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28/03/10
Chiesa e pedofiliaGli atti di pedofilia che sono stati contestati agli ecclesiastici sono meglio descritti come veri e propri abusi e violenze sessuali e morali su minori, minori, si noti bene, affidati alle loro cure, ossia in balìa del loro potere e, quindi, con il più riprovevole tradimento della buona fede riposta nell’istituzione e nelle persone che operano per suo conto e in suo nome, dalle vittime e dai loro famigliari. Oltre agli addetti ai lavori, tutti sanno bene che le conseguenze di un’esperienza di stupro o di violazione dell’intimità fisica e psichica in età evolutiva sono gigantesche e devastanti, tali da segnare il destino della persona, fino a negargli per sempre serenità e felicità in toto o, comunque, in una delle sfere più delicate e significative della sua esistenza. Sentimenti di colpa, vergogna, disistima, inadeguatezza, blocchi e stravolgimenti del sentire e del godere sessuali, alterazioni dell’espressività e dei vissuti emotivi e sentimentali: tutte sindromi che possono accompagnare, anche per tutta una vita, chi ha dovuto subire una o più di queste brutalità. In queste ultime settimane questa profonda e puzzolente pentola dei “peccati” commessi da chi stabilisce che cosa è, o non è “peccato” si è scoperchiata più del solito e ha denunciato quanto profonda, radicata e diffusa sia questa tentazione e questa pratica, proprio nell’ambiente che, con una ipocrisia davvero infinita, continua a perseguire e a condannare i comportamenti sessuali altrui come risultato di una civiltà che si allontana dalla fede e che rinnega i valori e gli orientamenti della chiesa! Di fronte a questo scandaloso quanto reiterato moltiplicarsi di crimini contro la persona commessi proprio da chi sostiene di mettere la persona al centro delle sue attenzioni (forse si tratta di un equivoco sintattico?), invece di preoccuparsi delle vittime, in luogo dell’umiliarsi di fronte a loro, al posto del lottare per lenire il male prodotto e le future conseguenze di esso, anzichè mettersi in seria discussione come istituzione, come compagine sociale, come ordinamento e come dottrina, la chiesa cosa fa? I suoi portavoce minimizzano, parlano di esagerazioni montate e di veleni gettati per screditare il pontefice, per mortificare la chiesa che, invece, sarebbero estranei a questi fenomeni, fenomeni che, nel loro mondo, devono essere considerati straordinari e marginali! Del crimine commesso non si parla nemmeno, se ne ammette la responsabilità solo come devianza individuale, non come fenomeno sistemico e sistematico perché se si ammettesse questo si dovrebbe sospettare dell’istituzione nel suo complesso, della sua composizione monosessuale, del suo impianto rigidamente gerarchizzato e antidemocratico, del suo fondamento antistorico e antidialettico, della sua essenza dogmatica e stereotipata, del suo goffo maschilismo e della sua imbarazzante misoginìa di derivazione vetero testamentaria; si dovrebbe riconsiderare la sua storia che è una storia che gronda sangue e perversione, tortura e devastazione ovunque si è affermata come potere: no, questo è decisamente troppo, meglio ritenere che le migliaia e migliaia di episodi di pedofilia (una stima di un caso denunciato su dieci comunque consumati, ma taciuti per vergogna, pudore o paura della rappresaglia, è una stima prudente) avvenuti, avvenenti e avvenire siano, appunto, episodici, personali e assolutamente estranei alla chiesa come ordinamento. Gli stessi portavoce sottolineano poi il profondo valore del riconoscimento di questo odioso crimine, che il capo stesso della chiesa, il papa, ha ammesso denunciando e sanzionando per primo (primo rispetto a chi?) i comportamenti “devianti” dei suoi sottoposti, con ciò quasi pretendendo un plauso per la presa di coscienza e per il gesto di grande responsabilità mostrato! Pensate, dovremmo trovare questo atteggiamento dei vertici della chiesa come un gesto e una prova di assoluto pentimento e di grande impegno etico e non, invece, concludere che esso prova proprio che per secoli i loro predecessori hanno coperto (se non anche avallato e praticato in prima persona!) crimini di questo ed altro genere! Se la novità è l’ammissione delle responsabilità individuali, non si tratta di una grande novità e la prima considerazione di rimando è il ritardo secolare che l’accompagna, quindi la complicità e la connivenza con questo ed altri reati come condizione storica, se non normale, della chiesa! Persino la presidenza degli Stati Uniti sarebbe stata deposta su due piedi di fronte a reati di questo tipo, ma la chiesa non si tocca, non si discute, non si cambia: essa è là, piena di se medesima, unica o principale depositaria del bene e del male, unica interprete del verbo divino, unica e legittima autorità terrena che può dire la sua su tutto senza che nulla e nessuno possano dire alcunchè su di essa! Che splendida dittatura! Che impero perfetto! Che regime inattaccabile e immodificabile, dal momento che si autoamministra, si autoelegge e si autodetermina e che può fare tutto ciò senza nemmeno sporcarsi con il lavoro, perché è finanziato dai suoi sudditi extraterritoriali!
Roma 28.3.10 Roberto Sabatini (Giordano Bruno 2) |
17/01/2010 Salve, amici di NOGOD, I fondamenti dell’Etica umana e dell’etica religiosa.1) I fondamenti dell’EticaIl vero fondamento dell’Etica è nella natura umana, intesa come insieme delle caratteristiche distintive della specie Homo Sapiens, di cui tutti noi facciamo parte. “Ciò che è divino non è umano, ossia è o inumano o disumano.” |
9/09/09La religione come specie.. La religione come specie. L’evoluzioneLa società umana si evolve. Da questo semplice assunto deriva che anche il meme religioso deve evolversi con essa.
Le religioni che riescono a sopravvivere abbastanza a lungo in un contesto abbastanza vasto possono contare anche sul potere che una forte inerzia sociale esercita contro tutte le forme di cambiamento radicale degli usi (leggi riti e tradizioni). La fineL’estinzione di un meme religioso (come razza) non è improbabile come sembra; trattando dell’evoluzione abbiamo visto che alla morte di uno di essi ne è sempre esistito un altro pronto a prenderne il posto.A noi interessa l’estinzione della specie dei memi religiosi, ossia di se e come sia possibile eradicare dalla società umana ogni religione.Il motivo per cui bisognerebbe auspicare questo evento è di facile comprensione. Cosa può venire di buono all’umanità da un meme che semplicemente ottunde la libertà di pensiero e induce singoli individui o intere società a prendere decisioni basate su una visione del mondo falsa e fantasiosa (se non addirittura malata). Gli effetti si sono visti e sono stati ben documentati negli ultimi due millenni: guerre sanguinosissime, omicidi efferati, sofferenze che hanno afflitto persone per tutta la loro vita, tutto giustificato da astrazioni indimostrabili che hanno alimentato brame di potere e di sopraffazione.Ma in che modo l’estinzione del meme religioso sarebbe possibile?
E’ un processo complesso, che deve accompagnare la formazione del carattere del ragazzo, almeno fino ai 13 anni, facendo attenzione che tutti gli sforzi non vengano resi vani da frequentazioni poco controllate con suore, mullah, preti o altre persone che traggano personale godimento dall’apostolato sui minori. ConclusioneNegli ultimi 15.000 anni la società umana si è evoluta trascinando con sé questo potente meme, e sicuramente in un futuro, prossimo se non remoto, le cose cambieranno.
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21/08/08 - Scrive D.G. sulla Lista _di_Geopolitica "...Scrive R. A. M. di Genova e da Genova: |
| 10/07/08 - Waste armando gnisci Noialtri letterati diciamo che l’Ulysses di Joyce ha travolto e reinventato il romanzo e che il poema di Thomas S. Eliot, The Waste Land (che traduciamo senza alcun dubbio da decenni, da Praz in poi, La terra desolata) abbia rappresentato lo stesso valore per la poesia. Ma ”Waste” sta scritto sui cassonetti della spazzatura in UK e quindi oggi sappiamo veramente, dopo quasi un secolo, dove è “La Terra della Mondezza”, l’Italia. (I due testi cardinali uscirono entrambi nel 1922). Ieri ho scritto “ a prescindere da di Pietro, Flores d’Arcais, Grillo e tutti gli altri” e così via, oggi torno sull’a prescindere, e lo cancello. Voglio parlare proprio della “spazzatura”, parola di Doppiopetto G8 in missione nel Hokkaiddo, usata per definire la manifestazione di Navona 2008 contro di lui e la sua faccia di corno. Tutti i partiti e movimenti, istituzioni e boccheaperte (vedi Cicchetto, Bocchino, Veltroni ecc.) televisivi si sono indignati al massimo, seguendo il vessillo nipponico di Silvio. Festa della Monnezza a Piazza Navona, di Pietro infame e fuorilegge, Guzzanti demente, Camilleri ‘na pena, Grillo transumante verso l’inferno, non c’è più la democrazia e la vera opposizione non si sa…; abbasso i comici e i satiri ecc. Il circuito della monnezza si è chiuso a Piazza Navona e nella oscenità della “polemica” seguente: il Doppiopetto ha prodotto spazzatura in politica (prima di lui abitata da larve clericali – Andreotti aeternus – e da vecchi antifascisti intrattabili – Pertini ai mondiali dell’82) dalla sua discesa libera in campo a ridosso di Craxi e di Mani pulite. Da lui prende consistenza e produzione la monnezza in Italia e ne discende tutta; la Manifestazione a Pza Navona è, quindi, l’unica opposizione vera contro di lui: monnezza; ma cambiata un po’ di segno: ora, necessaria e surrealista, metafisica e grottesca, infatti, essa torna a colpire il ricco mandante e il principio fetente, proprio alla sua altezza e stringe il fermaglio della trappola del truman show che avvita tutti noi. Veltroni è un discendente delle larve, immemore e svagato, buono solo per la mondanità e per la rotta perduta per l’Africa, matrix è il suo refrigerio, nido e sito. Pza Navona, insomma, conferma che l’opposizione non esiste in Italia: è una mummia larvale in Parlamento e un carnevale disarticolato (voglio dire, non un caos robusto) di grilli e flores in piazza. Resta una sola via per opporsi: intellettuale e di massa critica, di resistenza e di inimicizia assoluta (sic) verso il quadrilatero della Monnezza/Waste: la menzogna, il dissesto/ingiustizia, la volgarità e gli uomini vuoti che ci camminano sulla testa. 10 luglio 2008 |
9/07/08 armando gnisci |
20 Maggio 2008 - dal nostro amico D.C. La strambata della cARFAGNA L'approssimazione dell'ultima esternazione del Ministro delle DISpari opportunità mi lascia quasi indifferente. Nulla di più potevo aspettarmi da una persona che arriva ad affermare una ipotetica quanto strampalata sterilità costituzionale di molti (tantissimi) cittadini omo/bisessuali. Il patrocinio non è effettivamente un contentino, né un regalo come e non è un'elemosina. Il patrocinio è la condivisione ufficiale, l'appoggio istituzionale alla manifestazione e ai suoi princìpi. In tutta la sua coerenza, il Ministro cARFAGNA non può che negarlo. I modi, i tempi e i toni sono asolutamente riprovevoli, degni di critica e certamente insufficienti sul rendimento sociale del dialogo tra le parti. Il clima di "minimization" attuato dal Ministro delle DISpari opportunità e a tratti scandaloso. Obiettivo: Ridurre il problema fino a farlo apparire inesistente, fino a farlo apparire pretestuoso. E' scandaloso prima di tutto perché ammette l'inesistenza di discriminazioni basandosi su dichiarazioni di suoi amici omosessuali. E' vecchia la storia che tutti noi abbiamo amici omosessuali e che tutti i nostri amici omosessuali sono NORMALI. Però da essere normali a sostituirsi a indagini, statistiche e studi di categoria elaborati da associazioni che nel tema ci vivono quotidianamente, credo che di differenza ce ne sia. A questo punto, in piena coerenza con la millantata discriminazione, aboliamo, cancelliamo e perseguitiamo tutte quelle associazioni cialtrone che non vogliano ammettere la pacifica integrazione degli omosessuali nella nostra società. Le dichiarazioni si vestono di scandalo e incredulità anche quando la stessa cARFAGNA, appoggiata a ruota da lUCA vOLONTé dell'UDC, ammette che non appoggerà nessuna proposta di riconoscimento di quelli che "la sinistra gay chiama diritti » ma che effettivamente sono « i propri privilegi discriminatori verso famiglie ed eterosessuali » (vOLONTé dixit http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24452&sez=ELEZIONI2008 ) Non c'è bisogno di interpretazione autentica per capire quanto le dichiarazioni mirate a « minimizzare » la questione, stiano andando verso lo stravolgimento delle parti. Ebbene si, adesso si sta andando verso un deciso cambiamento di rotta sulla questione che porta ad una traslazione dei ruoli. Adesso sono le famiglie e gli eterosessuali ad essere discriminati. Mi limito solo a ripetere che tutti coloro che affermano ciò non specificano « come, dove, quando e perchè » avvenga questa presunta discriminazione ad opera degli omosessuali a scapito degli etero. La strambata si completa con la ciliegina sulla torta arrivata proprio mentre sto scrivendo queste righe. Ecco l'ultima dichiarazione del Ministro cARFAGNA : « I GAY SONO DISCRIMINATI e sarà cura del suo dicastero sollevare ogni forma di discriminazione nei confronti degli omosessuali. Il Ministro è anche cosciente delle tante discriminazioni nelle scuole, nelle universita' e nei luoghi di lavoro e crede che l'Italia abbia il dovere di contrastarle con fermezza ». Sembrano così lontani i tempi in cui la medesima credeva « che l'omosessualità non sia più un problema », i tempi in cui cercava « omosessuali non assunti o licenziati per la propria condizione » e dichiarava a pieni polmoni che « l'integrazione nella società esiste ». Invece sono bastate solo poche ore per affermare l'esatto contrario. Spero solo che gli amici omosessuali della cARFAGNA (sempre che ne abbia) si rendano conto di quello che hanno combinato durante l'ultimo té delle cinque preso a casa del Ministro. Articoli di riferimento : http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_arcigay_a0dca186-25ab-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Roma-15:55/3129188/7 |
14 maggio 2008 - "Il ministro delle disPARI opportunità" (riceviamo dal nostro amico D.C.) E' da un po di tempo che non prendo spunto da articoli che attirano la mia curiosità. Questo non è certamente dovuto all'assenza di articoli pseudo-omofobici-pro-clericali. Navigando a memoria, ricordo ad esempio la "tenebrosa" vicenda di quella "torbida" storia torinese della "losca" sauna dove gli avventori giravano ADDIRITTURA seminudi e coperti solo con un asciugamani attorno alla vita. Roba da non credersi! Chissà se nelle saune degli antichi romani si girava in frac o in black tie. Non può che sovvenirmi anche l'intervento di pAPA bENEDETTO XVI con il quale detta tempi e (ovviamente) modalità della mia attività sessuale. Sorrido maliziosamente, invece, se penso all'appello di qualche giorno fa dell'Osservatore Romano che lamenta l'assenza nell'attuale Governo di esponenti di estrazione cattolica. La malizia alberga comodamente nei miei pensieri se mi soffermo a riflettere su tutte le dichiarazioni degli attuali "governanti" in tema, per esempio, di diritti civili o di aborto. Sempre ad esempio, non sono lontanissime nel tempo le dichiarazioni di.. come si chiama.. quella soubrette che fece quel calendario tutta ignuda (foto artistiche, si intende). Colei che adesso è al governo.ah ecco, la Sig.ra cARFAGNA, ovvero il MINISTRO DELLE disPARI OPPORTUNITA'. Quanti di noi hanno gia dimenticato le sue dichiarazioni sui gay "costituzionalmente sterili". Se ci soffermassimo attentamente sulla sola analisi delle parole, potremmo tranquillamente, senza timore di vedercela respinta, avanzare una mozione di sfiducia alla neonominata, per palese conflitto di attribuzioni con l'aggettivo "PARI" che è parte integrante della denominazione del suo compito istituzionale. La Costituzione sarà pure sterile ma di fatto è anche INERTE nei confronti di tali situazioni. Eppure il tutto risale solo allo scorso febbraio e non credo che possa essere sopraggiunto un cambiamento tale da poter giustificare un cambio di rotta della sua personalità a tal punto da farle guadagnare quel posto da Ministro. Non ce l'ho con lei, non con chi l'ha nominata e nemmeno con chi l'ha votata. Il mio sdegno va tutto a chi non ricorda, non sottolinea e non rispolvera le sue dichiarazioni. A chi non ricorda che l'attuale Ministro delle disPARI opportunità si rivolgeva al deputato lUXURIA con locuzioni di indubbia connotazione maschile come "il collega Guadagno", ignorando volontariamente così la palese volontà di genere sessuale della diretta interessata. Com'è possibile che nessuno porti alla ribalta dell'opinione pubblica l'imperdonabile incoerenza della carica di "Ministro delle pari opportunità" con la sua dichiarazione di "sterilità costituzionale dei gay" dovuta alla impossibilità genetica di riprodursi, ignorando del tutto così la terrifica similitudine con una legge di hitleriana memoria che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi ? E mi fermo qui senza entrare nei dettagli genetici della indiscutibile possibilità reale per lesbiche e gay di riprodursi al di fuori della propria unione omosessuale senza per questo mutare il proprio orientamento sessuale : Serebbero briciole per nutrire i colti e rocce da digerire per gli stolti. La mia malizia mi porta ancora a sorridere delle dichiarazioni dell'Osservatore anche se penso al Ministro bONDI, che si differenzia dalla bINDI solo per una lettera del cognome. Benchè il suo esordio politico lo vede sindaco comunista, non ha mai fatto segreto del suo profondo sentire cattolico. Una conferma, benchè non determinante, del suo interesse verso una filosofia non certo nemica alla dottrina clericale, la abbiamo anche nella scelta di laurearsi in filosofia all'Università di Pisa con una tesi su Leonardo Valazzana, predicatore agostiniano e avversario di Girolamo Savonarola. Forse la punta della sua radice politica è effettivamente macchiata di rosso comunista ma di certo tutto il resto del fusto, fino all'estremità della chioma, non può certo dirsi anticlericale. Dopo tanta malizia, una recriminazione però me la si permetta. Perchè l'Osservatore non si è lagnato della imponente presenza cattolica nel precedente governo di centro-sinistra invece di cassare con sentenza definitiva e senza rinvio la nomina di Capezzone, ex radicale, a portavoce di Forza Italia ? Per carità, non chiamamola ingerenza, ormai questa definizione è stata bandita dalla politica, dalla critica, dalla satira e, prossimamente, anche dal dizionario della lingua italiana. Del resto, l'Osservatore si può consolare con la dichiarazione del Presidente del Consiglio Berlusconi che, come buon auspicio al suo quinquennio, invoca l'aiuto del « buon Dio » (ammettendo di fatto l'esistenza di divinità « cattive ») senza specificare, da buon politico, a quale « Dio » rivolge il suo appello e, inoltre, affidandosi alla laicissima « sorella fortuna », antitesi perfetta del volere divino. Alla stessa fortuna, che per un popolano come me si può tranquillamente definire « culo » , rivolgo il mio personale appello a non vedere cestinato irrimediabilmente il mio diritto di essere rispettato, tutelato e amministrato in quanto cittadino non legato necessariamente a presupposti religiosi, sessuali o razziali. Ho avuto il culo di nascere in un paese civile, laico e democratico. Che questo mio culo non si limiti solo sulla carta. D.C. |
5/05/08 - Informazione pescata in una mailing list. Il peer to peer "ruba" i redditi on line. E i dati fiscali ormai restano in Rete |
22/04/08 - I diritti umani non discendono da alcuna immaginaria divinitàOspite dell’istituto di studi americani a Roma, Ronald Dworkin, considerato uno dei filosofi viventi più interessanti, ha presentato uno studio su Religion and the Foundation of Human Rights nello stesso giorno in cui il papa interveniva all’Onu. Di seguito riportiamo stralci dell’intervento dello studioso americano tratti da un commento di Mario Ricciardi per il Riformista … Dworkin sostiene che non c’è bisogno di un fondamento religioso per l’idea di diritti umani e che anche i credenti dovrebbero ammettere che i principi della moralità politica – incluso quello che protegge la libertà di culto – hanno una giustificazione indipendente dalla religione. … Benedetto XVI rivendica l’autorità divina per giustificare l’esistenza di diritti che precedono quelli stabiliti dalla legge positiva e limitano il potere dei legislatori. La posizione ufficiale della Chiesa cattolica delinea un modello di rapporti tra religione e diritto che Dworkin respinge come incompatibile con il liberalismo. … Il diritto di libertà religiosa concepito in questo modo non presupporrebbe alcun diritto più generale da cui esso discende. Non presupporrebbe un diritto generale a decidere nelle materie che sono di importanza etica fondamentale per ognuno di noi: il diritto di abortire, o di essere omosessuali senza incorrere in sanzioni,… una società tollerante non può accettare un resoconto così ristretto del fondamento della libertà religiosa. … Dal punto di vista liberale, la giustificazione normativa della libertà religiosa si trova in un principio fondamentale che non dipende dalla religione stessa e genera una concezione più generosa delle sfere di valore in cui gli individui devono essere lasciati liberi di scegliere per sé. … una società tollerante non confessionale deve trattare la libertà religiosa come un caso di un più generale diritto di libertà non solo religiosa ma etica. |
16/01/08 - Il papa alla Sapienza. Pubblichiamo due commenti in ordine di ricevimento e ringraziamo gli autori. Inaugurazione dell'Anno Santo, presso la Basilica di San Pietro:- ore 10,00: Apertura dei lavori da parte del papa, che benedice i presenti e introduce gli ospiti; http://loscientista.blog.kataweb.it/ |
15/10/07 - Il Talebano Scarlatto di Roma S.F. |