LIBRI
- RECENSIONI
14/11/11 - Un maledetto imbroglio. IL CRIMINE - assolto e amnistiato a pagamento di Alessandro Corvisieri, Paleario Editore, € 30. Dello stesso autore. E ancora: "La Chiesa di Roma" - Quale apostolicità, quale primato. Paleario Editore, € 20 - Una indagine storiografica e filologica approfondita sulle falsificazioni, manipolazioni e invenzioni su cui la Chiesa cattolica fin dalle origini ha tentato senza riuscirvi di affermare un presunto primato dei papi romani sull'intera cristianità. Tutti questi volumi assolutamente indispensabili per conoscere attraverso una documentazione ricchissima che cosa è e cosa veramente rappresenta la Chiesa Cattolica Apostolica Romana se non vengono reperiti in libreria possono essere richiesti direttamente all'autore : Alessandro Corvisieri, tel. 06.4745776 |
| Di
nessuna chiesa. La libertà del laico Giulio Gioriello. Di nessuna chiesa. La libertà del laico. ISBN 88-7078-975-6, Raffaello Cortina Editore, Milano 2005, pagine 79, € 7,50. La laicità, di questi tempi, non se la passa tanto bene! Questo lo sappiamo da tempo, ma i risultati degli ultimi referendum ne hanno dato la conferma. Ora abbiamocardinali che giocano contemporaneamente il ruolo dei politici e quello degli unici portatori d’autorità morale e spirituale. Il compito dei cittadini-sudditi, credenti e non, sarebbe quello di inchinarsi ai loro voleri e valori, obnubilando qualsiasi forma d’autonomia di pensiero. Certo! Tutto ciò che non rientra nei dettami catechetici dell’ormai papa Benedetto XVI, viene bollato come “relativismo etico”, considerato “un lasciarsi portare qua e là da ogni vento di dottrina” fino ad arrivare ad essere una dittatura “che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”. In risposta a questo “rinnovato” assolutismo etico, Giulio Giorello, professore di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano, ha scritto un libro, un coraggioso pamphlet, che rivendica la libertà del laico a non avere nessuna chiesa. Nella fascia blu che avvolge la copertina c’è scritto: “I laici tendono a difendersi, è tempo di attaccare”. Come non essere d’accordo? Lo scontro, spiega il filosofo della scienza, è “tra una verità che non pretende di salvare neanche se stessa e una verità che promette salvezza a chiunque vi si sottometta, tra una ragione che misura la propria gratuità e finitezza senza aver nostalgia di un fondamento e una ragione che nell’imposizione del fondamento trova il proprio sostegno e la propria giustificazione”. Giorello rivaluta e difende il relativismo, inteso come impossibilità, da parte dell’uomo, di raggiungere certezze assolute e definitive e non come arbitrio incontrollato e privo di regole. Ammettiamo, però, che il termine relativismo si presta a slogan fuorvianti, quelli che inducono i Pera e i Ratzinger a tuonare frasi come: “No alla dittatura del relativismo!”, frase strumentale e ad effetto per colpire il cuore della laicità dello Stato e della libertà di ricerca. A nostro dire sarebbe più corretto parlare di pluralismo, ma di fronte alla questione terminologica Giorello, però, non sembra preoccuparsi molto, anche se tenderebbe a preferire il termine “fallibilismo”, caro a Popper e a Peirce, cioè la capacità di imparare dagli errori, attraverso il confronto e la critica. Il relativismo, non essendo una religione o un dogma, è un atteggiamento mentale che consente ad ogni teoria di avere i suoi critici e i suoi difensori pubblici. Permette ad ogni posizione di avere il suo buon diritto a misurarsi e a mostrare i suoi fondamenti. Ed è proprio la scienza l’attività più imparentata al relativismo. Di nessuna Chiesa è un libro di poche pagine, ma denso di concetti filosofici che a prima lettura possono apparire ostici per chi non è addetto ai lavori. Tuttavia fornisce molti spunti di riflessione che, specie in alcuni punti, sono illuminanti, compensando l’iniziale e superabile difficoltà interpretativa. Due esempi: “La solidarietà ha tre fili (natura, tecnica e società), non implica un principio trascendente, nemmeno pretende di escluderlo. In questo senso è disposta ad aprirsi ai membri di qualsiasi chiesa – purché costoro si impegnino al rispetto delle differenze, nella pratica prima ancora nella teoria”. “Una società aperta e libera dovrebbe disporre di strutture protettive atte a garantire la tolleranza e a scoraggiare non solo l’intollerante, ma qualsiasi ‘ingegnere di anime’ che, spinto da un irrefrenabile ‘altruismo’, voglia imporre le proprie ricette per plasmare l’uomo e la donna ‘nuovi’, costringendoli a scegliere quello che lui giudica essere il bene”.
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Dal
big bang a dio, il lungo viaggio della vita "La Biochimica
è la materia che studia i processi chimici che permettono alla
vita di esistere in tutte le sue forme ed espressioni. Troverà il
libro nel sito www.geocities.com/biochimicaditutti . Il libro non è coperto da copyright ed è liberamente
e gratuitamente scaricabile da tutti coloro che fossero interessati
a saperne di più sul viaggio che ci ha fatti ciò che siamo
in tutte le nostre componenti sia fisiche che metafisiche (spiritualità
compresa!).
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Nicola Ghezzani (Editore Franco Angeli, pg. 144, 15 euro) Una delle maggiori angosce
che affliggono la persona che soffre nella psiche è la confusa
varietà dell’offerta psicoterapeutica. A terapia avviata,
uno dei suoi maggiori problemi è la dipendenza dallo psicoterapeuta,
dai gruppi o le scuole di terapia, dagli psicofarmaci. Nicola Ghezzani, psicologo e psicoterapeuta, vive e lavora a Roma dove ha contribuito alla formulazione dei principi della Psicoterapia dialettica. E' consulente scientifico presso associazioni di pazienti e di mutuo aiuto. Con Franco Angeli ha già pubblicato Uscire dal panico (2000), su ansia, fobie e attacchi di panico, Volersi male (2002), sulle patologie masochistiche e la depressione e Crescere in un mondo malato. Bambini e adolescenti in una società in crisi (2004). |
| NECESSITA' E LIBERTA'
- L'ateismo oltre il materialismo di Carlo Tamagnone Editrice Clinamen (www.clinamen.it), Firenze 2004, pagine 289, Euro 23,80 ( Recensione di Fabio Bazzani ) Vi sono due errori ermeneutici fondamentali, scriveva Schopenhauer, che attraversano l'intera storia del pensiero occidentale e che lo connotano in situazione di radicale distanza dal vero: l'interpretazione idealistica e l'interpretazione materialistica della realtà; né l'una né l'altra, di fatto, rappresentano la realtà, poiché tanto l'una quanto l'altra forniscono di essa una lettura parziale, rinserrandola in una dimensione che, o su un versante oppure sull'altro, ne elimina elementi basilari e costitutivi. Tanto l'idealismo quanto il materialismo, infatti, pur se caratterizzati da una differente determinazione del soggetto, sono accomunati, nondimeno, dal medesimo "sguardo" sul soggetto medesimo e sul suo necessario rapporto con l'oggetto, un rapporto che viene scorto non in termini di correlazione bensì in termini di causazione: l'idealismo fa del soggetto la precedenza assoluta, la causa dell'oggetto, dimenticando, in tal modo, che l'unico rapporto tra loro sussistente è quello della correlazione conoscitiva (non si può pensare ad un soggetto senza un oggetto, anche perché, in ogni caso, il soggetto medesimo è sempre oggetto a se stesso); il materialismo, per parte sua, riconduce quella precedenza assoluta, quel momento causativo, all'oggetto in quanto tale (è l'oggetto ad esser causa del soggetto), dimenticando che dell'oggetto neppure si potrebbe parlare se non vi fosse un soggetto che lo dice e che, quindi, lo pensa e lo ha pensato. Idealismo, da un parte, e materialismo, dall'altra, conclude Schopenhauer, approdano, ognuno per suo verso, ad una forma di metafisica religiosa: il primo, divinizzando la soggettività (che diviene, così, Spirito, Sostanza, Idea, Dio, Causa incausata ecc.); il secondo, divinizzando l'oggettività (che diviene Realtà Oggettiva, Materia ecc.). Questo materialismo, ancora, con l'eliminare il soggetto medesimo dall'ambito dell'esistenza e dell'esperienza - o perlomeno, scorgendovelo solo in una forma tutto sommato accessoria e marginale -, con l'ignorarne le figure pluralmente articolate sia in senso di proiezione che di introiezione conformemente alle quali la vita del soggetto stesso si articola, "reca la morte nel cuore"; si tratta di quel materialismo, appunto assimilabile ad un'idea di totale immanenza della materia - che però, poiché astratto dalla connotazione vitale della materia in quanto tale, giunge a rovesciarsi in una metafisica della più sterile trascendenza della materia stessa -, lo stesso Marx non esitava a definire "volgare". È questa complessa e plurilivellare cornice problematica che, a mio avviso, fa da sfondo all'ultima fatica di Carlo Tamagnone, a quel suo Necessità e libertà che già nel titolo, classico ed impegnativo, rispecchia secoli di dibattito filosofico e riformula questioni ancora per molti versi aperte ed irrisolte. La necessità e la libertà sono, per l'autore, le categorie attraverso le quali leggere la realtà nel suo insieme, una realtà che è plurale ed irriducibile ad uno; ma non solo, la libertà e la necessità rappresentano anche l'articolarsi reale, vitale, della realtà - da qui, anche, il carattere plurale di essa -, tenendo conto del quale risulta non praticabile, conoscitivamente errato, un approccio monistico, tipico di ogni metafisica e di ogni religione, nelle sue declinazioni idealistiche o materialistiche dogmatico-radicali. La visione dell'opera di Tamagnone è prospettica: definisce un approccio ermeneutico inedito che disancora, emancipa, il materialismo dalla deriva metafisica, "morta", "volgare", "religiosa", grazie ad una valorizzazione di quelle componenti esistenziali ed esperienziali che, lo si comprenda o meno, sono imprescindibili in ogni percorso di conoscenza, dal momento che il punto di avvio e di sviluppo di ogni sapere non può muovere che da una interrogazione del soggetto interrogante, interrogazione che è innervata nella nostra esistenza ed esperienza medesime. In questo senso, vale a dire in una prospettiva antimetafisica, antimonistica, anche il sottotitolo dell'opera, "L'ateismo oltre il materialismo", è molto significativo e ricco di sollecitazioni: solo un'idea di materialismo scaturente da un approccio analitico di indagine che faccia rientrare nella dimensione correlata della soggettività e della oggettività i motivi dell'esperienza, costituenti in quanto tali una realtà non riconducibile a monotematicità, è in grado di liberare il pensiero dalla metafisica religiosa, tanto dalla religione dell'idea quanto dalla religione della materia, da una ontologia materialistica che di frequente continua ad esprimersi secondo gli stilemi di un sorpassato positivismo e di un male interpretato marxismo. E se le filosofie di Schopenhauer e di Marx possono, sotto alcuni riguardi, essere ricordate come i riferimenti impliciti, perlomeno sotto il profilo dell'inquadramento problematico e per qualche indicazione di metodo, della riflessione di Tamagnone, un altro pensatore classico può forse essere richiamato ad antecedenza della prospettiva pluralistica, atea ed "oltrematerialistica" che egli propone; mi riferisco a Feuerbach ed alla sua antropologia integrata dalla fisiologia, ad una dimensione della teoresi, che Tamagnone definisce "dualismo reale" e che appunto determina un approccio analitico all'esperienza ed all'esistenza di tutti gli enti su uno sfondo pluralistico; il che, poi, a ben vedere, altro non è se non la realtà in quanto molteplicità di forme. Fabio Bazzani |
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VATICANI
TALEBANI - di Valter Vecellio "E' una marea
nera che sale, e ci sommerge; tutto travolge, ammorba e inquina. E'
la marea clericale.." |
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La misura
dell'infinito - di Roberto Sabatini La dimensione religiosa
in cui l'umanità si affanna da secoli si è proposta come
il più alto livello spirituale raggiungibile dagli esseri umani. |
| Sudan Schiava - di Mende Nazer Ed. Sperling & Kupfer, 2003, 16 euro Quella di Mende
Nazer non è una favola crudele o una storia di ieri, ma una vicenda
venuta alla luce a Londra nel corso del 2000, raccolta dal giornalista
inglese Damien Lewis. Mende, che in sudanese significa gazzella, è
una ragazzina dodicenne della tribù dei nuba. Vive felice in
un villaggio di montagna formato da capanne di fango con il tetto di
paglia, e sogna di diventare medico. Ma l'arrivo di predoni mujaheddin,
appartenenti alle milizie, stronca i suoi sogni. Strappata alle montagne
della Nuba insieme ad altre bambine, sarà violentata e venduta
a una ricca famiglia araba di Karthoum. Da quegli uomini che bruciano,
stuprano e rapiscono in nome di Allah, Mende, cresciuta secondo i precetti
musulmani, apprende che può esserci un modo crudele di intendere
la religione. Da una vecchia nuba, rinchiusa da anni in una ricca dimora
araba della capitale, impara una parola terribile: abda, schiava. Recensione di Geraldina Colotti - LE MONDE diplomatique |
| XX SETTEMBRE 1870….E
QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE di Maurizio Marchetti - Fabio Croce Editore pp. 120 - 10.00 Presentazione a cura dell'autore Questo mio III° libro si riallaccia al I°: La santa inquisizione, La Fiaccola, 1998. Non a caso infatti qualcuno mi fece rilevare che ne La santa inquisizione argomentai lungamente i papi che pontificarono nel Medioevo e nel periodo rinascimentale, ma fui superficiale nel trattare i pontificati del periodo risorgimentale; credo che questo libro abbia reso "giustizia". I papi trattati infatti sono: Pio VI°, Pio VII°, Leone XII°, Pio VIII°, Gregorio XVI° e Pio IX° … il beato. Per cui tutto il periodo risorgimentale: dalla I° repubblica romana del 1798/99 alla breccia di Porta Pia del 1870. La dittatura papale non fu diversa dalle altre, fu peggio. Nei regimi dittatoriali, di destra di sinistra che siano, si perseguitano tutti coloro che contestano il regime e quindi il reato è politico; ad esempio in Italia, durante il fascismo, a chi non possedeva la tessera del partito non era concesso di lavorare nella pubblica amministrazione; così pure nei paesi dell'est. Eccessi coercitivi si raggiunsero poi nella Germania Nazista, dove i contrari al regime venivano internati nei campi di lavoro, e nella Russia di Stalin dove i dissidenti venivano esiliati in Siberia. Si sa, questi regimi hanno avuto tutti chi più chi meno vita breve, nessuno ha raggiunto il secolo. La dittatura papale è durata quasi mille e cinquecento anni e il suo nefasto dominio ci perseguita ancora. Nei secoli, dove il potere temporale regnava incontrastato, si perseguitava l'individuo non solo per incompatibilità col regime ma soprattutto per motivi di fede, vedi lo scellerato tribunale della Santa Inquisizione che ho definito e lo ribadisco tuttora fu lo strumento più mostruoso che mente umana potesse concepire. Ogni individuo che solo osava pensare con il proprio cervello o che metteva in discussione i dogmi imposti da S. Romana Chiesa, veniva arrestato e se impenitente arso vivo. La spietata lotta all'eresia, la caccia alle streghe, la controriforma, l'esasperata lotta contro la scienza e contro ogni forma di progresso, questo era l'oscurantismo clericale, che nel Medioevo raggiunse l'apice del suo "splendore". Il Galatei scrisse che sotto il potere temporale perirono 8 milioni di persone, in seguito ricercatori più accurati sostennero che le vittime superarono i 10 milioni, considerando le guerre di religione e i massacri compiuti nel nome di dio nelle Americhe e in Africa. Infine vorrei aggiungere al loro curriculum, e questa è una mia considerazione personale, la loro responsabilità nell'olocausto. E' chiaro come il sole che i 6 milioni di ebrei furono uccisi dai nazisti, ma è anche vero che l'odio antigiudaico è di matrice cristiana, come l'istituzione del ghetto, il colore giallo da indossare sui propri vestiti come segno di riconoscimento per evitare ogni commistione con i cristiani, le prediche coatte, l'impossibilità di lavorare in propri negozi fuori dal ghetto e tutte le altre restrizioni a cui gli ebrei furono sottoposti durante il potere papale; infine non è un mistero che molti gerarchi nazisti riuscirono a rifugiarsi in America latina e nella Spagna franchista grazie all'aiuto vaticano. Per cui è vero quello che disse Aldo di Castro: se uno ruba e l'altro guarda sono responsabili tutti e due …. ma a noi hanno rubato la vita. Maurizio Marchetti · Libri scritti da Maurizio Marchetti: 1. "La Santa Inquisizione" edito da La Fiaccola - Ragusa 2. "Mea culpa" edito da Fabio Croce Editore - Roma 3. "XX settembre 1870…" edito da Fabio Croce Editore |
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A
cura di Carlo Brunori Jacopo
Fo, Sergio Tomat, Laura Malucelli |
| Lunedì
7 Aprile 2003 il Prof. Mario Alighiero Manacorda ha presentato
il libro "Chiesa e schiavitù" di Alessandro Corvisieri, Paleario Editore - E. 18,00 Nella "Casa delle Culture" a Trastevere, affollatissima fino alla porta d'ingresso, Mario Alighiero Manacorda ha presentato questa nuova fatica di Alessandro Corvisieri: un libro straodinariamente ben documentato su un fenomeno di atroce disumanità del quale credevamo che la chiesa cattolica fosse del tutto incolpevole, anzi addirittura strenua avversaria. E invece no. Un formidabile lavoro di ricerca compiuto su testi rarissimi, alcuni dei quali introvabili persino nella Biblioteca Nazionale, ha consentito a Corvisieri di smentire la vulgata secondo la quale il sollecito e amorevole lavoro della chiesa nei secoli avrebbe contribuito ad eliminare l'inumana pratica.Il libro documenta molto bene peraltro anche il lavoro di omissione e disinformazione compiuto da preti e intellettuali per nascondere le responsabilità della chiesa cattolica sul mantenimento del fenomeno. Alla brillante presentazione di Manacorda ( un vero sollievo intellettuale per chi ancora crede che la laicità sia un valore in questo paese in piena deriva clericale ), hanno fatto seguito le dotte e insieme gustose annotazioni dell'autore. Un libro assolutamente da non perdere. Recensione a cura di Giulio C.Vallocchia |
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Recensione a cura di Massimo D'Angeli. Roberto Verolini
- "Il Dio laico: caos e libertà"; ed. Armando,
Roma, 1999; pagg. 268, euro 15,00 |
| Su www.galileonet.it
la recensione de "La Repubblica dei numeri"
un libro di Piergiorgio Odifreddi, un matematico laico |
| GESU'
LAVA PIU' BIANCO
- Ovvero come la Chiesa inventò il marketing Edizioni Minimum Fax Autore Bruno Ballardini, prezzo lire 16.000 numero di pagine 174 , collana filigrana. Gesù lava più bianco dimostra come le tecniche che si insegnano ai manager nelle più prestigiose e moderne scuole di marketing del mondo siano state in realtà utilizzate (se non addirittura inventate) dalla Chiesa cattolica in duemila anni di storia. Come l'autore scrive nell'introduzione, "questo libro vuole mostrare in concreto l'impressionante bagaglio tecnico e la preparazione dei più grandi strateghi della storia". Un testo inconsueto e provocatorio che tratta con rara semplicità argomenti complessi, e che susciterà ampio interesse di pubblico nei credenti come nei laici. Gesù lava più bianco dimostra come le tecniche che si insegnano ai manager nelle più prestigiose e moderne scuole di marketing del mondo siano state in realtà utilizzate (se non addirittura inventate) dalla Chiesa cattolica in duemila anni di storia. Come l'autore scrive nell'introduzione, "questo libro vuole mostrare in concreto l'impressionante bagaglio tecnico e la preparazione dei più grandi strateghi della storia". Un testo inconsueto e provocatorio che tratta con rara semplicità argomenti complessi, e che susciterà ampio interesse di pubblico nei credenti come nei laici. L'autore Bruno Ballardini, pubblicitario e docente di Tecniche della Comunicazione Pubblicitaria, ha pubblicato L'avventura come mestiere (Dedalo, 1985) e per Castelvecchi La morte della pubblicità (1994, 1998) e Manuale di disinformazione (1995). l'autore Bruno Ballardini, pubblicitario e docente di Tecniche della Comunicazione Pubblicitaria, ha pubblicato L'avventura come mestiere (Dedalo, 1985) e per Castelvecchi La morte della pubblicità (1994, 1998) e Manuale di disinformazione (1995). |
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LA
POSIZIONE DELLA MISSIONARIA In
occasione della santificazione di Madre Teresa di Calcutta torna un
libro che fa sentire una voce fuori dal coro Christopher Hitchens La
posizione della missionaria (teoria e pratica di Madre Teresa) traduzione
di Eva Kampmann introduzione di Antonio Pascale 7,75 euro 126 pagine
isbn 88-87765-69-3 collana: filigrana il libro Il celebre saggista e
polemista americano Hitchens ci propone una insolita analisi della figura
di Madre Teresa di Calcutta, rafforzata dalle testimonianze affidabili
e ben documentate di alcune suore ed ex infermiere che lavorarono per
la missionaria di origine albanese, nonché di un autorevole medico,
Robin Fox, direttore di una delle più importanti riviste mediche al
mondo, The Lancet). Hitchens sottopone all'attenzione del lettore gli
aspetti più contraddittori dell'attività della religiosa e mette in
discussione, in maniera coraggiosa e politicamente scorretta, l' "etica
della sofferenza" che ne è alla base. "Se esiste un inferno, Hitchens
ci andrà per questo libro" (New York Press) |
| "LA BIBBIA
DEI NON CREDENTI" di Francesco Antonioli - Piemme, pp. 222, euro 14,90. Recensione a cura di C.Brunori. Cinquanta figure di spicco dell'Italia di oggi leggono a modo loro un passo dal Vecchio o Nuovo Testamento. Da non credenti, appunto, segnalando le ragioni del loro scetticismo o l'attualità di certe pagine. Il curatore del volume , Francesco Antonioli, spiega nell'introduzione: «Definirli "non credenti" semplifica molto rispetto a chi non ama classificazioni e che, a seconda dei casi, può dirsi ateo, agnostico, tiepido, tormentato, religioso ma non osservante, in ricerca, non credente, appunto, ma anche miscredente». Destra e sinistra sono ben rappresentate. Ci sono scienziati (Hack, Regge), imprenditori (Romilda Bollati, Dettori), storici e filosofi (Cacciari, Natoli, Rusconi), politici (Bertinotti, Borghezio, Violante), i due ex terroristi Tuti e Segio, giornalisti (Gramellini, Lerner, Mo, Veneziani), uomini di spettacolo (Arbore, Cavani, Grillo, Guccini, Nichetti, Volo) e scrittori (Ceronetti, Consolo, De Luca, De Crescenzo) ed altri ancora. A proposito di De Crescenzo leggiamo un suo pensiero: "Un Dio buono che condanna o che permette il male non si può concepire. Nella mia vita ho assistito a vicende terribili: penso al calvario di mio nipote distrutto dalla sclerosi multipla. Ma perché Dio l'ha fatta venire a Francesco e non invece a quello sciagurato assassino che ha ammazzato due bambine inglesi? Al nodo di fondo si arriva presto: Dio esiste? Io, non sapendolo, posso chiamare tutto ciò che non so «Dio». Anche scervellandomi, non riesco a far altro che ragionare con i criteri che conosciamo: larghezza, lunghezza, altezza, tempo che passa". |
| La favola
di Cristo - di Luigi Cascioli E. 12,50 |