COSE CURIOSE

Da La Repubblica del 5 agosto 2005

In Oregon la conferenza dei produttori di videogiochi cristiani. Vogliono creare titoli di qualità per diffondere i valori religiosi. Usa, per conquistare i giovani le Chiese scoprono i videogame. Nei giochi i personaggi affrontano i nemici con la preghiera. Ma presto potrebbero spuntare anche armi più violente. di ALESSIO BALBI


ROMA - Tra le poche certezze della vita c'è questa: quando in un videogioco appare un personaggio dalle fattezze poco raccomandabili o quantomeno sospette, c'è solo una cosa da fare - eliminarlo a forza di botte, bastonate o fucilate. Molto semplice. Ora un nuovo filone di giochi getta lo scompiglio tra il pubblico delle console offrendo due inedite possibilità di trattare il nemico: ammorbidirlo con la preghiera o convertirlo facendolo toccare dalla mano di Dio.

A Portland, nell'Oregon, si è appena conclusa la Christian Game Developers Conference, raduno dei produttori di videogiochi cristiani. Un gruppo di oltre 100 aziende che si propongono di portare nei computer e nelle console i valori della Bibbia offrendo un prodotto professionale in grado di competere non solo sul piano morale, ma anche su quello qualitativo, con i titoli di maggior successo.

"Quindici anni fa la musica cristiana poteva sembrare come i videogiochi cristiani oggi. Solo quando i produttori si sono uniti e hanno puntato sulla qualità hanno raggiunto il successo". E' il sogno di Ralph Bagley, amministratore delegato di N'Lighting Software, la più antica casa di produzione di software religiosi. Il primo gioco prodotto dalla sua azienda nel 2001 si chiamava "Catechumen", costò 830 mila dollari e finora ha venduto 80 mila copie. Il secondo titolo, "Ominous Horizons", è costato 1 milione di dollari e ha venduto 50 mila copie.

Molti giochi religiosi privilegiano l'educazione sull'azione. E' il caso di "The Bible Game", titolo per PlayStation2 prodotto da Crave Entertainment, una società che ha nel suo catalogo anche voci tutt'altro che ecclesiastiche, come "World Championship Poker": in "The Bible Game" il giocatore deve rispondere a 1.500 domande tratte dal Vecchio Testamento. C'è anche una versione per GameBoy.


Ma ci sono anche titoli che, prendendo spunto dalla Bibbia, offrono scenari ben più movimentati. Come "The Rebel Planet", ambientato nel difficile periodo tra la creazione del mondo e il diluvio universale, con gli uomini pii costretti a fare i conti con dinosauri, ragni giganti e ogni sorta di peccatori.

Contro tali nemici, il buon cristiano deve comunque usare le armi della non violenza. E' quanto insegnano "Timothy and Titus", martiri cristiani protagonisti dell'omonimo gioco, che che affrontano i nemici solo con la preghiera e l'aiuto divino. Ma anche questo tabù potrebbe essere presto infranto: i produttori del gioco hanno annunciato che in una prossima versione ai due santi potrebbe essere fornita anche l'opportunità di pestare i pagani. "Vorrei che le persone potessero scegliere le loro azioni, anche quando sono sbagliate". Un sacrificio all'altare del libero arbitrio. O a quello del successo.

 

Buona Festa dell'amore !
BUONI LUPERCALIA - ESTRATTO DAL CALENDARIO LAICO
di Marcus Prometheus

14 Febbraio Roma antica ricorrenza di Juno Februra. 14 Febbraio epoca tardo romana, fino al 496 era volgare Sembra si tenesse una specie di LOTTERIA dell'AMORE che accoppiava nomi di giovani e di ragazze per la festa dei Lupercalia del giorno seguente. Abolita da Gelasio I papa. 14 Febbraio FESTA DELL'AMORE San Valentino << patrono degli innamorati>> Valentine's day. E' l'ennesimo esempio di festa pagana riciclata dal Cristianesimo a suon di invenzioni fantasiose. Ed anche l'ennesimo esempio della attribuzione di un patrono cristiano a qualsiasi cosa ed a chiunque. (Dal 2002, il Vaticano sta selezionando un santo adatto ad essere nominato patrono di Internet , e di questo passo forse un giorno ci troveremo anche con un patrono degli atei, agnostici razionalisti!). La festa romana si chiamava LUPERCALIA e cadeva il 15 Febbraio, ma il giorno prima, il 14 sembra che in epoca tarda, nel quinto secolo e.v. si tenesse una specie di lotteria dell'amore in preparazione dei Lupercalia e sembra che tale lotteria con accoppiamento casuale di innamorati, anzi innamorandi, fosse proprio l'istituzione che ( San) Gelasio I voleva eliminare e che elimino' riciclandola. Percio' Gelasio I (papa 492 -496) intorno al 496 e.v. dichiaro' santo tale Valentino vissuto oltre due secoli prima, e morto (o sepolto) il 14 Febbraio 269 e.v. La lotteria delle coppie fu proibita e sostituita con una pia lotteria di santi da celebrare per l'anno in corso. ( Di questi santi di nome Valentino martirizzati per non aver voluto abbandonare la fede cristiana sembra ce ne siano addirittura tre forse per adattarli meglio ad aspetti contraddittori della leggenda). LA LEGGENDA: Valentino sarebbe stato un prete cristiano che celebrava matrimoni di soldati romani e continuo' a farlo anche quando il cattivaccio pagano di turno, l'imperatore Claudio (II) M. Aurelio, ribattezzato nella leggenda "Claudio il Crudele" mancando di soldati da arruolare o volendone di piu' agguerriti, avrebbe decretato che i soldati (come i carabinieri fino ad una certa eta') non dovevano metter su' famiglia, o addirittura, che nessuno uomo piu' a Roma si poteva sposare fino a tarda eta'. La leggenda dice che Valentino avrebbe continuato a sposare giovani ( o soldati) finche' Claudio Secondo, il cattivaccio, non se ne accorse e lo fece arrestare e decapitare, ma non prima che la figlia di un carceriere avesse tempo di innamorarsi del prete Valentino che visitava in cella, cosicche': 1) gli ammiratori di Valentino ebbero tempo di visitarlo e di mandargli bigliettini di ringraziamento (istituendo la tradizione dei bigliettini, con S. Valentino che ricevette i primi), e 2) Valentino prima di essere decapitato scrisse un bigliettino d'amore per la figlia del carceriere firmandosi "il tuo Valentino" formula ancora usata sui bigliettini d'auguri del Valentine's day, ( versione con Valentino adirittura autore del primo bigliettino). Cosi' dunque sarebbe nata la tradizione dei bigliettini d' auguri che sono stati lo specifico di questa ricorrenza (solo) negli ultimi 5 secoli ed inizialmente solo in Inghilterra eppoi in USA. Storia o Leggenda? Se fosse storia farebbe acqua da tutte le parti. A Roma non c'erano di presidio legioni normali, ma solo i 30.000 pretoriani, che da Settimo Severo (imp.193-211 ) erano stati proprio esentati dal divieto di matrimonio che valeva invece da sempre per i legionari provinciali (circa altri 270.000 su una popolazione totale dell'impero di circa 50 milioni di abitanti) I militari erano dunque solo il sei per mille della popolazione, e non risultavano difficolta' nell'arruolamento (salvo urgenze dopo disfatte militari). Neppure risulta una disciplina carceraria cosi' rilassata ne' una commistione fra vita carceraria e vita privata delle famiglie dei carcerieri tale da rendere plausibili amori romantici fra figlie di carcerieri e preti prigionieri. Anche bigliettini di solidarieta' ricevuti in carcere da un perseguitato sono del dominio del fantastico. Neppure la presunta proibizione dei matrimoni di Claudio II verso tutti i giovani romani non risulta da altre fonti storiche. Claudio II M. Aurelio detto il gotico (perche' sconfisse i Goti in Tracia ed a Naisso in Mesia, attuale Nis in Serbia), nato nel 219 fu imperatore acclamato dai soldati nel 268 e mori ' dopo soli due anni di regno, nel 270. E neppure risulta aver perseguitato nessuno, senza contare il fatto che la maggior parte delle presunte 10 persecuzioni romane dei cristiani sono leggendarie e che gli unici che presero un po' sul serio il problema cristiano furono Decio (imp. 249-251) con l'editto del 249 e Diocleziano (imp 284-305) editti del 303 e 304 contro manichei e cristiani. (Reale fu anche la persecuzione Neroniana anche se a puro scopo di capro espiatorio per l'incendio di Roma). La tradizione dei bigliettini d'amore nella data di S. Valentino in realta' e' documentata a partire dal 1415, quando Carlo duca di Orleans, fatto prigioniero dagli inglesi nella battaglia di Azincourt, e detenuto nella Torre di Londra mando' un biglietto con una poesia alla moglie. E' conservato fra i manoscritti della British Library a Londra (e percio' probabilmente non e' mai stato recapitato). Alcuni anni dopo 1420 o 1421, sembra che re Enrico V d'Inghilterra ingaggiasse uno scrittore John Lydgate, per comporre un biglietto "valentino" per Caterina di Valois sua promessa sposa. I biglietti manoscritti di S. Valentino iniziarono a diffondersi in Gran Bretagna nel XVII secolo, e nel XVIII erano comuni fra amici ed innamorati di diverse classi sociali, ma ancora scritti a mano. Verso il 1800 iniziarono ad essere stampati: facilitavano un po' l'esprimere emozioni in un tempo in cui le espressioni troppo dirette dei sentimenti erano scoraggiate, ed ebbero successo. Nel XVIII secolo circolavano scritti a mano anche nelle colonie Americane e negli anni dopo il 1840 inizio' la produzione di massa da parte di Esther A. Howland. Infine con Hollywood e la TV tutte le tradizioni americane stanno diventando universali, ed il Valentine's day prima fra tutte e' stata riesportata in tutto il mondo. Nel 2001 in India ci sono state violente proteste a Bombay e Delhi da parte di conservatori ipermoralisti che la considerano una abitudine estranea ed immorale. Nel 2002 si sono ripetute le proteste ma senza piu' aggressioni a chi festeggiava. Nel 2000 si calcola che siano stati venduti ed inviati ben 1 miliardo di auguri di S. Valentino, in tutto il mondo (sembra, in grande maggioranza spediti da donne). Solo per le feste di fine anno si inviano piu' cartoncini di auguri, sui 2,6 miliardi di pezzi. 14 Febbraio Bulgaria : Giorno dei Viticultori e del vino (Trifon Zarezan) sembra in corrispondenza di una antica festa di Dionisio (Bacco), si dice tramandata dall'antichita'.

 

IL PRESEPE NELL'INTERPRETAZIONE DI MASSIMO CONSOLI
E' ora possibile visitare il "Presepe della Vera Nativita'" che ho allestito presso il Circolo Mario Mieli, in via Efeso 2/a, Roma, e che restera' disponibile per tutto il periodo natalizio. La rappresentazione trae ispirazione dai Manoscritti di Qumran, continuamente contestati dalla chiesa cattolica che ha fatto di tutto per non farli conoscere al mondo civile. Tra il 1947 ed il 1960, in sette siti diversi sulle rive del Mar Morto, il lago che divideva Israele dalla Transgiordania, sono stati trovati numerosi testi originali che spaziano lungo un arco di tempo piuttosto ampio e che hanno messo in luce aspetti importanti su tre temi fondamentali: il giudaismo palestinese prima ed all'inizio dell'era cristiana; la trasmissione dei testi del Vecchio Testamento nello stesso periodo; il background palestinese del Nuovo Testamento. E questa abitudine e' dura a morire. Infatti ancora oggi, dopo che i rotoli del Mar Morto, composti e raccolti dagli Esseni, si stanno rivelando importantissimi nel riempiere certi vuoti storici e nel modificare interpretazioni che nel corso del tempo si sono dimostrate inventate di sana piante, "alcuni leader religiosi chiedono che porzioni dei manoscritti vengano vietate al pubblico, perche' metterebbero in crisi la credibilita' di cio' che e' ormai diventato usuale accettare come sacro". Dalla grande messe di frammenti e testi completi recuperati, e' possibile ricostruire le convinzioni di questi nostre predecessori che secondo molti studiosi rappresentano l'ambiente culturale, sociale e religioso nel quale si e' formato Gesu' Cristo. Ma che dicono, questi documenti? Alla fine di tutti i tempi, una grande battaglia verra' combattuta in terra ed in cielo. Gli uomini lotteranno a fianco degli angeli ed alla fine trionferanno le forze del bene e della luce ("Rotolo della Guerra"). Dopo la battaglia finale, la comunita' escatologica sopravvissuta verra' riordinata dai preti Zadokiti e dai due Messia. Il primo atto sara' un banchetto riservato ai meritevoli predestinati ad appartenere alla setta degli Esseni. Il Messia sacerdotale ed il Messia di Israele mangeranno il pane e berranno il vino in mezzo all'intera congregazione di Israele appositamente riunita ("Norme della Congregazione"). Non solo dovranno essere presenti, ma sara' loro compito presiedere al banchetto. Qualcuno identifica questi due Messia con lo stesso Gesu' Cristo e Gesu' Barabba. Si, proprio il Barabba che Pilato contrappose al Cristo "figlio di Dio" di fronte al popolo di Israele. E che oggi abbiamo scoperto voler significare, etimologicamente,S "figlio di Dio" (Bar Abb)! Secondo il "Documento di Damasco", gli Esseni credevano in due Messia, ma anche il "Manuale di Disciplina" torna sull'argomento. Il primo, un Messia sacerdotale discendente da Aronne, sembra esser stato Giovanni il Battista. Era il piu' importante in quanto prete e dotato di una autorita' spirituale. Il secondo, un "Maestro di Giustizia" discendente da Davide, probabilmente era Gesu'. Era chiamato Messia di Israele in quanto autorita' temporale, e percio' anche militare. Il prete aveva uno status superiore, anche perche' aveva assorbito in se, molto probabilmente, le funzioni e le caratteristiche di un terzo Messia del quale sembrano essersi perdute testimonianze piu' precise, ma che sembra aver avuto la funzione di un profeta nascosto. Il "Presepe della Vera Nativita'", che prende spunto da questa tradizione, ha alcune caratteristiche rispetto alle rappresentazioni piu' istituzionalizzate. Innanzitutto, presenta due Gesu' in due culle vicine visibili (ricollegandosi anche alla tradizione del "Tommaso che vuol dire Gemello"), volendo cosi' ricordare l'esistenza di due Messia, ed un terzo Messia in fondo alla grotta, e percio' "nascosto". Ci sono, poi, sette Re Magi, per riprendere la tradizione esoterica del numero sette, continuamente presente nella Bibbia, soprattutto nel libro dell'Apocalisse. Non ci sono donne. La tradizione Essena sembra escludere del tutto l'elemento femminile, almeno a livello monastico, e gli Esseni erano soprattutto monaci. Ma al di la' delle spiegazioni, credo che il presepe vada visto di persona per apprezzarne in pieno l'aspetto profondamente rivoluzionario che, almeno in questo caso, diventa ancora piu' profondamente conservatore, visto che sono veramente convinto che questa sia la verita' evangelica. Massimo Consoli

L'aceto di vino  (da www.islamitalia.it )

L'aceto di vino e cosa dicono le scuole islamiche. L'aceto ("vinegar"), noto alimento di base, ("basic foodstuff"), è un liquido ottenuto dalla fermentazione del vino, nel quale la composizione chimica è cambiata, tramite ossidazione, così da non esser più dolce, ma acido o aspro, usato come condimento o per la conservazione di prodotti alimentari. Contiene acido acetico (dal carratteristico odore pungente). Generalmente, è un alimento halal (lecito) come confermano le varie fatwa di Imam Abu Hanifa, Maliki e le Ulama Ahlul Sunnah dell'Imam Ashari o Maturidi o Tahawi... Jabir (possa Allah avere misericordia di lui) ha riportato che il Profeta ha detto: "Un buon alimento è l'aceto" (Muslim, 3/1623) Quando il vino vira in aceto da solo (naturalmente), senza nessun trattamento aggiunto, necessario al cambiamento delle proprietà chimiche, è permesso mangiarlo, berlo e maneggiarlo, in accordo con il consenso degli eruditi delle scuole islamiche(possa Allah avere misericordia di loro), nel rispetto dell'hadith precedente. Ma se il vino è diventato aceto a causa di un deliberato trattamento intenzionale, aggiungendo aceto stesso, cipolle, sale, ecc.. o o tramite qualunque altro processo chimico-fisico, in questo caso, le scuole islamiche(possa Allah avere misericordia di loro), differiscono fra loro sulla permessibilità di questo alimento. La scuole Shafi', Hanbalis ed alcune delle Malikite(possa Allah avere misericordia di loro), dicono che non è permesso deliberatemente e volontariamente tramutare il vino in aceto, perchè ciò non è puro. La prova (dalil) di tale affermazione sta in un hadith di Anas ibn Malik (possa Allah avere misericordia di lui), che ha detto: "Il Messaggero di Allah chiese se il vino potrebbe esser tramutato per essere usato come aceto. Egli rispose: -No-" (Muslim) Abu Talhah (possa Allah avere misericordia di lui), riportò che il Profeta è stato interrogato riguardo ad alcuni orfani, che avevano ereditato del vino. Egli disse: -Pour it away- Lui chiese: -Non potrebbero farlo dentro l'aceto?- Rispose: -No-. (Muslim) Il suddetto hadith indica che non è ammissibile convertire il vino in aceto deliberatamente, perché se fosse stato legale il Profeta lo avrebbe suggerito a Abu-Talha in merito alla conservazione dei beni posseduti dagli orfani e sul loro sperpero. Un'altra prova è il detto di Omar, figlio di Al-Khattab: "Non bevete l'aceto fatto dal vino che ha del marcio fino a che Allah non non cominci decomporlo" Se qualcuno compra dell'aceto dalla gente della Scrittura (ebrei o cristiani) esso sarebbe legale per lui a meno che sappia che lo hanno indotto deliberatamente a decomporrsi. Dicendo "... fino a che Allah non non cominci decomporlo..." significa che è puro solo il vino che da sè si è trasformato in aceto senza alcun intervento umano. L'aceto forzatamente fatto virare dal vino, inoltre, è illegale perché diventa sostenza ripugnante (najas) ed anche quando la sostanza originale (vino) diventa priva di sporcizia, l'impurità dell'aceto rimane non purificata ("Al-Muhadhdhab" raccontato da Al-Shirazi-Shirazi). E' permesso per un musulmano comprare aceto da qualcuno che stia vendendolo, a meno che si renda conto o si venga sapere che è stato prodotto per mezzo di un processo intenzionale. (non naturale, non condizionato, non forzato) (Fatawa al-Lajnah al-Daa’imah, 13/47). Allah Altissimo(possa esser glorificato ed esaltato) ci ha comandato di evitare il vino. Tenerlo e trattarlo fino a che non si trasformi in aceto, ciò significa che maneggiarlo e esserne coinvolti, immagazzinandolo e traendo beneficio da esso e questo non è consentito.