Luciani Albino (1912 – 1978). Già patriarca di Venezia, eletto papa nel 1978 col nome di Giovanni Paolo I, Albino Luciani è stato il primo pontefice che per un errore di progettazione non conteneva il chip anticomunista installato in tutti i suoi predecessori. Dopo un mese l’hardware è andato in bomba e ne ha provocato la sostituzione col più affidabile Giovanni Paolo 2.0 (Luca Bottura, Mission to Marx, Aliberti editore)
Bisogna andare un po’ indietro con la memoria per avere un amministratore capitolino che ha rifiutato l’invito papale. Uno sicuramente fu il socialista Alberto Benzoni , pro sindaco (quello che oggi si chiama vice) negli anni ’70, che riteneva coerente per un amministratore capitolino non andare a prendere suggerimenti (e ordini) oltretevere; diffondeva ogni anno un comunicato stampa per spiegare le ragioni della sua assenza. (14/1/11 qui http://www.nessundio.net/tiziana2011.htm )
Carmine Lamanda è il terzo assessore al Bilancio del Comune di Roma dell’era alemanna, e ieri ha rilasciato una interessante intervista ad un quotidiano romano dove ha enunciato alcuni punti per rastrellare un po’ di soldi. Tra l’altro un contributo di 5 € a ragazzino frequentante le scuole elementari, l’aumento del biglietto del bus magari solo in centro (sarà interessante scoprire cosa è centro a Roma) per ripianare il buco prodotto dalle assunzioni di personale in posizione apicale (mentre i cittadini subiscono scioperi settimanali degli autisti che sono stati dimezzati e incanutiscono alla fermata aspettando il tram che si chiama desiderio), l’aumento della Ta(riffa) Ri(fiuti) tra il 10 e il 20%, la conferma – che i romani sospettavano – che la metro B1 e C sono coperte solo per una parte, per il resto si scava alla cieca in attesa di finanziamenti privati che si troveranno anche se oggi ancora non si sa.
Il giornalista che ha intervistato l’assessore ha dimenticato di chiedere perché con una situazione economica così dura non si sia data priorità alle necessità dei cittadini invece di spendere e spandere per un evento né romano né italiano.
Come è noto il 1° maggio sarà beatificato papa Giovanni Paolo II, e questo va benissimo purché, come si dice qui da noi, se la soni e se la canti. Ma grazie al sindaco chierichetto la mobilitazione per dare risalto e accoglienza e visibilità alla spiritualità cittadina sarà massima. Totem multimediali touchscreen con guide per i pellegrini, il call center 060606 24 su 24, una sezione apposita sul portale del Campidoglio beautusjp2.comune.roma.it , mostre allestite in piazza della Repubblica, palazzo Caffarelli precettato dal 28 aprile al 25 settembre in una sorta di gemellaggio con Varsavia, un megaconcerto cafonissimo il 2 maggio sulla piazza del Campidoglio, il 1° e il 2 maggio musei civici aperti ad 1 €. Ma la ciliegina sulla torta sarà una cosa che rimarrà sul groppo anche ai nostri figli nipoti e pronipoti : una statua di Giovanni Paolo II in bronzo alta 4 metri davanti alla Stazione Termini, una zona assai caotica ma bellissima, uno sfregio estetico a palazzo Massimo e alle Terme di Diocleziano. Come ultimo sfregio il logo di Roma che ormai è diventata Roma capitale pure quando si telefona al centralino perché si vorrebbe denunciare il sindaco e la sua giunta per il pessimo funzionamento dei servizi della città, che degrada in giallo con il nome del beatus. Tre milioni e mezzo di € e passa la paura. Sempre che non vi si sia impigliato il tacco delle Prada tacco 12 ner sercio romano.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
