Considero i referendum come gli avvenimenti più democratici mai verificatisi in Italia. Quelli che hanno dato veramente un’immagine di questo paese che non si ha mai attraverso i risultati delle elezioni politiche o amministrative. Da queste si ha un Paese in cui nulla si muove, tutto è uguale, si è contenti di come vanno le cose. Dai referendum, anche da quelli persi, si ha invece l’immagine che c’è in questo popolo l’ansia di mutare qualcosa. Leonardo Sciascia alla fine degli anni ‘70
Sarebbe il caso che ognuno si prendesse le proprie responsabilità, facciamo un nome a caso il Presidente della repubblica, per porre un freno alla sbrigliatezza di Roberto Maroni, guarda caso ministro dell’Interno pur essendo un rivendicatore della Padania is not Italy. Siamo avvezzi a quasi tutto, ma ci mancava un ministro che per il suo ruolo deve vigilare sulle operazioni di voto fare proclami e neanche troppo velate minacce ai presidenti di seggio, istigandoli quasi a magnasse le schede dei referendum pur di non consegnarle agli elettori. Sono in molti che chiamano all’astensione, anche – con una faccia che non saprei dire come – quelli che hanno raccolto le firme. Ma, almeno non sono ministri. Sarebbe il caso che Napolitano, visto che Berlusconi non lo fa, richiamasse all’ordine l’intemperante ministro (che peraltro ha anche accusato l’antipaticissimo D’Alema di istigare le Brigate rosse). Non possiamo certo dimenticare che l’abulia di Ciampi , che accettò i giuramenti dei ministri leghisti presentatisi con cravatte e pochette verdi, ha sdoganato i ministri e i parlamentari in divisa, cosa che non succedeva neanche durante il fascismo. Per quanto riguarda il referendum io andrò a votare e voterò tre convinti NO. Non ho niente contro l’astensione, spesso mi è capitato di non votare, ma non posso tollerare che ci siano partiti e movimenti che chiedano l’astensione, proprio come fece il pessimo don Camillo. Sulla Lega anche I 19/5/09 – W l’Italia… l’Italia sulla luna
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Questa sera Nogod parteciperà alla serata di vicinanza con l’Iran, indetta da il Riformista e Radio Radicale, in piazza Farnese a Roma dalle 18.30 http://www.ilriformista.it/publisher/Prima%20pagina/section/.
In Iran si spara su chi protesta, si mandano a morte gli oppositori, si impiccano gli omosessuali, si arrestano le donne che non accettano di sottomettersi. Quando si alza la voce delle persone che chiedono la libertà non possiamo tapparci le orecchie. Probabilmente lo faranno i governi, compreso il nostro. E’ la realpolitik che accarezza i dittatori dal verso del pelo sperando di essere mangiata per ultima. Ma si sa, nella palude si salva solo il coccodrillo.
Ci vediamo a piazza Farnese , e non solo per la paura di essere mangiati.
