Articoli marcati con tag ‘strage di Oslo’

Pari son ? No, c’è di peggio.

giovedì, 28 luglio 2011

L’orrore e la rabbia per la strage di Oslo, commessa da un fondamentalista cristianista che vorrebbe imporre a tutti la sua religione, non può farci dimenticare che sono molti di più i fondamentalisti di un’altra religione che con ben altri mezzi e con altrettanta feroce determinazione seguono la stessa strada. La jihad o guerra santa è l’impegno primario che il Corano richiede ai credenti per costringere l’intera umanità a convertirsi all’islam.

*I nemici della civilta’ laica non cambiano perche’ un folle gonfio di steroidi ha ammazzato 80 persone.*

Dal Vaticano si continua a soffocare la liberaldemocrazia e la laicita’ a predicare contro la limitazione delle nascite e la difesa dalle malattie col preservativo, nonche’ la discriminazione per i gay.
E nel mondo gli islamisti continuano a predicare che le testimonianze delle donne valgono la meta’ di quelle dell’uomo e che adultere gay eretici ed apostati vanno eliminati fisicamente in nome di Allah (alcuni predicano anche di eliminare le donne senza burqa e chi non digiuna a Ramadan)
Ma anche il numero di attacchi islamisti contro infedeli e contro le categorie di cui sopra, in un solo mese (OGNI MESE), per esempio a Giugno sorpassa di oltre 10 volte il  bilancio di morti del folle di NORVEGIA.
fonte :
*Monthly Jihad Report  June, 2011  thereligionofpeace.com*
Attacchi Jihadistici:

184  attacchi
18  paesi
5  religioni
930  morti
1527  feriti gravi

fonte : http://thereligionofpeace.com/

25/7/11 – Il senso del limite

lunedì, 25 luglio 2011

Quando il morto piange, è segno che è in via di guarigione – disse solennemente il Corvo. Mi duole di contraddire il mio illustre amico e collega, – soggiunse la Civetta, – ma per me, quando il morto piange è segno che gli dispiace di morire (Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. 16)

Questo http://www.uaar.it/news/2011/07/18/kosher/ e questo http://80.241.231.25/ucei/PDF/ sono due articoli usciti in questi giorni. Entrambi contengono delle notizie dolorose, il primo perché, pur riguardando una porzione minuscola di persone, mostra una superstizione sciocca e pericolosa, la seconda perché coinvolge un intero gruppo etnico che ha il “solo torto” di essere non cattolico in un paese cattolico. Forse perché pittoresca, diciamo così, la prima notizia è stata praticamente su tutti i quotidiani. Così come quella del cane indemoniato, notizia palesemente falsa, anche se la più parte dei media italiani ha preferito dimenticarsi di raccontare che era una bufala creata a tavolino da un sito di ebrei ultraortodossi israeliani. Così come vengono super evidenziate le pericolose, seppur represse prontamente, manifestazioni di ultra-ortodossi in Israele che pretendono – senza riuscirci – di distruggere la laicità e la grande libertà di quel Paese. Turba molto che a diffondere notizie così, anche con particolare sguaiataggine, siano organi di stampa che non basiscono davanti alle maggiori perversioni cattoliche del paese in cui vivono, anzi, sono portati a definirsi brave persone perché appartenenti a questa forma di fideismo. Seppure tutte le religioni lasci(a)no la porta spalancata ad una serie di inquietanti domande, sarebbe il caso di ricordare quanto il cristianesimo, e la sua versione più suppurante cioè il cattolicesimo,  permei così tanto il nostro Paese, al punto che anche quelli che si definiscono atei (ed è uno strano vezzo definirsi nettamente, una paura della libertà di pensiero?), preferiscono affondare il coltello nelle minoranze delle minoranze, tenere come il burro, piuttosto che affrontare, ad esempio, una seria campagna per l’abolizione dell’art. 7 della Costituzione, o anche la soppressione della costosa ora di religione a scuola.
E questo sarebbe un buon momento. La repulsa che i cittadini  mostrano per la casta non esclude – se ci si prende lo scomodo di parlare con la gente comune, pratica invisa ai politici e ai giornalisti  -  i privilegiati membri della Cei. I favori concessi dallo Stato al Vaticano – specialmente a Roma palpabilissimi – non dolgono meno dei lussi della crapulona partitocrazia. Il ceto medio, anche quando non si trova in condizioni di difficoltà economica,  si offende per l’ostentazione.  Lo sfoggio e l’esibizione è il tratto distintivo della Chiesa cattolica e certamente non c’è bisogno di uno psicanalista per comprendere a chi la partitocrazia si ispira.
I cittadini protestano non quando lo stomaco è vuoto, ma quando sono consapevoli delle ingiustizie che subiscono, quando sono consci che la zavorra – partiti che costano e non decidono, Chiesa che succhia la linfa vitale dello Stato per perpetuare se stessa, Vaticano che si fa gli affari suoi come Stato estero ma che è una sanguisuga  -  non gli consentono più di stare in piedi.
Ovviamente il nostro sguardo deve essere sempre attento a quello che succede nel mondo. Io ad esempio sono molto turbata che l’ebraismo italiano – era di un ebreo il primo colpo di fucile per entrare dalla breccia di Porta Pia,  notevoli i contributi alla storia del Risorgimento e all’Unità d’Italia, ebreo Ernesto Nathan riconosciuto il più grande sindaco laico di Roma, importantissimi i contributi alla Resistenza, fondamentale il  ruolo della minoranza ebraica per la laicità dello Stato -  guardi in questo momento con troppa attenzione ai Lubavitchers, una corrente mistica dell’ebraismo, che hanno un approccio un po’ “cristiano” alla religione, al punto di intestarsi il Moschiach’s address, cioè l’indirizzo del Messia  (che verrà?)  presso la loro grande sede di Brooklyn , 770 Eastern Parkway.
In un momento in cui la prima reazione a un terribile atto di terrorismo in Europa ci induce a pensare al fondamentalismo islamico, quando da parecchi anni – si pensi alle denunce dello  scrittore Stieg Larsson* -  si denuncia l’emergente  fanatismo cristiano antislamico di stampo nazista (si deve essere critici con l’islam fanatico, ma non con l’islam in toto condannando in questo modo una qualsiasi persona sia nata in una parte di mondo) che pure abbiamo già sperimentato in Europa solo qualche decennio fa, dovrebbe farci riflettere.
Non possiamo sceglierci  né l’epoca né la società in cui nascere, ma questo non vuol dire che dobbiamo accettarne le depravazioni come inevitabili.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*Stieg Larsson, nato in Svezia nel 1954, era nato in Svezia nel 1954. Giornalista, esperto di movimenti di estrema destra, consulente del ministero di Giustizia svedese. Nel 1995, dopo l’omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, fondò la rivista Expo. Bersaglio di gruppi neonazisti , visse per anni protetto dalla polizia. E’ morto improvvisamente nel 2004. Non coniugato, l’enorme patrimonio è passato al suo erede, il fratello, gettando nello sconforto la sua compagna con la quale aveva vissuto venti anni. La trilogia Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava col fuoco, La regina dei castelli di carta, pubblicati in Italia da Marsilio ha venduto – in Italia – tre milioni di copie. http://www.nessundio.net/blog/2011/07/02/5016/

Ammazza ammazza so’ tutti ‘na razza.

domenica, 24 luglio 2011

La strage di Oslo compiutra da un estremista cristianista non è diversa da quelle compiute a New York, Londra, Madrid e in mille altri luoghi del mondo dagli estremisti islamisti. Hanno tutte origine da ideologie religiose criminali e assassine come anche alcune ideologie politiche che hanno funestato in passato l’umanità, nazi-fascismo e comunismo. Con una differenza, che le ideologie politiche possono essere verificate, sconfessate e condannate dalla realtà storica. Invece quelle religiose che fanno parte della Menzogna Globale, fondate su leggende e bugie, e su presunte rivelazioni da parte di immaginarie entità soprannaturali ai cosiddetti profeti, vengono credute fino in fondo, soprattutto dalle menti malate dei credenti integralisti. Menti malatissime quando per assicurarsi di credere nel dio “giusto” e nella “vera” religione hanno bisogno di costringere tutti gli altri a crederci, anche con le stragi. Non dimentichiamo che la violenza comincia anche da piccoli e inquietanti segnali come per esempio imporre il crocifisso a martellate sulla testa di tutti anche nei luoghi non destinati ai culti della propria religione, o peggio ancora attraverso la violenza e la condanna a morte attraverso la “fatwa”, come fanno le autorità religiose musulmane per eliminare i non credenti e quelli che abbandonano l’islam per seguire un’altra religione.