NEWS 2002 - ARCHIVIO
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Sulla nuova campagna anti-gay del Vaticano le reazioni delle associazioni omosessuali. CENTRO
STUDI TEOLOGICI - COMUNICATO STAMPA |
| ARCIGAY italian gay association Bologna, 5 dicembre 2002 COMUNICATO STAMPA Il Vaticano contro l'ordinazione dei preti gay Arcigay: ". Il divieto sarebbe un'emorragia: il clero cattolico è zeppo di omosessuali. Il vero obiettivo è ricacciare i preti gay nell'invisibilità" Mentre in tutto il mondo, fuori e dentro la chiesa cattolica, si dibatte sull'opportunità di continuare ad escludere le donne dal sacerdozio, la Congregazione per il culto divino ha reso noto oggi di voler estendere anche ai gay l'odiosa discriminazione misogina. " E' una presa di posizione ridicola - commenta il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice Chi afferma che la maggioranza del clero cattolico è omosessuale non si discosta troppo dalla verità. Il vero obiettivo non è allontanare i seminaristi gay, ma spingerli a non dichiarare, come avviene sempre più spesso, la loro identità e a ricacciarli nell'invisibilità" Che cosa credono di farne in Vaticano? Altro che calo delle vocazioni: se li allontanassero tutti sarebbe un'emorragia ironizza Aurelio Mancuso, segretario dell'associazione - Forse a Roma stanno programmando l'ennesimo scisma della Chiesa: dopo quello d'oriente e quello protestante, ora è la volta dello scisma sessuale". "Incapace di dare risposte concrete al problema dei preti pedofili osserva Lo Giudice - il Vaticano individua un capro espiatorio, nascondendo dietro misure restrittive contro i seminaristi gay la propria incapacità di risolvere la piaga della pedofilia nel clero, frutto della repressione sessuale imposta dal Vaticano. Ai seminaristi gay, offesi nella loro dignità da posizioni inique erepressive, rinnoviamo il nostro appello: abbandonate una struttura che vi opprime e vi calpesta e proseguite la vostra pastorale nella società, dovetanti cattolici omosessuali rimangono esclusi e abbandonati dalla loro chiesa". |
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CAMERA: AIDS - GRILLINI AGITA PRESERVATIVO IN AULA. MASTELLA LO BACCHETTA ROMA, 28 NOV - ''Questo che ho in mano non e' un oggetto illegale ma un presidio sanitario, inviterei il ministro Sirchia a non criminalizzare un presidio sanitario'': inconsueta performance in Aula alla Camera del diessino Franco Grillini che ha agitato un preservativo per contestare l'iniziativa del ministro della Salute Girolamo Sirchia di distribuire nelle scuole un opuscolo nel quale si dice che l'unico modo per non contrarre l'Aids e' non avere rapporti sessuali. Immediato il rimprovero del vicepresidente Clemente Mastella: ''Le devo togliere la parola. Lei non puo' fare cose di questo genere in quest'aula: e' un comportamento scorretto. Un conto e' parlare, un altro e' assumere determinati atteggiamenti. Onorevole Grillini, cosi' facendo, lei non difende neppure la causa per la quale potrebbe procedere in maniera molto piu' interessante''. ''Ciascuno puo' avere le proprie opinioni - ha detto Grillini - ritengo tuttavia che, quando e' nella veste istituzionale di ministro della Repubblica, dovrebbe interessarsi non alla propria rispettabilissima morale e alle proprie rispettabilissime convinzioni religiose, bensi' all'interesse collettivo. Ci troviamo di fronte ad un problema gravissimo e visto che tutta la comunita' sanitaria e scientifica internazionale ha detto che la diffusione di questa epidemia, sessualmente trasmessa, si combatte soprattutto favorendo l'informazione, la prevenzione e la diffusione del profilattico...''.(ANSA). |
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Su L'ESPRESSO N.48 (21-28 Novembre 2002) un interessante articolo di Sandro Magister illustra come le diavolerie occidentali, il web, possono essere messe al servizio della guerra santa contro ebrei, cristiani ed anche falsi musulmani. Titolo originale "Trincea moschea" La maratona islamica dell'imam Wajdi Hamzah Al Ghazzawi è cominciata tre anni fa con partenza dalla Mecca. «Ho visitato i più celebri imam di tutto il mondo e ho illustrato loro la mia proposta. Alcuni li ho trovati entusiasti. E questi sono i risultati: tremila imam di 62 nazioni visitano ogni settimana il mio sito web in arabo. Con la versione inglese conto di raddoppiare». L'ha chiamato Al-Minbar il nuovo sito, parola che in arabo vuol dire pulpito di moschea. È il pulpito dal quale ogni venerdì a mezzogiorno, in tutto il mondo, gli imam pronunciano la khutbah, il discorso che orienta la vita e la mente di un miliardo di musulmani. Al Ghazzawi ne ha raccolti a migliaia di questi discorsi del venerdì, li ha fatti vagliare da otto teologi di prim' ordine, sauditi come lui, e ora man mano li mette in rete: «Come modelli di giusta predicazione. Per tutti gli imam che hanno necessità di elevare la qualità e la profondità dei loro discorsi». Ma non solo gli imam. Grazie ad Al Ghazzawi e ai suoi dottori del Corano, chiunque può oggi penetrare in questo mondo sino a ieri sconosciuto o precluso. Anche se infedele. Da una moschea all'altra in un viaggio virtuale: da Gerusalemme a Medina fino all'inviolabile Mecca. Con a portata di mouse, e per la prima volta svelato, il top della predicazione musulmana secondo i canoni del wahhabismo saudita, la corrente superortodossa, il cui controllo sulle moschee di tutto il mondo è sempre più pressante. I mistici non s'illudano. La khutbah del venerdì non è mai rarefatta e spirituale. Le moschee sono luogo politico per eccellenza. Da lì sono partite tutte le rivoluzioni. È lì che si proclama lo jihad, la guerra santa. Nel mondo arabo, quasi sempre chi pronuncia la khutbah è autorizzato dallo Stato. E il suo testo è vidimato. Dalla Mecca, un sito come Al-Minbar non può nascere e vivere senza l'imprinting della monarchia dell'Arabia Saudita. E allora non sorprende che Al-Minbar abbia una sezione speciale sulla Palestina. Con raccolti i discorsi modello sul tema. Tutti graniticamente concordi nell'elevare a dogma l'odio contro gli ebrei, nell'esaltare il «martirio» dei terroristi suicidi, nello sconfessare qualsiasi accordo negoziale, nel predicare come unica soluzione finale la cancellazione di Israele. GLI EBREI In alcune khutbah, Israele e gli ebrei non sono nemmeno chiamati per nome. Sono «l'entità criminale», sono «la nazione di porci e scimmie». L'odio e l' inimicizia nei loro confronti sono predicati con la forza di un imperativo teologico «a gloria di Allah». Sono «malvagi e traditori da sempre» e meritano solo guerra. Ma non una guerra qualsiasi, come vorrebbero «i nazionalisti che combattono per la terra, gli oliveti, gli aranci e i cocomeri». «Il divino comando è per una guerra religiosa, combattuta per null'altro se non per i principi dell'islam». Di ogni khutbah, Al-Minbar dà il nome dell'imam che l'ha pronunciata. E del luogo. Le più autorevoli sono quelle delle tre città sacre, nell'ordine La Mecca, Medina e Gerusalemme, e delle moschee prime per antichità: della Kaaba alla Mecca e di Al Aqsa a Gerusalemme, sopra la città vecchia. Il sacro primato di questi luoghi è richiamato di continuo ed è esso stesso un messaggio politico. Lo Stato d'Israele è definito inaccettabile per principio: ricade in quella terra sacra «che ha uno statuto speciale tra le terre musulmane e che oggi comprende la Palestina, la Siria, il Libano, la Giordania, e parti dell'Arabia Saudita e dell'Iraq». Il falso antisemita intitolato "Protocolli dei savi di Sion", dato per autentico, viene citato a prova del disegno ebraico d'impadronirsi del mondo. In combutta con la massoneria, ma più ancora «con le benedizioni dei cristiani e dell'Occidente», nonché delle Nazioni Unite e di quei «musulmani solo di nome, ciechi» che confidano nei processi di pace israelo-palestinesi senza vedere che essi sono «soltanto una variante del piano sionista di dominio universale». Tutto congiura contro le nazioni islamiche, sotto ogni cielo: «le repubbliche musulmane dell'ex Unione Sovietica possedevano le armi nucleari, ma l'Occidente gliele ha strappate per darle ai cristiani ortodossi russi». Tutta la lode va invece ai «martiri» musulmani, ovvero ai terroristi suicidi, mai però designati così. Sono loro i «benedetti», mentre «veri terroristi» sono definiti gli ebrei. Il loro martirio «è il miglior sentiero per il paradiso». Là ciascuno di essi, «come dice il Profeta, avrà settantadue fanciulle e potrà intercedere per settanta suoi famigliari che altrimenti sarebbero destinati all'inferno». L'OCCIDENTE Questo nell'aldilà. Perché su questa terra c'è già l'inferno degli infedeli. Le loro conferenze internazionali per il controllo demografico sono «propagazione di licenziosità, sodomia, matrimonio di gay e lesbiche». Tutto per distruggere «la vera minaccia che li atterrisce: la crescita di popolazione dei paesi musulmani, l'islamizzazione del mondo». Numerosi discorsi del venerdì prendono di mira l'allentamento dei costumi in casa islamica: le donne che non si coprono come dovrebbero; che si mescolano in pubblico al sesso maschile; che rinviano l'età del matrimonio; i giovani che tirano tardi la notte; le famiglie che vanno in vacanza nelle nazioni infedeli; tutti che si lasciano incantare dagli spettacoli televisivi via satellite. E poi le gare sportive internazionali: diseducative perché «sradicano il naturale odio dei musulmani contro i miscredenti». E poi le feste importate: il pesce d'aprile «inventato in Spagna per prendersi beffe dei musulmani», san Valentino ovvero «il giorno dell'immoralità e della prostituzione», il Natale che «condanna all'inferno chi vi partecipa»: vietati gli auguri, vietati i doni, vietato tutto. Perché dietro c'è Satana. C'è l'Occidente, «civiltà senz'anima a detta dei suoi stessi intellettuali». I CRISTIANI E il dialogo interreligioso è la più insidiosa delle tentazioni. Le khutbah sono concordi nel condannarlo senza remissione. Perché sotto l'insegna dell' «amicizia islamocristiana», spiegano, si cela la trappola «nella quale cadono anche molti che si credono musulmani», dimentichi che «Allah ha proibito al Profeta e ai credenti di invocare perdono per gli infedeli, anche se fossero loro parenti». Per questo ogni idolo dev'essere distrutto. Bene hanno fatto i talibani d' Afghanistan a bombardare i Budda. È comando di Allah. L'islam è la sola vera religione ed è l'unica ad avere il diritto di cancellare le diverse da sé. Può concedere che dentro le chiese i cristiani suoi sudditi tengano le loro immagini: ma che nulla appaia all'esterno. E passi per le Piramidi d'Egitto: «troppo grandi per essere distrutte, anche se un califfo ci provò». Quanto alla Sfinge, s'è salvata «solo perché coperta dalle sabbie». I FALSI MUSULMANI Ma poi c'è il nemico interno: i musulmani del partito sciita, andati al potere in Iran con Khomeini ma numerosi (e perseguitati) anche in Iraq e nella penisola arabica. Contro di loro le khutbah sono di una veemenza inaudita. Gli sciiti «sono la creazione più malvagia che abbia messo piede sulla terra». «Vivono da sempre in falsità e ipocrisia». «Si alleano con miscredenti e politeisti per aggredire i musulmani». «I loro capi in Iran comandano alcuni una cosa, altri la proibiscono, per confondere tutti». «Sono persiani che hanno in odio e inimicizia gli arabi, fino ad allearsi con gli ebrei contro di loro». «Il loro sistema dottrinale e pratico è costruito per distruggere l'islam dalle radici». Conclusione: «È giunta l' ora di strappare il falso velo della rivoluzione iraniana. Essi hanno cambiato il Corano, hanno mentito contro il Profeta, hanno maledetto i suoi compagni, la menzogna è parte della loro fede. È mai possibile che siano musulmani? Se gli sciiti, nella loro storia, sono passati tra tante disgrazie e umiliazioni, questa è la ricompensa delle loro azioni». E queste sono le khutbah modello. Le raccomandate dalla Mecca. Pronunciate da imam di chiara fama. Quelle che in Occidente sarebbero le omelie di un Karol Wojtyla o di un Carlo Maria Martini. |
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L'ITALIA CHE…. NON TI ASPETTI di Carlo Brunori Quanti
di noi hanno la sensazione di vivere in uno stato laico o piuttosto
in un paese a sovranità limitata ? L'ondata clericale che invade il
nostro Paese, non ha né precedenti né paragoni nel mondo occidentale.
Nel nostro "bel paese" la maggior parte dei politici, intellettuali
e giornalisti, anziché erigere gli argini necessari al dilagare dell'oscurantismo
neoguelfo, fanno viceversa a gara nel mostrarsi sempre più devoti, sensibili
e pii. La recente visita del Papa in Parlamento riunito a camere unificate,
come il conferimento allo stesso della cittadinanza onoraria conferitagli
dal sindaco "progressista" Veltroni ne sono la recente riprova. Questo
generalizzato ossequio è assolutamente trasversale e coinvolge indistintamente
sia la destra sia la sinistra. E così la visione spettacolarizzata del
Papa sofferente, esibito con cinismo mediatico, ci accompagna ormai
su tutti i telegiornali, pubblici e privati. Per non parlare poi dei
talk show e degli sceneggiati televisivi dove ospite fisso c'è sempre
un prete in tonaca o in jeans pronto ad "illuminare" le umane genti
con ispirata.........saggezza. Non se ne può veramente più ! Eppure,
nonostante tutto, nella "cattolicissima" Italia le indagini statistiche
ci svelano che: Questi dati indicano chiaramente come il Paese sia ormai in grado di "reggersi in piedi da solo" e che l'Italia reale è molto diversa da quella propagandata nelle trasmissioni all'ombra delle tonache. FONTI STATISTICHE · Ufficio centrale di statistica della Chiesa cattolica. · Corriere Salute, 14 marzo 1994. · Marcello Vigli, I giubilei del Novecento, Datanews 1999. · Indagine Fondazione Agnelli, 1987. · Il libro dei fatti 2000, Adnkronos Libri 2000. · Indagine European Value System, 1981. · Indagine I consumi culturali degli italiani, a cura dell'Università di Trento, 1985 · Indagine dell'Università Cattolica di Milano, 1985. · La difesa del popolo, 18 febbraio 2001. Ricerca CEI. · Repubblica, 22 maggio 2001. Repubblica, 21 maggio 2001. · Repubblica, 18 maggio 2001. · Repubblica, 7 marzo 2000. · Repubblica Milano, 6 luglio 2001. · Rapporto ISTAT, da Repubblica del 2 aprile 2000. · Manifesto, 6 novembre 1999. · Repubblica Milano, 28 febbraio 1999. · La Stampa, 14 giugno 2001. · Rapporto ISTAT, da Repubblica del 23 dicembre 2000. · Studio IARD, da Il Nuovo 30 novembre 2000.
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| -SU IL NUOVO www.ilnuovo.it del 26/11/2002 un commento di NO GOD sul massacro in Nigeria: """IL CONFRONTO fra i due editorialisti Man/Gabutti sul tema del massacro in Nigeria ha scatenato la piu' interessante, ricca e articolata messe di commenti che io abbia mai visto su Il Nuovo. Come Presidente di NO GOD - Atei per la laicità degli Stati (www.nogod.it) voglio solo sottolineare ancora una volta come le religioni (e relativi estremisti) siano causa o alibi di fatti di sangue, indipendentemente dai fattori economici, politici, sociali che possono stare all'origine dei singoli eventi. Martedi 26 Novembre 2002 - 08:19 Giulio C.Vallocchia""""" |
| Da IL NUOVO
(www.ilnuovo.it) http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,160895,00.html L'arcivescovo di Canterbury apre il sacerdozio ai gay Rowan Williams, nuovo capo della Chiesa anglicana, vuole ammettere gli omosessuali al sacerdozio. Secondo lui, la morale cristiana non lo vieta. LONDRA - Il prossimo arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, vuole aprire le porte del sacerdozio agli omosessuale. Secondo il Sunday Times, l'alto prelato, noto per le sue posizioni anticonformiste, ha criticato l'attuale divieto imposto ai gay: secondo lui, le relazioni tra omosessuali non vanno necessariamente contro la moralità cristiana. Se la sua volontà dovesse prevalere, cosa non facile in un ambiente ultraconservatore, si tratterebbe di un passo storico, che avrebbe notevoli riflessi anche sui costumi dell'intera società inglese. A nove giorni dalla sua conferma ufficiale alla guida della Chiesa anglicana, Williams fa dunque nuovamente discutere. Già all'inizio di quest'anno, il futuro arcivescovo di Canterbury era stato sommerso da una valanga di critiche per aver ammesso di avere ordinato sacerdote un uomo gay nonostante il divieto. (24 NOVEMBRE 2002, ORE 13:54) |