Mentre scrivo non so se in Campidoglio si sta lavorando a qualche nuovo divieto o ordinanza. Quel che è certo è che in questo momento squadre di addetti con scopa e straccio stanno tirando a specchio il Palazzo Senatorio per accogliere degnamente il vescovo di Roma, cioè papa Benedetto XVI*. La città è tappezzata già da un po’ di giorni di manifesti di saluto e abbraccio dei romani al papa dal gusto assai discutibile… che indubbiamente avrebbero passato la censura. Infatti da un po’ di giorni la città si è dotata di una commissione che valuti i contenuti dei manifesti pubblicitari. La decisione della commissione censura-manifesti è arrivata dopo che la concessionaria per la pubblicità sui mezzi di trasporto locali (Atac) ha rifiutato un manifesto della Fondazione Al Gore ritenuto blasfemo. Bene ha fatto il fotografo Oliviero Toscani a reagire all’ennesimo atto censorio chiedendo al sindaco di rimuovere, visto che ci tiene tanto a correggere slogan e comportamenti, la croce celtica che porta appesa al collo.
E’ ormai quasi un anno che sul colle capitolino si è insediata la nuova amministrazione e non si contano gli atti sconclusionati e completamente privi di logica compiuti dal sindaco e dai suoi. Ho addirittura ricevuto una telefonata allarmata dalle Filippine da una persona che non sentivo da anni, perché le gran piogge di dicembre erano state vendute come un alluvione. Per memoria, il Tevere non è esondato, ma le foto del sindaco con l’impermeabile e affannato (lo è sempre, forse non è sereno e in pace con se stesso) hanno dato quell’immagine della città. Del resto “a Roma coprifuoco per i cornetti” è un titolo di giornale che a noi ci fa incazzare ma fuori confine può essere inteso come una nuova cosca mafiosa o camorristica (camorra e mafia però non sono problemi gravi come i rom). Certo è incredibile pensare che a Parigi, Madrid, New York se ti gira l’uzzolo puoi farti anche una zuppa di cipolle, due tapas, o un hot dog alle 3 di notte, e magari anche comprarti un paio di mutande, mentre qui l’artigiano cornettaro è inquisito perché con la scusa del bombolone forse ti rifila pure una birra. La notte si dorme, devono aver pensato gli intelligenti assessori, non si va in giro a mangiare i cornetti. Intanto già chi voleva condividere il dolcetto con una mignotta, così tanto per non mandarlo tutto in cosce, deve fare molta più fatica. Perché le lavoratrici si sono riconvertite in tante signorine bon ton con abiti di tartan e borsette chanel, e i maschi, in genere non sveglissimi, prendono parecchie cantonate sprecando corteggiamenti laddove sono richiesti € fruscianti.
Certo è che la città senza i loschi divoratori di cornetti sarà più sicura, anche perché a stomaco vuoto sarà ben difficile che il branco voja lavora’.
Rimaniamo in attesa di una commissione che censuri il Campidoglio.
P.S. C’entra? No, non c’entra ma voglio scriverlo lo stesso. Che scena penosa il bacetto tra Berlusconi e Gheddafi. Il colonialismo è la storia che ha provveduto a condannarlo, e le scuse di una Italia che non c’è più non hanno nessun senso. Inoltre il Presidente del Consiglio è espressione di una democrazia (seppure zoppetta come la nostra) contrariamente al colonnello Gheddafi. Ed è probabile che fra una decina d’anni gli italiani dovranno scusarsi con un nuovo leader libico per quel bacetto. Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI
* Ben 200 giornalisti accreditati per l’evento del 9 marzo. Prima di Bendetto XVI aveva varcato il portone del Palazzo Senatorio Giovanni Paolo II invitato dal sindaco Francesco Rutelli. Visita storica considerato che è stato il primo pontefice a attraversare quel portone dalla fine dello Stato pontificio. Prima di lui Paolo VI venne invitato a visitare una mostra ai Musei Capitolini sulla Piazza del Campidoglio. Nel momento in cui Benedetto XVI si affaccerà da Palazzo Senatorio (balcone utilizzato solo per eventi eccezionali) per benedire i romani che si recheranno sulla piazza, suoneranno a festa tutte le campane delle chiese romane.
