FEDE E SOCIETA'
| 22/02/08 - COMUNICATO STAMPA Dalle agenzie di stampa nazionali abbiamo appreso dell’invito a tenere una lectio magistralis presso l’Ateneo di Cassino che il Rettore, professor Paolo Vigo, e il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, avvocato Francesco Scalia, hanno congiuntamente rivolto, per il tramite dell’Abate di Montecassino, al Pontefice Benedetto XVI. Non intendiamo discutere il merito dell’iniziativa, convinti come siamo che l’Università possa e debba ospitare anche le voci più autorevoli e significative della cultura religiosa, quale che sia il credo confessionale che esse rappresentano. Perplessità e disappunto, tuttavia, hanno suscitato in noi le procedure, nonché i tempi e le modalità della lettera ufficiale d’invito, di cui le suddette agenzie di stampa hanno reso noti ampi stralci. Sul piano procedurale, non può non destare forte disappunto il fatto che un’iniziativa in cui è coinvolto l’intero Ateneo cassinate sia stata promossa e realizzata di concerto con un’autorità amministrativa ad esso estranea, quale il Presidente Scalia, senza darne alcuna comunicazione agli organi di autogoverno della comunità accademica, sicché docenti e studenti ne sono stati informati solo attraverso gli organi di stampa. Peraltro, dagli ampi stralci riportati nei dispacci di agenzia, si direbbe che il testo della lettera di invito ufficiale contenga severe note di biasimo per quei colleghi dell’Università “La Sapienza” che avevano dissentito con il loro Rettore per la scelta di affidare al Papa la lezione inaugurale dell’anno accademico di quella Università. Ebbene: la formulazione di giudizi sommari sulle prese di posizione assunte da colleghi di un’importante Università italiana ci sembra iniziativa sbagliata e particolarmente inopportuna nel contesto che si è venuto a creare dopo il rifiuto del Pontefice di partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università “La Sapienza”. Essa segna infatti il coinvolgimento diretto del nostro Ateneo nel conflitto mediatico delle opinioni - una forma di visibilità cui avremmo volentieri rinunciato. Per queste ragioni, come docenti dell’Università di Cassino, non possiamo sentirci rappresentati dal tenore irrituale dell’invito rivolto dal Rettore e dal Presidente della provincia di Frosinone a Benedetto XVI. Siamo infatti convinti che l’indiscussa autorevolezza del destinatario e il giusto rispetto per la sua figura avrebbero dovuto suggerire sobrietà e pacatezza, come si addice agli atti istituzionali, e non istanze di natura polemica, che figurano invece nella lettera in questione. Ecco l’elenco dei 27 docenti della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino che hanno sottoscritto un documento sull’invito rivolto a Benedetto XVI, dal rettore Paolo Vigo e dal Presidente della Provincia Francesco Scalia. 1. Bruno Ivana 2. Casavecchia Roberta 3. Casmirri Silvana 4. Cedola Andrea 5. Celentano Marco 6. Chiummo Carla 7. Chiusano Lido 8. Clericuzio Antonio 9. Corsi Cristina 10. Crisci Edoardo 11. De Mori Barbara 12. De Niccolò Marco 13. De Paolis Paolo 14. Gentile Sebastiano 15. Iermano Toni 16. Maniaci Marilena 17. Mari Manuela 18. Menniti Ippolito Antonio 19. Morelli Alfredo Maria 20. Orofino Giulia 21. Palma Marco 22. Pellecchia Fausto 23. Polito Eugenio 24. Stanzione Massimo 25. Tantillo Ignazio 26. Tosini Patrizia 27. Zecchinato Paolo |
17/05/07 - Notizie e commenti pescati nel nel web. Quando il cardinale Ratzinger fu eletto papa e` noto che molti |
8/05/07 - Faranno le feste al papa ? (dalle mailing list di Facciamo Breccia) Il papa va in Brasile con il proposito dichiarato di chiedere che non venga approvata la nascente legge sull'aborto. Ma la cosa importante sono i media. In Italia tutto questo non passerebbe mai ! Poco fa ha parlato un curato della teologia della liberazione dicendo "se fossi nel papa chiuderei vaticano e curia romana" L'atteggiamento dei brasiliani per la visita del papa non è asservito come quello nostrale. Intanto c'è chi minaccia scioperi approfittando del fatto che sarebbero molto fastidiosi! I medici protesteranno perché sono costretti a fare aborti illegali Insieme alle femministe e i gay a Bahia spuntano anche i Cattolici per il diritto a decidere, che vogliono consegnare le loro lamentele al Papa in un documento. Lula prende posizione contro l'aborto, ma dice che si deve considerare il caso a parte delle gravidanze indesiderate. Insomma mi sembra un po'paraculo. infine ci sono gli sfoghi dei fondamentalisti Insomma, noi veniamo lasciat* qui al nostro scontro di civiltà (il Family day) mentre laggiù ne è in atto un altro. |
| 4/05/07 - Libertà dalla religione È quello che vorrei: un paese libero dalla religione. Vorrei non sentire parlare ogni giorno di religione, alla radio e alla tv. Vorrei che le gerarchie cattoliche sparissero dal mio orizzonte di cittadina italiana, europea, del mondo. Vorrei che i politici e, in particolare gli eletti del popolo, usassero la loro testa e la loro coscienza nel discutere le leggi che ci riguardano. Vorrei che smettessero di usare un doppio linguaggio, uno per proclamare i principi condivisi come uguaglianza e pari opportunità e un altro per discriminare gli atei, gli agnostici, i liberi pensatori, gli indifferenti alla religione, gli omosessuali e chi non si riconosce nel mercimonio Stato-Chiesa cattolica. Vorrei che i miliardi di euro nostri che fluiscono nelle casse del Vaticano fossero usati per scuole, ricerca scientifica, cultura invece che per foraggiare chi ci divide, chi corrompe la nostra democrazia erodendo il pilastro della laicità. La laicità politica è la separazione fra Chiesa e Stato, fra religione e politica, fra dogmi e legge. La laicità filosofica o laicismo (che taluni cercano di connotare in modo negativo equiparandolo a un fondamentalismo, come se questo non fosse l’esclusiva delle religioni!) è una concezione di vita fondata su un umanesimo libero da ogni riferimento divino e alimentato dai valori sanciti dalla Dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo. La Santa Sede è uno dei rari, forse l’unico, stato al mondo che non l’ha sottoscritta. È il caso di dire: vergogna! E di indicare alla pubblica riprovazione chi ha condannato le frasi pronunciate da Andrea Rivera al concertone del primo maggio. Vera Pegna |
23/04/07 - Commento apparso sulla mailing-list "atesimo" dell' Unione Atei (UAAR) Stasera al tg3 ho visto che hanno speso molte parole per il papa in |
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