…forse qualcuno protesterà/quando avrà letto nel testamento quel che gli lascio in eredità/non maleditemi non serve a niente tanto all’inferno ci sarò già. (Faber)
Che cosa ci fa paura della morte? Il dolore che l’accompagna sicuramente. E poi di non potere più godere del profumo dell’erba, della dolcezza del miele, del calore di un corpo amico… ma anche che si faccia strame dei nostri pensieri, delle nostre idee. In breve, che di noi si tramandi un ricordo che non ci somiglia. Qualche giorno fa ad 88 anni – un’età che mi fa aggricciare la pelle perché è quella della persona di cui più patirei la fine – è morto Raimondo Vianello. Comico surreale nel lungo sodalizio con Ugo Tognazzi, ha incarnato lo stereotipo del maschio italico in coppia con Sandra Mondaini collega e moglie, interpretando il marito annoiato dalla compagna gelosa noiosa esigente. Pare che abbia patito quando Luciano Salce girò Il Federale, affidando a Tognazzi il ruolo del titolo; avrebbe desiderato interpretare il professore antifascista che lo sciocco federale è incaricato di condurre a Roma. Probabilmente sarebbe stato perfetto nel ruolo. Fu un bersagliere, poi aderì alla Repubblica di Salò. Come Dario Fo, Luciano Salce, Giorgio Albertazzi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari… E’ stata ricordata la tendenza british e la sua eleganza, ma nei coccodrilli – per simpatia? - si è preferito ignorare la sua caduta di stile quando, durante un programma sportivo che conduceva, dichiarò che avrebbe votato per la neonata Forza Italia incoraggiando la valletta Antonella Elia a dichiararsi. A cadavere ancora caldo i sempiterni Costanzo, Parietti, Baudo, Zanicchi si sono buttati a dichiararsi amici discepoli eredi. Ma, ormai, come è accaduto qualche mese fa per Bongiorno per cui addirittura si allestì il funerale di Stato (religioso ovviamente) lo spettacolo si consuma in chiesa. Diretta tv su canale 5, primi piani impietosi sulla “povera Sandrina”, Berlusconi incerto se ridere – come sempre fa quando si accende la telecamera – o piangere accarezzando gli inconfondibili capelli biondi di Mondaini, commenti entusiastici dei giornalisti conduttori sulla retorica predica del prete. Sacerdoti che compiacenti accettano che si dia del paradiso la simpatica lettura di Lavazza dove i morti si fanno insieme un bicchierino, Pippo Baudo che chiede ai fedeli fans l’applauso per Raimondo, mentre una Parietti in gramaglie e tacco 12 guadagna un posto accanto alla sindaco Moratti. Dell’ennesimo funerale show ricorderemo i piedi nudi e gonfi della dolente Sandra, la tristezza dei due figliocci della coppia, sempre chiamati dai media “i filippini” mentre quasi sicuramente i due ragazzi nati a Milano sono italiani, il prete, che sceso dall’altare ha volto il culo a Cristo che fino a pochi momenti prima aveva pregato, per inchinarsi davanti al premier.
Che la terra ti sia lieve, signor Vianello, leggera come i sorrisi che ci hai regalato negli anni.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
