I lettori di questo sito conoscono bene il nostro pensiero su quello che, con felice e sintetica espressione, chiamiamo menzogna globale. E’ però vero che avremmo gradito da parte dell’informazione nostrana una maggiore attenzione agli obiettivi che i terroristi di Mumbai hanno scelto. L’occidente sicuramente, quel che rimane – dopo la nostra colpevole disattenzione – dell’islamismo moderato e, ancora una volta gli ebrei.
L’attacco alla Chabad House non ha niente a che vedere con l’avversione di moltissimi, anche occidentali, per lo Stato di Israele. I chassidim, conosciuti come Lubavitch dal nome del loro iniziatore, sono una corrente ortodossa dell’ebraismo, spesso anche antisionista, che sostiene che solo attraverso la gioia e il quotidiano, non la preghiera ascetica, l’uomo si avvicina a Dio. Il rabbino Gavriel Holtzberg e sua moglie Rivka erano giovanissimi e si erano trasferiti da New York a Mumbai. Erano cresciuti entrambi a Crown Heights, la zona di Brooklyn dove si trova il quartier generale della comunità Chabad Lubavitch e dove i turisti vanno a comprare diamantini. Il loro bambino, il piccolo Moshe, è stato portato in salvo nelle prime ore dell’attacco terroristico.
Le comunità Chabad si trovano nelle più grandi città (in ben 75) e sono note per la loro accoglienza, a ebrei e no, proponendosi come centri che offrono “buona accoglienza, buon cibo e grandi discussioni”. Nella enorme città di Mumbai la comunità ebraica conta 4.500 persone e il centro alla Nariman House era punto di riferimento per molti ebrei che in quella città passavano.
Al momento non sappiamo di imam e muftì, di papi e vescovi, che abbiano mostrato sdegno per un attacco perpetrato ai danni di ebrei perché ebrei. E per chi crede nell’equità e nella giustizia, questo silenzio è un grande dolore.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
