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Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno
(aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs)

Presidenza romana: prof.ssa Maria Mantello -Via Aldo Manuzio, 91 -00153 Roma Via della Dogana Vecchia, 5 -00186 Roma- tel: 3297481111 - e.mail: hume_53@hotmail.com Tel: 0668300644 - Fax: 066876163
Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino e-mail: lettera.int@tiscalinet.it www.liberopensiero.20m.com www.letterainternazionale.it

e Lettera Internazionale, rivista trimestrale europea, direttore : Federico Coen

presentano un Convegno sul tema:

PROGRESSO LIBERTA’ GIUSTIZIA ALL’INSEGNA DELLA LAICITA’: il modello Nathan

Roma Piazza del Campidoglio Musei Capitolini: Sala Pietro da Cortona
domenica 26 ottobre 2003 (ore 9.30 – 13.30)

con il patrocinio del Comune di Roma (Assessorato alle politiche culturali)

Presiede l’avv. Bruno Segre

Introducono: avv. Bruno Segre, dott. Federico Coen, prof.ssa Maria Mantello

Relazioni: prof.ssa Maria Immacolata Macioti: Ernesto Nathan e il suo tempo;
prof.ssa Anna Maria Isastia: Ernesto Nathan e il Grande Oriente d'Italia;
prof. Mario Sanfilippo: La giunta Nathan e la città;
prof. Romano Ugolini: L'istruzione e la sua funzione pubblica e laica;
prof. Franco Ferrarotti: Attualità di Ernesto Nathan

Pubblico dibattito aperto ai rappresentanti delle istituzioni, dei partiti dell'arco costituzionale, delle associazioni laiche e democratiche, dell’editoria e della stampa

ERNESTO NATHAN

Nato a Londra nel 1845 da Sara Levi, imparentata dal lato materno con la famiglia Rosselli, e da Meyer Moses, di nazionalità tedesca ma vissuto per molti anni a Parigi, ebbe occasione fin dall'infanzia di respirare aria europea e democratica. Nella sua casa, infatti, avevano accesso molti esuli italiani tra i quali Mazzini, Saffi, Campanella, Quadrio.
L'amicizia profonda che legava Mazzini alla famiglia Nathan influì sulla formazione del giovane Ernesto che ne condivise l'idealità, pur se contemperata da un maggiore pragmatismo. Dopo una breve permanenza a Londra, successiva ad un periodo trascorso a Pisa per seguire la famiglia dopo la morte del padre, Mazzini lo inviò a Roma, dopo il 20 settembre 1870, incaricandolo di amministrare il giornale "La Roma del Popolo", un mezzo attraverso cui formare la coscienza civile degli Italiani.
Ricordiamo che negli anni '70 il tasso di analfabetismo è del 69%, e il numero di elettori è pari al 2% circa. Tanto più significativa è in questi anni, quindi, l'azione mazziniana anche attraverso le Società di Mutuo Soccorso, che a Roma sono 50 con 8.500 iscritti e, che a metà degli anni '90 diventeranno 274 con 40.000 iscritti.
L'istruzione del popolo, legata strettamente all'educazione, come già per Mazzini, costituisce una delle convinzioni basilari su cui si fonda l'azione di Nathan: significativo il suo contributo ad edificare un istituto per corsi serali con biblioteca e sala di lettura, o quello per inaugurare, col patrocinio della Società di Mutuo Soccorso "Fratellanza operaia", una scuola serale in ricordo di Mazzini (venuto a mancare nel 1872),
Nel 1889 Nathan contribuisce alla fondazione della società "Dante Alighieri", istituita per tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana e, intanto, in numerosi interventi, sottolinea e denuncia i vari problemi sociali riguardanti la condizione degli svantaggiati, trattando del lavoro minorile, della condizione della donna, della riforma carceraria, dell'aiuto agli emigranti, della prostituzione, dell'assistenza sanitaria.
Nel 1887 aderisce alla Massoneria, dove ricoprirà la carica di membro della Giunta Nazionale e Presidente della Commissione per gli studi sociali, e nel 1896 sarà eletto Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.
In questo periodo si batte per sensibilizzare i cittadini sull'importanza dei contratti di mezzadria e sulla bonifica dell'Agro romano; propone azioni di emancipazione politica, culturale ed economica per sollevare il popolo rurale dal prepotere del clero delle campagne; si pone dalla parte dei radicali e dei ceti più deboli, insomma vuole che gli ideali massonici "libertà - uguaglianza - fratellanza", coniugati col fervore dell'apostolato mazziniano, divengano radicale pratica attuativa.
Il contesto storico è costituito dalla politica di Crispi e di Giolitti e dalla nascita del Partito Socialista (1892) e del Partito Repubblicano (1897), a cui si rivolgevano sempre più speranzose le masse popolari alla ricerca di un proprio riscatto. Un fermento sociale che preoccupava non poco papa Leone XIII, che nel 1891, allo scopo di arginare il diffondersi del socialismo, aveva promulgato l'Enciclica "Rerum Novarum", e continuava ad indire Convegni antisocialisti, antirepubblicani, anticomunisti, antinichilisti, antimassonici.
Nathan, che può esercitare i diritti politici poiché il Parlamento gli ha concesso la cittadinanza italiana, viene eletto Consigliere provinciale a Pesaro, dove dal 1889 al 1894 guida l'opposizione, e nel 1895 è al Consiglio Comunale di Roma come Assessore all'Economato e ai Beni patrimoniali. Nel 1895 si presenta, senza successo, come candidato dei radicali e dei repubblicani alla Camera dei Deputati impostando la sua campagna elettorale sull'allargamento del suffragio universale, sull'indipendenza della magistratura, sul restringimento del potere esecutivo. Attacca Crispi per lo scandalo della Banca Romana, che aveva concesso illegalmente crediti a uomini politici, e per sperpero del pubblico denaro; ma attacca anche politici, giudici e amministratori pubblici per smascherarne comportamenti contrari ai principi etici che debbono doverosamente appartenere a chi si occupi della "cosa pubblica".
Nel 1907 diviene Sindaco di Roma sostenuto dal cosiddetto "Blocco", una lista elettorale comprendente liberali, demo-costituzionali, repubblicani, radicali, socialisti che si caratterizzano come anticonservatori e anticlericali. La lista viene sostenuta anche dalla Camera del Lavoro.
Durante il suo mandato, che va dal 1907 al 1913, Ernesto Nathan continua a coniugare i principi ideali con l'azione politica. I suoi interventi sono incentrati a sancire il ruolo di Roma, capitale del nuovo Stato laico, allo scopo di operare cambiamenti strutturali che migliorassero la vita economica e culturale degli abitanti della città. Una vera e propria opera di svecchiamento, dunque, quella voluta dalla Giunta Nathan, che non può non scontrarsi con le mai deposte aspirazioni teocratiche di una Chiesa cattolica poco disposta a rinunciare ad esercitare il proprio potere politico, e di cui Nathan denuncia oscurantismo e dogmatismo. Famoso il suo discorso commemorativo del XX settembre, discorso lucido e rigoroso, tenuto nel 1910 a Porta Pia, dove il coraggioso Sindaco denunciava l'azione ecclesiastica "intesa a comprimere il pensiero" ed "eternare il regno dell'ignoranza" contro "uomini e associazioni desiderosi di conciliare le pratiche e i dettati della loro fede, con gli insegnamenti dell'intelletto, della vita vissuta, delle aspirazioni morali e sociali della civiltà". Le reazioni cattoliche furono molto forti, si mosse finanche il papa, e su "L'Ancora" del 29 settembre venne scritto: "E' il mondo cattolico che deve destituire il sindaco blasfemo e incosciente, e gridare da un punto all'altro dell'universo: rimandatelo al ghetto!". Non rinunciando così a rinfocolare gli atavici pregiudizi antisemiti che proprio il mondo cattolico aveva seminato nei secoli, e in nome dei quali aveva creato i ghetti per gli ebrei.
Quelli della Giunta Nathan sono anni di grande fermento innovativo. Ricordiamo alcuni dei suoi atti: organizza l'Esposizione d'Arte internazionale nel 1911; delibera per l'impianto municipale dell'energia elettrica che entrerà in funzione nel 1912; contrasta in ogni modo la speculazione edilizia e approva il nuovo Piano regolatore; provvede alla bonifica e al popolamento dell'Agro Romano dove vengono realizzati anche piani di edilizia scolastica e sanitaria; fa nascere linee tranviarie pubbliche; realizza alloggi popolari attraverso l'Istituto Case Popolari; costruisce Asili d'Infanzia e Scuole Elementari statali, dotati di refezione, laboratori, palestre, servizio sanitario, biblioteche.
Allo scoppio della I guerra mondiale Nathan ebbe posizioni interventiste, anzi si arruolò volontario pur se settantenne; mandato in licenza per le sue precarie condizioni di salute, riuscì, comunque, a tenere un ruolo di collegamento fra una sezione della Croce Rossa britannica e le autorità militari.
Negli ultimi anni, dopo essersi dimesso dalla carica di Gran Maestro, si dedicò alla cura dell'edizione nazionale delle "Opere".
Allo scoppio della rivoluzione russa del 1917, Nathan affronta il tema della difesa del diritto di proprietà e condanna la lotta di classe proponendo una linea economica basata sul cooperativismo e, quindi, sulla partecipazione di tutti i soggetti alla produzione e agli utili dell'impresa.
Ernesto Nathan venne a mancare il 9 aprile del 1921
( Maria Barbalato - sez. romana Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno)