Il bigotto rende ciò che è essenziale secondario, e ciò che è secondario essenziale (Benedetto Carucci Viterbi, rabbino)
I laici che non sanno contestare il complesso di superiorità dei cattolici, diminuiscono anche l’efficacia della propria battaglia ideale e politica… la loro modestia davanti alle fedi sminuisce il principio di laicità, l’unico che possiede quella compiuta universalità e assolutezza che le fedi pretendono per se stesse (Guido Calogero)
L’ orgogliosa marcia dell’Europride – che si è svolta sabato 11 giugno e che si è conclusa con tanto di lettura del messaggio del Segretario di Stato Clinton che ha ricordato come i diritti degli omossessuali siano diritti umani e con Lady Gaga , per la cui presenza si è mosso in prima persona l’ambasciatore Usa in Italia operando una sorta di cooperazione verso un paese in via di sviluppo diritti civili – non dovrebbe lasciare indifferente la classe dirigente del nostro amato Paese. Il tartagliante videomessaggio di Alemanno, al quale un ufficio stampa normale avrebbe suggerito almeno una photo opportunity con l’artista, ha mostrato plasticamente come i politici italiani non vivano nel secolo. In ogni democrazia – anche sedicente – sui temi fondamentali dei diritti civili si aprirebbe un dibattito, si confronterebbero le opinioni anche alla luce della trasformazione dell’Italia in una società multietnica . Ma il timore di dispiacere gli uomini vaticani nell’affrontare argomenti laici, cioè che interessano tutti, è troppo forte. La destra populista oggi al governo concede grandi favori alla teocrazia erodendo il bilancio pubblico, ed è genuflessa sugli argomenti che potrebbero trasformare il Paese in un paese moderno. Dal canto suo la sinistra è tentennante ancora oggi su temi che ritiene minoritari e borghesi, mentre è noto che la mancanza di diritti civili colpisce soprattutto chi ha meno. Non è possibile dimenticare il comportamento defilato tenuto dai partiti di centro sinistra in occasione del referendum sulla fecondazione assistita e il pasticcio incredibile sul biotestamento. Quando si parla di vita e di morte, argomento dove lo Stato non dovrebbe sopportare scelte ideologiche religiose, beh, perfino su quei temi, i partiti pensano di poter dire la loro schierandosi sempre a favore della arretrata dottrina cattolica che non riguarda la maggior parte degli italiani. E ancora, come non citare i limiti imposti alla ricerca sulle staminali così come piace alla Santa Sede, e l’assenza di una idea forte sulla scuola pubblica.
Stupisce che Vladimir Luxuria – a meno che non abbia fatto ironia – all’indomani della manifestazione Europride, chieda di essere ricevuta insieme alla comunità glbt dal papa così come il re vaticano ha fatto con i rom. A parte che andrebbe denunciato che l’invito papale agli zingari è assai tardivo, perché mentre avveniva il loro sterminio ad opera dei nazisti nell’Europa bianca e cristiana i predecessori di Benedetto XVI tenevano gli occhi ben chiusi, e ha evitato pure di chiedere scusa lodandoli per la loro sottomissione “che non ha preteso né Stati né riconoscimenti”, ma qual è la controparte di Luxuria? Lo Stato italiano, l’Unione europea, il Vaticano? Va bene tutto, l’importante è chiarirsi se la nostra bandiera è il tricolore o il vessillo giallobianco.
Non solo la mancanza di chiarezza laica rende più limacciosa la nostra vita, ma il bigottismo politico devasta le nostre città. Si pensi per un attimo la figura che i romani fanno ogni giorno che un cittadino scende alla stazione Termini, e trovano ad accoglierli l’inopportuna statua di Giovanni Paolo II. Che mai la Santa Sede avrebbe collocato sotto l’oppressivo, ma bello, colonnato di piazza san Pietro, mentre Roma se la trova sul groppo nella sua assoluta incongruità. Il Campidoglio, sopraffatto dalle critiche per una statua così grande in un angoletto così piccino, ha istituito una commissione di esperti (che ovviamente ha un costo) che ad oggi ha stabilito che un simile mammozzone sarebbe meglio collocarlo in un interno. Resterà lì, si consumerà col guano dei piccioni, e sarà lo spartitraffico per il 75, il 649…
Intanto il 4 luglio al Vaticano si svolgerà la mostra “Splendore della vita e bellezza della carità” per festeggiare il sessantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Ratzinger. Sono stati invitati grandi artisti tra cui Anish Kapoor, Bill Viola, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Sandro Chia, e architetti come Daniel Libeskind, Zaha Hadid, Santiago Calatrava. La lista degli invitati ci mostra che alla Santa Sede gli artisti li conoscono. Lasciano ad Alemanno e a Roma, cioè al cortile di casa, quelli meno eclettici che si esercitano con statue di bronzo che fanno arrossire. Anche se l’installazione di Gran Premio II di Oliviero Rainaldi va considerata più che per la sua bruttezza (opinabile come qualsiasi opera d’arte) per la sua inopportunità.
La chiusa è la solita: diamoci una svegliata per favore, altrimenti somigliamo a Venditti-Corrado Guzzanti quando canta : “subiamo abusi, insulti e corruzione, ma ci arrabbiamo per l’esondazione dell’Aniene”. In fin dei conti è solo un affluente del Tevere. In fin dei conti invece di tre colori sulla bandiera due.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Segnaliamo agli attenti lettori di NoGod il convegno su Vittorio Castiglioni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma dal 1903 al 1911. Castiglioni è stato uno studioso delle teorie evolutive di Darwin che apprezzava, e si interessò alla cremazione. Mercoledì 15 giugno alle 16.30, Centro Bibliografico UCEI, Lungotevere Sanzio 5, Roma .
