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Pacchetto sicurezza, pantomima surreale fra ministri e prelati.

venerdì, 3 luglio 2009

Dopo l’approvazione definitiva della nuova legge che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini, sta andando in scena sul palcoscenico del Teatro Italia, patria internazionalmente riconosciuta della Commedia dell’Arte, una pantomima grottesca in cui si possono riconoscere le più importanti maschere dell’italica tradizione. Fra prelati che sembra che parlino a nome della SS Vaticana condannando la legge, ad altri che li smentiscono categoricamente, si inseriscono ministri che iridono alle “litanie” dei prelati ed altri che vanno anche oltre, sottolineando come il territorio vaticano è rigorosamente off limits per i poveri cristi in fuga da fame, guerre e povertà. E, ciliegina sulla torta, l’opposizione presunta laica e alternativa ai clericali che governano si mette frignare rimproverando la maggioranza di non dar retta ai preti. Una gabbia di matti.

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14/5/09 – Politicanti

giovedì, 14 maggio 2009

“Se lei si preoccupa di quello che pensa la gente su questo argomento posso illuminarla. Io sono un’autorità su come far pensare la gente” Charles Foster Kane nel film Quarto potere di Orson Welles

La Camera dei deputati oggi licenzierà il pacchetto sulla sicurezza. Gli interventi dell’opposizione, alcuni anche molto articolati e che abbiamo potuto seguire solo grazie a radio radicale, hanno richiamato i proponenti ad ascoltare i vescovi. La (cosiddetta) sinistra ha perso molto pelo ma nessun vizio. Quel che ne resta non riesce a comprendere che è del tutto inutile rincorrere il voto cattolico, perché anche se i vescovi alzano piano la voce sulle politiche migratorie guardano solo alla ciccia. Su bioetica e famiglia, ragione sociale della Chiesa, il Pdl sembra offrire ponti e procura pane; per quanto riguarda il companatico la maggioranza, con la malleveria dell’Udc, offre mozioni per denari sonanti alla scuola privata oltre al potenziamento “culturale” della famigerata ora di religione.
Ricordiamo bene il disimpegno del leader del Pd Franceschini ai tempi del referendum sulla legge 40 determinato dalla sua fede. Oggi, oltre a mettere i suo scherani pancia a terra per portare voti al capolista del centro Italia alle europee (Sassoli, che attraverso mail ha invitato a pregare affinché il pacchetto sicurezza fosse respinto), si batte come un leone per il si al referendum elettorale.
Bene, grazie tanto. Mai referendum è stato più improvvido, mal scritto e mal gestito. La vittoria del si sarebbe un ennesimo modo per togliere il diritto di chi è in minoranza di essere rappresentato, perché basterà un voto in più per rimettere ad uno solo tutto il potere. Se non si raggiungerà il quorum ci toccherà tenerci quell’obbrobrio di porcello a vita. Se vinceranno i si nessuno conterrà il dittatorello. Credo che il 21 giugno niente terme di Saturnia, meglio andare a votare no.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it