MUSICA

6/03/10 - Su segnalazione di un nostro lettore

SIMONE CRISTICCHI - PRETE
 
Mi ricordo da bambino mi portavano alla messa, 
ed io seguivo la funzione con un’aria un po’ perplessa... 
il prete stava in piedi sull’altare col microfono 
spiegava i passi del Vangelo con tono monotono 
col tempo e con la scusa di giocare all’oratorio 
mi infilarono nel mucchio catechismo obbligatorio 
perché non sta bene, non puoi essere diverso, 
emarginato come pecora smarrita dentro a un bosco… 
al di fuori del contesto... 

inginocchiati per bene, adesso dì le preghierine 
non dubitare mai dell’esistenza del Signore, 
lascia stare le tue fantasie sessuali di bambino, 
quante volte ti sei masturbato il pistolino? 

Il prete in molti casi è un uomo molto presuntuoso, 
nonostante l’apparenza di un sorriso zuccheroso, 
crede di essere il depositario di una verità assoluta, 
ad ogni tua obiezione, lui rigira la frittata! 

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, 
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi 
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole 
Per addomesticare le paure della gente! 
Non ho bisogno più di credere a un 
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! 
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi 
La bugia più grande della storia. 
La bugia più grande della storia. 

La storia della Chiesa è seminata di violenza, di soprusi, 
la Santa Inquisizione è prepotenza, 
e poi genuflessioni collettive dei politici, 
salvezza delle anime, la rendita degli immobili 
ma quanti begli affari fate con il Giubileo 
e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio 
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe 
Delle tonnellate di oro e delle vostre banche, 
Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe 
Delle chiese piene d’oro e delle banche… 

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, 
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi 
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole 
Per addomesticare le paure della gente! 
Non ho bisogno più di credere a un 
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! 
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi 
La bugia più grande della storia 
La bugia più grande della storia. 

Perdonate questo sfogo troppo anti-clericale, 
in fondo ognuno è libero di scegliersi la sua prigione, 
libero di farsi abbindolare, ipnotizzare, 
dal papa, dal Guru, dal capo spirituale 
ma la cosa deprimente e che mi butta giù 
è vedere quella folla alla Giornata della Gioventù, 
la mia sola religione è vocazione per il dubbio , io 
non crederò a qualsiasi cosa dica un 

Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, 
Prete! Non hai il diritto di insegnarmi 
Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole 
Per addomesticare le paure della gente! 
Non ho bisogno più di credere a un 
Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! 
Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi 
La bugia più grande della storia 
La bugia più grande della storia 
La bugia più grande della storia 
PRETE! 

 


16/01/10 - Su segnalazione di un nostro lettore.

Negrita - Testo di "Il Libro in una Mano, la Bomba nell'altra"

La macchina che guidi
guarda bene non è tua,
la paghi tutti i giorni
al fabbricante di liquame
che va a cena con i santi
che t'infilano le bombe nelle tasche.

E fanno guerre
che bruciano ragazzi come te
che cadono col sogno di proteggere un sogno
e in chiesa la gente che piange
fa largo e si stringe,
nel posto in prima fila
c'è sempre un governante
che tratta col mercante
che cena con i santi
che tirano le bombe
e tirano le somme
e il ciclo non si rompe,
la guerra non è santa,
ma noi stiamo arrivando...

Col libro in una mano,
La bomba nell'altra...

Nel pane c'è il corpo,
nel vino c'è il sangue;
nell'oro il demonio,
nell'umiltà il santo...
Nel pane c'è il corpo,
nel vino c'è il sangue;
nell'oro il demonio,
nell'umiltà il santo...

Scintilla un anello
di giallo metallo,
la mano pietosa
saluta il Consiglio...
Al polso gemelli
di rosso rubino,
su un abito bianco
di seta e di lino...
La porpora è un manto
di gloria e di vanto,
sul petto una croce
con sopra il suo Santo...
"Non m'immortalate!"
diceva il suo canto,
"Non mi sbandierate!",
gridava il suo pianto.

Nel pane c'è il corpo,
nel vino c'è il sangue;
che Dio ci perdoni,
se stiamo pregando...

Col libro in una mano,
La bomba nell'altra...

Abbiamo il fuoco,
abbiamo ragione.
Saremo più grandi,
saremo più uniti,
saremo più forti
di chi ci ha colpiti...

Col libro in una mano,
La bomba nell'altra...

 

 

16/01/08 - Da un nostro lettore
Ciao, ho visto che questa non c'è... ve la segnalo:
 
Artista: Claudio Lolli
Album: Canzoni Di Rabbia
Titolo: Prima Comunione

Mille bambini vestiti di bianco, uno di grigio peccato però.
Cantano in coro seduti in un banco, uno è stonato e questo lo so.
E quello grigio e stonato ero io, nel giorno triste in cui comincio, a sanguinare il mio conto col dio, nel giorno triste che non scorderò.
Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti parenti sono venuti, quanti gli amici e quanti i saluti. Ma c'è qualcosa che non funziona, forse mia madre che è troppo buona o la camicia che è troppo dura, ma da dove nascerà questa paura.
La sagrestia fa profumo d'incenso, ma è proprio vero o son io che lo penso, la sagrestia fa profumo di morte, è proprio vero è persin troppo forte.
Guarda che faccia accigliata ha il curato, mentre domanda a tutti i bambini, se sono ancor puri o se han già peccato o se han mangiato dei cioccolatini.
Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti regali mi hanno portato, che tenerezza mi han riservato. Ma c'è qualcosa che non funziona, mia madre non è stata mai più buona e questa camicia è davvero dura, perchè mi cresce così la paura.
E tra i parenti davanti all'altare, il più tranquillo è senz'altro mio zio, che guarda le gambe delle signore, mentre io guardo in faccia il ministro di dio.
Corpo di Cristo, che strano sapore, pane di chiesa non lievitato. Attento ai denti che può sanguinare, se per sacrilegio lo hai masticato.
Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti gli auguri ho ricambiati per mandare via tutti gli invitati, ma c'è qualcosa che non funziona, non ho ancor sonno è passata l'una, eppure ho tolto anche la camicia dura, non finirà mai dunque questa paura.
E quanti anni ci sono voluti, perchè da solo imparassi anch'io, a rider dei preti bigotti e fottuti ed a infischiarmene del loro dio. Ma se qualcuno mi avesse avvertito il giorno della prima comunione, avrei mangiato, avrei bevuto e forse avrei fatto persino il buffone. E avrei guardato insieme a mio zio, le gambe di chi so soltanto io, e avrei sgravato la mia avventura del peso enorme di quella paura.

Testi di Claudio Lolli


Max Gazzè - Gli anni senza un dio (segnalato da un nostro visitatore)

L'inverno cigola
come un carrello della spesa
a zonzo tra il pesante di noi corpi e le
anime
incastonate dentro cattedrali e panettoni
non torneremo, credo, polvere ma lievito.
Ringrazio Dio, che non mi ascolta mai
perchè sarei un diavolo per lui

Sintomi indecenti scorrono come asfissie
ho visto baci senza labbra
"addio Gesù bambino"
abbandonati poi, dall'altra parte,
tossi e smocciolio
verdetti logori di zie d'ingombro,
verso un neo.

Ringrazio Dio, sgomento e musica
perchè sarei acqua nelle vene

"Vedi figlio mio,
solo poi ti accorgerai,
che è meglio non capire
le miserie strane che ho capito io
Chiudi gli occhi, è solo un fulmine
che verrà il tuono ed io non ci sarò"

Ringrazio Dio, per gli anni senza un dio
perchè sarei un uomo per metà.

Francesco Guccini - Libera nos, Domine, da Amerigo, 1978

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura;
da inferni e paradisi, da una vita futura, da utopie per lenire questa morte sicura;
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, da fedeli invasati d'ogni tipo e natura
libera, libera, libera, libera nos, Domine!



Ciao! vi segnalo questa canzone di Bertoli, si intitola "certi momenti",
non so se ritenete di inserirla nel sito... S.


Anna che hai scavalcato le montagne e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d'eresia
i cambiamento impone la reazione
e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno rifiuteranno di esserti d'aiuto
perché venne un polacco ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa
e tu una Maddalena da pentire
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Volevo dedicarti quattro righe per quanto può valere una canzone
credo che tu abbia fatto qualche cosa anche se questa è solo un'opinione
che lascerà il tuo segno nella vita e i poveri bigotti reazionari
dovranno fare senza peccatrici saranno senza scopi umanitari
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono

Un visitatore del nostro sito ci ha segnalato questo bel testo di Giorgio Gaber.
IO SE FOSSI DIO [di Giorgio Gaber]

Io se fossi Dio...
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io..
.

Forse questo testo puo' interessare, ed essere inserito nel sito? Forse ci siamo dimenticati di Bertoli o desideriamo riscoprire la sua opera poetica e impegnata? Fu un cantore dell'uomo con sentimento e idea di liberazione dai poteri oppressivi. Un saluto da O.......

PIERANGELO BERTOLI - ALBUM - 1981
Bianchezza

Con il tuo sguardo d'allevatore, e la tua bocca di frasi usate,
i tuoi amici di un altro mondo, e le tue colpe dimenticate.
Con i tuoi giochi di colombe bianche, e i tuoi vestiti d'incenso e d'oro,
con il tuo trono su tanti morti, e la ricchezza senza lavoro.
Un palco luci gente che ti ammira, uomini in ginocchio una lunga fila,
i tuoi scagnozzi anche nelle scuole, a costruire un gregge vendendo le parole.
Una speranza in fondo ti sostiene, di costruire un mondo dove il pastore e' un bene,
dove comandi tu su tanta gente, dove ci sia la fede come nel medio oriente.
Col tuo passato d'inquisizione, e il tuo presente da denunciare,
col tuo futuro di medio evo,
e i tuoi pensieri nel capitale.
Col tuo sorriso di porcellana, e i tuoi ritorni che chiami nuovi,
le tue indulgenze vendute all'asta, e le crociate che non ritrovi.
Tu che sconfiggi spiriti cattivi, che oscuri il sole e i più famosi divi,
i tuoi seguaci devono pregare, perche' voi siete pochi ma nati per pensare.
Pensare a tutto il peso della vita, e quando il giorno la fara' finita,
tu siederai nel cielo tra le stelle, e a chi ha creduto tanto, darai le caramelle.
Con i tuoi sogni senza materia, e i tuoi fratelli sotto le scarpe,
con i tuoi figli bruciati al rogo, e i tuoi giorni vissuti a parte.
Con i tuoi versi di sette jene, e i tuoi princìpi di colabrodo,
e i tuoi diritti senza ragione, e la facciata tenuta a modo.
Il sacramento poi la sacra rota, la verginita' l'astinenza devota,
le donazioni fatte dai penitenti e i più pietosi veli calati sui conventi.
La tua censura la religione di Stato, dal codice Rocco verso il concordato,
la frigidita' le torture più vere, e le benedizioni sulle camice nere.

1 gennaio 2003: Giorgio Gaber ci ha lasciato.
Vogliamo ricordarlo con il testo di una sua bellissima canzone, tratta dal volume " E pensare che c'era il pensiero"del 1995
.
LA CHIESA SI RINNOVA

Il mondo ha fretta continua a cambiare
chi vuol restare a galla si deve aggiornare.
Anche la chiesa che sembra non si muova
ogni tanto ci ripensa e ne inventa una nuova.
E dimostrando un notevole tempismo
ha già tirato fuori un nuovo catechismo.
Dove tutto è più aggiornato, dove tutto è più moderno
e anche a vincere un appalto si rischia l'inferno.
Dove il senso di giustizia è ancora più forte
e talvolta è anche gradita la pena di morte.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

In questo clima di sgomento per il popolo italiano
viene fuori l'acutezza del pensiero vaticano.
E tutti hanno capito che il Papa era un genio
quando ha detto che la mafia è figlia del demonio.
Ma quello che spaventa è il coraggio della CEI
che ha già riabilitato Galileo Galilei.
E adesso se divorzi ti puoi anche risposare
a patto che stai buono e non ti metti a scopare.
Ma il nuovo sacramento per essere senza macchia
va fatto di nascosto e in un'altra parrocchia.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

Da oggi il praticante ha un'altra prospettiva
più allegra e disinvolta direi quasi alternativa:
la pillola per ora non può essere accettata
ma è ammessa se prevedi di esser violentata.
E piuttosto che far uso dei preservativi
è meglio diventare tutti sieropositivi.
D'altronde per la chiesa l'ideale è l'astinenza
che è un po' come l'invito all'auto sufficienza.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

Da Roma il Santo Padre ci invia il suo messaggio
è lì ogni domenica a parte quando è in viaggio.
Lui voleva andare in Bosnia l'aveva stra-annunciato
ma all'ultimo momento c'ha un po' ripensato.
Perché l'uomo è santo e pio ma è anche molto scaltro
lui lo sa che morto un Papa se ne fa subito un altro.
E adesso ha scritto un libro che è già un grosso evento
sarà anche un po' acciaccato ma non sta fermo un momento.
Anche se i traffici loschi della Santa Sede
sono parte integrante dei misteri della fede.

E la chiesa si rinnova per la nuova società
e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

Segnalazioni di C.Brunori: i testi di alcune fra le più belle canzoni di  Fabrizio de André

"...Uomini, poiché all'ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo per non aver pietà giammai avuto e non diventi rantolo il respiro: sappiate che la morte vi sorveglia. Gioir nei prati o fra i muri di calce come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce."  Fabrizio de André fin dalle sue prime incisioni si è imposto come il cantautore italiano che più di ogni altro si è accostato al genere musicale di grandi autori come Jacques Brel, Leonard Cohen e Bob Dylan. E' stato il primo in Italia a dare alla canzone contenuti nuovi rispetto a quelli tradizionali, dimostrando che attraverso la canzone si potevano anche raccontare storie fino a quel momento riservate agli scrittori o ai poeti. Alla sua attività di autore e interprete ha affiancato quella di traduttore dei testi di Georges Brassens, Dylan e Cohen. Fabrizio de André è scomparso a Milano l'11 gennaio 1999 .

PREGHIERA IN GENNAIO (da Volume 1)

Lascia che sia fiorito Signore il suo sentiero

quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle

dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo 

là dove in pieno giorno risplendono le stelle.

Quando attraverserà l'ultimo vecchio ponte

ai suicidi dirà baciandoli alla fronte

venite in Paradiso là dove vado anch'io

perché non c'è l'inferno nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi con le sue ossa stanche,

seguito da migliaia di quelle facce bianche,

fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio

che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia,

se in cielo, in mezzo ai Santi 

Dio, fra le sue braccia,

soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte

che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte.

Dio di misericordia il tuo bel Paradiso

lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso,

per quelli che han vissuto con la coscienza pura,

l'inferno esiste solo per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare

gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento

Dio di misericordia vedrai, sarai contento. Dio di misericordia vedrai, sarai contento.

 

IL TESTAMENTO DI TITO da "La buona novella" Tito:

- Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare:

genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.

Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.

- Non nominare il nome di Dio non nominarlo invano.

Con un coltello piantato nel fianco

gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco,

forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore.

Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero lo nominai invano.

- Onora il padre. onora la madre e onora anche il loro bastone,

bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.

Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.

- Ricorda di santificare le feste.

Facile per noi ladroni

entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi

e dei loro padroni

senza finire legati agli altari sgozzati come animali.

Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.

- Il quinto dice non devi rubare

e forse io l'ho rispettato vuotando, in silenzio,

le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,

quegli altri, nel nome di dio.

Ma io, senza legge, rubai in nome mio,

quegli altri, nel nome di dio.

- Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme.

Feconda una donna ogni volta che l'ami

così sarai uomo di fede:

poi la voglia svanisce e il figlio rimane

e tanti ne uccide la fame

lo, forse, ho confuso il piacere e l'amore.

ma non ho creato dolore.

- Il settímo dice non ammazzare se del cielo vuoi essere degno.

Guardatela oggi, questa legge di dio, tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno

Guardate la fine di quel nazareno. e un ladro non muore di meno.

- Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo

Lo sanno a memoria il diritto divino

e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore.

Ho spergiurato su dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore.

- Non desiderare la roba degli altri , non desiderarne la sposa.

Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore non ho provato dolore.

L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera

ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi

e scivola il sole al di là delle dune

a violentare altre notti :

io , nel vedere quest'uomo che muore,

madre, io provo dolore.

Nella pietà che non cede al rancore,

madre, ho imparato l'amore. -

 

UN BLASFEMO (DIETRO OGNI BLASFEMO C'E' UN GIARDINO INCANTATO)

Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore,
più non arrossii nel rubare l'amore
dal momento che Inverno mi convinse che Dio
non sarebbe arrossito rubandomi il mio.

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte.

Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male.

Quando vide che l'uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

... mi cercarono l'anima a forza di botte...

E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato
ci costringe a sognare in un giardino incantat
o.


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