Due insegnanti buddisti sono stati uccisi a colpi di arma da
fuoco da un gruppo di militanti islamici; i due corpi sono poi stati dati
alle fiamme.

19/02/2007
Il "treno dell'amicizia", simbolo di distensione tra India e Pakistan, ha
subìto un attentato dinamitardo che ha provocato la morte di 67 persone.
Forti sospetti sugli integralisti islamici pakistani.

20/02/2007
Un fondamentalista islamico ("Allah non vuole che le donne facciano
politica" !) ha ucciso a colpi di pistola una responsabile politica
provinciale per i diritti delle donne, durante una riunione pubblica nel
Pakistan centrale.

26/02/2007
Quattro francesi sono stati assassinati mentre, insieme ad altrettanti
connazionali, si stavano recando in pellegrinaggio alla Mecca. Nonostante
fossero musulmani, il loro aspetto occidentale li ha condannati.

27/02/2007
Un religioso pakistano, noto per le se aspre critiche agli integralisti, è
stato sequestrato e decapitato.

12/03/2007
Un kamikaze si fa saltare in aria all'interno di un Internet cafè alla
periferia di Casablanca, nel sobborgo di Sidi Moumen. L'uomo è rimasto
dilaniato, altre tre persone hanno riportato gravi lesioni. Il 16/3/2003
alcuni attentati in serie uccisero 45 persone.

11/04/07
Algeri - Tre kamikaze si fanno esplodere nella capitale algerina, uccidendo
30 persone e ferendone 119.

18/04/2007
Malatya (Turchia) - Alcuni integralisti islamici fanno irruzione in un
libreria cristiana, e sgozzano tre missionari dopo averli torturati per ore.

19/04/2007
Nel Kashmir indiano un cristiano di 33 anni, Manzoor Ahmad Chat, è stato
rapito e decapitato da integralisti islamici.

20/04/2007
Jolo (Filippine) - Alcuni militanti di Abu Sayyaf, gruppo indipendentista
islamico collegato ad al-Qaeda, hanno rapito, sgozzato e decapitato sette
civili.

28/04/2007
Pakistan - Un kamikaze si fa esplodere a Charsadda, uccidendo 26 persone.

15/05/2007
Pakistan - A Peshawar un'esplosione nell'albergo Marhaba provoca 24 morti e
decine di feriti.

18/05/2007
Filippine - Una bomba esplode nella stazione degli autobus, uccidendo 3
persone e ferendone 20.

28/05/2007
Peshawar (Pakistan) - Almeno sette persone sono rimaste ferite in seguito
all'esplosione di un'autobomba nei pressi del tribunale.

11/06/2007
Kenia - A Nairobi, un'esplosione ha provocato un morto e decine di feriti.

3/6/2007
Baghdad - Padre Ragheed Ganni, 34 anni, sacerdote cristiano caldeo, è stato
colpito da armi da fuoco davanti alla chiesa del Santo Spirito. Con lui sono
morti anche tre diaconi suoi aiutanti. Prima di giustiziarli, gli assassini
hanno inutilmente tentato di estorcere loro una conversione all'islam.

29/6/2007
Londra, Glasgow - Due attentati falliti ed uno quasi riuscito. E' questo il
bilancio della Polizia, che ha trovato due auto imbottite di esplosivo a
Londra, mentre un'altra si è scagliata contro l'aeroporto di Glasgow,
incendiandosi. Tra gli otto arrestati, sei sono medici. Istruiti a salvare
vite umane, hanno deciso invece di distruggerle.

02/07/2007
Yemen - Un autobomba guidata da un kamikaze fa strage tra i turisti: 7
spagnoli e 2 guide locali.

10/07/2007
Afghanistan - In un attentato suicida contro le forze Nato sono morti 17
civili, tra cui ben 12 bambini.

10/07/2007
Filippine - 10 soldati filippini, impegnati nelle ricerche di Padre Bossi
(rapito dagli integralisti), sono stati sequestrati e decapitati dai
fondamentalist islamici.

11/07/2007
Algeria - Un terrorista suicida si è fatto saltare in aria di fronte ad una
caserma, uccidendo 8 passanti e ferendone 15.

15/07/2007
Pakistan - Un'autobomba si è lanciata contro un convoglio militare,
uccidendo 14 militi e ferendone oltre 40.

17/07/2007
Pakistan - Un attentatore suicida si è fatto esplodere presso un comizio del
giudice Chaudhry, uccidendo 15 persone e ferendone oltre 40. 19/07/2007
Pakistan - In due attentati suicidi, muoiono 37 persone e numerose decine
rimangono ferite.

19/07/2007
Mogadiscio (Somalia) - Vari colpi di mortaio sono stati sparati contro
l'edificio sede della Conferenza di Riconciliazione Somala. Uccisi 6 civili.
Cinque di questi erano bambini.

24/07/2007
Hilla (Irak) - Un autobomba guidata da un kamkaze si è lanciata contro un
ospedale pediatrico: 26 morti (quasi tutti bambini) e oltre 60 feriti.

6/9/2007
Algeria - Un kamikaze si è fatto esplodere tra la folla poco prima del
passaggio del Presidente Bouteflika, uccidendo 15 persone e ferendone 60.

11/09/2007
Pakistan - Nei pressi del confine con l'Afghanistan, un kamikaze-ragazzino
si fa esplodere tra la folla, uccidendo 18 persone.

19/09/2007
Beirut - Una grossa esplosione nel quartiere cristiano uccide 6 persone e ne
ferisce 20.

21/09/2001
Algeria - Ad Algeri una bomba esplode al passaggio di un convoglio
industriale, ferendo 8 persone (fra cui un'italiano).

29/09/2007
Malè (Maldive) - Una bomba è esplosa all'ingresso del Sultan Park (adiacente
alla principale moschea della città), ferendo 12 turisti.

30/09/2007
Pakistan - Un attentatore suicida, travestito da donna con un burka, si è
fatto saltare in aria ad un posto di blocco uccidendo 14 persone.

07/10/2007
Gaza - Rapito ed assassinato Rami Khader Ayyad, proprietario di una libreria
cristiana, da mesi minacciato da gruppi integralisti che l'accusavano di
fare proselitismo.

18/10/2007
Pakistan - Durante il corteo per festeggiare il ritorno di Benazir Bhutto,
un attacco suicida ha provocato 126 morti e 248 feriti.

6/11/2007
Afghanistan - Un attentato suicida durante un visita parlamentare nel nord
dal paese uccide 75 persone. Di queste, 59 sono bambini.

23/11/2007
India - Tre esplosioni in tre diverse città del nord del paese uccidono 11
persone.

27/12/2007
Pakistan - A Rawalpindi, dove stava tenendo un comizio elettorare, è stata
uccisa Benazir Bhutto, leader dell'opposizione. Due kamikaze le hanno prima
sparato in testa, poi si sono fatti saltare in aria, uccidendo altre 20
persone. L'attentato è stato rivendicato da Al Qaida.

02/01/2008
Algeria - A Naciria, in un attentato suicida rivendicato da Al Qaida, un
kamikaze si è fatto esplodere uccidendo 4 persone e ferendone 25.

7/1/2008
Iraq - Tre chiese, due conventi e un orfanotrofio cristiani di Bagdad e
Mosul sono stati colpiti dall'esplosione di varie autobombe. Non vi sono
state vittime, ma solo ingenti danni materiali. Secondo l'arcivescovo caldeo
di Kirkuk, Louis Sako, gli attentati "rappresentano un messaggio preciso e
probabilmente rientrano in un piano coordinato".

10/01/2008
Pakistan - A Lahore un kamikaze si è fatto esplodere nel centro della città,
uccidendo 26 persone e ferendone decine.

15/01/2008
Thailandia - Un ordigno nascosto in una motocicletta è esploso vicino ad un
affollato mercato a Yala, ferendo 27 persone. Ieri in un'imboscata
all'esercito sono stati uccisi 8 militari, uno dei quali decapitato. Dal
2004 le violenze nel sud del paese hanno fatto oltre 2800 vittime.

15/01/2008
Filippine - P. Reynado Jesus Roda, 54 anni, parroco della chiesa del
Santissimo Rosario a Tabawan (Mindanao), ha resistito al rapimento ed è
stato ucciso. Anni fa fu assassinato, nella stessa zona, il vescovo di Jolo,
anch'egli Oblato di Maria Immacolata.

25/01/2008
Libano - A Beirut è esplosa una bomba nel quartiere cristiano, uccidendo
dieci persone; tra queste, anche un alto funzionario di polizia.

23/01/2008
Filippine - Felomino Catambis, pastore della Chiesa Unita di Cristo delle
Filippine, è stato ucciso con 6 colpi di pistola nella provincia orientale
di Leyte.

28/01/2008
Somalia - Vicino a Kisimayo, due somali e due cooperanti di Medici Senza
Frontiere sono stati uccisi dallo scoppio di una bomba, posta a lato della
strada, che è esplosa al passaggio della loro auto. La zona è sotto il
controllo degli estremisti islamici.

29/01/08
Algeria - Nella cittadina di Theina un'autobomba uccide tre persone.

1/02/08
Baghdad - In due differenti attentati kamikaze in due mercati popolari,
muoiono oltre 100 persone. Le giovani attentatrici, essendo affette dalla
sindrome di down, sono state fatte saltare in aria con un telecomando.

04/02/2008
Dimona (Israele) - In un affollato centro commerciale entrano in azione due
kamikaze. Uno riesce a farsi esplodere, uccidendo una donna e ferendo decine
di persone. Il secondo viene invece freddato dalle forze di sicurezza prima
di attivare il detonatore.

04/02/2008
Rawalpindi (Pakistan) - Un attentatore suicida si fa saltare in aria contro
un pulmino di militari, uccidendone 7. Decine i feriti civili.

17/02/2008
Afghanistan - A Kandhahar un kamikaze si fa esplodere in mezzo alla folla,
riunita per dei festeggiamenti. Quasi 100 morti.

17/02/2008
Pakistan - In una zona tribale del paese, un kamikaze si fa esplodere di
fronte alla sede del partito di Benazir Bhutto, uccidendo 37 persone.

02/03/2008
In un villaggio pakistano un kamikaze si fa esplodere durante una riunione
popolare. Morte 35 persone.

06/03/2008
A Gerusalamme, un palestinese con cittadinanza israeliana fa irruzione in
una scuola religiosa ebraica (dove in passato aveva lavorato come autista)
ed uccide, a colpi di mitra, 8 ragazzini riuniti in preghiera, prima di
essere ucciso a sua volta. Alla notizia, i palestinesi di Gaza hanno
festeggiato per le strade.

10/03/2008
A Lahore, in Pakistan, in un duplice attentato dinamitardo muoiono 20
persone, tra cui alcuni bambini.

13/03/2008
Il 29/02/2008, a Mosul (Iraq) viene rapito il Vescovo Rahho ed uccisi i tre
suoi accompagnatori. Il cadavere del Vescovo verrà poi ritrovato pochi
giorni dopo.

16/03/2008
Islamabad (Pakistan) - In un attentato dinamitardo contro un ristorante
italiano muore una volontaria turca e rimangono ferite 4 persone, tra cui la
proprietaria, italiana, dell'esercizio commerciale.

03/03/2008
In Somalia, i guerriglieri delle corti islamiche assaltano prima le truppe
governative, uccidendo 15 soldati, e dopo un hotel, dove muoiono altre
quattro persone.

05/04/2008
Youssef Adel, 40 anni, sacerdote siro-ortodosso della chiesa di San Pietro,
è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Baghdad.

13/04/2008
Somalia - Quattro persone sono morte e sedici sono rimaste ferite in seguito
al lancio di una bomba a mano all'interno di un cinema. In passato il
proprietario aveva ricevuto minacce dai fondamentalisti islamici, contrari
alla presenza del cinema.

14/04/2008
Somalia - Assassinati da estremisti islamici quattro insegnanti. I quattro
(una britannica, due keniane ed un somalo) sono stati "giustiziati" nella
piazzetta della scuola, dove aveva fatto irruzione il gruppo armato.

15/04/2008
Iraq - A Baquba un'autobomba guidata da un kamikaze uccide 43 persone, tra
cui 12 bambini.

17/04/2008
Iraq - A Kirkuk un kamikaze si fa esplodere ad un funerale: 50 morti.

02/05/2008
Yemen - Nella città di Sanaa almeno sei persone sono rimaste uccise e un
centinaio ferite nell'esplosione verificatasi in una moschea.

13/05/2008
A Jaipur (India), nota meta turistica, una serie di esplosioni uccide oltre
50 persone.

2/06/2008
Davanti all'ambasciata danese ad Islamabad, in Pakistan, un attentatore
suicida si fa esplodere uccidendo 8 persone e ferendone a decine.

04/06/2008
Due bombe sono esplose ad Algeri , presso una caserma e in un bar. Un morto
e sei feriti.

2/7/2008
Gerusalemme - Un palestinese si è scagliato contro un autobus ed
un'autovettura israeliani alla guida di un bulldozer, uccidendo 3 persone e
ferendone 40. L'attentatore è stato poi ucciso dalla polizia.

06/07/2008
Afghanistan - A Kabul un kamikaze si è lanciato con una vettura carica di
esplosivo contro i cancelli dell'ambasciata indiana: 41 morti e 150 feriti.

09/07/2008
Turchia - Quattro terroristi di Al Qaida attaccano il Consolato Usa di
Istanbul con armi automatiche. Nella sparatoria muoiono 3 poliziotti turchi
e 3 terroristi.

26/07/2008
In India, in varie zone nell'ovest del Paese, diciassette esplosioni
rivendicate da terroristi islamici hanno provocato 45 morti.

28/07/2008
Baghdad (Iraq) - Tre donne kamikaze si sono fatte saltare in aria contro una
processione di pellegrini musulmani sciiti, in viaggio verso la moschea
dell'imam Kadim, provocando 28 morti e 92 feriti.

28/07/2008
Kirkuk (Iraq) - Un attentatore suicida si è fatto esplodere tra le folla,
uccidendo 36 morti e ferendone 136.

30/07/2008
Mindanao (Filippine) - Un commando di integralisti islamici ha assalito un
bus, uccidendo quattro cristiani.

02/08/2008
Mogadiscio (Somalia) - Una bomba ha ucciso 20 donne mentre stavano pulendo
una strada. Ferite altre 50 persone.

03/08/2008
Cina - Nella provincia dello Xinjiang, un attentato dei fondamentalisti
islamici contro la locale stazione di polizia ha causato 16 vittime ed
altrettanto feriti tra i poliziotti.

10/08/2008
Algeria - In un attentato suicida presso una stazione di polizia muoiono 8
persone, mentre altre 20 rimangono ferite.

12/08/2008
Cina - Altre tre agenti sono stati uccisi a coltellate nella zona dello
Xinjiang da un gruppo di terroristi islamici.

13/08/2008
Afghanistan - I talebani hanno rivendicato un attentato dove sono state
uccise, a colpi di arma da fuoco, tre volontarie straniere (un'americana,
un'irlandese ed una canadese) ed il loro autista.

13/08/2008
Libano - A Tripoli, una bomba esplode al passaggio di un autobus: 18 morti e
40 feriti.

13/09/2008
Nuova Delhi - Cinque bombe esplose nel giro di pochi minuti uccidono decine
di persone e ne feriscono centinaia.

17/09/2008
Yemen - A Sanaa, in un attentato all'ambasciata americana rivendicato
direttamente da Al Qaida, muoiono 16 persone.

20/09/2008
Islamabad - Nella capitale pakistana un camion bomba si lancia contro
l'albergo Marriot e provoca 50 morti ed oltre cento feriti. Nell'albergo era
in corso un banchetto in onore del neopresidente Asif Ali Zardari.

22/09/2008
Somalia - Le milizie islamiche bombardano coi mortai un paese, uccidendo 40
persone e ferendone 60.

27/09/2008
Siria - A Damasco un'auto bomba uccide 17 civile e ne ferisce 14. Secondo le
autorità, l'attentato è da imputare ad Al Qaida.

27/09/2008
Afghanistan - A Kandahar viene assassinata Malali Kakar, donna ufficiale di
polizia molto nota nel paese, esperta di reati contro le donne.

29/09/2008
Algeria - A Boumerdes un kamikaze si fa saltare in aria ad un posto di
blocco durante una cena che interrome il digiuno del ramadan. 3 morti e 6
feriti.

02/09/2008
Iraq - Due attentatori suicidi si fanno esplodere in altrettante moschee,
dove i fedeli festeggiavano la fine del ramadan. 12 morti e 31 feriti.
04/10/2008

Mosul (Iraq) - Due cristiani assassinati nel giro di poche ore. Hazim
Thomaso Youssif, di 40 anni, e Ivan Nuwya, di soli 15 anni.

09/10/2008
Pakistan - In un villaggio al confine con l'Afghanistan, un kamikaze si fa
saltare in aria durante una riunione di capi tribù. 23 morti.

20/10/2008
Afghanistan - Un attentatore kamikaze si fa esplodere uccidendo 2 soldati
tedeschi e 5 bambini.

22/10/2008
Somalia - Dall'inizio del 2007, la guerra civile scatenata dai
fondamentalisti islamici ha provocato 10.000 vittime tra i civili e 3
milioni di profughi.

06/11/2008
Pakistan - A Bajaur una bomba è esplosa durante una riunione di capi tribù
contrari ad Al Qaida, uccidendo 7 persone.

11/11/2008
Mosul (Iraq) - Due sorelle cristiane sono state assassinate, e la loro madre
ferita, da estremisti musulmani penetrati in casa loro.

27/11/2008
Kabul - Un'autobomba esplode tra i passanti e uccide 4 persone.

27/11/2008
Mumbai (India) - In più attacchi simultanei vengono assaliti hotel e
ristoranti a colpi di granate e armi da fuoco. Gli scontri durano due
giorni. Muoiono oltre 190 persone (tra questi l'italiano Antonio Di Lorenzo
) e ne rimangono ferite quasi 400.

29/12/2008
Afghanistan - Un'autobomba condotta da un kamikaze si fa esplodere
deliberatamente vicino ad una scolaresca: 20 morti, di cui 14 bambini.
Questo il terribile video dell'attentato:
http://tv.repubblica.it/piu-visti/settimana/strage-bimbi-il-video-del-kamikaze/27744?video

11/02/2009
Kabul - Vari attentati kamikaze contro centri istituzionali del paese
provocano almeno 9 morti.

20/02/2009
Pakistan - A Dera Ismail Khan, durante un funerale scitta un kamikaze
sunnita si è fatto esplodere uccidendo almeno 33 persone.

22/02/2009
Egitto - A Il Cairo, nei pressi di un caffè nel bazar di Khan el-Khalili, in
noto quartiere turistico, una bomba è esplosa uccidendo una ragazzina
francese di 17 anni e ferendone altre 24 (quasi tutti turisti). Arrestate
due donne completamente velate.
L'Egitto ha una sanguinosa storia di terrorismo islamico. Il bazar di Khan
el-Khalili è già stato teatro di un attentato suicida nell'aprile 2005
costato la vita a due turisti francesi e a un americano. Nel 2006 la
stazione balneare di Dahab, nella penisola del Sinai, venne colpito in un
triplo attentato in cui morirono 20 persone. Nel 2004 e 2005 altri due
attacchi insanguinarono la costa egiziana lungo il Mar Rosso, a Taba e Sharm
El Sheik, uccidendo oltre 100 persone. Negli anni '90 l'Egitto fu teatro di
un lungo conflitto con militanti islamici che culminò con il massacro di
turisti a Luxor nel 1997.

22/02/2009
Algeria - A Ziama Mansouriah, vicino ad un cantiere italiano del gruppo
Astaldi, terroristi musulmani hanno attaccato a colpi di mortaio un gruppo
di agenti della sicurezza: 9 morti e 2 feriti.

02/03/2009
Lahore (Pakistan) - Terroristi assaltano il pullman della squadra di cricket
dello Sri Lanka: 6 agenti della scorta e 2 civili uccisi, oltre a molti
feriti (anche tra gli atleti).

04/03/2009
Hamza (Iraq) - Alla fiera del bestiame, in zona abitata da musulmani sciiti,
un'autobomba preparata da musulmani sunniti è esplosa uccidendo 10 persone.

23/03/2009
Thailandia - Tre poliziotti e otto civili sono rimasti feriti in due diverse
esplosioni nella provincia meridionale di Narathiwat. In cinque anni la
guerra promossa dalle milizie ribelli musulmane ha causato circa 3700 morti.

27/03/2009
Pakistan - Un attentatore suicida si fa esplodere in una moschea, provocando
70 morti e decine di feriti.

30/03/2009
Pakistan - Un gruppo di terroristi musulmani assale una scuola di polizia,
uccidendo 8 allievi. Morti anche 4 terroristi.

31/03/2009
Mosul (Iraq) - Un camion bomba guidatato da un kamikaze esplode nei pressi
di una stazione di polizia. 7 morti e 17 feriti.

02/04/2009
Gerusalemme - Un palestinese penetra in un insediamento israeliano in
Cisgiordania; uccide a colpi d'ascia un bambino di 13 anni e ne ferisce un
altro di soli 7 anni.

4/4/2009
Islamabad (Pakistan) - Un attentatore suicida si fa esplodere presso un
accampamento militare, uccidendo 8 persone.

05/04/2009
Pakistan - Un terrorista suicida si fa saltare in aria tra la folla mentre è
in corso una cerimonia religiosa sciita nel Punjab pachistano. Oltre 30
morti.

24/04/2009
Iraq - A Baghdad due kamikaze si fanno esplodere dentro un moschea: 60
morti, 100 feriti.

25/04/2009
Pakistan - Nella Valle dello Swat, dove è in vigore la sharia, una bomba
camuffata da pallone è stata lasciata nei pressi di una scuola elementare
femminile (i talebani non vogliono che le femmine studino). Dei bambini
hanno cominciato a giocarci, causandone la deflagrazione. Morti 12 bambini
(7 maschi e 5 femmine).

27/04/2009
Iraq (Kirkuk) - Un commando attacca due famiglie cristiane, facendo
irruzione nelle loro case, uccidendo 3 persone. Una fonte della polizia ha
dichiarato che è "un omicidio a sfondo confessionale, per mandare un
avvertimento alla comunità cristiana in Iraq".

04/05/2009
Afghanistan - Un kamikaze di soli 14 anni si è fatto esplodere, uccidendo il
Sindaco di Mehertelam e altre 6 persone.

05/05/2009
Pakistan - A Peshawar un bomba uccide 5 persone e ne ferisce 25, tra le
quali molti bambini. In un anno in Pakistan ci sono stati 1.842 attacchi
terroristici, che hanno provocato quasi 1.400 morti.

13/05/2009
Kabul - In due giorni due attentati provocano 20 morti e decine di feriti
tra i civili afghani.

25/05/2009
Mogadiscio (Somalia) - Un'autobomba è esplosa vicino al quartier generale
della Polizia. 7 vittime.

26/05/2009
Lahore (Pakistan) - Un'autobomba esplode vicino ad una centrale della
Polizia. 40 morti e 150 feriti.

29/05/2009
Pakistan - Raffica di attentati: due bombe in due mercati ed un kamikaze
contro la polizia provocano 13 morti.

29/05/2009
Iran - Una bomba esplode in una moschea, uccidendo 30 persone.

5/6/2009
Pakistan - A Dir Bala una bomba esplode in una moschea. 30 morti.

09/06/2009
Pakistan - Un kamikaze in hotel a 5 stelle a Peshawar uccide 15 persone e ne
ferisce 70.

10/06/2009
Iraq - Autobomba al mercato uccide 30 persone, tra le quali anche molti
bambini.

15/06/2009
Yemen - Rapiti ed uccisi 9 occidentali, impegnati in progetti di
solidarietà. Tra questi alcune donne (i cui corpi sono mutilati) e persino
alcuni bambini.

18/06/2009
Somalia - Un attentatore suicida si fa esplodere uccidendo il Ministro per
la sicurezza nazionale e altre 50 persone.

21/6/2009
Iraq - A Kirkuk un camion bomba esplode presso una moschea sciita,
provocando 72 morti e 175 feriti.

24/06/2009
Iraq - A Baghdad un bomba nascosta in un triciclo a motore esplode nei
pressi di un mercato. 62 morti e 116 feriti.

26/06/2009
Iraq - A quattro giorni dal ritiro delle trupe USA voluto da Obama, a
Baghdad l'ennesimo attentato uccide almeno 13 persone e ne ferisce 45 in un
mercato di veicoli.

30/7/2009
Nigeria - La rivolta degli estremisti islamici - che vorrebbero fare un
colpo di stato per imporre la sharia in tutto il paese - provoca la reazione
dell'esercito. Oltre 600 morti in cinque giorni di scontri.

1/8/2009
Pakistan - Otto cristiani, di cui donne e bambini, sono stati bruciati vivi
da un gruppo di integralisti islamici.

10/8/2009
Iraq - Raffica di attentati a Baghdad e Mosul provocano oltre 50 morti.

13/8/2009
Iraq - A Mosul due kamikaze si fanno saltare in aria in un bar: 21 morti.

18/8/2009
Inguscezia - Un attentato suicida dei separatisti musulmani alla stazione
centrale di polizia provoca 10 morti e 100 feriti.

21/8/2009
Cecenia - In due distinti attentati, due kamikaze in bicicletta uccidono 4
poliziotti ed 1 civile.

24/8/2009
Baghdad - Due autobus esplodono. 20 morti e 10 feriti.

25/08/2009
Cecenia - Un attentatore kamikaze si fa saltare in aria presso un
autolavaggio, uccidendo 4 poliziotti.

26/8/2009
Afghanistan - A Kandahar cinque autobomba esplodono simultaneamente nei
pressi dell'Agenzia Internazionale Canadese per lo Sviluppo: 45 morti e 60
feriti.

15/9/2009
Cecenia - Una giovane donna si fa esplodere nei pressi di un semaforo, al
passaggio di un auto della polizia. Numerosi morti.

17/09/2009
Kabul - In un attacco suicida muoiono 6 paracadusti italiani della Folgore.
Perdono la vita anche 15 civili, 60 i feriti.

17/09/2009
Somalia - Duplice attentato suicida all'aeroporto di Mogadiscio, 11 morti.

18/09/2009
Pakistan - Nel villaggio di Kohat una bomba esplode in un mercato: 33 morti
e 80 feriti.

28/09/2009
Kandahar - Attentato contro un autobus di civili: 30 morti, tra i quali
donne e bambini.

07/10/2009
Kabul - Attentato contro l'ambasciata indiana, 12 morti.

12/10/2009
Milano - Un libico di 35 anni si fa esplodere presso la Caserma Santa
Barbara. L'ordigno deflagra solo in parte, ferendo gravemente l'attentatore
e leggermente un militare di guardia.

13/10/2009
Pakistan - Nella valle dello Swat, un kamikaze si fa saltare in aria in un
mercato rionale: oltre 40 morti, 50 feriti.

16/10/2009
Sudan - Il Vescovo Kussala denuncia che il 13/8/2009 dei miliziani
governativi hanno rapito 7 cristiani e li hanno crocifissi agli alberi.

18/10/2009
Iran - Un attentato kamikaze contro i miliziani pasdaran provoca 31 morti.

20/10/2009
Islamabad - Due bombe esplodono presso l'università, una nella sezione
maschile ed una in quella femminile: 3 morti e numerosi feriti.

25/10/2009
Baghdad - In un tremendo duplice attentato muoiono 165 persone, 500 i
feriti.

27/10/2009
Kabul - In un attacco contro un ufficio periferico dell'Onu, muoioni 7
impiegati civili, due guardie, oltre a 3 assalitori.

28/10/2009
Pakistan - A Peshawar, in un mercato rionale, esplode un'autobomba
provocando una strage: oltre 100 morti, soprattutto donne e bambini.

30/10/2009
Afghanistan - Una bomba fatta saltare in aria mentre passa un taxi uccide
nove civili, tra cui una mamma col suo bambino.
02/11/2009
Pakistan - A Rawalpindi un attentatore suicida si fa esplodere nei pressi
dell'Hotel Shalimar, in messo ai dipendenti in fila per ritirare lo
stipendio: 25 morti, 35 feriti.

02/11/2009
Iraq - A Kerbala e Mussayaba esplodono una bici-bomba e una bomba su un
autobus: 8 morti e 40 feriti.

05/11/2009
USA - Presso la base militare di Fort Hood, un maggiore dell'esercito
americano di origini palestinesi, medico psichiatra, urlando "Allah è
grande" uccide 13 commilitoni e ne ferisce 30.

08/11/2009
Pakistan - Un attentatore suicida su un risciò uccide tre persone.

10/11/2009
Pakistan - A Peshawar, in un mercato cittadino, un kamikaze su un autobomba
uccide 18 persone e ne ferisce 25.

12/11/2009
Pakistan - In due attentati suicidi presso dei posti di polizia, muoiono
almeno 13 persone.
Negli ultimi due anni gli estremisti islamici hanno ucciso oltre 2.500
persone, per la gran parte civili.

19/11/2009
Pakistan - A Peshawar, all'esterno di un tribunale, un uomo si è fatto
esplodere quanto le guardie hanno chiesto di perquisirlo. 18 morti, 34
feriti.

23/11/2009
Filippine - A Maguindanao un commando armato assalta un covoglio di 57
persone, uccidendole tutte. La strage, di carattere politico, è stata
ordinata dal Governatore Andal Ampatuan, a capo dell'omonimo clan musulmano.

27/11/2009
Russia - Una bomba piazzata su un treno ne provoca il deragliamento,
uccidendo 27 persone. Un italiano è ferito gravemente. L'attentato è
rivendicato dai ribelli islamici ceceni.

03/12/2009
Siria - Bomba su un bus di pellegrini iraniani, almeno 5 morti e decine di
feriti.

3/12/2009
Somalia - A Mogadiscio, durante una festa di laurea presso un hotel, un
kamikase si fa esplodere. 19 morti, tra cui anche tre Ministri del governo
somalo.

04/12/2009
Pakistan - Quattro kamikaze assaltano una moschea, lanciando granate e
sparando sui fedeli. Uccidono 35 persone, prima di essere uccisi dalle forze
di sicurezza.

07/12/2009
Pakistan - Due bombe esplodono a Lahore simultaneamente a poca distanza
l'una d'altra, presso il comando della polizia e il mercato: 45 morti.

07/12/2009
Iraq - Una bomba esplode in una scuola: 6 bambini morti.

08/12/2009
Iraq - A Baghadat cinque kamikaze si fanno esplodere in vari punti della
città: 127 morti, 450 feriti.

15/12/2009
Pakistan - Un'autobomba esplode nei pressi dell'abitazione di un ministro
del governo provinciale pakistano, uccidendo 20 persone.

15/12/2009
Iraq - A Mosul vengono attaccate con bombe due chiese cristiane: 4 morti e
40 feriti.

24/12/2009
Afghanistan - A Kandahar un attentatore suicida si fa esplodere all'esterno
di un hotel, uccidendo 8 persone.

24/12/2009
Iraq - In diversi attentati muoiono 27 civili, 100 i feriti.

28/12/2009
Pakistan - A Karachi un kamikaze musulmano sunnita si fa esplodere ad una
processione di musulmani sciiti. 20 morti e 70 feriti.

2/1/2010
Pakistan - Durante una partita di pallavolo nel nord-ovest del paese, un
kamikaze su un suv carico di esplosivo si lancia contro la folla e si fa
esplodere: 105 morti.

7/1/2010
Daghestan - Un kamikaze in auto si è fatto esplodere nei pressi di una
caserma, speronato da una jeep della polizia che gli ha impedito così di
entrare nel complesso. 6 morti e 19 feriti.

06/01/2010
Egitto - 7 cristiani copti vengono massacrati all'uscita di una chiesa, dopo
la funzione natalizia. A compiere la strage tre musulmani.

25/01/10
Iraq - A Baghdad, in un triplice attentato contro alcuni alberghi, muoiono
oltre 30 persone.

26/01/10
Iraq - A Baghdad esplode un autobomba, uccidendo almeno 18 persone.

15/02/2010
India - In un mercato rionale di Pune esplode una bomba, uccidendo 10
persone. Tra queste anche l'italiana Nadia Macerini.

27/02/2010
Afghanistan - In una serie di attentanti a Kabul, cinque kamikaze si fanno
esplodere: almeno 17 morti. Tra di loro anche l'italiano Pietro Colazzo.
03/03/2010
Iraq - Nella città di Baquba tre kamikaze su altrettanto autobombe si fanno
esplodere presso uffici governativi e ospedali: oltre 50 morti.

10/03/2010
Pakistan - A Mansehra, una associazione umanitaria americana viene attaccata
con bombe e armi da fuoco: 6 morti tra i volontari, tutti pakistani.

12/03/2010
Pakistan - A Lahore due kamikaze si fanno esplodere in rapida successione
durante il passaggio di un convoglio militare: 40 morti (la maggioranza
civili), 80 feriti.

14/3/2010
Afghanistan - A Kandahar quattro attentatori kamikaze provocano oltre 35
morti.

29/03/2010
Mosca - Due donne kamikaze si fanno saltare in aria nella metropolitana: 39
morti, decine di feriti.

31/3/2010
Russia - Nel Daghestan esplodono due bombe: 9 morti, 7 feriti.

01/04/2010
Russia - Nel Daghestan occidentale esplode un autobomba: 2 morti.

19/04/2010
Iraq - A Peshawar un kamikaze di soli quindici anni si fa esplodere in un
mercato: 25 morti.

2/5/2010
Pakistan - Nella provincia di Paktia, un minibus salta in aria su un ordigno
sistemato sulla strada: 8 civili morti.


11/05/10 - Sgnalazione di Marcus Prometheus

*Riportiamo dal CORRIERE della SERA del 10/05/2010, a pag. 25,
l'articolo di Ayaan Hirsi Ali dal titolo "Io, nomade per difendere le
donne".*


Ayaan Hirsi Ali

Sono stata nomade per tutta la vita e ho vagato senza radici. Sono stata
costretta a fuggire da ogni luogo in cui mi sono fermata. Ho gettato da
parte ogni certezza che mi è stata trasmessa. Sono nata a Mogadiscio, in
Somalia, nel 1969. Mio padre venne imprigionato quando ero piccolissima per
il suo ruolo nell'opposizione politica alla brutale dittatura; poi fuggì di
prigione e andò in esilio.

Lo rividi all'età di otto anni, quando mia madre portò i miei fratelli e me
in Arabia Saudita per vivere con lui.

L'anno successivo fummo espulsi da questo Paese e ci spostammo in Etiopia,
dove si trovava il quartier generale del gruppo di opposizione a cui
apparteneva mio padre. Dopo circa diciotto mesi ci trasferimmo di nuovo,
questa volta in Kenya.

Ciascun cambiamento mi catapultò impreparata in Paesi con lingue totalmente
diverse ementalità del tutto differenti dalla mia; ogni volta facevo tristi,
spesso vani e infantili tentativi per adattarmi.

L'unica costante della mia vita è stato il tenace attaccamento di mia madre
all'Islam.

Mio padre abbandonò il Kenya e noi, la sua famiglia, quando avevo undici
anni. Non lo vidi più fino a quando ne ebbi ventuno. Durante la sua assenza,
sotto l'influenza di un insegnante, ero diventata una musulmana fervente e
devota. Tornai per otto mesi in Somalia, dove assistetti allo scoppio della
guerra civile, e al caos e alle barbarie del grande esodo del 1991, quando
metà del Paese dovette rifugiarsi altrove e 350.000 persone persero la vita.


A ventidue anni, mio padre mi ordinò di sposare un nostro parente - per me
un completo sconosciuto - che viveva a Toronto. Nel viaggio dal Kenya al
Canada avrei dovuto fare una sosta in Germania per ritirare il visto
canadese per poi proseguire. Una specie di istinto disperato però mi spinse
a sottrarmi all'imposizione paterna: presi un treno diretto in Olanda. Tra
tutti i viaggi che avevo fino ad allora compiuto nella mia vita, questo fu
il più difficile: il cuore mi batteva all'impazzata per il timore delle
conseguenze del mio gesto, e per la reazione di mio padre e del clan quando
avessero scoperto che ero fuggita.

In Olanda scoprii la gentilezza degli estranei: non ero nessuno per queste
persone, e tuttavia mi nutrirono emi trovarono una sistemazione, mi
insegnarono la loro lingua emi permisero di studiare tutto ciò che volevo.
L'Olanda era diversa da qualsiasi altro Paese in cui avessi mai vissuto: era
pacifica, stabile, prospera, tollerante, generosa, profondamente buona.
Mentre approfondivo l'olandese, cominciai a prefiggermi un obiettivo molto
ambizioso: avrei studiato scienze politiche per scoprire perché questa
società, sebbene atea, funzionava, mentre quelle in cui avevo fino a quel
momento vissuto, per quanto dichiaratamente musulmane, erano marce di
corruzione, violenza e soprusi.

Per molto tempo esitai fra i chiari ideali dell'Illuminismo che apprendevo
all'università e la sottomissione ai dettami ugualmente chiari di Allah, a
cui temevo di disobbedire. Lavorando nei servizi sociali come traduttrice
dall'olandese al somalo per mantenermi all'università, incontrai molti
musulmani in difficoltà, nelle case-famiglia per donne maltrattate, nelle
prigioni o nelle scuole speciali, ma non colsi mai il nesso, anzi evitavo di
coglierlo, tra la loro fede nell'Islam e la povertà; tra la loro religione e
l'oppressione delle donne e la mancanza di scelte individuali. Per ironia,
fu Osama bin Laden a togliermi i paraocchi. Dopo l'11 settembre trovai
impossibile ignorare le sue affermazioni secondo cui lo sterminio di vite
innocenti (se infedeli) è coerente con il Corano. Cercai conferma in questo
libro, e scoprii che era così. Per me ciò significò che non potevo più
essere musulmana e, anzi, mi resi conto che non lo ero più da tempo.

Poiché trattavo questi argomenti pubblicamente, cominciai a ricevere minacce
di morte. Mi fu anche chiesto di presentarmi alle elezioni per il parlamento
olandese come membro del Partito liberale. Diventai deputata ed essendo
giovane, nera e donna- e spesso accompagnata da una guardia del corpo - ero
molto visibile. Io però godevo di protezione costante, mentre i miei amici e
colleghi no.

Decisi di girare un documentario che denunciava l'oppressione delle donne
islamiche con il regista Theo van Gogh, nome che aveva ereditato dal nonno,
fratello di Vincent van Gogh.

Lo stesso anno Theo venne assassinato da un fanatico musulmano, un
ventiseienne marocchino immigrato ad Amsterdam insieme ai genitori.

Scrissi un romanzo autobiografico, Infedele, in cui raccontai le mie
esperienze e quanto mi sentissi fortunata per essere sfuggita da luoghi in
cui le persone sono riunite in tribù e le questioni degli uomini sono
guidate dai dettami e dalle tradizioni della fede; e quanto fossi felice di
vivere in un posto in cui gli appartenenti a entrambi i sessi sono
considerati cittadini alla pari.

Ho riportato gli eventi casuali che avevano reso così vagabonda la mia
infanzia, il carattere volubile di mia madre, l'assenza di mio padre, i
capricci dei dittatori, come affrontavamo le malattie, le carestie e le
guerre. Ho descritto il mio arrivo in Olanda e le mie prime impressioni su
un Paese in cui gli abitanti non sono sudditi di tiranni né governati dalle
regole dei legami di parentela del clan, ma sono cittadini del governo da
loro eletto (...).

Quando scrivevo Infedele, immaginavo che i miei viaggi fossero finiti.
Credevo che sarei rimasta per sempre in Olanda: avevo messo radici nel suo
ricco suolo e non avrei mai voluto essere costretta a estirparmi nuovamente.
Ma mi sbagliavo. Mi trasferii infatti in America, come molti prima di me, in
cerca di un'occasione per costruirmi una vita e trovare sostentamento in
libertà e sicurezza, una vita lontana un oceano da tutte le guerre a cui
avevo assistito e dal conflitto interno che avevo sostenuto. Questo libro,
Nomade, spiega i motivi.

Lettori di Infedele di tutto il mondo mi hanno offerto appoggio e
incoraggiamento, ma mi hanno anche posto un gran numero di questioni non
affrontate nel libro. Mi chiedevano del resto della mia famiglia, delle
esperienze di altre donne musulmane. Più di una volta mi è stata rivolta la
stessa domanda: «Quanto la tua esperienza è comune ad altre donne? Ti senti
in qualche modo rappresentativa?». Quindi Nomade non tratta soltanto della
mia vita vagabonda nei Paesi occidentali, parla anche dell'esperienza di
molti altri immigrati, delle difficoltà ideologiche e molto concrete di
individui, soprattutto donne, che vivono in una cultura musulmana
tradizionale molto rigida, immersa in un'altra estremamente aperta; di come
gli ideali islamici siano incompatibili con quelli occidentali, dello
scontro di civiltà che io e milioni di altri abbiamo provato e continuiamo a
provare sulla nostra pelle.

Quando mi trasferii negli Stati Uniti, e per l'ennesima volta cominciai il
processo di inserimento in un Paese sconosciuto, venni assalita da un nuovo
e intenso tipo di nostalgia dovuto alla morte di mio padre, a Londra.
Ristabilendo i legami con i membri della mia famiglia allargata - i cugini e
la mia sorellastra - che vivono negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e
altrove, li trovai in situazioni tragicamente precarie: una ha contratto
l'aids, un'altra è stata accusata di aver accoltellato il marito, e un terzo
invia in Somalia tutto il denaro che guadagna per mantenere il clan.
Sostengono, nessuno escluso, di rispettare i valori del nostro gruppo
tribale e di Allah.

Hanno la residenza e la cittadinanza dei Paesi occidentali in cui abitano,
ma il loro cuore e la loro mente sono altrove; sognano un'epoca che in
Somalia non èmai esistita: un'epoca di pace, amore, armonia. Metteranno mai
radici dove si trovano? Sembra improbabile. La scoperta dei loro guai è uno
degli argomenti di Nomade. Forse penserete: e con ciò? Ogni cultura non ha
le sue famiglie sconclusionate? Anzi, per l'industria cinematografica
hollywoodiana le famiglie disastrate ebree e cristiane sono fonte di gran
divertimento, ma ritengo che *quelle musulmane costituiscano una vera
minaccia per il tessuto stesso della vita occidentale.*

La famiglia è il crogiolo dei valori umani. È in famiglia che i bambini
imparano a praticare e a perpetuare le tradizioni culturali dei genitori; è
in famiglia che viene stabilita una serie di convinzioni da osservare,
trasmesse poi alle future generazioni: è quindi della massima importanza
comprendere le dinamiche della famiglia musulmana, perché detiene la chiave,
fra l'altro, della* sensibilità al radicalismo islamico di tanti giovani*. *È
soprattutto tramite le famiglie che le teorie cospirative viaggiano dalle
moschee e dalle madrasse dell'Arabia Saudita e dell'Egitto fino ai salotti
olandesi, francesi e americani. *

 

8/05/10 - Segnalazione di Marcus Prometheus

*Non c'è relazione fra terrorismo islamico e povertà
**Basta con la storia dei poveracci oppressi dall'occidente. Commenti di
Redazione del Foglio, Guido Ceronetti*

*Testata*:Il Foglio - La Stampa
*Autore*: La redazione del Foglio - Guido Ceronetti
*Titolo*: «Terrorismo lauto e laureato - Occhi aperti, Mr. Obama»


*Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 07/05/2010, a pag. 3, l'editoriale dal
titolo " Terrorismo lauto e laureato ". Dalla STAMPA, a pag. 35, l'articolo
di Guido Ceronetti dal titolo " Occhi aperti, Mr. Obama ".
Ecco i due articoli:*

*Il FOGLIO - " Terrorismo lauto e laureato "*


 *Faisal Shahzad*

Mohamed Atta, l'asso dell'11 settembre, non aveva conosciuto un giorno di
povertà. Eppure, secondo la vulgata, i kamikaze sono gli "oppressi del
pianeta", figli di enormi sacche di povertà e disperazione create
dall'occidente. Che non ci sia relazione tra povertà e terrorismo ce lo dice
la storia di Faisal Shahzad, mancato attentatore a Times Square. Una casa da
trecentomila dollari, una moglie del Colorado, laureato, figlio dell'alta
borghesia pachistana, sorride sempre nelle fotografie scattate nei mall
americani. Gli amici dicono che era "moderno". Ibn Khattab, capo terrorista
ceceno, girava in limousine prima di darsi alla guerra santa e in Iraq sono
andati a farsi esplodere tanti figli di tycoon sauditi. Jason Burke, autore
di un libro su al Qaida, dice che è laureato e benestante il profilo del
militante disposto a far scorrere il sangue. La tentazione di spiegare il
terrorismo come indigenza post coloniale risente di logore categorie
secolariste che minimizzano il ruolo della religione. E' stato un errore
culturale strategico dopo l'11 settembre. Lo stesso vale per i suicidi di
Hamas: classe media, i più istruiti, alcuni figli di milionari. "Giovani
modello" come Shahzad, che sembra uscito dal romanzo di Hamid Mohsin "Il
fondamentalista riluttante", in cui il terrorista pachistano dopo la laurea
a Princeton è assunto da una società newyorchese. Come l'assassino di Daniel
Pearl, Ahmed Sheikh, della London School of Economics e figlio di un ricco
commerciante. Le immagini ci mostrano un bravo ragazzo, la riga da una parte
e in cuore l'odio per gli infedeli. Se il terrorismo non germina nella
polvere e nell'analfabetismo, ma è lauto e laureato, per sconfiggerlo si
deve stare all'offensiva. La campagna terroristica contro l'occidente come
sistema di valori e interessi, compresi i suoi alleati nel mondo arabo, non
si è fermata perché Obama ha giudicato inservibile l'espressione "guerra al
terrore". I manichini del jihad che si fregiano di combattere per il Profeta
vogliono spazzar via le nostre libertà con l'imposizione di un regime di
sottomissione. Tutte le estenuanti regole in aeroporto si sono rivelate
fragili, perché sia l'attentatore di Times Square sia quello di Natale erano
riusciti a imbarcarsi. Per questo la nostra vigilanza ha senso soltanto se
comprendiamo che stiamo ancora combattendo una guerra multifronte contro
l'islamismo radicale.

*La STAMPA - Guido Ceronetti : " Occhi aperti, Mr. Obama "*

*
Barack Obama*

Questo articolo vorrebbe trattare di un'Opera Pia denominata La Base.
L'originale parola araba, per cui è rinomata, suona e va trascritta in
italiano: al-qàida (si può togliere il trattino). Ma per effetto di
colonizzazione linguistica i lettori e ascoltatori-telespettatori ancora
parlanti italiano sempre più se la vedono trascritta e la sentono
pronunciare al qaèda: parola che non corrisponde a nulla - è semplicemente
la traslitterazione in ortografia angloamericana per pronunciarla
correttamente: al qàida.
Dopo qualche incertezza per la giusta trascrizione ho notato i giornali
italiani pendere quasi tutti per la disastrosa e inesistente al qaèda.
Soluzione da deplorare: vale la pena rivoltarsi contro il conformismo che ha
suscitato anche questa idiozia da lingua impropria e vispamente
imbastardita. (Non potendo accettarla, sorprenderò il lettore distillando
qui nello spazio che mi ospita la grafia legittima: al qàida).
Obama ne ha parlato, in una radunata mondiale di Stati che sono accorsi
numerosi al suo generoso richiamo, per lasciarlo alla fine con un pugno di
Vuoto, tale che non potrebbe stendere K.O. nessuno.
Il presidente è bravo, ha le idee giuste, è intelligente, è cosciente di ciò
che richiede lo stato del Pianeta, e se ha in una mano un vistoso rampo di
ulivo, ha nell'altra una potenza di fuoco vertiginosa: purtroppo, convince
poco e pochi, fuori degli States. I consensi che riceve sono finti, delle
sue proposte non resta niente, e di attenzioni all'italiana pullula il
mondo. Un Mandela, uno Havel sono stati dei Buoni ascoltati: perché non
Obama?
Perché idee così buone finiscono come sassi in un enorme stagno? Se
l'America di Obama perde, il meglio dell'umanità perde, e siamo subito tra i
denti delle tigri.
Per prevenire il contagio dell'AIDS basta un preservativo - ma contro il
contagio nucleare misure preventive non ce ne sono. Obama ha accennato
all'ipotesi «se al Qàida possedesse la Bomba»: ma l'atomica qaidista è il
terrorista suicida, il messaggero di morte del castello di Alamùt, al quale
basta aggiungere un pizzico di plutonio arricchito nell'attrezzatura, dicono
i competenti, per compiere immolazioni urbane moltiplicate per migliaia. I
grossi missili sono dinosauri di stupidità, servono alle parate, alla
retorica del Deterrente: il sicario che si occulta nella giungla delle
città, indifferente alle radiazioni che nasconde nel frigo, è un missile di
magro, con laurea e pensione, sufficiente a ubriacare di Panico tutti questi
poveri continenti geografici, oggi vulnerabili come un cristallo di Boemia.
Lo scandaglio di Fedor Dostoevskij ha mostrato quale sia la passione più
forte, la passione segreta fondamentale dell'essere umano: la distruzione.
Da quando il fungo bianco e la pioggia nera di Hiroshima hanno spalancato le
porte, sessantacinque anni di irrefrenabile passione per il fuoco rubato al
sole, dove si susseguono le esplosioni, quanta distruzione dormiente
sperimentale, giustificata da un fine pacifico per bugiardi e per chi vuol
crederci, si è sparpagliata nel mondo? In Iran anche l'opposizione ha
bramosia della Bomba. In Pakistan il giubilo popolare per la prima
esplosione ha toccato il delirio. In India, antica sapienza, altra estasi
collettiva. De Gaulle, grande statista, mugolò di piacere quando il primo
fungo gallico si levò dal Sahara. Soltanto Israele ha fatto tutto in
silenzio, ma hanno a Dimona un'arma da Sansone, da tamburo alle proprie
tempie...
Forse è umanamente saggio comportarci da indifferenti, da sarà quel che
sarà, mentre intrepidi agenti segreti vanno in caccia qua e là a rischio di
cancro e di vita, per stanare uranio arricchito in centinaia di depositi e
di valige di scellerati.
È certo che, dopo il balletto Excelsior mistico degli ayatollàh per il dono
della bomba, altri cinque o sei Stati entrerebbero in crisi di astinenza per
smania di possederla. Obama avrebbe materia per nuove convocazioni mondiali
di simulazioni.
Va tenuto conto di questo: l'attentato delle Torri nove anni fa, suscitò
entusiasmi e consensi aperti in molte comunità islamiche - ma il suo effetto
era circoscritto. L'azione sporchetta all'uranio arricchito invierebbe i
suoi miasmi in ogni direzione e l'orrore dell'esito potrebbe avviare la
catastrofe per la stessa Base, insieme a rappresaglie popolari incontenibili
contro le comunità oggi più o meno in pace nei propri ghetti. La mano che si
ispira direttamente ai demoni della distruttività umana, qualora prevalesse
nell'organizzazione la follia assoluta, agirebbe. Quel che la trattiene, che
l'ha finora, forse, trattenuta, resa esitante, non è l'insufficienza di
mezzi, ma il disturbo, la breccia, provocati nel suo stesso odiare cieco da
un residuo calcolo prudenziale.
Lo stesso fenomeno che avvenne per la Mutual Destruction nella Guerra Fredda
potrebbe, entro limiti però alquanto ridotti, verificarsi anche per
al-Qàida. Ma un presidente degli Stati Uniti mai più potrà dormire se non
con un solo occhio - o con entrambi gli occhi aperti, al modo di certi
animali.


7/05/10 - Segnalazione di Marcus Prometheus.

" Vietate le puntate di South Park con Maometto. 'Abbiamo paura' "

La società svedese affiliata al canale televisivo americano Comedy Central ha deciso di non trasmettere due discussi episodi del popolare cartone animato South Park in cui Maometto appare travestito da orso. Lo riporta il sito Icenews. «Comedy Central ha deciso di non mandare in onda in Svezia questi due episodi di South Park. È una decisione che abbiamo preso con molta difficoltà. Comedy Central crede fortemente nella libertà di espressione», è scritto in un comunicato del network. «Tuttavia - prosegue la nota - la sicurezza dei nostri impiegati è la nostra priorità ed è per questo che abbiamo deciso di prendere queste misure precauzionali». Il portavoce dell’affiliata svedese, Peter von Satzgerl, ha detto che la decisione è stata presa in conformità con le «direttive internazionali» del canale americano. Le puntate contestate di South Park erano andate in onda per la prima volta lo scorso 14 aprile. Subito dopo, sul sito revolutionmuslim.com, gli autori del cartone Matt Stone e Trey Parker erano stati minacciati di fare la stessa fine del regista Theo Van Gogh, assassinato nel 2004 ad Amsterdam da un estremista musulmano. Il suo assassino, in possesso di doppia cittadinanza marocchina e olandese, gli sparò otto colpi di pistola e successivamente gli tagliò la gola in pieno centro di Amsterdam per eseguire una fatwa legata alla pubblicazione del suo cortometraggio Submission «Sottomissione».
E intanto, a New York c’è chi collega il tentato attentato proprio con il cartone animato sotto accusa. Vicino infatti a Times Square, dove è avvenuto l’attentato ci sono gli uffici dove si produce il cartone animato. La polizia valuta la possibilità che l’attentato a Times Square fosse diretto contro la Viacom che produce il cartone animato South Park. Pochi giorni fa un sito islamico radicale newyorchese aveva minacciato i creatori del cartoon per aver mostrato l’immagine di Maometto travestito da orso. La società Viacom ha i suoi uffici tra la 45ma e Broadway, vicino al luogo in cui è stato trovato il suv con la bomba. Dopo avere ricevuto minacce, Viacom aveva tolto tutti i riferimenti a Maometto.

Domenico Ferrara : " Facebook censura a tempo di record chi critica i musulmani "

Guai a parlar male dell’Islam che subito scatta la mobilitazione. Ancora peggio se si crea un gruppo su Facebook di diecimila iscritti, la cui unica colpa è quella di interrogarsi sulla legittimità della religione islamica in Italia. Censurato in men che non si dica. Tempo fa, per rimuovere il gruppo che voleva l’uccisione dei bambini affetti dalla sindrome di Down c’è voluto del tempo e il caso è dovuto finire sui giornali. Ma per «No all’Islam in Italia» è bastato un video messo su YouTube da una ragazza musulmana, dal nickname Velina1993, per scatenare la mobilitazione generale. La giovane islamica invitava gli utenti a segnalare il gruppo perché conteneva commenti incitanti all’odio e al razzismo. E in un paio di giorni la rimozione del gruppo è avvenuta. Eppure, nella presentazione di “No all’Islam in Italia”, si leggeva: «Siamo un gruppo apolitico, questa pagina non serve a fare propaganda politica, non serve per insultare e per incitare alla violenza». Eppure nonostante il gruppo si dichiarasse attento a rimuovere ogni pubblicazione non idonea, la sua vita è stata breve. Perché, oltre a coloro i quali volevano creare un’area di discussione, di confronto e di dibattito sui precetti della religione musulmana, sono apparsi anche commenti inopportuni. Così il gruppo è stato eliminato e puntuale è arrivato il ringraziamento, sempre sul web, della promotrice della segnalazione a tutti coloro che hanno sostenuto la sua causa. La mobilitazione per rimuovere “No all’Islam in Italia” è stata istantanea e ha raggiunto risultati inaspettati per celerità, soprattutto se si pensa a quanti siti o gruppi che inneggiano al terrorismo e incitano all’odio verso gli occidentali o al razzismo siano ancora in giro sul web o a quanto tempo sia trascorso prima di riuscire a rimuoverli. Basta navigare su Internet per trovarne alcuni che inneggiano alla Jihad o all’odio nei confronti dei cristiani. Su questi non c’è nessun controllo. Intanto, gli ideatori di “No all’Islam in Italia” non si sono arresi e hanno creato altri gruppi regionali dallo stesso titolo di quello censurato. Tutti legati dallo stesso filo conduttore: discutere su argomenti riguardanti l’Islam senza scadere nella propaganda politica. Sperando che anche questi siti non scatenino altre mobilitazioni per colpa di alcuni commenti inopportuni. «Non si può filtrare tutto perché si dovrebbe stare a controllare il gruppo 24 ore su 24- ha spiegato l’amministratore del gruppo veneto- . Siamo per il confronto aperto, ho pure invitato Velina1993 a discutere, ma non ho ricevuto risposta». «Sono aperto al dialogo con i musulmani- ha continuato il curatore di “No all’Islam in Italia Veneto- ma, nel mio nuovo gruppo, l’unico musulmano che si è iscritto ha cominciato a recitare i versi del Corano».

 

4/05/10 - Articolo di Ugo Volli segnalato da Marcus Prometheus

Cartoline  da Eurabia, di Ugo Volli

Quando impareremo anche noi a rispettare la libertà delle donne come fa la grande repubblica islamica?

Cari amici, qualcuno di voi certamente l'ha letto, ma vale la pena di annunciarlo di nuovo. A causa delle mene americane e israeliane, la repubblica islamica dell'Iran purtroppo non è riuscita a farsi assegnare il suo giusto posto al consiglio dei diritti umani dell'Onu, benché avesse mostrato in tutti i modi le proprie virtù e il proprio profondo coinvolgimento: pensate che verso la metà di aprile la giustizia iraniana aveva battuto il suo record facendo impiccare almeno 19 oppositori in dieci giorni. Molti altri nello stesso periodo sono stati torturati, condannati a morte, umiliati e imprigionati. Se volete una cronaca di questo attaccamento ai diritti umani di Ahamanedjad e di suoi amici, leggete qui un sito aggiornato quotidianamente: http://www.ncr-iran.org/it/ . Quello di cui vi sto parlando infatti on è un segno straordinario di efficienza, ma il funzionamento quotidiano della macchina della giustizia in Iran. Vi rendete conto, una media di due morti di stato al giorno, contro un misero zero in Europa, meglio addirittura della Cina! E non li hanno nominati nel consiglio dei diritti umani, li hanno costretti a ritirarsi! Che ingiustizia nel mondo!

Per fortuna però c'era un premio di consolazione, la commissione per i diritti delle donne e qui l'Iran hanno dovuto proprio ritirarlo, nonostante la campagna di conservatori e sionisti per diffamarlo. I meriti della repubblica islamica sono indiscutibili in questo campo. Pensate solo a quante malattie di stagione a quante tossicchiattole insidiose vengano prevenute imponendo l'uso del burka o del nikab. Certo, non siamo al livello dell'Arabia Saudita, che per difendere le donne dagli incidenti stradali proibisce loro la guida delle automobili - ma si sa, loro risentono dell'influenza positiva della pietra nera della Mecca e sono imbattibili anche in fatto di diritti delle donne.

Ma guardate che sforzo ha fatto anche in questo campo l'Iran. Informazione Corretta ha pubblicato qualche giorno fa una notizia di Libero che vi riporto in parte (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=16&sez=120&id=34441). Leggete con attenzione e vedrete quanta sollecitudine i buoni ayatollah provino per i diritti femminili.  
"L’abbronzatura in Iran è una delle manifestazioni del male, del mondo occidentale, è contraria ai valori islamici e per questo va messa al bando. Il provvedimento è stato annunciato dal capo della polizia di Teheran, generale Hossein Sajedinia, impegnato in una crociata contro i costumi dell’Occidente, colpevoli di mettere a repentaglio i valori religiosi tradizionali a fondamento della Repubblica Islamica. Le ragazze e le donne che dovessero contravvenire all’ordine saranno arrestate.«La gente si aspetta da noi un’azione ferma e rapida contro le donne, o gli uomini, che con i loro comportamenti sfidano i nostri valori – ha dichiarato Sajedinia – Non possiamo più tollerare questa situazione ». Il capo della polizia della capitale iraniana ha anche indicato la zona della città dove si concentrerà il suo pugno di ferro: nella parte settentrionale, dove vive la borghesia filo-occidentale e benestante. Sarebbe proprio lì, infatti, che sono state avvistate numerose «donne o ragazze abbronzate al punto da sembrare dei manichini che camminano». Il provvedimento è l’ultimo di una lunga e triste serie di divieti. Le donne iraniane possono essere fermate dalla polizia e portate in cella (se non persino frustate) perché indossano un foulard che lascia scoperti collo e capelli. E poi: le maniche devono essere abbastanza lunghe da coprire i polsi, stessa storia per i pantaloni con le caviglie. Impensabile un cappotto al di sopra del ginocchio o avvitato e aderente sui fianchi. Al bando i colori sgargianti, richiami satanici perché attirano gli sguardi degli uomini. Se il poliziotto che passa accanto a una ragazza o a una donna è particolarmente religioso può portarla in centrale perché ha lo smalto sui piedi o sulle mani, oppure perché le sue mèche sono troppo bionde o il taglio di capelli simile a quello delle donne occidentali, o le sue labbra hanno troppo rossetto e gli occhi il cajal. Nessuna donna è esente dai divieti imposti dal regime degli ayatollah. È di dicembre l’ordine di proibire a presentatrici, conduttrici e giornaliste televisive qualsiasi forma di trucco mentre sono in onda, poiché è “illecito” in quanto contrario alla sharia, la legge coranica."

Ecco, basta con l'abbronzatura. Quel che i più importanti stilisti hanno cercato invano di imporre  come segno di eleganza e che i dermatologi consigliano da tempo contro le malattie della pelle, i benigni e paterni ayatollah ottengono per decreto: che meraviglia! Questa sì che è libertà. E via i foulard, i colori sgargianti, il trucco, vie tutte queste cose demoniache che pervertono il femminile e turbano la vera libertà delle donne, quella di stare a casa a fare bambini e spignattare per il loro emiro domestico! Quando impareremo anche noi a rispettare questa libertà. Ah, Eurabia mia, quanto sei ancora lontana dal vero progresso?

Ugo Volli
http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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4/05/10 - Segnalazione di Marcus Prometheus sul fallito attentato  di ieri a New York.
Analisi di Carlo Panella dal titolo

" La minaccia dei terroristi fai-da-te ".

Nelle stesso momento in cui fortunosamente è fallito l'attentato in Times
Square, a New York, dall'altra parte del globo, in India, a New Dehli le
ambasciate americana, inglese, australiana e canadese, mettevano in guardia
i propri cittadini per il rischio di "attentati imminenti" nei mercati
popolari di Lajpath, Mehrauli, Sarojini, Karol Bagh e nel bazar Chandni
Chowk. Una coincidenza che ci dà il senso concreto, tangibile, di una fase
di terrorismo islamico diversa da quella degli ultimi anni. Una fase che
drammaticamente chiude l'illusione che l'attentato dell'11 marzo 2004 alla
stazione Atocha di Madrid e quello del Tube di Londra del 7 luglio 2005,
siano stati gli ultimi fuori dalle zone calde della guerra ravvicinata al
terrorismo islamico: Iraq, Pakistan, Afghanistan, Somalia, Algeria, Israele.
Se guardiamo agli ultimi mesi vediamo infatti una serie sempre più intensa
di tentativi terroristici in Europa e negli Usa: il 12 ottobre 2009 il
libico Mohammed Game fallisce per puro caso un attentato alla caserma Santa
Barbara di Milano; si scopriràchefrequentavala moscheadi viale Jenner, che
aveva organizzato una cellula terroristica ma nessuno sospettava nulla. Il 6
novembre del 2009 Malik Hasan, uno psichiatra militare di origine
palestinese fa una strage nella caserma Fort Hood in Texas e uccide 13
militari; si scoprirà che era in raccordo con elementi di al Qaida. Il 26
dicembre del 2009, il nigeriano Faruk Abdulmutallab, tenta di fare esplodere
un aereo della Delta Airlines, in volo tra Amsterdam e Detroit con un
raffinatissimotipo di esplosivo nascosto negli slip; fortunosamente
l'innesco non funziona. Il 24 aprile, nove giorni fa, la polizia di New York
arresta un tassista afgano, Zarein Ahmedzay, che confessa di aver
pianificato un attentato nella metropolitana, insieme a Adis Medunjanin, di
25 anni, di origini bosniache, e Najibullah Zazi, anche lui di origini
afghane che si era addestrato in un campo di al Qaeda. Ieri, l'attentato
fallito in Times Square, che confermaunfatto particolarmente allarmante.
Game, Hasan. Ahmedzay e l'ultimo attentatore, sono della serie "fai da te".
Non sono parte integrante del centro del network qaidista, sono dei
simpatizzanti, con contatti che spesso sfuggono agli inquirenti (e che
vengono ricostruiti solo ex post) e che colpiscono all'impazzata. Una
tipologia di eversore attorno a cui è difficilissimo stendere una rete, che
è difficilissimo isolare se non a una condizione, che è proprio quella che
manca: il controllo sociale da parte delle lorocomunità. Nessunapolizia
almondo può riuscire a stendere dei sensori così capillari da poter cogliere
la maturazione della volontà omicida in personaggi opachi come questi. Ma
questa difficoltà potrebbe essere superata se solo il contesto in cui
maturano queste scelte eversive, fosse attento, vigile. Ma così non è. Non
perché le comunità di immigrati musulmani, in Europa, in Italia come negli
Usa (o in India) siano composte da simpatizzanti del terrorismo (che vi
sono, ma sono minoritari, a fronte di una netta maggioranza di moderati), ma
per una ragione più profonda e inquietante. Perché l'insieme del mondo
dell'Islam a 9 anni dall'11 settembre non ha ancora dato segno di una forte,
assoluta, volontà di contrastare la cultura jihadista che porta alla scelta
terrorista. Perché l'Islam contemporaneo - tranne poche, straordinarie,
figure di musulmani - non ha saputo o voluto creare l'anticorpo allo
stragismo che sta prendendo sempre più piede al suo interno. Il mondo
musulmano condanna a parole i terroristi, ma non sempre - non quando
uccidono ebrei, ad esempio - e solo dopo, mai prima dell'esplosione. Non sa
fare i conti con una cultura della morte che lo inquina sempre di più. Fino
a quando l'Islam non imparerà a reagire in tutto il suo grande corpo, sino a
quando ogni musulmano non comprenderà che deve personalmente, attivamente
essere parte di una cultura, di atteggiamenti, che contrastino il
terrorismo, solo il caso, e la capacità degli inquirenti, potranno evitare
nuove stragi.

 


25/04/10 - da Marcus Prometheus

Islamisti e Cristianisti uniti contro la civilta' occidentale La Chiesa di Spagna per il velo islamista e contro la laicita'.
*Continua la polemica sul velo islamico in Francia.
Dal GIORNALE dioggi, 24/04/2010, a pag.17, un articolo di Manila Alfano dal titolo " Francia, il velo islamico vietato anche al volante ". Un panorama che descrive la situazione anche negli altri paesi europei.
Ecco il pezzo:*


""" Fatima è solo l’ultimo capitolo di una guerra di religione. La polizia di Nantes l’ha fermata, l’ha fatta scendere dalla macchina che stava guidando e le ha fatto la multa: ventidue euro. Fatima non era passata con il rosso, non aveva sbagliato precedenze. Aveva il velo che le lasciava scoperti solo gli occhi. Una fessura per vedere. «L’agente mi ha fatto il verbale per come ero vestita» ha raccontato lei, 31 anni nata in Francia da genitori marocchini. «Abbiamo discusso, perché per me era una semplice e pura discriminazione». Per la polizia invece è infrazione del codice della strada: «circolazione in condizioni non confortevoli». Pericolosa per lei e per gli altri.
Ma questa è solo l’ultima mossa della guerra contro il burqa di Sarkozy. Lui che il velo non lo ha mai potuto digerire, ora inizia a godersi i primi risultati della lunga battaglia iniziata già prima di venire eletto presidente. La Francia va dritta verso l’obbiettivo: egalité, uguaglianza a tutti i costi; le donne andranno in giro a testa alta, senza distinzioni, senza discriminazioni, come tutte le altre. Entro marzo il governo procederà sulla strada di un disegno di legge per il divieto totale del velo integrale. Nelle strade, nei luoghi pubblici. Dappertutto.
La Francia illuminista e progressista non vuole scendere a patti con
l’islam. Turiste comprese. Idee che non lasciano spazio a interpretazioni, le duemila donne francesi che portano il velo integrale si adeguino. Non senza polemiche, interrogativi, dibattiti, ostacoli. La legge, per passare, dovrà superare le possibili opposizioni del Consiglio costituzionale e della Corte europea dei diritti umani, se saranno sollevate eccezioni di illegittimità. E, in caso di bocciatura, sarà la seconda pesante sconfitta per Sarkozy dopo la carbon tax che non è riuscito a imporre. Ma non solo, la legge avrà bisogno di un duro «tirocinio» nella
società civile, il tempo necessario per imparare e digerire le nuove regole.
Gli imam francesi mettono in guardia: «Così si rischia di chiudere tra le mura domestiche le donne che non toglieranno il velo».
Ma la Francia non è sola. A far scoppiare il caso in Spagna, una ragazzina di 16 anni di Madrid che ha deciso di entrare a scuola velata. La scuola l’ha rimandata a casa, un braccio di ferro che si trascina ancora oggi.
«Contrario al regolamento», dice il preside, lei non molla e dice di non voler lasciare la scuola, le sue amiche, i suoi insegnanti. Si è scatenato il dibattito. Il punto è sempre lo stesso. Il velo divide, c’è chi lo vede come discriminazione delle donne e chi parla di identità, di appartenenza e orgoglio per quella cultura. Vietare o tollerare. La Chiesa si è schierata a favore della studentessa. È sceso in campo il portavoce dei vescovi iberici
Mgr Juan Marinez Camino a rivendicare il «diritto di manifestare la propria credenza». Una battaglia trasversale per dire ancora una volta no al laicismo esasperato bandiera di Zapatero. Lui che ora si trova come schiacciato: da una parte c’è la laicità da difendere, dall’altra la salvaguardia di un progetto di legge appena nato che vuole garantire più diritti alle altre religioni.
E in Belgio la situazione non è certo più semplice.
Partiti prima degli altri Paesi europei sulla regolamentazione del velo islamico, il processo si è dovuto
bruscamente interrompere per la crisi che ha travolto il governo. Ieri si sarebbe dovuto votare per imporre il divieto
di indossare il velo nei luoghi pubblici, ma è stato rimandato a causa della crisi del governo. Una guerra contro il velo che presto potrebbe iniziare anche Israele. «Impariamo dalla Francia», ha detto una parlamentare di Kadima. «Il velo è solo un’umiliazione e non ha niente a che vedere con la morale religiosa».
La stessa idea della Carfagna che da tempo dice: «Occorre una legge che vieti in Italia il burqa, simbolo di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione. Togliamolo dalle scuole». Non è sola, la
Santanchè, la Gelmini, sono d’accordo. Il dibattito è aperto anche da noi."""

Cordiali saluti a tutti i liberi e laici.
Marcus  Prometheus.

Qui i vostri COMMENTI

 

24/04/10 - da Marcus Prometheus

*Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli*
*Conoscete 'South Park'? E' un cartone animato, e tanto basta per essere
diffidenti*


Cari amici,

conoscete "South Park"? E' un cartone animato, e tanto basta per essere
diffidenti. Lo sappiamo tutti che fumetti, vignette, cartoni, film e anche
la letteratura sono tendenzialmente antislamici e quindi vanno attentamente
tenuti d'occhio. Ma "South Park" è un cartone particolarmente offensivo, che
fra le altre cose ha messo in scena un duello in stile arti marziali fra
Babbo natale e Gesù bambino per il possesso di Natale e ha preso in giro
praticamente tutte le personalità della cultura americana (
http://it.wikipedia.org/wiki/South_Park).

Per festeggiare con la solita insolenza il suo duecentesimo numero ha
perfino messo in scena i profeti dell'Islam Mussa (che gli ignoranti
occidentali chiamano Mosè) Issa (che gli obnubilati cristiani chiamano Gesù)
e il più grande di tutti, Muhammad. Pensate che l'hanno ritratto, lui che è
un uomo ma non si può rappresentare, vestito da orsacchiotto... non è un
insulto sanguinoso? Giustamente un'organizzazione islamica,
Revolutionmuslim.com, ha reagito ammonendo i blasfemi autori Trey Parker e
Matt Stone, che "Finiranno come Theo van Gogh" e pubblicando le loro foto
accanto a quella del regista olandese accoltellato a morte nel 2004 ad
Amsterdam da un musulmano fondamentalista. Ammetterete che è il minimo che
si potesse fare da parte di veri fedeli. E però, per mostrare la loro
serietà e democraticità, hanno aggiunto: "Questa - si legge nel sito - non è
una minaccia ma un avvertimento sulla realtà di quanto probabilmente accadrà
loro". (
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/04/21/visualizza_new.html_1765223756.html
)

Ma pensate come il mondo è ingrato e sostanzialmente antislamico: di fronte
a tanta fraterna sollecitudine, consistente nell'avvertire due peccatori che
stanno sbagliando e che se insistono nella loro condotta scandalosa
senz'altro finiranno male, molti nell'ipocrita Occidente hanno gridato alla
violenza e al terrorismo. E' chiaro che non c'è altra soluzione che la
rivoluzione islamica per ripulire le coscienze ed eliminare queste
complicità col male! E però i musulmani sono pazienti e spiegano. Se avete
tre quarti d'ora di tempo, o magari un po' di più, potete leggere qui (
http://revolutionmuslim.blogspot.com/) il sintetico e lineare comunicato che
il sito islamico pubblica per spiegare adeguatamente le sue ragioni. Vi
scrivono giustamente che non fanno minacce ma avvertimenti, che la libertà
di stampa si ferma dove insulta le religioni, che il terrorismo è
cosiddetto, che tutti parlando delle Torri Gemelle ma non delle giuste e
pacifiche ragioni di quelli che le hanno tirate giù per protestare contro
l'umiliazione dell'Islam. Vi faccio leggere solo un paragrafo sulla decina
di pagine del comunicato, per farvi capire il tono franco e positivo dei
credenti:

"La nostra posizione resta che gli autori di South Park potrebbero
proprio *finire come Theo van Gogh
*. Questa è una realtà. [...] Non stiamo cercando di incitare direttamente
alla violenza, ma cerchiamo di spiegare la gravità della situazione e
prevenire che essa si ripeta [...] Ci piacerebbe che i signori Parker e
Stone capissero il carattere disgustoso del loro ritratto, chiedessero scusa
e riflettessero sulle parole che seguono. Delle scuse o almeno il
riconoscimento del cattivo gusto non cambierebbero la situazione, ma
potrebbero fare un pezzo di strada per trasformare una ferita sanguinante in
una brutta cicatrice. * Ogni musulmano che perdoni questo tipo di
comportamento o lo minimizzi, non soddisfa all'obbligo di odiarlo con tutto
il suo cuore e così [...] si colloca fuori anche dalla fede più debole."
*
Spero che cogliate la bellezza di queste formulazioni, così in elegante
equilibrio fra il ricatto mafioso (la mafia, un bellissimo dono arabo alla
civiltà europea) e il fanatismo apocalittico. Quasi quasi mi viene voglia di
scrivere della cartoline in inglese per godere di questo affetto fraterno
così intenso e così puro.

Ugo Volli

*=========================================================================*

Marcus Prometheus:

*Quando l'ODIO e' dichiarato obbligatorio, che dire se non domandarsi se
con simili individui si potra' mai convivere?
*Convivere come? Rinunciando a tutti i principi illuministici, democratici,
laici? A tutte le liberta' ad una ad una?*
*A tutti i diritti dell'uomo (che appunto neppure in sede ONU i paesi
islamici NON hanno voluto firmare?)*
*Ad ogni speranza di eguaglianza fra uomo e donna?
http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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Multa per Niqab al volante in Francia fa scoprire concessione di cittadinanza facile e TRUFFA ISLAMISTA
a danno dello stato laico e sociale


A Nantes una donna in possesso della nazionalità francese è stata multata per aver guidato in niqab, applicando il codice della strada.
Fino a qui nulla di strano a parte il solito vittimismo sulla discriminazione, ma cosa si scopre poi?
Che il marito, nato ad Algeri ed avendo ottenuto la nazionalità francese per matrimonio (nonostante la poligamia sia un'espressa causa prevista dalla legge francese per il rifiuto della concessione della cittadinanza francese a stranieri) viveva con quattro donne e dodici figli e in più truffava con sutterfugi le generose allocazioni dello Stato francese (che vanno sia ai nazionali che agli immigrati).
Burqa o non burqa, niqab o non niqab qui siamo davanti a fenomeni che destabilizzano lo Stato laico e lo stato sociale.
Perché pagare tasse altissime per solidarietà ok, ma pagare tasse per finanziare la poligamia illegale no.
Se la sinistra vuole aprire un viale alle destre che riducono lo stato sociale, continui pure a gridare all'"islamofobia".

http://actu.orange.fr/a-la-une/niqab-au-volant-hortefeux-envisage-que-le-conjoint-soit-dechu-de-sa-nationalite_535568.html

Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus Prometheus


21/04/10 - Da Marcus Prometheus
articolo di Giulio Meotti dal titolo " Il sindaco liberal d'Olanda ".

Erano le 8.45 del mattino del 2 novembre 2004, quando il regista Theo van Gogh, noto polemista e autore di un film che denunciava la violenza dell’islam contro le donne e mostrava versetti del Corano scritti sui loro corpi, stava pedalando verso l’ufficio. Mohammed Bouyeri, un ragazzo di origine marocchina, gli sparò allo stomaco, gli incise la gola e gli piantò una lama nel petto. Su quel coltello era infilata una lettera: cinque pagine che invocavano la guerra santa contro i “sionisti e i crociati”. Il bersaglio principale era la deputata olandese e dissidente somala Ayaan Hirsi Ali, che aveva scritto con Van Gogh il cortometraggio “blasfemo”. Ma in cima alla lista dei nemici di Bouyeri c’erano anche l’“ebreo” Job Cohen, sindaco di Amsterdam, e Geert Wilders. Saranno proprio loro due che alle prossime elezioni di giugno si contenderanno la guida del governo dei Paesi Bassi, assieme allo storico partito dei cristiano- democratici. Wilders è il controverso e popolare leader del Partito per la libertà, Cohen è la nuova guida scelta per risollevare il leggendario Partito laburista. Proprio Ayaan Hirsi Ali aveva scritto una lettera molto dura contestando il modello di Cohen per l’integrazione degli immigrati musulmani: “Caro signor Cohen, lei ha commesso un grave e fondamentale errore affermando che le minoranze islamiche dei Paesi Bassi potrebbero integrarsi tramite la loro religione”. Hirsi Ali chiamò “sceicco Cohen” il sindaco di Amsterdam. Tutti si aspettavano che a guidare la sinistra olandese sarebbe stato Wouter Bos, il “Kennedy olandese” al quale è attribuita in gran parte la spettacolare rimonta (secondo i sondaggi) degli eredi di Wim Kok. Invece sarà questo grigio professore universitario che ha governato a lungo Amsterdam, cinquantaseienne alfiere della tolleranza e dell’integrazione forzata. Cohen nel 2001 officiò ad Amsterdam il primo matrimonio omosessuale al mondo. E se le urne premieranno i laburisti, passerà alla storia come il primo premier ebreo della storia olandese. Cohen viene da una famiglia patrizia ebraica di Amsterdam, i suoi nonni morirono nel campo di concentramento di Bergen- Belsen, lo stesso in cui trovò la morte Anna Frank nel marzo 1945. I genitori si salvarono nascondendosi durante l’occupazione nazista. A favore di Cohen va senz’altro il merito di aver valorizzato uno dei pochissimi politici musulmani minacciati di morte dai fondamentalisti, Ahmed Aboutaleb, assessore ad Amsterdam con Cohen e attualmente sindaco di Rotterdam, anche lui spesso minacciato di morte in questi anni. Aboutaleb nasce da una gaffe terribile. Pensando che il microfono fosse spento, il socialdemocratico Rob Oudkerk si avvicinò a Cohen e gli sussurrò qualcosa a proposito di “quegli sporchi marocchini”. Un colpo durissimo alla famosa tolleranza di sinistra. Cohen corse ai ripari chiamando Aboutaleb. Cohen è diventato sindaco nel gennaio 2001. Prima quindi dello schianto delle Torri Gemelle. Ha visto la sua città trasformarsi da icona della libertà in metropoli sospetta, intimidita furiosa per la crescita del fondamentalismo islamico. Senza dubbio il professore, noto per aver “razionalizzato” il quartiere a luci rosse della città e aver proposto al governo di legalizzare anche la coltivazione della cannabis, è riuscito a evitare che Amsterdam si trasformasse in una banlieue parigina infuocata, con moschee e scuole islamiche vandalizzate, morti, pestaggi e casi di razzismo. Uno studio della Fondazione Anna Frank contò 106 episodi di violenza in tutta l’Olanda dopo l’omicidio Van Gogh, ma ad Amsterdam la polizia ne censì uno. Per molti fu merito anche della politica di Cohen, che quella sera chiamò la città a raccolta nella centrale piazza Dam. Cohen non è un relativista in stile canadese, crede invece che tutti gli immigrati che arrivano in Olanda debbano diventare figli dell’illuminismo che ha reso celebre la palude dei Paesi Bassi. Sull’onda dell’assassinio di Van Gogh, la città di Amsterdam produsse un video che doveva servire a presentare agli immigrati la quintessenza dell’“olandesità”. Il video consiste di spezzoni di un documentario sulla vita di Guglielmo d’Orange, immagini di tulipani e mulini a vento, bagnanti nudi sulla spiaggia, scene da un matrimonio gay e viene presentato ai musulmani appena arrivati. Ovviamente la tolleranza obbligatoria non funzionò nel caso dell’assassino del regista. La nomina di Cohen è stata una grande delusione per quella sinistra che sperava, al fine di fermare il ciclone Wilders che proprio a sinistra e fra gli operai delle periferie sta conquistando tanti voti, che sarebbe stato un altro laburista a risollevare la vecchia gloria socialdemocratica su cui poggia lo stato olandese. Per capire Cohen bisogna parlare con Paul Scheffer, il più celebre saggista socialdemocratico d’Olanda. Scheffer è stato un solitario sostenitore, da sinistra, dell’intervento americano in Iraq. Il politologo dell’Amsterdam University è stato il primo ad aver detto che il multiculturalismo olandese aveva miseramente fallito e che il suo consenso è vuoto. Lo fece nel 2000 con un articolo “Il dramma multiculturale” sul quotidiano Nrc Handelsblad. Scheffer spiegò che si era formata una sottoclasse che rifiutava i valori olandesi, che in nome della tolleranza ci si stava alienando gli immigrati e che non c’era posto per una religione che non vuol sentir parlare di separazione di stato e moschea e di rispetto per gli omosessuali. Manco a dirlo, Scheffer fu linciato dagli stessi compagni di partito. Si era in un periodo in cui l’unica preoccupazione dell’Olanda era l’abbondanza economica. “Job Cohen è un leader pieno di qualità e la gente lo voterà per avere quiete nell’Olanda di Van Gogh, perché Cohen è apolitico, un sindaco pragmatico, abile nonché un uomo di integrità”, dice Scheffer al Foglio. “Ma dall’altro lato è un conservatore radicale, nel senso che vuole lo status quo sul multiculturalismo. Il suo motto è ‘tenere tutti insieme’, il suo modello è stato quello di una segregazione sociale, in nome del multiculturalismo ortodosso in cui tutto si ristagna e si contiene. Il conflitto deve essere evitato, bisogna essere soft spoken sulle ideologie e la religione. E’ la prima volta che Cohen interviene nell’arena politica, perché ad Amsterdam il sindaco non è eletto direttamente. Nella segregazione di Cohen non si vive assieme e in nome di certi valori universali, ognuno resta nel suo pezzetto di società. Cohen è un pacificatore tradizionalista che non porterà a una svolta la sinistra sui temi di cui si parla da anni. Nel popolo laburista c’è stato un piccolo cambiamento sul multiculturalismo, ma i leader sono rimasti dei relativisti. E questo non sarà una cosa buona per l’Olanda”. Cohen si è sempre accreditato come colui che ha evitato la guerra civile ad Amsterdam dopo l’assassinio di Theo van Gogh. “Ma non credo che da quell’omicidio Cohen abbia tratto nulla per evitare la segregazione ad Amsterdam”, prosegue Scheffer. “E non credo abbia una idea per l’Olanda. La sua idea di Olanda civilizzata e tollerante è fin troppo passatista e ha una proiezione soprattutto internazionale, da copertina di Time magazine. Nonostante sia ebreo, Cohen è stato molto riluttante nel denunciare l’antisemitismo nuovo che ammorba l’Olanda. Pochi oggi in Olanda vogliono portare a tema l’odio antiebraico da parte delle comunità islamiche. E si preferisce fare molta retorica sullo sterminio degli ebrei olandesi durante la Seconda guerra mondiale. Cohen dice: noi ebrei fummo traditi dalla maggioranza olandese, quindi non dobbiamo fare lo stesso con i musulmani. E’ un modo di pensare pieno di cliché. Alla sinistra serve più critica sulla libertà religiosa e di parola, deve capire che l’immigrazione porta conflitti che vanno governati e non ignorati”. Proprio Theo van Gogh, che non lesinava attacchi feroci ai suoi nemici, criticò duramente Job Cohen per come governava la sua città, Amsterdam. Gli diede perfino del “quisling”, collaborazionista, in una lettera inviata poco prima dell’omicidio. “Il più grande vantaggio è che il sindaco di Amsterdam è un utile idiota che cerca continuamente il ‘dialogo’ con noi”, scrisse Van Gogh impersonando gli islamisti. “Cohen pensa che siamo persone ragionevoli che vogliono vivere in pace. Cohen usa la parola ‘rispetto’, un termine innocuo che anche noi usiamo per dare l’impressione d’una minoranza discriminata. Chiediamo rispetto, cioè stiamo per sottometterti”. A giugno, in Olanda, si vota anche e soprattutto su questa favola nera. La lettera di Van Gogh si conclude in un rendez-vouz con la morte: “Dormite bene, bravi cittadini di Amsterdam”.

 l'articolo di Giulio Meotti dal titolo " Il sindaco liberal d'Olanda "  dal FOGLIO di oggi, 20/04/2010, a pag. I
I,

Qui i vostri COMMENTI


19/04/10 - da Marcus Prometheus

I predicatori dell'odio
Data: 31 marzo 2010  Autore: Nicole Touati Testata: Logan’s Centro Studi sul
Terrorismo
*
Titolo: Il bambino predicatore che incita i bambini a diventare kamikaze

*
 Grazie al lavoro costante di Memri TV che monitora ininterrottamente tutte
le televisioni arabe, abbiamo la possibilità di vedere un programma per
bambini , diffuso da un ‘emittente egiziana, la Al-Rahma, in cui possiamo
vedere tre bambini in tenera età dedicarsi alla predica per esaltare il
jihad e l’uccisione dei nemici dell’islam.

I bambini memorizzano e recitano degli slogan di odio sotto la guida dei
religiosi adulti. Durante la trasmissione, i religiosi si felicitano dei
risultati ottenuti vedendo i bambini recitare i passaggi bellicosi del
Corano e aggiungano compiaciuti: “ Certo per ora, stanno solo memorizzando
però più tardi la comprensione arriverà , se Allah vuole. Questa è la prima
tappa per diventare un bravo predicatore.
Ah, by the way, Al Rahma, nome delle emittente televisiva significa, la
Misericordia!
Il primo bambino, foto n° 1, si lancia in una predica che non ha niente da
invidiare a quella degli adulti. Con lo stesso carico di odio, recita
citando gli ebrei : “ Omar ha detto: i nostri morti vanno in paradiso mentre
i loro vanno nel fuoco dell’inferno. Oh Eroi della striscia di Gaza, non
siete stati sconfitti quando avete forzato il nemico a ritirarsi
nell’umiliazione. Siete vittoriosi perché avete rifiutato di arrendervi agli
ebrei maledetti. Il Giorno del Giudizio non verrà finché i musulmani non
affronteranno gli ebrei ed i musulmani li uccideranno. Gli ebrei si
nasconderanno dietro le pietre e gli alberi e le pietre e gli alberi
diranno: “ Oh Musulmani, Oh Servitori di Allah, un ebreo si sta nascondendo
dietro a me, venite ed uccidetelo. Tutti gli alberi parleranno salvo
l’albero di Gharqad che è l’albero degli ebrei.”

Il secondo bambino con il bel faccino ( foto n° 2) ha un ardore terribile: “
L’aggressione sionista continua con i suoi attacchi su Gaza con degli aerei
di guerra. Questa guerra non finirà mai finché un giorno le pietre e gli
alberi parleranno e diranno: Oh musulmani, c’è un ebreo nascosto dietro a
me, venite ed uccidetelo!”

Il terzo bambino che ha già l’espressione  di un esaltato, con un tuono di
voce incredibile istiga: “ Al nome di Allah, il più grazioso ed il più
caritatevole, vi darò un buon presagio per riportare la speranza del nuovo.
La vittoria di Allah è prossima e la sua promessa sta per compiersi, non
importa in quali circostanze. Allah esaudirà la promessa del profeta, che la
pace sia su di lui, perché la nazione dei musulmani sia preservata dalla
distruzione. Pochi paesi possono affrontare le difficoltà però la nazione
islamica non perirà mai!.

Poi Abd Al-Fattah Marwan, il terzo bambino,   recita in maniera esaltata la
leggenda del bambino Mohammed morto in martirio sui campi di battaglia agli
inizi dell’islam.

La legenda si intitola: “ Quest’anno, mia mamma mi ha offerto ad Allah! “
Vi consigliamo di vedere il filmato e potrete notare i risultati del
lavaggio del cervello che subiscono questi bambini. Il filmato è
sottotitolato in inglese però il contenuto è il seguente:

La legenda che glorifica il jihad ed il martirio narra come Mohammed,
malgrado la sua tenera età implora Abu Qudama di lasciarlo raggiungere il
jihad contro gli infedeli. Dopo aver tirato tre frecce che uccisero tre
infedeli, Mohamed morì in martirio e arrivò in paradiso; è lì che conobbe la
sua futura moglie.

Il presentatore della trasmissione chiede al ragazzo : “ Siamo qui per
parlare dell’amore del martirio per Allah, puoi farlo?

Il ragazzino inizia “ Carissimi amici, Allah ha detto: “ho comprato dai
credenti la loro vita ed i loro beni perché avranno il paradiso. Essi si
batteranno per Allah, uccideranno e saranno uccisi”. Il ragazzino prosegue
in un racconto allucinante che descrive la storia di Mohamed.

Per vedere il filmato cliccare sul link seguente:
http://www.memritv.org/clip/en/2383.htm


18/04/10 - da Marcus Prometheus

*Riportiamo dall'OPINIONE di oggi, 16/04/2010, l'articolo di Dimitri Buffa
dal titolo "Pedofilia islamica: le donne bambine".*


Per non fare vedere di essere da meno del clero cattolico, anche in materia
di pedofilia, l'Islam, fin dalla storia leggendaria del suo fondatore, ha
sempre avuto questo "bug" delle spose bambine. La tradizione dice che Aisha,
l'ultima moglie di Muhammad fosse stata sposata a sei anni dal Profeta che
ne aveva 40 e che il matrimonio fosse stato consumato quando lei ne aveva
nove. Erano altri tempi, nessuno è autorizzato come si credeva la Santanchè
a fare facili equazioni, anche perché episodi del genere, in cui la storia e
la leggenda si confondono, non mancano neppure nella Bibbia. E pur tuttavia
questo aneddoto è la giustificazione religiosa che ancora oggi paesi come
l'Arabia Saudita, l'Iran e lo Yemen usano per questo infame costume delle
"spose bambine", cioè le impuberi date in matrimonio in cambio di soldi
dalla famiglia a un ricco notabile del luogo e poi lasciate al loro destino
di vittime allo stesso tempo dei gusti pedofili dello sceicco di turno  e
del traffico della prostituzione minorile che tante famiglie in quei paesi
fanno per vivere alle spalle  dei propri figli. Lo Yemen, come si può
leggere in una interrogazione parlamentare della deputata radicale (eletta
nelle liste del Pd) Elisabetta Zamparutti, aveva prima firmato la
convenzione Onu contro i matrimoni dei bambini in tenera età ma poi il gran
consiglio della Shar'ia si era rifiutato di fare ratificare al governo
locale questa direttiva.
Venerdì 9 aprile, Elham Mahdi al Assi, una bimba yemenita, data in sposa
all'età di dodici anni, è stata trovata  morta ad Hajjah, città a nord di
Sana'a, dopo cinque giorni di matrimonio con un uomo di venti anni.
Secondo quanto riportava uno dei principali giornali yemeniti lo "Yemen
Observe"r, la bambina era morta per lesioni gravissime all'apparato
genitale, dovute alla violenza sessuale subita dal marito, che hanno portato
ad emorragie fatali.
In Yemen non esiste un'età minima per il matrimonio e la violenza sessuale
compiuta dal marito non è considerata reato. Secondo uno studio del 2008 a
cura del "Centro studi e ricerche sullo sviluppo di genere" dell'Università
di Sana'a, il 52.1% delle ragazze sono al di sotto dei 18 anni al momento
del matrimonio, contro il 6.7% dei ragazzi. Altri dati sul mondo islamico
parlano di ben 60 milioni di spose bambine. Roba da riabilitare, al
confronto, persino i "pretofili". Che stanno mandando di traverso il
pontificato a Benedetto XVI.
In Yemen le autorità clericali hanno pronunciato una fatwa lo scorso mese di
marzo e vietando la fissazione dell'età minima per il matrimonio e
affermando che è contrario alla Sharia. Di conseguenza, gli attivisti
politici e dei diritti umani,  che si battono per la fissazione per legge di
un'età minima per il matrimonio, sono divenuti bersaglio di aggressioni  nei
mesi scorsi. Tacciati di infedeltà e "laicismo" .
A bene vedere però, un punto di contatto tra islam e cattolicesimo, proprio
in rapporto alla sessualità delle donne (e in parte anche degli uomini)
esiste. E consiste nel proibizionismo sessuofobico di tipo post tribale.
Le dinamiche della morale  cattolica le conosce qualunque psicanalista anche
di terz'ordine: alle donne viene negato il piacere, il fanciullo è insieme
puro e fonte di ogni perversione, il maschio adulto può fare di tutto basta
che si penta, con grande confusione tra reato e peccato.  Per l'Islam
fondamentalista, invece, da una parte si nega il diritto all'auto
determinazione del piacere muliebre, vedi pratiche come l'escissione
genitale femminile, o anche semplicemente quello "di piacere" al di fuori
della famiglia, vedi l'imposizione di veli, burqa e quant'alto, dall'altra
c'è l'esaltazione della prepotenza sessuale del patriarca che, per denaro e
con un matrimonio combinato dalla famiglia della bambina, si garantisce la
soddisfazione della propria perversione sessuale.

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*Somalia: aperta una scuola dove i bambini imparano a emulare i padri terroristi suicidi*
*Cronaca di Carlo Panella*


*Testata*: Libero
*Data*: 17 aprile 2010
*Pagina*: 17
*Autore*: Carlo Panella
*Titolo*: «Piccoli kamikaze: a scuola l'ora di Jihad»

*da LIBERO di oggi, 17/04/2010, a pag. 17, l'articolo di Carlo Panella dal
titolo "  Piccoli kamikaze: a scuola l'ora di Jihad".*

Nel più pieno e irresponsabile disinteresse dell'Occidente - in primis di
Barack Obama che si occupa di "grandi strategie" fumose e si disinteressa
della miseria delle crisi che stanno ormai incancrenendosi nel
mondomusulmano - si radica sempre più in Somalia la presa sulla capitale e
sul resto del paese dei gruppi legati ad Al Qaeda che sono ormai così
radicati, che si possono tranquillamente occupare dell'educazione
scolastica. Compito che perseguono secondo propri criteri "pedagogici" che
comportano l'abolizione della campanella per segnalare le ore (perché è
troppo simile alla campana delle odiate e "sacrileghe" chiese cristiane,
chevanno abbattute) e l'introduzione della "ora di Jihad" in cui i
bimbiapprendonoi principi della Guerra Santa e vengono formati con la
finalità precipua di diventare kamikaze. In queste "scuola per il jihad" , i
bambini, in specie i figli dei "martiri", cioè dei kamikaze, imparano a
seguire le orme dei padri, memorizzano la galleria di foto dei "martiri" che
hanno seminato stragi nel mondo, e - naturalmente - apprendono i principi
del Corano e della più rigida shari'a. Nulla di nuovo, perché questi stessi
metodi pedagogici sono da anni applicati da Hamas nella striscia di Gaza,
esattamente come da al Fatah in Cisgiordania, tanto che la televisione, a
partire dai tempi di Yasser Arafat,come oggi del moderato Abu Mazen,
trasmette da anni inquietanti videoclip (realizzati con tecniche
hollywoodiane), in cui avvenenti cantanti esaltano il martirio, talkshow in
cui ragazzine spiegano che la loro massima aspirazione è diventare martiri e
- ovviamente - prediche di ulema che spiegano che il dovere di ogni
musulmano è farsi martire e "uccidere gli ebrei porci e scimmie". In
Somalia, nulla di così evoluto, ma è interessante notare come le linee
"pedagogiche" di Al Qaeda coincidano perfettamente con quelle di al Fatah e
Hamas, visibile sintomo di una deriva fondamentalista indistinguibile da
quella terrorista. Un articolo di Hamza Boccolini sull'AdnKronos dà conto
infatti di un documentario che i "Giovani Mujhaedin" somali hanno inserito
su Internet con l'agghiacciante titolo "I cuccioli dei martiri" peggiorato
dall'ancora più eloquente sottotitolo: "I figli dei martiri in Somalia si
preparano a diventare come i loro padri". Il documentario si apre con
l'immagine di un bambino somalo che prova un'arma giocattolo; è il figlio di
un kamikaze Abdel Salam Mahmoud, che l'11 ottobre 2007 si è fatto saltare in
aria contro la sede del parlamento di Baidoa, provocando il ferimento
dell'ex presidente somalo Abdullah Yusuf. Tutto il documentario, girato in
una sala in cui si intravedono sedute sullo sfondo una decina di vedove di
"martiri" è ovviamente finalizzato a educare i figli del kamikazea possa
emulare ilpadre. In questo contesto non stupisce che oltre un quarto degli
africani tema la prospettiva di una guerra religiosa, specialmente i
cittadini di Ruanda e Nigeria, Paesi insanguinati di recente da violenze
etniche e religiose in cui il 58% degli abitanti prevede un prossimo
conflitto. Questi sono i risultati di un sondaggio pubblicato dal Pew Forum
on Religion and Public Life. In 17 paesi oltre il 40% degli intervistati
èpreoccupato dall'estremismo religioso, in special modo nell'ambito della
fede di appartenenza, mentremeno di un quarto - indipendentemente dalla
religione professata - ritiene che gli islamici sostenganoorganizzazioni
terroristichecome Al Qaeda.

--
Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus  Prometheus.

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*IL LIBRO NERO DELL'ISLAM*
*stragi intolleranza e odio*


*MAOMETTO PREDICATORE DI PACE? *
*GLI OTTOMANI OSPITALI CON EBREI E CRISTIANI? *
*IL CALIFFATO ALL'AVANGUARDIA IN SCIENZA E MATEMATICA? *
*TUTTO FALSO*
*L'AUTORE, ESPERTO DEL MONDO MUSULMANO, SPIEGA IL VERO VOLTO DELLA RELIGIONE
TALEBANA, RIVELANDONE LA VIOLENZA E L'AGGRESSIVITÀ. *

*Milano, 15 agosto 2005*
*« La lotta contro la sharia non è niente di meno che la lotta in difesa dei
diritti universali dell'uomo, un concetto nato in Occidente e negato
dall'Islam » . Benvenuti nel mondo delle verità scomode, politicamente
scorrette. Dove non si ha paura di scrivere che il profeta Maometto - la cui
vita " fa dottrina" per ogni buon musulmano - era un conquistatore
tagliateste. Dove non ci si sente cattivi a ricordare che l'Islam non ha mai
realizzato alcuna grande conquista scientifica o matematica, ma si è
limitato a copiarla dai popoli conquistati. Benvenuti nelle 250 pagine della
" Politically incorrect guide to Islam", prima e unica guida priva di
ipocrisie multiculturaliste al mondo di Maometto e Bin Laden.*

*È appena uscita oltre oceano, ma è inutile sperare in una traduzione
italiana: gli interessati sono pregati di recarsi su Amazon.com muniti di
apposita carta di credito. Da queste parti il salottino buono e progressista
dell'editoria a fatica tollera Oriana Fallaci con i suoi milioni di copie,
figuriamoci se dà spazio a un neocon americano di nome Robert Spencer. E
pazienza se il signore è uno dei " cervelli" del think tank conservatore
Free Congress Foundation, islamista, autore di cinque libri, sette
monografie e centinaia di articoli sulla jihad. Il libro ha il pregio di
smontare con cinismo, uno ad uno, tutti i miti politicamente corretti dietro
ai quali l'Occidente si è nascosto per non vedere il male che cresce.

**Mito numero uno:** Maometto non era un Gesù in salsa araba, non predicò
pace e tolleranza. Il profeta lottò in battaglia, conquistò, gettò i nemici
a pezzi nelle fosse comuni, stabilì che i prigionieri potessero essere
uccisi o fatti schiavi, condannò a morte per i secoli a venire coloro che
avrebbero abbandonato la " vera religione". Quanto al Corano, contiene «
oltre un centinaio di versetti » in cui esorta i fedeli a combattere i
miscredenti ( una sura da imparare a memoria: « Uccidete gli idolatri
ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati » 9:
5). Laddove l'Islam invoca la pace, ricorda Spencer, è la pace della
sottomissione ad Allah per tutte le genti, e le citazioni dei teorici
musulmani, anche contemporanei, sono lì a ricordarcelo.

**Mito numero due: **ebrei e cristiani hanno vissuto bene sotto la
dominazione ottomana. È quello che sostiene pure l'Organizzazione delle
nazioni unite nei suoi seminari, ma è anch'essa una balla. Quando convivenza
pacifica si è avuta, ammonisce Spencer, è perché ebrei e cristiani hanno
accettato, loro malgrado, il ruolo di cittadini di serie B. Pagando la jiza,
la tassa imposta a tutti i non musulmani, e firmando trattati umilianti in
cui acconsentivano, tra le tante cose, a dare un tetto e cibo per tre giorni
agli islamici che si fossero presentati in chiesa « come ospiti » . Oltre,
s'intende, a non costruire nuove chiese, a non leggere la Torah e il Vangelo
a voce alta e a subire le altre restrizioni alla libertà di culto valide
tutt'ora in grandissima parte dell'Islam.

**Mito numero tre:** l'Islam rispetta le donne, anzi le onora. Corano alla
mano, è vero il contrario: « L'uomo ha autorità sulle donne perché Dio ha
fatto l'uno superiore all'altra » ( 4: 34). Lo stesso Corano stabilisce che
la testimonianza di una donna vale metà di quella di un uomo, così come
mezza è la parte di eredità che le spetta rispetto al figlio maschio. Il
libro sacro stabilisce anche il diritto alla poligamia maschile e la
possibilità per gli uomini di fare sesso con le schiave.
E fu il profeta a stabilire il principio per cui non esiste stupro senza la
testimonianza diretta di quattro uomini.

**Quarto mito:** il Corano vieta di uccidere. Proprio come la Bibbia, vero?
Solo che non è così, giacché il comandamento (« Il credente non deve
uccidere il credente, se non per errore », 4: 92) vale, appunto, solo se la
vittima è islamica; nulla di simile nel Corano protegge la vita dei
"miscredenti". Quanto all'uccisione di donne e bambini di altre religioni,
secondo la legge islamica vale il principio per cui essa è vietata «a meno
che essi non stiano combattendo contro i musulmani» . Il che, oggi,
autorizza le stragi di civili in Israele, che infatti nessuna autorità
islamica ha mai condannato, e ha dato l'alibi ai kamikaze di New York,
Londra e Madrid. Ce n'è anche **(mito numero cinque)** per chi, ditino
alzato, ha "ricordato" a Silvio Berlusconi - il quale parlava di «civiltà
inferiore» - che l'Islam produsse un enorme balzo avanti nelle scienze.
Falso. « Il disegno architetturale delle moschee, ad esempio, motivo
d'orgoglio tra i musulmani, fu copiato nella forma e nella struttura dalle
chiese bizantine » .

L'astrolabio non fu un'invenzione di Avicenna e Averroè, ma esisteva ben
prima di Maometto. Il concetto di zero, essenziale alla matematica, data ben
prima dell'avvento dell'Islam, e gli stessi " numeri arabi" sono originari
dell'India pre-islamica, e assenti nel linguaggio arabo odierno.
L'elenco dei miti smontati è lungo, basti dire che la seconda metà del libro
è dedicata alle Crociate, definite non un'aggressione dell'Europa al mondo
islamico (o un primo saggio di imperialismo occidentale, come recita la
vulgata terzomondista), ma « una risposta ritardata a secoli di aggressione
musulmana » . *
*
A questo punto, la domanda: *

*visto che siamo davanti a fatti, e non ad opinioni, perché nessuno ha il
coraggio di dire le cose come stanno? Perché l'Onu e i progressisti, a chi
osa ricordarli, rispondono con l'accusa di islamofobia? Risponde Spencer: «
In parte perché, secondo la visione semplicistica e riduttiva del mondo
propria dell'establishment politicamente corretto, gli occidentali sono "
bianchi" e i musulmani sono " scuri". E le popolazioni con la pelle scura,
secondo il mito politicamente corretto, non possono essere colpevoli di
alcun atto illecito; sono vittime eterne » . *
*
Fausto Carioti*

*Fornito gentilmente da
Controcorrente<http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/gemelli/dettaglio.asp?id_blog=161&id_blogdoc=614617>
*
*La Corte di Giustizia Europea in data 31 luglio 2001 ha affermato con
sentenza, l'incompatibilità della Legge Coranica (Shari'ah) con la
Convenzione per i diritti dell'uomo. (Affaire Refah Partisi) ma di questo
nessuno vuole parlare!*

*Credo che qualsiasi altro commento in questo momento sia superfluo.*

Lisistrata
Fonte http://www.lisistrata.com/2005attualita/014illibronetodellislam.htm
--
Cordiali saluti a tutti i liberi e laici
Marcus  Prometheus.


4/04/10 - Da Marcus Prometheus

1) - Dimostrazione revanscista di preghiera islamica nella Cattedrale di Cordova

Cordova 6 islamisti austriaci fanno dimostrazione revanscista di preghiera islamica nella Cattedrale di Cordova e feriscono due guardie a coltellate.

La Foresta di colonne di Cordova e' chiesa cristiana dal 1234 cioe' esattamente da 774 anni.
Qualcuno ha scritto invece che e' cristiana solo da circa 5 secoli, evidentemente riferendosi alla data della defininiva espulsione del potere islamico dalla Spagna che avvenne solo con la conquista della sede dell'ultimo emirato islamico in terra di Spagna: la citta' fortificata di Granada. Tale conquista avvenne quasi perfettamente in contemporanea alla scoperta delle Americhe. Fu infatti il successo della conquista di Granada che libero' le risorse  precedentemente destinate alla plurisecolare impresa  (durata ben 8 secoli!)  della RECONQUISTA delle terre invase dagli islamici che permise ai re Ferdinando di Castiglia ed Isabella di Aragona di finanziare la spedizione di Colombo.
Cordova era stata conquistata ad Allah dalla jihad degli arabi islamici invasori nell'anno 711 e la moschea era stata costruita fra il 780 ed il 788 percio' si puo' dire che quel luogo era stato islamico per 525 anni se si calcola dalla data della conquista araba, oppure da 456 anni se si data dall'inizio della costruzione islamica o da 448 anni se si data dalla fine dela costruzione della moschea.
Insommma fu islamica per quattro secoli e mezzo o 5 e qualcosa.
Ma fu costruita sulle colonne della precedente  chiesa di San Vincenzo (di epoca visigota, prima ariana eppo cattolica) a sua volta costruita su altri edifici cristiani del quarto secolo (il secolo dello sciagurato Costantino cristianizzatore del mondo Romano).
Insomma Chiesa cristiana per almeno 3 secoli piu' 774 anni ovvero in totale per circa o quasi 11 secoli,  per costruzione originaria e diritto di (RE)CONQUISTA.
Fu sede di culto islamico per circa 5 secoli cioe' per solo la meta' del tempo in cui fu ed e' cristiana
E fu islamica per puro diritto di guerra santa di CONQUISTA, secondo il volere di Allah (jihad).
Il revanscismo islamista la rivendica per un uso congiunto.... per ora.
Ma nessuno puo' far finta di illudersi che per i mussulmani un uso congiunto potrebbe essere una soluzione soddisfacente definitivamente.

Come proclamano vari imam (incluso quello della moschea UCOII  unione delle comunita' islamiche in Italia, filmato di nascosto a viale Jenner, Milano) e come gia' proclamo' l'ex presidente algerino Boumedienne, L'Europa sara' conquistata presto, (entro alcuni decenni, ed in ogni caso entro questo secolo dicono i demografi, se le tendenze demografiche attuali continuano) dalle forze congiunte della immigrazione e dal ventre delle donne mussulmane  (e,  aggiunse Boumedienne, non sara' affatto una conquista amichevole).

Qualcuno ha accennato che non ci sarebbe da preoccuparsi troppo per l'azione di 6 sprovveduti estremisti, che non potranno essere seguiti da troppi altri dato che agli islamisti non conviene rivendicare le pochissime ex moschee trasformate in chiese (solo in Spagna ed in Sicilia) perche' altrimenti i cristiani potrebbero rivendicarne migliaia in Turchia, Siria, Libano Iraq Egitto Nordafrica eccetera, tutte terre ex cristiane conquistate a forza  eppoi anche  gli ebrei potrebbero rivendicare il possesso del monte del tempio a Gerusalemme e di tutta la Palestin,  ebrea da 3700 anni  ecc.

Il ragionamento ha una sua logica, ma solo in ambito occidentale, non certo una logica coranica o islamica che dir si voglia.
Quello che e' loro e' loro, quello che e' nostro lo dobbiamo  dividere (ma solo per cominciare).
Ed infatti il ragionamento su basi di eguali diritti per situazioni eguali e' smentito dalle pretese espresse sulla cattedrale di Cordova dalla LEGA ARABA stessa, organizzazione alquanto ufficiale, mi pare.
L'errore e' tipico di chi parla di islam senza conoscerne niente, ne' in pratica ne' in teoria.
 Ma l'islam ha un altro linguaggio, completamente diverso e solo suo, inutile parlare di equita'.
Per l'Islam Abramo ed Isacco ed i profeti dell'antico testamento e perfino Gesu' erano TUTTI islamici e non sono certo un motivo di affratellamento con cristiani o ebrei: Anzi! Sono motivo di odio disprezzo e rimprovero perche ebrei e cristiani avrebbero sia perseguitato i profeti, sia travisato il loro messaggio.
Cosi' come per il cristianesimo da San Paolo (o almeno da Costantino)  fino a 60 anni fa le comuni radici con l'ebraismo erano solo occasione di antisemitismo (accusa di "popolo deicida") e non motivo per affratellamento ,  cosi' accade per le comuni radici dei tre monoteismi abramitici dal punto di vista coranico. Ecco che ebrei e cristiani sono chiamati maiali e scimmie.
Ecco che il sacro Corano, parola diretta ed incorrotta dettata (non ispirata) da Dio e' molto difficilmente criticabile dato che l'idea stessa che sia criticabile ed interpretabile e' considerata apostasia e blasfemia degna di pena di morte.
Ecco che per gli islamisti la ricostruzione di una sinagoga (distrutta dai mussulmani gia' due volte) nel quartiere ebraico antico di Gerusalemmme e' considerata un attentato ai loro luoghi santi islamici, dato che i "luoghi islamici" sono "vicini" poche centinaia di metri, appunto il monte del tempio,
E sul monte del Tempio (di Salomone e di Erode) tipico luogo sacro islamico, gli islamici non ammettono neppure che un ebreo possa porre piede. E' storia del mese scorso, non di secoli fa.
Con aggiunta di minacce di riprendere l'intifada ovvero la violenza per "difendere dalla demolizione" la moschea el Aqsa (che e' sul luogo del vecchio Tempio ebraico di Salomone e di Erode).
Insomma la ri-costruzione di una secolare sinagoga fuori dal monte del Tempio ( monte che le autorita' israeliane non si sono mai sognate di togliere agli islamici che ne hanno l'uso esclusivo), diventa per gli islamisti minaccia intollerabile!

Insomma dovete ben tenere conto che non solo qualche estremista, ma tutto l'islam ufficiale (contro storia ed archeologia) rifiuta nella maniera piu' assoluta che l'islam sia la piu' recente delle tre religioni monoteistiche abramitiche.
Rifiuta pertanto che sul monte del tempio sia mai sorto un tempio ebraico (non solo quello lontanissimo nel tempo di Salomone, ma anche quello di Erode, del tempo romano, documentatissimo.
Ecco come si spiega anche il rifiuto della idea stessa di spartizione della Palestina o del monte del tempio di Gerusalemme ed altri luoghi sacri, cosi' come si rifiuta l'idea stessa di liberta' di culto per tutti. 
Nessuno ricorda che durante il dominio Giordano su Gerusallemme antica 1949-1967 TUTTE le sinagoghe fie furono rase al suolo e tutti i cimiteri ebraici profanati e distrutti, e nessun ebreo da nessuna parte al mondo aveva i diritto di visitare alcunche' a Gerusalemme o la tomba dei patriarchi ad Hebron, citta' dalla quale proviene il nome stesso di ebreo, o il sepolcro di Rachele o altri luoghi santi all'ebraismo.

Dunque se e' vero che ancora in Italia un laico ha piu' problemi con le prepotenze cattoliche, ed e' giustissimo difendersene, e' anche vero che ci si preparano anche altre e peggiori prepotenze da parte dell'islam concorrente (e talvolta preoccupante alleato del cattolicesimo),
A parer mio il secondo pericolo, quello islamico se correttamente compreso in tutta la sua portata totalizzante,  andrebbe combattuto proprio adesso dato che con una politica di fermezza e di contenimento in questa fase forse sarebbe resistibile.
La fermezza andrebbe esercitata contro ogni acccenno al comunitarismo alla separazione, al disprezzo etico espresso contro gli italiani.
(Purtroppo quei nostri giudici che invece assolvono dall'accusa di razzismo lo straniero che si permette di venire in Italia ad offendere un italiano con l'epiteto di Italiano di merda a me pare proprio non remino in questo senso)
E' al riparo della separazione comunitaristica che secondo l'imam integralista di viale Jenner di Milano i ventri delle donne islamiche avrebbero dato la maggioranza demografica all'islam.
Il contenimento ovviamente andrebbe esercitato su nuovi afflussi di immigrati da paesi islamici, salvo i veri e propri PROFUGHI DALL'ISLAMISMO, motivati alla laicita'.

Ma per capire prima di parlare, LEGGETE IL SACRO CORANO. Confrontatelo col Vangelo.
Se e' vero (e per me e' verissimo, si legga Deschner - Storia criminale del Cristianesimo) che il Vangelo esortando piuttosto all'amore che alla guerra ha prodotto tanti lutti all'umanita', potrete anche capire che un libro sacro che incita direttamente a guerra e genocidio puo' fare anche qualcosina di piu'.
Sissignori leggete leggete. Il Corano e' una specie di Mein Kampf ante litteram solo molto piu' esplicito del libro di Hitler che non parla apertamente di genociddio degli ebrei. Il Corano invece si'.

Non tutti i mussulmani sono islamisti e neppure tutti i fondamentalisti sono jihadisti o terroristi, ma dall' 11 Settembre 2001 il terrorismo islamista ha fatto oltre 15.000 vittime.
Il  terrorismo di alcuni fanatici cristiani protestanti nel frattempo ha prodotto solo un paio di attacchi contro cliniche e medici che aiutano le donne a scegliere se avere o meno un figlio con un solo morto, mi pare.
Uno a quindicimila e' una notevole sproporzione, prima di mettere OGGI le due religioni sullo stesso piano come pericolosita'.
Uno o due e' una eccezione.
Quindicimila e' una vera guerra.
Ma vediamo il perche':
Nel Corano ci sono abbastanza versetti per incitare alla jihad
Nell'islam ci sono numerosissimi predicatori che invitano esplicitamente alla jihad ed al terrorismo   ed addirittura lo organizzano.
Nel cristianesimo cio' non risulta, ne' come magistero attuale, ne' come libro sacro:  Nel Vangelo non risultano grossi incitamenti alla guerra santa  (o risultano molto, molto meno, e molto piu' sul vago, e senza ricompense speciali simili alle famose 72 vergini Uri').

La maggioranza dei cristiani sono brave persone che hanno qualche ostacolo nel Vangelo o nella Chiesa per esserlo, ma non direi che per i cristiani gli ostacoli per esser brave persone siano troppi, e talvolta nel Vangelo trovano perfino qualche buona ispirazione.

La maggioranza dei mussulmani sono brave persone *nonostante* il Corano
Se NESSUNO qua dice che il buon mussulmano e' solo quello morto, credo che tuttavia si possa dire che il miglior mussulmano e' quello che non e' un buon islamico fedele al corano  ed alla tradizione.
Perche' non dare la preferenza a questi laici nella immigrazione? Sono  quelli che davvero vogliono integrarsi. Ed invece sanatoria dopo sanatoria accettiamo fra di noi chiunque senza alcun criterio di selezione, ovvero diamo la precedenza troppo spesso  a quelli che ci disprezzano apertamente, vogliono stare separati, ammazzano di botte o anche letteralemnte le loro figlie quando si fidanzano con un italiano e ci considerano moralmente inferiori per le liberta'  i diritti e l'eguaglianza che riconosciamo a donne e gay.

Vi pare logico?
Vi pare che la prossima generazione di italiani i nostri figli bianchi e neri ci ringrazieranno per dover lottare con una quinta colonna islamista solo per non vedere aggrediti i gay e trattare da immorali le donne senza velo?
Il momento di opporsi al burqa ed al niqab e' oggi.
Oggi e' il momento di dire NO a quei 15 sciagurati deputati che hanno proposto la liberalizzazione per legge del Burqa e del niqab (non del semplice velo che nessuno si sogna di vietare).

No Vatican No Taliban

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2) - Miracoli in Terra Santa

Se qualcuno aveva ancora un dubbio , sul perche si chiama Terra Santa , beh da oggi se lo può levare.
Se qualcuno aveva dei dubbi sui miracoli avvenuti in quella terra migliaia di anni fa , beh da oggi può crederci ciecamente che sono successi.

Mohammed Farmawi e un ragazzino palestinese di 15 anni.

Giorni fa accompagnato da una dozzina di altri ragazzi palestinesi, si era avvicinato al confine Israeliano .

L'esercito Israeliano li ha individuati e fatti allontanare dal recinto che separa Israele dalla striscia di gaza .

L'ufficio stampa palestinese ha immediatamente diffuso che ci sono stati scontri fra ragazzi palestinesi ovviamente disarmati e l'esercito Israeliano e che c'erano un morto e vari feriti fra i ragazzi palestinesi .

Il morto era mohammed farmawi .

I medici palestinesi ovviamente lo dichiarano morto e cosi anche sua mamma e la sua famiglia che dicono che e diventato un martire palestinese.

Gli Israeliani da parte loro dichiarono che nessun soldato ha sparato per uccidere e che sono certi non ci sia stato nessun morto .

ma l'ufficio stampa palestinese efficentissimo come sempre , urla a tutto il mondo che un altro bambino palestinese e morto , per la gioia di tutti gli odiatori di Israele .

Fatto sta che questa mattina Mohammed Farmawi si e ripresentato a casa da sua mamma.

Lo so e ridicolo ma questo e quello che e successo .

Intanto intanto milioni di persone al mondo sono convinte che i cattivi Israeliani hanno ucciso un bambino palestinese.

Mentre questo se ne sta tranquillo a casa da sua mamma.

Un alro miracolo in Terra Santa

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3) - Articolo da il Giornale, segnalato da Marcus Prometheus

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli
"Gioite! C’è una giustizia islamica che ci attende!"

Cari amici,

dicono di essere così molto multiculturalisti, e noi diciamo che sono eurarabi, ma in realtà i giornalisti italiani ed europei non sono abbastanza attenti alle meraviglie del mondo islamico. In particolare non si occupano della sua giustizia che è giustissima e clemente allo stesso tempo. Eppure, per diventare autentici eurarabi coscienti, dobbiamo sapere che cosa ci aspetta se le cose andranno come vogliono i soloni dell’Unione Europea e dell’Onu, che lavorano per abbassare gli stupidi muri di un’improbabile fortezza Europa. Ogni tanto i giornali accennano, ma con toni stupidamente critici, alla giustissima pratica di tagliare le mani ai ladri e di lapidare gli adulteri, incluse le donne che abbiano avuto rapporti prima del matrimonio (perché sempre di adulterio si tratta, nei confronti del loro futuro marito) e incluse soprattutto quelle violentate, che evidentemente se la sono voluta, scostando il burka o facendo intravedere una ciocca di capelli oltre il nikab.

Ma di altre cose non parlano. Per esempio della lotta alla magia e alla stregoneria. Certamente sapete che l’Europa è piena di maghi, astrologi, streghe e stregoni: peccatori del peggiore dei crimini perché negano l’onnipotenza divina e ne usurpano il ruolo. La Chiesa ha purtroppo smesso di mandare al rogo questi criminali circa quattrocento anni fa, e il mondo laico razionalista li combatte sì, ma sul piano intellettuale; io stesso ho scritto più di trent’anni fa un libro molto critico di semiotica dell’astrologia, purtroppo difficile da trovare oggi; ma è chiaro che il dissenso intellettuale non basta a fermare questi apostati. Anche perché i razionalisti hanno (dovrebbero avere) il difetto di essere liberali almeno in fatto di libertà di pensiero e – che stupidi ! – la pensano come quel tale, forse era Voltaire, che diceva più o meno “dissento completamente da te, ma mi batterò fino alla morte perché tu abbia la possibilità di esprimere liberamente le tue opinioni sbagliate” 

Ebbene, l’islam non si nutre di queste ubbie buoniste. Se i maghi sono peccatori, devono subire la pena del loro peccato, e se questo è grave come l’usurpazione dell’antiveggenza divina, devono morire. Lo sa bene un tal Ali Sabat, libanese,  che a lungo ha commesso il crimine orrendo di leggere oroscopi in TV e dare consigli astrologici agli spettatori di un canale satellitare chiamato peccaminosamente “Sherazade”, in Libano. Costui, invece di starsene rintanato nella sua fogna dalle parti di Beirut, un paio d’anni fa ebbe la faccia tosta di andare a fare il pellegrinaggio alla Mecca. E dato che la validissima polizia suadita intitolata “alla promozione della virtù e la repressione del vizio” sa tutto di tutti, come un vero occhio del profeta, lo sventurato Ali, che con quel nome dev’essere anche sciita, fu catturato, imprigionato, processato e giustamente condannato a morte per i suoi crimini orrendi, nonostante i patetici interventi di complici e occidentalisti. A quanto pare oggi lo giustizieranno. Mentre leggete queste righe molto probabilmente la sua testa sta rotolando sulla sabbia di una piazza del mercato in Arabia Saudita, staccata dal corpo con un colpo ben assestato di scimitarra, ad ammonimento perenne di tutti i peccatori. Esemplare, non trovate? Anche nel metodo di esecuzione… Peccato che di questa cosa abbiano parlato in Italia solo Il giornale (http://www.ilgiornale.it/esteri/leggeva_oroscopi_tv_oggi_va_patibolo/02-04-2010/articolo-id=434389-page=0-comments=1) e La stampa (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/201004articoli/53759girata.asp)

Da quest’ultimo quotidiano apprendiamo invece un esempio di generosità della giustizia islamica. Dovete sapere che una donna malese, Kartika Sari Dewi Shukarno, era stata sorpresa tre anni fa mentre compiva un delitto molto grave (non così grave come la lettura di oroscopi, ma insomma): l’avevano vista bere birra in pubblico, in un bar riservato agli stranieri. Capite? Una donna! Malese! Islamica! A bere birra! In pubblico! Uno scandalo terribile e la giustizia islamica l’aveva giustamente condannata a un certo numero di frustate, perché imparasse che l’alcol è proibito ai musulmani.

La donna però tenne un contegno esemplare: non fece appello, non cercò di mobilitare le organizzazioni umanitarie (di fatto antislamiche dell’Occidente), ammise la sua colpa e si mise ad aspettare pazientemente la punizione. Ed ecco che il paterno sultano del suo paese, sapendo che la giustizia islamica è educazione, le ha condonato la pena in tre settimane di lavoro socialmente utile. Che gioia! Che letizia! Bevi una birra, passi tre anni d’angoscia e alla fine non ti frustano ma ti condannano a pulire i cessi da qualche parte: generoso, generosissimo.

Questo è l’islam che ci aspetta cari amici. La scimitarra per gli astrologi, le frustate per i bevitori di birra, la pietà per gli umili, e l’umiliazione per gli arroganti che perseverano ad adorare un dio fuori dai canoni del nobile Corano. Gioite, preparatevi. Perché come non si stancano di ripetere i migliori imam del mondo islamico e in particolare quelli palestinesi, dopo il sabato viene la domenica, dopo la liberazione integrale della Palestina, Roma cadrà secondo le profezie sotto il santo giogo dell’Islam (http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/4030.htm?tr=y&auid=6066143)

Ugo Volli

 

 

3/04/10

http://www.youtube.com/watch?v=BmemCBxDNUM&feature=related

Discussione in francese con Sifaui intellettuale francese laicista di origine marocchina.

L'islamismo non e' ne' una caricatura ne' una contraffazione dell'Islam,
Al contrario, l'islamismo e' l'islam aperto, senza maschera e senza cosmesi,
perfettamente fedele a se' stesso.

L'islamismo e' presente nell'islam come il frutto nel fiore, come l'albero nel seme.
L'islamismo e' il vero islam portatore di un progetto politico,
di un modello di societa' teocratica basata sull'imposizione della sharia, la legge coranica.

L'islam vuol essere di volta in volta religione, stato, societa'.
Per tutte queste ragioni l'islam non e' al suo posto in Europa.
E' totalmente incompatibile con i valori occidentali.


Nell'islam la sovranita' appartiene ad Allah. Nelle democrazia appartiene al popolo.


Pensate a quanto e' difficile convivere con chi pur dice date a Cesare quel che e' di Cesare e dice oggi di accettare democrazia liberta' razionalita' laicita'.
Pensate a quanto sara' piu' difficile negoziare con chi in partenza non accetta neanche in teoria la possibilita' della sovranita' popolare.

Importare piu' islamisti di quelli gia' insediatisi non invitati ma gia' antagonisti  e' importare antagonismo e conflitti per secoli a venire, fino a ricorrente terrorismo

Pertanto l'unica politica per non farci del male e':
 
Accogliere solo i profughi laici dall'Islamismo   Espellere tutti gli islamisti.
Combattere il masochismo antioccidentale, antiliberta', antidemocrazia
.
   
Marcus  Prometheus. - QUI i vostri COMMENTI


31/03/10

Parte da Gaza la riconquista islamica dell'Europa.

Hamas invoca la conquista islamica di Roma
di Dimitri Buffa


"La profezia sulla conquista di Roma resta valida, per volontà di Allah. Così come Costantinopoli fu conquistata circa 500 anni fa, anche Roma sarà conquistata". Il genio islamico che ha fatto lo scorso 5 marzo questa profezia si chiama Yunis Al-Astal, di professione fa il telepredicatore d'odio sulla tv di Hamas, Al Aqsa tv. E questo perché, come dice dalla Tv con il piglio del telepredicatore occidentale, sul modello degli americani "tv evangelist," "Allah ha scelto te per Se stesso e per la Sua religione, in modo che tu possa agire come il motore che smuove questa nazione verso la fase della successione, della sicurezza e del consolidamento del potere ed anche a conquiste attraverso il da'wa (la predicazione) e le conquiste militari delle capitali del mondo intero." E che c'entra Roma? Ce lo spiega ancora una volta l'interessato: "Molto presto, per la volontà di Allah, Roma sarà conquistata, come già è accaduto per Costantinopoli e come era stato profetizzato dal nostro Profeta Maometto. Oggi Roma è la capitale dei cattolici, ovvero la capitale dei crociati, che ha dichiarato la sua ostilità all'Islam ed ha impiantato i figli delle scimmie in Palestina al fine di evitare il risveglio dell'Islam - questa loro capitale sarà l'avamposto delle conquiste islamiche che si spargeranno per tutta l'Europa in ogni dove, e poi si dirigerà verso le due Americhe e perfino nell'Europa dell'Est". Per chi non lo avesse capito "i figli delle scimmie in Palestina" sarebbero gli ebrei nello stato di Israele. Il sermone che chiunque voglia vederlo in arabo con i sottotitoli in inglese può andare sul sito di Memri, così si conclude: "Credo che i nostri figli ed i nostri nipoti erediteranno il nostro jihad ed i nostri sacrifici e, se Allah vorrà, i comandanti della conquista verranno dai loro stessi ranghi".
Per la cronaca non è stato questo l'unico caso di profezia sulla conquista di Roma da parte dell'Islam. Nel 2008 qualcosa di molto simile e sempre dalla tv di Hamas "Al Aqsa tv" era stato detto dall'ex-ministro giordano per gli affari religiosi Ali Al-Faqir. Che il 2 maggio 2008 giurava di conquistare la Spagna e Roma dichiarando che "l'America e l'Europa arriveranno presto alla fine". "Dobbiamo dichiarare che la Palestina dal fiume Giordano al mare Mediterraneo, è terra islamica e che la Spagna, cioè l'Andalusia, è anche terra islamica. Sono terre islamiche che sono state occupate dai nemici e che diventeranno nuovamente islamiche. Inoltre, andremo al di là di questi paesi che ad un certo punto sono stati perduti. Proclamiamo che conquisteremo Roma, come una volta è stata conquistata Costantinopoli". A quel punto intervenne lo pseudo intervistatore di Hamas con questa esclamazione: "in sha Allah", cioè se Dio vorrà, come si intitola anche uno dei più noti romanzi della compianta Oriana Fallaci. Al che l'ex ministro giordano ribadiva che ".. noi governeremo il mondo, come è stato detto dal Profeta Maometto". Aggiungendo anche che "...noi metteremo in campo un fronte di battaglia che è sempre più ampio e più forte. I suoi inizi sono stati in Palestina, in Iraq, in Afghanistan e in Cecenia. Quello che è stato cominciato sarà completato. Non si fermerà…". Perché, diceva nel 2008 l'ex ministro giordano, "questa mattina, su Al-Jazeera Tv, ho visto degli scienziati americani e teorici di strategia, dire che presto l'America arriverà alla sua fine. Lo avevano detto in precedenza per l'Urss e, indubbiamente è finita, e adesso noi diciamo che l'America e l'Europa arriveranno alla loro fine e che solo la crescente forza dell'Islam prevarrà." Insomma se questa è l'idea di fondo dei moderati come i giordani dovrebbero essere, quando parliamo di dialogo, senza sconfinare nei deliri anti islamici di alcuni partiti politici italiani ed europei, bisogna comunque sapere di chi e di cosa stiamo parlando.

(l'Opinione, 30 marzo 2010)

 


dal FOGLIO , del 25/03/2010, a pag. II

l'articolo di Carlo Panella dal titolo " Vi insegno i miei errori ", introduzione al suo libro Ayatollah atomici. Tutto quello che non ho capito della Rivoluzione iraniana 1978-1979 (248 pp, Mursia, 12 euro).

Da trentadue anni lavoro su quanto ho sbagliato nelle mie entusiastiche corrispondenze da Teheran sulla Rivoluzione iraniana guidata dall’ayatollah Khomeini, pubblicate sul quotidiano Lotta Continua e trasmesse da Radio Popolare di Milano. Ne ripropongo una cernita, in presa diretta col passato.Un errore soltanto non ammetterò mai, anche se oggi va di moda affermare che fu tale: la Rivoluzione contro lo scià Reza Pahlevi non soltanto era giusta, ma indispensabile. Il regime dello scià era autoritario, antidemocratico e feroce (fonti attendibili calcolano 100 mila oppositori imprigionati, quattromila torturati, cinquemila uccisi, spesso senza processo, e non meno di otto-diecimila vittime della repressione delle manifestazioni nel 1978-79), ma era innanzitutto un regime rigido. Era, essenzialmente, un regime stupido. Era talmente infarcito di corruzione e ferocia da essere incapace della minima flessibilità riformista, della minima manovra politica che, fatta per tempo, l’avrebbe salvato. Un regime che non comprese che il suo progetto modernista era fallito, che aveva coinvolto solo un’esile patina di privilegiati, ma non era condiviso da un popolo rimasto profondamente islamico.Un regime che a fronte del contraccolpo provocato dalla fortissima contrazione dei consumi, dopo il boom del prezzo del petrolio del 1973, e del disagio sociale conseguente, seppe soltanto mettere in campo l’esercito a sparare sulla folla. Un regime che non sapeva cosa fosse la politica e che la confondeva con il comando imperiale. Un regime che lavorò con la sua rigidità feroce e sanguinaria ad allargare il consenso popolare nei confronti di Khomeini, anche nei settori più laici e filoccidentali della società iraniana. Detto questo, torno al punto: ripropongo un mio lavoro pieno di errori, di analisi errate, di incapacità di cogliere gli sviluppi successivi. Sviluppi tragici e orrendi, come vediamo. Dunque, non solo una sfida a me stesso – e anche ad altri – a non nascondere ma a evidenziare gli sbagli commessi, perché contengono semi fertili, ma un’occasione per riandare al cuore del problema straordinario e terribile che oggi l’Iran degli ayatollah propone. Quella Rivoluzione che fu corale come poche, che fu popolare come nessuna nel Novecento, che coinvolse tutte le forze politiche iraniane oggi si è sedimentata in un enorme blocco sociale costituito da milioni e milioni di iraniani che esprimono consenso a un regime feroce e letteralmente apocalittico. Un regime che si caratterizzò da subito con una vera e propria vendetta degli uomini sulle donne, alle quali tolse quel poco di parità di diritti che avevano conquistato (unico vanto del regime dello scià), per imprigionarle con le catene di una legge coranica umiliante e vergognosa. Catene alle donne che sono il perfetto simbolo della società, dell’“Uomo nuovo islamico” che vogliono far trionfare. Un regime che forgiò una “religione di morte” che ha più contatti di quanto non si pensi con l’ideologia nazista, incluso il Führerprinzip, incluso il culto della morte, incluso l’odio per l’ebreo “seminatore di complotti”. Un consenso popolare a un regime perfettamente simboleggiato da un Mohammed Ahmadinejad che fonde in un tutt’unico antisemitismo viscerale la proclamata volontà di distruggere Israele e di denunciare il “complotto ebraico” planetario che ne permise la nascita, “inventando” la Shoah, con la repressione più feroce del dissenso interno, con il progetto di dotarsi di un arsenale di bombe atomiche. C’è dunque un rapporto diretto tra l’ideologia, la religione della morte che iniziò a essere forgiata in quella rivoluzione, i suoi obiettivi apocalittici e la costruzione della bomba atomica, il cui fine va ben oltre il rafforzamento dell’Iran quale potenza regionale. L’Iran post khomeinista di oggi pretende più di quanto non abbia compreso Barack Obama. Non gli basta ottenere un riconoscimento internazionale della propria leadership, anche se persegue questo obiettivo. Se questa fosse la sua unica aspirazione, in parte – ribadisco: in parte – sarebbe anche opportuno e saggio riconoscerglielo. Ma la sua vera aspirazione è esportare la Rivoluzione islamica, rompere il cerchio dell’islamismo in un paese solo a cui fu costretto dall’attacco “controrivoluzionario” di Saddam Hussein nel 1980. Su questo punto sbagliano analisi le cancellerie occidentali, che commettono oggi lo stesso errore commesso da Chamberlain nel 1938 a Monaco, quando si mosse nella convinzione che Hitler si accontentasse del riconoscimento del suo ruolo di potenza nazionale e della conseguente mano libera per annettersi la Cecoslovacchia. Errore non di viltà, ma di incomprensione dell’essenza dei progetti dell’avversario che non era soltanto la “terra”, lo “spazio vitale”, ma che puntava a forgiare nei forni di Auschwitz una nuova umanità Judenfrei, libera dalla “zavorra degli ebrei”. Ma se oggi, per paradosso, l’occidente abbandonasse al suo destino Israele (e purtroppo non manca chi se lo augura in Europa, e non solo nell’estrema sinistra), nulla cambierebbe nelle strategie iraniane. Anzi. Esattamente come allora, questo scambio darebbe carburante alla rivoluzione khomeinista perché la missione dell’Iran islamico è la costruzione, attraverso l’idolatria della morte, dell’Uomo nuovo, dell’Utopia. L’arsenale atomico cui l’Iran sta lavorandoè ben più che la base per una “deterrenza” regionale che moltiplichi permille il peso nazionale dell’Iran. E’ anche questo, ma è soprattutto una dimensione nuova, un’invenzione che ha del fantastico e dell’orrorifico: quella a cui puntano l’ayatollah Khamenei e Ahmadinejad è un’atomica al servizio della Rivoluzione islamica dal basso, che attiri con la sua immensa potenza le coscienze dei musulmani e li spinga a ribellarsi ai “falsi Califfi”, essenza originaria dello sciismo. Una bomba che sia di copertura e di stimolo al contagio della Rivoluzione khomeinista in tutto il mondo islamico, a iniziare dal Golfo, dal Libano e da Gaza, e che elimini Israele dalle carte geografiche. Questa è la nuova “dottrina” che l’Iran ha messo in atto. Dottrina che purtroppo ha successo, perché da quando Khamenei, tramite Ahmadinejad, ha iniziato ad attuarla, l’Iran ha preso il controllo del sud del Libano con Hezbollah e di Gaza con Hamas, come autorevolmente ha testimoniato lo stesso Abu Mazen, che ha dichiarato: “Il processo decisionale di Hamas è nelle mani di Teheran”. Questo è dunque il lascito della Rivoluzione islamica del 1978-79 in Iran. Un’evoluzione sconvolgente, logico sviluppo della novità ideologica più clamorosa di quella rivoluzione: la religione della morte, l ’esaltazione del martirio islamico, del kamikaze. E’ l’irrompere sulla scena di un nuovo nefasto totalitarismo: l’ideologia del martirio, non già extrema ratio del fedele combattente, ma dovere specifico, massima aspirazione di ogni credente musulmano. Religione di morte seguita da una massa di migliaia e migliaia di kamikaze. Scisma – sì: scisma – nell’islam e nello stesso mondo sciita, che ha attecchito nello stesso mondo sunnita. E’ la prima ideologia totalitaria di massa sorta non in alveo laico, come il nazismo e il fascismo, il comunismo, ma nel solco di una religione più che millenaria. Di questo esito non colsi nessun germe quando seguii, entusiasta, la Rivoluzione guidata dall’ayatollah Khomeini a Teheran, preso – e confuso – dal carattere assolutamente non violento di quella rivolta. Ingannato dal fatto – peraltro incontestabile – che mai in quei mesi Khomeini avesse dato il minimo ordine di rivolta violenta. Oggi si legge una chiara linea di continuità tra quelle manifestazioni di allora e il consenso enorme, forse minoritario, ma tuttavia immenso, che Ahmadinejad e gli ayatollah oltranzisti oggi riscuotono ancora – va detto: ancora – in Iran. Sicuramente Ahmadinejad non ha avuto i 24 milioni di voti che – grazie a evidenti brogli – vanta nelle elezioni presidenziali del giugno 2009, ma certo si avvicina ai 15, se non ai 20 milioni di elettori che hanno fiducia in lui. Per trovare un paragone, bisogna, di nuovo, riandare agli anni Trenta, al consenso di massa nei confronti del nazismo e del fascismo e della loro apocalisse promessa. Per imparare a leggere il pericolo iraniano, bisogna tenere presente la lezione di Renzo De Felice e di François Furet, sul rapporto tra dittature totalitarie e consenso popolare. Un’evoluzione possibile che allora non compresi, non intuii, che anzi fraintesi totalmente. Un terribile lascito delle giornate del 1978, che tutti abbiamo sofferto nel vedere le immagini dell’agonia di Neda nel giugno del 2009. Perché lo scandalo di quella morte non è solo nella vita straziata di quella giovane che rantola sull’asfalto, tra le urla del padre. Lo scandalo più misterioso è altrove: nel suo assassino. Non uno sgherro, uno scherano: ma un giovane, un ventenne, un bassiji, replica contemporanea di Hitlerjugend, che l’ha uccisa sicuro di ammazzare il demonio che lei, ai suoi occhi, impersonava. Ahmadinejad è appunto il rappresentante proprio di quella generazione di pasdaran e bassiji che aveva venti, trent’anni nel 1978 e che poi ha portato su di sé il peso di morte – e di quegli otto anni di guerra che iniziarono per difendere la patria e continuarono nel vano tentativo di esportare la Rivoluzione. La sua biografia unisce in sé le due fasi e la sua strategia ne è la riproposizione. Ahmadinejad è presidente per il semplice fatto che tutto il potere è oggi nelle mani del patto di sangue che lega pasdaran e ayatollah e mullah oltranzisti. Sono loro ad avere elaborato il passo successivo alla strategia, fallita, di Khomeini: dotarsi di quella bomba atomica che – se fosse stata nelle loro disponibilità nella guerra del 1980-88 – avrebbe permesso di “portare la rivoluzione” a Baghdad. Ahmadinejad, non a caso, è riuscito a imporsi sulla scena mondiale brandendo due spade, l’una legata all’altra: la costruzione dell’atomica e la distruzione di Israele, la “scomparsa di Israele dalla faccia della terra”. Israele, dunque. L’errore che più mi brucia, perché non compresi che dentro quella rivoluzione erano piantati i semi di un antisemitismo di massa – che riscuote consenso in tutta la umma islamica – dalle profonde connotazioni religiose. La generazione di pasdaran e bassiji che Ahmadinejad rappresenta crebbe nella certezza che arrivare sino a Baghdad sarebbe stata tappa fondamentale per regolare una volta per tutte i conti col sionismo, celebrando ogni anno la “giornata di al Quds” che Khomeini aveva instaurato. Di questo allora non compresi la portata. Quando i miei interlocutori attaccavano Israele, non vi facevo caso, convinto com’ero che il tema fosse quello della fine dell’occupazione israeliana dei territori occupati nel giugno del 1967. Commisi l’errore dei tanti che ancora oggi pensano che l’antisionismo di Ahmadinejad si riferisse a un problema “di terra araba” illegittimamente occupata da Israele nella Guerra dei Sei Giorni. Il 20 gennaio 1978 la mia cecità arrivò al punto di farmi salutare con gioia la partecipazione di migliaia di ebrei in un corteo per Khomeini, convinto come ero che fosse la prova di una volontà ecumenica del futuro stato islamico, che si sarebbe limitato ad appoggiare le rivendicazioni nazionaliste dell’Olp, rispettando in pieno gli ebrei, parte del “popolo del Libro”. Non avevo capito nulla. Non era così: quell’antisionismo era ed è parte di un profondo odio nei confronti degli ebrei, era ed è antisemitismo e si riferiva non alla Cisgiordania e Gaza, ma all’esistenza stessa di Israele. La negazione della Shoah riporta infatti alla visione degli ebrei che Khomeini – Corano alla mano (là dove spesso gli ebrei vengono insultati e derisi per aver “falsificato la parola parola di Dio”) – così riassume nel secondo capoverso della sua premessa al suo trattato sul Governo islamico: “Sin dai primi momenti, gli ebrei hanno seminato divisione e zizzania dentro la comunità dei credenti musulmani”. Negando la Shoah, Ahmadinejad a questo si riferisce, a un odio per gli ebrei che ha le sue ragioni precedenti alla fondazione dello stato di Israele, al sionismo, all’odio per il “complotto ebraico”. Quella che definisce un’“invenzione” mirata a ottenere dall’Onu, con la frode, il governo su Gerusalemme e sulla Palestina sarebbe parte di un millenario complotto ebraico, già denunciato e combattuto dal Profeta a Medina. Solo Israele, sin da allora, ebbe sentore di quanto si stava incubando a Teheran. Solo Israele, oggi, comprende il pericolo della fusione tra i progetti atomici iraniani e la riproposizione – con immenso seguito di massa nel mondo islamico – di un antisemitismo su base coranica. Solo Israele si erge a difesa non solo di se stessa e degli ebrei, ma anche dei valori dell’occidente contro una nuova barbarie, mentre l’Europa e lo stesso Obama tentennano, non colgono l’essenza del pericolo, sperano di poterla confinare in una dinamica di “deterrenza”, di trattativa sulle “sfere di influenza”. Solo a Israele, purtroppo, è affidata la responsabilità di un’azione militare che – esaurite le vie diplomatiche e politiche – impedisca la messa a punto di un arsenale atomico dal dichiarato obiettivo antisemita. (…) Nel giugno del 2009, per la prima volta, una parte della società iraniana si è ribellata e, a fronte dei palesi brogli elettorali in occasione della seconda elezione a presidente della Repubblica di Ahmadinejad è scesa in piazza. Lo ha fatto anche perché ha visto che proprio quegli ayatollah iracheni – i più autorevoli nel mondo sciita, quelli di Najaf, il “Vaticano” degli sciiti – che più duramente avevano contrastato Khomeini e la sua Costituzione islamica sono riusciti a costruire ai confini dell’Iran uno stato retto da una Costituzione che si basa proprio su quei principi che ci raccontavano i dirigenti iraniani – sconfitti e eliminati – della Rivoluzione iraniana del 1979. Grazie e solo grazie all’abbattimento per via militare del regime di Saddam Hussein in Iraq per decisione di George W. Bush, gli sciiti, gli iraniani vedono oggi ai loro confini rafforzarsi uno stato che si basa su saldi principi islamici, ma che è democratico. Il principio ispiratore della Costituzione della Repubblica dell’Iraq è esattamente quello che ci spiegavano Banisadr, Bazargan e l’ayatollah Taleghani: in assenza del dodicesimo Imam, il potere di rapportarsi al Verbo, al Corano, di calarlo nella società umana, è del popolo tutto, non di un uomo, di un filosofo, di un giureconsulto, di un Rahabar. Milioni, sono milioni gli iraniani che ogni anno passano il confine e vanno in pellegrinaggio a Najaf e Kerbala, in Iraq. A milioni vedono nascere e lentamente consolidarsi, nel contrasto durissimo al terrorismo, una promessa di democrazia. Il “contagio iracheno” si sta dimostrando antidoto forte alla volontà di “esportare la rivoluzione khomeinista” che è il cuore della strategia dell’ayatollah Khamenei e di Ahmadinejad. Antidoto forte, ma non sufficiente. Perché chi si oppone al regime iraniano, come si è visto in questi mesi, non ha di fronte solo un apparato repressivo feroce. I pasdaran, i bassiji che uccidono Neda e i ragazzi come Neda a Teheran, i giudici islamici che impiccano i rivoltosi hanno dietro di sé un terribile consenso popolare. Minoritario, forse, ma che forma una massa critica immensa. In Iran, nei prossimi mesi, nei prossimi anni, assisteremo allo scontro tra due blocchi sociali: quello forgiatosi con la Rivoluzione e con la guerra del 1980-88 e quello che vuole ciò che volevano i primi rivoluzionari iraniani: costruire una democrazia in alveo islamico. (…) Assisteremo nei prossimi mesi a uno scontro epocale, che si intreccerà con il braccio di ferro che la comunità internazionale è costretta a mettere in atto per impedire che venga realizzata la prima “bomba atomica per la Rivoluzione” della storia. Fino a quando, una seconda rivoluzione, che temo sarà insanguinata, non seppellirà, finalmente, la prima.


13/03/10

San Francisco. Terroristi islamici anti-gay sparano in faccia a un uomo che"sembrava" gay.
E filmano l'attentato.

La condanna a morte degli omosessuali prevista dal Corano
trova fedeli esecutori non solo in Iran e negli altri paesi in cui vige la sharìa, ma anche dove gli integralisti musulmani trovano ospitalità.

PST SAN FRANCISCO -- Three cousins from Hayward have been charged in San Francisco with a hate crime and assault for allegedly firing a BB rifle at the face of a man they believed was gay, an attack the men videotaped, authorities said Wednesday.

http://komunistelli.oknotizie.virgilio.it/go.php?us=597400a0ac0fda89

Mohammad Habibzada, Shafiq Hashemi and Sayed Bassam, all 24, are scheduled to be arraigned today in San Francisco Superior Court. They are free on $50,000 bond apiece. The victim of Friday's attack was walking on the 3200 block of 16th Street near Guerrero Street about 10 p.m. when a car pulled up and someone inside opened fire with a BB rifle, police said. The man was hit in the face but refused medical treatment, said Lt. Lyn Tomioka, spokeswoman for the Police Department. He reported the shooting to police, who pulled over a car that matched the assailants' vehicle a short distance away and arrested the three Hayward men. Investigators believe the assailants chose the victim because he appeared to be gay. When the men were pulled over, police found a video camera that was used to film the shooting, investigators said. Assistant District Attorney Victor Hwang, the prosecutor in the case, said the men are cooperating in the investigation. Authorities are looking into whether the attack was isolated or whether there have been similar BB gun shootings elsewhere in the Bay Area. Police have been unable to find victims to support any additional allegations, but Hwang said, "We believe we have the evidence to show that there was targeting of individuals who they believed to be gay." He added, "We know about this one case. We want to know about if there are any other cases."

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Un sito pro Hamas diffonde false notizie di "fonti palestinesi"

Una sinagoga nel cuore dell'area di al-Aqsa?

JERUSALEM - PIC. Fonti palestinesi a Gerusalemme affermano che le autorità occupanti stanno distribuendo inviti per l'apertura di una sinagoga, il 16 marzo, nel cuore dell'area della moschea al-Aqsa.
Le stesse fonti riferiscono che i preparativi per questa inaugurazione sono in atto e che in base ad una profezia di un rabbino del XVIII sec. questa sinagoga dovrebbe essere costruita proprio nella data summenzionata sulle rovine della moschea al-Aqsa.
Israele ha serie intenzioni di demolire la moschea al-Aqsa, ma le condizioni ancora non sembrano essere favorevoli.
Le medesime fonti palestinesi di Gerusalemme affermano che vi è un accordo tra il governo e i partiti israeliani per l'apertura della sinagoga, con l'Anp che collaborerebbe nel favorire la cerimonia d'inaugurazione impedendo ai musulmani di difendere la moschea.
Alla luce delle manovre israeliane per evitare che quel giorno i musulmani difendano la moschea, le autorità di Gerusalemme hanno vietato l'accesso all'area ai fedeli d'età inferiore ai cinquanta anni e, nel frattempo, stanno conducendo vari arresti tra i giovani palestinesi della città.
Dal canto loro, le milizie di Abbas hanno sequestrato martedì scorso, nelle province di Tulkarem, Nablus, Jenin e Qalqiliya quattordici palestinesi da esse ritenuti appartenenti ad Hamas.

(Infopal, 12 marzo 2010)
 
 Commento di Marcus Prometheus: 

Ecco come si incita all'odio ed alla guerra fra religioni: con notizie  assolutamente inventate a scopo incendiario.

Ecco il complotto piu' spudorato, ecco la disinformazione piu' velenosa e traditrice, ecco il bellicismo insensato ed aggressivo, ed ecco la messa in pratica delle 2 teorie islamiche della dissimulazione e  della guerra eterna fino a genocidio finale che ammette solo tregue temporanee e mai pace duratura con gli infedeli, cosi' come e' nello statuto di Hamas.
Gravissime NOTIZIE FALSE escogitate a tavolino senza nessuna base nel reale ma  solo per allontanare ipotesi di pace fra religioni.
E sono propagate proprio da chi si lamenta perche' altri farebbero "allarmismo" parlando del sangue e delle lacrime sparsi dal supremazzismo islamista con terrorismo e fatwe incivili. Falsita'  propagate chi ha fatto approvare da una commissione ONU  l'equazione assurda fra critica alla religione islamica ed islamofobia dichiarando illecita la liberta' di parola.
Da chi accusa sempre di razzismo "tendenziosita" e di incitazione all'odio gli altri  che invece si limitano a riportare fatti veri cioe'  proprio i continui  delitti degli islamisti, in primo luogo contro i mussulmani stessi, eppoi anche contro credenti di altre fedi, cristiani, ebrei, indu' buddisti o Allah non voglia i piu' pericolosi di tutti, gli apostati, gli atei, i blasfemi.
Si tratta di una media di 1500 aggressioni (attentati od uccisioni) all'anno in tutto il mondo, e, ripeto, soprattutto contro i mussulmani,  tutte al grido di Allah e' grande lanciato dagli aggressori/assassini, prima che riportato dai giornalisti o da commentatori "tendenziosi" o allarmisti o islamofobi ..
Vogliamo scommettere  che nessuno il 16 Marzo costruira' niente "sulle rovine di El Aqsa" ?

Ma che cosa attenderci dai giornalisti pennivendoli asserviti ai petro dollari o dagli antisemiti ideologici, pacifinti unilaterali odiatori dell'occidente?
Da coloro che si credono anticolonialisti e sono proprio gli utili idioti dell'ultimo colonialismo in azione.

Neppure in questo caso si permetteranno di condannare gli incendiari
Neppure in questo caso smetteranno di accusare noi commentatori, semplici fotografi e i cronisti della situazione di essere i cattivi e gli allarmisti
Posso scommettere tranquillamente senza rischio di smentita   anche su questo:

Nessun pacifinto antisemita odiatore dell'occidente levera' la sua voce contro questo vero crimine di guerra, l' incitamento all'odio all'assassinio ed alla guerra di religione basato solo su calunnie.
Eppure continueranno a denigrare come allarmisti  solo noi che abbiamo il torto di non volere chiudere gli occhi e soprattutto la bocca di fronte alla guerra santa islamista all'umanita' intera.

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Come salvarsi la pelle se catturati dai terroristi islamici di Al Qaeda.

Mali/ Al Qaida: Spagnola liberata dopo sua conversione all'Islam
"Ha assunto nome musulmano di Aicha"


Il Cairo, 12 mar. (Ap) - L'ex ostaggio spagnolo, Alicia Gamez, è stato
liberato dall'organizzazione terroristica Al Qaida nel Maghreb, perché si "è
convertita volontariamente all'Islam". Lo afferma lo stesso gruppo
terroristico in un comunicato diffuso oggi su un sito web precisando che la
donna ha assunto il nome musulmano di Aicha dopo aver seguito lezioni di
Islam dai suoi sequestratori. La cooperante spagnola è stata rapita lo
scorso 29 novembre in Mauritania assieme ad altri due membri della Ong
Barcelona Acciò Solidaria dal gruppo terroristico al Qaida nel Maghreb
islamico (Aqmi) ed è stata rimessa in libertà dai suoi sequestratori
mercoledì scorso, 10 marzo

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Tutti contro Geert Wilders, il politico olandese che denuncia il pericolo nazi-islamista.

Dal blog "La Sentinella della Libertà" blog liberale, laico, libertario.

http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/2010/03/12/lo-spauracchio/

Da qualche tempo chi osa infrangere i sacri tabù del benpensantismo europeista viene immediatamente,se non passato per le armi,sottoposto ad una sorta di gogna mediatica con epiteti poco gratificanti come quelli di fascista,xenofobo,egoista e via salmodiando.

La liturgia si è ripetuta anche dopo la straordinaria affermazione del Partito della Libertà di Geert Wilders nelle recenti elezioni municipali olandesi,preludio alle ben più importanti legislative in calendario per il prossimo 9 giugno a seguito dell’inopinata caduta dell’esecutivo Balkeneende sul prolungamento della missione in Afghanistan.......... il seguito qui

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Qui i vostri COMMENTI

 

12/03/10

12/3/10 – Chiese

Burqa – Secondo me non c’è bisogno di specificare. Basta fare una legge che dica semplicemente: non si possono usare copricapo che rendano impossibile l’identificazione nei luoghi pubblici. Il problema religioso non c’è; Oriente e Occidente – Occorre capire che quello in corso non è uno scontro di civiltà né di religione. E’ una lotta tra dittature e democrazie (Cristina Sivieri Tagliabue, Alfabeto Bonino, € 14)
Italia - nel 1963 viene abolita l’esclusione delle donne dal lavoro negli uffici pubblici; nel 1996 è cancellato il reato di adulterio che puniva le donne con due anni di carcere; nel 1975 viene approvato il nuovo diritto di famiglia che stabilisce la parità tra marito e moglie, abrogando la patria potestà e la potestà maritale; nel 1981 è abolito il delitto d’onore che puniva con la carcerazione da tre a sette anni il marito “offeso”; nel 1996 viene riconosciuta la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale (Caterina Soffici, Ma le donne no, Feltrinelli, €14)

Nei giorni scorsi è morto l’imam Mohammed Sayed Tantawi, guida dell’Università teologica di Al Azhar, figura preminente per il miliardo e più di musulmani sunniti sparsi nel mondo. Nel 2003 durante la Conferenza organizzata da Emma Bonino al Cairo sul tema delle mutilazioni genitali femminili, proclamò che la pratica era contraria all’islam. Dando così un grande impulso alla campagna per abolirla in Egitto, sostenuto da Susanna, moglie di Hosni Mubarak che lo nominò e che a giorni indicherà il suo successore (forse Ali Jumaa, attuale Grande Mufti d’Egitto, sulle stesse posizioni di Tantawi), e dalle ostetriche e infermiere addirittura scese in sciopero per difendere la salute e l’integrità del corpo femminile. Lo scorso anno si schierò contro il niqab, a favore dei trapianti d’organi, per l’aborto anche se solo in casi particolari, e per la maggior presenza delle donne in politica. E’ stato accusato dai fanatici di essere “un crociato anti islam” per aver raccomandato ai musulmani di Francia di seguire le leggi di quel paese compreso il divieto di velo, per aver stretto la mano a Shimon Peres e condannato i kamikaze.
Solo qualche giorno fa la candidata alla guida della Regione Lazio per i berlusconi (destra è parola nobile che è meglio non utilizzare per i disonesti) Renata Polverini , si è recata in visita al Centro islamico di Roma e si è bardata con uno sciarpone a coprirle anche la frangia pure nei locali esterni alla moschea. Polverini si è mossa come quasi tutti i politici italiani mostrando subalternità alle istituzioni religiose, anche quando non esiste da parte loro esplicita richiesta.
Come è noto la Carta costituzionale è considerata ormai obsoleta e carta straccia, tranne che per l’art.7 , quello che stabilisce che lo Stato italiano è subalterno alla Chiesa cattolica. Tanto abituati sono gli italiani a chinare il capo ai potenti della Chiesa che lo chinano pure all’islam. Ma come gli animali da soma, non si inchinano ad un eventuale credo o alla spiritualità, ma capiscono solo la frusta. Quindi si cercano gli esponenti più improbabili, fondamentalisti e fanatici, condannando i musulmani laici - sicuramente la maggioranza - e i cattolici laici - sicuramente la maggioranza - a marionette disarticolate alle quali viene tolta la voce. Noi che diamo troppo spazio e peso ai singoli conati del papa prendendoci anche lo scomodo di controbattere le sue sciocchezze, ci siamo condannati a vivere in un Paese dove il tricolore è meno rappresentativo dell’identità italiana del crocefisso, ora estendiamo l’arroganza dei gerarchi religiosi, ma quelli più fanatici beninteso, ai musulmani, che magari arrivano nel nostro Paese oltre che per sbarcare il lunario per liberarsi dal peso di un regime teocratico. A meno che non viviamo in una landa deserta qualche cittadino del Bangladesh , del Pakistan, del Marocco, dell’Albania, lo conosciamo e sappiamo quanto è legato ad Allah. Lo scorso ramadan perfino i sindacati entrarono in fibrillazione impauriti di ritrovarsi qualche disidratato nei campi, quando, come suggeriscono gli imam, il digiuno si può interrompere in caso di lavoro faticoso. Non mi stanco mai di ricordare la mia personale esperienza per il Comune di Roma all’assessorato alla multietnictà (cassato dal sindaco Alemanno) dove mai in più anni uno straniero ha chiesto di avere spazi di preghiera, ma campi da cricket, disbrigo pratiche burocratiche, manifestazioni culturali, e – esattamente come i romani - autobus, case, pulizia. Purtroppo la maggior parte delle persone ha una informazione solo televisiva, per cui adesso si porta bene il terrorismo islamico – che esiste certo, ma non riguarda tutti come i giornali e le tv del padrone tendono ad accreditare - per cui lo Sposini di turno casca dalla montagna del sapone quando commenta il caso di un padre che segrega a casa la figlia (gravissimo certo), ignorando che in Italia il nuovo diritto di famiglia è stato varato solo nel ’75 (leggi i dati nel titolo). Il pericolo grande è che qualche persona più ingenua o in malafede possa cadere nelle spire dei Wilders e simili, promuovendo qualsiasi pensiero antimoderno: islamofobia, omofobia, antisemitismo, segregazione delle donne… in una parola: solo cristiani, bianchi, biondi. E questo l’abbiamo già vissuto solo qualche decennio fa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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Omicidio Ilan Halimi: il caso del Daniel Pearl francese
*Se questo è un ebreo: per non urtare la "sensibilità" della comunità
musulmana delle periferie, il caso venne fin dall'inizio tenuto su un
registro basso.*

*Il caso Ilan Halimi: decine di persone sapevano che stavano torturando un
ragazzo ebreo francese*

*Il caso del Daniel Pearl francese. Al processo contro gli islamisti che
hanno torturato e giustiziato Halimi s'è alzato un grido: "Allah vincerà"*

*di Giulio Meotti*


"Se questo è un ebreo", recita il titolo del
bellissimo pamphlet di Adrien Barrot. La Francia ha scoperto il sorriso
contagioso di Ilan Halimi soltanto dopo la sua morte. Un sorriso che nulla
sembra dire di quell'odio e di quella ferocia durata tre settimane nelle
mani di una gang di islamisti delle banlieue parigine. "Giovani per i quali
gli ebrei sono inevitabilmente ricchi", ha detto Ruth Halimi degli assassini
di suo figlio. La madre di Ilan ha pubblicato il diario di quei "24 giorni"
(Seuil edizioni).

Ieri Ruth è andata in tribunale a guardare la gang musulmana, in un processo
che genera angoscia e scandalo in Francia per come il caso è stato trattato
fin dall'inizio, da quel tragico febbraio di tre anni fa. "Quando li
osservo, non vedo odio, ma una tristezza immensa", dice il padre, Didier
Halimi. Ruth ripete che l'uccisione di suo figlio è "senza precedenti dalla
Shoah".

*Youssouf Fofana, il capo "dei barbari", è entrato in aula con il sorriso,
ha alzato un pugno verso l'alto e gridato: "Allah vincerà". Testa rasata e
maglietta bianca, Fofana alla domanda sulla sua data di nascita ha risposto:
"Il 13 febbraio 2006 a Sainte-Geneviève-des-Bois". E' il giorno in cui il
corpo di Ilan è stato trovato, nudo e straziato. Quando gli viene chiesto il
nome, Fofana risponde: "Africana barbara armata rivolta salafista".*

La Francia non ha ancora fatto i conti con questo feroce antisemitismo
islamico, che germina all'interno delle sue folte comunità musulmane. *Sei
anni fa, Sebastien Selam, un dj di Parigi di 23 anni, uscito
dall'appartamento dei genitori per andare al lavoro, venne aggredito nel
garage del parcheggio dal vicino musulmano Adel*, che gli ha tagliato la
gola due volte, quasi decapitandolo, gli ha squarciato il volto e gli ha
cavato gli occhi. Adel è corso sulle scale del condominio, grondando sangue
e urlando:* "Ho ucciso il mio ebreo. Andrò in paradiso".*

*Nella stessa città, in quella stessa sera, un'altra donna ebrea veniva
assassinata, in presenza della figlia, da un altro musulmano.* Erano i
prodromi di una "tendenza" e i mezzi di comunicazione amano le tendenze.

Eppure, nessuna delle principali testate francesi riportò il fatto.

Lo zio di Ilan racconta che durante le telefonate per il riscatto alla
famiglia venivano fatte sentire le urla del ragazzo ebreo bruciato sulla
pelle, mentre "i suoi torturatori leggevano ad alta voce versi del Corano".

I rapitori pensavano che tutti gli ebrei fossero ricchi e che la famiglia di
Halimi avrebbe pagato il riscatto. *Non sapevano che la madre era una
centralinista*. E che Ilan, per campare alla meglio, lavorava in un negozio
di telefoni cellulari. *Fu trovato agonizzante, il corpo bruciato
all'ottanta per cento*, vicino alla stazione di Saint-Geneviève-des-Bois.
Seminudo, con ferite e bruciature di sigarette ovunque sulla carne viva e in
tutto il corpo, Ilan è morto nell'ambulanza verso l'ospedale.

Ruth nel suo libro denuncia che, *per non urtare la sensibilità della
comunità musulmana delle periferie, il caso venne fin dall'inizio tenuto su
un registro basso*, la polizia negava l'intento religioso del sequestro e
l'identità islamica di tutti i rapitori; la stessa polizia che chiese alla
famiglia di non farsi pubblicità e che fece poco, molto poco, per scardinare
la rete di famiglie che proteggeva la gang. *Decine di persone sapevano
delle torture inflitte per tre settimane a quel ragazzo ebreo* che sognava
di vivere in Israele.

Nidra Poller sul Wall Street Journal scrive che "ciò che più disturba in
questa storia è *il coinvolgimento di parenti e vicini,* al di là del
circolo della gang, *a cui fu detto dell'ostaggio ebreo e che si
precipitarono a partecipare alla tortura"*.

Divenne tutto più chiaro quando l'allora ministro dell'Interno Nicolas
Sarkozy annunciò che a casa del rapitore erano stati trovati scritti di
Hamas e del Palestinian Charity
Committee.<http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/UnpoliticallyCorrect/IlanHalimi.jpg>

Intanto la magistratura francese ha ritirato le copie del magazine "Choc"
che ha appena pubblicato la fotografia di Halimi in ostaggio, giudicandola
"offensiva". *Si vede Ilan imbavagliato, con una pistola alle tempie e una
copia di un giornale. La stessa, identica posa d'una famigerata fotografia
di sette anni fa con Daniel
Pearl<http://www.focusonisrael.org/2009/02/22/daniel-pearl-ucciso-sette-anni-fa-perche-ebreo/>
*,<http://www.focusonisrael.org/2009/02/22/daniel-pearl-ucciso-sette-anni-fa-perche-ebreo/>il
corrispondente ebreo del Wall Street Journal decapitato da al Qaida in
Pakistan.

Il New York Times scrive che "in due settimane e mezzo di processo poco è
filtrato sul procedimento". Si svolge a porte chiuse. Quel che è emerso è
senz'altro *il tentativo del governo francese di occultare l'odio islamico
contro gli ebrei come movente della esecuzione di Halimi*. Si è parlato poi
della stanza in cui venne tenuto Halimi come di un "campo di concentramento
fatto in casa".

Il reporter francese Guy Millière scrive che *"le grida venivano sentite dai
vicini perché erano particolarmente atroci: gli assassini sfregiarono la
carne del giovane uomo, gli spezzarono le dita, lo bruciarono con l'acido e
alla fine gli hanno dato fuoco con del liquido infiammabile"*. La madre di
Ilan aggiunge che durante una delle telefonate alla famiglia i sequestratori
trasmisero un nastro: "Sono Ilan, Ilan Halimi. Sono figlio di Didier Halimi
e di Ruth Halimi. *Sono ebreo.* E sono tenuto in ostaggio". "Come si fa a
non pensare a Daniel Pearl?", domanda Ruth.

Adrien Barrot, filosofo all'Università di Parigi, ha scritto per le edizioni
Michalon uno straordinario libro sul significato dell'uccisione di Halimi.
"Non è stato facile fare il verso a Primo Levi", dice al Foglio a proposito
del titolo del suo saggio, "Se questo è un ebreo". "Si fatica oggi a capire
la crescita enorme dell'antisemitismo in Francia dopo l'11 settembre. Io
stesso sono di sinistra e per molto tempo faticavo a realizzare questo
antisemitismo nuovo che si nutre della cultura antirazzista. Non possiamo
criticare gli immigrati musulmani, così finiamo per accusare di razzismo gli
stessi ebrei. Dicono che c'è antisemitismo, ma che la colpa è soltanto del
sionismo. Lo sentiamo ripetere ogni giorno. L'affaire Halimi significa che
il tabù è caduto e l'antisemitismo si sta diffondendo ovunque in Francia".

Barrot critica la visione pedagogica dell'antisemitismo. "E' troppo
astratta, fondata su un'immagine stereotipata. Siamo resi incapaci di
identificare ciò che il crimine 'dei barbari' ci mette sotto gli occhi, la
cellula germinativa dell'orrore che la nostra 'memoria' non cessa
ritualmente di esorcizzare. *Ilan non portava un lungo caffettano nero, un
cappello di feltro, le frange rituali, non portava neppure la kippà. Ilan
Halimi portava soltanto il suo nome e fu sufficiente a fare di lui una
preda.* E' allora che ho compreso che ormai era ridiventato difficile essere
ebreo in questo paese".

La retorica pseudoeducativa sull'antisemitismo è incapace di penetrare
l'odio che l'islamismo predica contro gli ebrei. "La memoria
dell'antisemitismo è evocata per impedire, proibire, riconoscere la realtà
attuale, di chiamare le cose con il loro nome. Eccesso, abuso, dittatura
della memoria? Memoria inutile? Memoria vuota piuttosto, che ha immesso
nella coscienza pubblica soltanto una nozione completamente astratta. *Come
se i soli buoni ebrei, gli ebrei degni di essere difesi, fossero gli ebrei
morti,* trasportati in una sfera astratta e pura, non contaminata da tutto
ciò che, nella vita, li espone all'odio. *C'è una relazione sinistra tra la
morte atroce di Ilan Halimi e l'assenza di mobilitazione massiccia che l'ha
seguita. *La nostra vigilanza veglia sugli ebrei morti ed espone i vivi alla
violenza".

Al processo, i carcerieri di Ilan hanno raccontato che la prima settimana
del sequestro Halimi l'ha trascorsa in un appartamento prestato ai rapitori
da un concierge. Youssouf Fofana ha pensato a decorarlo di tele "con motivi
arancione per coprire i muri". Ammanettato, con addosso soltanto una
vestaglia comprata all'Auchan, alimentato con proteine liquide attraverso
una cannuccia, Ilan passò così molti giorni. Per entrare nell'appartamento
ci voleva un codice: bussare due volte e poi ancora una. Poi Fofana si è
caricato Ilan in spalla e l'ha portato nella caldaia: "Pisciava in una
bottiglia e faceva la cacca in una busta di plastica", racconta uno dei
carcerieri, Yahia. Le botte sono iniziate dopo che è fallito il primo
tentativo di riscatto.

Ma gli episodi più significativi sono avvenuti quando si è trattato di
scattare le foto destinate a spaventare la famiglia della vittima, compresa
la simulazione di una sodomia con il manico della scopa e uno sfregio alla
faccia fatto con il coltello di un imputato, Samir Ait Abdelmalek. Il giorno
in cui venne giustiziato, racconta Fabrice, "gli ho tagliato i capelli, Zigo
e Nabil (altri due carcerieri, ndr) hanno detto che non erano abbastanza
corti e l'hanno rasato con un rasoio a due lame". Gli hanno tagliato anche i
peli del corpo. Per non lasciare alcuna traccia nel covo. Ilan venne
asciugato e avvolto in un telo viola, comprato al supermercato all'angolo.
Fofana è arrivato nel profondo della notte. *Quando Ilan è riuscito a
guardarlo in faccia, l'islamista lo ha colpito con un coltello alla gola,
alla carotide, poi un altro affondo. Poi gli ha dato un taglio alla base del
collo, e al fianco. E' tornato con una tanica di benzina, gli ha versato il
combustibile e gli ha dato fuoco.*

Finiva così la vita di un ragazzo di 23 anni nel primo paese nella storia ad
aver dato agli ebrei diritti civili. Ieri, in tribunale, Ruth ripeteva:
"Chiedo ogni giorno a mio figlio di perdonarmi".

Il Foglio.it <http://www.ilfoglio.it/zakor/61>

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Qui i vostri COMMENTI


11/03/10

Da Informazione Corretta del 6/03/10

*La terribile verità sull'islam secondo Mosab Hassan Yousef, il "figlio di
Hamas"
*Riportiamo da un sito italiano la traduzione di un articolo comparso in
origine sul blog francese "Bivouac-ID".*


Ha salvato un gran numero di vite umane ed ha permesso di far fallire decine
di attentati. E' il figlio di uno dei fondatori di Hamas, lo sceicco Hassan
Yousef, e ciononostante lavorava come agente per i servizi della sicurezza
israeliana.
Il giovane Mosab Hassan Yousef si è convertito al cristianesimo ed ora vive
in California dove si è trasferito nel 2007.
E' stato invitato da Sean Hannity a raccontare, nella trasmissione Fox-News,
la sua verità su Hamas e sull'islam.

"Io paragono l'islam ad una scala - ha spiegato - e sul primo gradino vedo
il musulmano tradizionale; sul gradino più in alto vi è la guerra santa che,
come dice il Corano, è il dovere più importante e più sacro nei confronti di
Dio".

Alla domanda postagli dal giornalista: "E' forse l'esistenza di Israele che
crea un problema ad Hamas? Lo scopo ultimo è davvero la distruzione di
questo paese?" Mosab risponde: "Il Dio del Corano odia comunque gli ebrei,
che ci sia l'occupazione o che non ci sia, e quindi gli ebrei hanno un
problema col Dio dell'islam, e non (soltanto) coi musulmani". Mosab spiega
quindi che suo padre e tutti i leaders di Hamas giustificano gli attentati
suicidi.

Alla domanda di Sean Hannity: "In passato lei pensava che uccidendo delle
persone innocenti con indosso una cintura piena di esplosivo sarebbe andato
in Paradiso?", Mosab risponde: "Assolutamente sì. E' quello che ogni
musulmano crede. E' una promessa che arriva dalla più alta autorità della
società musulmana; se si muore per la gloria del Dio del Corano si va in
Paradiso".

Il giornalista gli chiede: "Ed ha anche pensato di trovare le 72 vergini?",
e Mosab risponde, sorridendo: "Vi è stato un momento in cui vi ho creduto,
come tutti.

Nel suo libro dal titolo "Son of Hamas" Mosab spiega che, all'inizio, era
stato incaricato da suo padre di cercare di entrare in contatto con lo Shin
Beth israeliano per infiltrarvisi in qualità di agente doppio per conto di
Hamas. E spiega come finì per rivoltarsi contro lo stesso movimento di
Hamas, "per essere onesto mi sono rivoltato contro il male, non contro i
palestinesi. Ho pensato che il bene consiste nel salvare delle vite umane,
israeliane e palestinesi, comprese quelle di mio padre e dei leaders
palestinesi".

Sean Hannity domanda: "Che genere di informazioni passava agli israeliani?
Diceva forse: ci sarà un attacco suicida? oppure: ci sarà il tale attacco?
Quali informazioni passava agli israeliani?" "Io non ero un membro di Hamas,
ma ero vicino al movimento. Se fossi stato membro a tutti gli effetti, non
avrei potuto compiere che un'unica missione. Dovevo restare esterno al
movimento, ma abbastanza vicino allo stesso per poter essere in grado di
risolvere diverse questioni. Sono figlio di questa cultura, di questa
religione, e comprendo la mentalità dei terroristi, ne conosco i nomi,
capisco quello che pensano; è in questo modo che abbiamo potuto avere i
diversi successi ottenuti".

A questo punto Hannity fa la grande domanda che raramente si sente alla
televisione: "Pensava che il jihad fosse il gradino più in alto dell'islam?
La maggior parte delle persone della vostra fede sono d'accordo con questo?
E' un'idea comune? Noi infatti continuiamo a fare la distinzione tra islam
radicale ed islam moderato". "E' proprio questo il grande sbaglio, risponde
Mossab. Non si può distinguere tra islam moderato e islam radicale...
secondo me tutti i musulmani si assomigliano. In fin dei conti essi credono
nel Dio del Corano, e credono che il Corano ci arrivi proprio da questo Dio.

Hannity insiste allora: "Vuole forse dire che per la maggior parte dei
musulmani il jihad è proprio quello che devono fare? E Mosab risponde: "Non
hanno scelta, dal momento che credono che il Corano sia stato dettato da Dio
parola per parola".

Hannity: "Ma qualcuno parla di un islam moderato, e lei dice che questo non
esiste?" Mosab risponde: "Ma questo semplicemente non esiste; i musulmani
sono più morali, hanno più logica e sono più responsabili del loro stesso
Dio. Il peggior terrorista, il peggiore criminale dei musulmani è più morale
di questo Dio. Questo Dio è un terrorista ed un ignorante".

Alla fine dell'intervista Hannity gli chiede in quali rapporti sia con suo
padre, e Mosab risponde che suo padre gli aveva perdonato il fatto di
lavorare per i servizi israeliani, ma che quando questo è diventato di
pubblico dominio non è più riuscito a reggere alle pressioni esercitate su
di lui da Dio e dalla società. "Il suo Dio gli ha strappato la sua umanità
ed ora ci ha separati".

*(Informazione Corretta, 6 marzo 2010)

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Dal Corriere della Sera - Articolo di Ennio Caretta

Arrestata la prima jihadista americana
Una donna minuta di 46 anni dai capelli biondi e dagli occhi azzurri che reclutava terroristi in Europa

WASHINGTON - È forse la prima jihadista americana, una donna minuta di 46 anni dai capelli biondi e dagli occhi azzurri che reclutava terroristi in Europa e – si sospetta - era stata incaricata da Al Qaeda di assassinare il vignettista svedese Lars Vilks, l’autore delle sacrileghe effigi di Maometto del 2007. Il suo nome di guerra è «Jihad Jane», o anche «Fatima LaRose» quello vero Colleen Renee LaRose. La Procura di Filadelfia ha rivelato di averla arrestata lo scorso ottobre, al ritorno dalla Svezia dove era riuscita a rintracciare Vilks. In una sua email, ha precisato, Jihad Jane definì «un onore e piacere uccidere» il vignettista, aggiungendo: «Adesso che sono così vicina al bersaglio solo la morte mi fermerà».

QUINTA COLONNA - La rivelazione ha scosso l’America, che si è trovata con una quinta colonna nemica in casa. LaRose, che pesa meno di 50 chili ed è alta circa 1 metro e mezzo, avrebbe reclutato uomini e donne con passaporto americano o europeo per la Jihad islamica, muovendosi insospettata da un continente all’altro. Il Washington Post s’è impadronito di un’altra sua email del giugno 2008: «Voglio aiutare i musulmani», dice. Il giornale ha anche accertato che lo scorso agosto si recò in Svezia «per vivere e addestrarsi con una cellula jihadista», portando con sé il passaporto americano del compagno, identificato solo come K. G, da consegnare ai «fratelli» terroristi.

«MINACCIA GRAVE» - Jihad Jane ha trascorsi da balorda. Negli anni Ottanta fu ripetutamente arrestata per emissioni di assegni falsi e guida di un’automobile in stato di ubriachezza, si sposò e divorziò due volte. Ma per la Procura di Filadelfia «è una minaccia grave». Un funzionario, David Kris, ha spiegato che raccolse fondi per i terroristi islamici, e si disse pronta a sposarne uno per farlo entrare negli Stati Uniti. In una delle tante email, LaRose si sarebbe vantata di sapere mescolarsi tra la folla per passare inosservata, in un’altra avrebbe citato alcuni «fratelli» irlandesi (la polizia li ha arrestati martedì). Stando alla Procura, Jihad Jane fu subito incriminata, ma il caso fu tenuto segreto per consentire a Fbi e Cia di indagare sui suoi possibili legami con Al Qaeda e su altri jihadisti negli Stati Uniti.

SOSPETTI - Il suo avvocato, Mark Wilson, ha rifiutato qualsiasi commento. Secondo Kris il caso è indicativo di «come stia cambiando il volto del terrorismo». LaRose sembrava al di sopra di ogni sospetto, ha asserito, conduceva in apparenza un’esistenza normale in un sobborgo di Filadelfia, era una cittadina qualunque. La sua attività rimase nascosta per anni, incominciò al più tardi nel 2007.

Ennio Caretto
10 marzo 2010

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Qui i vostri COMMENTI


9/03/10

Dal Sole - 24 ore Idee - Islam radicale

ISLAM RADICALE - SOCIOLOGIA DEGLI ATTORI / Il terrorista parte per la tangente
di Moisés Naím (Direttore di Foreign Policy)


Secondo voi, qual è la causa principale del terrorismo islamico? a) la povertà; b) l'ingiustizia; c) l'assenza di democrazia; d) la mancanza di fiducia; e) il conflitto israelo-palestinese; f) la religione; g) cause sconosciute.

La risposta esatta a questa domanda è tanto importante quando sorprendente. È importante perché fino a quando non saremo in grado di capire le cause del terrorismo islamico, sarà impossibile cercare soluzioni. Ed è sorprendente perché di fatto non si conosce molto sulle ragioni per cui una persona decide di suicidarsi uccidendo degli innocenti. Quindi, la risposta esatta alla domanda è la g): non si sa.

Se le cause del terrorismo fossero la povertà e la disuguaglianza, il mondo sarebbe pieno di terroristi brasiliani. E se la democrazia fosse un antidoto efficace, l'India, che è la più grande democrazia al mondo, dovrebbe subire meno attentati rispetto a dittature come la Cina o la Libia. Ma non è così. Le democrazie sono più vulnerabili agli attacchi terroristici di quanto lo siano i regimi autoritari. E se la causa fosse il conflitto tra israeliani e palestinesi, per quale motivo i terroristi suicidi in Afghanistan distruggono le scuole femminili, o alcuni sunniti in Iraq si trasformano in bombe umane che scoppiano in un mercato gremito di sciiti?

Neppure la religione sembra offrire una spiegazione convincente. Jessica Stern, ricercatrice ad Harvard, riferisce che il governo dell'Arabia Saudita ha interrogato migliaia di terroristi catturati sulle motivazioni del loro comportamento. Risulta che una schiacciante maggioranza non aveva ricevuto un'educazione religiosa approfondita, e che la sua conoscenza dell'islam era molto limitata. Il 25% dei partecipanti ai programmi di riabilitazione per terroristi in Arabia Saudita ha precedenti penali e solo il 5% aveva condotto in precedenza una vita religiosa attiva. La varietà e complessità tra i terroristi sono molto spiccate, come in qualsiasi altro gruppo umano. In genere, sono poche le notizie certe sulle origini dei terroristi e sul loro profilo psicologico. Tranne che molti di loro sono ingegneri.

È questa la sorprendente conclusione di un articolo pubblicato di recente dall'European Journal of Sociology, intitolato «Perché ci sono tanti ingegneri tra gli islamici radicali». Diego Gambetta e Steffen Hertog sottolineano che «tra gli islamici radicali violenti, gli ingegneri sono ampiamente rappresentati, tra le tre e quattro volte di più rispetto ad altri professionisti». Gli autori hanno studiato i precedenti di oltre 400 membri di gruppi violenti di radicali islamici in più di trenta paesi del vicino Oriente e dell'Africa. Gli studiosi confermano i risultati di ricerche precedenti in cui si affermava che i terroristi possiedono generalmente entrate più sostanziose e un'istruzione superiore rispetto alla media degli abitanti del paese, oltre al fatto che il 44% dei violenti era ingegnere o studente d'ingegneria.

Nei paesi di origine degli individui considerati, gli ingegneri scarseggiano: rappresentano appena il 3,5% della popolazione. Tuttavia, nei gruppi terroristici islamici costituiscono quasi la metà del totale. Nel campione analizzato, la seconda area universitaria più diffusa è quella degli studi islamici, seguita da medicina, scienze ed educazione, e ognuna di queste raggiunge tassi molto inferiori rispetto al 44% dell'area "ingegneria". Inoltre, il 60% dei terroristi islamici nati e cresciuti nei paesi occidentali ha effettuato studi di ingegneria.

Come si spiega questo fenomeno? Gambetta e Hertog analizzano e respingono varie ipotesi, tra cui la possibilità che l'abilità degli ingegneri li porti a essere un bersaglio attraente per chi recluta terroristi, oppure che tutto ciò sia semplicemente un'anomalia della storia. I ricercatori sono giunti alla conclusione che le cause della presenza spropositata di questi professionisti siano dovute alla relazione della cosiddetta "mentalità" degli ingegneri con determinate condizioni socio-economiche prevalenti nei paesi islamici. Secondo questo studio, l'ingegneria attrae individui che preferiscono risposte chiare e modelli mentali che minimizzano l'ambiguità. Nelle università statunitensi, per esempio, la probabilità di essere allo stesso tempo religioso e conservatore è sette volte maggiore nelle scuole di ingegneria che in quelle di scienze sociali.

Gambetta e Hertog dimostrano che vi è una forte affinità tra la struttura mentale degli ingegneri e l'ideologia che promuove le azioni dei terroristi radicali islamici. Questa tendenza interagisce ed è potenziata dal fatto che gli ingegneri - intelligenti e ambiziosi in campo professionale - si scontrano e si radicalizzano nell'affrontare la stagnazione economica, la mancanza di opportunità per i giovani e la repressione politica abituale nei paesi islamici.
Le spiegazioni del fenomeno degli ingegneri terroristi sono controverse. Ciò che non è controverso è il fatto che tra i terroristi islamici vi siano molti ingegneri. Come pure il fatto che sui terroristi islamici si creino molti aneddoti, pregiudizi e generalizzazioni stereotipate, ma al contempo ci siano pochi dati scientificamente attendibili.

(Traduzione di Graziella Filipuzzi)

14 febbraio 2010

Su questo articolo il Commento di Marcus Prometheus

ISLAM RADICALE - SOCIOLOGIA DEGLI ATTORI / Il terrorista parte per la tangente
di Moisés Naím (Direttore di Foreign Policy)

Secondo voi, qual è la causa principale del terrorismo islamico? a) la povertà; b) l'ingiustizia; c) l'assenza di democrazia; d) la mancanza di fiducia; e) il conflitto israelo-palestinese; f) la religione; g) cause sconosciute.

La risposta esatta a questa domanda è tanto importante quando sorprendente. È importante perché fino a quando non saremo in grado di capire le cause del terrorismo islamico, sarà impossibile cercare soluzioni. Ed è sorprendente perché di fatto non si conosce molto sulle ragioni per cui una persona decide di suicidarsi uccidendo degli innocenti. Quindi, la risposta esatta alla domanda è la g): non si sa.


 Marcus Prometheus: 
Dissento. Per me la risposta e' in modo chiaro la F , ovvero
la religione secondo l'interpretazione e la predicazione effettuata da quel vero e proprio nuovo culto della morte scismatico dell'islam che e' il
 TANATO - ISLAM JIHADISTA e TERRORISTA  (da tanathos in greco = morte).


Se le cause del terrorismo fossero la povertà e la disuguaglianza, il mondo sarebbe pieno di terroristi brasiliani.


Marcus Prometheus:
Questo e' corretto. Brasiliani, Filippini, Indiani, eccetera, invece costoro non fanno la jihad.


M. Naim:

E se la democrazia fosse un antidoto efficace, l'India, che è la più grande democrazia al mondo, dovrebbe subire meno attentati rispetto a dittature come la Cina o la Libia. Ma non è così. Le democrazie sono più vulnerabili agli attacchi terroristici di quanto lo siano i regimi autoritari.


Marcus Prometheus:
Mi sembra un ragionamento fallace parlare di quanti attentati subiscano.
Le Democrazie fanno meno attentati,


M. Naim:

E se la causa fosse il conflitto tra israeliani e palestinesi, per quale motivo i terroristi suicidi in Afghanistan distruggono le scuole femminili, o alcuni sunniti in Iraq si trasformano in bombe umane che scoppiano in un mercato gremito di sciiti?


Marcus Prometheus:  Corretto.

M. Naim:

Neppure la religione sembra offrire una spiegazione convincente. Jessica Stern, ricercatrice ad Harvard, riferisce che il governo dell'Arabia Saudita ha interrogato migliaia di terroristi catturati sulle motivazioni del loro comportamento. Risulta che una schiacciante maggioranza non aveva ricevuto un'educazione religiosa approfondita, e che la sua conoscenza dell'islam era molto limitata.


Marcus Prometheus:
Non e' la conoscenza della religione ma la fede in una certa interpretazione della religione che produce il tanato islamismo terrorista.
Quindi religione si' come fede e fanatizzazione ed invece  religione no, se intesa come conoscenza seppure delle interpretazioni conservatrici, che comunque non prevedevano il martirio suicida fino alle ondate di bambini iranaiani mandati a sminare in massa i campi minati iraqeni con l'esplosione dei loro corpi da Khomeini in persona
.

M. Naim:
Il 25% dei partecipanti ai programmi di riabilitazione per terroristi in Arabia Saudita ha precedenti penali e solo il 5% aveva condotto in precedenza una vita religiosa attiva. La varietà e complessità tra i terroristi sono molto spiccate, come in qualsiasi altro gruppo umano. In genere, sono poche le notizie certe sulle origini dei terroristi e sul loro profilo psicologico. Tranne che molti di loro sono ingegneri.


Marcus Prometheus:


Sono neofiti neo convertiti alla nuova forma di islam il tanato-islamismo, e come tutti i neofiti o born again sono piu' fanatici e piu' fanatizzabili di chi acquisisce piu' tranquillamente la fede dei padri.

M. Naim:
È questa la sorprendente conclusione di un articolo pubblicato di recente dall'European Journal of Sociology, intitolato «Perché ci sono tanti ingegneri tra gli islamici radicali». Diego Gambetta e Steffen Hertog sottolineano che «tra gli islamici radicali violenti, gli ingegneri sono ampiamente rappresentati, tra le tre e quattro volte di più rispetto ad altri professionisti». Gli autori hanno studiato i precedenti di oltre 400 membri di gruppi violenti di radicali islamici in più di trenta paesi del vicino Oriente e dell'Africa. Gli studiosi confermano i risultati di ricerche precedenti in cui si affermava che i terroristi possiedono generalmente entrate più sostanziose e un'istruzione superiore rispetto alla media degli abitanti del paese, oltre al fatto che il 44% dei violenti era ingegnere o studente d'ingegneria.

Nei paesi di origine degli individui considerati, gli ingegneri scarseggiano: rappresentano appena il 3,5% della popolazione. Tuttavia, nei gruppi terroristici islamici costituiscono quasi la metà del totale. Nel campione analizzato, la seconda area universitaria più diffusa è quella degli studi islamici, seguita da medicina, scienze ed educazione, e ognuna di queste raggiunge tassi molto inferiori rispetto al 44% dell'area "ingegneria". Inoltre, il 60% dei terroristi islamici nati e cresciuti nei paesi occidentali ha effettuato studi di ingegneria.

Come si spiega questo fenomeno?



Marcus Prometheus: 
Pari pari come il fenomeno dei ri-nati nel cristianesimo USA solo che la' i pastori non li mandano a farsi esplodere ma dicono loro di smettere di bere e poco piu'
.

M. Naim:

Gambetta e Hertog analizzano e respingono varie ipotesi, tra cui la possibilità che l'abilità degli ingegneri li porti a essere un bersaglio attraente per chi recluta terroristi, oppure che tutto ciò sia semplicemente un'anomalia della storia. I ricercatori sono giunti alla conclusione che le cause della presenza spropositata di questi professionisti siano dovute alla relazione della cosiddetta "mentalità" degli ingegneri con determinate condizioni socio-economiche prevalenti nei paesi islamici. Secondo questo studio, l'ingegneria attrae individui che preferiscono risposte chiare e modelli mentali che minimizzano l'ambiguità. Nelle università statunitensi, per esempio, la probabilità di essere allo stesso tempo religioso e conservatore è sette volte maggiore nelle scuole di ingegneria che in quelle di scienze sociali.

Gambetta e Hertog dimostrano che vi è una forte affinità tra la struttura mentale degli ingegneri e l'ideologia che promuove le azioni dei terroristi radicali islamici. Questa tendenza interagisce ed è potenziata dal fatto che gli ingegneri - intelligenti e ambiziosi in campo professionale - si scontrano e si radicalizzano nell'affrontare la stagnazione economica, la mancanza di opportunità per i giovani e la repressione politica abituale nei paesi islamici.
Le spiegazioni del fenomeno degli ingegneri terroristi sono controverse. Ciò che non è controverso è il fatto che tra i terroristi islamici vi siano molti ingegneri. Come pure il fatto che sui terroristi islamici si creino molti aneddoti, pregiudizi e generalizzazioni stereotipate, ma al contempo ci siano pochi dati scientificamente attendibili.

(Traduzione di Graziella Filipuzzi)

14 febbraio 2010

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9/03/10

Femministe e musulmane?

Sarah Di Nella

[4 Marzo 2010]

Carta in edicola dal 5 marzo dedica la copertina a un fenomeno sconosciuto ma
diffuso, quello del femminismo islamico.

Di questi tempi, le donne musulmane non godono esattamente di una buona
pubblicità in Italia, né del resto in alcun paese europeo. Mentre in Francia
si discute di identità nazionale, con gli scivoloni razzisti che
l’istituzione di un «ministero dell’immigrazione e dell’identità
nazionale» lasciava presagire con largo anticipo, in Italia comuni piccoli e
grandi scoprono una non meglio precisata «ispirazione cristiana della vita»,
tanto da escludere dall’asilo bambini le cui famiglie non vi si riconoscono.
È accaduto a Goito, un paese del mantovano, e sicuramente accadrà altrove.

Accade anche, però, che le edizioni Al Hikma pubblichino in Italia alcuni
libri di Asma Lamrabet, una delle esponenti di spicco di un movimento nato
vent’anni fa e che da allora non ha smesso di crescere: il femminismo
islamico: quasi un ossimoro, per i luoghi comuni correnti, a cui Carta dedica
la copertina del numero in edicola da venerdì 5 marzo. Si tratta di un
movimento complesso, che a volte fatica a riconoscersi in questa definizione ed
è animato da donne di fede musulmana. Un movimento globale, che riunisce donne
dei paesi arabo-musulmani, convertite europee e statunitensi, musulmane
africane e asiatiche, che hanno deciso di rileggere il Corano, smontando
versetto per versetto le letture patriarcali, misogine e maschiliste che per
secoli ne sono state date e rivendicando una giustizia di genere che –
affermano – non è affatto osteggiata dalla lettera dei testi sacri
dell’Islam, ma dalle letture storiche che ne sono state fatte.

Questo movimento, racconta Renata Pepicelli in «Femminismo islamico», un
saggio appena pubblicato da Carrocci – che usa internet per diffondersi e
connettersi, e che agisce su due piani: quello intellettuale e quello
dell’attivismo sociale. Mentre nel primo caso le donne si concentrano
sull’esegesi dei testi sacri, nel secondo si impegnano contro
l’analfabetismo, i matrimoni forzati o la discriminazione. Al centro
dell’azione delle femministe islamiche, in molti paesi, è il diritto di
famiglia, proprio perché è in quell’ambito che i diritti delle musulmane
vengono più calpestati. Anche se la battaglia dall’interno dell’islam
sarà ancora lunga e faticosa, perché sono per ora ben pochi gli uomini
convinti dalla rilettura dei testi, alcuni dei quali non esitano a dichiararsi
a loro volta «femministi islamici». Molti altri preferiscono continuare a
usufruire dei privilegi che la lettura tradizionale del Corano gli conferisce.

Per le musulmane occidentali, i temi principali sono invece l’accesso
condiviso da uomini e donne alla moschea, il diritto a indossare liberamente il
velo, o la lotta contro gli stereotipi razzisti.
In Italia, le associazioni di donne musulmane non hanno accolto le istanze di
quel movimento. Come spiega Patrizia Khadija del Monte, dell’European muslim
network, sono così occupate a difendersi dal governo, dalle istituzioni e dal
clima ostile che si respira nel paese, che hanno preferito affermare la propria
identità in modo piuttosto conservatore. La principale associazione di donne
musulmane, l’Admi [Associazione delle donne musulmane in Italia], aderisce
tuttavia all’European forum of muslim women, che si dà da fare perché le
donne possano svolgere un ruolo di primo piano nell’Islam.

Resta il nodo, affrontato su Carta da Lucia Sorbera, del Centro
interdipartimentale di ricerca e studi sulle politiche di genere
dell’Università di Padova, del rapporto – spesso conflittuale – di
questo movimento con gli altri femminismi. Sono molte le reticenze nei
confronti di chi propone la religione come orizzonte possibile di
emancipazione. Piano piano però questo filone di pensiero traccia la sua
strada. E sulla scia del Marocco, dove la mobilitazione delle femministe laiche
e poi di tutta la società, ha portato nel 2004 alla riforma del codice di
famiglia, molte lavorano per ottenere più diritti. È il caso di molti
collettivi, primo tra tutti quello delle Sisters in Islam malesiane, che hanno
lanciato una piattaforma per l’uguaglianza dei diritti, Musawah, alla quale
aderiscono una cinquantina di organizzazioni. Di sicuro, il femminismo –
laico o islamico che sia – sta smuovendo qualcosa in tutti gli Islam
.

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Qui i vostri COMMENTI

 



7/03/10

Geert Wilders alla Camera dei Lord di Londra
 *Il Giornale informa, il Sole24Ore disinforma*


*Testata*:Il Giornale-Il Sole 24 Ore
*Autore*: Le Redazioni
*Titolo*: «Wilders: Islam e democrazia ? Incompatibili-La marea anti-Islam
invaderà l'Europa ?»

*Geert Wilders ha presentato il suo film "Fitna" (vedibile nell'archivio
video di IC) alla Camera dei Lord di Londra. Pubblichiamo la cronaca del
GIORNALE di oggi, 06/03/2010, seguita da una nostra critica al SOLE24ORE,
che grossolanamente disinforma i suoi lettori.*

*Il Giornale- "Wilders: Islam e democrazia ? Incompatibili "*

Geert Wilders non usa giri di parole. «L'Islam e la democrazia sono
incompatibili». Così il deputato olandese, leader del partito della Libertà
trionfatore nelle recenti elezioni locali, fa sentire la sua voce. E dalle
sale della Camera dei Lord di Londra, dove ieri ha presentato il film Fitna
su invito della baronessa Cox e del UK Independence Party, ha ribadito le
sue posizioni: «Più islamismo - ha detto Wilders dopo la proiezione -
significa perdita di libertà. E su questo punto vale la pena combattere».
Il controverso politico olandese, nella conferenza stampa successiva
all'incontro con deputati e pari del Regno, ha in realtà usato bastone e
carota. «Ai musulmani che restano dico: seguite le nostre leggi e sarete i
benvenuti». Anche se poi ha chiesto lo stop agli ingressi in Europa per i
cittadini delle nazioni dove vige la religione islamica. Quindi l'affondo
sul tema della libertà di parola: ha promesso che, se mai verrà eletto primo
ministro, cercherà d'introdurre in Olanda un emendamento che garantisca
l'espressione del libero pensiero: «La libertà di parola si applica in
particolar modo quando qualcuno dice qualcosa che non vogliamo sentire».
Tutto l'evento ruotava infatti intorno al tema della libertà d'espressione.
Lady Cox ha definito la visita di Wilders come una vittoria del libero
pensiero. «In questo Paese - ha detto - crediamo profondamente nella libertà
di parola. Non è necessario condividere ma è importante poter avere un
dibattito che sia responsabile e condotto secondo regole democratiche». Lo
scorso febbraio questo dibattito fu troncato sul nascere quanto Wilders
venne dichiarato dall'allora ministro dell'Interno britannico Jacqui Smith
«persona non grata». Il politico venne fermato al suo arrivo a Heathrow e
rispedito in Olanda dopo tre ore. All'epoca la Smith disse che la presenza
del politico olandese avrebbe «messo in pericolo l'armonia delle comunità
locali e quindi minacciato l'ordine pubblico». Wilders è noto per le sue
posizioni «poco concilianti» ed è considerato l'erede di Pym Fortuyn, il
politico olandese assassinato per aver denunciato i pericoli
dell'islamizzazione del suo Paese. Il provvedimento contro Wilders è stato
però ritirato lo scorso ottobre. E ieri ad attenderlo davanti al palazzo di
Westminster c'erano due manifestazioni contrapposte: da una parte centinaia
di membri del movimento xenofobo English Defence League, fasciati nella
croce di San Giorgio, la bandiera dell'Inghilterra; dall'altra qualche
dozzina di sostenitori di Unite Against Fascism. In mezzo un folto cordone
di polizia, per evitare disordini. Quasi nelle stesse ore ad Almere,
Amenacher El Ossein, l'imam della moschea locale, ha parlato ai fedeli
musulmani per la prima volta dopo il voto che ha destato tanto scalpore. Lì,
a trenta chilometri ad est di Amsterdam, il Partito della libertà (Pvv), la
formazione di Geert Wilders, si è imposto come prima forza politica locale,
con il 21,6% dei voti, 9 seggi su 39. Dopo questo scrutinio «choc» El
Ossein, di origine marocchina, nella consueta preghiera del venerdì ha usato
parole di apertura. «Apriamo i nostri cuori» ha spiegato poi El Ossain
all'agenzia Ansa. «Ieri, oggi e domani, non smetterò mai di ripetere che
dobbiamo aprire i nostri cuori al prossimo». Per lui, al di là dei risultati
elettorali, sui quali non vuole intervenire direttamente («ognuno è libero
di votare per chi vuole, questo è il bello della democrazia», dice l'imam) è
proprio questa la ricetta migliore per rispondere all'ostilità.
«Rinchiuderci in noi stessi sarebbe drammatico», spiega l'imam.
Duro invece nei confronti di Wilders è l'amministratore della moschea,
Boujemaa Motia, che dice di aver invitato più volte il leader di
ultradestra. «Così, tanto per avere uno scambio, un dialogo, nel tentativo
di migliorare insieme la nostra società» spiega Motia. Ma sostiene che «la
risposta è sempre stata no». E di fronte al successo di Wilders il
responsabile della moschea vuole sottolineare invece che «circa l'80% dei
cittadini ha votato per altri partiti».


*Il Sole 24 Ore- "La marea anti-Islam invaderà l'Europa ? "*

*Che il quotidiano della Confindustria sia Wilders-ostile non è una novità.
Basta vedere quale immagine ha scelto per illustrare il servizio. Sul suo
discorso alla Camera dei Lord a Londra neanche una parola. Si chiama censura
? Seguono le opinioni di tre intervistati, la prima di Daniele Atzori, della
Fondazione Eni, tutt'altro che negativa su Geert Wilers, ma titolata
"Rischio contagio in Danimarca e GB ", seguono due trombettieri dell'islam
italico, Younis Tewfik e Farian Sabahi, che, da bravi trombettieri, ripetono
la vulgata pro-islam.
In sostanza, un pessimo servizio che non rende un buon servizio alla
correttezza nell'informazione.
Ecco la presentazione, a firma M.L.C.*

  L o chiamano Mozart, ma con la musica e la bellezza non ha nulla a che
vedere. Geert Wilders guida il partito xenofobo olandese Pvv ed è stato il
protagonista delle elezioni amministrative. Il Pvv, con il 21% dei voti, è
il primo partito di Almere, dove vivono 200mila persone, per un terzo
immigrati di 130 nazionalità. All'Aia il Pvv si è piazzato secondo con il
18% dei voti. L'ascesa del Partito della libertà, fondato nel 2006, non si
arresta: nel 2009 alle Europee il Pvv aveva conquistato il secondo posto in
Olanda e ottenuto quattro seggi all'Europarlamento.
Wilders, che si sente un discriminato, canta vittoria: «Quello che è stato
possibile all'Aia e ad Almere lo è in tutto il paese. Toglieremo l'Olanda
all'élite di sinistra che coccola i criminali e appoggia l'islamizzazione ».
Il successo dell'anti-islamismo del partito olandese contagerà l'Europa?
M.L.C.
Leader. Geert Wilders, 46 anni, contestato ieri a Londra. Nel 2006 ha
fondato il Pv

Daniele Atzori
Fondazione Eni Enrico Mattei
Rischio contagio in Danimarca e GB
Il partito di Wilders non è un tradizionale movimento di destra, non ha
tratti da destra statalista, è filoisraeliano e filoamericano, con un'agenda
neoliberista. Il tratto distintivo è l'ostilità verso l'islam, più che verso
gli immigrati in generale. Ora il rischio è che il partito venga emulato,
soprattutto in Danimarca e nel Regno Unito: Wilders, infatti, ha avuto
contatti con il Danish People's Party (Df)e l'United Kingdom Independence
Party (Ukip).

Younis Tawfik
Università di Genova
La Lega cavalcherà le paure della piazza
Fino al 1992, l'Olanda ha accolto rifugiati da ogni dove: molti dall'Iraq ai
quali ha concesso sussidi. Poi, tra alta concentrazione di immigrati, crisi
e delinquenza, il clima è precipitato, nonostante ogni città olandese abbia
due-tre moschee. Il successo della destra olandese avrà forti ripercussioni
in Europa: crescerà l'odio verso l'islam.In Italia potrebbe verificarsi un
fenomeno simile: la Lega viaggia sull'umore della piazza, che oggi, più
chemai, hafobia dell'islam e del terrorismo.

Farian Sabahi
Università di Torino
Sedotte anche le seconde generazioni di musulmani
Wilders ama le provocazioni, ma le provocazioni sono pericolose. A febbraio
2009 il ministero degli Interni britannico gli aveva vietato l'ingresso nel
paese. I partiti xenofobi non sono prerogativa dell'Olanda. In Italia gli
xenofobi non mancano. A votare Lega sono gli italiani e le seconde
generazioni di musulmani: giovani che godono di un certo benessere e si
sentono minacciati dalla presenza dei nuovi immigrati (poveri). Temono che
la gente li accomuni ai nuovi arrivati.

 

Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico
 *Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli*

*Testata*: Informazione Corretta
*Data*: 06 marzo 2010
*Pagina*: 1
*Autore*: Ugo Volli
*Titolo*: «Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico»


*Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli*

*" Ecco Roberto Giardina, il primo eroe eurabico "*


*Roberto Giardina*

Cari amici, che cos'è l'eroismo? Io penso che sia andare oltre i propri
limiti, superare le convenzioni, le regole comuni, le abitudini
professionali, tutto, in nome di un ideale. Siete d'accordo? Dunque oggi vi
voglio presentare un eroe del giornalismo, che nel nome dell'ideale di
Eurabia non ha paura a abbandonare tutti i limiti della sua professione.
L'eroe si chiama Roberto Giardina e ha pubblicato ieri su un paio di
giornali provinciali (Nazione, Carlino, Il Giorno) che di solito non sono
recensiti su IC un pezzo che va tanto al di là del normale giornalismo da
meritare senza dubbioun premio per il carattere eroico.

Già il titolo è straordinario: "Quel fan di Hitler che seduce l'Olanda
tradita dai partiti"  Il fan di Hitler sarebbe Geert Wilders, che è
sottoposto a processo per aver paragonato il Corano a Mein Kampf e quindi
con ogni evidenza considera Hitler il paradigma del male; lo capirebbe anche
un bambino, ma per un eroe questo non conta.

Ho deciso di cedere tutta la cartolina a questo eroe di Eurabia, perché
oltre a essere eroico è anche troppo divertente:

" Riconquisteremo la nostra Olanda, che la sinistra ha regalato ai
musulmani». Con questo slogan, semplice quanto brutale, Geert Wilders, il
leader dell'estrema destra si è imposto alle elezioni comunali, test per il
voto nazionale di giugno. Come previsto, il suo successo rischia di rendere
ingovernabile il paese. Non si potrà formare una coalizione stabile con il
suo Pvv, ovviamente il partito della libertà, e neanche senza. All'Aja è la
seconda forza, a livello nazionale è risalito dalla quinta posizione alla
terza, superato per un incollatura dai laburisti. Nessuno chiede a Geert, 47
anni, dall'aria pasciuta, sempre in giacca e cravatta (verde come
Calderoli), che cosa mai farebbe della patria sua dopo la riconquista. Ma
queste non sono domande da porre ai populisti, che amano annunciare
l'apocalisse, e non sanno risolvere i problemi quotidiani. Perché invece un
paese che era un simbolo delle libertà democratiche, della tolleranza, e
della convivenza, si fa sedurre dalle parole di un Wilders? E l'Europa
rischia di seguire gli olandesi? La tentazione di ricorrere al professor
Freud è forte. La madre del patriottico e ariano Geert è un indiana di
Giava. I suoi capelli biondi alla Marilyn sarebbero di natura corvini e
lisci. il padre l'ha allevato nell'odio della vicina Germania nazista, e lui
si vanta di avere molti ebrei in famiglia. Però si ispira al Meim Kampf di
Adolf Hitler. E nella Vienna che respinse il giovane Adolf a pronunciare
slogan razzisti, era Jorg Haider, a cui piacevano sembra i bei giovani.
Anche questo sarebbe non insolito tra i superuomini ariani. Scomparso Jorg,
non sono svaniti i suoi seguaci." Eccetera eccetera.

Avete mai visto un'insalata del genere? Un nemico del nazismo e amico di
Israele, che definisce l'Europa per le sue libertà tradizionali definito fan
di Hitler e accostato senza ragione a Heider; di quest'ultimo, fra le molte
ragioni di parlarne male, si sceglie l'unica che è sbagliata, cioè
l'orientamento sessuale; del programma di Wilders non si dice nulla, ma
della sua famiglia sì e naturalmente non manca un bell'accenno razziale.
Insomma un esempio di onestà intellettuale e di informazione completa e
onesta assolutamente eccezionale. Eroica. Merita certamente un premio. Ma
quale? Chi consigliava di "mentire, mentire, continuare a mentire, perché
qualcosa resterà"? Il dottor Goebbels, credo. Uno che di giornalismo e
comunicazione se ne intendeva Ecco, il premio Eurabia potremmo dedicarlo a
suo nome.

Ugo Volli

 

Souad Sbai avvelenata, 2a puntata, a chi interessa ?
 *La cronaca di Andrea Morigi*


*Testata*: Libero
*Data*: 06 marzo 2010
*Pagina*: 16
*Autore*: Andrea Morigi
*Titolo*: «Veleno all'islamica buona, l'attentato all'onorevole Sbai
ignorato dai colleghi-E' la tecnica di Al Qaeda per far fuori i nemici»

*Su LIBERO di oggi, 06/03/2010, a pag.16, continua l'inchiesta di Andrea
Morigi sul tentativo di uccidere l'On. Souad Sbai (PdL) per avvelenamento.
Una notizia che dovrebbe essere su tutti i giornali, invece no, interesse
zero. Il cammino verso Eurabia si fa sempre più breve.
Ecco i due pezzi:*

*Veleno all'islamica buona, l'attentato all'onorevole Sbai ignorato dai
colleghi*


*Souad Sbai                 Andrea Morigi*

L'avvelenamento di Souad Sbai paralizza la politica. Anche se la
parlamentare italo-marocchina del PdL conferma ad Aki-Adnkronos
International la notizia anticipata ieri in esclusiva da Libero «circa un
tentativo di avvelenamento da me subito», tutto quel che si nota dai palazzi
è l'assenza di messaggi di solidarietà, almeno in pubblico. Tranne Enzo
Bianco, che si dichiara «molto preoccupato» per «una parlamentare
coraggiosa, una donna che ha dimostrato, con le sue battaglie, come sia
possibile un dialogo ed un approccio diverso verso l'islam, nessun altro si
esprime. Bianco, leader dei Liberal Pd, si augura «che le autorità
competenti mettano in atto ogni azione possibile per individuare e punire i
responsabili, perché un gesto gravissimo come questo non si debba più
ripetere». Tace il governo. Silenzio assordante anche dalla Camera dei
Deputati, di cui la Sbai è membro. Lei stessa preferisce non aggiungere
altro «in attesa dell'esito delle indagini», anche perché «dispiaciuta per
il fatto che sia uscita la notizia». Si dichiara «comunque fiduciosa nella
giustizia e nel lavoro delle forze dell'ordine». Qualche particolare in più
lo rivela al sito stranieriinitalia.it, parlando di «sostanze insapori e
inodori, già utilizzate in passato dagli integralisti pakistani». È un
riferimento preciso, concreto. Non a lontane cronache orientali, quanto
all'Italia dell'immigrazione. Nel 2003 - lo aveva rivelato sempre Libero -
Sobia Noreen, 15enne pakistana residente a Palidano, in provincia di
Mantova, era rimasta vittima di un avvelenamento dovuto a «frammenti
granulosi, cristallizzati, verde smeraldo di origine vegetale», come aveva
accertato l'autopsia un anno più tardi. Era rimasta incinta e i genitori le
avevano somministrato quella sostanza per ucciderla e vendicare così la
lesione dell'onore. In quel caso, si trattava di momordica charantia,
estratto di una pianta selvatica comune nei Paesi asiatici e in Africa. E
anche i «caustici» ingeriti da Souad Sbai, secondo gli specialisti
potrebbero provenire da quelle latitudini. È pur sempre una traccia, dalla
quale gli investigatori potrebbero risalire all'importatore e all'acquirente
finale. All'interno del mondo islamico, scosso dalla notizia, si guardano
bene dal parlarne. Si cerca di sapere di più. Chi è stato, come, quando le
hanno offerto quel cous cous mortale? Si teme possa accadere ancora. Chi ha
preparato quel composto è ancora libero di agire e, se non era solo, anche i
suoi complici sono in circolazione. La prudenza, anche quella delle
istituzioni, è più che mai d'obbligo. Soprattutto dopo l'allarme lanciato,
solo pochi giorni fa, dal Dipartimento per le Informazioni per la Sicurezza
sul rischio che aspiranti terroristi di Al Qaeda, impossibilitati a
raggiungere i teatri di crisi, possano decidere di colpire anche personalità
istituzionali o personaggi noti accusati di essere "nemici dell'islam".

*E' la tecnica di Al Qaeda per far fuori i nemici*

Tutte le ricette letali per avvelenare i nemici di Allah sono raccolte in un
manuale di Al Qaeda, sequestrato nel 2000 a Manchester. Si varia dagli
estratti tossici vegetali, dai semi di ricino all'abrus precatorius fino
all'estratto di cicuta e all'olio della pianta del Tani, ma in mancanza di
sostanze naturali si può ricorrere a composti alcalini altrettanto efficaci,
da ricavare dal tabacco e dai germogli di patate. Si spiegano le modalità di
preparazione, fornendo anche alcuni consigli su come esporre gli "infedeli"
ai loro effetti, senza lasciare traccia. Libero ne aveva pubblicati ampi
stralci il 16 settembre 2001, pochi giorni dopo gli attentati alle Torri
Gemelle e al Pentagono, allo scopo di documentare gli esiti dell'ideologia
fondamentalista islamica. Da lì a poco, nel febbraio del 2002, era stato
scoperto un piano per avvelenare l'acquedotto di Roma con il ferricianuro.
Dei quindici immigrati musulmani accusati di voler portare a termine
l'attentato, diretto in particolare contro l'ambasciata degli Stati Uniti,
soltanto uno sarà condannato per ricettazione. Ma i dubbi sollevati
dall'indagine rimangono. Non si è riusciti a risalire ai veri protagonisti
della vicenda, le cui voci sono state catturate dalle intercettazioni
ambientali nella pseudo-moschea Al-Harmini di via Gioberti, al rione
Esquilino. Così la tesi dell'accusa crolla. Rimangono le registrazioni che
riportano conversazioni in cui si parla di armi, bombe, strage e assassinio.
Ed effettivamente un pacco di ferricianuro è stato sequestrato, cosìcome le
mappe di condutture idriche e l'orario delle preghiere stampato nella
pseudo-moschea di Centocelle, sempre nella Capitale. Sembra essersi arenata
anche l'inchiesta più recente, che alla fine del febbraio scorso ha portato
all'arresto di cinque militari musulmani statunitensi nella base di Fort
Jackson, nella Carolina del Sud. Sospettati in un primo tempo di aver
progettato di uccidere tutto il personale della struttura avvelenando la
mensa, sono stati "separati" amministrativamente dall'Esercito Usa. Avevano
soltanto espresso delle minacce, senza mettere in atto il loro piano.
Comunque, li hanno congedati e le autorità giudiziarie militari continuano a
cercare sui loro computer. Ma, dopo la strage di Fort Hood del 5 novembre
2009, quando un militare musulmano uccise 13 persone e ne ferì 30, il
livello di attenzione è particolarmente elevato. E, a quanto pare, la
minaccia non è limitata all'America.

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Qui i vostri COMMENTI


6/03/10

Hanno tentato di avvelenare Souad Sbai
 *La cronaca di Andrea Morigi*


*Testata*: Libero
*Data*: 05 marzo 2010
*Pagina*: 15
*Autore*: Andrea Morigi
*Titolo*: «Combatte l'islam fanatico, veleno alla deputata»

*Su LIBERO di oggi, 05/03/2010, a pag.15, con il titolo " Combatte l'islam
fanatico, veleno alla deputata" Andrea Morigi racconta il tentativo, per
fortuna fallito di eliminare Suoad Sbai, deputata del Pdl al Parlamento.
Ecco il pezzo:*


*Souad Sbai*

*Hanno avvelenato Souad Sbai. Sta in piedi per miracolo, la parlamentare
marocchina del PdL, dopo un'operazione chirurgica che le ha sistemato
provvisoriamente i danni all'esofago.*           Ma ne dovrà subire almeno
un'altra, e intanto da mesi si alimenta come riesce con yogurt, pappine,
miele e gelato. Ma talvolta il suo stomaco non riesce a reggere nemmeno un
bicchiere d'acqua. Ha perso il sonno ed è calata di quattordici chili. In
attesa di tornare sotto i ferri, rischia la vita per aver mangiato un solo
cucchiaino di cous cous, mischiato a una sostanza di cui nonsi era accorta.
Glieloavevaofferto - spiega in una denuncia presentata il 15 febbraio scorso
al comando provinciale dei Carabinieri di Roma - una ragazza «frequentatrice
della moschea di Roma Centocelle» nei locali del centro culturale che ha
fondato lei stessa, intitolato al filosofo Averroè. «Mi accorsi che era
insolitamente molto piccante», ma non poteva certo immaginare che se avesse
consumato tutto quel cibo, preparato appositamente per ucciderla, sarebbe
morta stecchita. E probabilmente nemmeno l'autopsia avrebbe rivelato la
causa violenta del decesso. L'ha salvata un sms provvidenziale,
richiamandola a Montecitorio, per una votazione in Aula che poi era stata
annullata. Intanto, il veleno agisce. &laq