La protervia e la pervicacia con cui la cattolicissima ministra Gelmini sta cercando di rendere di fatto obbligatoria l’ora di religione cattolica apre il dibattito in seno alla sua stessa componente politica sul diritto a rendere effettivamente praticabile il diritto a un’ora facoltativa e alternativa di religione islamica. Se ne è reso interprete Adolfo D’Urso del PDL, che per la verità ipotizza un’ora alternativa di storia degli altri due monoteismi (ebraismo e islam) non prendendo nemmeno lontanamente in considerazione altre religioni, e figuriamici l’ateismo. Immediata la reazione degli integralisti cattolici di tutte le sponde.
Dal Corriere della Sera
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L’ora di religione? Cattolica, ma anche islamica. L’idea è del viceministro Adolfo Urso, che propone l’introduzione nelle scuole pubbliche e private di una nuova materia, facoltativa e alternativa a quella cattolica, per evitare di lasciare i piccoli musulmani «nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste».
E il dialogo parte, con il segretario generale di FareFuturo Urso: «Potrebbe essere utile, per attirare nei nostri istituti i ragazzi musulmani, prevedere un’ora di storia della religione islamica». E gli insegnanti? Saranno imam? «Dovrebbero essere docenti riconosciuti, italiani che parlano in italiano. Al limite anche imam, a patto che abbiano i requisiti e che siano registrati in un apposito albo. Stiamo parlando di insegnanti reclutati con criteri pubblici». Nel documento di ItalianiEuropei, a cura di Marcella Lucidi, sul tema ci si tiene più sul vago, auspicando «una riflessione non occasionale» e chiedendo un insegnamento che «promuova la conoscenza della cultura e della religione di appartenenza dei ragazzi e delle loro famiglie». Urso rilancia anche l’idea di «classi miste temperate» e dice no al velo negli uffici pubblici.
