Articoli marcati con tag ‘testamento biologico’

La Lega di Bossi…

sabato, 13 marzo 2010

….presenta un emendamento per rendere sempre più difficile sottrarsi alla Tortura Obbligatoria di Fine Vita. Degni camerati dei gerarchi della SS Vaticana i leghisti si inventano di tutto affinchè sia sempre più difficile sfuggire al dolore e alle umiliazioni delle malattie irreversibili.

Testamento biologico: governo e maggioranza ancora una volta ostaggi della Lega

da Radicali.it

di Maria Antonietta Farina Coscioni
Ancora una volta Governo e maggioranza di centro-destra ostaggi e prigionieri della Lega: è stata infatti approvato in Commissione Affari Sociali un emendamento della Lega che di fatto nega la volontà del paziente di determinare il suo destino e impedisce che sia rispettata la sua volontà.

Si stabilisce così che un “testamento” per essere valido, deve essere redatto in forma scritta(manoscritto o dattiloscritto) e con firma autografa; tutte le altre espressioni di volontà, come quelle audio-video sono ritenute prive di valore; il testamento biologico redatto con quel mezzo per esempio da Paolo Ravasin, è dunque annullato.

E’ l’ennesima – e temo non ultima – manifestazione di arroganza e di prepotenza di questa maggioranza, e della Lega in particolare, che si sono da tempo candidati a rappresentanti e difensori di tutte le politiche
autoritarie e feudali. Ancora una volta dobbiamo constatare che le forze laiche presenti nel centro-destra non riescono a contrastare questa ennesima, avvilente, deriva clerical-reazionari Anche per questo, il 28 e il 29 marzo prossimi auspico che gli italiani sappiano valutare chi e come tutela e rappresenta i loro interessi e votino di conseguenza, negando il loro consenso a partiti e politici che hanno assunto il ruolo di veri e propri zuavi pontifici.

6/2/10 – A che punto è la notte?

sabato, 6 febbraio 2010

“Morgan ha sbagliato ma non va massacrato. Bisogna dargli un’altra possibilità…”. Un po’ più di coraggio, dài Bersani. Non dico che dovevi dire: “Condivido Morgan”. Potevi dire: “Non condivido ma vorrei vivere in un Paese libero”. Neanche Bersani ha osato spingersi fino a questo punto (cioè fino a esprimere chiaramente il suo pensiero). Perché? E’ un uomo prudente. Già, temo che la campagna bigotta d’estate contro gli eccessi sessuali di Berlusconi abbia lasciato nella sinistra uno strascico “beghino” che sarà lungo e difficile eliminare. (Piero Sansonetti, Gli Altri)

Già è passato un anno dalla morte di Eluana Englaro e la legge sul testamento biologico che il Parlamento aveva minacciato all’indomani delle scompostezze che aveva provocato nel mondo partitico italiano il decesso della donna – il disegno di legge Calabrò – si strascica stracca. Le posizioni nel frattempo si sono cristallizzate ancora di più, grazie all’arroccamento bypartisan di molti (nei partiti) nella difesa estremista della vita comunque e per tutti.
Ieri notte è morta Francesca, alla quale solo due mesi fa era stato diagnosticato un tumore tra i più cattivi. In questo breve periodo ha usufruito solo di cure antidolorifiche decise dalle due giovanissime figlie… se penso che solo fino a qualche giorno fa alla Camera i deputati parlavano di quanti milligrammi di morfina si possono somministrare a un malato terminale.
Lo Stato può fissare delle regole, può varare una norma di legge con pochi semplici articoli che diano ampia libertà di scelta, perché le questioni legate alla vita, alla morte, alla libertà di cura devono restare di appartenenza della persona, dei familiari e amici, del medico personale. E’ così difficile per i parlamentari comprendere che certe tecniche mediche possono diventare, per alcuni, invasive o non sopportabili? E veramente offende i sentimenti religiosi di qualcuno stabilire che l’idratazione e l’alimentazione forzate possono essere interrotte? La libertà di opinione è solo la libertà di sostenere le opinioni di qualche politicastro sostenuto da media compiacenti? Il manipolo di parlamentari che per compiacere le gerarchie cattoliche – ma non la maggioranza dei cattolici italiani – ha deciso di fare leggi oscurantiste che loro non rispetteranno mai, non legiferano perché hanno una diversa base valoriale della gente comune, ma solo perché ignorano che la democrazia è importante.
Dove sono i cittadini che dopo la decisione della Corte di Strasburgo sul crocefisso hanno manifestato nelle piazze per chiederne l’obbligatorietà? Quali sono i cittadini che hanno chiesto al ministro degli Esteri di sondare i colleghi europei per verificare la possibilità di chiedere “una moratoria sull’aborto”? Lo zero virgola raccolto dalla lista pazza di Ferrara vale più del resto della popolazione italiana? Conta più una teocrazia che in questi giorni sta mostrando al mondo la telenovela Boffo Vian (e in ansia per le “rivelazioni” che Feltri il 22 febbraio potrebbe rendere all’ordine dei giornalisti per audizioni sulla “manina”?)
Domande, troppe e retoriche.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Testamento biologigico:

mercoledì, 2 dicembre 2009

ci sono i cristianisti che vogliono la tortura obbligarotoria e per tutti e i cristiani che rispettano il diritto di scelta. Una segnalazione dai nostri amici di LiberaUscita.

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.
Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.
Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.
E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.
Già nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltà dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontà e in previsione di una futura incapacità nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, già ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà, saranno tenuti in considerazione“.
I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.
Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.
Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.
L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrà approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.
Cecilia M. Calamani – Cronache laiche

Commento: La laicità perduta
Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.
Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?

LiberaUscita
PS. Si allegano il modulo per il testamento biologico della Chiesa Valdese e le motivazioni che lo accompagnano

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Testamente biologico a Bologna stoppato dalla burocrazia comunale.

venerdì, 23 ottobre 2009

Segnalazione a cura dell’ Associazione LiberaUscita.

La segreteria generale di Palazzo D’Accursio boccia la proposta con un parere giuridico negativo. Anzitutto, come riferisce la Rete Laica a cui il parere e’ stato inviato, “il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati”; e se e’ vero che la “redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia”, lo e’ altrettanto che servira’ il via libera del Garante dalle Privacy. “Il Comune- e’ l’indicazione della Segreteria generale- potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ’sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Una serie di paletti che vengono letti dai promotori come un “giudizio politico” nei confronti della proposta.
Rete Laica di Bologna attacca la Segreteria Generale del Comune: ”Secondo il regolamento, e’ tenuta a dare un parere di legittimita’ sulle proposte avanzate e nient’altro, ma nell’allegare anche un parere giuridico ci sembra che sia sconfinata nel giudizio politico”, ha spiegato in una nota il portavoce Maurizio Cecconi. Per Cecconi, infatti, ”i punti cardine del parere giuridico della Segreteria Generale sono: la normativa vigente non permetterebbe la creazione del registro presso l’Anagrafe; la redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia; il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’Anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati; il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ’sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Dunque, e’ l’analisi di Cecconi, ”dobbiamo constatare che le obiezioni giuridiche avanzate dalla Segreteria Generale tentano di smontare la nostra proposta di delibera popolare”, ma ”dopo un esame approfondito, possiamo affermare con sicurezza che sono infondate, perche’ gia’ altri Comuni hanno istituito presso l’Anagrafe il registro dei testamenti biologici e in nessun modulo per i testamenti biologici e’ chiesto al cittadino quali siano le sue convinzioni religiose o filosofiche”. Dunque, ha concluso Cecconi, ”il parere giuridico espresso testimonia una concezione privatistica dei diritti, che diventano cosi’ esercitabili solo se si registra un documento privato davanti a un notaio: e’ la stessa concezione privatistica dei diritti promossa dal cattolicesimo conservatore che, come di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni civili con un apposito registro, sempre risponde che ‘e’ sufficiente sottoscrivere una registrazione privata”’.
L’associazione Luca Coscioni, che si batte per il registro comunale del testamento biologico, protesta per il parere negativo fornito oggi dalla Segreteria generale di Palazzo D’Accursio. Un parere legale “che viene espresso fuori dalla realta’ del tempo attuale”.
il Pdl di Bologna chiede alla maggioranza di centrosinistra di ritirare la proposta di un registro dei biotestamenti. “Secondo me il Pd -dice il vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Foschini – dovrebbe prendere atto di questo e rendersi conto che proseguire sulla strada dell’ordine del giorno e’ una forzatura. Quando la politica si impone sulla tecnica quello che viene fuori e’ una strumentalizzazione”. Del resto lavorare per un registro che
potrebbe solo rinviare ai vari notai presso cui sono depositate le volonta’ “sarebbe solo una spesa inutile”. Cosi’ come “inutile” giudica Foschini la raccolta delle 2.000 firme per la delibera popolare da parte della Rete Laica. “Le obiezioni di merito della Segreteria generale dicono che il Comune non ha alcuna competenza – prosegue il berlusconiano – mi sembra che di questo tema si debba parlare nelle sedi opportune, cioe’ il Parlamento”.

Un netto ‘no’ anche dai consiglieri guazzalochiani (in quota Udc) Maria Cristina Marri e Tommaso Bonetti, che dunque prendono le distanze dal capogruppo Felice Caracciolo.
Il Pd va avanti sul testamento biologico. “Il parere della Segreteria generale non inficia in alcun modo la validita’ della nostra proposta”, fa infatti sapere il capogruppo democratico a Palazzo D’Accursio, Sergio Lo Giudice. Anzi, le obiezioni della Segreteria generale che oggi hanno scatenato l’ira della galassia di associazioni promotrici della proposta di delibera popolare erano state in qualche modo gia’ messe in conto dai democratici. “Le due opzioni da noi previste, il deposito del testamento presso notaio o la consegna in busta chiusa al Comune- spiega Lo Giudice- risolvono positivamente il tema dei limiti di un’amministrazione comunale a farsi esecutore testamentario”. Sia che alla fine nella pratica si opti per la soluzione adottata a Firenze per aggirare questo limite (le dichiarazioni sono conservate presso un notaio e l’amministrazione si limita a conservare gli estremi del documento) oppure per il modello scelto a Pisa (il Comune conserva il testamento, ma in busta chiusa), una forma di registrazione delle volonta’ dovrebbe comunque non incontrare ostacoli legali. Cosi’ come era previsto che si dovesse chiedere il via libera al Garante. “E’ anzi opportuno- spiega ancora Lo Giudice- che quando si istituisce un registro si chieda un parere al Garante della Privacy. Non dimentichiamo che anche quello alla privacy e’ un diritto”.
Si arrabbia invece Rifondazione comunista, schierata con la proposta di delibera popolare della Rete Laica.

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Testamento biologico.

domenica, 18 ottobre 2009

A Bologna i cattolici pretendono che il loro correligionari del PD-Partitus Dei in Consiglio Comunale votino contro la possiblità che i cittadini possano decidere sulla propria salute, sulla propria vita, sul proprio corpo.. La risposta dell’Associazione LiberaUscita.

Dall’Agenzia DIRE di sabato 10 ottobre:

L’istituzione a Bologna del registri dei testamenti biologici, inutile e non prioritario, rappresenta l’ennesimo atto ideologico oltre che illegittimo. Invitiamo quindi i cattolici del Pd in Consiglio comunale a valutare attentamente tale proposta con i valori fondamentali del cattolicesimo, del Vangelo e del Magistero. E se da tale valutazione dovessero emergere incoerenze, li invitiamo a non votare o a dichiararsi non cattolici“.

E’ quanto dichiara il presidente provinciale delle Acli Francesco Murru. Per Murru il registro coi Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento) “è privo di efficacia giuridica, essendo tale materia di competenza dei Parlamento, che ha sul tavolo varie proposte di legge. Tale registro potrebbe incorrere inoltre in gravi violazioni della legge sulla privacy”.

“Spiace che il Pd bolognese, impegnato nelle primarie, impugni una bandiera ideologica laicista senza avviare alcun confronto con la società civile e con i cattolici impegnati in politica”, prosegue Murru. “Alla maggior parte dei cittadini, poi, una proposta del genere non interessa: hanno ben altri problemi. Auspico che il sindaco Delbono indirizzi il Consiglio comunale a preoccuparsi dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi“.

Commento di LiberaUscita alle dichiarazioni del Presidente delle ACLI di Bologna. :


- i registri comunali consistono nella autenticazione e conservazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dai cittadini, ossia semplici atti amministrativi che gli ottomila e passa Comuni italiani redigono quotidianamente ai sensi dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;

- le stesse dichiarazioni sono quotidianamente oggetto di autenticazione da parte dei notai, che ne garantiscono la legittimità;

- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono prive di efficacia giuridica, in quanto attestano le volontà dei sottoscrittori circa i trattamenti sanitari che intendono accettare o rifiutare qualora divenissero incapaci di intendere e di volere, nel rispetto dell’art 32. della Costituzione Italiana;
- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono in contrasto con la legge sulla privacy, in quanto sono custodite a cura dei Comuni e non sono rese pubbliche;

- i registri comunali NON sono di competenza del Parlamento, il quale sta discutendo sui contenuti delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel presupposto che debbano essere comunque autenticate. E’ evidente che qualora il Parlamento dovesse stabilire per legge che un dato trattamento sanitario (ad esempio: l’idratazione e l’alimentazione artificiale) non possa essere oggetto delle dichiarazioni anticipate di volontà, da quel momento le eventuali disposizioni inerenti tali trattamenti non avrebbero più valore;

- con il termine “laicista” si vuole soltanto forzare volutamente, in senso spregiativo, il significato di “laico”. Con lo stesso metodo, possiamo definire il Presidente delle ACLI :“cattolicista” in luogo di “cattolico”;

- la bandiera del testamenti biologici è stata impugnata dal PD perché voluta dalla maggioranza degli italiani, e quindi anche dai cattolici, visto che sono in larga maggioranza nella popolazione. Se poi i cattolici che dettano le loro volontà per la fine della loro vita infrangono i “valori fondamentali” del Cristianesimo, ebbene Benedetto XVI li dovrebbe scomunicare, ed insieme a loro scomunicare anche quei cattolici che infrangono altri “valori fondamentali” in quanto divorziano, usano anticoncezionali, desiderano la donna d’altri, sono omosessuali, convivono al di fuori del matrimonio e vorrebbero regolarizzare la loro unione e magari adottare bambini abbandonati, donne che abortiscono o ricorrono alla fecondazione assistita, scienziati che utilizzano le cellule staminali per le ricerche, coloro che si fanno cremare non credendo alla resurrezione della carne o aiutano a morire chi non vuole più essere torturato, ecc. A quel punto, se tutti gli scomunicati portassero – come fu imposto agli ebrei sotto il nazismo – un segno di riconoscimento, potremmo finalmente riconoscere quanti “sepolcri imbiancati” ci sono fra coloro che si proclamano cattolici;

- secondo l’esimio Presidente delle ACLI di Bologna, il sindaco Delbono non dovrebbe occuparsi del registro comunale bensì “dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”. Come a dire che i problemi derivanti dalla crisi non debbono essere risolti dal Governo, ma dai sindaci. In altri termini, Delbono non deve fare ciò che può ma deve fare ciò che non può. Ottima intuizione: qualcuno dovrebbe suggerirla al Presidente del Consiglio e al suo Ministro per la Finanza creativa, Tremonti.
Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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Cose da non credere.

giovedì, 24 settembre 2009

Vittorio Feltri, direttore de il Giornale berlusconiano, prende posizione contro DuceSilvio e la stragrande maggiranza del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano a proposito della Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita pretesa dai gerarchi cattolici.

Il vero errore è imporre come morire
. da Il Giornale del 24 settembre 2009, pag. 1
di Vittorio Feltri

Caro Renato, ignoro se l’ispiratore della lettera che sollecita un
cambiamento della legge sul testamento biologico, già approvata dal Senato,
sia stato Gianfranco Fini; quand’anche fosse così non avrei difficoltà a
dichiararmi d’accordo con lui. Se ho ben capito, l’estensore e i firmatari
della missiva chiedono una cosa liberale, molto ragionevole: le nuove norme
rispettino la volontà di qualunque cittadino, credente o non credente. In
altre parole. Non è lecito in una materia delicata quale il fin di vita
trasformare in norma generale un principio della fede. Ciascuno di noi abbia
piuttosto il diritto di accettare l’alimentazione «forzata» oppure di
respingerla lasciando scritta nel testamento la propria decisione.
Decisione, intendiamoci, non definitiva bensì revocabile come accade in ogni
pratica testamentaria: oggi penso di donare i miei averi a Tizio, domani ci
ripenso e li dono a Caio. Affari miei. Simmetricamente, non esiste ragione
al mondo per cui debba delegare allo Stato la scelta se rimanere in vita a
ogni costo o se morire. Perché la vita e la morte- sono mie. Tu, cattolico,
sei convinto sia giusto restare immobile e incosciente in un letto con dei
tubicini infilati dappertutto che ti facciano vegetare? Liberissimo di
mettere nero su bianco: desidero questo. E guai se poi non ti accontentano.
Ma se io la penso diversamente e ritengo più opportuno evitarmi la tortura
di quei tubicini a te gradita, perdio autorizzami ad andare al- l’inferno e
non provarci neanche a salvarmi l’anima; preferisco provvedere di persona
anche a questa. Donne e uomini sono obbligati, dalla giovinezza alla
vecchiaia, a cavarsela da soli; studiare, lavorare, assicurare il necessario
alla famiglia, distinguere il male dal bene, pagare le tasse (nel mio caso,
come in quello di tanti altri, ho svolto perfino il servizio militare).
Chissà perché quando giunge il momento di tirare le cuoia, i medesimi
individui non sono più padroni nemmeno di stabilire in quale modo tirarle.
Scusa, ma in base a quale logica voi parlamentari vi prendete l’arbitrio di
sostituirvi al cittadino in una soluzione che spetta soltanto a lui? Non c’è
altro da aggiungere se non una precisazione. lo non ti impongo un
determinato modello di comportamento davanti al bivio: crepo subito o più
lentamente? Fai un po’ come ti pare. Perché tu, viceversa, imponi a me la
via da seguire? Sono consapevole. La religione cristiana è quanto di più
serio, e per un cristiano è importante attenersi ai suoi insegnamenti. Non
oserei mai impedirglielo. Però mi secca abbastanza se lui impedisce a me di
agire secondo la mia idea, sia pur sbagliata dal suo punto di vista.

I gerarchi vaticani si leccano i baffi in attesa di mettersi a tavola.

martedì, 8 settembre 2009

Sull’Osservatore Romano grandi aperture di fiducia al governo amico dopo l’incontro di Viterbo fra il papa e Letta, plenipotenziario di DuceSilvio per i rapporti con i preti-padroni. Che adesso aspettano di vedere cosa metterà nel piatto (e nelle loro casse) il Capo del Governo. Intanto DuceSilvio ha già anticipato che rispetterà il diktat del Vaticano per quanto riguarda una Legge sulla tortura obbligatoria di fine vita.

Da Notizie Radicali

Pasdaran e finiani studiano le possibili mosse. Il Vaticano intanto…


di Valter Vecellio

I rapporti tra Vaticano e governo italiano sono “saldi e il clima è sereno”, assicura il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, dopo il colloquio con papa Joseph Ratzinger. Certo: saranno tali fino a quando il Vaticano avrà la sua convenienza, e da questo Governo ricaverà degli utili. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e la sottosegretaria Eugenia Roccella hanno ulteriormente chiarito, con le loro interviste di domenica, quello che era già chiaro: il Governo è disposto a concedere di tutto e di più. “Non è negoziabile”, dice Sacconi al “Corriere della Sera”, “il fondamentale diritto all’alimentazione e all’idratazione”; poi, dopo aver strologato di laicità, il ministro esprime “fortissima diffidenza verso la pillola RU486, e ribadisce la bizzarra teoria secondo la quale si potrebbe/dovrebbe votare a colpi di maggioranza quella parte della legge sul biotestamento che più suscita dissenso e perplessità anche all’interno della stessa PdL; poi, con calma, si voterebbero le parti su cui invece è possibile trovare un accordo con l’opposizione. Il sottosegretario Roccella, punta di lancia del Partito Pontificio, ascoltata dal “Riformista” lancia messaggi trasparenti: “Il centro-destra possiede una cultura che è più vicina alle posizioni della Chiesa…Sin dalla ripresa dei lavori in Parlamento lo dimostreranno i fatti”.

La maggioranza, tuttavia, appare molto più divisa e confusa di quanto l’ostentata sicurezza dei pasdaran della PdL certifichino. E’ un fatto che alla fine della settimana passata si sia tenuto un vertice tra Berlusconi, Bondi, Cicchitto, Quagliariello e Verdini per fare il punto della situazione e prefigurare le prossime mosse. Mancavano tutti gli uomini dell’ex AN, anche i più “vicini” come Gasparri o La Russa. D’altra parte anche chi si riconosce nelle posizioni del presidente della Camera Fini si muove. All’ordine del giorno degli uni e degli altri, come comportarsi in vista del prossimo dibattito sul biotestamento. Per i pasdaran berlusconiani si tratta di riacquistare lustro agli occhi della gerarchia vaticana; per gli altri, è l’occasione per smarcarsi e “contare” contandosi.

Contemporaneamente l’Ipso di Renato Mannheimer fa sapere che dall’aprile ad oggi Berlusconi ha perso cinque punti tra l’elettorato cattolico “praticamente”: dal 55 per cento di cinque mesi fa, si è passati al 50 per cento; il disagio presente nell’elettorato cattolico del centro-destra, nota Mannheimer, per ora non si esprime con mutamenti di voto o di schieramento, e questo soprattutto per la mancanza di attrattiva dell’opposizione: “al massimo, viene scelta l’astensione, come è accaduto in occasione delle ultime elezioni europee; e come sembra si stia verificando in questo momento”.

Resta il fatto che quella di un’alternativa a Berlusconi non è più un’ipotesi da fantascienza. E’ molto probabile che il Cavaliere porterà a termine la legislatura, sia pure con crescenti difficoltà; ma dopo – e non solo per una questione anagrafica – potrebbe essere costretto a lasciare il passo. Per quanto ostenti indifferenza e sicurezza, a livello internazionale è screditato, ridotto a macchietta di colore; sul fronte interno i tanti problemi verranno a sintesi, restando sostanzialmente irrisolti.

Il fatto è che se il centro-sinistra arranca, il centro-destra nella sua attuale connotazione difficilmente sopravviverà a Berlusconi. La PdL è, come avverte il presidente emerito Cossiga, “una persona divenuta partito”. Non c’è nessuno, all’infuori di Berlusconi, di tenere insieme il partito e garantire l’alleanza con la Lega di Bossi. Le voci di corridoio riferiscono di manovre che vedono protagonisti, tra gli altri, Tremonti, Letta, Scajola. Contemporaneamente si ragiona molto di un possibile ruolo del leader dell’UdC Casini: da buon democristiano fiuterà la direzione del vento, pronto alla politica dei due forni; quando la PdL imploderà, cercherà di raccoglierne l’eredità; e se solo gli si prospetterà la possibilità di un’intesa con il centro-sinistra, contratterà per ricavarne il massimo utile. E il Vaticano, a questo punto, potrebbe dare il suo gradimento, qualcuno a questo punto pensare che si tratta della “vendetta” per l’ “affaire” Boffo. Vicenda che certo ha irritato molto, in Vaticano, che però ha una sua regola da cui non transige: come nella battuta del “Padrino”: “Affari. Si tratta di affari”.

I preti-padroni scatenano contro FINI i cani da guardia del loro potere.

giovedì, 27 agosto 2009

Dopo le dichiarazioni di mons. Fisichella, longa manus della CEI proprio all’interno del Parlamento -dove svolge la funzione di “cappellano” della Camera dei Deputati- Quagliarello e Gasparri, capi-gruppo di Camera e Senato del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, attaccano Fini colpevole di aver affermato che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Fini mette in crisi il PD-Partitus Dei.

mercoledì, 26 agosto 2009

Partecipando a un dibattito sul Testamento Biologico alla Festa del PD a Genova, il Presidente della Camera fa sobbalzare sulle sedie i presenti. “Cercherò di far cambiare alla Camera il testo licenziato del Senato”. E adesso avranno il coraggio i compagnucci della parrocchietta di dire un loro pensiero libero da ingerenze varitane e condiviso da tutti sul Testamento Biologico ?

Intanto i preti-padroni attaccano Fini per bocca di mons. Fisichella, cappellano della Camera dei Deputati e controllore interno al Parlamento per conto della CEI, l’organo supremo dei catto-ayatollah: “sia super partes”, vale a dire stai al tuo posto e fatti i cazzi tuoi, altrimenti…..!

Fini: biotestamento, cerchero’ di corregere il testo di legge
26 Agosto 2009 19:03 POLITICA

GENOVA – Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite della Festa del
Pd a Genova, afferma che fara’ ”il possibile” per correggere alla Camera il
testo di legge sul biotestamento. “Non credo che si tratti di favorire la
morte ma di prendere atto della impossibilita’ di impedirla, affidando
all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione” ha detto.
”Non voglio fare – ha concluso Fini – nessuna crociata contro i cattolici,
per i quali ho il massimo rispetto, ma chi dice che su queste questioni
decide la Chiesa e non il Parlamento, per me e’ un clericale e io dico che
no, spetta al Parlamento decidere”. (RCD)

Testamento Biologico, conferenza di Beppino Englaro a Genova.

sabato, 18 luglio 2009

Ne parla il Giornale dei Berlusconi con la consueta dose di veleno contro chi si oppone alla Tortura Obbligatoria di fine vita pretesa dalla SS Vaticana e dai suoi zuavi che presidiano il Parlamento vaticaliano.

Qui la fonte della notizia su il Giornale
LEGGI

………… voce accorta momenti toccanti della vita di sua figlia Eluana, invoca il diritto al dialogo con i medici e con «la Chiesa che io rispetto ma che ha mai provato ad avere rispetto per noi?», ripercorre tutta la sua battaglia giudiziaria, fino a rivelare infine il suo vero intento: «che trionfi il primato della coscienza personale» ovvero «la possibilità di scegliere della propria vita e di come morire in uno stato di diritto e non in uno stato etico».
In molti si sarebbero a questo punti aspettati la reazione dell’uomo di Chiesa, ma evidentemente a molti era sfuggito che si trattava di don Paolo Farinella. Ovviamente l’unico sacerdote invitato alla serata non poteva che essere un sostenitore di Beppino Englaro, pronto a dire che «da cattolico apostolico, del Vaticano non me ne frega niente, perché è uno Stato estero a cui non rispondo, ed io sono un cittadino di uno stato laico!» Don Farinella ha quindi ribadito le sue distanze tanto dal Presidente della Cei (il Cardinale Bagnasco, mai nominato direttamente) quanto dal Papa; lo ha fatto citando più volte se stesso in diverse lettere pubbliche e articoli scritti per Micromega in cui, da sempre, aveva manifestato vicinanza alla famiglia Englaro «contro lo scempio di tutti quei cattolici che pregavano perché non venisse sospesa l’idratazione e la nutrizione di Eluana, non sapendo quello che stavano compiendo».
Il Farinella pensiero non ha risparmiato, come di consueto, nessuno, tanto meno il Presidente del Consiglio e il Parlamento «che si comporta come una tendopoli: tutti dormono e si alzano solo al fischio del fischietto per votare secondo il concordato, ovvero il baratto che c’è stato tra il Vaticano e il Presidente del Consiglio perché egli rimanga al potere». L’analisi si conclude con l’individuazione delle cause del problema che porta l’Italia a non essere uno stato laico di diritti: «In Italia abbiamo il peccato originale che solo Dio sa quando ci potrà liberare da esso: lo Stato Vaticano».
L’esponente dell’Uaar è il primo a rallegrarsi con Farinella, Beppino Englaro è al limite della commozione, il prof. Franco Manti, promotore della serata, gongola di gioia e invita tutti i presenti, sulla scia di questa lucida analisi, a «fare qualsiasi cosa pur di fermare la legge che è al vaglio del Senato e che imporrà l’idratazione e l’alimentazione per qualsiasi paziente in cura, andando contro il diritto alla coscienza personale di scegliere». Insomma, è il caso di ribadirlo, diritto di scelta della morte, ma non della vita perché – ribadisce il professore – «Libertà, vita e proprietà sono i tre diritti su cui si fonda la civiltà occidentale, e tra essi il primo è quello della proprietà personale, cioè quella del proprio corpo: il diritto di farne ciò che si vuole, altrimenti si è schiavi». Perfetta consonanza con Farinella, eroe della serata dei diritti promossi dall’ateismo e dell’agnosticismo razionalista (come il registro per l’attuazione del testamento biologico), il quale ha chiosato: «È tempo che lo dico e pur non essendo profeta so leggere i segni dei tempi: credo che sia entrata in vigore la legge sul bavaglio dell’informazione e dell’etica, perché è più probabile che Dio non esista piuttosto che l’uomo che abbiamo in disgrazia che ci governi (Berlusconi, ndr) abbia una coscienza». Applausi, anche da parte di Marta Vincenzi: è questa la sua Genova, la città risorta dalle ceneri del G8, la città dei nuovi diritti, la città dei diritti progressisti.