| ERNESTO
NATHAN
Nato a Londra nel
1845 da Sara Levi, imparentata dal lato materno con la famiglia Rosselli,
e da Meyer Moses, di nazionalità tedesca ma vissuto per molti anni
a Parigi, ebbe occasione fin dall'infanzia di respirare aria europea e
democratica. Nella sua casa, infatti, avevano accesso molti esuli italiani
tra i quali Mazzini, Saffi, Campanella, Quadrio.
L'amicizia profonda che legava Mazzini alla famiglia Nathan influì
sulla formazione del giovane Ernesto che ne condivise l'idealità,
pur se contemperata da un maggiore pragmatismo. Dopo una breve permanenza
a Londra, successiva ad un periodo trascorso a Pisa per seguire la famiglia
dopo la morte del padre, Mazzini lo inviò a Roma, dopo il 20 settembre
1870, incaricandolo di amministrare il giornale "La Roma del Popolo",
un mezzo attraverso cui formare la coscienza civile degli Italiani.
Ricordiamo che negli anni '70 il tasso di analfabetismo è del 69%,
e il numero di elettori è pari al 2% circa. Tanto più significativa
è in questi anni, quindi, l'azione mazziniana anche attraverso
le Società di Mutuo Soccorso, che a Roma sono 50 con 8.500 iscritti
e, che a metà degli anni '90 diventeranno 274 con 40.000 iscritti.
L'istruzione del popolo, legata strettamente all'educazione, come già
per Mazzini, costituisce una delle convinzioni basilari su cui si fonda
l'azione di Nathan: significativo il suo contributo ad edificare un istituto
per corsi serali con biblioteca e sala di lettura, o quello per inaugurare,
col patrocinio della Società di Mutuo Soccorso "Fratellanza
operaia", una scuola serale in ricordo di Mazzini (venuto a mancare
nel 1872),
Nel 1889 Nathan contribuisce alla fondazione della società "Dante
Alighieri", istituita per tutelare e diffondere la lingua e la cultura
italiana e, intanto, in numerosi interventi, sottolinea e denuncia i vari
problemi sociali riguardanti la condizione degli svantaggiati, trattando
del lavoro minorile, della condizione della donna, della riforma carceraria,
dell'aiuto agli emigranti, della prostituzione, dell'assistenza sanitaria.
Nel 1887 aderisce alla Massoneria, dove ricoprirà la carica di
membro della Giunta Nazionale e Presidente della Commissione per gli studi
sociali, e nel 1896 sarà eletto Gran Maestro del Grande Oriente
d'Italia.
In questo periodo si batte per sensibilizzare i cittadini sull'importanza
dei contratti di mezzadria e sulla bonifica dell'Agro romano; propone
azioni di emancipazione politica, culturale ed economica per sollevare
il popolo rurale dal prepotere del clero delle campagne; si pone dalla
parte dei radicali e dei ceti più deboli, insomma vuole che gli
ideali massonici "libertà - uguaglianza - fratellanza",
coniugati col fervore dell'apostolato mazziniano, divengano radicale pratica
attuativa.
Il contesto storico è costituito dalla politica di Crispi e di
Giolitti e dalla nascita del Partito Socialista (1892) e del Partito Repubblicano
(1897), a cui si rivolgevano sempre più speranzose le masse popolari
alla ricerca di un proprio riscatto. Un fermento sociale che preoccupava
non poco papa Leone XIII, che nel 1891, allo scopo di arginare il diffondersi
del socialismo, aveva promulgato l'Enciclica "Rerum Novarum",
e continuava ad indire Convegni antisocialisti, antirepubblicani, anticomunisti,
antinichilisti, antimassonici.
Nathan, che può esercitare i diritti politici poiché il
Parlamento gli ha concesso la cittadinanza italiana, viene eletto Consigliere
provinciale a Pesaro, dove dal 1889 al 1894 guida l'opposizione, e nel
1895 è al Consiglio Comunale di Roma come Assessore all'Economato
e ai Beni patrimoniali. Nel 1895 si presenta, senza successo, come candidato
dei radicali e dei repubblicani alla Camera dei Deputati impostando la
sua campagna elettorale sull'allargamento del suffragio universale, sull'indipendenza
della magistratura, sul restringimento del potere esecutivo. Attacca Crispi
per lo scandalo della Banca Romana, che aveva concesso illegalmente crediti
a uomini politici, e per sperpero del pubblico denaro; ma attacca anche
politici, giudici e amministratori pubblici per smascherarne comportamenti
contrari ai principi etici che debbono doverosamente appartenere a chi
si occupi della "cosa pubblica".
Nel 1907 diviene Sindaco di Roma sostenuto dal cosiddetto "Blocco",
una lista elettorale comprendente liberali, demo-costituzionali, repubblicani,
radicali, socialisti che si caratterizzano come anticonservatori e anticlericali.
La lista viene sostenuta anche dalla Camera del Lavoro.
Durante il suo mandato, che va dal 1907 al 1913, Ernesto Nathan continua
a coniugare i principi ideali con l'azione politica. I suoi interventi
sono incentrati a sancire il ruolo di Roma, capitale del nuovo Stato laico,
allo scopo di operare cambiamenti strutturali che migliorassero la vita
economica e culturale degli abitanti della città. Una vera e propria
opera di svecchiamento, dunque, quella voluta dalla Giunta Nathan, che
non può non scontrarsi con le mai deposte aspirazioni teocratiche
di una Chiesa cattolica poco disposta a rinunciare ad esercitare il proprio
potere politico, e di cui Nathan denuncia oscurantismo e dogmatismo. Famoso
il suo discorso commemorativo del XX settembre, discorso lucido e rigoroso,
tenuto nel 1910 a Porta Pia, dove il coraggioso Sindaco denunciava l'azione
ecclesiastica "intesa a comprimere il pensiero" ed "eternare
il regno dell'ignoranza" contro "uomini e associazioni desiderosi
di conciliare le pratiche e i dettati della loro fede, con gli insegnamenti
dell'intelletto, della vita vissuta, delle aspirazioni morali e sociali
della civiltà". Le reazioni cattoliche furono molto forti,
si mosse finanche il papa, e su "L'Ancora" del 29 settembre
venne scritto: "E' il mondo cattolico che deve destituire il sindaco
blasfemo e incosciente, e gridare da un punto all'altro dell'universo:
rimandatelo al ghetto!". Non rinunciando così a rinfocolare
gli atavici pregiudizi antisemiti che proprio il mondo cattolico aveva
seminato nei secoli, e in nome dei quali aveva creato i ghetti per gli
ebrei.
Quelli della Giunta Nathan sono anni di grande fermento innovativo. Ricordiamo
alcuni dei suoi atti: organizza l'Esposizione d'Arte internazionale nel
1911; delibera per l'impianto municipale dell'energia elettrica che entrerà
in funzione nel 1912; contrasta in ogni modo la speculazione edilizia
e approva il nuovo Piano regolatore; provvede alla bonifica e al popolamento
dell'Agro Romano dove vengono realizzati anche piani di edilizia scolastica
e sanitaria; fa nascere linee tranviarie pubbliche; realizza alloggi popolari
attraverso l'Istituto Case Popolari; costruisce Asili d'Infanzia e Scuole
Elementari statali, dotati di refezione, laboratori, palestre, servizio
sanitario, biblioteche.
Allo scoppio della I guerra mondiale Nathan ebbe posizioni interventiste,
anzi si arruolò volontario pur se settantenne; mandato in licenza
per le sue precarie condizioni di salute, riuscì, comunque, a tenere
un ruolo di collegamento fra una sezione della Croce Rossa britannica
e le autorità militari.
Negli ultimi anni, dopo essersi dimesso dalla carica di Gran Maestro,
si dedicò alla cura dell'edizione nazionale delle "Opere".
Allo scoppio della rivoluzione russa del 1917, Nathan affronta il tema
della difesa del diritto di proprietà e condanna la lotta di classe
proponendo una linea economica basata sul cooperativismo e, quindi, sulla
partecipazione di tutti i soggetti alla produzione e agli utili dell'impresa.
Ernesto Nathan venne a mancare il 9 aprile del 1921
( Maria Barbalato - sez. romana Associazione Nazionale del Libero
Pensiero Giordano Bruno)
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