
COMUNICATI VARI
Comitato Gay e Lesbiche Prato
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Roma 10/01/2005
La famiglia tradizionale non può essere messa in contrapposizione con altre forme familiari. Il discorso del papa è ideologico e discriminatorio perché si intromette nelle legislazioni nazionali di Stati sovrani. Contestiamo l'idea di "famiglia naturale" perché ogni epoca storica ha avuto il suo nucleo familiare che si rappresenta quindi come "culturale" e non "naturale". Contestiamo altresì l'idea che esista una sole morale universale le cui chiavi sono esclusivamente nelle mani del Vaticano. Esistono fortunatamente una pluralità di morali che corrispondono ad una pluralità di opzioni di vita e di forme familiari tutte legittime e tutte con la stessa dignità. Il
clamoroso errore del familismo vaticano è svelato dall'esperienza
concreta di quasi tutti i Paesi europei che negli ultimi 15 anni hanno In questi Paesi l'applicazione delle leggi che il Vaticano vorrebbe cancellare ha creato grande coesione sociale, ha consentito di superare le discriminazioni, non ha per nulla inciso sui diritti delle famiglie tradizionali che, all'opposto, sono addirittura aumentate di numero a dimostrazione che l'allargamento dei diritti fa bene alla società. Il Vaticano si dovrebbe chiedere invece come mai l'Italia è il paese con la più bassa natalità nel mondo e con un enorme quantità di separazioni e divorzi oltre che le più feroci tragedie della famiglia tradizionale (con almeno 100 morti all'anno). Franco
Grillini Deputato
DS |
| 22/07/05
- Interrogazione dell'On.le Franco Grillini sul
caso del vescovo di Pistoia I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli Interno Giuseppe Pisanu per sapere, premesso che: La stampa nazionale ha dato notizia che il vescovo di Pistoia, monsignor Simone Scatizzi ha inviato una lettera al Consiglio comunale della città per chiedere conto del perché l’istituzione abbia deliberato l’istituzione del Registro delle unioni civili; Aggiunto che: nello scritto il rappresentante ecclesiastico ha definito i cittadini omosessuali come “incompiuti sessuali” e ha stigmatizzare l’operato dei Consiglieri comunali chiedendo: “Se il criterio dei Consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e la violenza fisica del farsi valere, la guerra preventiva....”. Il vescovo, inoltre, ha chiesto ai Consiglieri se: “Mi possono dire con chiarezza in quale civiltà si sono formati e, se non sono troppo indiscreto a quale civiltà appartengono?”; Infine monsignor Simone Scatizzi ha affermato: “Non voglio e non posso credere che la democrazia consista nel seguire ciecamente quello che un gruppetto di persone che è al potere [...] intende fare senza osservazioni, senza confronti. Mi sembra che certe forme che si chiamavano “dittature” anche se con la specificazione “del proletariato” organizzate in nome del popolo, siano ormai desuete”. Si Chiede al Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu: Se non ritenga la lettera e i contenuti della stessa, lesivi della dignità e dell’autonomia delle istituzioni democratiche italiane; Se il gesto del vescovo di Pistoia non si prefiguri come una pesante ingerenza della Chiesa cattolica nei confronti di una assemblea elettiva dello Stato italiano; Quali atti intende assumere in difesa del Consiglio comunale di Pistoia Se chiede infine se le dichiarazione di Monsignor Simone Scatizzi non sia in aperta violazione della legge Mancino sul razzismo. On. Franco Grillini (DS) |
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nozze e patto di solidarietà i gay si dividono. Il movimento contro
i leader: «loro si accontentano». «I Pacs sono soltanto
una legge ghetto, l'unica che ha coraggio è la Bellillo». . da La Stampa del 5 luglio 2005, pag. 6 di Maria Corbi Neanche il movimento gay riesce a non litigare in un momento di emergenza come questo, in cui il terremoto spagnolo (con la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso,) si fa sentire provocando sismi nella classe politica... L'ultimo quello del liberale Marcello Pera, presidente del Senato, che ha sempre manifestato il suo pensiero contro ogni discriminazione», ma che ieri ha precisato cosa intenda per discriminazione. E non intende certo il divieto di nozze fra gay. Un passo indietro. Anzi due, lasciando un velo di dubbio sul Pacs. Oggi alle 18,00 Franco Grillini, parlamentare Ds e presidente onorario dell'ArciGay, andra a parlare con lui, ma il dibattito si fermerà al Pacs. "Il movimento gay italiano si batte per questo piccolo ma fondamentale passo", spiega Grillini. Si dà il caso, però, che questo "piccolo, fondamentale passo", non basti a tutta la comunita omosessuale. Molti di loro non si riconoscono in questa politica dei piccoli passi intrapresa dai loro rappresentanti. Tra loro Antonio Garullo, il primo "sposato" italiano (assieme al compagno Mario Ottocento) in Olanda. E che adesso è nel pieno della battaglia legale per fare trascrivere quelle nozze in Italia. Il primo round lo hanno perso, il 10 giugno davanti al Tribunale di Latina che ha respinto la loro richiesta "per motivi di ordine pubblico". Adesso ci sarà l'appello. Antonio non condivide affatto questa storia dei Pacs (Patto Civile di Solidarietà), che definisce una "legge ghetto". "Loro si accontentano", dice riferendosi a Grillini & Co, "per questioni di convenienza politica. E così si narra la favola che i gay italiani sarebbero contrari al matrimonio. Ma non è vero. Dicano la verità e cioè che non si può fare quello che è stato fatto in Spagna perchè abbiamo in casa il Papa e perchè la nostra sinistra certo non farebbe una crociata per riconoscere anche a noi il diritto di sposarci. L'unica che ha coraggio è la Bellillo". 2Vorrei capire perché - continua - l'8 luglio del 2002 Grillini ha depositato una proposta di legge sul matrimonio gay e adesso non se ne può più parlare? Una cosa sono le strategie politiche altro il diritto. Io devo poter decidere se sposarmi, unirmi civilmente o accontentarmi di un'unione di fatto. Ouesta è libertà". Bellillo, dunque, superstar, per la comunità gay italiana, spaccata sul dilemma: Pacs o matrimonio? Franco Grillini difende la posizione "ufficiale" del movimento e spiega: "Noi siamo per la piena uguaglianza formale sul piano del diritto e dei diritti. Ouesto in linea di principio. Sul piano del realismo politico, invece, siamo per una linea moderata e gradualista. Consideriamo il Pacs come il primo passo verso l'uguaglianza formale dei diritti. In questo momento non c'è nel paese la serenità per discutere di altro". A Pera, a cui oggi porterà due libri sulle coppie di fatto e sul Pacs, Grillini anticipa: "Io dico che essere contro le discriminazioni significa essere a favore dei diritti, perchè solo i diritti cancellano le discriminazioni». Meno "morbido" nelle sue dichiarazioni il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice: "Il presidente Pera che fino a poco tempo fa inviava i suoi messaggi al nostro Congresso affermando che "la nostra società non può prescindere dai fondamentali principi di libertà individuale e di pari opportunità", oggi si schiera con la parte piu integralista del teo-conservatorismo nostrano, a fianco dei Buttiglione e dei Calderoli". E ancora: "E' un brutto giorno per le istituzioni della Repubblica quello in cui il presidente del Senato arriva a definire capricci la richiesta di riconoscimento di pari diritti per le persone gay e lesbiche italiane, accolta in quasi tutta l'Europa. Il fatto più sconcertante è che questo avvenga proprio mentre da parte di importanti settori del cattolicesimo italiano giungono inviti alla riflessione comune e all'apertura alle richieste di legiferare sulle coppie omosessuali". Della linea "meglio il Pacs che niente, il matrimonio può attendere", anche Alessandro Zan, responsabile Arcigay nazionale per il Pacs e consigliere comunale dei Ds a Padova: "Una legge come il Pacs è diversa dal matrimonio, ma tutela le coppie di fatto eterosessuali e omosessuali, nel rispetto di un principio giuridico oramai affermato in Europa e sancito nella Costituzione europea secondo cui ogni cittadino ha diritto a sposarsi e a costituire una famiglia. Il Pacs serve a colmare questo vuoto normativo per una tutela giuridica di quelle coppie conviventi che a tutt'oggi sono ignorate dallo stato". Titti De Simone, parlamentare del Prc e presidente dell'associazione ArciLesbica, commenta le parole di Pera e Casini: "Non siamo cittadini serie B, pregiudizio non è da Paese civile" |
| COMUNICATO
STAMPA - Bologna, 29 giugno 2005 MATRIMONIO GAY: IL PARLAMENTO CANADESE APPROVA LA LEGGE ARCIGAY: “L’ONDA DEI DIRITTI CIVILI PROCEDE INARRESTABILE. ORA IL PACS IN ITALIA” “L’onda dei diritti civili procede e non potrà essere arrestata. Come fu per il voto alle donne, la fine della segregazione razziale o il divorzio, il riconoscimento di pari diritti alle coppie dello stesso sesso è solo questione di tempo. La bella notizia proveniente dal civile Canada crea un simbolico ponte fra le due sponde atlantiche, un ponte arcobaleno, come i colori del movimento gay, simbolo di pluralità, di convivenza e di pace”. É questo il commento di Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay, alla notizia che la Camera del parlamento canadese ha approvato la notte scorsa l’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. Manca ora l’approvazione da parte del Senato, che viene però data per scontata. Il Canada contende alla Spagna l’essere stato il terzo paese al mondo, dopo Olanda e Belgio, ad aver trasformato il matrimonio eterosessuale in matrimonio aperto a tutti, come già avvenuto anche nello stato americano del Massachusetts. Il voto definitivo del parlamento iberico è infatti atteso per domani. La legge canadese è stata approvata col voto favorevole dei Liberali, partito di governo, della Ndp e del Bloq Quebecoise, e col solo voto contrario del Partito conservatore. Era stata proposta dal governo federale alcuni mesi fa, dopo il nulla osta della Corte suprema del paese. In 9 delle 13 province e territori del Canada, dove è concentrato il 90% della popolazione dello stato, il matrimonio aveva però già smesso di essere prerogativa delle sole coppie etero, in seguito a decisioni dei tribunali locali che avevano dichiarato incostituzionale l’esclusione delle persone omosessuali. In Gran Bretagna il premier Tony Blair presenterà entro due settimane, secondo quanto riferisce il Times, le nuove misure per la tutela delle coppie di fatto. Queste proposte si affiancano al Civil partnership bill, la legge sulle unioni gay e lesbiche che darà un preciso riconoscimento giuridico, distinto dal matrimonio, alle coppie dello stesso sesso, come avviene già in altri dieci stati europei: Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Ungheria, Francia, Germania, Islanda, Portogallo. A questi va aggiunta la Slovenia, che sabato scorso ha introdotto una legge sulla registrazione delle coppie dello stesso sesso, osteggiata però dalle organizzazioni gay slovene come discriminatoria, poiché prevede solo una limita regolamentazione dei rapporti patrimoniali fra i partner e la possibilità di reciproca assistenza sanitaria. In Italia le organizzazioni omosessuali non chiedono il matrimonio, ma il riconoscimento giuridico tramite l’introduzione del nuovo istituto del Pacs, Patto civile di solidarietà, aperto anche alle coppie gay e lesbiche, che regoli diritti e doveri reciproci quali l’assistenza ospedaliera, la successione, le condizioni fiscali e patrimoniali. “Rimandare ancora l’approvazione di una legge sulle unioni gay e lesbiche nel nostro paese – è il parere di Lo Giudice - è il più tangibile segno della grave assenza di laicità dell’Italia, la cui autonomia è pesantemente compromessa dall’ipoteca posta dal Vaticano sulle istituzioni nostrane. Ufficio stampa Arcigay: Luigi Valeri, cell. 335.310655, tel. 051.6493055, e-mail: luigi.valeri@arcigay.it |
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Comunicato Stampa On.le Grillini del 23/03/05 Roma 23 marzo 2005 Sulle orme del Premier inglese Tony Blair, che ha affermato la possibilita' che nei prossimi anni in Inghilterra un omosessuale posa diventare Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi ha affermato che in Italia per essere santificati bisogna essere gay o comunisti e che ha intenzione di iniziare un processo di canonizzazione. Lo prendiamo in parola e gli mandiamo questi dieci preziosi consigli per essere un perfetto 'presidente del consiglio' omosessuale. 1° Liberarsi immediatamente dei vecchi 'arnesi' del fascismo che gli danno del "culattone". Non e' bello essere gay ed essere circondato da omofobi. 2° Liberarsi dei Ministri "velati". I ministri omosessuali che si nascondono finiscono per sparare a zero tutti i giorni sugli omosessuali per allontanare da se' il sospetto. Meglio Ministri e Ministre esplicitamente gay. 3° Accettare finalmente la propria calvizie e radersi a zero. I "rapati", nella comunita' omosessuale, sono considerati molto attraenti perche' sembrerebbero piu' virili. 4° Abbandonare il doppio petto: ingessa. 5° Dotarsi di un partner adeguato con cui presentarsi in societa'. Nel Parlamento italiano Berlusconi non avrebbe che l'imbarazzo della scelta anche nelle sue file. 6° Associarsi alla Lega italiana delle famiglie di fatto per rivendicare parita' dei diritti. 7° Partecipare ai gay Pride con abbigliamento consono e rappresentanza del Consiglio dei Ministri al seguito. 8° Evitare assolutamente dichiarazioni maschiliste come "In Italia abbiamo anche bellissime segretarie, delle bellissime ragazze... venite in Italia ad investire...". 9° In occasione del Gay Pride pubblicare un calendario con tutti i giocatori del Milan in costume adamitico. 10° Dare vita al Ministero dell'Omosessualita' perche', come noto, "l'omosessualita' logora chi non ce l'ha". On Franco Grillini, Deputato DS e presidente Onorario Arcigay UFFICIO STAMPA |
| Comunicato
stampa On. Franco Grillini
Oggetto: Rimozione di don Fabrizio Longhi, il prete di Rignano Garganico che fece parlare un omosessuale in chiesa la sera di Natale. La rimozione di don Fabrizio Longhi, il prete di Rignano Garganico che fece parlare un omosessuale durante la messa di Natale, è l'ennesima dimostrazione da parte di una chiesa, quella romano-cattolica, che non vuole comprendere ed accettare la realtà degli omosessuali, delle lesbiche e dell'omosessualità. L'atteggiamento della gerarchia ecclesiastica è quasi sempre duro, crudele, discriminatorio verso le diversità in generale e verso quella gay in particolare. Agli omosessuali, la cui esistenza e il cui numero non possono più essere negati da nessuno, chiesa cattolica compresa, la gerarchia vaticana chiede l'invisibilità, propone l'ipocrisia del non dire e l'assurdità della castità. Un omosessuale si deve nascondere, si deve vergognare di quello che è, non deve e non può rivendicare "alcun diritto", come recitano i numerosi documenti vaticani in materia. Il gesto di don Fabrizio Longhi nella notte di Natale, far parlare Pasquale Quaranta, un ragazzo di 21 anni accompagnato dai genitori, è stata una dimostrazione di grande umanità, di onestà e generosità,apprezzata, come ci raccontano le cronache, anche dai fedeli. Noi oggi siamo di
fronte ad una chiesa cattolica che non comprende la modernitàà,
che la combatte con tutte le sue forze, come nel recente tentativo di
imporre le "radici cristiane" nel testo della nuova Costituzione
europea. Noi ci siamo opposti, e la laicità della nuova costituzione
ha prevalso sugli interessi di chi voleva inserire l'intera Prima o poi anche il vescovo di San Severo, assieme a tutti gli altri membri della gerarchia, dovrà implorare il perdono per le sofferenze inflitte a milioni di omosessuali nel passato e, purtroppo, anche nel presente.
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| Milano,
24 giugno 2004
Mons. Roberto Amadei
Ebbene noi genitori
con figli o figlie omosessuali e che teniamo alle nostre famiglie, non
possiamo più godere della speranza di vedere finalmente riconosciuti
i nostri figli, dopo l'ultimo atto discriminatorio della chiesa, con
la rimozione di Don Fabrizio Longhi da parroco di Rignano Garganico.
Ci sembrava che il momento in cui un giovane Perché dunque la chiesa si oppone al benessere di alcune persone, figurando nel frattempo al mondo intero di essere per la pace, contro la discriminazione? L'esclusione dei nostri figli è un puro atto di violenza, è un atto di omofobia censurabile al cospetto di Dio, è discriminazione, è giudicare senza conoscere, è procurare malessere a milioni di persone, anche a quelle che non credono nell'istituzione chiesa perché la vostra voce ha un riverbero potente sulle comunità. Noi tutti, genitori dell'AGEDO, chiediamo che questo provvedimento venga revocato in nome della giustizia e del coraggio di un sacerdote che vuole applicare i principi del cristianesimo all'umanità intera, non solo a pochi eletti, anche a costo di dovere subire provvedimenti dolorosi. Saluti Paola Dall'Orto AGEDO - ASSOCIAZIONE
GENITORI DI OMOSESSUALI |
| Dichiarazione
di Giovanni F. Mapelli La rimozione di don Fabrizio Longhi dalla parrocchia di Rignano Garganico, decisa dai vescovi mons. Amadei e Seccia, sicuramente motivata dalla celebrazione della notte di Natale in cui ha tenuto l'omelia il giovane Pasquale Quaranta, è la riaffermazione del copione solito col quale la chiesa cerca invano di tacitare qualunque voce profetica al suo interno. È proprio il caso di dire, con Cristo: "Guardate che se taceranno loro, grideranno le pietre" - così disse ai farisei quando, allo stesso modo, volevano soffocare la voce della verità. Chiesa e omosessualità, ormai, sono una questione che spacca in due i vescovi e la comunità dei fedeli. È ben singolare che ciò che viene dalle comunità, dal basso, venga soppresso autoritariamente dai vertici perché, in realtà, è proprio la comunità cristiana che spesso sa capire, prima delle gerarchie, quali siano i "segni dei tempi" e quali le risposte evangeliche: anche gli omosessuali hanno diritto all'amore ad una vita di relazione. Se la decisione
dei vescovi è dettata invece, in questo caso, da qualche meschino
personaggio che sta tra le quinte vaticane, è proprio il caso
di dire che la Santa Sede sta toccando il livello più basso della
sua storia
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