Mio zio era il compianto mons. Pedica, di cui mi onoro di portare il cognome e di cui conservo gelosamente la foto con papa Wojtyla. Mia zia era madre badessa a Rossano Calabro. E’ colpa mia se vengo da una famiglia molto legata alla Chiesa? Aggiunga che dentro l’Idv, ho fondato i teo-leg, cattolici per la legalità. Le dico questo per spiegare i miei rapporti col Vaticano. Con Propaganda Fide ho avuto i primi contati nel ’93. Io faccio una vita da cattolico. Vado a messa e, quando capita, frequento con entusiasmo il Vaticano (Stefano Pedica, senatore dell’Italia dei Valori, trovacase per i suoi colleghi)
Mi rendo conto che sto invecchiando quando mi sorprendo a ricordare che quello che mi sembrava così orrendo allora, era molto meglio dell’oggi. Non mi riferisco alle pene d’amore o alle discussioni con i genitori (anche quello per la verità, che l’età insegna la misura) ma piuttosto alla vita civile e politica. Non credo che oggi sarebbe possibile confrontarsi su temi quali il nuovo diritto di famiglia o l’aborto. O la revisione concordataria che, ben lungi dall’estirpare quel cancro, mise fine alla religione di Stato che, oltre ad essere un ossimoro, metteva in seria difficoltà la vita di chi, per nascita o scelta, seguiva una fede diversa da quella cattolica. Gli esempi sono tanti: dalla legge 40 che, di fatto, divide le italiane in classi, quelle che possono recarsi all’estero per la fecondazione eterologa e quelle che non possono partire e restano frustate nel loro desiderio di maternità. Al testamento biologico diventato un terreno di scontro medioevale mentre, solo nel 2005, la commissione Sanità del Senato aveva approvato all’unanimità un articolato – poi decaduto – che non vedeva divieto di interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiale e considerava le dichiarazioni anticipate di trattamento impegnative per le scelte sanitarie del medico*. Ai programmi televisivi, dove è ormai obbligatorio ostentare la fede cattolica oltre ad una dose di moralismo da sacra famiglia che non ha rispondenza nella società. Alla maternità, che deve essere vissuta come una missione e non più come una opzione, con i media che esaltano l’allattamento al seno per tanto tempo e le madri in casa dal lavoro ad accudire il pupo.
Eravamo già nel gorgo quando nel 2007 Paola Binetti, allora in versione Pd, dichiarò che l’omosessualità era una devianza della personalità, creando un certo stupore, non scandalo per carità, tra i suoi colleghi. L’ennesimo ragazzo malmenato a Roma perché omosessuale, ha chiesto – velleitariamente – di approvare una legge sull’omofobia. E non ha destato meraviglia che il sindaco Alemanno – eletto anche perché aveva promesso tolleranza zero sulla microcriminalità oggi in aumento - ha dichiarato di essere contrario a questa richiesta perché ideologica. Abbiamo toccato con mano come i fatti di pedofilia clericale** abbiano lasciato freddi e indifferenti gli italiani, anzi. Li smuoveranno, forse, le notizie sulle immense proprietà immobiliari vaticane affittate sottomercato a politici, giornalisti, sindacalisti… Ma ci credo poco anche se, mi dice l’amico Sandro Masini*** sconsolato come me dal presente, la gente si sente toccata solo quando gli insidiano il portafoglio. Sarà, l’idea che mi sono fatta è che purtroppo l’italiano ammira e invidia pure chi i soldi li ha e li fa anche senza capire come. Ma questa è una opinione e, come va di moda in molti ambienti, non parlatemi di fatti che ho già le mie opinioni. Non sorprenderà i lettori di questa rubrica che le opinioni a cui mi riferisco oggi sono quelle che riguardano Israele da un lato – per cui i convincimenti sui gravi delitti si danno sempre a caldo senza valutare i fatti neanche per un secondo – e sulla Santa Sede, che con il suo passato e presente ardisce indicare strade etiche al mondo accodandosi a liberi e democratici paesi come il Sudan e il Pakistan. Detto ciò sono soddisfatta che l’Italia abbia votato alle Nazioni Unite come Obama, e mi auguro che quanto prima sia eliminata la stretta a Gaza, ma con il contributo della comunità internazionale che fino ad oggi se n’è fottuta. A meno che non si preferisca che quella fetta di Medioriente diventi la succursale di Teheran (di giorno mi pento di averti incontrato di notte ti vengo a cercare). E giacché siamo in argomento non sarebbe male che la comunità internazionale (che ci sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa) buttasse un occhio, magari il viaggio papale li aiuterà, sul nord di Cipro che la Turchia sempre più ottomana, ha trasformato in uno stato fantoccio. Richieste velleitarie come quelle del povero omosessuale picchiato la cui storia è stata raccontata nei tg solo perché è stato colpito in via del Fagutale proprio sotto le finestre dell’ex ministro Scajola. Ahi serva Italia…
Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI
*Antonio Del Pennino, Di che vita morire, Gaffi, € 13.50
** http://www.caramellabuona.org/
*** Sandro Masini, presidente dell’Associazione Giuditta Tavani Arquati
http://www.nessundio.net/giudittatavaniarquati.htm
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Lunedì 7 giugno 2010, ore 21.00
Palazzo della Cultura – via del Portico d’Ottavia 72 – Roma
dall’Ungheria all’Olanda chi sono e dove sono le nuove camicie brune
VIAGGIO ALL’INTERNO DELLA GALASSIA NERA
intervengono
Stefano Gatti, responsabile del portale Osservatorio sull’antisemitismo del CDEC – Umberto Ranieri, coordinamento nazionale PD – Filippo Rossi, direttore Fare Futuro web magazine – Giacomo Kahn, direttore Shalom
