MUSICA
6/03/10 - Su segnalazione di un nostro lettore SIMONE CRISTICCHI - PRETE
Mi ricordo da bambino mi portavano alla messa, ed io seguivo la funzione con un’aria un po’ perplessa... il prete stava in piedi sull’altare col microfono spiegava i passi del Vangelo con tono monotono col tempo e con la scusa di giocare all’oratorio mi infilarono nel mucchio catechismo obbligatorio perché non sta bene, non puoi essere diverso, emarginato come pecora smarrita dentro a un bosco… al di fuori del contesto... inginocchiati per bene, adesso dì le preghierine non dubitare mai dell’esistenza del Signore, lascia stare le tue fantasie sessuali di bambino, quante volte ti sei masturbato il pistolino? Il prete in molti casi è un uomo molto presuntuoso, nonostante l’apparenza di un sorriso zuccheroso, crede di essere il depositario di una verità assoluta, ad ogni tua obiezione, lui rigira la frittata! Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, Prete! Non hai il diritto di insegnarmi Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole Per addomesticare le paure della gente! Non ho bisogno più di credere a un Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi La bugia più grande della storia. La bugia più grande della storia. La storia della Chiesa è seminata di violenza, di soprusi, la Santa Inquisizione è prepotenza, e poi genuflessioni collettive dei politici, salvezza delle anime, la rendita degli immobili ma quanti begli affari fate con il Giubileo e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe Delle tonnellate di oro e delle vostre banche, Se Gesù Cristo fosse vivo si vergognerebbe Delle chiese piene d’oro e delle banche… Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, Prete! Non hai il diritto di insegnarmi Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole Per addomesticare le paure della gente! Non ho bisogno più di credere a un Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi La bugia più grande della storia La bugia più grande della storia. Perdonate questo sfogo troppo anti-clericale, in fondo ognuno è libero di scegliersi la sua prigione, libero di farsi abbindolare, ipnotizzare, dal papa, dal Guru, dal capo spirituale ma la cosa deprimente e che mi butta giù è vedere quella folla alla Giornata della Gioventù, la mia sola religione è vocazione per il dubbio , io non crederò a qualsiasi cosa dica un Prete! Io non ho voglia di ascoltarti, Prete! Non hai il diritto di insegnarmi Niente! Sei bravo ad inventare e a raccontare favole Per addomesticare le paure della gente! Non ho bisogno più di credere a un Prete! Se la Madonna piange sangue, è noia! Sei bravo e fai di tutto per alimentare, per tenere in piedi La bugia più grande della storia La bugia più grande della storia La bugia più grande della storia PRETE!
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16/01/10 - Su segnalazione di un nostro lettore. Negrita - Testo di "Il Libro in una Mano, la Bomba nell'altra" La macchina che guidi
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| 16/01/08 - Da un nostro lettore Ciao, ho visto che questa non c'è... ve la segnalo: Artista: Claudio Lolli Album: Canzoni Di Rabbia Titolo: Prima Comunione Mille bambini vestiti di bianco, uno di grigio peccato però. Cantano in coro seduti in un banco, uno è stonato e questo lo so. E quello grigio e stonato ero io, nel giorno triste in cui comincio, a sanguinare il mio conto col dio, nel giorno triste che non scorderò. Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti parenti sono venuti, quanti gli amici e quanti i saluti. Ma c'è qualcosa che non funziona, forse mia madre che è troppo buona o la camicia che è troppo dura, ma da dove nascerà questa paura. La sagrestia fa profumo d'incenso, ma è proprio vero o son io che lo penso, la sagrestia fa profumo di morte, è proprio vero è persin troppo forte. Guarda che faccia accigliata ha il curato, mentre domanda a tutti i bambini, se sono ancor puri o se han già peccato o se han mangiato dei cioccolatini. Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti regali mi hanno portato, che tenerezza mi han riservato. Ma c'è qualcosa che non funziona, mia madre non è stata mai più buona e questa camicia è davvero dura, perchè mi cresce così la paura. E tra i parenti davanti all'altare, il più tranquillo è senz'altro mio zio, che guarda le gambe delle signore, mentre io guardo in faccia il ministro di dio. Corpo di Cristo, che strano sapore, pane di chiesa non lievitato. Attento ai denti che può sanguinare, se per sacrilegio lo hai masticato. Che bella festa, che occasione, il giorno della prima comunione, quanti gli auguri ho ricambiati per mandare via tutti gli invitati, ma c'è qualcosa che non funziona, non ho ancor sonno è passata l'una, eppure ho tolto anche la camicia dura, non finirà mai dunque questa paura. E quanti anni ci sono voluti, perchè da solo imparassi anch'io, a rider dei preti bigotti e fottuti ed a infischiarmene del loro dio. Ma se qualcuno mi avesse avvertito il giorno della prima comunione, avrei mangiato, avrei bevuto e forse avrei fatto persino il buffone. E avrei guardato insieme a mio zio, le gambe di chi so soltanto io, e avrei sgravato la mia avventura del peso enorme di quella paura. Testi di Claudio Lolli |
Max Gazzè - Gli anni senza un dio (segnalato da un nostro visitatore) Francesco Guccini - Libera nos, Domine, da Amerigo, 1978 Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, dai preti d'ogni credo, da ogni loro impostura; Un visitatore del nostro
sito ci ha segnalato questo bel testo di Giorgio Gaber. Però se fossi Dio Forse
questo testo puo' interessare, ed essere inserito nel
sito? Forse ci siamo dimenticati di Bertoli o desideriamo
riscoprire la sua opera poetica e impegnata? Fu un cantore
dell'uomo con sentimento e idea di liberazione dai poteri
oppressivi. Un saluto da O....... PIERANGELO
BERTOLI - ALBUM - 1981 Con
il tuo sguardo d'allevatore, e la tua bocca di frasi
usate, 1
gennaio 2003: Giorgio
Gaber ci ha lasciato. Il mondo ha fretta continua a cambiare E la chiesa si rinnova per la nuova società In questo clima di sgomento per il popolo
italiano E la chiesa si rinnova per la nuova società Da oggi il praticante ha un'altra prospettiva E la chiesa si rinnova per la nuova società Da Roma il Santo Padre ci invia il suo messaggio E la chiesa si rinnova per la nuova società "...Uomini, poiché all'ultimo minuto non vi assalga il rimorso ormai tardivo per non aver pietà giammai avuto e non diventi rantolo il respiro: sappiate che la morte vi sorveglia. Gioir nei prati o fra i muri di calce come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce." Fabrizio de André fin dalle sue prime incisioni si è imposto come il cantautore italiano che più di ogni altro si è accostato al genere musicale di grandi autori come Jacques Brel, Leonard Cohen e Bob Dylan. E' stato il primo in Italia a dare alla canzone contenuti nuovi rispetto a quelli tradizionali, dimostrando che attraverso la canzone si potevano anche raccontare storie fino a quel momento riservate agli scrittori o ai poeti. Alla sua attività di autore e interprete ha affiancato quella di traduttore dei testi di Georges Brassens, Dylan e Cohen. Fabrizio de André è scomparso a Milano l'11 gennaio 1999 . PREGHIERA IN GENNAIO (da Volume 1) Lascia
che sia fiorito Signore il suo sentiero dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo là dove in pieno giorno risplendono le stelle. Quando attraverserà l'ultimo vecchio ponte ai suicidi dirà baciandoli alla fronte venite in Paradiso là dove vado anch'io perché non c'è l'inferno nel mondo del buon Dio. Fate che giunga a Voi con le sue ossa stanche, seguito da migliaia di quelle facce bianche, fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio. Signori benpensanti spero non vi dispiaccia, se in cielo, in mezzo ai Santi Dio, fra le sue braccia, soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte. Dio di misericordia il tuo bel Paradiso lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso, per quelli che han vissuto con la coscienza pura, l'inferno esiste solo per chi ne ha paura. Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare. Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento Dio di misericordia vedrai, sarai contento. Dio di misericordia vedrai, sarai contento.
IL TESTAMENTO DI TITO da "La buona novella" Tito: - Non avrai altro Dio all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. - Non nominare il nome di Dio non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero lo nominai invano. - Onora il padre. onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. - Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali. - Il quinto dice non devi rubare e forse io l'ho rispettato vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato: ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di dio. - Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame lo, forse, ho confuso il piacere e l'amore. ma non ho creato dolore. - Il settímo dice non ammazzare se del cielo vuoi essere degno. Guardatela oggi, questa legge di dio, tre volte inchiodata nel legno: guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno Guardate la fine di quel nazareno. e un ladro non muore di meno. - Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono: ho spergiurato su dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. - Non desiderare la roba degli altri , non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita. Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti : io , nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore. -
UN
BLASFEMO (DIETRO OGNI BLASFEMO C'E' UN GIARDINO INCANTATO) |
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