Quando il morto piange, è segno che è in via di guarigione – disse solennemente il Corvo. Mi duole di contraddire il mio illustre amico e collega, – soggiunse la Civetta, – ma per me, quando il morto piange è segno che gli dispiace di morire (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. 16)
Questo http://www.uaar.it/news/2011/07/18/kosher/ e questo http://80.241.231.25/ucei/PDF/ sono due articoli usciti in questi giorni. Entrambi contengono delle notizie dolorose, il primo perché, pur riguardando una porzione minuscola di persone, mostra una superstizione sciocca e pericolosa, la seconda perché coinvolge un intero gruppo etnico che ha il “solo torto” di essere non cattolico in un paese cattolico. Forse perché pittoresca, diciamo così, la prima notizia è stata praticamente su tutti i quotidiani. Così come quella del cane indemoniato, notizia palesemente falsa, anche se la più parte dei media italiani ha preferito dimenticarsi di raccontare che era una bufala creata a tavolino da un sito di ebrei ultraortodossi israeliani. Così come vengono super evidenziate le pericolose, seppur represse prontamente, manifestazioni di ultra-ortodossi in Israele che pretendono – senza riuscirci – di distruggere la laicità e la grande libertà di quel Paese. Turba molto che a diffondere notizie così, anche con particolare sguaiataggine, siano organi di stampa che non basiscono davanti alle maggiori perversioni cattoliche del paese in cui vivono, anzi, sono portati a definirsi brave persone perché appartenenti a questa forma di fideismo. Seppure tutte le religioni lasci(a)no la porta spalancata ad una serie di inquietanti domande, sarebbe il caso di ricordare quanto il cristianesimo, e la sua versione più suppurante cioè il cattolicesimo, permei così tanto il nostro Paese, al punto che anche quelli che si definiscono atei (ed è uno strano vezzo definirsi nettamente, una paura della libertà di pensiero?), preferiscono affondare il coltello nelle minoranze delle minoranze, tenere come il burro, piuttosto che affrontare, ad esempio, una seria campagna per l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione, o anche la soppressione della costosa ora di religione a scuola.
E questo sarebbe un buon momento. La repulsa che i cittadini mostrano per la casta non esclude – se ci si prende lo scomodo di parlare con la gente comune, pratica invisa ai politici e ai giornalisti - i privilegiati membri della Cei. I favori concessi dallo Stato al Vaticano – specialmente a Roma palpabilissimi – non dolgono meno dei lussi della crapulona partitocrazia. Il ceto medio, anche quando non si trova in condizioni di difficoltà economica, si offende per l’ostentazione. Lo sfoggio e l’esibizione è il tratto distintivo della Chiesa cattolica e certamente non c’è bisogno di uno psicanalista per comprendere a chi la partitocrazia si ispira.
I cittadini protestano non quando lo stomaco è vuoto, ma quando sono consapevoli delle ingiustizie che subiscono, quando sono consci che la zavorra – partiti che costano e non decidono, Chiesa che succhia la linfa vitale dello Stato per perpetuare se stessa, Vaticano che si fa gli affari suoi come Stato estero ma che è una sanguisuga - non gli consentono più di stare in piedi.
Ovviamente il nostro sguardo deve essere sempre attento a quello che succede nel mondo. Io ad esempio sono molto turbata che l’ebraismo italiano – era di un ebreo il primo colpo di fucile per entrare dalla breccia di Porta Pia, notevoli i contributi alla storia del Risorgimento e all’Unità d’Italia, ebreo Ernesto Nathan riconosciuto il più grande sindaco laico di Roma, importantissimi i contributi alla Resistenza, fondamentale il ruolo della minoranza ebraica per la laicità dello Stato - guardi in questo momento con troppa attenzione ai Lubavitchers, una corrente mistica dell’ebraismo, che hanno un approccio un po’ “cristiano” alla religione, al punto di intestarsi il Moschiach’s address, cioè l’indirizzo del Messia (che verrà?) presso la loro grande sede di Brooklyn , 770 Eastern Parkway.
In un momento in cui la prima reazione a un terribile atto di terrorismo in Europa ci induce a pensare al fondamentalismo islamico, quando da parecchi anni – si pensi alle denunce dello scrittore Stieg Larsson* - si denuncia l’emergente fanatismo cristiano antislamico di stampo nazista (si deve essere critici con l’islam fanatico, ma non con l’islam in toto condannando in questo modo una qualsiasi persona sia nata in una parte di mondo) che pure abbiamo già sperimentato in Europa solo qualche decennio fa, dovrebbe farci riflettere.
Non possiamo sceglierci né l’epoca né la società in cui nascere, ma questo non vuol dire che dobbiamo accettarne le depravazioni come inevitabili.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
*Stieg Larsson, nato in Svezia nel 1954, era nato in Svezia nel 1954. Giornalista, esperto di movimenti di estrema destra, consulente del ministero di Giustizia svedese. Nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, fondò la rivista Expo. Bersaglio di gruppi neonazisti , visse per anni protetto dalla polizia. E’ morto improvvisamente nel 2004. Non coniugato, l’enorme patrimonio è passato al suo erede, il fratello, gettando nello sconforto la sua compagna con la quale aveva vissuto venti anni. La trilogia Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco, La regina dei castelli di carta, pubblicati in Italia da Marsilio ha venduto – in Italia – tre milioni di copie. http://www.nessundio.net/blog/2011/07/02/5016/