Articoli marcati con tag ‘ratzinger’

5/3/09 – Che sensazione di leggera follia…

giovedì, 5 marzo 2009

Mentre scrivo non so se in Campidoglio si sta lavorando a qualche nuovo divieto o ordinanza. Quel che è certo è che in questo momento squadre di addetti con scopa e straccio stanno tirando a specchio il Palazzo Senatorio per accogliere degnamente il vescovo di Roma, cioè papa Benedetto XVI*. La città è tappezzata già da un po’ di giorni di manifesti di saluto e abbraccio dei romani al papa dal gusto assai discutibile… che indubbiamente avrebbero passato la censura. Infatti da un po’ di giorni la città si è dotata di una commissione che valuti i contenuti dei manifesti pubblicitari. La decisione della commissione censura-manifesti è arrivata dopo che la concessionaria per la pubblicità sui mezzi di trasporto locali (Atac) ha rifiutato un manifesto della Fondazione Al Gore ritenuto blasfemo. Bene ha fatto il fotografo Oliviero Toscani a reagire all’ennesimo atto censorio chiedendo al sindaco di rimuovere, visto che ci tiene tanto a correggere slogan e comportamenti, la croce celtica che porta appesa al collo.
E’ ormai quasi un anno che sul colle capitolino si è insediata la nuova amministrazione e non si contano gli atti sconclusionati e completamente privi di logica compiuti dal sindaco e dai suoi. Ho addirittura ricevuto una telefonata allarmata dalle Filippine da una persona che non sentivo da anni, perché le gran piogge di dicembre erano state vendute come un alluvione. Per memoria, il Tevere non è esondato, ma le foto del sindaco con l’impermeabile e affannato (lo è sempre, forse non è sereno e in pace con se stesso) hanno dato quell’immagine della città. Del resto “a Roma coprifuoco per i cornetti” è un titolo di giornale che a noi ci fa incazzare ma fuori confine può essere inteso come una nuova cosca mafiosa o camorristica (camorra e mafia però non sono problemi gravi come i rom). Certo è incredibile pensare che a Parigi, Madrid, New York se ti gira l’uzzolo puoi farti anche una zuppa di cipolle, due tapas, o un hot dog alle 3 di notte, e magari anche comprarti un paio di mutande, mentre qui l’artigiano cornettaro è inquisito perché con la scusa del bombolone forse ti rifila pure una birra. La notte si dorme, devono aver pensato gli intelligenti assessori, non si va in giro a mangiare i cornetti. Intanto già chi voleva condividere il dolcetto con una mignotta, così tanto per non mandarlo tutto in cosce, deve fare molta più fatica. Perché le lavoratrici si sono riconvertite in tante signorine bon ton con abiti di tartan e borsette chanel, e i maschi, in genere non sveglissimi, prendono parecchie cantonate sprecando corteggiamenti laddove sono richiesti € fruscianti.
Certo è che la città senza i loschi divoratori di cornetti sarà più sicura, anche perché a stomaco vuoto sarà ben difficile che il branco voja lavora’.
Rimaniamo in attesa di una commissione che censuri il Campidoglio.

P.S. C’entra? No, non c’entra ma voglio scriverlo lo stesso. Che scena penosa il bacetto tra Berlusconi e Gheddafi. Il colonialismo è la storia che ha provveduto a condannarlo, e le scuse di una Italia che non c’è più non hanno nessun senso. Inoltre il Presidente del Consiglio è espressione di una democrazia (seppure zoppetta come la nostra) contrariamente al colonnello Gheddafi. Ed è probabile che fra una decina d’anni gli italiani dovranno scusarsi con un nuovo leader libico per quel bacetto. Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

* Ben 200 giornalisti accreditati per l’evento del 9 marzo. Prima di Bendetto XVI aveva varcato il portone del Palazzo Senatorio Giovanni Paolo II invitato dal sindaco Francesco Rutelli. Visita storica considerato che è stato il primo pontefice a attraversare quel portone dalla fine dello Stato pontificio. Prima di lui Paolo VI venne invitato a visitare una mostra ai Musei Capitolini sulla Piazza del Campidoglio. Nel momento in cui Benedetto XVI si affaccerà da Palazzo Senatorio (balcone utilizzato solo per eventi eccezionali) per benedire i romani che si recheranno sulla piazza, suoneranno a festa tutte le campane delle chiese romane.

24/2/09 – Prima che sia notte

martedì, 24 febbraio 2009

24/2/09 – Prima che sia notte

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=29391

http://www.ibs.it/code/9788882463052/arenas-reinaldo/prima-che-sia

Lior Shlein, il comico israeliano conduttore di un programma notturno che ha l’audience del monoscopio rai, ha ben reagito alle critiche vaticane rafforzando il suo sketch. Ha chiesto infatti scusa agli spettatori che involontariamente aveva offeso chiedendogli se era più oltraggiosa la battuta surreale su Maria che se la faceva coi compagni di scuola (sic), o il fatto vero che c’è posto nella Chiesa cattolica per chi nega la Shoah. Il premier Olmert si è scusato, mostrando superiorità politica sulla Santa Sede che, anche in questo caso, da maiale ha dato dello sporcaccione al gatto. La libertà religiosa è un punto della dichiarazione della fondazione dello Stato di Israele (1948); per cui ogni comunità religiosa è libera di esercitare la propria fede, osservare le proprie festività e il giorno di riposo settimanale. E’ vero però che in questi ultimi tempi le posizioni del papa stanno irritando molto gli israeliani che non sono per niente desiderosi di vederlo calcare quella che lui chiama, impropriamente, terrasanta*.

I media italiani hanno archiviato in maniera frettolosa i tirannici comportamenti del teocrate vaticano, cosa che, per fortuna anche nostra, il resto del mondo non sta facendo. Dopo il Financial Times (rottweiller di Dio) anche il Sunday Times stigmatizza le scelte pontificie (uno stile regale e distaccato che ignora qualsiasi critica), aggiungendosi alle osservazioni dell’episcopato francese, tedesco, austriaco, svedese, svizzero, inglese.

E’ il caso del vescovo negazionista graziato dal pontefice che ha fatto emergere il malcontento: la richiesta di chiarimenti (senza precedenti) da parte di Merkel, l’appello di 50 membri cattolici al Congresso Usa, le critiche (è inammissibile e choccante) di Sarkozy, le proteste del Gran Rabbinato di Gerusalemme.

Le parole di scuse pronunciate da Benedetto XVI a proposito della Shoah testimoniano il vuoto. Innanzitutto per il tempo (lungo) che hanno richiesto per essere pronunciate e poi per l’ennesimo “mai più” che lascia intravedere una generica navigazione a vista. Parole di scuse dette perché qualcuno si acquieti, ma che non sgombrano il terreno dalle macerie e che, soprattutto, non garantiscono il ripetersi degli eventi. Meglio sarebbe stato che il papa avesse ascoltato le parole del premio Nobel per la pace Elie Wiesel che avrebbe voluto una ri-scomunica del lefevriano, per far si che il giudizio sul prelato negazionista non fosse più affare interno del Vaticano. Più di un commentatore ha accostato l’impopolarità di Benedetto XVI al suo predecessore Pio XII, che, non a caso, questo papa vorrebbe beatificare.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

*…Ma, come si comporterebbe B16 in “terrasanta”? Sarebbe anche lui un pellegrino che incentra il suo viaggio solo sui percorsi di Gesù? Si comporterebbe come quei pellegrini che si recano in quel paese e che a malapena sanno che atterreranno in un aeroporto che si chiama David Ben Gurion ignorando del tutto la storia dello Stato ebraico? Farebbe come quei pecoroni che mentre fanno la fila agli sportelli dei passaporti – sempre un po’ lunghetta in verità – la loro guida, in genere un prete, si affanna a spiegargli che non devono farsi mettere il timbro, altrimenti non saranno più liberi di andare da nessuna parte. In realtà sono “alcuni altri paesi” ad impedire l’ingresso se sul passaporto c’è il timbro di Israele. Nei programmi di viaggio dei pellegrini non c’è nessun luogo ebraico significativo da visitare (il Muro del Pianto, la Tomba di Rachele, la Grotta di Machpelà, le tombe di Maimonide…) ma solo la Via dolorosa, la Sala dell’Ultima Cena, il Santo Sepolcro… Raramente in questi viaggi è compreso lo Yad Vashem. Ovviamente le guide scelte sono sempre di religione cattolica, e malmostose nei confronti del Paese. Vogliamo aggiungere qualcosa sul famoso viaggio dei partitanti italiani guidati da mons. Fisichella? In quel pellegrinaggio era compreso un tour allo Yad Vashem, e sotto la famosa didascalia i membri della casta in gita, si sono ribellati alla guida chiedendo che venissero citati i religiosi che aiutarono gli ebrei italiani (mai rinnegati, tanto che molti religiosi sono ricordati con alberi e targhette nella via dei Giusti). E così ogni anno molti pellegrini si recano in Israele senza sapere che hanno visitato un paese dove i cattolici sono una sparuta minoranza e dove i luoghi che visitano sono accessibili grazie al governo israeliano che li amministra e li manutiene, a differenza di Betlemme dove con l’amministrazione Hamas anche il giorno della natività è in sottotono. E siccome Benedetto XVI non è solo un leader spirituale ma è anche capo dello Stato Vaticano, sarebbe esigibile che Israele venisse chiamato col suo nome e non terrasanta. I rapporti diplomatici devono essere chiari e talvolta hanno bisogno di spiegazioni.
Questo è uno di quei casi. (volendo si può leggere tutto su http://www.nessundio.net/tiziana2008.htm, 20/10/08)

Nancy Pelosi risponde per le rime al papa,

venerdì, 20 febbraio 2009

….ma la stampa del regime vaticaliano non lo dice. Tacciono come carogne i giornalisti e i giornali al servizio del Papa Re, ma quella che i servi dei preti hanno descritto come una “strigliata” di Ratzinger alla Presidente della Camera statutinitense è una pura invenzione per arruffianarsi i preti padroni. Solo qua e là troviamo notizie della risposta della signora Pelosi al comunicato fandonia della SS vaticana enfatizzato dai pennivendoli di regime.

Federico Orlando su Europa online : “…..mentre Nancy Pelosi smentisce con un controcomunicato che il suo incontro col papa si sia risolto in una strigliata per la bioetica di Obama, da lei condivisa. Altre donne, altri attributi. E tutto questo nel giorno in cui le alte cariche italiane ricevevano istruzioni dai cardinali con la scusa di festeggiare la conciliazione fascista.”"”

L’intero articolo qui LEGGI

E ancora notizie sulle posizioni della Signora Pelosi anche qui LEGGI

Ogni Fuhrer ha il suo Quisling.

martedì, 10 febbraio 2009

Come Hitler mise a capo della Norvegia occupata il nazista locale Vidkun Quisling, così SS Benedetto XVI, Fuhrer dei cattolici, può contare su Silvio Berlusconi come Capo del Governo nel suo Vicereame vaticaliano. Lo splendido sodalizio fra il papa e il suo quisling per il totale asservimento della ex Repubblica Italiana allo Stato vaticano (già avvenuto attraverso le varie fasi che abbiamo ampiamento documentato in queste pagine LEGGI) porterà in poco tempo all’atto formale definitivo, il cambiamento della Costituzione vigente già annunciato da Berlusconi nei giorni scorsi. Intanto si scatenano in perfetta sinergia con i gerarchi della SS Vaticana i catto-talibani della politica che attaccano il presidente della delenda Repubblica, in coro con i più importanti esponenti della Curia. Tutti uniti contro Napolitano al grido di assassino, speculando come sciacalli sul corpo della povera Eluana Englaro finalmente liberato dalle torture. Noi, ultimi repubblicani che non vogliamo morire come sudditi del Papa Re, scenderemo in piazza ovunque sarà possibile per gridare Viva la Costituzione democratica e anti-fascista fino a quando il Fuhrer dei cattolici e il suo quisling non ci faranno arrestare.

Yussuf Ben Khomeini.

sabato, 7 febbraio 2009

Con il nome di Benedetto 16 Joseph Ratzinger sta guidando in Italia la stessa rivoluzione politico-teocratica che Ruhollah Khomeini, capo supremo dell’islam sciita, portò al potere assoluto in Iran. E al pari di Khomeini il Fuhrer dei cattolici sta dividendo gli italiani mettendoli gli uni contro gli altri, servendosi di politicanti compiacenti che, dall’investitura pontificia, si aspettano il mantenimento del potere per il più lungo tempo possibile. Ma la costruzione di un potere teocratico simil-iraniano comporta un pericolo anche per il sistema reiligioso della chiesa cattolica che, nell’assunzione di comportamenti e metodologie di matrice islamica (la compenetrazione totale fra religione e politica), rende sempre più familiare agli italiani il concetto di Religione=Stato preparando il terreno culturale che faciliterà la definitiva affermazione dell’islam, totalitario e lberticida, anche nel nostro Paese. Per questo non possiamo non immaginare il papa in carica ribattezzato con il nome del capo religioso a cui più assomiglia.

30/1/09 – Lo Stato vegetativo (del servo sciocco)

venerdì, 30 gennaio 2009

Pessimo suggeritore il Dio dei cattolici se il cosiddetto rappresentante in terra ne toppa una via l’altra. Decenni e decenni spesi a tessere una tela di presentabilità (per modo di dire ovviamente) e la trama ne lascia vedere le ambiguità e gli errori.
Le parole di miele di Sarkozy e la bella accoglienza parigina, avevano portato B16 a parlare di “laicità positiva” alla francese, e il trionfale viaggio negli Usa con la torta di compleanno approntata dai Bush, avevano fatto sentire il pontefice anche qualcosa in più di un semplice rappresentante dell’Eterno. Ma, il diavoletto è in agguato: la Francia presenta a nome della Ue una mozione per la depenalizzazione universale dell’omosessualità costringendo il Vaticano a schierarsi con i paesi che puniscono l’orrenda perversione con la pena di morte. Peggio, se possibile, è andata con gli Usa, con il neopresidente (visto che ti combina l’abbronzatura) che ha annunciato subito lo sblocco dei fondi alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e alle ong che si occupano di family planning e aborto. Che è un po’ come dire che delle idee del papa lì se ne stoppano.
Peggio che andar di notte per il disegno restauratore e pre-conciliare. Uno dietro l’altro i lefevriani riabilitati portano avanti la teoria tradizionalista degli ebrei come popolo deicida col conseguente negazionismo (in realtà la punta di un iceberg). Toppa super per uno che si è spacciato pure per grande e raffinato teologo e che ha reintrodotto l’infamante preghiera sulla conversione dei perfidi, tanto così per rimarcare il mai sopito antiebraismo della Chiesa romana e marcando una contiguità del cattolicesimo con gli islamofanatici.
E perfino in Italia, terra dei poveri di spirito, nonostante le badesse Roccella e Binetti guardiane della cultura della sofferenza, pare che la sfortunata Eluana presto troverà pace. E nonostante gli anatemi anche la Ru 486 entrerà nel prontuario medico come nel resto del mondo sviluppato.
Un avvertimento per Berlusconi così attento ai sondaggi: ne commissioni uno per vedere il reale gradimento degli italiani verso i gerarchi della SS prima di varare quell’orrendo disegno sul testamento biologico.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Ratzinger ha abiurato, come Galileo.

lunedì, 26 gennaio 2009

Riconosce gli errori del suo predecesore Giovannni Paolo II, chiede perdono e si piega davanti agli scismatici Lefebvriani. Toglie la scomunica ai 4 vescovi ordinati alll’interno di quella comunità e fa finta di niente sulle reiterate affermazioni negazioniste dell’olocausto pronunciate da un loro esponente. Questo silenzio lascia capire che fra Israele e l’ Iran sceglie l’Iran, lo Stato che anche con la negazione dell’olocausto giustifica le sue mire di distruzione dello Stato di Israele. Fortemente risentita la reazione degli ebrei.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Lettera aperta a SS Benedetto XVI.

domenica, 25 gennaio 2009
Sepp, Sepp! ahi ahi!! proprio di questi giorni è la notizia che hai permesso il rientro nel grosso seno della ccar dei quattro vescovi lefèvriani. e fin qui …. affari tuoi: la ccar è “cosa tua” e la gestisci come vuoi. non come vuole il tuo capufficio, perchè di giravoltole ne avete fatte in questi ultimi millequattrocento anni!! e guarda che qui adesso non voglio parlare degli strepiti dei tuoi segretari (di stato, di camera, di addetti alle PR) o dei tuoi governatori (quello di Genova, quello di Torino, di Venezia etc). si sa : i segretari e i governatori sono come i cani da guardia: servono solo ad abbaiare per far paura. no, parlo di te, delle parole pacate che dici, dei toni sobrii che usi, degli argomenti condivisibili da tutti quando li dici dal tuo balcone (l’hai capito che noi siamo il popolo del “balcone”!). come quando parli contro la società dei consumi, giustamente: visto che porti le babbuccette di Prada; o dei poveri e degli ultimi e del quarto mondo che muore di fame, tu che addosso avrai un mezzo chilo di oro e vestitini il cui costo potrebbe servire per sfamare un migliaio di bambini per un paio di mesi; mi ricordo ancora di te , al rientro da una qualche vostra manifestazione, che sul sagrato di san pietro ti sei voltato verso i fedeli acclamanti e urlanti e per abbracciarli tutti hai aperto le braccia: soltanto che con quel gesto la tua lunga  e setosa veste,bordata d’ermellino?, si è alzata un pò e anche le maniche si sono un pò ritirate: miracolo!! sono apparse le tue scarpette rosse (non sarai mica sottosotto comunista?!) e il tuo bel orologino d’oro (che portavi come gianni agnelli: sul polsino; non avrà fatto molta scuola in economia aziendale  ma nella moda ha lasciato un segno!); a proposito: cos’era? uno Swatch? subacqueo?( una curiosità? ma gli ermellini non sono anche loro creature di dio? o visto che servono come ornamento alle tue vesti o a quello stranissimo cappello che ogni tanto porti contro il freddo, anche lui voluto da dio, rappresentano delle sante eccezioni?). ma torniamo a bomba (dio ne guardi!).questa tua dolcezza nel parlare, questa tua bontà, questo tuo amore per i poveri (veramente intimo, visto che l’esteriorità è dorata) non ti pare in contrasto con l’evidente ripresa del vostro antico antigiudaismo,prima, antisemitismo,poi, visto che dei quattro vescovi lefèvriani c’è notizia non smentita che uno, del quale mi ripugna anche ripetere il nome,  può figurare a pieno titolo tra i negazionisti? e visto la veste che indossa ( e i crocefissi, e gli anelli e le sete e via dicendo) i vari irving e faurisson possono andare a nascondersi. l’imbecille (etimologicamente: da im-baculus= senza bastone;fuor di metafora = senza l’aiuto di. in questo caso: cultura storica.) ha detto che le camere a gas non sono mai esistite, che ad Auschwitz al massimo sono morti trecentomila ebrei. e fin qui saremmo nella normale statistica umana: in ogni club c’è sempre il socio imbecille (sempre etimologicamente). ma la situazione assume diverso aspetto se pensiamo alla tua vita passata. senz’altro  questo qui l’hai riaccolto perchè ti fa ringiovanire: ti ricorda quando ti eri iscritto alla hitlerjugend e ,quattordicenne, marciavi impettito con  le tue braghette di pelle cantando eroici canti; o quando, più grandicello, nella luftwaffwe, in Austria concorrevi a sminare le strade.  ( ma spiegami bene: sminavi o minavi? perchè stavano avanzando i Russi.)e non venire a dirmi che non sono state scelte tue: che alla gioventù hitleriana tuo papà ti ha iscritto per risparmiare sulle tasse scolastiche e nella lutwaffe sei stato cooptato: guarda che ricordo bene: sarà stato pericoloso,ma si poteva dire di no; non mi pare che i fratelli Scholl e gli altri eroici appartenenti alla “Weisse Rose” avessero sù la divisa quando li hanno decapitati. e, dimmi un pò! durante tutta la tua gioventù così bellicosamente impegnata, non hai mai sentito qualche militare reduce dal fronte orientale parlare di campi per Ebrei?di camini che fumavano sempre?di treni merci strapieni di Ebrei urlanti che chiedevano acqua ottenendo solo  risate e urla  dalle schtzstaffel o dagli ucraini in servizio di guardia? possibile che il tuo paesino fosse judenfrei? bella parola, no? non hai mai avuto un compagno di classe “di razza ebraica”? e non ti sei mai chiesto come mai non è più venuto a scuola? e perchè non si è più visto in giro nè lui nè la sua famiglia? e quando prima di diventare SS (Sua Santità), da vescovo o cardinale giravi per qualche città tedesca , non ti sei mai chiesto cosa volessero dire quella miriade di sanpietrini dorati che vedevi davanti a certe porte? guarda che erano porte di case abitate una volta da Ebrei deportati e finiti “nel fumo”. ma tornando indietro, quando eri in Austria con la Luftwaffwe non sei mai andato in permesso a Vienna? e lì non hai mai visto dei vecchi mal messi che inginocchiati non pregavano, ma pulivano il marciapiede con i loro spazzolini da denti? tra le risate degli astanti? e quando camminavi in libera uscita per il paese dov’eri, mentre passavi pimpante ed orgoglioso della tua bella divisa,   non hai mai notato nessuno che   vestito come uno scalzacane, con una stella gialla sul petto a sinistra, scendeva dal marciapiedi per cederti il passo levandosi il cappello? ora, lasciando perdere tutte queste cose non voglio dire che questo tuo atto, di riprenderti i lefèvriani, sia un accentuare la già abbastanza evidente retromarcia attuata prima dal tuo predecessore. (a proposito del quale mi viene questo aggancio: ieri sera hanno trasmesso il bellissimo film “Schindler list” sul quale non c’è più niente da dire: hanno detto tutto.e bene. ma mentre riguardavo il cappottino rosso, non potevo non pensare che la storia era ambientata a Cracovia e in quel periodo i boschi circostanti la città erano pieni di ebrei fuggiaschi e polacchi che lottavano anche con le unghie contro i nazisti. ebbene il nostro futuro papa stava al seminario, in centro, al caldo, oppure per un breve periodo a lavorare come operaio, oppure a recitare di notte in qualche appartamento qualche pièce. bella e santa resistenza: lo dico anche perchè l’intellighenzia polacca era uno , assieme agli ebrei, degli obiettivi nazisti: per hitler dopo la guerra i polacchi dovevano solo saper far di conto e la loro firma.) cioè una marcia indietro dalle speranze cui ci avevano indotto alcune posizioni del Vaticano II: dalla teologia della liberazione (materialmente uccisa dal woitilaccio (cfr. Benigni)) ai “perfidi giudei”( ne sai qualcosa, visto che l’hai rimessa in vigore, magari con piccole variazioni ma uguale nella sostanza?). a questo punto non posso non accodarmi alle proteste di tutto il mondo civile (non intendo “quelli che non sono in divisa”; intendo quelli che hanno il senso della “civiltà”).lo stesso mondo che protesta contro gli ordini di “obiezione di coscienza” rivolti ai medici cattolici (o tutti i medici?) riguardo il caso Eluana; o contro quei tuoi graduati che affermano che un cittadino prima deve obbedire alle leggi di dio ( chi le ha viste?saranno mica quelle che VOI dite essere SUE ?) che a quelle dello stato. e qualora vi fosse conflitto morale devono essere osservate quelle di dio.da tutti. anche dai non credenti, anche dai credenti in altre cose, anche da chi non crede in niente perchè giudica che il”credere” sia leggermente più in basso del “sapere”.
che il tuo dio ti stia vicino. penso che tu ne abbia bisogno.
giuliano degli antoni

Alemanno si prepara al Bacio della Sacra Pantofola.

lunedì, 19 gennaio 2009

L’evento si verificherà il prossimo 9 marzo allorchè SS B16 si recherà a prendere possesso del Campidoglio. Ci auguriamo che dopo l’omaggio appecoronato del Sindaco, Ratzinger voglia ripristinare l’antico cerimoniale riservato nei secoli scorsi ad un’altro e più sforntunato gruppo sociale romano che, dopo essere stato costretto ad umiliarsi con doni cospicui (in pratica a loro estorti) davanti all’Augusto Personaggio, ricevevano da questi un simbolico calcio. Ci auguriamo che Ratzinger compia lo stesso antico gesto, ma con energia sufficiente per far ruzzolare dalle scale il Sindaco Chierichetto.

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Napolitano e Ratzinger parlano con linguaggio affine.

lunedì, 5 gennaio 2009

(4.1.09) A fine dicembre avevamo indirizzato, da umili cittadini, una lettera aperta al nostro Presidente della Repubblica illudendoci che potesse reagire – già nel suo messaggio di fine anno – ai ripetuti attacchi vaticani alla nostra sovranità riaffermando, sia pure di passaggio,  i corretti rapporti tra i due Stati sanciti dall’art. 7 della Costituzione. Non solo così non è stato ma il giorno dopo, da Napoli, il Presidente ha avuto modo di esprimere il suo compiacimento per il fatto che lui e il Pontefice parlino “da tribune diverse ma con un linguaggio necessariamente affine”. Certo, si trattava di due discorsi riguardanti il modo di uscire dalla crisi – con soluzioni più egualitarie, capaci di tutelare maggiormente i più deboli – ma forse il Presidente avrebbe potuto evitare quel “necessariamente”. E forse avrebbe potuto  aggiungere qualcosa tipo “anche se su talune materie possiamo poi pensarla in modo diverso”. Tanto da dare almeno l’idea di un minimo di eventuale, ipotetica, marginale, timida, eccezionale, temporanea diversità di giudizio di fronte a temi come quelli bioetici e alle continue invasioni di campo del Vaticano. Non sarebbe stata certo una mancanza di riguardo ma la giusta riaffermazione della necessaria, questa sì, distinzione tra ambito laico e ambito religioso della politica. Cosa del tutto ovvia, peraltro, in qualunque Stato non sottomesso alla Sharia. Non lo ha fatto, e allora ci sono venute in mente le parole dell’antico capo del comunismo italiano, Palmiro Togliatti, al momento di votare le norme della Costituzione sui rapporti tra Stato e Chiesa.

di Giancarlo Fornari