Articoli marcati con tag ‘opus dei’

Binetti batte Pannella 1 a 0.

giovedì, 5 febbraio 2009

L’arbitro del PD-Partitus Dei, Sua Eminenza ad honorem cardinale Bettini, ha definitivamente sancito l’esito della partita fra Opus Dei e Partito Radicale iniziata l’anno scorso con la candidatura (e poi la fortunosa elezione) di 9 radicali e un centinaio di cattolici integralisti fra cui la famosa Binetti, plenipotenzaria dell’ Opus Dei per il controllo teologico-politico del Partitus Dei. Ieri il cardnale Bettini a una precisa domanda di un giornalista che gli ricordava come avesso promesso per Pannella un posto in lista PD alle elezioni europee, ha risposto che sì, forse, può darsi che avesse ipotizzato qualcosa del genere, ma ormai non se ne parla più. Chiuso. Fuori Pannella e qualunque altro candidato radicale. Nel PD-Partitus Dei, fotocopia del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, c’è posto solo per gli zuavi pontifici previo esame di integralismo cattolico a cura della Binetti.

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Socialista di Dio.

sabato, 29 novembre 2008

Con questo titolo Sergio Zavoli molti anni fa presentò in un libro la sua militanza politica e religiosa, cercando di conciliarle in una visione unitaria. A quanto pare ben pochi socialisti oggi osano prescindere da una personale appartenenza alla versione cattolica della Menzogna Globale. Se non come professione di fede, almeno come identificazione o anche semplice contaminazione culturale. Magari ripescando e mistificando il vero sifgnificato di quel “perchè non possiamo non dirci cristiani” di Benedetto Croce. Che poi è quello che ha fatto Oriama Fallaci definendosi atea-cristiana, ma nel senso di appartenente a una cultura che nelle sue sedimentazioni mostra anche, ma non solo e non esclusivivamente -fra tante altre- anche radici cristiane. I socialisti della diaspora, che oggi vegetano e vivacchiano come ospiti più o meno graditi nei vari schieramenti politici, fanno quasi tutti a gara per accreditarsi, come un tempo Sergio Zavoli, socialisti di dio. Giulio Tremonti arriva addirittura a rispolverare per sè il famigerato motto “dio, patria, famiglia”. Gli altri che lo hanno seguito nel PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, magari non arrivano a tanto. Brunetta per esempio continua a definirsi non credente, ma nella passata legislatura, sull’esenzione degli immobili commerciali dei preti votò a favore del dio denaro di Ratzinger. E quando c’è qualche episodio “scottante” come la clamorosa sentenza del tribunale spagnolo che riconosce nei crocifissi appesi nelle aule scolastiche un vulnus alla laicità delle istituzioni, ecco che i presunti laici socialisti si vestono da crociati e sparano critiche feroci. Come ha fatto la berlusconiana Margherita Boniver. Altri personaggi di insospettabile e duratura tessera socialista, come Gennaro Acquaviva, il cattolicissimo plenipotenziario di Craxi per la stesura dell’ ultimo stramaledetto Concordato, si sono appena riuniti in un conclave di catto-socialisti per ribadire che loro sono sempre al servizio di dio. Con la benedizione del neo-segretario Nencini. Ma il segno della perdita di qualunque connotazione socialista ci viene soprattutto dal PD-Partitus Dei, che sta accantonando definitivamente la possibilità di collocarsi nella grande famiglia dell’Internazionale Socialista. Quelli dell’Opus Dei e di altre consorterie cattoliche che infestano il PD non lo consentiranno mai. Ormai a chi vuole essere socialista e basta non resta altra scelta che emigrare in Spagna.