Pretende che la cittadinanza venga concessa solo a chi giura di tenere separata la fede dallo Stato. E allora cominci a giurare lui, cazzo !
Da il Riformista
Pretende che la cittadinanza venga concessa solo a chi giura di tenere separata la fede dallo Stato. E allora cominci a giurare lui, cazzo !
Da il Riformista
Vauro nella vignetta di prima pagina del “manifesto” di domenica non resiste e fa dire a Franceschini, assieme a Bersani e Marino, nella posizione a 90° dei centometristi ai blocchetti di partenza: “ok ragazzi, ma siamo sicuri che non ci sia Marrazzo?” La paura del diverso si sublima in battute aggressive e rivelatrici. La legge sull’omofobia, nonostante il lavoro di Concia, non è passata. Ora si capisce perché. (Cinzia Leone)
Lo vedi, lì c’è Marino, la sagra c’è dell’uva…s’annamo a mette lì, Nannì Nannì…
Prima di tutto auguri a Pierluigi Bersani per l’inequivocabile risultato popolare riportato alle primarie, vincitore nonostante fosse tra i tre quello che meno credeva a questo espediente parademocratico per scegliere il segretario. La strada che il simpatico dovrà percorrere è ripida, ma il dossier più scottante sembra essere quello del rapporto col mondo cattolico. Enrico Letta e Rosi Bindi, entrambi cattolici e candidati alle precedenti primarie che videro vincente Veltroni, raccolsero allora il 24%. In questa competizione Franceschini, cattolico e passatista nonostante qualche sparata elettorale maramaldesca, ha raggranellato il 34%. Non potrà essere sottovalutato dal nuovo segretario il risultato di Marino, un rotondo 14%, votato anche – e senz’altro i vertici del Pd ne sono a conoscenza – da non elettori o elettori tiepidi del partito. La sua battaglia sul biotestamento lo ha reso popolare tra quelli che non ne possono più delle continue e sempre maggiori ingerenze della Chiesa, che viene soddisfatta bipartisanamente in campo cosiddetto etico ed economico. Anche Marino, come non ha mai smesso di ricordare fino alla noia – allontanando peraltro possibili elettori annoiati dall’inutile cantilena – è cattolico, ma come Prodi è un cattolico adulto che non piace alla Chiesa e sta sulle palle ai movimenti cattolici.
Se è vero che siano stati i governi Berlusconi che hanno concesso le prebende più generose alla Chiesa come l’accordo siglato tra Cei e ministro della Cultura (in quel momento Urbani) per la tutela dei beni culturali di interesse religioso, o il provvedimento che esonerava gli enti ecclesiastici dal pagamento dell’Ici, è altresì vero che nel pur breve periodo di governo di centrosinistra non si siano corretti questi provvedimenti (per la verità il ministro dell’Economia Padoa Schioppa ci tentò, ma gli venne eretto un muro, alzato anche da rifondazione comunista e dal presidente della Camera Bertinotti che con tutta evidenza preferirono attribuire soldi alla Chiesa piuttosto che ai lavoratori ed anche per questo sono stati giustamente puniti dagli elettori). Capita l’antifona i tre hanno sgomitato a definirsi laico + 1, anche se nessuno dei tre ha osato dire che dirsi laici in un paese concordatario ha poco senso. Adesso Bersani, forse il più agnostico dei politici in circolazione insieme ai suoi grandi elettori Massimino l’antipatico D’Alema e Nicola l’amatissimo Latorre, da un lato deve soddisfare la richiesta di libertà degli ignaziomariniani e un eventuale accordo elettorale con l’Udc di Casini, che certamente ha un punto di vista diametralmente opposto. E’ probabile che i nostri (tiepidi) auguri non gli basteranno.
Intanto la terra continua a ruotare, e in questi giorni due professori hanno destato la nostra attenzione. Luigi Lombardi Vallauri, docente dell’Università Cattolica di Milano, undici anni fa non ebbe rinnovato l’incarico perché le sue opinioni furono ritenute “nettamente contrarie alla dottrina cattolica”. Lombardi Vallauri ricorse al Tar, poi al Consiglio di Stato, senza successo. Decise allora di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che gli ha dato ragione. Il provvedimento condanna l’Italia per avere violato la libertà d’espressione del professore e definisce “priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio” la decisione dell’ateneo. Più ordinaria invece la vicenda di Antonio Caracciolo, 59 anni, ricercatore di Filosofia del diritto all’università la Sapienza di Roma, gestore di 33 blog , coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (RC). E’ convinto che sia una leggenda che nei campi di concentramento siano davvero esistite le camere a gas. Non è il primo non sarà l’ultimo a sostenerlo.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Prove di inciucio per una fuga di massa dal PD-Partitus Dei verso un nuovo partito di centro che più democristiano non si può. Nemmeno il silenzio di Bersani sulla laicità, i diritti civili e il testamento biologico, convincerà gli zuavi pontifici interni al PD a restarci.
Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera
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…ROMA – Non si tira indietro. Anche perché «bisogna cercare di far incontrare e di unire le forze che ragionano e che vogliono lavorare per risolvere i problemi del nostro Paese». Francesco Rutelli arriva agli Stati Generali del Centro organizzati dall’Udc e ribadisce la gravità della crisi economica e l’asprezza dello scontro politico. In questo difficile contesto, fa intendere il presidente del Copasir, è necessario unire tutte le forze che puntano a un rilancio dell’Italia. «Lavorare assieme a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini?» gli chiedono. «Questo si vedrà…» risponde Rutelli.
I catto-talibani delegati dal padrone vaticano a controllare il PD-Partitus Dei perchè non si azzardi a difendere la laicità delle istituzoni, minacciano scissioni e sfracelli. Speriamo che la scissione si verifichi prima della presentazione delle liste per le elezioni europee, così almeno quel che resta del vecchio PCI/PDS/DS, liberatosi dai teo-dem potrà tentare la riunificazione delle forze laiche e sperare di conservare una percentuale di voti che ne garantisca la sopravvivenza. Come No God siamo pronti a recitare un Te Deum di ringraziamento per il fallimento della più grande cazzata politica dell’ultimo secolo, il Compromesso Storico vagheggiato da Enrico Berlinguer e realizzato da Veltroni che ha messo definitivamente in ginocchio la Repubblica italiana davanti al Papa Re.
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