REATO DI NEGAZIONISMO

20/01/07 - Negare l' Olocausto può diventare reato. Mastella preannuncia un DDL al riguardo. Si accendono subito le polemiche dal momento che molti temono un vulnus alla libertà di espressione . Qui i commenti dei nostri visitatori.

20/01/07 - ore 12

Caro Giulio, temo anch'io eccome ! E' semplicemente ridicolo mettere in galera qualcuno che dei fatti storici ha un'altra visione o idea. Abbiamo una versione storica statale che non può essere riveduta o messa in dubbio. Decidono lo Stato e i tribunali ciò che può essere affermato o meno. Assurdo.
Nessuno può escludere che qualcuno dei cosiddetti negazionisti sia in buona fede, creda cioè davvero in una mistificazione o in un'esagerazione. Furono davvero sei milioni gli ebrei trucidati? O è già antisemitismo dire che furono "solo" cinque milioni e mezzo?
Reato sarà non solo negare lo sterminio pianificato, ma anche il ridimensionamento del fenomeno ovvero la sua banalizzazione. Insomma, una cosa strana.
Vorrei ricordarti che Primo Levi non trovava un editore per il suo "Se questo è un uomo". Sembra che fosse stata addirittura l'ebrea Natalia Ginzburg lettrice presso la Einaudi a rifiutare l'opera.
Adesso l'Olocausto è diventato un dogma. Persino un sincero amico di Israele come Lucio Colletti ebbe da ridire sull'istituzione del Giorno della memoria il 27 gennaio. Sarà reato negare o tentare di ridimensionare l'Olocausto. Ma allora dovrebbe essere anche reato tentare di occultare un genocidio.
Ebbene, del genocidio dei Serbi da parte degli ustascia croati cattolici nessuno, ma proprio nessuno parla. Eppure è ben documentato. 500.000 - 700.000 Serbi furono massacrati dai cattolici. Non c'è un cane che ne parli porca miseria ! E' uno dei genocidi meno conosciuti. La tragedia yugoslava poteva forse essere evitata tenendo presente ciò che era successo nella seconda guerra mondiale: ma Vaticano e Germania volevano cancellare subito l'ultimo regime comunista in Europa (Wojtyla ebbe persino dei ripensamenti dopo!).
Per finire non vedo come ci si possa fermare a punire chi nega l'Olocausto. La negazione viene considerata una forma di razzismo (non ci arrivo!) che offende le vittime dei nazisti.
E coloro che negano Dio come te? Non sono dei delinquenti che offendono i sentimenti religiosi di centinaia di milioni di credenti? Negate Dio, la verginità di Maria, la resurrezione di Cristo, la Trinità, la resurrezione dei morti, la vita eterna eccetera eccetera. Schifosi atei !
Mi auguro che il ministro di Ceppaloni faccia un pensierino anche a voi. Mi sembra che il vostro reato sia molto, molto, molto, ma molto più grave che rivedere ciò che è accaduto in Germania ad ebrei, zingari, omosessuali, oppositori del regime eccetera.
Sì alla libertà di pensiero ed espressione. La verità storica non può essere stabilita dallo Stato o dai tribunali. Chi dice stronzate in genere si squalifica da solo e nessuno lo caga (a livello scientifico, di ricerca storica nella fattispecie). Saluti , Sergio

20/01/07 - ore 15

Gentile NO GOD,
mi spiace ma questa volta non sono d'accordo con Voi. L'Olocausto non deve essere visto come cosa religiosa ma storica. Esso infatti è storicamente esistito su questo non vi è dubbio, se poi "persone" come il presidente Iraniano lo negano, queste hanno qualcosa che non va. Negare l'Olocausto, è come negare le crociate cristiane:assurdo.
Quindi, caro Giulio e chiunque sia contrario a questa proposta di legge che forse è l'unico sintomo di intelligenza di Mastella, metta per un attimo da parte l'ateismo, su quale concordo, negare l'olocausto o qualcunque strage storica aumenterebbe i fondamentalismi e le stragi stesse. Che poi, come dice Sergio del genocidio subito dai parte dei Croati cattolici nessuno ne parla, non è poi così vero. Ci sono vari libri che parlano di religioni che entrano in guerra tra loro o con altre. L'olocausto probabilmente non è la più grande strage numerica della storia ma è giusto che (come tutte le stragi e i genocidi) non si dimentichino e non si infanghi la loro storia. Questo è il mio pensiero da "Ateo Praticante". Serra Mattia

20/01/07 - ore 20
...sarà reato? Vulnus alla libertà di espressione? Secondo me,dopo una accurata indagine per scoprire se chi nega sia un alieno che ignori la storia dei terrestri degli ultimi  70 anni, chi contesta  un genocidio incontestabile
storicamente per  tutte le documentate testimonianze esistite ed esistenti dovrebbe, piuttosto,  essere obbligatoriamente sottoposto a visita psichiatrica, per il bene suo e degli altri. Saluti, Paolo.

21/01/07 - ore 9
Gentile Sig. Giulio, sarebbe un'ottima legge se fosse estesa anche a chi nega l'altro Olocausto, perpetrato dalla chiesa con la sua "santa inquisizione", giusto per "par condicio". Cordiali saluti, Bernardino

21/01/07 - ore 11

Ritorno sulla questione per qualche ulteriore precisazione, all'intenzione di Mattia Serra (ma non solo).

Fino ad oggi negare la realtà dell'Olocausto non è reato in Italia e nemmeno negli Stati Uniti. Lo è invece in una serie di paesi (Canada, Francia, Germania, Austria, Svizzera ecc).
Io penso che in regimi liberali e democratici la libertà di opinione ed espressione debba essere assoluta. Ciò significa che bisogna "tollerare" anche opinioni apparentemente aberranti, astruse, idiote o che non ci piacciono o che riteniamo inammissibili (per qualsivoglia motivo). Quanto più aberranti e astruse sono tanto meno verranno prese in considerazione: il problema si risolve per così dire da solo. Nessuno fa caso di opinioni e affermazioni ridicole o destituite di ogni fondamento.
Quanto alle affermazioni giudicate pericolose (per la propria parte politica, per l'ordine pubblico, per la morale eccetera) in regime democratico e di libertà ci si confronta con queste affermazioni e le si smonta col ragionamento. Ovviamente non sempre è facile e possibile confutare le tesi degli altri che possono dunque diffondersi e trovare credito presso qualcuno. Sono convinto che bisogna accettare questo rischio (che ciò che riteniamo falso, non vero, pericoloso, possa trovare credito).
In genere però e alla lunga la verità s'impone. E comunque è dalla dialettica delle varie posizioni e affermazioni che si avanza in libertà e conoscenza. Questa è la democrazia: la libera e leale contesa di forze o opinioni diverse o avverse.

Si dimentica o non si tiene sempre presente che ciò che noi chiamiamo "storia" (o Storia) è in realtà proprio una storia, cioè un racconto. Più o meno verosimile, credibile. E la sua credibilità o verisimiglianza riposa su "convenzioni": chi legge o ascolta il racconto (alias "storia" o Storia [= la grande storia]) ritiene vere certe premesse, anche se manca in genere l'ultima evidenza. La storia essendo storia, cioè passato, non è più conoscibile nella sua integrità e concretezza: il racconto è sempre approssimativo e lacunoso, ma "nel complesso" può apparire credibile. Per dire: non c'è una sola persona al mondo, e men che meno uno storico, che dubiti della storicità di Cesare e che sia caduto pugnalato sotto la statua di Pompeo ad opera di Bruto e degli altri cospiratori.
Di Cesare conosciamo le imprese (narrate dallo stesso e da altri scrittori - i cui più antichi manoscritti risalgono però al nono o decimo secolo dopo Cristo: non ci sono copie più antiche). Abbiamo poi statue, monete, il foro eccetera. Tutti considerano queste testimonianze "sufficienti".
E nessuno dubita che Napoleone fu definitivamente sconfitto a Waterloo e morì in esilio a St. Elena.
Per Gesù Cristo invece abbiamo dei seri problemi: non è un caso che ancora oggi un cattolico come Jean Guitton nel XX secolo abbia scritto un grosso libro in cui si è posto - con la massima sincerità e obiettività possibile - il problema della storicità di Cristo. Guitton conclude - e come poteva essere diversamente? - che la storicità di Cristo è "certa". La certezza  è però uno stato psicologico: quante volte siamo certi di qualcosa che si rivela poi falso o inesistente. Dunque la certezza non equivale a realtà effettiva, a verità oggettiva. E la storicità di Cristo permane problematica (vedi anche il caso Luigi Cascioli).

Chi avesse messo in passato in dubbio l'esistenza stessa di Cristo - per i credenti il Dio fatto uomo, la seconda persona della Trinità eccetera eccetera eccetera - rischiava grosso, anzi veniva torturato, bruciato, impiccato. Oggi invece l'ateismo è «tollerato» (ma bisogna purtroppo chiedersi per quanto tempo ancora coi tempi che corrono e col ritorno del sacro, del fondamentalismo religioso, del fanatismo).

Questa lunghissima premessa per dire che bisogna misurarsi, confrontarsi anche con chi nega o ridimensiona il fenomeno dell'Olocausto. E non mettergli un bavaglio o addirittura buttarlo in galera. Rimando alla citazione di Voltaire ("Le vostre idee sono aberranti, ma farò di tutto perché possiate esprimerle.").

Vorrei anche far presente che la stragrande maggioranza della gente (diciamo il 90 - 99%) non ha conoscenze specifiche e approfondite della persecuzione e dello sterminio degli ebrei sotto il regime nazista. Pochissimi saprebbero citare anche solo una o due opere storiche serie consacrate al fenomeno. Dunque conosciamo l'Olocausto per "sentito dire", perché abbiamo letto il Diario di Anne Frank o i libri di Primo Levi (uno dei miei autori preferiti) e abbiamo visto anche dei film. Forse ne abbiamo sentito parlare a scuola. Io sono stato in passeggiata scolastica a Dachau: il posto è impressionante.

Ora c'è gente che nega la realtà dell'Olocausto o considera le sue dimensioni ingigantite ad arte. Io ho avuto un contatto con un negazionista, Jürgen Graf, condannato a 15 mesi di prigione in Svizzera per il reato di negazione dell'Olocausto che si configura - per me un po' misteriosamente - come reato di "razzismo" (altro termine piuttosto ambiguo). Graf mi ha mandato i suoi scritti che ho letto: non so cosa pensarne. Gli ho risposto che non avevo voglia di occuparmi "seriamente" della questione (ciò mi avrebbe costretto a leggere decine e decine di grossi volumi).
Tuttavia considero la sua condanna assurda.

Le questioni storiche (veridicità dei fatti, dimensioni ecc.) vanno studiate nelle apposite sedi. Lo Stato non può condannare qualcuno perché nega una realtà storica. La verità storica non può essere imposta dai tribunali o dallo Stato. Ciò accadeva nell'Unione Sovietica o in altri stati dittatoriali o totalitari.

In altre parole: in democrazia o regime liberale bisogna confrontarsi, misurarsi con posizioni scomode, forse persino aberranti (dal proprio punto di vista) e anche pericolose.
Impedire a qualcuno in tutti i modi di esprimere la propria opinione non può essere accettato.
Naturalmente ci si può chiedere come mai esistano persone che negano l'evidenza (dell'Olocausto nella fattispecie). Ma ciò che a noi è evidente lo è meno per altri.
Che i negazionisti o revisionisti siano tutti dei nazisti o criptonazisti è un'affermazione grave e inammissibile. Il professor Faurisson in Francia si è rovinato la carriera e la vita con le sue tesi negazioniste. L'ho visto un paio di volte in televisione e mi è sembrato soffrire di mania di persecuzione. Però ci si potrebbe anche chiedere perché uno si rovina l'esistenza per niente.
Primo Levi e Claudio Magris hanno avuto parole durissime per Faurisson. Capisco Levi, un po' meno il moralismo a buon mercato di Magris.
Il buon Mastella vuole introdurre il reato di negazione dell'Olocausto perché bisogna combattere ogni rigurgito di antisemitismo. In Italia non c'è antisemitismo. Gli ebrei in Italia sono pochissimi (circa 35'000 - in Italia gli ebrei sono stati sempre pochi, pochissimi rispetto ai tre milioni in Polonia nell'anteguerra o ai 500'000 in Francia di oggi). E' molto probabile che il 99,9% degli italiani non abbia mai incontrato o avuto a che fare con un ebreo in vita sua. Al massimo verso gli ebrei possono esserci i soliti pregiudizi che si hanno o si coltivano per inerzia (come che i genovesi o gli scozzesi sono avari). Non inventiamoci dunque un antisemitismo o rigurgiti di antisemitismo italiani. La questione "Israele" è un'altra cosa.
Sicuro che qualcuno vorra darmi lo stesso dell'antisemita o del criptonegazionista (e ovviamente del razzista) saluto cordialmente.
Sergio



21/01/07 - ore 20

Rispondo a Sergio.
Già il termine “regime liberale” mi lascia alquanto perplesso ma sorvolo per parlare d’altro. La libertà di pensiero, di parola di stampa ecc, è da considerarsi “cosa buona e giusta”. Ma facciamoci attenzione, questa libertà non
deve né invadere quella altrui né ledere le persone stesse. Mi fa piacere che Lei abbia così tante informazioni numeriche su altrettante questioni. Riflettendoci, ho bene pensato che la galera sia una condanna estrema. Sta di fatto che su stragi come l’Olocausto, i Lager, le Crociate ecc. ecc. ecc. a mio parere, non si deve scherzare.
Inoltre non vedo il nesso tra la questione “esistenza storica di Gesù” ed ”esistenza storica dell’Olocausto”, almeno in fatto di condannabilità. Ribadisco che la libertà personale sia essa di parola, di pensiero o di stampa non debba essere toccata, ma debbono essere rispettati certi limiti. Se così non fosse chiunque avrebbe la liberà di dire “sporco negro”, “ebreo di merda” o robe simili. Come mi suggerisce la mia ragazza, probabilmente più che una condanna alla galera sarebbe giusto che l’informazione su QUALUNQUE strage storicamente e inconfutabilmente esistita debba partire dal basso, ad esempio nella scuola probabilmente con l’aggiunta oltre alle lezioni in cui questi fatti vengono trattati come favolette di visite a luoghi che riguardino la questione.
Ps: Non Le do né dell’antisemita né tanto meno del razzista.
Pps: dubito tantissimo che in Italia non ci sia antisemitismo.
Mattia – Ateo Praticante-


22/01/07 - ore 9

Caro Mattia
, l ¹Olocausto sta diventanto una religione, e ciò a me non piace. Perché la religione è sacra e non può in alcun modo essere messa in discussione: ciò è un sacrilegio che richiede punizioni (terrene e ultraterrene).
La religione e il sacro esigono il massimo rispetto, la genuflessione: il pensiero critico è escluso. I rituali religiosi servono a rafforzare la coesione del gruppo e la credenza nel dogma (erano ovviamente rituali religiosi anche le ³funzioni² del partito comunista).

Ripeto: cosa sa la stragrande maggioranza della gente dell¹Olocausto? Poco o niente. Pur non essendo un analfabeta nemmeno io conosco opere storiche che affrontino in modo serio e completo quest¹argomento. Dunque tutti ripetiamo senza serie conoscenze ciò che abbiamo sentito o visto da qualche parte (a scuola, al cinema). Ho sentito parlare di uno storico ebreo americano, tale Hilber, che ha scritto una monumentale storia del nazismo, un¹opera standard per così dire. Ma chi ha voglia di affrontare un volume di 1000 pagine?

Qualcuno ha scritto proprio qui che chi nega l¹Olocausto è un pazzo da affidare allo psichiatra. Il tipico ragionamento dei lager nazisti e comunisti: chi dice certe cose deve essere o matto o un delinquente. E da internare. Non sono d¹accordo.

Storicità di Cristo e Olocausto. La storicità di Cristo è dubbia, nel migliore dei casi solo altamente probabile. Per un credente questa è un¹orribile bestemmia. Che un tempo si scontava con la condanna a morte. Condanna che oggi i mussulmani comminano a chi oltraggia la loro religione. E l¹oltraggio è definito in modo molto estensivo.

Ho accennato al problema della storicità di Cristo proprio per far risaltare l¹assurdità della condanna alla galera per chi nega l¹Olocausto o le sue ³dimensioni ufficiali².
All¹on. Mastella, buon cristiano, vorrei chiedere: ³È più grave negare l¹Olocausto o l¹esistenza di Dio, la storicità di Cristo e tutta la sequela di dogmi demenziali della religione cattolica?²
La negazione di Dio ecc. ­ che ripeto una volta costava torture e morte anche da noi in Occidente ­ oggi è ³tollerata²: non si va in galera, non si è condannati al rogo. Le biblioteche sono piene di libri e scritti ­ a milioni ­ che hanno demitologizzato il cristianesimo.
Ciò che ieri era uno dei crimini più abominabili e punibile con la morte è oggi dunque tollerato (ma non so per quanto tempo ancora se si continua così).

Invece a dire che l¹Olocausto è una bufala o che non ebbe le dimensioni che molti dicono è un crimine (in Italia non ancora, ma Mastella vuol porre rimedio: e troverà una maggioranza, perché ormai c¹è di nuovo tanta voglia di religione: vedi Bertinotti, Fassino, Amato; e anche quelli che non hanno la faccia tosta di dire che sì hanno ritrovato la fede ­ alludo a Ferrara, d¹Alema, Napolitano, Pera ­ pure hanno riscoperto l¹importanza della religione e del papato e si genuflettono: un po¹ di sana religione non solo fa bene, è pure necessariaŠ

I dogmi e le religioni non si discutono. Chi osa farlo è anatema (fuorilegge, uccel di bosco: da uccidere). La mia religione è la ragione (che non conosce dogmi e non considera chiusa nessuna discussione). Ma non divinizzo certo la ragione ­ sarebbe irragionevole.

Un¹ultima cosa. Quanti ³olocausti² ha conosciuto l¹umanità? Tanti, tantissimi. Rifiuto la discussione sulla singolarità o unicità dell¹Olocausto degli ebrei. I 700'000 serbi trucidati dai cattolici croati contano forse meno dei 6 (o 7 o 5) milioni di ebrei sterminati dai nazisti? E¹ il numero che conta? E i 40 milioni sterminati da Stalin? (Solgenizin parla persino di 100 milioni).
Non possiamo studiare, ricordare e commemorare tutte le stragi compiute dall¹uomo (e dalla Chiesa).

Quanto all¹antisemitismo italiano è mia convinzione che non esiste. Ci saranno pregiudizi verso gli ebrei, e credo nemmeno molto diffusi. Ma antisemitismo significa odio, disprezzo degli ebrei: chi odia è pronto a uccidere. E non credo proprio che questo sentimento sia diffuso in Italia. Anche perché quasi nessuno conosce un ebreo e non c¹è una propaganda antiebrea (oggi del resto impensabile). C¹è è vero una propaganda antiisraeliana della sinistra.

Ciao. Sergio


22/01/07 - ore 13

MASTELLA PROPONE DI INTRODURRE IL REATO DI NEGAZIONE DELL’OLOCAUSTO: SAREBBE UNA LEGGE INUTILE SIA DAL PUNTO DI VISTA PRATICO, CHE DAL PUNTO DI VISTA POLITICO.

 La legge proposta da  Mastella per introdurre il reato di negazione dell’olocausto è inutile retorica. L’olocausto è un fatto storico ampiamente  documentato e profondamente impresso nella coscienza collettiva, quindi perseguire penalmente chi lo neghi sarebbe come mettere in prigione quegli studiosi cattolici che - negando l’evidenza dei fatti- sostengono che un genoma umano in una forma di vita meramente cellulare(la blastocisti) sia un individuo umano e dunque una persona cui va riconosciuto il diritto alla vita.
Nei paesi dell’area germanica questo reato fu introdotto nell’immediato dopoguerra, quindi a ridosso dei fatti e per di più nella nazione che ne era stata responsabile e in cui l’opinione pubblica non si era accorta pressoché di niente, e dunque in un clima che ne giustificava politicamente l’introduzione.
Introdurre, oggi, in Italia, un reato del genere mi sembra, francamente, un inutile anacronismo. 
Del resto, la persecuzione e lo sterminio degli ebrei sono entrati solo accidentalmente nel fascismo italiano(il che non vale certo a sminuire la sua responsabilità anche per questo aspetto), mentre erano uno dei punti essenziali del movimento nazista hitleriano.  Dunque non si pensi di sterilizzare in questo modo i germi di neofascismo presenti nella società italiana attuale, perché in Italia il fascismo non si è espresso nel progetto di sterminare gli ebrei, bensì nel ridicolo progetto colonialista, nel bellicismo, nel procreazionismo di stato, nell’asservimento delle persone di sesso femminile al maschio, alla famiglia e alla funzione riproduttiva, nell’introduzione di uno stato etico, autoritario e confessionale che pretendeva di controllare e regolare tutti gli aspetti, anche i più intimi,della vita dei cittadini. Sono queste le idee che vanno combattute, perché  questi furono i capisaldi  essenziali del sistema politico fascista in Italia.Piuttosto, il ministro Mastella, per alleggerire il carico dell’apparato giudiziario, soprattutto in ambito penale, potrebbe procedere alla totale abrogazione di tutta una serie di reati ideologici, nei quali manca l’elemento della lesione di un bene materiale concreto e socialmente rilevante, come ad esempio:

(a) corruzione per un atto d’ufficio (da trasformare semmai in un illecito amministrativo)
(b) istigazione alla corruzione
(c) l’intero titolo dei delitti contro la pietà verso i defunti (da trasformare semmai in illeciti amministrativi)
(d) atti osceni (da trasformare in illecito amministrativo, ma riformulando la fattispecie, specificando che per luogo pubblico o esposto al pubblico si intende solo quello in cui vi possa essere effettiva possibilità di affluenza di persone, considerando anche l’orario in cui l’atto si compie e le condizioni concrete della circostanza)
(e) pubblicazioni e spettacoli osceni (salvo il caso di vendita o offerta a minore degli anni 16)
(f) bigamia (perché in ogni caso è sufficiente la sanzione civile della nullità del secondo matrimonio)
(g) induzione al matrimonio mediante l’inganno
(i) incesto (si intende quando non vi sia violenza o abuso e i soggetti coinvolti siano entrambi maggiorenni)
(l) attentati alla morale familiare commessi a mezzo di stampa periodica
(m) l’intero titolo dei reati contro il sentimento religioso.

                                                                                      Marja A


23/01/07 - ore 8

Sulla legge francese che punisce chi nega il genocidio armeno, Hrant Dink, il giornalista ucciso nei giorni scorsi a Istanbul dichiarò: “è una legge imbecille che danneggia la causa armena. Bisogna arrivare a un riconoscimento internazionale del genocidio armeno, ma non al prezzo di limitare la libertà di espressione. Se si vuole che i turchi cambino, si deve poter parlare con loro; si devono togliere dalla loro testa  le idee sbagliate e metterci quelle giuste, e questo si può fare solo col dialogo. La legge francese parte dal presupposto che questa gente sappia del genocidio, ma lo neghi; invece lo negano perché non ne sanno nulla. Bisogna insegnare ai turchi la verità , e questo non si fa con una legge antinegazionista”.
A differenza di Sergio penso che in Italia la gente conosca la Shoah ma non la percepisca come parte della storia italiana. Sa di Hitler ma dimentica le leggi razziali che in Italia beneficarono molti dipendenti statali e molti intellettuali (per la nota legge levati te che mi ci metto io) e soprattutto ignorano il ruolo della Chiesa cattolica che, se in molti casi aprì le sue braccia per accogliere qualche disperato, contribuì con la sua politica e i suoi silenzi alle deportazioni (per esempio quella di Roma del 16 settembre). Del resto le leggi razziali non decaddero automaticamente con la fine della guerra! E l’antisemitismo è parte integrante del dna italiano, basta uno studio anche superficiale degli scritti di De Gasperi e del suo allievo prediletto Andreotti. E ancora: quando l’attuale ministro degli Esteri Max D’Alema dice di vedere un mondo ebraico troppo vicino ad Israele e poco protagonista nel dibattito politico, chiede agli ebrei posizioni politiche a chi istituzione politica non è e non vuole essere. E cosa è, se non una forma di antisemitismo, il giudizio poco obiettivo sullo Stato di Israele (che si ammanta di errori come tutte le democrazie). 
Tiziana Ficacci

Visite dall' 1/09/06
Free web counter