Articoli marcati con tag ‘Politica interna’

28/10/09 – Cambiamenti ?

mercoledì, 28 ottobre 2009

Vauro nella vignetta di prima pagina del “manifesto” di domenica non resiste e fa dire a Franceschini, assieme a Bersani e Marino, nella posizione a 90° dei centometristi ai blocchetti di partenza: “ok ragazzi, ma siamo sicuri che non ci sia Marrazzo?” La paura del diverso si sublima in battute aggressive e rivelatrici. La legge sull’omofobia, nonostante il lavoro di Concia, non è passata. Ora si capisce perché. (Cinzia Leone)
Lo vedi, lì c’è Marino, la sagra c’è dell’uva…s’annamo a mette lì, Nannì Nannì

Prima di tutto auguri a Pierluigi Bersani per l’inequivocabile risultato popolare riportato alle primarie, vincitore nonostante fosse tra i tre quello che meno credeva a questo espediente parademocratico per scegliere il segretario. La strada che il simpatico dovrà percorrere è ripida, ma il dossier più scottante sembra essere quello del rapporto col mondo cattolico.  Enrico Letta e Rosi Bindi, entrambi cattolici e candidati alle precedenti primarie che videro vincente Veltroni, raccolsero allora il 24%. In questa competizione Franceschini, cattolico e passatista nonostante qualche sparata elettorale  maramaldesca, ha raggranellato il 34%. Non potrà essere sottovalutato dal nuovo segretario il risultato di Marino, un rotondo 14%, votato anche – e senz’altro i vertici del Pd ne sono a conoscenza – da non elettori o elettori tiepidi del partito. La sua battaglia sul biotestamento lo ha reso popolare tra quelli che non ne possono più delle continue e sempre maggiori ingerenze della Chiesa, che viene soddisfatta bipartisanamente in campo cosiddetto etico ed economico. Anche Marino, come non ha mai smesso di ricordare fino alla noia – allontanando peraltro possibili elettori annoiati dall’inutile cantilena –  è cattolico, ma come Prodi è un cattolico adulto che non piace alla Chiesa e sta sulle palle ai movimenti cattolici.
Se è vero che siano stati i governi Berlusconi che hanno concesso le prebende più generose alla Chiesa come l’accordo siglato tra Cei e ministro della Cultura (in quel momento Urbani) per la tutela dei beni culturali di interesse religioso, o il provvedimento che esonerava gli enti ecclesiastici  dal pagamento dell’Ici, è altresì vero che nel pur breve periodo di governo di centrosinistra non si siano corretti questi provvedimenti (per la verità il ministro dell’Economia Padoa Schioppa ci tentò, ma gli venne eretto un muro, alzato anche da rifondazione comunista e dal presidente della Camera Bertinotti che con tutta evidenza preferirono attribuire soldi alla Chiesa piuttosto che ai lavoratori ed anche per questo sono stati giustamente puniti dagli elettori). Capita l’antifona i tre hanno sgomitato a definirsi laico + 1, anche se nessuno dei tre ha osato dire che dirsi laici in un paese concordatario ha poco senso. Adesso Bersani, forse il  più agnostico dei politici in circolazione insieme ai suoi grandi elettori Massimino l’antipatico D’Alema e Nicola l’amatissimo Latorre,  da un lato deve soddisfare la richiesta di libertà degli ignaziomariniani  e  un eventuale accordo elettorale con l’Udc di Casini, che certamente ha un punto di vista diametralmente opposto. E’ probabile che i nostri (tiepidi) auguri non gli basteranno.
Intanto la terra continua a ruotare, e in questi giorni due professori hanno destato la nostra attenzione. Luigi Lombardi Vallauri, docente dell’Università Cattolica di Milano, undici anni fa non ebbe rinnovato l’incarico perché le sue opinioni furono ritenute “nettamente contrarie alla dottrina cattolica”. Lombardi  Vallauri ricorse al Tar, poi al Consiglio di Stato, senza successo. Decise allora di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che gli ha dato ragione. Il provvedimento condanna l’Italia per avere violato la libertà d’espressione del professore e definisce “priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio” la decisione dell’ateneo.  Più ordinaria invece la vicenda di Antonio Caracciolo, 59 anni, ricercatore di Filosofia del diritto all’università la Sapienza di Roma, gestore di 33 blog , coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (RC).  E’ convinto che sia una leggenda che nei campi di concentramento siano davvero esistite le camere a gas. Non è il primo non sarà l’ultimo a sostenerlo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.laboratorioroma.it/canzone%20romana/nanni.htm

26/10/09 – Sessuofobici

lunedì, 26 ottobre 2009

Bisogna ave’ er coraggio de’ di’ le cose come stanno. La nostra società è schiava del dogma dell’eterosessualismo coatto imposto da un sistema che pare dominato dar cattolicesimo imperante in cui nessuno, in realtà, confida più (Massimo Marino detto el vole’, conduttore scaciatissimo di ViviRoma programma che va in onda dalle 2 di notte in poi sulle emittenti laziali, animatore di liste civiche (a favore di Veltroni e Marrazzo), fortemente impegnato per l’utilizzazione delle cellule staminali per la ricerca scientifica)

Quando si parla di islam moderato con il quale dialogare, quando si spera nella tregua in medio oriente, quando ci si illude sulla pace, generalmente si guarda verso la Giordania di re Abdallah, figlio del mai troppo compianto re Hussein. Nella sua recentissima visita in Italia il re, accompagnato dalla bella e capace regina Rania, singolarmente non è stato accolto dal premier in “vacanza” dal suo amico Putin. Più che uno sgarbo una vera e propria idiozia che nessuno nel governo e soprattutto nell’informazione ha rilevato. Che la politica sia ormai ridotta ad un mero esercizio di arroganza da parte della maggioranza e una totale assenza dell’opposizione è cosa nota e sembra per il momento immutabile. Quello che aggrava, se possibile, ancora di più la situazione è l’ondata sessuofobica che ha invaso l’informazione. Eserciti opposti si affrontano a colpi di diffamazioni personali utilizzando giornali – e giornalisti che un tempo si occupavano di politica - che si sono specializzati nel gossip sessuale. Sorprende, come nell’ultimo caso che ha visto primo attore il presidente della Regione Lazio, che si indaghi in largo e lungo sulla passione dei maschi per i transessuali - addirittura un quotidiano ha stilato una classifica, lolite a destra trans a sinistra – ,si mappi la città di Roma sui percorsi del “vizio”, ci si soffermi sulle reazioni della moglie del porcaccione, e si dedichino poche righe ai carabinieri presunti ricattatori e a quello che al momento sembra l’unico gravissimo errore del presidente, cioè aver ceduto al ricatto senza denunciarlo per tempo proprio mentre si chiede a noi piccola gente di denunciare usurai, estortori, violenti e violentatori.
Non è indispensabile stabilire chi per primo ha cominciato la guerra delle mutande, quello che è utile però, è vedere a cosa sta portando questo guardonismo moralista. Né la signora D’Addario né la Corte costituzionale hanno scalfito di un etto il granitico governo, messosi in discussione da solo sulla questione economica, l’unica che può creare fratture con i suoi elettori. Le partite Iva e le piccole imprese hanno smosso più di mille escort, e le domande che i media dovrebbero fare al governo sono se intende rimanere immobile come Tremonti propone e impone, se bisogna spendere e spandere come sta facendo Obama, se bisogna tagliare drasticamente le tasse come ha dichiarato Merkel presentando il nuovo esecutivo. Ma il giornalismo pettegolo fa vendere ed è utile in assenza di idee da una parte e dall’altra. Non ci resta che aspettare chi si stufa prima delle stronzate.
La sessuofobia è una vera e propria malattia mentale che alberga nella testolina del teocrate vaticano che, ricevendo i farmacisti cattolici (sicuramente esisteranno anche i farmacisti romanisti, laziali e puttanieri ), ha intercesso per loro affinché possano obiettare su quei farmaci mortiferi come la cosiddetta pillola del giorno dopo. Come si sa la pillola del giorno dopo la compra chi ha peccato il giorno prima quindi il papa in maniera subliminale si riferiva a chi fa sesso. E’ probabile che il criptoclericalismo governativo accolga l’ultima scemenza papale, nel caso sarebbe equa la richiesta di obbligare i farmacisti obiettori a non vendere preservativi, stimolanti, ritardanti, lubrificanti, vibratori, anellini… e tutte quelle cose che fanno più divertente il sesso ma che non servono strettamente alla riproduzione. Oltre alla scritta a caratteri cubitali sulla vetrina: qui si obietta. Io non voglio contribuire con la mia connettivina, aspirina, cerotti, ad ingrassare un sessuofobico. Che si curasse la testa coi soldi suoi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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