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E’ iniziata la caccia alle streghe laiche.

giovedì, 26 febbraio 2009

 Sospensione dello stipendio al professore che nella sua ora di lezione toglieva il crocifisso dalla parete. I catto-talibani vogliono che la scuola pubblica sia caratterizzata dai simboli di una e una sola religione in base al concetto che se la maggioranza degli studenti è cattolica il loro simbolo distintivo deve essere imposto a tutti.

Qui la fonte della notizia

“Per la Scuola della Repubblica”
tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742
e-mail scuolarep@tin.it
sito www.scuolaecostituzione.it

Il crocefisso è un simbolo religioso
non un simbolo da usare a fondamento dei valori civili.

Le ragioni addotte dal professor Franco Coppoli per giustificare il
suo gesto di rimuovere il crocifisso nell’aula durante la sua lezione
non hanno convinto i cinque componenti del Consiglio di disciplina del
Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione), che hanno
espresso parere favorevole alla sua sospensione per un mese dal
servizio. La sospensione è stata inflitta dal Direttore dell’Ufficio
scolastico regionale dell’Umbria.
Il procedimento è stato attivato in seguito alla denuncia del
dirigente scolastico dell’istituto Giuseppe Metastasio di Terni dove
il docente insegna. Il dirigente scolastico ha sostenuto pubblicamente
di avere il dovere di fare “rispettare la volontà degli studenti”, di
coloro che si erano lamentati e che durante un’assemblea studentesca
avevano ottenuto l’approvazione di una mozione che vuole il crocifisso
alle pareti.
E’ l’ennesimo episodio di una lunga contesa sulla strumentalizzazione
del crocifisso sottratto al suo profondo significato religioso e
diventato, secondo una sentenza del Consiglio di Stato che contraddice
clamorosamente il principio della laicità dello Stato, un simbolo
idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili, che sono
poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello
Stato.
L’Associazione Per la Scuola della Repubblica e il Comitato Nazionale
Scuola e Costituzione, nello schierarsi a difesa del professor
Coppoli, riaffermano la loro denuncia di tale strumentalizzazione. Le
due Associazioni, nel ribadire che la presenza del crocefisso nelle
aule scolastiche non può essere decisa da maggioranze variabili,
richiamano la sentenza n. 439 / 2000 della IV sezione penale della
Corte di Cassazione che afferma l’incompatibilità dell’esposizione del
crocifisso nelle sedi statali con i principi costituzionali di laicità
e uguaglianza e col diritto alla libertà di coscienza in materia
religiosa. Giova inoltre ricordare che proprio in data odierna la
Corte di Cassazione ha concluso con l’assoluzione l’annosa vicenda del
giudice Luigi Tosti denunciato e sospeso dal proprio ufficio per aver
rifiutato di esercitare la funzione di giudice in un’aula alle cui
pareti fosse appeso il crocefisso.
Tutto ciò rende ancora più grave e incomprensibile il provvedimento
emesso contro il professor Franco Coppoli.

Roma, 19 febbraio 2009

Comitato “Per la scuola della Repubblica” associazione onlus –
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