Articoli marcati con tag ‘testamento biologico’

20/9/11 – Non rubateci anche la morte

martedì, 20 settembre 2011

Numerosi esperti prevedono che tra 20 – 30 anni, potrebbe verificarsi un terremoto spaventoso nell’area urbana di Tokyo, e tuttavia gli abitanti continuano a condurre una vita normale. Perché non impazziscono di terrore? In giapponese abbiamo un termine, mujò, per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo, che ogni cosa è transitoria. Tutto ciò che esiste si estingue, tutto muta costantemente. Non esiste alcun equilibrio eterno, non vi è nulla di sufficientemente immutabile in cui si possa riporre eterna fiducia. Anche così noi giapponesi abbiamo saputo cogliere una forma di bellezza dentro questa rassegnazione. Se osserviamo la natura ammiriamo d’estate le lucciole e in autunno le foglie gialle dei boschi. Osserviamo ogni cosa con passione perché la bellezza svanisce in brevissimo tempo (Haruki Murakami)
Vorrei sapere da lor signori, disse la Fata rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio, vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo! A quest’invito il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso di Pinocchio: poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole: a mio credere il burattino è bell’è morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo! Mi dispiace, disse la Civetta, di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero! E lei non dice nulla? Domandò la Fata al Grillo-parlante Io dico che il medico prudente quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, Cap. XVI)

Il disegno di legge sul testamento biologico è stato incardinato in commissione Salute del Senato. Il relatore Calabrò ha annunciato tempi veloci per la terza lettura del provvedimento perché “dalla Camera non sono giunte modifiche sostanziali” per cui dovrebbe diventare legge a Palazzo Madama. Radicali e Idv hanno chiesto alla commissione di procedere con una serie di audizioni e hanno annunciato “approfondimenti e modifiche importanti”. Questa settimana è convocato un ufficio di presidenza per fissare il calendario dei lavori a cominciare dalla discussione generale che potrebbe iniziare la settimana successiva.
Quindi, il dado è tratto. A meno di ripensamenti degli ultimi istanti, la cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure mediche sarà cosa fatta. Le volontà dei malati e le opinioni dei loro amici e parenti saranno insignificanti, mentre ai medici, spogliati dei loro saperi, sarà riservato il ruolo di padroni delle nostre vite. Lo Stato che non si occupa della buona vita e delle buone cure mediche, si vuole riscattare con quella che crede essere una morte opportuna.
La maggioranza dei parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la più parte dei cattolici – ha deciso il varo di una legge oscurantista che potrà non rispettare grazie alle garanzie economiche di cui gode, non lo fa perché, come sostiene con arroganza, ha una scala valoriale più alta e nobile di quella dei cittadini comuni, ma perché ignora che la democrazia è importante. I parlamentari contano sull’altra parte suppurante della casta, quella giornalistica, che copre le loro nefandezze per garantirsi il posto nei media di regime, e che mai promuoverà dibattiti e scriverà articoli per aprire gli occhi alle persone, scippandogli il diritto alla corretta informazione.
E’ la conseguenza della teocrazia-dittatura l’accanimento di una legge che afferma il predominio statale nella decisione di aspetti privati sul come vivere e come morire, e che non mette sullo stesso piano i cittadini che vogliono fare scelte diverse. Ed è incompatibile con la modernità uno Stato che vuole impadronirsi della professionalità dei medici, ai quali va chiesto di rapportarsi con i colleghi di altre discipline, con gli infermieri, con i tecnici, ma soprattutto con i malati e le persone a lui vicine. Questi importanti professionisti devono essere in grado di condividere angosce e paure, ma anche infondere ottimismo, no essere al soldo del politico rubagalline grazie al quale possono forse diventare primari. Perché poi, nella vita normale, la maggior parte dei medici sono persone per bene, e chiedono l’aiuto di amici e parenti per rispettare i desideri dei malati aiutandoli “ad entrare nella morte ad occhi aperti”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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15/7/11 – Così ci rubate anche la morte.
E’ difficile stabilire quale sia il punto più offensivo per l’intelligenza, della legge licenziata alla Camera sul biotestamento (Disposizioni di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, Dat). Forse l’emendamento che parla di sospensione dell’alimentazione ai pazienti in “accertata assenza di attività cerebrale integrata cortico-sottocorticale”. In parole semplici, i morti. O anche, che alimentazione e idratazione forzata non sono terapie ma forme di sostegno vitale (perciò obbligatorie). E le terapie mediche, non sono vitali? E ancora, le persone nel Dat possono indicare solo i trattamenti sanitari accettati, non quelli rifiutati. Ha un senso? La legge “garantisce che il medico debba astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche e agli obiettivi di cura”. Nella pratica mettere il catetere per estrarre l’urina (cioè l’idratazione) o una flebo (cioè il cibo) a un terminale in coma, è una cosa inutile sul piano della guarigione o anche del sollievo, che qualsiasi medico o infermiere eviterà di fare, a meno che non si chiami Mengele (o sia un parlamentare italiano). Inoltre nei nove articoli di questa legge non si parla di infermieri che sono le figure professionali più vicine ai malati. E che nel caso di un malato terminale fanno iniezioni di farmaci che evitino convulsioni o scosse epilettiche conducendolo in maniera più gentile verso l’ultimo respiro. Per una legge che sancisce che “la vita umana è un diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell’esistenza”, non sorprende che il fiduciario debba essere un parente. Non un convivente, non un amico. Anche in questo i parlamentari hanno mostrato ampiamente di non conoscere la realtà: ognuno di noi sa che gli unici parenti sui quali può contare sono i genitori, i più fortunati magari si fidano di un fratello, ma pochissimi consegnerebbero i propri averi ad un cugino o a una cognata ignorante travestita da piccola borghese, figurarsi il bene più prezioso che è la propria vita. Nella vita normale i malati, spesso persone non giovanissime, possono contare solo sugli amici e i medici sono ben felici di poter delegare le incombenze più tristi come comunicare l’ineluttabilità della malattia che ha colpito i loro assistiti.
I parlamentari, e con questa legge lo dimostrano una volta di più, attribuiscono una inesistente sacralità al lavoro del medico, caricando questi importanti lavoratori anche di cose che non li riguardano.

Aggiungo una esperienza personale che ho vissuto recentemente. Ho assistito fino al suo ultimo respiro un caro amico malato terminale. Morto in casa come desiderava, senza inutili accanimenti, con un infermiere personale istruito dal medico e dall’onlus per malati terminali. Nella sua cartella clinica – rilasciata da una delle cliniche romane più note – c’era un foglio firmato dal malato e controfirmato da un infermiere e il medico con il mio nome indicato come persona da informare sul decorso della malattia e le terapie. Lo stesso sulla scheda della onlus. Oggi constato che con questa legge, la nota clinica, la onlus, i medici, gli infermieri, il mio caro amico ed io, siamo fuorilegge. Nella tristezza che cammina con me dal giorno infelice della sua morte, posso consolarmi perché l’amato amico è scampato almeno a questa ingiustizia.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

29/4/11 – Falchi, ultimo atto (2)

venerdì, 29 aprile 2011

Il blu è l’invisibile che diventa visibile (Yves Klein)
C’è qualcosa di contraddittorio nel blu che da carica e che calma (Johann Wolfgang Goethe)
Spruzza dei glitter blu sul viso e sui capelli e nessuno ti riconoscerà (Paris Hilton )

Sempre dovrebbe essere garantito a ciascun cittadino di prendere liberamente le sue decisioni. Durante la malattia e la morte soprattutto, così come stabilisce con spirito laico e liberale la Carta costituzionale. Nel dolore di chi è legato al morente, nella solitudine del malato davanti alla fine, deve essere impedito l’intervento intrusivo dello Stato e pensare alle persone. Prevedere che le decisioni dei malati possano, anzi debbano, essere contraddette dai medici trattati come cerberi (diecimila medici hanno consegnato al Presidente della Camera le loro firme per dissociarsi da questa follia) è un reato contro l’individuo.
Nel mondo normale i malati parlano con i loro amici e familiari e chiedono un consiglio al medico, che non parla dei dogmi della religione, ma spiega come ammorbidire i dolori della fine. Come aggirare legalmente e gratuitamente il medico della asl che è vincolato a bolli e registri e non può prescrivere più di due fialette di morfina, come evitare nel momento più estremo bentelan in vena e cateteri per non allungare artificiosamente e affannosamente la vita al morente già entrato in coma.
(E appena chiudi gli occhi lo risenti tutto il respiro faticoso delle ultime ore ma ti consoli sapendo che l’ amico caro è morto senza convulsioni e attacchi epilettici. E soffri per non avergli fatto una carezza in più, per averlo angosciato parlandogli dei costi assurdi degli infermieri privati e di quello che copre o no l’assicurazione, non certo per non avergli imposto la fiala di bentelan che gli avrebbe allungato di qualche ora l’affanno)
La sfrontatezza mostrata dai politici italiani che si fanno scudo della religione per comandare mostra, anche se è difficile coglierne l’annuncio in questo momento, la fine della Chiesa cattolica come istituzione. Nei 150 anni dell’Unità, l’Italia ha visto cattolici laici, la stessa Democrazia cristiana è riuscita a tenere la barra ferma sulla distinzione tra Stato e Chiesa. E la Chiesa non teme di sostenere un governo reazionario per cercare una centralità che l’intelligenza delle persone non gli concede più.
Se questa legge passerà, sarà una macchia di fango indelebile nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia che ebbe come tratto distintivo la separazione fra Stato e Chiesa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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11/3/11 – Falchi, ultimo atto

Tutti vogliamo vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)
Ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio. Con la legge si rende obbligatoria la vita artificiale (Umberto Veronesi)

Assistiamo in questi giorni al tentativo di cancellazione per via legislativa del diritto costituzionale alla scelta delle cure. La legge in discussione prevede che né la volontà del malato né le opinioni delle persone di fiducia conteranno, ma il dominus assoluto sarà il medico riconosciuto pubblico ufficiale. Lo Stato che poco si occupa della buona vita e delle buone cure dei cittadini, vuole riscattarsi con quella che politici mercenari considerano una buona morte. Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici – ha deciso di licenziare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano così perché hanno una scala valoriale più alta e nobile di quella dei comuni cittadini come pure alcuni interventi di parlamentari lasciano trapelare, ma perché ignorano che la democrazia è importante. Resta incomprensibile l’accanimento a voler legiferare su come morire da parte di una maggioranza governativa che ogni momento protesta per l’ingerenza dello Stato e che vuole affermare il predominio statale nella decisione su aspetti privati come la libertà di cura e la buona morte.
Sentire – grazie a radio radicale – gli interventi sulla Calabrò imporrebbe, questa volta si, il trattamento sanitario obbligatorio che, come si sa, è previsto solo in casi eccezionali per malati di testa che potrebbero nuocere a sé o ad altri. Infatti sembra che si potrà continuare a decidere se farsi curare o no, ad esempio un malato di tumore se crede potrà rifiutare radioterapia o chemioterapia. E i medici continueranno a farci firmare il consenso informato per un impianto dentario, asportare la tiroide, inserire un port. Ma se siamo in coma diventiamo proprietà dello Stato. E i medici, saranno disponibili a prendersi questa rogna? Nel mondo normale il medico chiede l’aiuto e il consenso degli amici per parlare con il malato e aiutarlo davanti all’inarrestabilità della morte.
Ma de che stamo a parlà?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

13/1/11 – Il senso del sacro

mercoledì, 12 gennaio 2011

Non abbiamo il diritto di essere pigri (G. Salvemini)
Tutti vogliamo vivere e guarire, ma quando questo è impossibile dobbiamo rispettare chi sceglie di non soffrire più (Mina Welby)

Pare che molto presto, non per l’interesse del Paese ma per dare un colpo al nascente terzo polo, tornerà alla Camera il brutto testo sul testamento biologico. Il Pdl avrà con sé l’Udc, molti del Pd , probabilmente “le colombe” Fli. Ci sono i numeri per approvare una legge rigorosissima e intollerante che, rendendo obbligatori alimentazione e idratazione forzata, si impossessa dei nostri corpi. Dice Umberto Veronesi che meglio sarebbe evitare una nuova legge: “ora come ora applicando la Convenzione di Oviedo firmata anche dall’Italia, il testamento biologico troverebbe comunque il suo rispetto e la sua applicazione. Basta lasciare le proprie volontà a un notaio”. Con la legge, aggiunge lo scienziato “si rende obbligatoria la vita artificiale”.
Credo che Veronesi abbia ragione.
Perché non si deve avere fiducia nel senso di responsabilità delle persone?
Si può decidere di interrompere cure sofisticate e nello stesso tempo considerare sacra la vita. Che è sacra per ognuno di noi.
Penso che questa strada noi (pochi) laici dovremmo percorrere.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.lucacoscioni.it/convenzione_di_oviedo

22 /11/10 – … e se domani (e sottolineo se)

lunedì, 22 novembre 2010

I registri comunali sul biotestamento non valgono, solo lo Stato può legiferare in materia. Sei d’accordo? Si 25,9%, No 74,1% (sondaggio Corriere della Sera)
Si vedono in tv i difensori a oltranza della vita che, dopo aver bollato la parola eutanasia come pratica nazista, utilizzano tranquillamente, magari nello stesso programma, il mantra staccare la spina a un governo moribondo senza curarsi minimamente del corto circuito semantico (commento in un blog)

Scoprire di essere malati è bruttissimo. Sapere che – forse – la tua malattia potrebbe giovarsi di una ricerca che in questo paese non si fa, è deprimente. Non avere troppi parenti che, secondo un calcolo meramente statistico, ti sopravviveranno, ti porta senza lentezza a riempire i moduli della Fondazione Veronesi. Aggrava molto questi momenti tristi della vita – tristi, ma vita – il farfugliamento continuo che siamo costretti a sentire da politici e gerarchie ecclesiastiche.
Ringalluzziti da una piccola apparizione della moglie di Welby e dal papà di Eluana in un programma televisivo, le iene mai sazie hanno ripreso a nutrirsi di carogne. Vorrebbero i sedicenti “sostenitori della vita”, avere anche loro un microfono in quel programma. Ma non esiste un gruppo pro e uno contro l’eutanasia. Piuttosto c’è chi vorrebbe una scelta e chi non vuole concederla. Il giornalista Antonio Socci, che sta vivendo la tribolazione della figlia Caterina gravemente ammalata, si scaglia ancora contro il padre di Eluana che ha pensato diversamente da lui.
Chi oggi desidera di poter morire e chi no, non sono sullo stesso piano. Nessuno impone a Socci di fare scelte diverse da quelle che sostiene per sé e per sua figlia. Per questo in quel programma hanno fatto bene ad offrire il microfono a chi patisce una mancanza di libertà.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.ilpost.it/2010/11/16/saviano-racconta-welby/

La Lega di Bossi…

sabato, 13 marzo 2010

….presenta un emendamento per rendere sempre più difficile sottrarsi alla Tortura Obbligatoria di Fine Vita. Degni camerati dei gerarchi della SS Vaticana i leghisti si inventano di tutto affinchè sia sempre più difficile sfuggire al dolore e alle umiliazioni delle malattie irreversibili.

Testamento biologico: governo e maggioranza ancora una volta ostaggi della Lega

da Radicali.it

di Maria Antonietta Farina Coscioni
Ancora una volta Governo e maggioranza di centro-destra ostaggi e prigionieri della Lega: è stata infatti approvato in Commissione Affari Sociali un emendamento della Lega che di fatto nega la volontà del paziente di determinare il suo destino e impedisce che sia rispettata la sua volontà.

Si stabilisce così che un “testamento” per essere valido, deve essere redatto in forma scritta(manoscritto o dattiloscritto) e con firma autografa; tutte le altre espressioni di volontà, come quelle audio-video sono ritenute prive di valore; il testamento biologico redatto con quel mezzo per esempio da Paolo Ravasin, è dunque annullato.

E’ l’ennesima – e temo non ultima – manifestazione di arroganza e di prepotenza di questa maggioranza, e della Lega in particolare, che si sono da tempo candidati a rappresentanti e difensori di tutte le politiche
autoritarie e feudali. Ancora una volta dobbiamo constatare che le forze laiche presenti nel centro-destra non riescono a contrastare questa ennesima, avvilente, deriva clerical-reazionari Anche per questo, il 28 e il 29 marzo prossimi auspico che gli italiani sappiano valutare chi e come tutela e rappresenta i loro interessi e votino di conseguenza, negando il loro consenso a partiti e politici che hanno assunto il ruolo di veri e propri zuavi pontifici.

6/2/10 – A che punto è la notte?

sabato, 6 febbraio 2010

“Morgan ha sbagliato ma non va massacrato. Bisogna dargli un’altra possibilità…”. Un po’ più di coraggio, dài Bersani. Non dico che dovevi dire: “Condivido Morgan”. Potevi dire: “Non condivido ma vorrei vivere in un Paese libero”. Neanche Bersani ha osato spingersi fino a questo punto (cioè fino a esprimere chiaramente il suo pensiero). Perché? E’ un uomo prudente. Già, temo che la campagna bigotta d’estate contro gli eccessi sessuali di Berlusconi abbia lasciato nella sinistra uno strascico “beghino” che sarà lungo e difficile eliminare. (Piero Sansonetti, Gli Altri)

Già è passato un anno dalla morte di Eluana Englaro e la legge sul testamento biologico che il Parlamento aveva minacciato all’indomani delle scompostezze che aveva provocato nel mondo partitico italiano il decesso della donna – il disegno di legge Calabrò – si strascica stracca. Le posizioni nel frattempo si sono cristallizzate ancora di più, grazie all’arroccamento bypartisan di molti (nei partiti) nella difesa estremista della vita comunque e per tutti.
Ieri notte è morta Francesca, alla quale solo due mesi fa era stato diagnosticato un tumore tra i più cattivi. In questo breve periodo ha usufruito solo di cure antidolorifiche decise dalle due giovanissime figlie… se penso che solo fino a qualche giorno fa alla Camera i deputati parlavano di quanti milligrammi di morfina si possono somministrare a un malato terminale.
Lo Stato può fissare delle regole, può varare una norma di legge con pochi semplici articoli che diano ampia libertà di scelta, perché le questioni legate alla vita, alla morte, alla libertà di cura devono restare di appartenenza della persona, dei familiari e amici, del medico personale. E’ così difficile per i parlamentari comprendere che certe tecniche mediche possono diventare, per alcuni, invasive o non sopportabili? E veramente offende i sentimenti religiosi di qualcuno stabilire che l’idratazione e l’alimentazione forzate possono essere interrotte? La libertà di opinione è solo la libertà di sostenere le opinioni di qualche politicastro sostenuto da media compiacenti? Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici italiani – ha deciso di fare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano perché hanno una diversa base valoriale della gente comune, ma solo perché ignorano che la democrazia è importante.
Dove sono i cittadini che dopo la decisione della Corte di Strasburgo sul crocefisso hanno manifestato nelle piazze per chiederne l’obbligatorietà? Quali sono i cittadini che hanno chiesto al ministro degli Esteri di sondare i colleghi europei per verificare la possibilità di chiedere “una moratoria sull’aborto”? Lo zero virgola raccolto dalla lista pazza di Ferrara vale più del resto della popolazione italiana? Conta più una teocrazia che in questi giorni sta mostrando al mondo la telenovela Boffo Vian (e in ansia per le “rivelazioni” che Feltri il 22 febbraio potrebbe rendere all’ordine dei giornalisti per audizioni sulla “manina”?)
Domande, troppe e retoriche.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Testamento biologigico:

mercoledì, 2 dicembre 2009

ci sono i cristianisti che vogliono la tortura obbligarotoria e per tutti e i cristiani che rispettano il diritto di scelta. Una segnalazione dai nostri amici di LiberaUscita.

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.
Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.
Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.
E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.
Già nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione“.
I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.
Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.
Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.
L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrà approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.
Cecilia M. Calamani – Cronache laiche

Commento: La laicità perduta
Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.
Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?

LiberaUscita
PS. Si allegano il modulo per il testamento biologico della Chiesa Valdese e le motivazioni che lo accompagnano

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Testamente biologico a Bologna stoppato dalla burocrazia comunale.

venerdì, 23 ottobre 2009

Segnalazione a cura dell’ Associazione LiberaUscita.

La segreteria generale di Palazzo D’Accursio boccia la proposta con un parere giuridico negativo. Anzitutto, come riferisce la Rete Laica a cui il parere e’ stato inviato, “il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati”; e se e’ vero che la “redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia”, lo e’ altrettanto che servira’ il via libera del Garante dalle Privacy. “Il Comune- e’ l’indicazione della Segreteria generale- potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ‘sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Una serie di paletti che vengono letti dai promotori come un “giudizio politico” nei confronti della proposta.
Rete Laica di Bologna attacca la Segreteria Generale del Comune: ”Secondo il regolamento, e’ tenuta a dare un parere di legittimita’ sulle proposte avanzate e nient’altro, ma nell’allegare anche un parere giuridico ci sembra che sia sconfinata nel giudizio politico”, ha spiegato in una nota il portavoce Maurizio Cecconi. Per Cecconi, infatti, ”i punti cardine del parere giuridico della Segreteria Generale sono: la normativa vigente non permetterebbe la creazione del registro presso l’Anagrafe; la redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia; il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’Anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati; il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ‘sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Dunque, e’ l’analisi di Cecconi, ”dobbiamo constatare che le obiezioni giuridiche avanzate dalla Segreteria Generale tentano di smontare la nostra proposta di delibera popolare”, ma ”dopo un esame approfondito, possiamo affermare con sicurezza che sono infondate, perche’ gia’ altri Comuni hanno istituito presso l’Anagrafe il registro dei testamenti biologici e in nessun modulo per i testamenti biologici e’ chiesto al cittadino quali siano le sue convinzioni religiose o filosofiche”. Dunque, ha concluso Cecconi, ”il parere giuridico espresso testimonia una concezione privatistica dei diritti, che diventano cosi’ esercitabili solo se si registra un documento privato davanti a un notaio: e’ la stessa concezione privatistica dei diritti promossa dal cattolicesimo conservatore che, come di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni civili con un apposito registro, sempre risponde che ‘e’ sufficiente sottoscrivere una registrazione privata”’.
L’associazione Luca Coscioni, che si batte per il registro comunale del testamento biologico, protesta per il parere negativo fornito oggi dalla Segreteria generale di Palazzo D’Accursio. Un parere legale “che viene espresso fuori dalla realta’ del tempo attuale”.
il Pdl di Bologna chiede alla maggioranza di centrosinistra di ritirare la proposta di un registro dei biotestamenti. “Secondo me il Pd -dice il vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Foschini – dovrebbe prendere atto di questo e rendersi conto che proseguire sulla strada dell’ordine del giorno e’ una forzatura. Quando la politica si impone sulla tecnica quello che viene fuori e’ una strumentalizzazione”. Del resto lavorare per un registro che
potrebbe solo rinviare ai vari notai presso cui sono depositate le volonta’ “sarebbe solo una spesa inutile”. Cosi’ come “inutile” giudica Foschini la raccolta delle 2.000 firme per la delibera popolare da parte della Rete Laica. “Le obiezioni di merito della Segreteria generale dicono che il Comune non ha alcuna competenza – prosegue il berlusconiano – mi sembra che di questo tema si debba parlare nelle sedi opportune, cioe’ il Parlamento”.

Un netto ‘no’ anche dai consiglieri guazzalochiani (in quota Udc) Maria Cristina Marri e Tommaso Bonetti, che dunque prendono le distanze dal capogruppo Felice Caracciolo.
Il Pd va avanti sul testamento biologico. “Il parere della Segreteria generale non inficia in alcun modo la validita’ della nostra proposta”, fa infatti sapere il capogruppo democratico a Palazzo D’Accursio, Sergio Lo Giudice. Anzi, le obiezioni della Segreteria generale che oggi hanno scatenato l’ira della galassia di associazioni promotrici della proposta di delibera popolare erano state in qualche modo gia’ messe in conto dai democratici. “Le due opzioni da noi previste, il deposito del testamento presso notaio o la consegna in busta chiusa al Comune- spiega Lo Giudice- risolvono positivamente il tema dei limiti di un’amministrazione comunale a farsi esecutore testamentario”. Sia che alla fine nella pratica si opti per la soluzione adottata a Firenze per aggirare questo limite (le dichiarazioni sono conservate presso un notaio e l’amministrazione si limita a conservare gli estremi del documento) oppure per il modello scelto a Pisa (il Comune conserva il testamento, ma in busta chiusa), una forma di registrazione delle volonta’ dovrebbe comunque non incontrare ostacoli legali. Cosi’ come era previsto che si dovesse chiedere il via libera al Garante. “E’ anzi opportuno- spiega ancora Lo Giudice- che quando si istituisce un registro si chieda un parere al Garante della Privacy. Non dimentichiamo che anche quello alla privacy e’ un diritto”.
Si arrabbia invece Rifondazione comunista, schierata con la proposta di delibera popolare della Rete Laica.

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Testamento biologico.

domenica, 18 ottobre 2009

A Bologna i cattolici pretendono che il loro correligionari del PD-Partitus Dei in Consiglio Comunale votino contro la possiblità che i cittadini possano decidere sulla propria salute, sulla propria vita, sul proprio corpo.. La risposta dell’Associazione LiberaUscita.

Dall’Agenzia DIRE di sabato 10 ottobre:

L’istituzione a Bologna del registri dei testamenti biologici, inutile e non prioritario, rappresenta l’ennesimo atto ideologico oltre che illegittimo. Invitiamo quindi i cattolici del Pd in Consiglio comunale a valutare attentamente tale proposta con i valori fondamentali del cattolicesimo, del Vangelo e del Magistero. E se da tale valutazione dovessero emergere incoerenze, li invitiamo a non votare o a dichiararsi non cattolici“.

E’ quanto dichiara il presidente provinciale delle Acli Francesco Murru. Per Murru il registro coi Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento) “è privo di efficacia giuridica, essendo tale materia di competenza dei Parlamento, che ha sul tavolo varie proposte di legge. Tale registro potrebbe incorrere inoltre in gravi violazioni della legge sulla privacy”.

“Spiace che il Pd bolognese, impegnato nelle primarie, impugni una bandiera ideologica laicista senza avviare alcun confronto con la società civile e con i cattolici impegnati in politica”, prosegue Murru. “Alla maggior parte dei cittadini, poi, una proposta del genere non interessa: hanno ben altri problemi. Auspico che il sindaco Delbono indirizzi il Consiglio comunale a preoccuparsi dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi“.

Commento di LiberaUscita alle dichiarazioni del Presidente delle ACLI di Bologna. :


- i registri comunali consistono nella autenticazione e conservazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dai cittadini, ossia semplici atti amministrativi che gli ottomila e passa Comuni italiani redigono quotidianamente ai sensi dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;

- le stesse dichiarazioni sono quotidianamente oggetto di autenticazione da parte dei notai, che ne garantiscono la legittimità;

- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono prive di efficacia giuridica, in quanto attestano le volontà dei sottoscrittori circa i trattamenti sanitari che intendono accettare o rifiutare qualora divenissero incapaci di intendere e di volere, nel rispetto dell’art 32. della Costituzione Italiana;
- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono in contrasto con la legge sulla privacy, in quanto sono custodite a cura dei Comuni e non sono rese pubbliche;

- i registri comunali NON sono di competenza del Parlamento, il quale sta discutendo sui contenuti delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel presupposto che debbano essere comunque autenticate. E’ evidente che qualora il Parlamento dovesse stabilire per legge che un dato trattamento sanitario (ad esempio: l’idratazione e l’alimentazione artificiale) non possa essere oggetto delle dichiarazioni anticipate di volontà, da quel momento le eventuali disposizioni inerenti tali trattamenti non avrebbero più valore;

- con il termine “laicista” si vuole soltanto forzare volutamente, in senso spregiativo, il significato di “laico”. Con lo stesso metodo, possiamo definire il Presidente delle ACLI :“cattolicista” in luogo di “cattolico”;

- la bandiera del testamenti biologici è stata impugnata dal PD perché voluta dalla maggioranza degli italiani, e quindi anche dai cattolici, visto che sono in larga maggioranza nella popolazione. Se poi i cattolici che dettano le loro volontà per la fine della loro vita infrangono i “valori fondamentali” del Cristianesimo, ebbene Benedetto XVI li dovrebbe scomunicare, ed insieme a loro scomunicare anche quei cattolici che infrangono altri “valori fondamentali” in quanto divorziano, usano anticoncezionali, desiderano la donna d’altri, sono omosessuali, convivono al di fuori del matrimonio e vorrebbero regolarizzare la loro unione e magari adottare bambini abbandonati, donne che abortiscono o ricorrono alla fecondazione assistita, scienziati che utilizzano le cellule staminali per le ricerche, coloro che si fanno cremare non credendo alla resurrezione della carne o aiutano a morire chi non vuole più essere torturato, ecc. A quel punto, se tutti gli scomunicati portassero – come fu imposto agli ebrei sotto il nazismo – un segno di riconoscimento, potremmo finalmente riconoscere quanti “sepolcri imbiancati” ci sono fra coloro che si proclamano cattolici;

- secondo l’esimio Presidente delle ACLI di Bologna, il sindaco Delbono non dovrebbe occuparsi del registro comunale bensì “dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”. Come a dire che i problemi derivanti dalla crisi non debbono essere risolti dal Governo, ma dai sindaci. In altri termini, Delbono non deve fare ciò che può ma deve fare ciò che non può. Ottima intuizione: qualcuno dovrebbe suggerirla al Presidente del Consiglio e al suo Ministro per la Finanza creativa, Tremonti.
Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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Cose da non credere.

giovedì, 24 settembre 2009

Vittorio Feltri, direttore de il Giornale berlusconiano, prende posizione contro DuceSilvio e la stragrande maggiranza del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano a proposito della Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita pretesa dai gerarchi cattolici.

Il vero errore è imporre come morire
. da Il Giornale del 24 settembre 2009, pag. 1
di Vittorio Feltri

Caro Renato, ignoro se l’ispiratore della lettera che sollecita un
cambiamento della legge sul testamento biologico, già approvata dal Senato,
sia stato Gianfranco Fini; quand’anche fosse così non avrei difficoltà a
dichiararmi d’accordo con lui. Se ho ben capito, l’estensore e i firmatari
della missiva chiedono una cosa liberale, molto ragionevole: le nuove norme
rispettino la volontà di qualunque cittadino, credente o non credente. In
altre parole. Non è lecito in una materia delicata quale il fin di vita
trasformare in norma generale un principio della fede. Ciascuno di noi abbia
piuttosto il diritto di accettare l’alimentazione «forzata» oppure di
respingerla lasciando scritta nel testamento la propria decisione.
Decisione, intendiamoci, non definitiva bensì revocabile come accade in ogni
pratica testamentaria: oggi penso di donare i miei averi a Tizio, domani ci
ripenso e li dono a Caio. Affari miei. Simmetricamente, non esiste ragione
al mondo per cui debba delegare allo Stato la scelta se rimanere in vita a
ogni costo o se morire. Perché la vita e la morte- sono mie. Tu, cattolico,
sei convinto sia giusto restare immobile e incosciente in un letto con dei
tubicini infilati dappertutto che ti facciano vegetare? Liberissimo di
mettere nero su bianco: desidero questo. E guai se poi non ti accontentano.
Ma se io la penso diversamente e ritengo più opportuno evitarmi la tortura
di quei tubicini a te gradita, perdio autorizzami ad andare al- l’inferno e
non provarci neanche a salvarmi l’anima; preferisco provvedere di persona
anche a questa. Donne e uomini sono obbligati, dalla giovinezza alla
vecchiaia, a cavarsela da soli; studiare, lavorare, assicurare il necessario
alla famiglia, distinguere il male dal bene, pagare le tasse (nel mio caso,
come in quello di tanti altri, ho svolto perfino il servizio militare).
Chissà perché quando giunge il momento di tirare le cuoia, i medesimi
individui non sono più padroni nemmeno di stabilire in quale modo tirarle.
Scusa, ma in base a quale logica voi parlamentari vi prendete l’arbitrio di
sostituirvi al cittadino in una soluzione che spetta soltanto a lui? Non c’è
altro da aggiungere se non una precisazione. lo non ti impongo un
determinato modello di comportamento davanti al bivio: crepo subito o più
lentamente? Fai un po’ come ti pare. Perché tu, viceversa, imponi a me la
via da seguire? Sono consapevole. La religione cristiana è quanto di più
serio, e per un cristiano è importante attenersi ai suoi insegnamenti. Non
oserei mai impedirglielo. Però mi secca abbastanza se lui impedisce a me di
agire secondo la mia idea, sia pur sbagliata dal suo punto di vista.