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CULTURA
FILMOGRAFIA ATEA SCETTICA LAICA
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Questa
pagina è dedicata al cinema che ha visitato l'ateismo,
lo scetticismo, l'agnosticismo, il dubbio esistenziale
di carattere religioso, l'anticlericalismo serio e storicamente
impegnato ma anche quello irriverente.
Il contributo della decima arte per liberare l'umanità
dai tabù, dai dogmi, dalle invenzioni mistificatorie e
dai condizionamenti sociali e sessuali
indotti dai sistemi religiosi.
I visitatori di questa pagina sono cordialmente invitati
a commentare i film privi di recensione o ad aggiungere
il loro parere su quelli già recensiti.
Sarà gradita anche la semplice segnalazione dei
titoli di altri film a tematica atea, scettica, anticlericale
o comunque riguardanti problematiche connesse all'influenza
delle religioni nella vita degli individui e delle comunità.
Scrivere a infotiscali@nogod.it
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(elenco
in ordine alfabetico escludendo l'articolo)
| Aiuto
! di Richard Lester 1965, 92 minuti. Una setta religiosa
da la caccia ai Beatles per recuperare un anello sacro
in possesso di Ringo Starr. Occasione di una satira nei
confronti dei costumi tradizionali degli inglesi. |
| All'onorevole
piacciono le donne, di Lucio Fulci 1972, 108 minuti.
Farsa particolamente mal riuscita che ha però il
merito di rispecchiare il bacchettonismo di un certo mondo
politico cattolico dell'epoca. (GCV) |
| L'amante
del prete, di Georges Franju 1970, 100 minuti. In
uno sperduto paese della provincia francese si dipanano
i turbamenti, i digiuni, la preghiere di un giovane parroco
che ha modo di scoprire anche i piaceri del sesso grazie
al casuale incontro con una ragazza. Sarà questa
a pagare con il suicidio il ripensamento del parroco.
(GCV) |
| Amantes-
Amanti di Vicente Aranda 1991, 104 minuti. La repressione
sessuale nella Spagna bigotta e franchista degli anni
'50 è la cornice di questo dramma di amore e morte
incentrato sul classico triangolo. |
| Gli
amanti crocifissi, di Kenji Mizoguchi 1954, 102 minuti.
La crocifissione è la pena che la legge stabilisce
per gli adulteri nel Giappone del XVIII secolo. Storia
di una ribellione alle rigide convenzioni feudali fino
alla tragica conseguenza. |
| Amen,
di Costa Gavras 2002, 132 minuti. Ispirato al dramma
teatrale Il Vicario il film non sembra al livello del
miglior Costa Gavras che qui sembra girare a vuoto attorno
al nodo centrale della storia, il silenzio della chiesa
cattolica, ma non solo di questa, sull'olocausto nel momento
in cui si verificava. (GCV) |
| L'amore,
di Roberto Rossellini 1948, 78 minuti. Film in due
episodi con Anna Magnani. Nel secondo la Magnani, barbona
sciroccata, viene sedotta e messa incinta da Federico
Fellini nei panni di un pastore che l'ingenua crede San
Giuseppe. Nel finale, dopo essere stata derisa dai compaesani,
mentre partorisce tutti s'inginocchiano. Soggetto e sceneggiatura
sono di Fellini. |
| Amore
e rabbia, di Lizzani, Bertolucci, Pasolini, Godard, Bellocchio
1969, 100 minuti. Film a episodi con rilettura in
chiave dissacrante di alcune parabole del vangelo. |
| L'angelo
sterminatore, di Luis Buñuel 1962, 89 minuti.
Incubo di un gruppo di persone in un interno: una forza
misteriosa impedisce loro di uscire dalla stanza in cui
hanno consumato un lauto pasto. La situazione fa esplodere
i peggiori istinti degli ospiti che ad uno ad uno rivelano
tutte le proprie meschinità dietro la facciata
perbenista. Quando tutto sembra finito, dopo un liberatorio
te deum, l'incubo ricomincia. (GCV) |
| L'anima
e la carne, di John Huston 1957, 107 minuti. Una monaca
e un marine naufraghi su un'isola deserta. Non c'è
sesso, ma una diffusa vena erotica percorre tutto il film.
Un crocifisso decapitato provoca un brivido iconoclastico. |
| Anna,
di Alberto Lattuada 1952, 105 minuti. Sorella Anna,
infermiera in attesa di diventare monaca, rievocando il
suo passato di ex ballerina mette in crisi le sue scelte.
Commistione di sacro e profano che all'epoca suscitò
scandalo e successo al botteghino. |
| Un
apprezzato professionista di sicuro avvenire, di Giuseppe
De Santis 1972, 129 minuti. Un giovane avvocato scopertosi
impotente convince un amico prete a ingravidare sua moglie.
Ma il prete ci ha provato gusto e getta la tonaca alle
ortiche per dedicarsi ai piaceri della carne. L'avvocato
lo ammazza e fa cadere la colpa su un disoccupato meridionale
che però ha capito tutto e patteggia con l'assassino
il mantenimento di moglie e figli in cambio del silenzio.(GCV)
|
| L'armata
Brancaleone, di Mario Monicelli 1966, 120 minuti.
Straordinario successo di critica e pubblico per quello
che rimane un capolavoto di Monicelli e del cinema italiano.
Efficacissima la parodia de "lo monaco santo"
che inganna e farnetica sempre in nome di dio. (GCV) |
| Arrivano
i bersaglieri, di Luigi Magni 1980. Terza incursione
di Luigi Magni nella storia del Risorgimento nazionale
rivisitato nel microcosmo romano. Maneggi e manovre di
preti e laici per riciclarsi politicamente dopo la breccia
di Porta Pia. Emerge qui, più che nei precedenti
film, lo spiritaccio anticlericale dell'autore attento
a sottolineare riferimenti all'attualità politica
contemporanea. (GCV) |
| Il
bambino di Mâcon, di Peter Greenaway 1992, 112
minuti. Miracoli, sortilegi, imbrogli, sangue e morte
in questo grandioso affresco di una società bigotta
del 17° secolo. Paradigma straordinario di come lo
sfruttamento della credulità popolare arricchisca
chiunque ne sappia approfittare. Ma ci sono organizzazioni
a ciò deputate che lo sanno fare meglio di tutti.
(GCV) |
| I
banchieri di Dio - Il caso Calvi, di
Giuseppe Ferrara 2001, 130 minuti. La storia
di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano dal
1975, arrestato nell' '81 per il fallimento del Banco,
condannato a 4 anni di reclusione e 15 miliardi di multa,
trovato impiccato il 18 giugno del 1982 sotto il Ponte
dei Frati Neri a Londra. Tentativo di ricostruire gli
intrecci fra Banco Ambrosiano, lo IOR, l'Opus Dei e la
Massoneria, su cui non è stata ancora fatta piena
luce, soprattutto per quanto riguarda il Vaticano. Nel
film c'è di tutto: P2, attentato al Papa, guerra
delle Falklands, Andreotti, Craxi, Michele Sindona, agenti
segreti e ambigui faccendieri. Ma i responsabili della
banca vaticana Paul Marcinkus e il suo braccio destro
Mennini si salvano. |
| Beatrice
Cenci, di Guido Brignone 1941, di Riccardo Freda 1956,
di Lucio Fulci 1969. In tutte le edizioni, dove più
dove meno, emerge il peso della chiesa nel determinare
la tragica fine sul patibolo della giovane Beatrice accusata
di parricidio. (GCV) |
| Becket
e il suo re, di Peter Glenville 1964, 148 minuti.
I conflittuali rapporti fra il potere e la religione.
Enrico II d'Inghilterra e l'arcivescovo di Canterbury
non trovano l'accordo neppure grazie alla stima reciproca
e all'amore (anche omosessuale ?) (GCV) |
| Bella
di giorno, di Luis Bunuel 1967, 100 minuti. |
| Il
bell' Antonio, di Mauro Bolognini 1960, 105 minuti.
Il mito della virilità nel profondo sud crea grossi
problemi a un marito scarsamente attivo. Matrimonio annullato
grazie alla sacra rota. |
|
La
bellezza del diavolo, di René Clair 1949,
92 minuti. Il mito di Faust rivisitato in atmosfera
esistenzialista.
|
| Brancaleone
alle crociate, di Mario Monicelli 1970, 117 minuti. |
| Brian
di Nazareth, dei Monty Python 1979. Imperdibile esempio
di ironia, gusto e cultura al servizio della dissacrazione
intelligente dei più ammuffiti stereotipi sulla
sacralità delle istituzioni civili e religiose.
(GCV) |
| La
buena vida, di David Trueba 1996, 108 minuti. L'iniziazione
alla vita di un adolescente rimasto orfano fra una cugina
piromane che incendia sacrestie e un nonno che più
si avvicina alla morte e più divena ateo. |
| Il
cappello da (del) prete, di F.Maria Poggioli 1945,
82 minuti. |
| La
carbonara, di Luigi Magni 1999, 117 minuti. Briganti,
sbirri papalini, frati e cardinali ruotano intorno all'osteria
della bella carbonara nella campagna romana. Siamo nel
1825 e Luigi Magni torna ad ambienti e personaggi non
molto nuovi rispetto alla sua produzione precedente. Il
film scorre alludendo chiaramente a situazioni politiche
e sociali del giorno d'oggi. |
| Carrie,
lo sguardo di Satana, di Brian De Palma, 1976, 97
minuti. |
| Cattive
abitudini, di Michael Lindsay-Hogg 1976, 90 minuti.
Gradevole satira sulle manovre "politiche" per
l'elezione della nuova badessa in un convento di Filadelfia. |
| Le
chiavi del paradiso, di John M. Sthal 1944, 137 minuti.
Drammone strappalacrime ricavato da un romanzo di A.J.Cronin.
Un prete buonisimo e serissimo vive una difficile vita
da missionario in Cina, ma la figura più credibile
e che più si ricorda è quella del vescovo
che non capisce i meriti dell'umile prete. Presuntuoso
e pieno di sé fa una splendida carriera ecclesiastica.
Naturalmente. |
| Un
chien andalou, di Luis Bunuel 1929, 25 minuti. |
| Il
cielo può attendere, di Ernst Lubitsch 1943,
112 minuti. Un irriducibile puttaniere, anche se innamoratissimo
della moglie, muore ma va in paradiso alla faccia del
perbenismo americano dell'epoca. Inno alla libertà
di costumi sessuali (ma solo per i maschi) che non trova
sanzione né da parte delle autorità celesti
né di quelle infernali in questo film rappresentate
da un Mefistofele molto comprensivo. (GCV) |
| La
classe dirigente, di Peter Medak 1972, 120 minuti.
Satira a momenti molto ben riuscita sulla classe dirigente
in Gran Bretagna. Particolarmente interessante, oltre
al protagonista che all'inizio si crede Gesù interpretato
da Peter O'Toole, il personaggio del vescovo Lampton. |
| Come
in uno specchio, di Ingmar Bergman 1960, 89
minuti. La ricerca di un dio "silenzioso" che
non si fa sentire se non nelle crisi isteriche di una
donna appena uscita da un manicomio. |
| Il
comune senso del pudore, di Alberto Sordi 1976, 130
minuti. Quattro episodi intorno a problematiche sessuali
di vario genere fra i quali ricordiamo quello del pretore
super moralista che va a comprare riviste porno nel paese
vicino. |
| Confortorio,
di Paolo Benvenuti 1992,
84 minuti. |
| Il
coraggio e la sfida, di Roy Ward Baker 1961, 129 minuti.
Complesso melodamma in ambiente western/messicano in cui
un prete deve combattere fra le tentazione amorose di
una giovane donna e quelle più insidiose di un
cattivo pistolero. Un duello finale con prete e bandito
morenti uno sull'altro appare molto di più che
un'allusione omoerotica.(GCV) |
| Il
crimine di padre Amaro, di Carlos Carrera 2003, 120
minuti. Precise critiche al celibato ecclesiastico al
centro di questo film un po' melodrammatico con prete
innamorato che non vuole rinunciare alla sua missione
e una ragazza che abortendo muore. |
| Cristo
fra i muratori, di Edward Dmytryk 1949, 120 minuti.
Tentativo di conciliare cristianesimo e marxismo che costò
l'ostilità della Commissione Mc Carty. Il fil fu
portato a termine in Inghilterra. |
|
Il Decameron, di Pier Paolo Pasolini 1970, 111 minuti.
Primo film di una trilogia. Nove novelle del Boccacio
reinterpetate da Pasolini con grande personalità
narrativa che si ripeterà nei successivi Racconti
di Canterbury e Fiore delle mille e una notte. (GCV) |
| Delitto
di fede, di Stephen Gyllenhaal 1988, 90 minuti. Preghiere
e delusioni per la guarigione di un figlio che, privato
delle medicine per essere affidato al solo intervento
divino, alla fine muore. |
| I
diavoli, di Ken Russel 1971, 113 minuti. Straordinaria
trasposizione cinematografica di un episodio realmente
accaduto nella Francia di Richelieu (1634). A volte ridondante
di immagini violente descrive con dovizia di particolari
procedure e metodi applicati dagli inquisitori per ottenere
dai testimoni le prove necessarie a portare sul rogo la
vittima predestinata. (GCV) |
| Dies
irae, di Carl Theodor Dreyer 1943, durata 105 minuti. |
| La
dolce vita, di Federico Fellini 1960, 173 minuti. |
| Dogma,
di Kevin Smith 1999, 130 minuti. Variamente interpretato
dai critici, piuttosto discordi nel valutarlo, questa
fantasy comedy descrive una lotta fra angeli buoni e angeli
cattivi il cui esito potrebbe distruggere il mondo. (GCV) |
| 2001
Odissea nello spazio, di Stanley Kubrik 1968, 141
minuti. |
| ....e
l'uomo creò Satana, di Stanley Kramer 1960, 127
minuti. Spencer Tracy, in ottima forma interpreta un professore
portato in tribunale con l'accusa di insegnare la "blasfema"
teoria evoluzionista. |
| L'esorciccio,
di Ciccio Ingrassia 1975, 95 minuti. Satira ruspante
e a volte ingenuamente gradevole del più celebre
film americano. Qui però l'imbroglio serve anche
a mettere in ridicolo le assurdità di una pratica
secolare. (GCV) |
| L'esorcista,
di William Friedkin 1973, 120 minuti. Grande successo
al botteghino per questo horror satanico/religioso cha
ha avuto l'effetto di confermare i creduloni nella credulità
e di convincere definitivamente gli scettici sulla ridicolaggine
dell'esorcismo. Indimenticabile ed esilarante la scena
della rotazione di 360 gradi della testolina della piccola
posseduta dal demonio. Il film è uscito nuovamente
nel 2000 con 11 minuti in più di effetti speciali
e una nuova colonna sonora. Per il cambiamento dei costumi
del pubblico pare che che questa abbia suscitato molte
più risate della precedente edizione. (GCV) |
| L'età
dell'oro (L'age d'or), di Louis Bunuel 1930.
Impietosa decrizione della meschinità umana e travolgimento
dei valori tradizionali, in special modo della religione.
Il film rappresenta il conflitto presente nella società
tra il sentimento dell'amore e qualunque altro come le
convenzioni religiose. I personaggi sono reali; le azioni,
animate sempre da un sano egoismo, escludono sempre il
controllo o qualsiasi sentimento. L istinto sessuale e
il senso della morte formano la sostanza del film. Un
vero capolavoro. A volte in qualche cinema d essai.
(R.Vilmercati) |
| Il
faraone, di Jerzy Kawalerowicz 1966, durata 135 minuti.
Grande esempio della migliore cinematografia polacca.
I tentativi di un sovrano di liberarsi dalla ingombrante
tutela dei sacerdoti. Conflito fra potere religioso e
civile facilmente confrontabile con situazioni attuali.(GCV) |
| Faust,
di Friedrich Wilhelm Murnau 1925, 85 minuti. |
| Il
figlio di Giuda, di Richard Brooks 1960, 145 minuti.
Spietata analisi dell'america bigotta e intollerante affascinata
dai predicatori di professione. |
| Frate
Ambrogio, di Marty Feldman 1980, 97 minuti. Un po'
farsesco questo film descrive le peripezie di un frate
trappista nell'ambiente sociale e umano dei predicatori
che fanno soldi con la religione negli USA (GCV) |
| Galileo,
di Liliana Cavani 1968 e di Joseph Losey 1974. |
| La
guerra dei mondi, di Byron Haskin 1953, 85 minuti.
Ispirato all'omonimo romanzo di H.G.Wells fu un grande
successo grazie anche agli effetti speciali molto ben
fatti per l'epoca. Gli alieni invadono la terra ma sono
sconfitti dai nostri microbi. Esilarante la scena in cui
un prete, brandendo il crocifisso d'ordinanza, tenta di
fermarli ma.... ZOT ! viene disintegrato lui e il crocifisso. |
| Il
gioco dei rubini, di Boaz Yoakim 1998, 117 minuti.
Un film importante che testimonia come ipocrisia el bigottismo
siano fenomeni che allignano in tutti i sistemi religiosi
come, in questo caso, nelle comunità ebraiche ortodosse.
Il difficile cammino di una donna verso l'indipendenza
e l'affrancamento da usi, costumi ed anche dalla religione
di appartenenza. Interessante occasione di confronto con
gli ambienti ebrei liberal spesso descritti nei film di
Woody Allen.(GCV) |
| Giordano
Bruno, di Giuliano Montaldo 1973, 123 minuti. |
| Giovanna
d'Arco, di Ubaldo Maria del Colle 1913, di Gustav Ucicky
1935, di Victor Fleming 1948. |
| Gostanza
da Libbiano, di Paolo Benvenuti 2000, 92 minuti. |
La
grande strage nell'impero del sole, di Irving Lerner 1969
- Spettacolare ricostruzione del saccheggio e delle stragi
compiute in nome del dio cristiano dai conquistadores
comandati da Francisco Pizarro nei territori
degli Incas.(GCV) |
| Harry
a pezzi di Woody Allen 1997, 96 minuti. |
| Hawaii,
d George Roy Hill 1966, 130 minuti. Grande affresco
in cui un sacerdote tenta di scardinare la libera e felice
cultura indigena con la sovrapposizione del cristianesimo. |
| L'indiscreto
fascino del peccato, di Pedro Almodóvar 1983, 87
minuti. |
| In
nome del papa re, di Luigi Magni 1977 - Secondo film
di una serie inaugurata da "Nell'anno del Signore"
in cui Luigi Magni ritorna ad esaminare il Risorgimento
italiano in ambito romano. Piace in questo film l'ottica
laica più che l'anticlericalismo che viene imputato
all'autore da chi, nella politica italiana, cerca di stabilire
negli anni '70 un rapporto privilegiato con la chiesa
cattolica. Sono gli anni delle leggi sul divorzio e sull'aborto
e alcuni presunti laici sono preoccupatissimi di perdere
la benedizione del vaticano ai loro progetti politici.(GCV) |
| In
nome del popolo sovrano, di Luigi Magni 1971, 105
minuti. |
| Interno
di un convento, di Walerian Borowczyk 1978, 100 minuti.
Un uomo entra in un convento per la gioia delle suorine
e del regista che ama tanto il genere erotico. |
| Il
ladrone, di Pasquale Festa Campanile 1980, 112 minuti.
Un ladruncolo palestinese è convinto che Gesù
sia un suo collega in imbrogli, solo un po' più
bravo di lui. Memorabile le battute finali: ".......Stasera
sarai con me in paradiso" "Grazie, vai pure
avanti tu". |
| La
lettera scarlatta, di Wim Wenders 1972 e di Roland Joffé
1995 . Entrambi i film sono tratti dal famoso romanzo
di N.Hawthorne, in cui si intrecciano storie d'amore e
tentativi di emancipazione femminile in una comunità
puritana di Salem. Bigottismo e intolleranza, processo
per stregoneria e annesse violenze fisiche e morali sono
opportunamente evidenziate (GCV) |
| Luci
d'inverno, di Ingmar Bergman 1963, 81 minuti. Storia
del fallimento umano e professionale di un pastore protestante
che perde - nell'ordine - la moglie, la fede in dio, l'occasione
di ristabilire un rapporto d'amore con un'altra donna,
la fiducia di un parrocchiano che si ammazza, e la stima
della moglie di quest'ultimo. |
| Maddalena,
di Augusto Genina 1954, 97 minuti. Gli abitanti di
un piccolo paese non perdonano a una prostituta di aver
impersonato la Madonna in una processione e la lapidano.
Melodramma a tinte forti tipico degli anni '50. |
| Madre
Giovanna degli Angeli, di Jerzy Kawalerowicz 1961, 110
minuti. Il demonio turba le monache di un convento in
Polonia, ma il prete spedito ad esorcizzarle cede abbondantemente
alle tentazioni. |
| Il
maestro e Margherita, di Aleksander Petrovic 1972,
100 minuti. Intervento del diavolo per consentire la messa
in scena del suo "Ponzio Pilato" a uno scrittore
un po' scalcinato. Ma gli esiti sono imprevedibili. Il
film non riesce ad esprimere la straordinaria intensità
del romanzo di Bulgakov da cui è tratto. |
| Magdalene,
di P Mullan 2002, drammatico.
Storia vera ambientata negli anni sessanta in una cattolica
Irlanda. La vita quotidiana di alcune ragazze costrette
a passare la loro gioventù in un convitto cattolico gestito
da suore. Ragazze madri o solo ragazze con la voglia di
vivere. Il film è sostanzialmente la storia di continue
vessazioni e soprusi perpetrati da suore malvage e ottuse
verso queste ragazze, ree solo di non avere seguito l'ipocrita
morale cattolica. Un film duro, un film di denuncia. Ma
non solo, la forza del film è quella di evidenziare un
ambiente sociale meschino e reazionario come conseguenza
di una educazione e di una "CULTURA CATTOLICA" dilagante.
Assolutamente da vedere; ancora in qualche cinema d essai.
(R.Vilmercati) |
| Magnificat,
di Pupi Avati 1993, 100 minuti. Torbida storia d'amore
e di morte ambientata nel X secolo con una tesi di fondo
piuttosto discutibile : la ferocia di quel mondo primitivo
è però nobilitata dal timore e dall'amore
di dio, a differenza del mondo moderno, altrettanto feroce,
ma privo di spiritualità. |
| Il
Mahabharata, di Peter Brook 1989, 171 minuti. Grandioso
affresco tratto dall'antico poema indiano in cui si narra
la lotta di cinque fratelli indiani che, con l'aiuto di
magia e divinità varie, sconfiggono i crudeli cugini.
|
| La
mala educacion (La cattiva educazione), di Pedro
Almodovar 2004, 105 minuti. Almodovar si avvicina
sempre piu' ad atmosfere Bunueliane con questo film in
cui la vita di un collegio cattolico della Spagna franchista
e' immersa in atmosfere torbide, morbose, dove si mischiano
violenza e pedofilia. Queste esperienze marcheranno per
tutta la vita i due protagonisti, che reincontriamo, separatamente
ma con destini intrecciati, ad anni di distanza, insieme
all'ormai ex prete, carnefice e vittima. (M.Campanelli) |
| La
mano sinistra di dio, di Edwuard Dmytryk 1955, 87
minuti. |
| Marat-Sade,
di Peter Brook 1967, 116
minuti. |
Il
Marchese del Grillo, di Mario Monicelli 1981, 135
mimuti. Come non citare tra i film in questione uno
dei titoli più anticlericali prodotti dal cinema
italiano con un rutilante Alberto Sordi. E' vero che
il film ha le sue volgarità e che può
essere tacciato di "romanismo", ma ha dei
punti davvero esilaranti e rappresenta un pungente affresco
dell'ipocrisia e dell'oscurantismo della Roma dei papi.
Da notare il dramma interiore del marchese tra una realtà
immodificabile ("morto un papa se ne fa sempre
un altro", gracchia la madre) e la velleità
di fuga e rinnovamento. Non vorrei che un titolo così
venga snobbato perchè associato alla grossolanità
e alla romanità (non scadiamo nel solito stereotipo
sui romani). E' il mio modesto consiglio.(Valentino) |
| La
messa è finita, di Nanni Moretti 1985, 94 minuti. |
| Mio
papà è il Papa, di Peter Richardson 1991,
97 minuti. Un parroco di campagna ascende al trono
di Pietro dove trova le peggio cose. Ma allusioni ai pasticci
finanziari e all'ipocrisia del clero non sollevano il
film più di tanto. |
| Il
miracolo, di Jean-Pierre Mocky 1987, 87 minuti. Anticlericalismo
di maniera su un miracolo da inscenare a Lourdes. |
| La
moglie del prete, di Dino Risi 1970, 107 minuti. Filmetto
insulso, un vero spreco del talento di Risi, Loren e Mastroianni.
Si fa notare solo per le scene finali in cui si denuncia
l'ipocrisia con cui si "normalizza" la relazione
fra il prete e la sua amante. |
| Il
monaco, di Ado Kyrou, 1972, 98 minuti. Un priore dei
cappuccini si innamora di una strega, ne combina di tutti
i colori e, vendendo l'anima al diavolo, finisce per diventare
papa. |
| Un
mondo di marionette, di Ingmar Bergman 1980, 85 minuti.
Un film contorto e minore di Bergman che cerca di dimostrare
come ciascuno sia una marionetta nelle mani di altri.....ma
chi le manovra tutte quante ? |
| Monsignore,
di Frank Perry 1982, 121 minuti. Polpettone
sull'amore di un cardinale per una carmelitana . |
| La
montagna sacra, di Alejandro Jodorowsky 1973, 115
minuti. Travolgente, visionario, rutilante film all'insegna
dell'eccesso. Viaggio iniziatico alla ricerca dell'immortatlità
di un gruppo di potenti signori guidati da un alchimista.
Paradigma del fascino che sa esercitare chi si ammanta
di misteriosi poteri (GCV). |
| Monty
Python il senso della vita, di Terry Jones 1983, 90
minuti. |
| Il
moralista, di Giorgio Bianchi 1959, 98 minuti.
Grande intepretazione di Alberto Sordi nei panni di un
moralista dalla doppia vita. |
| Mortacci,
di Sergio Citti 1989, 102 minuti. Allegra parata di
trapassati che le raccontano le loro storie. Un film sull'aldilà
in cui manca qualsiasi riferimento a premi o punizioni,
inferno o paradiso, trascendenza o quant'altro. |
| Narciso
nero, di Michael Powell & Emeric Pressburger 1946,
99 minuti. Un gruppetto di suore tenta inutilmente
di scardinare usi e costumi di un microcosmo asiatico
per colonizzarlo cattolicamente. Se ne tornano sconfitte
da dove erano partite. |
| Nazarin,
di Luis Buñuel 1958, 94
minuti. |
| Nell'anno
del Signore, di Luigi Magni 1970, 117 minuti. Primo
di una serie di film in cui passa un'analisi storica del
Risorgimento in chiave fortemente laica, stemperata dalla
leggerezza narrativa tipica della commedia all'italiana.
In questo film di grande successo anche al botteghino,
Luigi Magni inaugura un genere personalissimo in cui si
cimenterà con risultati non sempre altissimi anche
negli anni successivi. (GCV) |
| Nel nome del padre, di Marco Bellocchio 1972 , 109 minuti. C'è una profondità di analisi psicologica di un ombrosissimo e grottesco collegio cattolico. Davvero geniale e anche un po' crudele ! |
| Nel
più alto dei cieli, di Silvano Agosti 1976,
85 minuti. Film claustrofobico con risvolti antropofagi.
Alcuni pellegrini bloccati in ascensore mentre vanno in
udienza dal papa si scannano fra loro. Alla fine della
strage generale quando sembra che si sia salvata solo
una suora il tutto si rivela solo un'allucinazione. |
| Il
nome della rosa, di Jean-Jaques Annaud 1986, durata
125 minuti. Riuscita trasposizione cinematografica del
capolavoro di Umberto Eco. Intrighi, violenza, lotte per
il potere in un'abbazia medievale su cui incombe il torbido
tentativo del monaco cieco, massimo esperto della biblioteca,
di nascondere al mondo l'esistenza di un libro di Aristotele
dedicato alla commedia. La possibiltà di ridere
o financo sorridere libererebbe il mondo dal terrore della
morte e dal potere esercitato dalla chiesa grazie al monopolio
sull'argomento. (GCV) |
Non è peccato - La quinceanera, di i R.Glazer e W. Westmoreland 2006, con Emily Rios, Jesse Garcia, Chalo Gonzalez. Vaporoso abito bianco, bouquet di fiori rosa, torta a forma di cuore con quindici candeline. E’ una quinceanera, la festa di compleanno che per ogni ragazza messicana rappresenta la fine dell’adolescenza. Ed è il sogno di Magdalena che vive a Los Angeles e parla in inglese.
Ma il giorno del compleanno Magdalena non riesce ad entrare nel vestito. Scandalo: è incinta, viene cacciata dal padre latinos, e non le resta che rifugiarsi in casa del cugino gay, già per questo messo all’indice dalla famiglia.E’ un film etnico e etico, con i protagonisti in equilibrio tra due vite e due culture. Il film ha avuto ben due premi al Sundance Film Festival. Una curiosità: Rios, la protagonista, ha compiuto sul set del film 17 anni e per la prima volta ha festeggiato un compleanno, perché tra i Testimoni di Geova, fede alla quale aderisce, questo tipo di celebrazioni vengono sconsigliate. Recensione di Tiziana Ficacci . |
| Non
è vero........ ma ci credo, di Sergio Grieco 1952,
103 minuti. Satira sui guasti della superstizione. |
| Non
uccidere, di Claude Autant-Lara 1961, 129 minuti.
Sull'imperativo comandamento cristiano si misurano in
un'aula di tribunale i comportamenti di due uomini rispetto
al problema morale che quell'imperativo agita. |
| L'ora
di religione, di Marco Bellocchio 2002, 103 minuti
. Un quarantenne, separato, pittore di talento, campa
facendo l'illustratore di libri per bambini. In concorso
a Cannes il film racconta il percorso interiore di un
artista dichiaratamente ateo dal momento in cui scopre
che è in corso un processo di beatificazione della madre.
Provocatoriamente l'atesimo del protagonista è
inteso come libertà sia professionale che creativa. (GCV) |
| Ordet
- La parola di Carl Theodor Dreyer 1955, 124 minuti.
Un studente di teologia si crede il messia e gira per
le campagne danesi creando scandalo, un suo fratello ha
perso la fede, e l'altro fratello ha problemi a sposare
la donna che ama perché di fede diversa. Insomma
i guasti della religione che però si appianano,
nel film, grazie alla miracolosa resurrezione di una morta.
|
| Orizzonte
perduto, di Frank Capra 1937, 118 minuti. Una favola
laica in cui è la saggezza coltivata e raggiunta
dagli uomini, più che gli dei, a dare la felicità.
|
| Il
padrino parte III , di Francis Ford Coppola 1990,
162 minuti. |
| La
papessa Giovanna, di Michael Anderson 1971, 112 minuti.
Il film non vale molto, ma serve a ricordare la strana
storia di un pontificato al femminile (nel IX secolo)
da molti negato. |
| Il
pap'occhio, di Renzo Arbore 1980, 101 minuti. Irriverente
satira centrata sull'inaugurazione della TV vaticana sotto
l'occhio vigile di un sosia di Giovanni Paolo II. |
| La
passione di Giovanna d' Arco, di Theodor Dreyer 1928,
85 minuti. |
| La
pazza storia del mondo, di Mel Brooks 1981. Una cavalcata
irriverente attraverso secoli di storia all'insegna delle
trovate spiritose e delle gag, ma secondo molti critici
poco riuscita dal punto di vista del divertimento. Personalmente
ho apprezzato l'ironia, non rara nella cultura ebrea,
con cui Brooks tratta Mosè e i rabbini. (GCV) |
| Per
grazia ricevuta,
di Nino Manfredi 1971, durata 122 minuti, drammatico.
Cast: Nino Manfredi, Delia Boccardo, Lionel Stander, Véronique
Vendell, Paola Borboni, Mariangela Melato, Enzo Cannavale.
Trama: Presunto ragazzo miracolato si chiude in convento
in attesa di un sogno che confermi la sua vocazione. Quando
il sesso lo tenta, va in crisi e tenta di uccidersi. Viene
salvato. E' un nuovo miracolo ? Film insolito ed intelligente,
in cui Manfredi si cimenta nella regia. Stranamente, la
pellicola non subisce gli strali dei "soliti benpensanti"
e viene bene accolta dappertutto. Il tema dei tabù religiosi
e delle superstizioni vengono svolti con pittoresca abilità.
Dialogo arguto, caratteristi calibrati, ritmo (C.Brunori) |
| Il
pianeta delle scimmie, di Franklin J. Shaffner 1968,
112 minuti. Paradossale rovesciamento della teoria dell'evoluzione
con chiari risvolti di carattere pacifista e antireligiosi. |
| Il
prete, di Antonia Bird 1994 , 103 minuti. Grandi angosce
esistenzial-religiose di un giovane prete in quartiere
degradato di Liverpool. |
| Il
prete sposato, di Marco Vicario 1970, 98 minuti. Il
tema importante del celibato dei preti affrontato con
molta approssimazione. |
| Quam
mirabilis, di Alberto Rondalli 1994, 56 minuti. Una
suora di clausura attratta da una compagna decide di gettare
il velo alle ortiche e di fuggire con lei, ma un prete
la riporta all'ovile. Mediometraggio molto apprezzato
dalla critica per il rigore formale e l'asciuttezza della
narazione. |
| Quell'oscuro
oggetto del desiderio, di Luis Bunuel 1977, 100 minuti. |
| Quills
- la penna dello scandalo, di Philip Kaufman 2000, 124
minuti. Critiche molto discordanti su questo film dedicato
alle opere del marchese di Sade intercettate da un prete
che intuisce la pericolosità delle sue idee. |
| I
racconti di Canterbury, di Pier Paolo Pasolini 1972,
115 minuti. |
| Roma,
di Federico Fellini 1972, durata 120 minuti. Visita
della città attraverso tipi, situazioni e luoghi,
veri o immaginari, ma sempre presentati con amorevole
ironia. Memorabile la sfilata di moda per preti e monache
che si conclude con il rutilante arrivo su sedia gestatoria
di un papa sfolgorante e sfarzoso come un albero di natale
hollywoodiano. Molti hanno creduto di rivedere quel modello
la sera dell'apertura della porta santa, all'inizio dell'anno
santo 2000, quando il papa (quello vero) apparve adobbato
proprio come il prototipo felliniano. (GCV) |
| Sade-Segui
l'istinto, di Benoît Jacquot 2000, 100 minuti.
Una bella rivisitazione del personaggio Sade nel contesto
politico della sua epoca. |
| Il
Saprofita, di Sergio Nasca 1974, 100 minuti. Il regista,
allievo di Bellocchio, applica in questo film lo stesso
fervore del maestro nella critica della famiglia e dell'educazione
clericale. (GCV) |
| Secondo
Ponzio Pilato, di Luigi Magni 1988, 108 minuti.Turbamenti
del governatore della Palestina dopo la condanna di Gesù.
Travolto dai sensi di colpa, più etico/politici
che religiosi, chiederà di essere messo a morte
senza però aderire alla nuova religione. |
| Sesso
in confessionale, di Vittorio De Sisti 1974, 95 minuti.
Film sceneggiato sulla base dell'omonimo libro-inchiesta.
A corollario degli episodi in tema di sessualità
che si raccontano nel film vengono interpellati dal vivo
quattro esperti: il teologo Carmine Benincasa, lo psicologo
Emilio Servadio, il sociologo e sessuologo Luigi De Marchi,
la giornalista Patrizia Carrano. |
| Sessomatto,
di Dino Risi 1973, 120 minuti. Nove episodi più
o meno divertenti o pruriginosi, fra i quali uno dedicato
alle fatiche di una suora per incoraggiare un donatore
di sperma a compiere il suo dovere. |
| Il
settimo sigillo, di Ingmar Bergman 1956, 95 minuti. |
| Il
signore delle mosche, di Peter Brook 1963, 90 minuti. |
| Il
signore del male, di John Carpenter 1987, 110 minuti.
Tentativo di coniugare la scienza con religione e metafisica.
Grande Carpenter, povero il messaggio. |
| Signori
si nasce, di Mario Mattoli 1960, 96 minuti. Conflitto
di famiglia fra Totò, gaudente impenitente, e Peppino
De Filippo, morigeratissimo sarto per ecclesistici. |
| Simon
del desierto, di Luis Bunuel 1965, durata
35 minuti. Storico surreale. Storia ambientata in un medio
oriente pervaso da spirito mistico, qualche secolo dopo
la presunta nascita di Gesù . Un eremita si ritira su
un trespolo a dieci metri di altezza per cercare di avvicinarsi
a dio. Uno stilita insomma alla ricerca di una improbabile
santità. L uomo, solo, immerso nella preghiera dalla mattina
alla sera in una continua e assurda mortificazione della
carne sarà sconfitto dal diavolo in vesti da donna. Epilogo
geniale . L'ex eremita viene abbandonato a New york tra
la folla di un sabba scatenato la cui musica ha nome "carne
radioattiva". Il personaggio è presentato senza alcuna
pietà in questo assurdo tentativo e riportato ad una giusta
umanità. Solo in video cassetta assolutamente da comprare.
(R.Vilmercati) |
| Stalker,
di Andrej Tarkovskj 1979, 161 minuti. La fede religiosa
e i difficili rapporti dell'uomo moderno con il sacro
in un film che crea atmosfere bellissime fra realismo
e mondo fantastico. |
| La
stanza del figlio, di Nanni Moretti 2001, 90 minuti |
| Star
trek, di Robert Wise 1979, 106 minuti. Il celebre
equipaggio della serie televisiva alle prese con un misteriosa
forza aliena alla ricerca.....di dio. |
| Stigmate,
di Rupert Wainwright 1999 , 101 minuti. Un film genericamente
definito anticattolico dalla critica. Racconta la storia
di una possessione diabolica che però, a differenza
di altre storie del genere, avrebbe un obiettivo fanta/religioso/politico,
quello cioè di distruggere l'autorità della
chiesa. |
| Storia
di una monaca, di Fred Zinnemann 1959, 90 minuti.
Per poter svolgere secondo le sue convinzioni la sua missione
verso ammalati e bisognosi una suora lascia la tonaca
di un ordine religioso di cui non sopporta le rigidità. |
| Una
storia moderna: l'ape regina, di Marco Ferreri 1963,
90 minuti. Feroce satira della concezione cattolica del
matrimonio. Il film poté uscire, dopo un sequestro,
con alcuni tagli. |
| Storie
scellerate, di Sergio Citti 1973, 93 minuti. Grandguignol
romanesco in un crescendo di stupri, castrazioni e fatti
di sangue con finale a sorpresa: il padreterno manda in
paradiso chi apprezzò i piaceri della carne e sbatte
all'inferno gli ipocriti. (GCV) |
| La
strega, di André Michel 1954, 97 minuti. Film
non eccelso sulla superstizione che conduce alla lapidazione,
in Svezia, di una ragazza ritenuta una strega. |
| La
stregoneria attraverso i secoli, di Benjamin Christensen
1922, 88 minuti. Sorico documento di una delle prime
incursioni del cinema nel mondo della stregoneria e della
superstizione antica con un tentativo di esaminare il
fenomeno in chiave medica e psicologica. |
Suzanne
Simonin, la Religieuse de Diderot, di Jacques Rivette,
Francia 1966, Drammatico, b.n. e colori, con Anna
Karina.
E' la storia (vera) di Suzanne Simonin, seconda figlia
(illegittima) di una ricca famiglia del Delfinato, in
Francia, i cui genitori per lo scandalo e la questione
della dote da provvederle costringono a prendere
i voti, senza vocazione. La ragazza, ventenne, passa attraverso
un vero e proprio calvario fisico e morale, sotto l'autorità
di diverse "Madri Superiore".
Con una di esse soltanto riesce ad avere una relazione
affettiva umana, che sfocia presto nell'amore vero, quello
fisico. L'amore omossessuale della Superiora per Suzanne,
che non comprende bene il senso di ciò che le accade,
è descritto in maniera realistica e dettagliata,
quasi clinica. Scoperto lo scandalo, Suzanne viene sottoposta
ad ogni specie di orrori e infine fugge dal convento.
Sola, ferita, disperata, la protagonista muore in miseria
nella cinica Parigi d'ancien régime.
Diderot s'spirò liberamente ad un episodio tragico
della propria vita: la morte della sorella Angélique,
a ventotto anni, nel 1748, folle e infine suicida nel
convento delle Orsoline, dove pare fosse entrata per "libera
vocazione".
La storia della "Religieuse" ha ispirato anche
Manzoni per la figura della "monaca di Monza"
dei "Promessi Sposi".
Allo spettatore si consiglia di leggere il capolavoro
di Diderot (ed. it. di L. Binni, Garzanti) e saggiare
poi la bellezza della pellicola di Rivette: censurata
fino al 1967 (v.m. 18) e tagliata in Francia, ne fu vietata
la circolazione in Italia fino al 1978 (circa). Il film
è stato trasmesso una sola volta (a mia conoscenza)
su RAI 3, in versione originale sottotitolata, agli inizi
degli anni '90, nelle notturne (P. Quintili).
|
|
Teorema,
di Pier Paolo Pasolini 1968, 98 minuti. Uno strano
personaggio (forse un angelo, una divinità, magari
Eros) si introduce in una famiglia borghese ed ha rapporti
con tutti e cinque i componenti che, quando sparirà,
saranno completamente cambiati. Di non facile decifrazione
il film suscitò le ire dell'Osservatore Romano
contro la giuria dell'OCIC (Office Cathlique International
du Cinema) che l'aveva premiato a Venezia.
|
| Le
tentazioni del dottor Antonio, di Federico Fellini
(da Boccaccio '70) 1962. |
| Tentazioni
quotidiane, di Julien Duvivier 1962, 130 minuti. Film
a episodi dedicato all'illustrazione dei dieci comandamenti
con un preambolo a cura del Diavolo in prima persona.
|
| Todo
modo, di Elio Petri 1976, 130 minuti. Un ritiro spirituale
di notabili politici cattolici è l'occasione per
una spartizione del potere. Simbolismo e fantapolitica
con contorno di delitti. |
| La
Tosca, di Luigi Magni 1973, durata 104 minuti. Il
drammone di Victorien Sardou, in cui si agitano motivi
rivoluzionari e anticlericali, è ancora oggi celeberrimo
grazie alla splendida versione operistica di Giacomo Puccini.
Luigi Magni ne tenta una rivisitazione in chiave di commedia
musicale avendo a disposizione un cast di attori straordinari
da cui ottiene un'interpretazione al massimo delle loro
capacità espressive mimiche e canore. Qui Magni
riesce a coniugare commedia e dramma secondo la migliore
scuola della commedia all'italiana, ma molti critici paludati
non apprezzarono la contaminazione.(GCV) |
| Totò
che visse due volte, di Ciprì e Maresco 1998,
95 minuti. In una Palermo in pieno degrado le uniche pulsioni
sono il sesso e il disgusto. Un film in tre episodi che
vorrebbe dimostrare come il messia (ma anche i suoi ministri)
non può e non ha niente da dire in un mondo allo
sbando. |
| Tutto
quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete
mai avuto il coraggio di chiedere, di Woody Allen 1972,
87 minuti. Sette episodi variamente divertenti. Un rabbino
e un prete cattolico, in due diversi momenti, sono oggetto
di una gustosa satira. |
| Tutto
su mia madre, di Pedro Almodovar 1999, 101 minuti.
|
| L'ultima
tentazione di Cristo, di Martin Scorsese 1988, 161
minuti. |
| 11
settembre 2001, di undici registi di paesi e culture diverse
2002, 135 minuti. |
| Uneasy
Riders, di Jean-Pierre Sinapi 1999, 90 minuti. Due
storie parallele ambientate in un istituto per disabili
di Tolone. Argomenti difficili come la sessualità
dei disabili sono trattati e risolti con discrezione e
candore. |
| Un
Uomo per tutte le stagioni, di Fred Zinneman 1966,
135 minuti |
| L'ultima
valle, di James Clavel 1970, 128 minuti. La guerra
dei trent'anni sconvolge l'Europa. All'interno del sanguinoso
conflitto fra protestanti e cattolici un dramma si svolge
anche nel microcosmo di un villaggio che sembrava esente
dalla violenza. |
| L'uomo
venuto dal Kremlino di Michael Anderson 1968, 157
minuti. Intrighi fantapolitici intorno all'elezione di
un papa russo. Imbrogli coinvolgenti responsabilità
della chiesa saranno pure inventati ma sembrano molto
realistici (GCV). |
| Vergine
e di nome Maria, di Sergio Nasca 1975, 95 minuti.
A questo film fu premesso il nome Malìa quando
tornò in circolazione dopo il sequestro. Una ragazza
che aspetta un figlio apparentemente senza intervento
"umano" viene ritenuta dispensatrice di miracoli
con lauti profitti per chi la gestisce. Finale con tentativo
di lapidazione e aborto. |
| Le
vergini di Salem, di Raymond Rouleau 1956, 145 minuti.
Tratto da Il Crogiuolo di Arthur Miller descrive benissimo
intolleranza e superstizione intorno al caso di un'adultera
che, nel Massachuset del 1692, si fa credere posseduta
dal demonio e riesce a far spedire sul patibolo l'amante
fedifrago |
| La
via lattea , di Luis Bunuel 1969 ,
durata 92 minuti. Il film narra la storia di due eremiti
diretti verso Santiago di Compostela , in Spagna,
famosa meta di pellegrinaggi. L'itinerario di questi due
poveracci si sviluppa attraverso lo spazio e il tempo
della storia della chiesa . I temi centrali sono
le eresie e i dogmi analizzati dall occhio disincantato
di un regista che amava definirsi ateo ... grazie a dio.
La genialità del regista è di mostrare con eleganza la
rozzezza e le continue mistificazioni di una religione
ormai datata e meschinamente asservita al potere di una
casta detentrice di false verità. Assolutamente da
vedere per i cattolici, in modo da colmare eventuali
lacune storiche e dogmatiche. Un film da tenere assolutamente nella
propria videoteca per gli atei .CAPOLAVORO
(R.Vilmercati) |
| Viridiana,
di Luis Buñuel 1962, 90 minuti. |
| Yentl,
di Barbra Streisand 1983, 134 minuti. Ingiustamente
sottovalutato dalla critica questo film diretto e interpretato
dalla Streisand narra le peripezia di una ragazza che
per studiare il talmud, cosa impossibile per un'ebrea,
si traveste da uomo. Un altro contributo alla lotta per
la parità di diritti delle donne in un contesto
ebraico. |
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