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Testamento biologico.

sabato, 9 maggio 2009

Nuovo passo avanti nel Municipio XI di Roma.
Ce lo segnala il nostro amico Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita.

Riceviamo dall’amico Nicola Rocco e riportiamo qui sotto un’altra buona notizia: l’XI Municipio di Roma ha deliberato, sull’esempio del X, l’istituzione del registro per i testamenti biologici. Ringraziamo sentitamente il Presidente Andrea Catarci e l’Assessore Andrea Beccari per aver mantenuto un impegno assunto l’anno scorso nel corso di una riunione con le associazione laiche di Roma. In particolare, salutiamo con soddisfazione l’intenzione del Presidente Catarci di esaminare l’estensione del registro ad altre forme di dichiarazioni di volontà inerenti la fine della vita (onoranze laiche, donazione di organi, cremazione, dispersione delle ceneri, ecc). L’occasione, a nostro avviso, potrebbe essere utilizzata anche per altre dichiarazioni inerenti la vita stessa, come ad esempio i cosidetti Patti Civili di Solidarietà o Diritti dei Conviventi,  in modo che possano essere tutte sintetizzate in un solo tesserino o bio-card, che i cittadini potrebbero agevolmente conservare nel loro portafoglio, insieme alla carta di identità.

Invitiamo tutti i ns. responsabili territoriali a sostenere presso i rispettivi Comuni iniziative analoghe a quelle adottate dal X e XI Municipio di Roma.

Cordiali saluti

Giampietro Sestini

ROMA – ANCHE L’XI MUNICIPIO ISTITUISCE IL REGISTRO PER I TESTAMENTI BIOLOGICI

Da: nicola_rocco@alice.it

Ciao Giampiero,

Stamane in MUnicipio XI il testo della delibera che istituisce il registro per i testamenti biologici è stato approvato dopo una discussione molto articolata ma anche molto civile e a mio parere due sono stati gli eventi molto positivi.

Il primo è che non solo tutta la maggioranza di centrosinistra ha approvato compatta la delibera, ma ha votato di sicuro l’esponente della minoranza appartenente alla lista civica che si riferisce a Grillo ed anche (di questo però devi accertartene personalmente perché non ne sono sicuro) qualche altro della minoranza di centrodestra. In realtà nelle dichiarazioni di voto la minoranza di destra non ha fatto muro contro la delibera, ma anzi molti ne hanno apprezzato la moderazione e non hanno fatto una lotta tanto contro i “principi” che sottintendeva quanto sui possibili effetti pratici che poteva NON avere dato che è in fase di approvazione la legge a livello nazionale. La votazione finale è stata a dir poco stupefacente, perché la delibera (ma qui i numero devi farteli dire dal presidente o dall’assessore) è stata approvata a larghissima maggioranza e con solo 5 voti contrari. Questo primo elemento mi sembra fondamentale, perché indica una oggettiva difficoltà della destra a mantenersi arroccata sulle sue posizioni su questo argomento. Insomma, io ho avuta la netta sensazione che anche la destra ha delle posizioni variegate al suo interno e che una attività intelligente dispiegata come hanno saputo fare al Municipio XI la mette in grave difficoltà su questi punti. Questo fatto, se lo sapremo analizzare e quindi sfruttare meglio per il prosieguo, credo possa aprire prospettive molto interessanti di intervento anche per gli altri municipi.

Il secondo elemento che mi sembra estremamente positivo è che, in fase di dichiarazione di voto, il Presidente del Municipio a nome della maggioranza ha esplicitamente affermato che quell’approvazione era da considerare solo il primo passo per impegnarsi ad aprire una stagione di diritti civili ai cittadini, come l’accoglienza per i funerali civili, la sala per i matrimoni civili ecc ecc. Questo, caro Giampiero, mi sembra davvero un elemento ancora più importante perché apre esattamente la strada a quella bio-card che credo possa essere l’obiettivo finale di tutte le associazioni laiche di Roma – e non solo di LiberaUscita.

In conclusione, io credo che noi dovremmo appoggiare con forza e in tutti i modi l’azione del XI Municipio e concordare già da subito con loro e le altre Associazioni laiche – dopo attenta riflessione – i modi più opportuni per tentare di ampliare e rendere più incisive le azioni intraprese.

Credo che complimentarci con il Presidente e l’assessore per il prestigioso risultato ottenuto sia un’ottima cosa, anche perché potrai sollecitare l’incontro che avevamo concordato nella riunione informativa in cui ti ho rappresentato.

La mia impressione è che il Presidente e l’Assessore siano persone molto intelligenti e accorte politicamente, ma hanno anche bisogno del nostro supporto e incoraggiamento e stimolo per condurre con noi una battaglia che davvero può essere di tutti e non solo della sinistra. Questa, almeno, è la netta impressione che ho tratto dal Consiglio di stamane.

Spero di essere stato esauriente e preciso. Scusami di nuovo per il ritardo e ti auguro un ottimo fine settimana. Ritienimi a disposizioni per quello che posso – tra l’altro lavoro a 100 metri dal XI Municipio.

Adesso devo andare: ti saluto e ti abbraccio fraternamente.

Nicola Rocco

Testamento biologico al Municipio XI di Roma.

mercoledì, 6 maggio 2009

Abbiamo ricevuto questa importante segnalazione dal nostro amico Claudio Bocci di www.altrevie.it :

“”" Informo tutti che al Municipio XI è stato raggiunto un eccezionale obiettivo politico che troverà una sanzione ufficiale venerdì 8 maggio quando, alle ore 10, verrà votata la mozione presentata da 2 Consiglieri (uno di maggioranza e uno di opposizione) su cui si è registrata un’ampia convergenza (allegata mozione). Il voto riguarderà l’istituzione del Registro dei Testamenti Biologici ed è anche frutto della spinta che le Associazioni laiche romane hanno prodotto in questi ultimi mesi a partire dalla sottoscrizione, subito prima delle elezioni dello scorso anno, dell’Appello Laico per l’introduzione di Nuovi Servizi di Cittadinanza. Se l’esito del voto sarà positivo si apriranno nuovi spazi per riproporre una battaglia, prima di tutto culturale, per promuovere l’adozione della nuova conquista civile in altri Municipi. Sarà importante seguire con attenzione l’evolversi della situazione e sostenere il lavoro fin qui fatto al Municipio XI anche contro prevedibili reazioni delle componenti più retrive della Chiesa e dello schieramento politico. Un caro saluto. Claudio Bocci. “”"

MOZIONE

Istituzione Registro Municipio Roma XI

dei Testamenti Biologici

Presentato da:

Antonio Bertolini ( Partito Democratico ) e Giancarlo Balsamo ( Lista Civica Amici di Beppe Grillo - Roma )

Premesso che:

§ un cittadino, attraverso il consenso informato, può rifiutare qualsiasi trattamento sanitario quando è cosciente, in piena osservanza:

Ø dell’articolo 32, comma 2 della Costituzione Italiana che afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”,

Ø dell’art. 13 della Costituzione che afferma “la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento della libertà e dell’autonomia dell’individuo in scelte personali che lo riguardano;

Ø della carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che sancisce come il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico sia considerato come un diritto fondamentale del cittadino, afferente ai diritti all’integrità della persona

( titolo 1, Dignità, articolo 3: Dignità all’integrità personale);

Ø del Codice di Deontologia Medica dalla Federazione Nazionale dei Medici

chirurghi ed Odontoiatri:

Considerato che:

§ non è ancora previsto dalla legge che un cittadino possa decidere in anticipo, coerentemente con i principi costituzionali citati, se rifiutare eventuali trattamenti sanitari quando non sarà più cosciente.

Preso atto che:

Ø la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo

Italiano ai sensi della Legge 145/2001, che stabilisce all’articolo 9 :“i desideri precedentemente

espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che al momento

dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”;

Ø il Codice di Deontologia Medica dalla Federazione Nazionale dei Medici

chirurghi ed Odontoiatri agli articoli:

Ch

16) Accanimento diagnostico terapeutico

Il medico, anche tenendo conto delle volontà del paziente laddove espresse,  deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita.

35) Acquisizione del consenso

Il medico non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito e informato del paziente. Il consenso, espresso in forma scritta nei casi previsti dalla legge e nei casi in cui per la particolarità delle prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche o per le possibili conseguenze delle stesse sulla integrità fisica si renda opportuna una manifestazione documentata della volontà della persona, è integrativo e non sostitutivo del processo informativo di cui all’art. 33. Il procedimento diagnostico e/o il trattamento terapeutico che possano comportare grave rischio per l’incolumità della persona, devono essere intrapresi solo in caso di estrema necessità e previa informazione sulle possibili conseguenze, cui deve far seguito una opportuna documentazione del consenso. In ogni caso, in presenza di documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere dai conseguenti atti diagnostici e/o curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona. Il medico deve intervenire, in scienza e coscienza, nei confronti del paziente incapace, nel rispetto della dignità della persona e della qualità della vita, evitando ogni accanimento terapeutico, tenendo conto delle precedenti volontà del paziente.

38) Autonomia del cittadino e direttive anticipate

Il medico deve attenersi, nell’ambito della autonomia e indipendenza che caratterizza la professione, alla volontà liberamente espressa della persona di curarsi e deve agire nel rispetto della dignità, della libertà e autonomia della stessa.Il medico, compatibilmente con l’età, con la capacità di comprensione e con la maturità del soggetto, ha l’obbligo di dare adeguate informazioni al minore e di tenere conto della sua volontà. In caso di divergenze insanabili rispetto alle richieste del legale rappresentante deve segnalare il caso all’autorità giudiziaria; analogamente deve comportarsi di fronte a un maggiorenne infermo di mente. Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà,  deve tenere conto nelle  proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.

39) Assistenza al malato a prognosi infausta

In caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve improntare la sua opera ad atti e comportamenti idonei a risparmiare inutili sofferenze psichico-fisiche e fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela, per quanto possibile, della qualità di vita e della dignità della persona. In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile evitando ogni forma di accanimento terapeutico.

considerano attentamente

i delicati rapporti tra chi cura e il cittadino destinatario dei trattamenti sanitari e che:

il Comitato Centrale della Federazione Nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) il 27 marzo 2009 ha chiesto chiarimenti al Parlamento dopo l’approvazione da parte del Senato, del disegno di legge sulle “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento”

Il testo – si legge nel documento approvato dai medici – sarà oggetto di un’approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole costituzionali fondanti la nostra comunità civile”. Nel documento approvato dai vertici degli Ordini dei medici si ribadisce che “nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie” Inoltre “l’autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso o dissenso informato, rappresenta l’elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell’autonomia e della responsabilità del medico. In questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione)”

Valutato che:

§ la Magistratura si è più volte espressa in questo senso, esaminando i casi Welby, Englaro ed altri, in assenza di una normativa nazionale in materia;

§ molti paesi europei (Olanda, Germania, Danimarca, Belgio, Spagna) ed extraeuropei (in primo luogo gli Stati Uniti con il Natural Death Act in California nel 1976, ma anche il Canada ed altri) hanno legiferato in materia di testamento biologico (living will);

§ secondo l’Eurispes il 74,7% degli italiani esprime parere favorevole all’introduzione del testamento biologico;

Ritenuto che:

- i Comuni ed i Municipi possono istituire uno o più registri per fini diversi ed ulteriori rispetto a quelli propri dell’anagrafe, organizzati secondo dati ed elementi obbligatoriamente contenuti nei pubblici registri anagrafici;

- i Comuni ed i Municipi hanno quindi la possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotori di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario;

- i Comuni ed i Municipi devono consentire a tutti, con modalità accessibili, la manifestazione pubblica della propria volontà in materia di scelte di fine vita;

Impegna il Presidente e la Giunta

all’ istituzione del registro dei testamenti biologici dei residenti del Municipio Roma XI.

Le iscrizioni nel Registro avverranno sulla base di un’istanza, alla quale è allegata una dichiarazione da predisporre con firma autenticata che raccoglierà le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato potrà esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a: trattamenti sanitari, inclusa la idratazione e l’alimentazione forzata, in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante, o in caso di malattia non curabile che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione e la qualità della vita. Inoltre potrà essere indicato un tutore che possa rappresentare la volontà del malato non più in grado di comunicare.

L’Ufficio Municipale preposto conserverà e trasmetterà periodicamente le dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more dell’entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia.

Testamento Biologico, Napolitano confida in soluzioni condivise.

mercoledì, 29 aprile 2009

Ma condivise da chi ? Dai nazi-cristianisti favorevoli alla tortura di Stato obbligatoria per tutti che sono maggioritari in Parlamento ? Diamo atto comunque a Napolitano di aver risposto pubblicamente al video messaggio di Paolo Ravasin che chiede di rispettare la sua volontà di rifiutare l’alimentazione forzata e tutte le torture fisiche connesse al suo stato di malato terminale di SLA. Questa risposta del Presidente, in una condizione politica generale di assoluta sudditanza politica davanti ai gerarchi della SS Vaticana che pretendono la Legge per la Tortura Obbligatoria, rimane comunque un piccolo segnale di incoraggiamento per i pochi laici confinati nella riserva indiana, i radicali e pochi altri.

Qui la fonte della notizia

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/biotestamento-2/risponde-napolitano/risponde-napolitano.html

L’uomo aveva affidato a un videomessaggio una settimana fa il suo biotestamento chiedendo di non essere nutrito e mantenuto in vita forzatamente. Napolitano risponde a Ravasin, malato di Sla. “Raccolgo il suo appassionato messaggio”. Il presidente ha però ribadito di essere tenuto “a un atteggiamento di rigoroso riserbo” pur esprimendo l’auspicio che “prevalga l’impegno a individuare soluzioni il più possibile condivise”

ROMA - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto all’appello lanciato il 21 aprile da Paolo Ravasin, da dieci anni malato di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). “Raccolgo il suo appassionato messaggio con la stessa attenzione e partecipazione con cui seguo tutti i casi di tragica sofferenza personale, al di là delle posizioni che ciascuno può esprimere in termini generali”, ha scritto il presidente.

“I temi da lei ora evocati – sostiene il Capo dello Stato nella lettera resa nota dall’Associazione Luca Coscioni – disciplina della fine vita, testamento biologico, trattamenti di alimentazione e idratazione meccanica, continuano a interrogare le coscienze individuali e investono sempre più la responsabilità collettiva. In Parlamento si è infine aperta una discussione che si sta misurando con la complessità e la delicatezza di questioni eticamente sensibili, che incidono sui diritti fondamentali della persona e investono concezioni politiche trasversali agli stessi schieramenti politici”.

Il Presidente della Repubblica afferma di sentire “profondamente la responsabilità di ascoltare ogni voce, nel rispetto della natura e dei limiti del ruolo che la Costituzione mi affida”. E tuttavia, “anche e in particolare rispetto al dibattito in corso alle Camere, sono tenuto a un atteggiamento di rigoroso riserbo”. “Posso solo constatare – ha concluso – che in Parlamento si è venuto a determinare un clima di grande riflessività e confidare che prevalga l’impegno a individuare soluzioni il più possibile condivise nel dovuto equilibrio tra i diversi beni costituzionali da tutelare”.


Ravasin, che aveva affidato il suo testamento biologico a un video, chiedendo di non essere sottoposto ad alimentazione e cure forzate, nel caso in cui avesse perso la capacità di esprimere la propria volontà, ha mostrato apprezzamento per il messaggio di Napolitano: “Auspico che le parole del presidente ispirino nei prossimi giorni le coscienze dei parlamentari che, a mio avviso, hanno finora svilito uno di questi beni costituzionali da tutelare di cui egli parla: la libertà di scelta”.

“Ringrazio di cuore il presidente Napolitano per la sua risposta – ha scritto ancora Ravasin – Capisco che la carica da lui ricoperta gli imponga riserbo sulla sua opinione personale, tuttavia ritengo molto importanti le sue parole, specie quando auspica che, in materia di scelte di fine vita, si tenga conto del dovuto equilibrio tra i diversi beni costituzionali da tutelare”.


A Roma PD e PDL uniti nella lotta contro le libertà civili.

lunedì, 27 aprile 2009

Era fatale che il PD-Partitus Dei e il PDL-Popolo della Libertà vigilata dalla SS Vaticana trovassero proprio a Roma il punto di incontro per confermare che sui diritti civili comandano solo i vescovi-gerarchi. Dopo lo stop alla possibilità per i cittadini di firmare in Municipio X le proprie dichiarazioni di volontà le Associazioni Laiche di Roma reagiscono con questo comunicato.

COMUNICATO STAMPA UNITARIO DELLE ASSOCIAZIONI LAICHE DI ROMA

Il registro per le dichiarazioni anticipate di volontà al X Municipio di Roma

Le associazioni laiche operanti in Roma hanno apprezzato la delibera adottata il 31 marzo 2009 dalla Giunta del X Municipio di Roma che ha consentito l’autenticazione e la registrazione da parte degli uffici delle dichiarazioni di trattamenti sanitari ai quali i cittadini vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che si trovassero nella impossibilità di esprimere le loro volontà.

Ad avviso delle predette associazioni, la successiva decisione adottata a stretta maggioranza dal Consiglio dello stesso Municipio di sospendere tale iniziativa, su discutibile invito del Sindaco di Roma Alemanno, è del tutto incomprensibile e fondata su argomentazioni strumentali.

E infatti:

- il registro per le dichiarazioni anticipate di volontà rientra nelle normali competenze anagrafiche del X Municipio, essendo basato sulla autenticazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio previste dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000, ed in quanto tale dovrebbe anzi essere esteso a tutti i Comuni italiani;

- non è vero che il registro sostituisca la legge sul testamento biologico, legge che come tutti sanno è in corso di approvazione da parte del Parlamento;

- è solo propaganda ingannevole assimilare il rifiuto di trattamenti terapeutici all’eutanasia, e peggio ancora l’eutanasia all’omicidio;

- l’iniziativa del X Municipio non può essere definita un “manifesto ideologico”, come ha affermato il sindaco Alemanno: rispettare le leggi, la Costituzione della Repubblica Italiana, le convenzioni internazionali (Oviedo), le sentenze della Magistratura non costituisce una deviazione rispetto alle forme democratiche di convivenza civile. Ideologica è semmai la posizione di quanti ritengono che i diritti personali e riconosciuti dalla Costituzione a tutti i cittadini debbano conformarsi alle convinzioni religiose di una maggioranza politica.

- l’iniziativa del X Municipio è stata definita anche “scandalosa”, dimenticando o ignorando che il testamento biologico è da tempo una prassi ordinaria in molti Stati europei ed Americani e che in Spagna lo stesso Episcopato cattolico ha approvato un proprio modello di testamento biologico che viene pacificamente sottoscritto dai fedeli.

Le associazioni laiche di Roma assicurano tutto il loro sostegno al Presidente Medici, alla delegata ai diritti civili Mina Welby e alla Giunta del X Municipio e li invitano a mantenere ferma la loro decisione di civiltà, nella convinzione di  interpretare la volontà della maggioranza dei cittadini della capitale e di tutti gli italiani, i quali vogliono poter esprimere le loro volontà in modo semplice, sicuro e gratuito senza necessità di ricorrere a procedure complesse e costose quali l’intervento di notai, o la nomina di amministratori di sostegno con decreto giudiziario, o la registrazione di audiovideo su internet.

Le associazioni laiche di Roma sottolineano infine che l’istituzione del registro potrebbe essere l’occasione per raccogliere altre dichiarazioni di volontà connesse alla fase finale della vita, quali la donazione di organi, la cremazione, la dispersione delle ceneri, il tipo di esequie. Ciò consentirebbe di unificare procedure oggi diversificate, di far risparmiare tempo e denaro sia ai cittadini che alle stesse istituzioni ed anche di rilasciare ad ogni dichiarante una “biocard” sintetica delle sue volontà tramite un tesserino da conservare fra i propri documenti personali.

Roma, 26 aprile 2009

Altrevie – Claudio Bocci

Arcigay Roma – Fabrizio Marrazzo

Consulta romana per la laicità delle istituzioni – Piergiorgio Donatelli

CRIDES — Antonia Baraldi Sani

Cultura omosessuale “Mario Mieli” – Andrea Maccarrone

Italia Laica — Mirella Sartori

LiberaUscita — Giampietro Sestini

Libero pensiero “Giordano Bruno” – Maria Mantello

Luca Coscioni Roma – Mario Staderini

NoGod – Giulio Cesare Vallocchia

Società laica e plurale – Nico Sferragatta

UAAR Roma – Francesco Paoletti

Testamento biologico a Roma.

venerdì, 17 aprile 2009

I romani in coda per firmare nell’unico Municipio che lo ha approvato.

IN CODA PER FIRMARE IL TESTAMENTO BIOLOGICO – DI RORY CAPPELLI

da: la Repubblica di giovedì 16 aprile 2009

«Perché siamo qui? Perché questo registro è un atto di civiltà. E con le nostre firme lo vogliamo sottolineare» dice Anna Bianchi, in fila nella stanza 147 del municipio X, dove da ieri ha ufficialmente inaugurato al pubblico lo sportello per il testamento biologico, la possibilità di certificare con un apposito modulo la propria volontà sul trattamento sanitario di fine vita.

Dall’8 aprile il municipio, che prende appuntamenti solo per 15 persone ogni mercoledì dalle 15 alle 17, ha già ricevuto centinaia di richieste.

Anna Bianchi e suo marito Franco Felici risiedono nel municipio XVII. «Stiamo vivendo un periodo terribile» dice la signora. «E’ in atto un oscurantismo che fa paura: il corpo vogliono farlo tornare di proprietà del sovrano».

In fila le persone sono oltre 30. Ci sono Giuseppina e Rita, due sorelle sulla settantina: «Io firmo, e certo che firmo: non mi piace affatto l’idea di diventare una coltura biologica cellulare», dice Rita.

Ci sono Maria Antonietta e Nicola, una coppia del II municipio, «Sono d’accordo sul testamento biologico» spiega Nicola, «ma soprattutto sono contrario alla legge in discussione in Parlamento».

Ci sono la signora Anna con il figlio Stefano. «L’unica cosa che non sono riuscita a capire» si domanda Anna, «è se questo atto abbia davvero valore legale. Tanti amici medici mi hanno detto che non ha valore giuridico e che loro non lo prenderebbero in considerazione».

Valentina è venuta dal IX municipio accompagnata dalla madre: «Se dovesse capitare, la stacco io la spina a lei!!!» scherza indicando la madre che sorride e fa cenno di sì con la testa. «Cosa posso dire seriamente? Che questo registro va sostenuto. E riempito».

Soddisfatto il presidente del X, Sandro Medici: «Abbiamo accolto un’esigenza dei cittadini» spiega. La sua scelta ha sollevato molte polemiche.

In consiglio comunale, intanto, sull’esempio di Medici, nell’ordine dei lavori di oggi i consiglieri Gemma Azuni (Sd) e Gianiuca Quadrana (Lista civica per Rutelli) hanno presentato una mozione che «impegna sindaco e giunta ad istituire un registro dei testamenti biologici».

A Roma in vigore il primo registro pubblico del Testamento Biologico.

venerdì, 10 aprile 2009

E’ stato istituito dal Mnicipio 10° ma tutti i romani possono depositare le loro volontà. Immediata reazione negativa del sindaco Alemanno, chierichetto ufficiale del Club Torquemada, l’austero consesso dei vescovi italiani, che vogliono impedire ai cittadini la possibilità di esecitare il diritto a decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita.

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Riceviamo dal nostro Amico Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita www.liberauscita.it

ROMA: VIA AL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI – DI RORY CAPPELLI

da: la Repubblica di giovedì 9 aprile 2009

«Se dovesse capitare a me, se dovessi finire prigioniera del mio stesso corpo, in balia di medici e infermieri che decidono quando e come spostarmi, lavarmi, nutrirmi, credo che impazzirei. Crudeltà non è staccare la spina: è questa la vera crudeltà. Bisogna che ci pensino bene in Parlamento. E sa perché? Perché potrebbe capitare a chiunque. Anche a loro».

Paola Della Manna è la seconda persona che ieri ha firmato e lasciato il suo testamento biologico nella sede del Municipio X, a Roma. La prima a firmare è stata Mina Welby. Firma simbolica, la sua: Mina, una signora minuta, coni capelli bianchi e l’aria dolce di chi ha molto sofferto e molto sa, era moglie di quel Piergiorgio Welby che per 40 anni lottò con la distrofia muscolare che alla fine lo costrinse all’immobilità totale, attaccato a una macchina per sopravvivere . Welby condusse una durissima e inascoltata battaglia affinché la possibilità di scegliere come vivere e quando morire in caso di situazioni irreversibili, di scegliere insomma l’eutanasia, diventasse legge.

«Da oggi i romani, a qualunque municipio appartengano – ha detto ieri il presidente del Municipio X, Sandro Medici, – potranno depositare qui da noi il proprio testamento biologico. Lo potranno fare tutti i cittadini perché la procedura è quella dell’atto notorio sostitutivo che ha valore nell’intero perimetro comunale, come per la carta d’identità». Al servizio, attivo per ora tutti i mercoledì dalle 15 alle 17, si potrà accedere su prenotazione. Si dovranno compilare due moduli: il testamento vero e proprio, in cui si delega una persona a far conoscere al medici la volontà del malato. E una dichiarazione che attesta l’avvenuto deposito, a cui corrisponderà un numero progressivo annotato nel registro. «C’è chi sostiene che l’iniziativa non abbia valore giuridico – spiega Medici – Ma non è così. Siamo in una situazione di vacatio legis: proprio per questo la coordinata principale resta l’articolo 32 della Costituzione. Almeno finché il Parlamento non voterà una legge che vieti i testamenti biologici».

L’articolo 32 della Costituzione dice: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”: «Abbiamo queste belle direttive – commenta Mina Welby – del tutto inascoltate. Una situazione unica in Europa, dove è il malato che decide e non i medici o i parenti».

Nel pomeriggio poi arriva una nota del sindaco Gianni Alemanno. «Questa iniziativa ha un chiaro sapore di manifesto ideologico», dice. Pronta la replica di Medici: «Il nostro registro non è un manifesto ideologico. Ma un tentativo concreto di accogliere e ascoltare le esigenze dei nostri cittadini»

E così il primo registro per i testamenti biologici è diventato realtà. In un Municipio di Roma: la capitale d’Italia, la capitale dello Stato del Vaticano, la città del sindaco Alemanno. Come LiberaUscita aveva proposto (vedi il ns. modello di testamento biologico su www.liberauscita.it), la soluzione operativa è stata quella della “dichiarazione sostitutiva di atto notorio”, ai sensi della legge, DPR 445/2000, art. 76. Poiché l’autenticazione delle dichiarazioni sostitutive è un servizio generale, non limitato ai soli residenti, è stato così possibile estendere il servizio ai residenti in qualunque Municipio di Roma Anzi, a nostro avviso, è possibile estenderlo a chiunque, romano o non romano, italiano o straniero, sia in possesso di un valido documento di riconoscimento. Prevediamo che ben presto, diffusa la notizia, l’orario del servizio (due ore la settimana) diverrà insufficiente per registrare tutte le richieste.

Lette le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Alemanno, temiamo che la richiesta popolare di istituire il registro anche al Comune di Roma sarà probabilmente respinta. Questa sì per motivi ideologici.

Giampietro Sestini .

Testamento biologico.

lunedì, 6 aprile 2009

Importanti passi avanti a Roma su iniziativa popolare e a cura di un Municipio, mentre il Club Torquemada del gerarchi cattolici che vogliono imporre la tortura obbligatoria per tutti, e i giornalisti al loro soldo, schiumano rabbia e sputano veleno. Ce ne da notizia LiberaUscita http://www.liberauscita.it/online/

6/04/09 – Da Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita

Cari amici,
in occasione della manifestazione di Piazza Farnese a Roma, LiberaUscita aveva aderito all’iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni di presentare al Comune di Roma una richiesta popolare per l’istituzione del registro per il testamento biologico, idea che avevamo lanciato in occasione delle elezioni comunali del 2008 insieme ad altre associazioni laiche.
Come potrete leggere dal messaggio sottoriportato a firma di Mina Welby e Mario Staderini, le 5.000 firme di cittadini romani, necessarie per le richieste di delibere d’iniziativa popolare, sono state abbondantemente superate.
Siamo lieti di aver contribuito alla raccolta delle sottoscrizioni e siamo curiosi di vedere se le dichiarazioni, peraltro coraggiose, del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, saranno confermate nei fatti dal comportamento del suo fidato sostenitore Gianni Alemanno, Sindaco di Roma.

Con l’occasione riporto, in tema di registri per il testamento biologico, la netta chiusura del quotidiano l’Avvenire (e quindi della Chiesa cattolica) in merito alla deliberazione con la quale il X Municipio di Roma (Cinecittà) ha istituito, primo in Italia a quanto ci risulta, il registro per il testamento biologico.
In merito alle affermazioni dell’Avvenire ci sia consentito di ricordare che:
- Il “registro” serve ad autenticare le dichiarazioni di cittadini capaci di intendere e di volere circa i trattamenti sanitari ai quali – in base all’art. 32 della Costituzione – vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che non fossero più in grado di esprimersi;
- Il “registro”, pertanto, non “scavalca” nessuna legge, peraltro ancora da emanare, semmai la attua, in quanto qualsiasi legge, anche la più limitativa, sul testamento biologico ha come presupposto la certezza che il testamento stesso sia “autentico”, ossia rilasciato dalla persona che l’ha sottoscritto;
- Non è vero che il testamento biologico, una volta autenticato e registrato, sia un “atto inutile” e “privo di valore giuridico”: ha lo stesso valore di un testamento biologico rilasciato davanti ad un notaio ovvero di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà rilasciata davanti a un funzionario comunale, prevista dall’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;

- Per avvalorare le sue deliranti tesi, l’Avvenire definisce il “registro” come un atto “arrogante”, perchè prodotto di una cultura che inneggia alla “autodeterminazione”. Dobbiamo dedurre che  l’Avvenire sia invece favorevole alla “eterodeterminazione”, ma non da parte dello Stato, bensì da parte della Chiesa. Tesi confermata dalla recente dichiarazione che il Vaticano non rispetterà le leggi dello Stato che riterrà contrarie alle leggi di Dio. In parole povere, il Vaticano è per un regime teocratico, che pensavamo fosse finito e sepolto dal 20 settembre 1870.
- In conclusione: crediamo che l’Avvenire sia così contrario ai “registri” perchè essi costituiscono uno strumento pubblico, semplice e gratuito, e quindi di massa, per dichiarare le volontà dei cittadini su una questione (la fine della vita) che la Chiesa cattolica ritiene spetti a lei decidere.
Cordiali saluti
Giampietro Sestini


Subject: Registro Testamento Biologico in Campidoglio: ce l’abbiamo fatta!
Date: Sat, 4 Apr 2009 19:23:40 +0200
From: cellulacoscioniroma@gmail.com

Ciao!
Siamo veramente felici di poterti dire che… ce l’abbiamo fatta!
Abbiamo superato le 8.000 firme sulla delibera popolare per l’istituzione di un registro dei testamenti biologici a Roma.
In pratica, in poco piu di un mese abbiamo tutti insieme compiuto un miracolo: superare il numero di 5.000 firme richieste dallo Statuto; e in molto meno dei tre mesi previsti.
Si tratta di un risultato straordinario, ancor più perchè è frutto dell’impegno di tanti (ne abbiamo contati ben 334 di “raccoglitori”) che hanno deciso per alcuni giorni di spendersi e dedicare il loro tempo alla raccolta.
Nei giorni scorsi abbiamo portato le firme all’Ufficio elettorale per ottenere le certificazioni necessarie prime del deposito (in pratica, devono verificare l’esistenza dei firmatari nelle liste elettorali comunali). Alla fine della settimana prossima ce le riconsegneranno.
A quel punto saremo pronti per consegnare le firme in Campidoglio.
Siamo convinti che occorra fare di questa occasione, della consegna delle firme, un vero e proprio evento e sarebbe bello essere in tanti.
Con gli altri compagni della Cellula Luca Coscioni di Roma stiamo organizzandoci per quel momento, che sarà sicuramente dopo Pasqua. Ti faremo sapere appena avremo chiara la data della consegna .
Nel frattempo, il Senato ha approvato un disegno di legge ancora peggio del previsto, negando del tutto il senso del testamento biologico.
Per fortuna, la Camera dei deputati discuterà della legge forse addirittura dopo le elezioni europee, e viste le dichiarazioni di Fini potrebbe essere ulteriormente modificato il disegno di legge, con ulteriore passaggio al Senato.
Insomma, per fortuna abbiamo del tempo per far crescere la nostra iniziativa e far sentire ancora di più che non ci rassegniamo  a perdere la nostra libertà di scelta.
Davvero grazie per aver creduto con noi in questa battaglia, appena possibile ti faremo sapere data e modalità della grande manifestazione per la consegna delle firme.
Mina Welby             Mario Staderini
PS: a questo link potete trovare l’audiovideo della conferenza stampa fatta in Senato per informare dei primi dati della campagna firme
http://www.radioradicale.it/scheda/275631/il-registro-dei-testamenti-biologici-a-roma-conferenza-stampa-dellassociazione-luca-coscioni

IL VICARIATO: NO AL REGISTRO SUL TESTAMENTO BIOLOGICO – DI ALESSANDRA PAOLINI

da: la Repubblica di domenica 5 aprile 2009

Ma insomma, questo X municipio.. Prima il registro delle “unioni civili”, ora quello del “testamento biologico”. Per il Vicariato è davvero troppo.

Così oggi sulle pagine di “Romasette”, l’inserto della diocesi di Roma in edicola con il quotidiano Avvenire si scaglia contro il municipio di Cinecittà e, quindi, contro il mini-sindaco, Sandro Medici. Lo fa attraverso un editoriale dal titolo «L’ideologia torna a colpire nel X municipio», a firma del direttore Angelo Zema che ieri ne ha anticipato i contenuti a Radio Vaticana. «Dopo la decisione che, alla fine del 2005, istituì un registro delle unioni civili, andando al di là delle prerogative e competenze di un municipio, e che definimmo ‘improvvida deliberazione” - ha affermato Zema – arriva ora dalla giunta di Cinecittà una sorta di “registro” del testamento biologico».

L’iniziativa di Sandro Medici, in effetti, consentirebbe ai residenti di compilare moduli dove certificare le proprie volontà in merito ai “trattamenti sanitari” di fine vita, «Un atto privo di valore giuridico, che tenta, con un intento marcatamente ideologico, di scavalcare il parlamento nazionale, in palese contrasto con il testo del disegno di legge approvato in materia dal Senato», sostiene il direttore del giornale diocesano.

Medici non si scompone. E spiega come l’elenco abbia invece valore di legge. Dice: «Per il momento c’è ancora un vuoto giuridico, perché la Camera si pronuncerà tra un bel po’ di tempo». La legge andrà poi firmata dal presidente della Repubblica e «non è detto vada in porto visto che, per fortuna, – continua Medici – c’è contrasto tra le forze politiche». Risultato: «Questo elenco, in vacatio legis, essendo offerto da un ente locale, ha valore eccome». Non vuole però replicare all’accusa di idelogismo, il presidente del Municipio. Diretta conseguenza di «quella cultura che inneggia all’”autodeterminazione” – come si legge nell’editoriale – e pretende sempre di più, sfornando anche atti definiti “segnali politici” ma che in realtà sono soltanto provvedimenti inutili. Anche un po’ arroganti».

Una cosa però Medici vuole ricordare: «Il Municipio deve essere un luogo dove interpretare in maniera sensibile i cambiamenti della società. E da li essere in grado di offrire nuovi servizi».

Un testamento inutile.

venerdì, 27 marzo 2009

Dopo l’ ordine perentorio del general-cardinale Bagnasco di approvare immediatamente le Legge sul testamento biologico nella stesura stabilita dai gerarchi della SS vaticana, padroni d’ italia, il senato vaticaliano oddedisce. Ma legge licenziata dal Senato non solo è ridicola e incostituzionale, è molto di più . è inutile dal momento che non darà rispettata la volontà di chi sottoscrive il testamento ma quella del medico che dovrà applicarne le disposizioni. Non si era mai vista tanta volgare insipienza nel Senato della ex-repubblica italiana, ora ovile belante sotto il controllo del pastore tedesco.

Facciamo nostro il commento del nostro amico Giancarlo Fornari, direttore di www.contrappunti.info

I SENZA VERGOGNA. LA CASTA DEI SENATORI PIU’ PAGATA E PIU’ INCONCLUDENTE DEL MONDO APPROVA UNA LEGGE NON LEGGE
(27.3.09) Visti i risultati del loro lavoro bisogna dare ragione una volta tanto a Berlusconi quando dice che i parlamentari non servono a nulla e stanno lì solo a fare numero. Lo dimostra il ridicolo esito delle  discussioni sul testamento biologico, che hanno portato alla geniale scelta di approvare un testamento che non è un testamento – perché qualunque medico può tranquillamente decidere di non applicarlo – ed è quindi sprovvisto del minimo valore. Sarebbe come se uno scrivesse nelle sue ultime volontà che vuole lasciare un legato  alla Croce Rossa e il notaio decidesse che deve andare al Fatebenefratelli. Perché? Perché no. Questo è il prodotto di quasi due anni di accese discussioni di senatori e senatrici: il nulla. Sarebbe curioso  fare i conti di quanto ci è costato questo impegno prolungato dei nostri strapagati professionisti della non-politica. A questo punto diventa valida la proposta dell’Uomo di Arcore, rectius “Uomo della Provvidenza”: due capigruppo alla Camera e due al Senato bastano e avanzano. Almeno questa legge, per quello che serve, sarebbe stata approvata due anni fa, senza lungaggini e forse in una forma più chiara (Articolo Unico: “E’ fatto tassativo divieto di compilare un testamento biologico. Nel caso venga comunque compilato il suo valore cogente è come quello del semaforo rosso a Napoli: un optional”). Come perfezionamento della riforma costituzionale si potrebbe prevedere che per tutte le materie bioetiche la competenza passi direttamente alla Conferenza episcopale, eliminando così il rischio che per qualche difetto di trasmissione la legge approvata dalle Camere possa non riflettere esattamente i desiderata dei Cardinali.
E’ la terza Repubblica, bellezze.

18/3/09 – Tornare è un po’ morire

mercoledì, 18 marzo 2009

Il tempo preso per discutere con serenità del testamento biologico, non sembra essere servito a molto. L’art. 1 che sancisce l’indisponibilità della vita e l’art. 3 che esclude la possibilità che alimentazione e idratazione possano essere oggetto di disposizioni anticipate, non consentono equivoci. Una volta che la legge sarà approvata impedirà a ognuno di noi di chiedere di non essere tenuto in vita indefinitivamente nel caso ci trovassimo in situazioni analoghe a quelle di E.
E’ evidente che c’è un arretramento rispetto all’interpretazione della Costituzione proposta da due sentenze della magistratura. Quagliarello e i suoi amici, possono ben dire ai loro referenti d’ oltre Tevere di aver compiuto la missione richiesta. Gli emendamenti proposti da autorevoli membri del Pd (ad esempio quelli di Rutelli) danno l’idea di una concezione paternalistica della medicina e dei rapporti medico-cliente. E ancora una volta le libertà individuali vengono interpretate come fastidiose interferenze di individui stravaganti. Noi liberali dobbiamo arrenderci al fantasma del tradizionalismo cattolico che si aggira per l’Italia? La responsabilità di questa atmosfera soffocante non è solo della Chiesa, ma della frastagliata pattuglia trasversale che si insinua nella politica italiana usando toni da crociata. Stanchi delle prepotenze clericali sembrerebbe quasi scontato gettare la spugna, perché pare proprio che l’Italia ha perso il treno per la libertà.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Accanimento giudiziario.

domenica, 1 marzo 2009

Il Club Torquemada, l’austero consesso dei gerarchi cattolici e del loro indotto politico e culturale, che vuole impporre la tortura del sondino di Stato obbligatorio per tutti, intensifica la sua lotta per distruggere moralmente e fisicamente Beppino Englaro. Contro questo vero eroe civile del nostro tempo piovono denunce a cui la Procura di Udine sta dando seguito anche se, dicono, come prassi dovuta. Da questo sito ribadiamo la nostra solidarietà a Beppino Englaro e a quanti, come lui, si stanno battendo perchè ci venga conservata la libertà di decidere sulla nostra salute, sul nostro corpo e sulla nostra vita. Contro i sadici torturatori professionali che, come epigoni della stramaledetta Santa Inquisizione, si sentono orfani dei processi, delle torture e dei roghi con cui hanno terrorizzato per secoli l’umanità e tutti quelli che non si uniformavano e non si sottomettevano al pensiero unico delle gerarchie cattoliche.

Qui gli ultimi sviluppi dell’accanimento giudiziari contro Beppino Englaro. LEGGI