Articoli marcati con tag ‘pedofilia pretesca’

La cattolica Irlanda contro le ingerenze del Vaticano.

giovedì, 21 luglio 2011

Un Comunicato Stampa di una organizzazione laica tedesca mette a confronto i coraggiosi politici irlandesi con i pavidi parlamentari che in Germania si prepararno ad accogliere il capo della chiesa che ha occultato per anni il gravissimo fenomeno della pedofilia pretesca.
Comunicato Stampa di Freie Bürger für demokratische Werte (Cittadini liberi per valori democratici)

L’Irlanda intende spezzare il potere della chiesa

„Prendete esempio dall’Irlanda!“

“L’Irlanda si è svegliata, mentre la Germania dorme ancora!” Con queste parole Dieter Potzel, rappresentante dell’organizzazione critica verso la chiesa Freie Bürger für demokratische Werte (Cittadini liberi per valori democratici), ha commentato la notizia che il governo irlandese ha convocato il nunzio apostolico del Vaticano. Charlie Flanagan, capo del partito Fine Gael, ha richiesto addirittura la sua espulsione.

“L’Irlanda del XXI° secolo non si sottometterà più al potere cattolico”, ha affermato il primo ministro irlandese Enda Kenny, profondamente irritato.

L’affermazione è motivata dalla pubblicazione di una relazione su un’inchiesta sull’occultamento di crimini di pedofilia commessi da sacerdoti nella diocesi di Cloyne. Tale perizia è giunta alla conclusione che il Vaticano stesso – sotto la direzione dell’allora cardinale Joseph Ratzinger – già nel 1997 aveva praticamente eluso le direttive dei vescovi irlandesi in merito al trattamento dei casi di abuso. Due terzi dei casi di cui si era giunti a conoscenza all’interno della chiesa non furono segnalati alle autorità. Il ministro della giustizia irlandese ha annunciato che in futuro la mancata segnalazione di tali casi sarà soggetta a pena.

“L’Irlanda si ribella”, afferma Dieter Potzel “mentre in Germania fino ad ora nessuno ha il coraggio di prendere posizione contro il fatto scandaloso che il protettore di questo sistema di occultamento mondiale dei crimini di pedofilia, Joseph Ratzinger, con il suo viaggio in Germania previsto per la fine di settembre costerà alcuni milioni ai contribuenti tedeschi e potrà addirittura tenere un discorso in parlamento.” Soltanto un numero irrisorio di politici ha finora annunciato di non presenziare al discorso, almeno come protesta.

“Siamo forse diventati un popolo di paurosi?“, si chiede l’ex-pastore luterano. “Chi approva che venga tenuto questo discorso rafforza in tal modo anche il sistema di occultamento che Ratzinger ha creato per decenni di propria mano – e di conseguenza contribuisce indirettamente a favorire i criminali pedofili che sono stati coperti con questa politica del silenzio. Prendete esempio dall’Irlanda!”

A questo proposito, Potzel cita Kurd von Schlözer che, nel IX° secolo, fu inviato prussiano in Vaticano e che affermò in merito all’ingenuità dei politici nei confronti del Vaticano: “La stupidità politica dei tedeschi è così gigantesca che non si è in grado di comprenderla”.

Per ulteriori informazioni: www.freie-buerger.org

18/5/11 – I colpevoli

mercoledì, 18 maggio 2011

La necessità di una distinzione fra destra e sinistra in questi ultimi anni ha riacquistato senso non solo sul terreno programmatico, ma anche su quello dei valori e dell’immagine del partito. Questa esigenza non è presente solo nel vecchio ceppo socialista di questi partiti, ma tra i giovani. I quali oggi si interrogano sul loro futuro e anche su quello della società… La crisi sociale che stiamo vivendo influisce sulla vicenda politica dei partiti della sinistra. I quali registrano una contraddizione: per vincere devono allargare la loro influenza al centro; per recuperare credibilità, la sinistra deve avere idee, valori, programmi che sono propri della sinistra. E’, questo, un problema che si pone oggi soprattutto in Italia. L’idea che si tratti solo di trovare un leader, più o meno gradito al centro, è una illusione. Se un partito non ha un profilo netto, con programmi e valori in grado di interessare le nuove generazioni, non parla a nessuno. (Emanuele Macaluso, giovanissimo e fresco 87enne, direttore de Il Riformista)

E’ possibile che i giornalisti italiani non conoscano l’art. 3 della Costituzione? Così sembrerebbe quando leggiamo sui principali quotidiani come vengono raccontate le persone. Nel descrivere la brutta vicenda del potente direttore del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Khan, - per il quale nonostante la gravità dell’addebito va garantito come a tutti prima un processo nei tribunali invece che sui media – i qualificati Corriere della Sera, Il Giornale e la Repubblica ci hanno tenuto a sottolineare le sue origini ebraiche. Non risparmiate neanche alla fascinosa Anne Sinclair, moglie del presunto stupratore. Anzi la Stampa ci ricama su raccontando che suo padre americanizzò il nome che in origine era Schwartz. Dimenticandosi però di aggiungere che il sig. Robert Scwhartz si impegnò nella Resistenza antinazista e Sinclair era il suo nome di battaglia. Ci hanno tenuto però a dire che il nonno materno della signora Anne – di suo giornalista di France2 – era Paul Rosenberg, agente di Matisse e Picasso. Insomma, gente ricca con case a place des Vosges e a Georgetown, nei quartieri più chic di Parigi e Washington , e – par di capire – siccome il denaro è lo sterco del diavolo… In realtà la più parte degli uomini sono dei porchi indipendentemente dal denaro che hanno in tasca, dalle donne che sposano, dalla loro cultura o appartenenza etnica e religiosa.
Gli ineffabili giornalisti italiani però diventano timidissimi quando i maschi porchi sono clamorosamente cattolici. Prendiamo i commenti sulla circolare del cardinale William Levada prefetto della Congregazione della fede che chiede agli episcopati di mettere a punto delle linee guida sugli abusi sessuali da consegnare in Vaticano entro il maggio 2012. Per paura di essere considerati zelanti i giornalisti si sono guardati dallo scrivere che la Chiesa italiana è una delle poche a non essersi ancora dotata di norme a differenza degli episcopati di Australia, Austria, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Stati Uniti e molti paesi latinoamericani. Mentre magistrati e carabinieri, spinti dalle denunce dei parrocchiani, infrangono la prudenza alla quale si allineavano in passato, i media sono controllatissimi. Misurati i pezzi e i commenti su don Seppia, nonostante le pubbliche scuse del cardinale Bagnasco. Al quale nessun giornalista ha osato chiedere se alla diocesi erano arrivate proteste di parrocchiani prima che il sacerdote finisse nelle indagini della magistratura. I giornalisti diventano delle mammole poi quando i porchi in abito talare sono amici di qualche politico. E’ appena il caso di ricordare don Ruggero Conti, grande elettore del sindaco di Roma per il quale Alemanno intravedeva un futuro di consulente per la famiglia, condannato a 16 anni per molestie a minorenni. Oltre all’articolo 21 sarebbe il caso che i giornalisti studiassero anche l’articolo 3.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Nella pagina ritratti http://www.nessundio.net/ritratti.htm
30/6/10 http://www.nessundio.net/blog/2010/06/29/4174/

Piccola nota: scrive Dario Calimani, anglista
Nella Corea del Sud si studia il Talmud a scuola e tutti ne hanno una copia in casa tradotta in coreano, perché lì sono convinti che la genialità degli ebrei è dovuta allo studio della Ghemarà. Ma è vero che tutti gli ebrei studiano il Talmud? Ed è vero che tutti gli ebrei sono geniali? Sulla base di due assiomi errati si costruisce l’antisemitismo. Un amico intellettuale era solito dirmi: “Gli ebrei vengono ammirati (e accettati) per la loro intelligenza. E se invece fossero tutti stupidi, sarebbe allora una buona ragione per eliminarli?” L’ammirazione incondizionata è sempre sospetta.

6/5/10 – Piccoli passi

giovedì, 6 maggio 2010

Vittorio Messori testualmente afferma: “è risaputo che l’80% dei casi di abusi sui minori avvengono in famiglia. E la famiglia come reagisce in questi casi? Non denuncia quasi mai ma tende a riparare la cosa al proprio interno. La chiesa fa lo stesso”. L’affermazione è sociologicamente esatta, ma socialmente (e, se posso dire, moralmente) spaventosa. Quella “riparazione” non ha nulla, ma proprio nulla, di riparatorio: non ha alcuna funzione terapeutica sotto il profilo psicologico né sotto quello relazionale e produce, frequentemente, effetti devastanti, patologie, conflitti irrisolti. Contribuisce a perpetuare la tendenza predatoria nelle vittime, le condanna all’infelicità o, comunque, a una vita di silenzio e di vergogna, omertà e colpevolizzazione. Dio ce ne scampi e liberi da una simile riparazione (Luigi Manconi, Il Foglio)

Chi mai in Italia potrebbe pensare che la Chiesa è oscurata dai media? Eppure mons. Domenico Pompili ritiene sia così. E ne parla in relazione all’ipotesi, ventilata all’interno della Cei, che gli scandali e il forte calo del Pil potrebbero incidere sulle donazioni relative all’8 per mille. Pompili ritiene infatti che l’informazione dia troppo peso alla pedofilia e pochissimo al convegno chiesa e internet o alle posizioni assunte sull’Unità d’Italia. In attesa delle dichiarazioni dei redditi la Cei prepara le contromosse: intanto dichiarando che una Chiesa troppo ricca in un paese povero non va bene, e poi che per i prossimi anni la rendicontazione dovrà essere più dettagliata per far conoscere meglio i microprogetti intrapresi, così come fanno le altre confessioni. Nel 2009 la Cei ha percepito 913,2 milioni di € versati dallo Stato come anticipo e 54,3 milioni di € di conguaglio per le somme del 2006. Sono leggermente diminuite (34,9 milioni di €) le quote che lo Stato elargisce alla Chiesa in ragione delle scelte dei contribuenti che esprimono la loro preferenza alle altre fedi che hanno siglato intese con lo Stato italiano. Secondo le informazioni circolate negli ultimi tempi, sono allo studio provvedimenti di tagli alle spese per la gestione di uffici e burocrazia nella Cei.
Pompili a parte, i media italiani non sembrano particolarmente concentrati sugli scandali vaticani. Ad esempio, perché non dare più spazio alla vicenda Legionari di Cristo che pure potrebbe segnare un punto a favore del papa? Per la stampa tedesca e austriaca da cardinale Ratzinger avrebbe voluto intervenire sulla setta, ma la potente prelatura dell’Opus Dei, padrona della Santa Sede e ventriloquo di Giovanni Paolo II, e l’allora presidente Cei Camillo Ruini, bloccarono l’inchiesta. Una volta papa, Benedetto XVI ha riaperto l’indagine arrivando al commissariamento e dando il via all’operazione pulizia. Operazione complessa perché all’interno della setta c’era un sistema di relazioni costruito intorno a Marcial Maciel Degollado, “sul silenzio dei circostanti” a proposito del “meccanismo di difesa” della sua vita indegna. E, soprattutto, perché molti in Vaticano sapevano le vicende relative ai Legionari e ben poco hanno fatto per reagire. Presto o prima sarebbe il caso di rileggere la figura di papa Giovanni Paolo II in maniera meno agiografica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su Chiesa e pedofilia nella pagina http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm vedi
- 14 /4 Fare la cosa giusta,
- 29/3 L’oppio dei popoli ,
- 27/4 Dis-informazione.

Sull’8 per mille vedi 25/4 L’otto

Segnaliamo interessante articolo sull’antisemitismo nella Chiesa cattolica
http://www.quest-cdecjournal.it/focus.php?issue=1&id=196

16/4/10 – Nell’ebraismo

venerdì, 16 aprile 2010

Mostrami un segno o D-o… altrimenti… io mi ribellerò contro di Te. Se tu non osserverai il tuo patto, neppure io manterrò quella promessa, e tutto sarà finito, noi ci rifiuteremo di essere ancora il Tuo popolo eletto (Il Kotzker Rebbe)
Rabbi Yeoshua intervenne nella discussione sostenendo che nella bibbia è detto “la Legge non è in cielo”*. Gli studenti gli chiesero cosa intendesse dire. “Significa che dal momento in cui la Legge ci venne data sul Monte Sinai, non abbiamo più bisogno di voci celesti per decidere, perché è scritto “segui la maggioranza”**. E gli studenti chiesero, come la prese Dio? E il Rabbi rispose che non si adirò affatto, ma sorrise e disse: “i miei figli mi hanno messo in minoranza”. Non so di altra religione i cui libri sacri abbiano osato arrivare a una conclusione come questa. (Martin Buber, Racconti )
*Deuteronomio 30,12
** Esodo 23,2

E’ possibile che il problema pedofilia esista anche in altri ambienti religiosi chiusi. Proviamo a gettare uno sguardo nell’ebraismo che questi giorni è stato tirato in ballo a sproposito dai promotori del complotto. Nell’ebraismo non esiste un equivalente del seminario, le scuole rabbiniche sono spazi aperti e misti. Nel chiuso del mondo ultraortodosso, che opera soprattutto in Israele e negli Stati Uniti, la pedofilia e le molestie sessuali possono prendere forma nella yeshivah (le yeshivoth sono scuole di studi talmudici) , che vengono frequentate da maschi dai 13 anni, o nei mikvoth (bagni rituali). Il fenomeno sembra essere limitatissimo, ma più casi sono stati raccolti dall’Association of Rape Crisis Centers in Israel, ong nata per raccogliere denunce di abusi e violenze sessuali. L’associazione è diffusa in tutto il paese con call center riservati ad adolescenti, donne, haredim (religiosi) e ultraortodossi. E’ bene sapere che l’ambiente ultraortodosso – che la maggior parte delle persone conosce solo per il film Kadosh (sacro) di Amos Gitai – è un mondo che vive seguendo codici comportamentali specifici. I giovani appartenenti a questi gruppi, hanno una soglia del pudore molto alta e alcuni termini sono addirittura sconosciuti; spesso anche un semplice sfioramento del corpo può essere frainteso e quindi l’Associazione ha deciso di utilizzare per questo gruppo particolare telefonisti provenienti dall’ambiente ultraortodosso.
Anche i casi di molestie avvenuti in ambienti religiosi vengono giudicati dalla giustizia comune (le corti rabbiniche hanno competenza solo sugli affari religiosi), e se un rabbino viene riconosciuto colpevole, non c’è possibilità che venga riassegnato in altre scuole o sinagoghe.
Un particolare scandalo e scalpore ha destato il recente caso di Mordechai Elon, conosciuto come il rabbino Motti, popolarissimo perché conduttore di uno show televisivo. Amato dalla destra israeliana e dai coloni per le sue critiche feroci al governo Sharon che guidò (giustissimamente nel 2005) il ritiro israeliano da Gaza, è stato accusato da Takana, un autorevole forum di rabbini che combattono le molestie sessuali. Takana sostiene che Elon ha avuto comportamenti sessuali dubbi con molti studenti maschi e giovani donne. La Corte suprema si pronuncerà entro la fine di aprile, ma nel frattempo il rabbino è stato costretto a lasciare lo show televisivo e, soprattutto, l’insegnamento. Il 70% degli israeliani, amanti di sondaggi e ghiotti di dibattiti, pretendono regole chiarissime e controlli sui rabbini. Yedioth Ahronot, il quotidiano più diffuso, ha dedicato al tema degli abusi sessuali un dossier a puntate che ha visto il contributo di esponenti laici e religiosi di primissimo piano.
Zohar (splendore) una associazione di rabbini, ha organizzato un seminario un paio di settimane fa prendendo le mosse dal caso Elon per approntare regole che scongiurino l’evenienza di un nuovo scandalo. Ma, soprattutto, per studiare modalità di comunicazione all’interno di comunità ultraortodosse che potrebbero non essere attrezzate a riconoscere gli abusi e/o affrontare il trauma delle vittime. Perché, come ricorda il Talmud “se il topo si infila nel buco è perché il buco è largo abbastanza”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Pedofilia pretesca, vediamo le statistiche addomestiche dai gerarchi della SS Vaticana.

mercoledì, 7 aprile 2010

Non per niente da 2 mila anni sono maestri impareggiabili di mistificazioni e fandonie, veri campioni fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale , ma sulle percentuali sono facilmente smentiti trattandosi di operazioni aritmetiche e non di elocubrazioni teologiche.

Commento del nostro amico Marcus Prometheus.

E’ per me incredibile come quasi nessuno sappia usare le statistiche, svilupparle, inquadrarle nella situazione cui si riferiscono, capirle, presentarle per l’importanza che hanno.
Per esempio: *La Radio Vaticana sostiene che “solo” lo 0,3% degli abusi pedofili commessi negli USA sono risultati commessi da preti. (Vedi articolo sotto)* .
Lo 0,3% equivale a dire il 3 per mille. Ma poiche’ risulta che negli USA i preti fossero l’anno scorso 41.500 su 300 milioni di abitanti risulta che negli USA ci sia un prete cattolico ogni 7.000 abitanti.
Se un prete su settemila persone produce il 3 per mille dei casi di abusi significa che un solo prete produce tanti abusi quanti 21 cittadini non preti ovvero un prete produce 21 volte tanti abusi quanto un cittadino medio. 21 volte tanto significa un tasso di criminalita’ pedofila per i preti rispetto alla popolazione generale piu’ grande del 2.100%
Insomma sapendo leggere le statistiche si potra’ dire che* Radio Vaticana sbandiera che i preti sono piu’ pedofili della popolazione generale SOLO del 2.100%*

*Ovvero che frequentare un prete e’ rischioso quanto frequentare ben 21 persone prese a caso per la strada!

Marcus Prometheus

da la Repubblica del 6 aprile 2010

di o.l.r. La stampa estera contro il Papa. “A Paqua silenzio sulla
pedofilia”
L’orgoglio cattolico in difesa del Papa si materializza – a sorpresa – prima
della solenne Messa di Pasqua nella persona del cardinale decano Angelo
Sodano. Vera e propria alzata di scudi per difendere il Pontefice dalle
critiche per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Critiche apparse ancora ieri sui maggiori giornali europei e statunitensi,
con qualche autorevole testata – come il Washington Post- che chiede persino
le dimissioni di Benedetto XVI. «Santità, tutta la Chiesa le è vicino ed il
popolo di Dio non si lascerà impressionare dal chiacchiericcio del momento»,
declama Sodano davanti a Benedetto XVI. Un fuori programma inedito destinato
a sollevare anche interrogativi e polemiche là dove il cardinale Sodano dà
l’impressione di voler derubricare lo scandalo della pedofilia tra i preti a
un banale «chiacchiericcio»

. Come, in effetti, avviene ieri negli editoriali
dei più importanti quotidiani internazionali che quasi all’unanimità mettono
l’accento sui «silenzi» che il Pontefice ha osservato sui preti pedofili
durante la Settimana Santa e nella omelia di Pasqua tenuta dalla Loggia
della Benedizione della basilica vaticana.
Come, ad esempio, scrivono El Pais in Spagna, il Times e il Guardian nel
Regno Unito, Le Monde in Francia, che nelle edizioni di ieri hanno puntano
il dito contro «le mancanze» di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa.
«Il Papa ha terminato la Settimana Santa così come l’aveva iniziata -
scrive, tra l’altro, El Pais – , senza pronunciare una sola parola sui casi
di abusi sui minori». Il Times di Londra riporta invece le proteste che
hanno segnato la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, in Irlanda, con
un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull’altare delle scarpe
da bambino per ricordare le vittime degli abusi al grido di “vergogna”
rivolto all’arcivescovo Diarmuid Martin. Negli Usa, critiche dal New York
Times – che con Maureen Dowd ha suggerito polemicamente alla Chiesa di
servirsi di «sessorcisti» più che di esorcisti – e dal Washington Post, che
paragona la crisi del clero cattolico allo scandalo Watergate degli anni’70
che costrinse il presidente Nixon alle dimissioni. Attacchi anche dal
settimanale tedesco Der Spìegel che accusa il Papa di aver «guastato i
rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici, e anche con i tedeschi
che, al momento della sua elezione erano tanto fieri di lui».
E’ solo «un’eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti
pedofili ma direttamente il Papa», controbatte la Radio Vaticana, che cita
un rapporto governativo Usa del 2008 secondo cui i sacerdoti cattolici
coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%. Mentre oltre il 64
per cento dei casi di abusi sono commessi da genitori, parenti o conviventi,
dunque all’interno delle relazioni familiari. «La Chiesa – ricorda la nota
trasmessa nel radiogiornale internazionale – difende la giustizia, e la
prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul
matrimonio tra un uomo e una donna».
Così c’è chi vede nelle critiche l’obiettivo di escludere la Chiesa dal
dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di «avvocati senza
scrupoli che tentano di mettere le risorse delVaticano alla portata dei
tribunali». Papa Ratzinger, intanto, tornato a parlare in pubblico ieri,
lunedì di Pasquetta, da Castel Gandolfo ha ricordato ai sacerdoti di essere
«come gli angeli». Una esortazione fatta forse per indicare, indirettamente,
la strada da seguire per «pulire» la Chiesa da quella parte del clero che si
è macchiata di peccati imperdonabili come le violenze sessuali su minori

Pedofilia pretesca, vediamo le statistiche addomestiche dai gerarchi della SS Vaticana.

martedì, 6 aprile 2010

Non per niente da 2 mila anni sono maestri impareggiabili di mistificazioni e fandonie, veri campioni fra i tanti sistemi religiosi che compongono la Menzogna Globale , ma sulle percentuali sono facilmente smentiti trattandosi di operazioni aritmetiche e non di elocubrazioni teologiche.

Commento del nostro amico Marcus Prometheus.

E’ per me incredibile come quasi nessuno sappia usare le statistiche, svilupparle, inquadrarle nella situazione cui si riferiscono, capirle, presentarle per l’importanza che hanno.
Per esempio: *La Radio Vaticana sostiene che “solo” lo 0,3% degli abusi pedofili commessi negli USA sono risultati commessi da preti. (Vedi articolo sotto)* .
Lo 0,3% equivale a dire il 3 per mille. Ma poiche’ risulta che negli USA i preti fossero l’anno scorso 41.500 su 300 milioni di abitanti risulta che negli USA ci sia un prete cattolico ogni 7.000 abitanti.
Se un prete su settemila persone produce il 3 per mille dei casi di abusi significa che un solo prete produce tanti abusi quanti 21 cittadini non preti ovvero un prete produce 21 volte tanti abusi quanto un cittadino medio. 21 volte tanto significa un tasso di criminalita’ pedofila per i preti rispetto alla popolazione generale piu’ grande del 2.100%
Insomma sapendo leggere le statistiche si potra’ dire che* Radio Vaticana sbandiera che i preti sono piu’ pedofili della popolazione generale SOLO del 2.100%*

*Ovvero che frequentare un prete e’ rischioso quanto frequentare ben 21 persone prese a caso per la strada!

Marcus Prometheus

da la Repubblica del 6 aprile 2010

di o.l.r. La stampa estera contro il Papa. “A Paqua silenzio sulla
pedofilia”
L’orgoglio cattolico in difesa del Papa si materializza – a sorpresa – prima
della solenne Messa di Pasqua nella persona del cardinale decano Angelo
Sodano. Vera e propria alzata di scudi per difendere il Pontefice dalle
critiche per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Critiche apparse ancora ieri sui maggiori giornali europei e statunitensi,
con qualche autorevole testata – come il Washington Post- che chiede persino
le dimissioni di Benedetto XVI. «Santità, tutta la Chiesa le è vicino ed il
popolo di Dio non si lascerà impressionare dal chiacchiericcio del momento»,
declama Sodano davanti a Benedetto XVI. Un fuori programma inedito destinato
a sollevare anche interrogativi e polemiche là dove il cardinale Sodano dà
l’impressione di voler derubricare lo scandalo della pedofilia tra i preti a
un banale «chiacchiericcio»

. Come, in effetti, avviene ieri negli editoriali
dei più importanti quotidiani internazionali che quasi all’unanimità mettono
l’accento sui «silenzi» che il Pontefice ha osservato sui preti pedofili
durante la Settimana Santa e nella omelia di Pasqua tenuta dalla Loggia
della Benedizione della basilica vaticana.
Come, ad esempio, scrivono El Pais in Spagna, il Times e il Guardian nel
Regno Unito, Le Monde in Francia, che nelle edizioni di ieri hanno puntano
il dito contro «le mancanze» di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa.
«Il Papa ha terminato la Settimana Santa così come l’aveva iniziata -
scrive, tra l’altro, El Pais – , senza pronunciare una sola parola sui casi
di abusi sui minori». Il Times di Londra riporta invece le proteste che
hanno segnato la messa pasquale nella cattedrale di Dublino, in Irlanda, con
un gruppo di fedeli che ha tentato di portare fin sull’altare delle scarpe
da bambino per ricordare le vittime degli abusi al grido di “vergogna”
rivolto all’arcivescovo Diarmuid Martin. Negli Usa, critiche dal New York
Times – che con Maureen Dowd ha suggerito polemicamente alla Chiesa di
servirsi di «sessorcisti» più che di esorcisti – e dal Washington Post, che
paragona la crisi del clero cattolico allo scandalo Watergate degli anni’70
che costrinse il presidente Nixon alle dimissioni. Attacchi anche dal
settimanale tedesco Der Spìegel che accusa il Papa di aver «guastato i
rapporti con ebrei e musulmani, con molti cattolici, e anche con i tedeschi
che, al momento della sua elezione erano tanto fieri di lui».
E’ solo «un’eclatante campagna diffamatoria» che mira a colpire non i preti
pedofili ma direttamente il Papa», controbatte la Radio Vaticana, che cita
un rapporto governativo Usa del 2008 secondo cui i sacerdoti cattolici
coinvolti in casi di abusi sarebbero meno dello 0,03%. Mentre oltre il 64
per cento dei casi di abusi sono commessi da genitori, parenti o conviventi,
dunque all’interno delle relazioni familiari. «La Chiesa – ricorda la nota
trasmessa nel radiogiornale internazionale – difende la giustizia, e la
prima giustizia è il diritto alla vita, difende la famiglia fondata sul
matrimonio tra un uomo e una donna».
Così c’è chi vede nelle critiche l’obiettivo di escludere la Chiesa dal
dibattito pubblico su temi cruciali; per non parlare poi di «avvocati senza
scrupoli che tentano di mettere le risorse delVaticano alla portata dei
tribunali». Papa Ratzinger, intanto, tornato a parlare in pubblico ieri,
lunedì di Pasquetta, da Castel Gandolfo ha ricordato ai sacerdoti di essere
«come gli angeli». Una esortazione fatta forse per indicare, indirettamente,
la strada da seguire per «pulire» la Chiesa da quella parte del clero che si
è macchiata di peccati imperdonabili come le violenze sessuali su minori.
*

Facce tostissime.

sabato, 3 aprile 2010

Il povero papa B16 sarebbe vittima di una persecuzione simile a quella subita dagli ebrei. A utilizzare l’incredibile similitudine è un noto frate mediatico, agit-prop di una religione che per almeno 15 secoli è stata in prima linea nella persecuzione degli ebrei. Ma il buon frate omette anche di dire che mentre i gerarchi del cattolicesimo e i loro esecutori politici perseguitavano e uccidevano ebrei senza alcuna colpa, i sui confratelli fratacchioni e preti pedofili qualche colpa ce l’hanno, e il sant’uomo Joseph Ratzinger, da cardinale con specifiche resposbilità, si è ben guardato dal prendere i necessari provvedimenti per arginare il fenomeno e denunciare i responsabili. E chiamarlo in causa come testimone di queste gravissime omissioni sarebbe una “persecuzione” ? Ma ci faccia il piacere !

Dal Corriere della Sera LEGGI

CITTÀ DEL VATICANO – Padre Raniero Cantalamessa, il predicatore della Casa Pontificia, ha citato durante una cerimonia a San Pietro alla presenza di papa Ratzinger una lettera di un suo amico ebreo che esprime solidarietà al pontefice e afferma che gli attacchi collettivi alla Chiesa per gli scandali di pedofilia gli ricordano «gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo». «Per una rara coincidenza, quest’anno la nostra Pasqua cade nelle stessa settimana della Pasqua ebraica che ne è l’antenata e la matrice dentro cui si è formata», ha ricordato padre Cantalamessa nell’omelia durante il rito della «Passione del Signore». «Questo – ha aggiunto il frate – ci spinge a rivolgere un pensiero ai fratelli ebrei. Essi sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti»…………….. segue

LEGGI

29/3/10 – L’oppio dei popoli

lunedì, 29 marzo 2010

Il Vaticano è la tomba del diritto, della democrazia e della giustizia. E’ doveroso chiedere l’abdicazione di Ratzinger e l’indizione di libere elezioni democratiche per la nomina del suo successore, la messa al bando di Bertone e di tutti i personaggi coinvolti nelle vicende, la censura a priori delle mendaci veline di padre Lombardi, l’abrogazione del “diritto” canonico in quanto utilizzato come pretestuosa fonte giuridica per l’occultamento dei pedofili, lo scioglimento della Cei, che da tale “diritto” trae personalità giuridica e l’abolizione del concordato, responsabile di finanziare coi soldi pubblici un’organizzazione così. E’ assurdo tenersi in casa un tale residuato prebellico, un pozzo senza fondo dove spariscono ingenti risorse pubbliche e dal quale esce solo fango (Roberto Martina, Il Riformista)

La Chiesa cattolica si sente accerchiata, sotto tiro, vorrebbe avere l’agio di discutere tranquillamente del marcio che sta iniziando a grattare, e mal tollera la curiosità e lo sprezzo del mondo. Un atteggiamento incredibile per un ente che ha l’ambiziosa presunzione di dettare regole etiche al mondo, spesso imponendole con la forza. La feroce teocrazia per dominare ha usato nel tempo armi diverse:  l’inquisizione,  le conversioni forzate, la chiusura nei ghetti, la complicità con le dittature in tutte le parti del mondo, l’insabbiamento delle voci critiche al suo interno (qualche giorno fa la Chiesa non ha commemorato l’anniversario della morte di Romero, teologo della liberazione, definito zelante pastore da Giovanni Paolo II), le Conferenze episcopali utilizzate come clave politiche. La Chiesa cattolica ha inflitto al mondo il suo veleno senza mai pagare pegno.  Forse è arrivato il momento della resa dei conti, e questo lo si deduce dalle reazioni sgangherate che i vertici stanno assumendo.  Intanto hanno immediatamente reagito dicendo che la pedofilia non è prerogativa solo loro (è ovvio, ma questo non diminuisce la loro parte di responsabilità), e poi aggiungendo che è stata la liberazione sessuale 68ina a traviare alcuni preti (una scemenza che non merita repliche), si è tirato in ballo il celibato (una offesa per tutti quelli che non hanno una vita sessuale condivisa), e, per ultimo, qualcuno ha denunciato l’assenza di donne nel clero che avrebbero potuto calmare la bestialità del maschio. Tutte motivazioni che non sembrano tenere in nessun conto che la pedofilia è una perversione sessuale, un crimine schifoso e ancora più grave se viene compiuto quando ci è stata affidata la cura – volendo anche spirituale – di qualcuno.
La Chiesa non vuole ammettere che lo scandalo è il silenzio complice, il non avere punito i responsabili né attraverso il diritto canonico né tanto meno col diritto penale, quello che compete agli uomini. Non sembrano capire questi uomini adulti che  punire i responsabili è  il solo modo che potrebbe mostrare un pentimento, e che in parte, solo in parte, può risarcire le vittime.
Il papa Benedetto XVI nella lettera ai vescovi irlandesi, chiede ai religiosi di pentirsi davanti a Dio e ai tribunali, ma mentre benedice le palme a san Pietro ricorda al gregge che “da Dio viene il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio”. L’arcivescovo Schoenborn, ha deciso di affidare alla ex governatrice della regione di Vienna  il giudizio sui crimini della pedofilia; i prelati francesi chiedono scusa, quelli tedeschi sono in subbuglio, gli svizzeri fanno una black list,  e il New York Times ha dimostrato con i suoi articoli che nessuno, neanche il papa, è superiore al diritto di cronaca.  Solo i vescovi italiani non sembrano provare né pentimento né compassione per le vittime, e nel corso del loro ultimo incontro invece di scrostare un po’ di ruggine dalle loro facce di bronzo, hanno avuto il tempo di scagliare l’anatema sui politici che potrebbero insediare le loro cliniche convenzionate e non adempienti ai piani di rientro economici.  Hanno trovato supporto e conforto nella politica, nelle istituzioni  e nei giornalisti. E questo a noi non ci sorprende: troppo vicini nel tempo sono i fatti che riguardano don Lelio Cantini di Firenze, uno dei pochi casi di pedofilia secondo mons. Fisichella, difeso strenuamente dal senatore Quagliarello,  don Pierino Gelmini amico intimo dei ministri Giovanardi e Gasparri, don Ruggero Conti, grande elettore del sindaco di Roma che, per ricambiare il favore dei voti si distrasse al momento di costituire come parte lesa la città (come si fa da diverse consiliature per i casi di stupro e molestie).
Mentre l’Occidente si disintossica, l’Italia continua ad essere preda dell’oppio dei popoli: la divisione tra Stato e Chiesa è sottile grazie all’ambiguo articolo 7 della Costituzione, da noi la Chiesa controlla i centri nevralgici della società attraverso le sue mille emanazioni e si occupa di molti servizi sociali, dell’istruzione, del tempo libero.  Va aggiunto a ciò il fatto che il nostro Paese è privo di identità culturale e ha bisogno di identificarsi in idee forti anche se sceme. Non possiamo imporre al Vaticano la democrazia e la trasparenza come pure sarebbe necessario in un regime dittatoriale, ma dovremmo pretendere che il nostro governo faccia rispettare da quella monarchia lo stato di diritto e le leggi del paese nel quale opera. Così come sembra stiano facendo gli altri governi nei confronti dei loro governati.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=1ot2fF0nW8A
http://www.deastore.com/libro/crime-irvine-welsh-m-bocchiola-guanda/9788860884039.html

18/3/10 – Scaricabarile (2)

giovedì, 18 marzo 2010

“Pensavo non fosse giusto perdonare, sono per il rigore e il rispetto della legge. Poi ho capito che il perdono è generosità” (da una delle mille interviste rilasciate dal sindaco di Roma il cui figlio adolescente è stato picchiato in una piazza romana (e vaffanculo al rigore della legge!))

Il dibattito pedofilia nella Chiesa si sta allargando a macchia d’olio, tanto che il papa ha deciso di anticipare la lettera alla Chiesa d’Irlanda dal giovedì santo al 19 marzo, data simbolica in cui i cattolici ricordano san Giuseppe artigiano (e i consumisti la festa del papà). Intanto il mondo politico italiano comincia a muoversi. Il via lo ha dato il senatore Marcello Pera, già presidente del Senato, con una lunghissima lettera al Corriere della Sera dove preannuncia la guerra : “la questione dei sacerdoti pedofili o omosessuali scoppiata da ultimo in Germania ha come bersaglio il Papa… è in corso una guerra fra il laicismo e il cristianesimo”, e continua denunciando la “grossolanità” di quanti sostengono che non potranno affidare i giovani ai sacerdoti con tranquillità portando all’idea che “la Chiesa non ha autorità morale, dunque l’educazione cattolica è pericolosa, dunque il cristianesimo è un inganno e un pericolo”. Ieri scrivevamo che la Germania e il premier Merkel hanno dato prova di sensibilità ed equilibrio nel chiedere chiarezza e rigore alla Chiesa per quanto accaduto e taciuto, mentre il senatore Pera scrive “è incredibile che soprattutto la Germania, mentre si batte continuamente il petto per la memoria di quel prezzo che inflisse a tutta l’Europa, oggi, che è tornata democratica, se ne dimentichi e non capisca che la stessa democrazia sarebbe perduta se il cristianesimo venisse ancora cancellato. La distruzione della religione comportò allora la distruzione della ragione… Sul piano etico, è la barbarie di chi uccide un feto perché la sua vita nuocerebbe alla salute psichica della madre. Di chi dice che un embrione è un grumo di cellule per esperimenti. Di chi ammazza un vecchio perché non ha più una famiglia che se ne curi. Di chi affretta la fine di un figlio perché non è più cosciente ed è incurabile…” . E aggiunge Pera che non è solo colpa di noi semplici umani, ma soprattutto “di quei teologi frustrati dalla supremazia intellettuale di Benedetto XVI, quei vescovi incerti che ritengono che venire a compromesso con la modernità sia il modo migliore per aggiornare il messaggio cristiano”. Ma non basta, le critiche più aspre sono per “quei cancellieri venuti dall’Est che esibiscono un bel ministro degli esteri omosessuale mentre attaccano il Papa su ogni argomento etico, o quelli nati all’Ovest che pensano che l’Occidente deve essere laico, cioè anticristiano”. Non ho riportato i brani peggiori, e soprattutto non ho censurato parole di compassione per gli abusati. Nella lettera del senatore Marcello Pera neanche una riga, neanche una parola è stata dedicata a loro.
Una lettera aperta di un politico italiano che è prodromo di ogni peggio.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

17/3/10 – Scaricabarile

Incuriosita de sape’ che c’era/Una Colomba scese in un pantano /S’inzaccherò le penne e bonasera./Un Rospo disse: – commarella mia,/vedo che, pure te, caschi ner fango…/- Però nun ce rimango… -/Rispose la Colomba. E volò via (Trilussa)

Rimaniamo fermi immobili e col fiato sospeso in attesa di lunedì, quando la Cei abbatterà il muro ipocrita del silenzio per parlare degli abusi sessuali compiuti dal clero. Buon ultima la clericaglia italiana affronterà un problema che i colleghi occidentali stanno discutendo da tempo. Intanto la diocesi Bolzano-Bressanone ha aperto uno sportello per le denunce di maltrattamenti da parte dei preti. Pare che prima di pasqua – giovedì santo – arriverà la lettera del pontefice alla Chiesa d’Irlanda che dovrebbe essere una guida per tutta la gerarchia. Intanto Camillo Ruini scalda i muscoli e mostra sorpresa per il can can mediatico sugli abusi della Chiesa rilevando che la pedofilia non è una loro prerogativa. Purtroppo è vero, conti irrisolti con la sessualità appartengono a una fetta troppo larga della popolazione, ma speriamo che l’informazione non cali il sipario sui questo tema. Sono tanti i piccoli abusati in famiglia, ma moltissimi sono i parenti che con ingenua fiducia affidano i loro bambini a oratori, centri scout legati ad associazioni confessionali, scuole cattoliche. E se si prendono le dovute cautele quando si assume una baby sitter, o si acquista il casco quando si regala un motorino all’adolescente, è bene che si mettano a punto misure quando un giovanetto si accosta ad una tonaca. Vedremo anche se la politica sarà in grado di sorprenderci. La Germania, paese che a me sembra abbia riletto un po’ di più dell’Italia la sua storia recente, si è mostrata molto dura ed esigente con la Conferenza episcopale tedesca, una schiena dritta mostrata già nel caso della infausta riammissione dei lefevriani.
I vari Berlusconi Bersani Bondi Bindi saranno in grado di dire beh? o solo beeee?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

17/3/10 – Scaricabarile

mercoledì, 17 marzo 2010

Incuriosita de sape’ che c’era/Una Colomba scese in un pantano /S’inzaccherò le penne e bonasera./Un Rospo disse: – commarella mia,/vedo che, pure te, caschi ner fango…/- Però nun ce rimango… -/Rispose la Colomba. E volò via (Trilussa)

Rimaniamo fermi immobili e col fiato sospeso in attesa di lunedì, quando la Cei abbatterà il muro ipocrita del silenzio per parlare degli abusi sessuali compiuti dal clero. Buon ultima la clericaglia italiana affronterà un problema che i colleghi occidentali stanno discutendo da tempo. Intanto la diocesi Bolzano-Bressanone ha aperto uno sportello per le denunce di maltrattamenti da parte dei preti. Pare che prima di pasqua – giovedì santo – arriverà la lettera del pontefice alla Chiesa d’Irlanda che dovrebbe essere una guida per tutta la gerarchia. Intanto Camillo Ruini scalda i muscoli e mostra sorpresa per il can can mediatico sugli abusi della Chiesa rilevando che la pedofilia non è una loro prerogativa. Purtroppo è vero, conti irrisolti con la sessualità appartengono a una fetta troppo larga della popolazione, ma speriamo che l’informazione non cali il sipario sui questo tema. Sono tanti i piccoli abusati in famiglia, ma moltissimi sono i parenti che con ingenua fiducia affidano i loro bambini a oratori, centri scout legati ad associazioni confessionali, scuole cattoliche. E se si prendono le dovute cautele quando si assume una baby sitter, o si acquista il casco quando si regala un motorino all’adolescente, è bene che si mettano a punto misure quando un giovanetto si accosta ad una tonaca. Vedremo anche se la politica sarà in grado di sorprenderci. La Germania, paese che a me sembra abbia riletto un po’ di più dell’Italia la sua storia recente, si è mostrata molto dura ed esigente con la Conferenza episcopale tedesca, una schiena dritta mostrata già nel caso della infausta riammissione dei lefevriani. I vari Berlusconi Bersani Bondi Bindi saranno in grado di dire beh? o solo beeee?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

P.S.
Mentre il premier passa il suo tempo
a telefonare alle authority, agli amici dittatori, a organizzare la difesa del figlio di Gheddafi dai cattivi svizzeri – in una parola a sacrificarsi per noi – arricchisce ogni giorno di più. Ma nel regno dell’armonia c’è una domanda che vorremmo rivolgere al ministro dell’Economia Tremonti, il ministro che volle farsi uomo comune mostrando un reddito di un impiegato medio. Come si occulta la rendita?