Articoli marcati con tag ‘Preti pedofili’

Roma, si apre il processo a carico di un prete….

lunedì, 15 giugno 2009

….accusato di violenza sessuale su minori e prostituzione minorile. Ma il Comune di Roma non si costituisce parte civile. Prende invece questa iniziativa il radicale Mario Staderini grazie all’art. 9 dello Statuto comunale, che consente la costituzione nel processo a nome del Comune di Roma. Il Campidoglio è sempre parte civile in tutti i casi di violenza sessuale contro le donne. Una decisione presa da Walter Veltroni durante il suo mandato e ripresa e portata avanti dal sindaco di oggi Gianni Alemanno. Ma, spiega Staderini, «il Comune non fa lo stesso nei casi di violenza contro i bambini, forse ha paura di dare fastidio a qualcuno?».

Qui la fonte da Notizie Radicali

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Facce di culo.

giovedì, 21 maggio 2009

Non posso mai dimenticare quella trasmissione di “anno zero” dedicata alla pedofilia pretesca in cui per due volte fra Santoro e monsignor Fisichella, il cappellano della Camera dei deputati, ci fu la scambievole e reiterata affermazione : “si tratta di pochi casi isolati“. Eccoli qua i casi isolati che escono fuori a migliaia in Irlanda, paese fortemente condizionato dalla chiesa cattolica, ma dove la mafia pontificia non è così potenta da impedire la libertà di indagine e di informazione.

Rapporto shock: per 40 anni violenze endemiche negli istituti religiosi
Scoperti 2500 casi avvenuti tra il 1940 e il 1980.
Il Primate: “Dispiaciuto profondamente” La Chiesa irlandese nella bufera
“Abusi sessuali su migliaia di bimbi”
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA – È una delle pagine più nere della storia d’Irlanda, e della storia della Chiesa cattolica: l’abuso sessuale sistematico e ampiamente diffuso ai danni di bambini e adolescenti di entrambi i sessi, in scuole, orfanotrofi, riformatori e altri istituti gestiti da ordini religiosi cattolici irlandesi. Una macchia vergognosa, di cui finora si conosceva l’esistenza attraverso documentari televisivi, film di denuncia come il pluripremiato “Magdalene” di qualche anno fa, inchieste dei giornali e indagini preliminari. Ma adesso la Child Abuse Commission, la commissione istituita dall’allora primo ministro irlandese Bertie Ahern, per fare luce su questo indegno scandalo, ha concluso i suoi lavoro dopo nove anni di inchieste e presentato un rapporto che fotografa con esattezza le dimensioni e i dettagli di quanto è avvenuto.

Il risultato suscita orrore: un dossier con le testimonianze di 2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, negli istituti gestiti da preti e suore in Irlanda. Racconti atroci, di uomini e donne oggi adulti che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente.

E’ la cronaca di una discesa agli inferi, tenuta nascosto per decenni, poi trapelata qui e là, ma solo ora svelata in tutta la sua mostruosa realtà. Che questo sia avvenuto nel paese più cattolico d’Europa, dove la Chiesa ha per lungo tempo sovrastato con la sua influenza ogni aspetto della società civile, è ancora più grave e raccapricciante, commenta la stampa irlandese. Il rapporto non è una lettura facile. “Credevo che mi avrebbero rivoltato le budella”, dichiara un testimone. Altri parlano di “predatori sessuali che colpivano sistematicamente e abusavano sessualmente i bambini più vulnerabili”

. Le vittime erano spesso giovani “difficili”, orfani, disabili, abbandonati, che speravano di ricevere dalla Chiesa il conforto che non avevano mai conosciuto e si ritrovavano invece inghiottiti in un feroce cuore di tenebra. La pedofilia e l’abuso sessuale nei confronti dei bambini erano un fatto “endemico”, conclude il documento.

Il fatto che questo orrore sia venuto pienamente alla luce, per iniziativa del governo, è un segno di quanto sia cambiata l’Irlanda negli ultimi vent’anni: oggi è colpita come tanti dalla crisi economica, ma è un paese irriconoscibile, trasformato dalla globalizzazione, moderno e aperto. La Chiesa cattolica irlandese piega la testa: il cardinale Sean Brady dice di essere “profondamente dispiaciuto” per gli abusi sessuali. “Mi vergogno che dei bambini abbiano sofferto in un modo così orribile in queste istituzioni”, afferma in un comunicato l’arcivescovo di Armagh e Primate di tutta Irlanda.

Tra gli ordini religiosi investigati dalla commissione ci sono anche le Sisters of Our Lady of Charity Refuge, le suore che gestivano la Magdalene Laundry di Dublino, il soggetto dell’omonimo film del 2002. Ma le resistenze di associazioni religiose e del ministero dell’Istruzione hanno prolungato l’inchiesta, cosicché molti dei carnefici sono già morti; e in base a restrizioni legali la commissione non ha potuto nominarli, tranne nei rari casi in cui un prete o una suora abbia già subito una condanna giudiziaria.

(21 maggio 2009

Preti pedofili confessano.

domenica, 17 maggio 2009

sabato 16 maggio 2009 – Da L’Espresso

IO FRATEL PEDOFILO

Gli abusi sui bimbi. Le violenze durate anni. E la consegna del silenzio dopo la denuncia de ‘L’espresso”.  Parla un religioso del caso Provolo
DI PAOLO TESSADRI

Sì, sono stato un pedofilo: lo so­no stato anche all’istituto Pro­volo di Verona… Il religioso parla di quello che ha fatto e di quello che ha visto: «Non ce la faccio più a tenermi tutto dentro e mi ver­gogno dei preti che stanno zitti o rinne­gano, c’è ipocrisia e omertà». Decenni di abusi sessuali da parte di sa­cerdoti e fratelli laici, questo hanno de­nunciato 67 sordomuti che da bambini hanno frequentato gli istituti Provolo di Verona e Chievo. Dopo l’articolo in cui, nello scorso gennaio “L’espresso” ha rac­contato la vicenda, il Vaticano ha convo­cato il vescovo Giuseppe Zenti e, alcuni giorni fa, anche tre sacerdoti. Ma ora un religioso ha scelto di parlare pubblica­mente. Si presenta con nome e cognome, chiedendo che non venga pubblicato. Ma la sua identità è nota ai magistrati che si occupano della vicenda: «Se al Provolo sapessero che vi parlo», spiega nel chiede­re l’anonimato, «sarei subito cacciato e non so dove andare. Ho l’incubo di rimanere senza casa».
L’uomo appare a lunghi tratti freddo, di­staccato, poi d’improvviso cede e si la­scia andare a un pianto soffocato: «Sì, sono uno di quelli accusati dai sordomu­ti che vivevano nell’istituto Provolo di Verona e quelle cose le ho fatte. Non c’è più nulla da nascondere. Io almeno ho il coraggio di dirlo, gli altri tacciono e se ne staranno in silenzio». Poi racconta di avere cominciato ad abusare dei ragazzini a inizio anni Sessanta: «II primo ave­va 7-8 anni, non ricordo esattamente. Sono andato con una quindicina di pic­coli sordomuti, con cinque o sei ho avu­to rapporti più frequenti». Poi precisa che erano 13, ma «forse un paio in più».
Quante volte ha abusato di loro?
«Una o due volte al mese, a volte passava più tempo».
E quanto sono durate le violenze?
«Moltissimi anni. Non ricordo esatta­mente, ma moki, molti anni. Ho comin­ciato da giovane e non mi rendevo conto, allora ero un semplice assistente. Lo face­vano quasi tutti, anche in altri istituti. Era normale. Questo era l’andazzo».
Lei ha visto altri abusare dei ragazzini al Pro­volo?
Scandisce sì e fa due nomi di sacerdoti e quello di un altro religioso: «Si vedevano gli atteggiamenti, si vedeva… Pochi di noi si sono salvati dalla pedofilia». Qualcuno è mai sta­to cacciato dal Pro­volo per pedofilia?
«Sì, fratello…». Fatto confermato da don Danilo Corradi, il supe­riore dell’istituto Provolo, in una in­tervista registrata.
Perché lui sì e gli al­tri no, visto che sotto accusa sono finiti in 25?
Era un violento, il più cattivo, faceva male ai ragazzini ed è stato mandato via». Quando è successo?
«Se non sbaglio, nei primi anni Settanta».
Sono continuate le violenze sessuali, anche do­po quell’episodio?
«Sì».
Può dire se sono terminate a metà degli anni ’80, epoca a cui risale l’ultimo caso documentato da “L’espresso”?
«Non so, non potrei dirlo. Non ne sono si­curo. Non posso escluderlo». I responsabili dell’Istituto sapevano? «Sì, lo sapevano. Per forza che lo sape­vano».
Altri ne erano a conoscenza?
«E probabile».
Ha confessato la pedofilia ad altri preti?
«No, mi mettevo in ginocchio, confessavo davanti a Dio e pregavo. E chiedevo scusa al Signore. La pedofilia mi ha sfalsato la vi­ta. Ma trovavo nei ragazzini una certa bel­lezza, una certa attrazione».
Fra voi avete parlato dell’accusa di pedofilia do­po l’inchiesta de “L’espresso”?
«Sì, la reazione è stata brutta, scioccante, ma la maggior parte è rimasta in silenzio, perché sapeva. E venuta fuori una catena di odio fra i sacerdoti. È difficile condividere la macchia della pedofilia e ognuno ha te­nuto per sé i suoi pensieri. Poi l’avvocato ci ha detto di non parlare con nessuno. Qual­cuno però ha parlato e ha fatto bene, anche qualche prete lo ha detto e la pensa così. Anch’io ora mi sento sollevato. Sono fatto così, in modo troppo semplicistico, ho sba­gliato io. Sto male, chiedo perdono».

L’espresso 15 maggio 2009