Articoli marcati con tag ‘omosessualità’

18/1/10 – Stili di vita

domenica, 17 gennaio 2010

“Se lei si preoccupa di quello che pensa la gente su questo argomento posso illuminarla. Io sono un’autorità su come far pensare la gente”( Charles Foster Kane nel film Quarto potere di Orson Welles)

A San Francisco (California) si è riunita la Corte Federale che ha accolto una petizione di due coppie, la prima formata da due donne, la seconda da due uomini. Le due coppie sostengono che la Proposition 8, cioè l’emendamento alla Costituzione dello Stato della California che afferma che il matrimonio è tra un uomo e una donna, viola la garanzia costituzionale che garantisce l’uguaglianza dei diritti dei cittadini. Il punto di forza della petizione delle due coppie è che hanno gli stessi doveri degli altri cittadini ma non gli stessi diritti, per primo quello di pagare le tasse.
L’argomento scelto dalle coppie è potente. Infatti nella società americana le tasse sono il corpo fondamentale del diritto di cittadinanza, perché pagare le tasse è un diritto-dovere, un dovere che – se assolto – deve assicurare anche il diritto di cittadinanza. Per i sostenitori della Proposition 8 l’istituto matrimoniale ha come scopo principale la procreazione e l’educazione della prole, ma altrettanto pronta è stata la risposta dei petitori che hanno portato come esempio George Washington, padre della nazione, coniugato, senza figli. Altro punto di forza delle coppie proponenti è il perché della intromissione dello Stato all’interno di una coppia. Per comprendere questo punto, bisogna tenere presente che in California lo stato non ritiene di dover intervenire nelle questioni private tra coniugi, cioè non si devono spiegare i motivi di un divorzio. Si pensi che da noi un giudice sconosciuto alla coppia tenta di mediare una riconciliazione trascinando i tempi, facendo lievitare le spese della separazione e talvolta anche il dolore che la fine di un rapporto d’amore porta con sé. E successivamente lo sconosciuto giudice stabilisce chi è la parte lesa, se il divorzio ha un addebito, qual è il coniuge debole, insomma, gli eterni bambini sotto tutela o di un giudice, o di un medico, o di un prete. A pensarci, un cittadino italiano che chiede venga rispettato il suo diritto di cittadinanza perché paga le tasse, si mostra subito come un fesso cretino non in grado di evaderle. Quando il ministro dell’Economia Padoa Schioppa (ultimo governo Prodi) disse che pagare le tasse era bellissimo venne spernacchiato in tutte le lingue del mondo. In realtà l’economista (che si spese per cancellare l’iniquo privilegio dell’esenzione ici ai beni ecclesiastici, anche in quel caso spernacchiato da tutti compresi i ministri del suo governo e perfino del presidente della Camera) aveva vissuto troppo all’estero e non ricordava che nel suo Paese l’evasore Valentino Rossi è un eroe, gli atleti delle Olimpiadi (in genere poliziotti o carabinieri) approfittano del podio per chiedere uno sgravio fiscale e anche il primo ministro per strizzare un occhio a una parte cospicua dell’elettorato trova che evadere è comprensibile (ma si guarda dall’abbassare le tasse). Insomma, lo Stato è un re stronzo al quale il cittadino suddito cerca costantemente di ribellarsi, evadendo le tasse se possibile, affidandosi alla bontà degli amici chiedendogli di staccarlo dai macchinari qualora dovesse toccarci in sorte di non poterlo fare da soli, pagando per abortire in clinica senza umiliarci se dovesse capitare… Il guaio grosso è che il cittadino italiano, così abituato, tira a fregare tutti. Per cui quella che ti abita di sopra che è tanto perfettina e ti da il volantino delle primarie “perché partecipare è importante”, decide di appiccicare il similparquet senza preparare il pavimento con l’isolante e se ne frega se ti sfracassa i timpani camminando, quello che non vuole inquinare usa la bicicletta ma per fare prima cammina sul marciapiede e ti strilla di spostarti per strada… e tu passi da idealista cretino se pensi di far notare che non si fa. Ma quello che veramente è intollerabile è il clima di rissa continuo alimentato dai politicastri insieme ai “colleghi dell’informazione” che non informano ma si animano solo quando c’è la possibilità di creare rissa. Prendiamo il recente caso della diversità di opinione tra alcuni rabbini in occasione della visita del pontefice al tempio. Invece di elogiare il dibattito interno che in altre religioni, quali ad esempio la cattolica, è proibito visto che c’è un solo capo, si fomenta la guerra inventando una zizzania che non esiste. Dovrebbe essere noto anche ai più sprovveduti che laddove esistono due ebrei ci sono almeno 3 o 4 opinioni diverse, ma non lo sa l’ineffabile giornalista del servizio pubblico rai che chiede al sant’Egidio un incredibile parere. Intanto, alla chetichella, è passato un piccolo aumento per gli insegnanti. Bene, 220 euro in più, seppure lordi, fanno comodo, ma no, sono solo per i docenti di religione! Nel frattempo un parlamentare leghista di cui non voglio citare neanche il nome per significargli tutto il mio disprezzo mostra le sue radici padane: ignoranza, grossolanità, clericalismo, sessuofobia. E basta così. Aggiungiamo l’articolo di Massimo Granellini sulla Stampa che ben chiarisce i miei sentimenti di oggi.
“Un parlamentare della Lega ha chiesto al ministro Gelmini di scoraggiare la lettura nelle scuole della versione integrale del «Diario di Anna Frank», dato che in una pagina del testo la protagonista «descrive in modo minuzioso e approfondito le proprie parti intime, suscitando inevitabile turbamento». Francamente di quel libro sono sempre state altre cose a turbarmi: per esempio il razzismo, per esempio i nazisti. Certo non la scoperta della propria sessualità da parte di un’adolescente. Ma non voglio farne colpa all’onorevole Grimoldi o ai genitori degli allievi della scuola elementare di Usmate Velate, in provincia di Monza, che gli avrebbero segnalato il gravissimo caso. Sono vittime anch’essi di quella incapacità di cogliere il senso complessivo di un evento o di un’opera, arrestandosi davanti al particolare scabroso o semplicemente irrituale, che chiamerei la sindrome del divano.
Il divano è la normalità, il simbolo di un’esistenza tranquilla da abitare in tinello, dopo avere chiuso la porta a doppia mandata. La tv fa parte dello stesso tinello in cui si trova il divano: la sua volgarità è rassicurante, indigna e spaventa di meno. A indignare e spaventare sono la diversità, l’originalità, l’imprevisto: tutto ciò che distrae dalle certezze sedimentate e perciò va rifiutato e rimosso. Gli occhiali che si indossano davanti al divano assomigliano alle lenti dei microscopi: magari di un capolavoro non afferreranno l’essenza, ma ne coglieranno sempre la riga fuori posto.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Arriva alla Corte Costituzionale…

mercoledì, 22 luglio 2009

…la richiesta di riconoscimento dei matrimoni fra omosessuali. E’ la nuova strada tentata dall’Associazione Certi Diritti dopo il fallimento di ogni altro tentativo in sede politica e parlamentare.  LEGGI

E sui diritti negati alle persone omosessuali pubblichiamo volentieri questo commento inviatoci dal nostro amico Peter Boom.

NON SBANDIERARE LA TUA (OMO)SESSUALITA’
di Peter Boom

Ancora oggi sento dire ”Non devono sbandierare la loro omosessualità”, affermazione veramente ridicola perché l’omosessualità è una condizione umana perfettamente normale e legale.

L’eterosessualità invece viene spudoratamente sbandierata. I bambini devono già avere la fidanzatina e mi diverte sempre lo sguardo attonito di questi ragazzini dai quali si aspetta con trepidazione il bacetto, un condizionamento da loro certamente non compreso e non sentito.

Nel periodo della pubertà, quando cioè si manifesta lo sviluppo sessuale, iniziano le stringenti raccomandazioni che consigliano il fidanzamento, che poi verrà subito sbandierato ai quattro venti trovando il culmine con una grande festa e gli anelli che dovrebbero legare la femmina al maschio. Seguita il matrimonio con il bacio in bocca simboleggiante il primo atto sessuale allo scopo di procreare e altri anelli come legame indissolubile al quale poi è difficile e poco probabile essere fedeli per sempre.

Le diverse forme della nostra pansessualità devono essere tenute nascoste ed è meglio neanche parlarne. Meglio essere ipocriti e le persone non devono mai ostentare la loro vera “Natura”.

Prendiamo il caso della coraggiosissima poliziotta che si è dichiarata lesbica e che per questo ha dovuto subire un insistente mobbing da parte di alcuni colleghi e l’esplicito invito di non dire la verità, un invito da ripensare soprattutto per chi fa parte delle Forze dell’Ordine delle quali ci si aspetta un “La verità e nient’altro della verità”.

Un poliziotto omosessuale deve poter esternare tranquillamente la propria sessualità. Se gli viene imposto o chiesto di tenerla nascosta potrebbe diventare oggetto di mobbing o peggio di ricatto, molto controproducente per l’attività che svolge. Ricordiamoci inoltre che il mobbing, in questo caso, viene fatto per la maggior parte da persone che sentono il bisogno di dimostrare agli altri di non essere gay, che combattono così la propria componente omosessuale latente, fenomeno che in psicologia si chiama omofobia interiorizzata. Una persona al cento per cento eterosessuale non sente questa esigenza, non gliene può importare di meno.

Nei paesi veramente laici e democratici esistono organizzazioni di tutori dell’ordine omosessuali.

Anni fa già scrissi un articolo “Polizia Pansessuale” (si può trovare sul sito http://digilander.libero.it/pansexuality ), che allora inviai ai Ministeri dell’Interno, della Difesa, della Finanza ed alle Prefetture. Articolo poi servito per un’interrogazione presentata dall’Onorevole Franco Grillini e sottoscritto da numerosi parlamentari.

L’Italia purtroppo tarda a divenire un paese laico ed ha bisogno di persone oneste e coraggiose come quella poliziotta lesbica

La S.S. vaticana per l’assassinio dei gay.

lunedì, 1 dicembre 2008

I gerarchi cattolici, con la loro feroce e criminogena omofobia, diventano nei fatti complici degli stati criminali islamici che uccidono i cittadini omosessuali. E’ quanto emerge da un comunicato dell’Arci Gay a proposito della gravissima presa di posizione della S.S. (Santa maddechè ? Sede)  all’ Onu contro la proposta di depenalizzazione dell’omosessualità. Ancora una volta la S.S (Santa maddechè ? Sede), che non ha neppure uno status di membro effettivo dell’ ONU ma solo quello di “osservatore”, vota addirittura contro il diritto alla vita delle persone omosessuali che nei paesi integralisti islamici vengono condannati a morte. Particolarmente ridicola, anzi una vera cazzata, la giustificazione addotta da monsignor Migliore, il diplomatico che rappresenta la S.S. all’ONU : “Per esempio – ha detto l’arcivescovo all’agenzia cattolica I-Media – gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come “matrimonio” verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni”. Questo è il livello degli omofobi vaticani. Qui la fonte della notizia LEGGI vaticano-omosessualita.html