Se siete “quelli comodi” che “state bene voi”. Se altri vivono per niente perché i “furbi” siete voi. Se siete “ipocriti abili”, non siete mai colpevoli. Se non state mai coi deboli, e avete buoni stomaci. Sorridete! Gli spari sopra… sono per noi. (Vasco, Gli spari sopra, 1993)
Le reazioni alla sentenza del Tar del Lazio sull’ora di religione hanno visto un salto di qualità nei commenti, tali da appesantire ancora di più il clima oscurantista di Vaticalia.
Qualcuno ha infatti parlato del carattere illiberale dell’illuminismo. Va detto che l’illuminismo, come del resto qualsiasi cosa, si può criticare, ma marchiare con idee ritenute spregiative le opinioni con le quali non si è d’accordo mettendosi sul pulpito a pontificare, è parte di una retorica che è storicamente appannaggio della cultura illiberale. O degli Stati fondati sull’intolleranza come le dittature e le teocrazie. Per superare la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto il ricorso delle organizzazioni laiche, atee e di tutte le confessioni religiose riconosciute dallo Stato italiano, lese nel principio di imparzialità davanti allo Stato, è stato inserito nella Gazzetta ufficiale il nuovo regolamento che consente ai prof. di religione di contribuire alla determinazione del credito scolastico. In questo modo l’ordinanza Fioroni (Pd) è stata promossa, riportando di fatto ad una situazione pre-revisione concordataria (’84), quando la religione cattolica era obbligatoria perché di Stato. Una manovra a dir poco insolente, visto che un regolamento dovrebbe essere rispettoso della legge.
Per quanto continui ad essere sorprendente l’arroganza della politica, poteva essere facilmente prevedibile un esito che ha fatto carne di porco della sentenza del Tar, considerato che la maggior parte dei politici, e non solo, avevano parlato del carattere illiberale della sentenza perché disconosceva “l’ora di insegnamento della religione cattolica in quanto appartenente alla cultura italiana”.
Cosa vuol dire?
Che a distanza di trenta anni delle intese stipulate dallo Stato con altre confessioni religiose si vuole tornare al passato, quando le fedi diverse dal cattolicesimo erano, ob torto collo, tollerate?
Che non esistono modi più consoni per la nostra istruzione, che come è noto non gode di grande credibilità al di fuori dei confini dello stivale, di sostituire neanche in futuro la famigerata ora di religione con insegnamenti utili, quali materie scientifiche o la promessa (dal ministro Gelmini) educazione civica?
Che chi rinuncia all’ora di religione rifiuta un pezzo dell’identità nazionale diventando automaticamente uno studente da sorvegliare e magari domani un cittadino sospetto da “rieducare”?
Per giustificare lo studio dell’ora di religione cattolica, in molti si adoperano nel dire che è un’ora di insegnamento di cultura comprensiva della storia delle religione e di temi etici, in questo modo aggirando quanto stabilito dal concordato che prevede che l’ora sia di insegnamento cattolico. Del resto chi propone lo studio della storia delle religioni dovrebbe porsi quanto meno una domanda: i professori saranno sempre scelti dalla Cei? Se la situazione non fosse così grave, sarebbe interessante vedere una disputa teologica tra un tredicenne ebreo (prima di quella età gli ebrei non possono ricevere insegnamenti religiosi da estranei ma solo dai famigliari) e un professore selezionato dalla Cei.
Ma, la domanda regina che dovremmo porci è: possibile che i laici abbiano un concetto così basso di sé da appaltare l’etica alle religioni? Torna utile a questo proposito citare Guido Calogero “I laici che non sanno contestare il complesso di superiorità dei cattolici, diminuiscono anche l’efficacia della propria battaglia ideale e politica… la loro modestia davanti alle fedi sminuisce il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono per se stesse”.
E’ questo complesso di inferiorità – per me – il vero problema.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
http://www.nessundio.net/blog/2009/04/27/1488/
http://www.nessundio.net/blog/2009/07/09/2122/
http://www.liberalsocialisti.org/eventibio/bio/guido_calogero.htm
