ORA DI ATEISMO A SCUOLA
LE
RELIGIONI UCCIDONO L' appello per l' ora di ateismo a scuola, è prima di tutto il tentativo di richiamare l' attenzione dei nostri lettori sulle potenzialità distruttive della pace mondiale derivanti dalla "professione di fede". Vale a dire l' obbligo per i credenti soprattutto dei due monoteismi più totalitari e totalizzanti (cristianesimo e islam, ma non solo), di propagandare e diffondere la fede nelle verità assolute, eterne, indiscutibili e immodificabili dettate dalle rispettive entità soprannaturali di riferimento. Tale obbligo di "professione", sarebbe in sè del tutto legittimo, se non si fosse accompagnato nei secoli fino ad oggi dalla contestuale abitudine a imporre la fede con la forza, la violenza, le guerre sante e le stragi degli avversari anche interni alle due fedi, nonchè di noi atei colpevoli di non voler credere ad alcuna versione della Menzogna Globale. Da questa realtà indiscutibile prende le mosse il nostro invito a quella reazione culturale provocatoriamente chiamata "sì all' ora di ateismo a scuola". Vivendo in Italia, infatti, pur pensando alla necessità di provocare una reazione planetaria di critica delle religioni intese come Menzogna Globale (LEGGI), vogliamo cominciare proprio da qui a dare un segnale di Resitenza alla pervasività dei Sistemi di potere religioso. Una Resistenza che utilizzi esclusivamente le armi irrinunciabili della cultura e della libertà di espressione. Da noi, fin dal 1984 con la firma del Concordato craxiano fu cancellata l' ignobile definizione di religione cattolica "unica religione dello Stato" imposta dalla Chiesa a Mussolini nel primo Concordato del '29, e fu trasformata l' ora di religione nelle scuole da imposizione rifiutabile in scelta libera da compiere al momento dell' iscrizione a scuola. Fu certamente una conquista ma l'ora di religione, anche se può non essere scelta, rimane un privilegio esclusivo riservato al solo Sistema religioso dominante politicamente nel nostro Paese, quello cattolico. In un paese perfetto in cui avere una fede religiosa e seguirne i culti e i precetti facesse parte dei diritti personali senza debordare nella sfera politico-giuridica coinvolgente e speso cogente per l'intera collettività non avrebbe alcun senso proporre un'ora di "critica delle religioni" nelle scuole. Le religioni, la loro storia e la connessa e inscindibile storia della libertà di pensiero, ivi compreso l' ateismo, farebbero parte dei normali programmi scolastici all' interno delle tradizionali materie di storia, filosofia, geografia, letteratura e sociologia. Ma in Italia la religione cattolica non è un fatto privato e circoscritto alla comunità dei credenti. Essa è per sua natura una "professione" (obbligo di diffusione) protetta e incentivata da leggi anacronistiche e collidenti con la laicità delle Istituzioni. Poichè è impensabile che la situazione politica italiana consenta di liberarci dalla pervasività delle gerarchie cattoliche oggi, e da quelle islamiche domani qualora i seguaci di Allah diventassero a loro volta maggioritari, l' unica risposta possibile è la diffusione della "critica delle religioni" a partire dalla scuola. Poichè è prevista la possibilità per le scuole di fornire ore alternative riservate ai "non avvalentesi" dell' ora di religione cattolica, la nostra idea è quella di preparare un "pacchetto didattico" articolato su vari temi : dalla storia e critica delle religioni, storia della libertà di pensiero (ivi comprese le concezioni del mondo non dipendenti dalla fede in entità soprannaturali), e soprattutto educazione civica tesa a sviluppare il "supremo principio costituzionale" della laicità come educazione al rispetto di tutte le opinioni e di tutte le diversità culturali e sessuali. Il "pacchetto didattico" potrebbe essere preparato dalle associazioni impegnate nella difesa della laicità delle Istituzioni e diffuso nelle scuole a cura di volontari formati a cura delle stesse associazioni, e senza costi aggiuntivi per i magri bilanci degli istituti scolastici. Per brevità e per dare alla proposta un sostanzioso impatto mediatico abbiamo intitolato l' appello "SI' ALL' ORA DI ATEISMO NELLE SCUOLE", ma vi invitiamo a firmarlo solo se condividete le motivazioni culturali che abbiamo appena qui sopra esposto.
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| 12/03/06
- Sergio Romano ha risposto sul Corriere della Sera di ieri
al nostro Comunicato riguardante la richiesta di insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche. Trascriviamo nell'ordine il comunicato, la risposta di Sergio Romano e la nostra replica di oggi. |
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11/03/06
- Ora di religione islamica. |
| 10/10/2004
- Documento di NO GOD sul problema dell'insegnamento della religione nei
programmi scolastici. Premesso che come atei di NO GO riteniamo che le religioni, come tutte le altre concezioni filosofiche del mondo, abbiano avuto e continuino ad avere una grande importanza nella storia del'umanità, come laici siamo anche convinti che la neutralità delle Istituzioni (ivi compresa l'Istituzione scolastica) rispetto a tanta diversità deve essere garantita e rafforzata. Ora avviene in Italia che, a causa dell'inserimento dei Patti Lateranensi nel testo costituzionale con il riconoscimento quindi del Concordato che di quei Patti fa parte, l'insegnamento della sola religione cattolica entra come materia facoltativa nei programmi di istruzione delle scuole di ogni ordine e grado. Il Concordato craxiano del 1984 lo ha ribadito con lievi modifiche che non alterano la sostanza. Gli atei di NO GOD ritengono che comunque si tratti di un abuso al solo scopo di favorire una sola ed esclusiva religione, anche se seguita più o meno convintamente da un'alta percentuale di cittadini. Gli atei di NO GOD ritengono che in uno Stato laico, come dovrebbe essere quello italiano, tutte le concezioni del mondo, religiose o atee, possano essere opportunamente conosciute e studiate all'interno delle discipline a ciò deputate nei programmi scolastici, vale a dire storia, filosofia, letteratura. Poiché però in Italia vige un concordato che attualmente privilegia lo studio di una sola religione, gli atei di NO GOD, in base al dettato costituzionale che garantisce la libertà di professare qualunque fede religiosa e, per estensione, anche qualunque altra concezione filosofica del mondo che non faccia riferimento a immaginarie divinità, ritengono che il diritto di insegnare anche tutte le altre concezioni del mondo non possa essere negato ai rappresentati delle altre comunità religiose o delle associazioni filosofiche non confessionali, come appunto NO GOD. In sostanza, o si abbatte quello che attualmente è un "privilegio" esclusivo (ed è la situazione ottimale che NO GOD preferirebbe) o si trasforma il privilegio di una sola confessione religiosa in un diritto per tutti. In questo caso NO GOD - Atei per la Laicità degli Stati rivendica la sua rappresentatività in sede di trattativa con le Istituzioni delegate allo studio e alla soluzione del problema in questione. |