Articoli marcati con tag ‘Preti pedofili’

Un sito per riunire e mobilitare le vittime dei preti pedofili.

giovedì, 13 maggio 2010

Abbiamo ricevuto questa segnalazione che volentieri facciamo conoscere.

Gentile sig.Giulio C. Vallocchia ,

ci siamo già sentiti il mese scorso e siamo presenti negli indirizzi della Vostra posta. Ci scusi per il ritardo della comunicazione. ,

Siamo il gruppo di vittime e familiari di vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti.

Come Le spiegavo stiamo cercando di creare un collegamento in Italia fra chi ha subito la pedofilia clericale.

Già alcune persone ci hanno contattato.

Abbiamo aperto un sito : http://www.lacolpa.it/

(finora abbozzato) che vorrebbe essere riferimento per coloro che sono stati coinvolti in questo dramma.

Abbiamo organizzato un incontro fra le vittime a Verona per il 25 settembre 2010.

Il nostro scopo iniziale è quello di creare uno spazio di fiducia e confidenza per chi non è mai riuscito a parlare degli abusi subiti.

Le saremmo grati se pubblicizzasse la nostra iniziativa.

Se poi avesse avuto l’occasione di essere stato contattato da qualche vittima, Le saremmo ulteriormente riconoscenti se La portasse a conoscenza di questo nostro tentativo.

Ogni consiglio è comunque prezioso.

Disponibili per chiarimenti Le porgiamo cordiali saluti.

Fiorenzo Bugatti tel. 340 7026543.

10/5/10 – Sodano e Gomorra

lunedì, 10 maggio 2010

Le cornacchie affermano che basta una sola cornacchia a distruggere il cielo. La cosa è indubitabile, ma non dimostra nulla contro il cielo, poiché il cielo significa appunto incompatibilità con le cornacchie (Franz Kafka, Gli otto quaderni in ottavo)

E’ di circa dieci giorni fa (anche se in Italia la notizia è stata diffusa con qualche giorno di ritardo) la pesante critica dell’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn* contro l’ex segretario di Stato vaticano cardinale Angelo Sodano, colpevole di aver mancato di rispetto alle vittime degli abusi sessuali definendo chiacchiericcio nel corso della messa di pasqua il disvelamento in corso dei tanti casi di pedofilia ad opera del clero. Termine che turbò vescovi e cardinali sparsi nel mondo, molto meno quelli italiani pure se il portavoce Lombardi rappattumò velocemente dichiarando che non era stata una volontà di sminuire il problema. Ma Schoenborn ha anche detto che Sodano “impedì l’istruzione di una indagine sul caso del cardinale Groer 15 anni fa, contrariamente a quello che avrebbe desiderato fare l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger”. Hans Groer, arcivescovo della capitale austriaca prima di Schoenborn, fu coinvolto in una storia di abusi a metà degli anni ’90. L’arcivescovo di Vienna più volte aveva parlato degli ostacoli frapposti dalla curia romana, ma solo qualche giorno fa ha fatto a chiare lettere il nome del segretario di Stato. E ha aggiunto che se la situazione è catastrofica in Irlanda, lo è anche nel resto d’Europa e che le uscite dalla Chiesa sono addirittura massicce in Austria e Germania. E ancora, il vescovo tedesco Walter Mixa della diocesi di Agusta e ordinario militare che si è dimesso nei giorni scorsi perché indagato per abusi, era stato nominato dal papa nel 2005, il che è un grave smacco per chi ha deciso di ripulire la Chiesa dalle incrostazioni più rugginose.
Benedetto XVI ha compiuto nel suo pontificato molti passi scriteriati, dalla riammissione dei lefebvriani alle parole sulla presunta buonafede e bontà di Pio XII, nonché l’ostentata sicumera della superiorità del cattolicesimo sulle altre fedi e, questo in assoluta continuità col suo predecessore, la reiterazione dei principi non negoziabili che cozzano con qualsiasi dialogo con la modernità. Una discontinuità con Giovanni Paolo II sembra essere stata segnata per la vicenda Legionari di Cristo. Secondo alcuni commentatori sembrerebbe anche che Benedetto XVI sia particolarmente afflitto “dalla cricca del Giubileo” e a tal proposito è stato ricordato un suo intervento del 1998 al convegno dei movimenti ecclesiali in preparazione del Gran Giubileo 2000 dove disse di “non trovarsi a suo agio in una struttura celebrativa permanente”. Secondo Gianluigi Nuzzi, giornalista di Libero e autore di Vaticano S.p.A. (chiarelettere, € 15) , il papa vorrebbe tagliare le sedi cardinalizie di Bologna, Firenze e Torino retrocedendole a sedi episcopali, favorendo nuovi cardinali, tutti stranieri, di paesi tenuti fino ad oggi in secondo piano come Messico, Giappone, Pakistan. Progetto malvisto dalla curia romana che sconterebbe quella “sporcizia nella Chiesa” che il papa tedesco evocò a ridosso della sua elezione.
Non solo pedofilia, ma appalti, gentiluomini di sua santità, palazzetti di proprietà vaticana venduti ai ministri ecc.

L’arcivescovo che strapazza la curia

L’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn è stato il primo a scusarsi per le colpe dei sacerdoti invitando a parlare le vittime nella cattedrale di Vienna. Ha nominato una donna, l’ex governatrice della Stiria Waltraud Klasnic, a capo di una commissione di indagine indipendente sugli abusi sessuali dei preti. Alberto Melloni, storico del Concilio Vaticano II, dice di lui “decidere di chiedere scusa, di chiedere a tutta la chiesa di fare penitenza non è cosa da poco. … lo ricordo giovane studente dell’ordine dei domenicani. E’ un teologo che guarda avanti, è superiore ad Hans Kung”. Guido Horst direttore di Vatican Magazine-Germania, racconta che quando si stava per sostituire il suo predecessore Hans Groer, Schoenborn era vescovo ausiliare a Vienna. Giovanni Paolo II gli preferiva Kurt Krenn. Ma Schoenborn cominciò a mobilitare i media attaccando Groer per presunti casi di pedofilia. La nomina arrivò anche grazie all’enorme popolarità e ammirazione che ottenne la sua denuncia. Nel 2004 scrisse un articolo sul New York Times di dura critica all’evoluzionismo darwiniano aprendo alla teoria del disegno intelligente (sic). Lo scorso anno revocò l’incarico al vescovo di Linz, Gerhard Wagner dopo che questi si era scagliato contro Harry Potter definendolo satanico, per aver detto che le catastrofi naturali sono scatenate dall’inquinamento spirituale e aver dichiarato che l’omosessualità è una malattia curabile. In molti sostengono che queste posizioni di apertura al contemporaneo dell’arcivescovo di Vienna, sono dettate più dalla paura di alienarsi i media e l’intellighenzia laica del paese piuttosto che per reali convincimenti. Si è pronunciato per l’abolizione del celibato e per la possibilità dell’ingresso delle donne nella liturgia. Celebrando i funerali di Thomas Klestil, ex presidente austriaco, presenti la vedova e la moglie divorziata del defunto, disse: “non è facile per la chiesa trovare la giusta via tra la protezione del matrimonio e della famiglia da un lato e la compassione per le debolezze umane dall’altro”. Era stato considerato papabile nel 2005. Ma sul trono per ora c’è Ratzinger.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*si dovrebbe scrivere Schonborn con due puntini sulla prima o

7/5/10 – Piccoli passi , http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm

Pedofilia pretesca e statistiche rivelatrici.

giovedì, 15 aprile 2010

Secondo fonti vaticane il pressapochista e confuso cardinale Bertone nell’associare la pedofilia all’omosessualità si riferiva solo a statistiche riguardanti i casi emersi fra il personale religioso cattolico. E secondo queste statistiche il 60% dei casi di pedofilia pretesca vedrebbe come protagonisti sacerdoti di orientamento omosex, mentre il 40 % evidentemente riguarda preti e frati eterosessuali. Però Bertone si è guardato bene dall’ associare l’eterosessualità alla pedofilia. In questo momento al cardinale e ai suoi fratelli serve soprattutto di trovare un capro espiatorio (i gay) su cui convogliare l’indignazione popolare, e non poteva associare alla pedofilia anche l’eterosessualità che pure al 40%, secondo le statistiche sbandierate, riguarda chi abusa di bambine e quindi, secondo la metodologia usata, ha un altrettanto colpevole orientamento eterosessuale. Da cui discende che se per ogni caso di abuso da parte di un omosesex su un bambino si può affermare che tutti i gay siano pedofili anche per ogni abuso di un “vero” maschio su una bambina possiamo affermare che tutti i maschi etero sono pedofili. Però Bertone afferma solo la prima ipotesi. E veniamo ora ad un aspetto illuminante. Siccome la scienza statistica ha regole molto precise anche se non perfette non può essere un caso che il rapporto dei preti colpevoli di abusi sessuali su bambine e bambini (che sono certamente una minoranza rispetto al numero totale di preti e frati) è di 40 a 60. Dal che discenderebbe che il 40% di tutti i preti e frati della chiesa cattolica è composto da eterosessuali e il 60% da omosessuali. Invece sul piano generale di tutta la popolazione mondiale statistiche serie comunemente accettate rivelano che il rapporto fra etero ed omo è di circa 95 a 5. Chiediamoci a questo punto come mai nella chiesa cattolica questo rapporto è invece di 40 a 60. Azzardiamo un’ipotesi. Non sarà il fatto che con il celibato obbligatorio moltissimi omosessuali maschi vedono nella carriera ecclesiastica un comodo mezzo per mettersi al riparo dalla classica e imbarazzante domanda di familiari e amici sul perchè non si sposano ? E non sarà per questo che la chiesa cattolica è così determinata nell’ostacolare il matrimonio (civile) di coppie omosessuali ? Se i gay raggiungono la piena omologazione e rispetto a livello sociale, potendosi addirittura sposare fra loro, non avranno più ragione di farsi preti per nascondere il loro disinteresse sessuale verso le donne. E la chiesa cattolica perderebbe il 60% del suo personale.

14 /4/10 – Fare la cosa giusta

mercoledì, 14 aprile 2010

I silenzi di Pio XII sulla Shoah e quelli di Benedetto XVI sulla pedofilia: tutto tace in Vaticano. Rispetto a Pio XII smetterei, per una volta, di parlare solo e soltanto di Shoah. Faccio due esempi: l’operazione Sturzo, cioè quell’alleanza con monarchici e fascisti sostenuta dal papa nell’immediato dopoguerra per garantirsi il comune di Roma e che De Gasperi non approvò. E poi la scomunica dei comunisti e dei socialisti. Questioni di ordine politico, le possiamo mettere in discussione o no? Qualcuno ci dice quali sono i paletti che possono essere superati o si tratta sempre e soltanto di un attacco al papa? Questo o quello che sia, perché un dialogo senza opinioni divergenti non è un dialogo. I silenzi a volte sono necessari per motivi tattici o strategici, ma chi si sente rispondere no comment deve sapere che i silenzi generano domande. Vorrei sapere una volta per tutte quali sono i paletti che non vanno superati con la Santa Sede… Ho la sensazione che ci sia – non tanto da parte di chi muove la critica quanto da parte di chi è oggetto della critica – la tentazione di generalizzarla per presentarla come profondamente ingiusta. Di nuovo, dalla critica all’aggressione. Così si trasforma una posizione lecita in una illecita. Con tanto di scivolamento semantico… Noi abbiamo vissuto Shoah e antisemitismo e tutto questo ha significato stermini e nessuno oggi minaccia la chiesa di sterminio. Vaticano basso Impero? Tutti complottano e l’unico che non complotta è la vittima. Io credo che bisogna avere il coraggio di ammettere che quando coloro che dovrebbero essere educatori e confidenti si comportano in forme condannabili vadano condannati (Amos Luzzatto, già presidente Ucei)
La chiesa non ha bisogno di un esorcismo ma di un sexorcismo (Maureen Dowd, New York Times)
Arriveranno a Roma il prossimo 31 ottobre, anniversario della Riforma protestante di Lutero, le vittime degli abusi sessuali del clero cattolico. Il raduno avverrà nei dintorni di piazza san Pietro. Non una manifestazione contro, assicurano gli organizzatori, ma un meeting mondiale (ansa) http://www.cronachelaiche.it/2010/04/io-vittima-di-un-prete-pedofilo/

Riuscire a fare la cosa giusta anche nei momenti più bui e tragici e dolorosi della vita è una dimostrazione di intelligenza. Per fare la cosa giusta – e pretendere che anche gli altri la facciano – bisogna avere un codice di comportamento condiviso. Codice che sembra sconosciuto ai vertici della Chiesa cattolica che hanno adottato fino ad oggi strategie sgangherate per difendersi dalle crescenti rivelazioni sulla pedofilia del clero.
Non dovevamo aspettare questo avvenimento per conoscere l’analfabetismo della Chiesa in materia di rigore morale, trasparenza, emersione, verità. Ma, nonostante quello che sapevamo, sorprende ugualmente tanta protervia e improvvisazione. Intanto la Chiesa non sembra comprendere le dimensioni che lo scandalo va assumendo e aver convocato una conferenza stampa nella sede dell’Osservatore Romano escludendo la stampa italiana lascia più che perplessi. Per quanto riguarda gli spericolati confronti con le persecuzioni degli ebrei, scombussola che la Chiesa si addentri in argomenti che certamente non l’hanno mai vista innocente. Seppur scrostate le ruggini più dolorose, le gerarchie cattoliche mostrano di non aver ancora elaborato il Concilio II che è alla base del – pur zoppicante – dialogo tra l’ebraismo e il cattolicesimo. Le affermazioni del predicatore della casa pontificia Raniero Cantalamessa, del vescovo di Grosseto Giacomo Babini (attacco sionista), del vescovo di Cerreto Sannita Michele De Rosa (capisco che abbiano sofferto per l’olocausto ma non possono farne una bandiera), mostra con evidenza queste crepe rese più larghe dalla riammissione dei vescovi lefebvriani promossa da Benedetto XVI. Sconcertanti poi le convinzioni sulla sessualità del Segretario di Stato Bertone (la coraggiosa rai news 24 per attutire il colpo ha evitato di tradurre la dichiarazione sul rapporto omosessualità-pedofilia rilasciata dal cardinale in spagnolo durante la visita in Cile!). Mentre in nessun conto, almeno dai media vaticaliani, sono state tenute le enunciazioni del vescovo di Bolzano Karl Golser, che sulla scia dei colleghi tedeschi e austriaci ha aperto uno sportello che ha già raccolto sei denunce, e ha ben chiarito che la pedofilia non ha nessun rapporto né con l’omosessualità né con il celibato. Come non dare ragione a Maureen Dowd che sul NYTimes scrive che “l’aver considerato le suore dei paria nella gerarchia ecclesiastica e le donne degli esseri inferiori, trasforma spesso il sacerdozio in una vocazione abbracciata da individui sessualmente confusi”. Del resto considerare la pedofilia un peccato che si può perdonare mentre l’aborto non consente assoluzione mostra palesemente le ragioni dell’editorialista americana.
Cosa sarebbe “fare la cosa giusta” per il papa? Affrontare politicamente l’ammissione di una crisi profonda dell’istituzione ecclesiale e del suo rapporto con la società. Chiedere scusa alle vittime, certamente se lo ritiene invitare il clero e i fedeli alla preghiera e alla penitenza, ma soprattutto non sottrarsi alla giustizia umana che prevede per i pedofili il carcere oltre al risarcimento economico per le vittime. Fino ad oggi la Chiesa cattolica ha sempre salvaguardato la ragione di Stato, forse è arrivato il momento di comprendere che una fede, seppur importante come quella cattolica, non può essere una sorta di società alternativa che legifera in base al diritto canonico. Questo è contro il pensiero occidentale, quello che ci fa rispettare la vita di tutti, bambini e donne comprese. Sorprende come molti volenterosi pompieri mascherati da politici, giornalisti, intellettuali, siano pronti a condannare (comprensibilmente) le teocrazie islamiche e chiudano un occhio sulla Chiesa fattasi Stato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questo argomento guarda anche su questa pagina

5/1/10 – Pio XII
11/1/10 – Benedetto XVI in sinagoga
15/1/10 – Benedetto XVI e gli ebrei
20/1/09 – Storie
17/3/10 – Scaricabarile
18/3/10 – Scaricabarile (2)
29/3/10 – L’oppio dei popoli

Criminali e bugiardi

martedì, 13 aprile 2010

I gerarchi della SS Vaticana travolti dallo scandalo dei preti pedofili che hanno abusato impunemente per anni di bambine e bambini ora cercano di addossare la responsabilità delle perversioni pedofile ai soli omosessuali, proprio mentre l’ultimo caso denunciato a Teramo riguarda l’abuso su una bambina di 10 anni. Secondo il metro di giudizio del cardinale Bertone dovremmo dunque affermare che tutti gli eteresessuali sono pedofili. E invece, caro cardinale sociologo da strapazzo, le statistiche generali dimostrano che la pedofila è un vizio orrendo le cui vittime sono bambine e bambini abusati da maschi criminali di qualunque orientamento sessuale. Ma in questo momento ai gerarchi vaticani fa comodo aprire un nuovo fronte su cui indirizzare la giusta indignazione della gente, e gli omosessuali sono le vittime sacrificali che nei loro calcoli potrebbero distogliere l’attenzione popolare dagli orrendi crimini dei preti pedofili e dalle specifiche, gravissime responsabilità omertive delle gerarchie cattoliche a tutti i livelli. Intanto le parole di Bertone suscitano forti reazioni contrarie del mondo scientifico (anche di organizzazioni cattoliche).e naturalmente da parte delle associazini gay. Quello che emerge nell’articolo di Repubblica, che qui proponiamo, è anche il sospetto sulle capacità intellettuali del cardinale, la cui alteza fisica rishia di apparire inversamente proporzionale al suo livello di intellgenza.

Fonte della notizia da La Repubblica LEGGI


Pochi casi isolati…

martedì, 13 aprile 2010

…. ammise l’imperturbabile mons Fisichella nella trasmissione di AnnoZero del 31/5/07 che Santoro dedicò alla pedofilia pretesca. Erano migliaia. L’ultimo in ordine di tempo è di ieri e riguarda a Teramo una bambina di 10 anni. LEGGI – Intanto viene data grande enfasi alla decisione di Ratzinger per una denuncia immediata da parte dei vescovi alle autorità civili dei casi di abusi preteschi su bambine e bambini. Bene, bravo dicono in coro i politicanti vaticaliani alcuni dei quali, sulla scia del vescovo di Grosseto arrivano addirittura a inventarsi un complotto massonico teso ad attaccare la chiesa cattolica.

Dal Corriere della sera LEGGI

dove leggiamo anche un abile commento della Sala Stampa vaticana  che, per attenuare le responsabilità di Ratzinger,  chiama indirettamente in causa addirittura Wojtyla che solo su richiesta di Ratzinger  avrebbe firmato il Motu Proprio… altrimenti….

… Le linee guida pubblicate oggi, spiega la sala stampa vaticana, sono il riassunto di procedure operative risalenti al 2003, ma mai rese note al pubblico e relative al Motu proprio del 2001 sui “Delicta Graviora”. Il testo pubblicato oggi, spiegano dal Vaticano, può essere tranquillamente attribuito all’allora cardinale Joseph Ratzinger, che chiese a papa Wojtyla il “giro di vite” arrivato con il Motu proprio del 2001. Nel documento online si specifica che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio sui “Delicta Graviora” del 2001 con l’obiettivo di abolire la “prescrizione” dei delitti attualmente fissata in dieci anni…

Pochi casi isolati,

martedì, 13 aprile 2010

…. ammise l’imperturbabile mons Fisichella nella trasmissione di AnnoZero del 31/5/07 che Santoro dedicò alla pedofilia pretesca. Erano migliaia. L’ultimo in ordine di tempo è di ieri e riguarda a Teramo una bambina di 10 anni. LEGGI – Intanto viene data grande enfasi alla decisione di Ratzinger per una denuncia immediata da parte dei vescovi alle autorità civili dei casi di abusi preteschi su bambine e bambini. Bene, bravo dicono in coro i politicanti vaticaliani alcuni dei quali, sulla scia del vescovo di Grosseto arrivano addirittura a inventarsi un complotto massonico teso ad attaccare la chiesa cattolica.

Dal Corriere della sera LEGGI

dove leggiamo anche un abile commento della sala Stampa vaticana  che, per attenuare le responsabilità di Ratzinger ,  chiama indirettamente in causa addirittura un recalcitrante (così fanno surrettiziamente credere) papa Wojtyla.

… Le linee guida pubblicate oggi, spiega la sala stampa vaticana, sono il riassunto di procedure operative risalenti al 2003, ma mai rese note al pubblico e relative al Motu proprio del 2001 sui “Delicta Graviora”. Il testo pubblicato oggi, spiegano dal Vaticano, può essere tranquillamente attribuito all’allora cardinale Joseph Ratzinger, che chiese a papa Wojtyla il “giro di vite” arrivato con il Motu proprio del 2001. Nel documento online si specifica che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio sui “Delicta Graviora” del 2001 con l’obiettivo di abolire la “prescrizione” dei delitti attualmente fissata in dieci anni…

Arrestate il papa !

lunedì, 12 aprile 2010

E’ quanto chiedono due importanti intellettuali atei inglesi in vista della prossima visita di B16 in Gran Bretagna.

Da il Giornale

LEGGI

di Redazione
Ad attendere Papa Benedetto XVI, quando si recherà in visita in Gran Bretagna tra il 16 e 19 settembre, potrebbe esserci un mandato di arresto per «crimini contro l’umanità». Richard Dawkins e Christopher Hitchens, intellettuali e militanti del movimento ateo britannico, hanno infatti chiesto ad alcuni esperti di diritti umani di preparare un’accusa formale e richiedere l’incriminazione del Pontefice sulla base del presunto insabbiamento architettato per coprire le responsabilità della Chiesa Cattolica nello scandalo degli abusi sessuali ai danni di minori. Mossa che, per quanto improbabile, è contemplata dall’ordinamento giuridico britannico. «Stiamo parlando di una persona – ha tuonato Dawkins al Sunday Times – il cui primo impulso, quando i suoi preti vengono pizzicati con le braghe calate, è quello di coprire lo scandalo e condannare la giovane vittima al silenzio». «Quest’uomo – gli ha fatto eco Hitchens – non è nè al di sopra nè al di fuori della legge. L’insabbiamento istituzionalizzato di abusi ai danni di minori è un crimine contemplato in ogni ordinamento e non prevede cerimonie private di penitenza o risarcimenti pagati dalla Chiesa ma giustizia e sentenze». La coppia di provocatori crede di poter sfruttare il medesimo principio usato per arrestare il dittatore cileno Augusto Pinochet durante la sua visita del 1998.

E’ tutta colpa di Wojtyla !

sabato, 10 aprile 2010

L’ondata di scandali pedofili che sta travolgendo Ratzinger e la chiesa cattolica ha bisogno di trovare un capro espiatorio. Per il momento circola il nome di Karol Wojtyla.

Bisbigli in Vaticano: “Che errori dai wojtyliani”

• da Libero del 9 aprile 2010

di Caterina Maniaci

Non passa giorno, ormai, in cui non si debba fare il computo dei casi di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori, diligentemente riportati dai media da tutto il mondo. Ieri è toccato al Vicariato di Roma, con una nota, smentire che il cardinale Agostino Vallini sia stato poco rigoroso nel caso di un sacerdote accusato di abusi sessuali su minori a Pomezia, nella diocesi di Albano. Si tratta di don Marco Agostani, accusato di diverse decine di abusi, il quale, in seguito al dilagare dello scandalo, si suicidò.
Così il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, nel presentare il grande evento dell’Ostensione della Sindone per la quale si aspettano un milione e mezzo di visitatori prenotati e più di due milioni di pellegrini in visita – che comincia domani, sostiene che «non è necessario che ogni giorno ci sia il gusto sadico e morboso di andare a scovare cose che uno ha fatto trent’anni fa. Bisognerebbe scrivere la parola “fine”, non “continua “». Invece, nell’ordine della continuità della polemica, ora c’è chi si
chiede se la vicenda degli scandali sessuali che scuote il mondo cattolico non sia da considerare anche una pesante eredità che l’attuale Pontefice ha ricevuto dal suo predecessore, papa Giovanni Paolo II. Non tanto da lui, quanto dagli uomini-chiave del suo pontificato. E’ risaputo che papa Wojtyla aveva una concezione molto ampia del suo mandato, che abbracciava il mondo e doveva affrontare cruciali momenti storici.
Prima impegnato nei numerosi viaggi internazionali, poi afflitto dal morbo di Parkinson, Wojtyla quindi si è dedicato poco al governo della Curia. Così, a cinque anni dalla sua morte, sul Papa che in tantissimi vogliono «Santo subito» riemergono verità scomode sui ritardi e le omissioni nella lotta contro la pedofilia: processi insabbiati, vescovi imposti dall’alto e poi costretti alle dimissioni dagli scandali, commissioni di inchiesta che arrivano dieci anni dopo le denunce… Scrive il vaticanista Ignazio Ingrao su Panorama che tutto ciò si rivela come «un risvolto oscuro del luminoso pontificato di Giovanni Paolo II che rischia di ostacolare anche la sua causa di beatificazione. Il dossier più controverso riguarda infatti la nomina dei vescovi, uno dei punti deboli del pontificato di Wojtyla. Più di una volta Giovanni Paolo II, affiancato dal suo segretario personale Stanislaw Dziwisz, ha ignorato le indicazioni fornite dalla Congregazione per i vescovi e dalle chiese locali, preferendo imporre presuli che poi sono stati travolti dagli scandali».
Un caso che è tornato alla ribalta in questi giorni, citato anche da Ingrao, è quello dell’arcivescovo di Vienna, il monaco benedettino Hans Hermann Groer, scelto da Wojtyla nel 1985 per riportare ordine nella Chiesa austriaca e pro mosso cardinale. Accusato di molestie, Groer è costretto a dimettersi nel 1995, ma solo tre anni dopo il cardinale viene allontanato dalla diocesi di Vienna. Inutilmente Ratzinger chiede di apri re un processo canonico a suo carico, come ha riferito l’attuale arcivescovo di Vienna, Christoph
Schoenbom: viene bloccato dallo stesso Wojtyla. Analoga la vicenda di Juliusz Paetz, prelato di anticamera di Giovanni Paolo II, coinvolto anch’egli in una vicenda di molestie sessuali ai danni di adolescenti. C’è poi il caso eclatante del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado. «E’ paradossale e ridicolo per persone informate attribuire al cardinal Ratzinger una qualche copertura o insabbiamento»

: così il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha commentato le critiche al Papa formulate dal settimanale tedesco Stem a proposito dei Legionari di Cristo. Anzi, ha spiegato padre Lombardi, è stata proprio la sua presenza alla guida della Congregazione per la dottrina della fede a far avanzare il procedimento a carico di Maciel.
Non bisogna quindi cadere nelle facili generalizzazioni, per trovare altri”capri espiatori”, come avverte blograffaella, il blog degli «amici del papa Ratzinger» molto seguito e informato. Dove si legge che «sappiamo con ragionevole certezza che l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Ratzinger, aveva deciso di aprire inchieste contro alcuni preti e prelati accusati di abusi sessuali. Sappiamo anche che tali processi furono bloccati. Da chi e perché? Attenzione a non tirare in ballo Giovanni Paolo II. Sono convinta della sua buonafede. Ciò che è chiaro però è che l’azione del cardinal Ratzinger fu fermata».

Senza vergogna !

giovedì, 8 aprile 2010

Da Famiglia Cristiana : “”" Quale Stato si e’ mai preoccupato seriamente dell’abuso sessuale dei minori come fenomeno sociale di estrema importanza? Quale altra confessione si e’ mossa, come sta facendo la Chiesa di Benedetto XVI, per scovare, denunciare e assumere pubblicamente il problema, portandolo alla luce e perseguendolo esplicitamente?’. Se lo chiede ‘Famiglia Cristiana’. Lo scandalo mediatico scatenato in due continenti, Europa e America, ‘sta rivelando – per il periodico cattolico – un fenomeno di malafede difficilmente immaginabile per qualsiasi altro caso di comportamenti immorali e illegali’. ‘E’ ora – scrive Famiglia Cristiana – di reagire sul piano della realta’ e dire le cose come stanno davvero .“”"

- E dopo la Madonna Addolorata adesso si inventano l’Addolorato. Commovente il dolore di B16 per gli odiosi attachi alla chiesa cattolica e le visioni della vita contrarie al vangelo. Il segretario di Stato vaticano torna a parlare degli abusi da parte dei sacerdoti difendendo Benedetto XIV. Emergono nuovi casi negli Usa e in Nuova Zelanda. Vescovi maltesi esprimono “dolore e pentimento”. Bertone sullo scandalo pedofilia “Per il Papa dolore molto grande”.

Da La Repubblica

ROMA – E’ “un dolore molto grande” quello del Papa per i casi di pedofilia nel clero, ma la Chiesa cattolica “ha la forza interiore” per portare avanti la propria missione per “un mondo e un’umanità nuovi”. In Cile il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, torna a parlare dello scandalo degli abusi sessuali da parte dei preti e a difendere Benedetto XIV, mentre emergono nuovi episodi negli Stati Uniti, in una parrocchia del Minnesota, dove un prete è accusato di aver stuprato una ragazza, e in Nuova Zelanda dove è la chiesa a indagare su una serie di casi avvenuti venti anni fa. Alla vigilia della visita di Ratzinger a Malta, i vescovi maltesi hanno invece espresso “dolore e pentimento” verso tutti coloro che hanno sofferto per gli abusi oltre che verso “tutta la società maltese” pur ricordando che la chiesa locale è stata la prima, oltre dieci anni fa, ad agire su questo problema.

Bertone: “Per Papa dolore grande”. “Il Santo Padre ha sofferto molto, così come d’altronde noi pastori, per questi casi di sacerdoti infedeli, non fedeli alla propria vocazione e missione” ha detto Bertone che ha poi difeso il “muro” eretto intorno al pontefice con l’intervista del cardinale Sodano che ha provocato reazioni anche nel mondo ebraico: “Ha rilevato che dietro gli ingiusti attacchi al Pontefice ci sono visioni della famiglia e della vita contrarie al Vangelo: sono parole che rappresentano una difesa molto chiara del Papa”.

Minnesota, prete accusato di stupro. Dopo la smentita del reverendo Joseph Jeyapaul di conoscere una ragazza del Minnesota la cui famiglia lo ha accusato di stupro, l’avvocato Jeff Anderson ha diffuso una serie di messaggi che rivelerebbero la portata di quella relazione. Oltre a una decina di mail, l’avvocato – apripista delle azioni legali avviate da vittime di abusi sessuali da parte del clero – ha diffuso la trascrizione di una telefonata in cui il prete, rivolto alla ragazza, avrebbe detto che “se fosse stato di 30 anni più giovane sarebbe suo marito” e che la voleva “baciare sulle labbra”. La trascrizione è stata fatta dalla madre della ragazza, che accusa Jeyapaul, e inviata al vescovo della diocesi di Crookston, monsignor Victor Balke. Jeyapaul, che ha lasciato gli Stati Uniti per trasferirsi in India prima di essere incriminato per aggressione sessuale mentre lavorava in una parrocchia del Minnesota, ha detto alla Cnn di conoscere a malapena la ragazza. Per Anderson le sue smentite rappresentano un “atto riprovevole che si aggiunge alla sua condotta nei confronti di una minorenne”. I messaggi di posta elettronica diffusi da Anderson risalgono al settembre 2005 dopo la partenza del prete per l’India. Poco dopo questa data la corrispondenza, secondo Anderson, entrò in possesso delle autorità ecclesiastiche che chiesero al prete di interrompere ogni contatto con la ragazza.

Nuova Zelanda, indagini su abusi. La chiesa cattolica in Nuova Zelanda sta investigando su cinque nuove denunce di abusi sessuali su bambini da parte del clero, risalenti ad almeno 20 anni fa, e ha incaricato delle indagini l’ex commissario di polizia John Jamieson, che ha già esaminato 35 altri casi emersi negli ultimi cinque anni. Lo ha confermato lo stesso Jamieson alla radio nazionale, precisando che i cinque interessati non vogliono rivolgersi alla polizia e hanno fornito informazioni alla chiesa in via confidenziale. “Questi cinque casi sono nuovi”, ha detto, e alcuni dei presunti colpevoli sono ancora vivi e in Nuova Zelanda. Jamieson ha raccomandato che ogni presunta vittima denunci alla polizia le attività criminali, ma ha riconosciuto che alcuni non vogliono che la polizia indaghi sui loro casi. Domenica scorsa l’arcivescovo neozelandese John Dew, in una lettera ai parrocchiani, ha ammesso che le accuse di pedofilia hanno messo in crisi la chiesa, chiedendo scusa per “l’umiliazione e l’imbarazzo” causati dalle continue notizie di abusi del clero su minori in diversi Paesi.

Malta, vescovi esprimono dolore e pentimento. “Dolore e pentimento” verso tutti coloro che hanno sofferto per gli abusi oltre che verso “tutta la società maltese”. Con queste parole i vescovi di Malta, dove Benedetto XVI si recherà in visita il 17 e 18 aprile prossimi, hanno risposto alla pressione da parte di alcune vittime di abusi commessi da preti pedofili, dichiarando i casi di pedofilia come “fonte di umiliazione per la chiesa”. L’arcivescovo Paul Cremona di Malta, insieme al vescovo Mario Grech, dell’isola di Gozo, che la settimana prossima accoglieranno il Pontefice a La Valletta, hanno ripetuto le parole scritte da papa Ratzinger nella lettera pastorale ai fedeli irlandesi, riferendosi agli abusi commessi da sacerdoti come atti “di crimine e di peccato”. Nella nota, hanno anche fatto appello a tutti i cristiani a cooperare con tutte le autorita competenti, comprese quelle giudiziarie civili. I vescovi Cremona e Grech hanno spiegato che la chiesa maltese è stata fra le prime ad agire su questo problema. Fin dal 1999 è stata avviata l’istituzione di un Consiglio denominato ‘Response Team’ sotto la guida di un giudice in pensione, per indagare su tutte le accuse di abusi sessuali su minori e adulti da parte di membri del clero.
(08 aprile 2010)

repubblica