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Socialista di Dio.

sabato, 29 novembre 2008

Con questo titolo Sergio Zavoli molti anni fa presentò in un libro la sua militanza politica e religiosa, cercando di conciliarle in una visione unitaria. A quanto pare ben pochi socialisti oggi osano prescindere da una personale appartenenza alla versione cattolica della Menzogna Globale. Se non come professione di fede, almeno come identificazione o anche semplice contaminazione culturale. Magari ripescando e mistificando il vero sifgnificato di quel “perchè non possiamo non dirci cristiani” di Benedetto Croce. Che poi è quello che ha fatto Oriama Fallaci definendosi atea-cristiana, ma nel senso di appartenente a una cultura che nelle sue sedimentazioni mostra anche, ma non solo e non esclusivivamente -fra tante altre- anche radici cristiane. I socialisti della diaspora, che oggi vegetano e vivacchiano come ospiti più o meno graditi nei vari schieramenti politici, fanno quasi tutti a gara per accreditarsi, come un tempo Sergio Zavoli, socialisti di dio. Giulio Tremonti arriva addirittura a rispolverare per sè il famigerato motto “dio, patria, famiglia”. Gli altri che lo hanno seguito nel PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, magari non arrivano a tanto. Brunetta per esempio continua a definirsi non credente, ma nella passata legislatura, sull’esenzione degli immobili commerciali dei preti votò a favore del dio denaro di Ratzinger. E quando c’è qualche episodio “scottante” come la clamorosa sentenza del tribunale spagnolo che riconosce nei crocifissi appesi nelle aule scolastiche un vulnus alla laicità delle istituzioni, ecco che i presunti laici socialisti si vestono da crociati e sparano critiche feroci. Come ha fatto la berlusconiana Margherita Boniver. Altri personaggi di insospettabile e duratura tessera socialista, come Gennaro Acquaviva, il cattolicissimo plenipotenziario di Craxi per la stesura dell’ ultimo stramaledetto Concordato, si sono appena riuniti in un conclave di catto-socialisti per ribadire che loro sono sempre al servizio di dio. Con la benedizione del neo-segretario Nencini. Ma il segno della perdita di qualunque connotazione socialista ci viene soprattutto dal PD-Partitus Dei, che sta accantonando definitivamente la possibilità di collocarsi nella grande famiglia dell’Internazionale Socialista. Quelli dell’Opus Dei e di altre consorterie cattoliche che infestano il PD non lo consentiranno mai. Ormai a chi vuole essere socialista e basta non resta altra scelta che emigrare in Spagna.