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Il Giornale - 21/7/2005 : Conversione contro la catastrofe di Antonio
Socci
Proprio in questi giorni di «allarme terrorismo»
sull'Europa e l'Italia,
arrivano sorprendenti novità su due misteri «apocalittici»:
Medjugorje (dove
la prospettiva dei «dieci segreti» è ormai vicina
e disvelarsi) e
Civitavecchia (con quelle lacrime di sangue della Madonnina che, secondo
autorevolissimi interpreti, riguardano direttamente il futuro prossimo
dell'Italia). Due casi, come si sa, molto legati: la statuetta di
Civitavecchia veniva appunto dal villaggio dell'Erzegovina dove da 24
anni
avvengono le apparizioni della Vergine.
Al centro delle due novità di queste ore si trovano Giovanni
Paolo II e
Benedetto XVI. E sono due casi seri al contrario di quello che i giornali
hanno montato strumentalmente su Harry Potter.
Dunque il vescovo di Civitavecchia, monsignor Grillo, si trovava alla
riunione della Cei di fine maggio e lì ha incontrato papa Ratzinger.
All'inizio il Santo Padre gli ha chiesto come va a Civitavecchia, hanno
parlato affabilmente e alla fine il pontefice gli ha detto queste testuali
parole: «La Madonna farà cose grandi».
Parole che certo non sono ancora un ufficiale riconoscimento del miracolo,
ma che - dopo i recenti interventi televisivi di un prelato, assai
liquidatori con quelle misteriose lacrime - rappresentano un autorevolissimo
segno di apertura della Chiesa, tanto che il vescovo di Civitavecchia
le ha
fatte stampare sulla copertina del giornale del santuario (parole che
fanno
seguito alla clamorosa notizia, rivelata da Andrea Tornielli sul Giornale,
per cui Giovanni Paolo II volle avere per qualche giorno la statuetta
nel
suo appartamento per pregare e ha lasciato uno scritto di suo pugno
che lo
attesta).
Anche su Medjugorje le novità vengono da ciò che ha lasciato
il Papa. Il
famoso poeta e giornalista polacco Marek Skwarnicki, che collaborò
con il
cardinale Wojtyla a Cracovia, pubblicherà in ottobre, in Germania,
il suo
epistolario con Karol Wojtyla. Sono state anticipate quattro lettere
del
Santo Padre indirizzate al poeta e alla moglie Sofia, nelle quali risulta
chiaramente che il grande pontefice polacco era personalmente convinto
delle
apparizioni di Medjugorje e ne sottolineava il significato decisivo
e
«drammatico» per l'umanità.
C'erano già molte testimonianze di vescovi o ecclesiastici che
riferivano,
nel corso degli anni, parole di devozione di Papa Wojtyla per la Madonna
di
Medjugorje. Ma adesso queste lettere autografe, pur non essendo ufficiali,
peseranno ancora di più.
Dunque il 30 marzo 1991 il Papa scrive un saluto ai coniugi Skwarnicki
in
pellegrinaggio a Medjugorje. Il 28 maggio 1992 di nuovo invia queste
parole
ai due coniugi: «E adesso ogni giorno torniamo a Medjugorje in
preghiera».
L'8 dicembre 1992 il Pontefice traccia di suo pugno, dietro un'immagine
di
auguri natalizi, questa riflessione: «Ringrazio la Signora Sofia
per tutto
ciò che riguarda Medjugorje. Anche io con la preghiera vado là
ogni giorno
come pellegrino: mi unisco nell'orazione con tutti coloro che pregano
là o
che ricevono da là una chiamata alla preghiera. Oggi abbiamo
compreso meglio
questa chiamata. Gioisco perché il nostro tempo non è
privo di persone di
preghiera e di apostoli».
Ma più significativa di tutte è la quarta missiva pontificia,
scritta il 25
febbraio 1994:
«La Signora Sofia mi scrive a proposito dei Balcani. Io penso
che Medjugorje
sia meglio compresa adesso. Questa "urgenza" della Madre è
meglio compresa
oggi che vediamo con i nostri occhi l'enormità del pericolo.
Allo stesso
tempo la risposta su questa via di una preghiera speciale, proveniente
da
persone di tutto il mondo, ci riempie di speranza che anche là
il bene
prevarrà. La pace è possibile, questo è stato il
motto della giornata di
preghiera preparata da una speciale sessione in Vaticano.
Forse è anche grazie a questo che l'Europa sta tornando in se
stessa. Pure
in Polonia la gente sta tornando in se stessa, come risulta dalla sua
lettera. Probabilmente sarà più facile per loro accettare
che il Papa (nel
suo ultimo viaggio, ndr) non abbia predicato "la vittoria della
democrazia",
ma abbia ricordato loro il Decalogo. Vi benedico».
In effetti Wojtyla in Polonia, dopo il crollo del comunismo, sorprese
molti
indicando la nuova, vera meta: la conversione. È questa anche
«l'urgenza
della Madre» che vuole salvare l'umanità.
Per il Papa infatti non bastava aver abbattuto il comunismo, ora bisognava
che l'Europa ritrovasse Cristo, le sue radici cristiane, perché
solo così
poteva evitare nuove tragedie e nuove orrende minacce. Urgeva ed urge
un
cambiamento di rotta.
Se oggi la spensierata regina d'Inghilterra annuncia che i britannici
non
cambieranno il loro modo di vita per il terrorismo, un'altra giovane
Regina,
che la Chiesa venera come Regina del Cielo e della terra, sta accoratamente
lanciando, da anni, un appello opposto:
cambiate il vostro modo di vita se volete salvare voi stessi, i vostri
figli, il vostro mondo. Cambiate mentalità, convertitevi se volete
evitare
la catastrofe. È questo il senso profondo di Medjugorje (e di
Civitavecchia). Un messaggio fatto suo da Papa Wojtyla. È come
l'appello del
profeta Giona alla città di Ninive («ancora 40 giorni e
Ninive sarà
distrutta»): la città si convertì e si salvò.
Fino a ieri poteva sembrare «astratto». Oggi tutti possono
capirne la
drammatica concretezza. Oggi che l'incubo del terrorismo - che potrebbe
presto disporre di armi di distruzione di massa - si è spostato
sull'Europa
e i governi ammettono apertamente la loro sostanziale impotenza (infatti,
nonostante apparati di intelligence e sistemi di sicurezza, la catastrofe,
dicono, prima o poi è certa). Oggi che anche la prospettiva dei
cosiddetti
«neocon» si rivela in parte illusoria (perché non
c'è guerra preventiva che
di per sé possa scongiurare nuovi e peggiori 11 settembre). In
questa
sostanziale impotenza dell'Occidente a difendersi (a volte anche la
non
volontà di farlo), per milioni di persone l'unica speranza è
quella indicata
provvidenzialmente dalla Madonna che ripete: preghiera, penitenza e
conversione («con la preghiera potete allontanare anche le guerre»,
ha
affermato a Medjugorje).
È la stessa via che fu indicata a Fatima (non aver ascoltato
ha provocato
enormi drammi nel Novecento). Riecheggia le parole di Gesù: «Se
non vi
convertirete perirete tutti».
Del resto da questi due luoghi del Mistero su cui la Chiesa riaccende
la sua
attenzione, due luoghi dove si verificano eventi, grazie e guarigioni
prodigiose che la scienza non è assolutamente capace di spiegare,
non arriva
un messaggio di paura, ma di pura speranza. La mattina del 2 maggio
scorso,
apparendo a Mirjana Dragigevic a Medjugorje, la Madonna - come la regina
Ester che salvò il suo popolo in pericolo - le ha trasmesso questo
messaggio
per tutta l'umanità: «Cari figli, sono con voi per portarvi
tutti verso mio
Figlio. Desidero portarvi tutti alla salvezza. Seguitemi, perché
solamente
così sarete capaci di trovare la vera pace e la felicità!
Piccoli miei, venite con me!».
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