“Discendere dalle scimmie! Oh caro, speriamo che non sia vero. Ma se lo è, allora preghiamo che non si sappia in giro” (la moglie del vescovo di Worcester, Inghilterra, dopo che fu illustrata la teoria evolutiva di Darwin)
Immagino sia molto provinciale lamentarsi per una minivacanza di una settimana, alla quale peraltro nessuno mi ha costretta, in un posto incantevole della costiera amalfitana, in un albergo che, secondo classifiche non so da chi stilate, ha la piscina più bella del mondo. Francamente non so se veramente Caruso sia passato di qui cantando, ma quello che mi sorprende e al contempo scoccia è che in quest’albergo lussuosissimo la connessione internet è considerata una richiesta da marziani e il solo computer dell’albergo è nella reception. Ora, come dicevo all’inizio, per una vacanza di una settimana si parte col solo bagaglio a mano, e non ci si trascina dietro il computer, per quanto piccolo ingombrante, con tutti gli annessi e connessi che ti fanno sembrare da subito una rompiscatole agli eventuali compagni di gita. Quindi, dopo le opportune rimostranze, l’albergo, che è in effetti molto bello, mi ha dato la possibilità di utilizzare un piccolo computer. Questa premessa per dire che l’accesso a internet è più facile nelle tende beduine, nel deserto dei Gobi, nelle distese della Patagonia piuttosto che nella magic Italy (nonostante spot del premiere)
Come abbiamo più volte scritto, le cose delle donne non sono rilevanti politicamente. Quindi non c’è niente da sorprendersi che sia passata come acqua sul marmo la decisione dei giudici della Corte costituzionale che ha bocciato la norma riguardante la carcerazione immediata per gli stupratori decisa con un decreto legge lo scorso anno. Secondo i giudici della Consulta non può essere tolta al magistrato la facoltà di disporre misure alternative al carcere per chi stupra una donna o un bambino. Il decreto legge, come si ricorderà, fu voluto fortemente dalla ministro Carfagna in seguito ad una ondata di stupri e forse anche in virtù che uno dei must del governo era l’ordine pubblico. La motivazione della Corte osserva che “per quanto odiosi e riprovevoli, i fatti che integrano i delitti in questione ben possono essere e in effetti spesso sono meramente individuali e tali, per le loro connotazioni, da non postulare esigenze cautelari affrontabili solo e rigidamente con la misura massima”. L’unica risposta alla decisione, al momento, solo quella della ministro per le Pari Opportunità che ha detto: “non esiste e non possiamo accettare una classifica della brutalità… chi violenta una donna o un bambino deve entrare in carcere da subito. L’intervento della Corte è lontano dal sentire dei cittadini e ci allontana dalla tolleranza zero contro i crimini sessuali”.
E’ probabile che il silenzio della partitocrazia sia stato determinato dal caldo, da una certa simpatia per i giudici che va (un po’ troppo) forte in certi settori, dalla forte antipatia che i ministri di questo governo si attirano pure quando, come in questo caso e non me ne vengono in mente altri, hanno ragione. Certi silenzi, numerosi per la verità, quando provengono dal secondo partito italiano, provocano un forte imbarazzo a quelle persone che hanno votato per il Pd.
Molte righe invece sono state scritte sul caso del giudice israeliano che ha condannato per stupro un uomo che intratteneva rapporti sessuali con una donna alla quale aveva taciuto il suo status di sposato con prole oltre alla sua etnia. Ovviamente la sentenza è stata un buon motivo per la stampa vaticaliana per sottolineare il razzismo israeliano-ebraico. E magari sarà pure così. Non sarebbe stato male però scrivere che le maglie della condanna per stupro in quel paese sono molto elastiche e molto benevole – o paternaliste – nei confronti delle donne. Casi come quello riportato si verificano con una certa frequenza nei tribunali. Lo scorso anno destò un certo scalpore la vicenda di un funzionario governativo che otteneva sesso promettendo licenze di costruzione. La sua carriera di bugiardo è terminata con il licenziamento, la condanna per millantato credito e stupro. Forse eccessivo, ma punire le menzogne, che spesso feriscono gli ingenui cuori innamorati, non è male.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
