Anna Spina
L’anno scorso giunse alla “socia” del sito Tiziana, la gentile e-mail di un laico, animatore di una associazione laica.
Nella mail, per il resto carina, si spiegava che anche l’amico amava le donne mentre aveva, come dire in uggia, gli uomini, per meglio dire una particolare categoria di uomini: i froci.
Quando Tiziana mi inoltrò la mail una parte di me provò una rabbia cieca, il desiderio di sfasciare qualcosa, un desiderio doloroso, come un bisogno primario, chessò bere, mangiare, dormire, pisciare.
L’altra parte di me ne rimase sconvolta, inoltre mi preoccupai a morte: temevo che, dato il tono degli articoli, le amiche etero che collaboravano al sito fossero prese per “froce”, scrissi personalmente all’estensore della mail spiegandogli che noi non odiavamo mica i maschi, caso mai lottavamo contro quella mentalità e quel genere di uomini che attribuisco al pisello un ruolo taumaturgico! ci tenni a precisare che solo io e io soltanto, Anna Spina, del sito liberelaiche, ero omosessuale e comunque non odiavo nessuno, tanto meno, ovvio, i “froci”.
Perchè l’ho precisato? Perchè ho avuto paura. Una paura antica, sempre presente: la paura che la mia omosessualità potesse in qualche modo danneggiare chi mi stava vicino, amici, collaboratori, famiglia.
Ricordavo troppo bene i giudizi impietosi a scuola sulle ragazze sospettate di essere dell’ “altra sponda” o sui ragazzi poco “maschi”, ricordavo come mi tremava il cuore quando ascoltavo i giudizii disgustati e aspri di mio padre sugli omosessuali,
Ma la paura che davvero mi toglieva il fiato, la paura che mi ha accompagnato per una larga parte della mia vita, non era paura per me, non era paura delle botte, dell’isolamento, a queste evenienze ero preparata, ma la paura che ti prende per chi è tua amica, per quelle persone al tuo fianco che tu incosapevolemente, a causa della tua natura, puoi danneggiare, quella paura ha cambiato per sempre la mia vita.
D’altronde come non aver paura, in quest’Italia, xenofoba, razzista, omofoba in questa Italia, che, abbandonata la maschera zuccherosa da “Italiani brava gente”, mostra il suo vero volto: un volto razzista, che vede gli stranieri tutti e indistintamente solo come stupratori, mentre tace su quelle migliaia di uomini e donne che lavorano e creano benessere, in questa Italia in cui, a sinistra regna sovrana la confusione mentale e si aprono le porte a guru omofobici come Fagioli, si divulgano liste di proscrizione per i negozi appartenenti a cittadini ebrei e a destra si applaude a chi, come Gentilini propugna la pulizia etnica dai “culattoni”, si ascoltano preti che affermano sconce idiozie circa l’Olocausto.