Articoli marcati con tag ‘omofobia’

Omofobia planetaria, con qualche oasi di pace.

lunedì, 21 dicembre 2009

Periodicamente leggiamo raccapriccianti notizie riguardanti la persecuzione delle persone omosessuali. Impiccagioni e violenze nei paesi dove vige la legge coranica, ma anche incitamenti alla discriminazione sociale e giuridica (nessun riconoscimento delle coppie omosex) dove i cristianisti cattolici e protestanti hanno ancora grande potere. Invece oggi una nostra cortese lettrice ci segnala un caso molto incoraggiante, emblematicamente intitolato “Nascere nel posto giusto”.

Nascere nel posto giusto

Gareth Thomas è il capitano della squadra gallese di rugby e ha raccontato al Daily Mail di essere gay. Aveva 17 anni quando scoprì la sua condizione, ma preferì seppellirla per paura di non essere compreso. Troppo grande il suo amore per la palla ovale, e, secondo il pregiudizio corrente, un gay poteva al massimo giocare con la pallina del gatto. Nel 2002 un matrimonio finito, come ovvio, con un doloroso divorzio. A quel punto il rugbista decise di raccontare tutto all’allenatore che lo consigliò di confidarsi con i suoi compagni di squadra che lo accolsero con affetto. Oggi Gareth Thomas ha deciso l’outing perché “sono orgoglioso di ciò che sono e sarei felicissimo se nell’arco di dieci anni questo non fosse più un argomento da affrontare nello sport”.

Venire alla luce in Galles e scegliere il rugby 16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio
http://www.nessundio.net/blog/2008/12/16/399/

vuol dire essere nati sotto una buona stella.

Ben diverso è vedere la luce in Uganda, dove in questi giorni si sta discutendo una proposta del parlamentare David Bahati intitolata “legge anti omosessualità”, una norma che criminalizza senza riserve i comportamenti omosessuali. La pena minima è l’ergastolo, mentre per gli omosessuali con precedenti condanne, i sieropositivi, o chi si congiunge con un minorenne, è prevista la pena di morte. Sanzioni durissime anche per le organizzazioni, e i media o i singoli non omofobi. La legge prevede anche la delazione, con carcere fino a tre anni per chi sa e non parla. In una intervista al Guardian il ministro per l’etica e l’integrità, James Nsaba Buturo, ha detto: “quelli fanno sesso anale, roba che non fanno neanche gli animali. In Uganda pensiamo che ci siano dei limiti ai diritti umani”. Omofobo anche il presidente Yoweri Museveni (al potere da 24 anni) che oltre alle solite cose, tipo Dio non vuole, ha anche dichiarato di temere il proselitismo che gli omosessuali europei fanno nel paese, dove arrivano per turismo sessuale.

La proposta di legge è stata ben accolta da folti settori della chiesa evangelica e dalle associazioni delle famiglie cristiane, ma gli anglicani presenti nel Paese denunciano che la proposta è partita dalle chiese evangeliche. Il Segretario di Stato Usa, la signora Clinton, attraverso il suo delegato per l’Africa sta facendo arrivare velate minacce di sospensione degli aiuti (390 milioni di $). Il governo svedese ha già congelato i fondi della cooperazione (50 milioni di $), mentre i primi ministri inglese e canadese, Gordon Brown e Stephen Harper, hanno fatto arrivare le loro fortissime proteste.

Sofia Umani Ronchi

per www.nogod.it

16/12/08 – Il rugby è un gioco maschio

Hanner Amser in gallese vuol dire Metà tempo, ed è il titolo dell’autobiografia, uscita da poco in Inghilterra, di Nigel Owens.Owens è uno degli arbitri di rugby considerati più bravi, nato a Mynyddcering nel Galles 37 anni fa. Nel maggio del 2007, durante una intervista dichiarò di essere omosessuale. Nessuno glielo aveva chiesto, l’intervista era centrata su questioni tecniche legate all’arbitraggio, ma il suo outing è stato un modo per togliersi un peso dopo quello, ancora più pesante, di cui si era liberato parlando della sua condizione alla famiglia. Ora questo libro, che è una raccolta di emozioni dopo il cambiamento  dovuto alla rivelazione del proprio sé. Owens dice che il rugby è un gioco maschio ma non machista, e i colleghi tutti – e i tifosi tutti – gli sono sempre stati vicini. Nel libro l’arbitro racconta la sua giovinezza, dura, perché desiderava avere dei figli, una famiglia regolare… Racconta di quando uscì da casa, dopo aver scritto una lettera ai suoi genitori, per suicidarsi. Letta la lettera i genitori lo rintracciarono rivolgendosi alla polizia. Venne accompagnato in ospedale con un elicottero dove lo aspettavano i genitori piangenti. Forse tristi per non poter aver un nipote, ma felici di averlo ritrovato sano. Owens ammette che raccontare l’omosessualità alla famiglia è stato difficile, sicuramente più che arbitrare davanti a 80mila persone.Il rugby è un mondo a parte? Owens ammette di amare il calcio, ma ha qualche riserva che un omosessuale possa trovarsi a suo agio, è uno sport, pensa, dove circolano ancora troppe battutine.Hanner Amser, è la storia di chi ha trovato ostacoli sulla sua strada, ma è riuscito, con fatica, a superarli.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Chi alimenta l’omofobìa ?

martedì, 27 ottobre 2009

L’ultimo episodio avvenuto a Ostia dimostra che c’è un crescendo negli episodi di violenza contro le persone omosessuali le cui radici sono da ricercare soprattutto nell’ educazione alla discriminazione e alla violenza insita nelle dottrine delle religioni omofobiche. Le condanne a morte comminate agli omosessuali nei Paesi in cui vige la legge coranica sono certamente più gravi della discriminazione che la Chiesa cattolica, nei Paesi in cui i politicanti gli danno retta, invoca contro la parità di diritti per gay e lesbiche che si amano e vogliono sposarsi. Ma questa discriminazione pretesa dai preti e sostenuta a livello politico ingenera fatalmente e giustifica nei cervelli distorti di alcuni soggetti un sorta di via libera alla violenza criminale. E questa predisposizione al crimine è  più forte in quegli omosessuali repressi che esorcizzano il loro disagio attraverso la violenza contro chi rappresenta lo specchio del proprio mal vissuto orientamento sessuale.

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Alemanno incontra le associazioni gay.

martedì, 25 agosto 2009

Dopo la criminale aggressione ai due cittadini gay il sindaco di Roma, Alemanno, incontrerà oggi le organizzazioni rappresentative delle persone omosessuali. E’ lo stesso sindaco che si è sempre rifiutato di concedere (addirittura senza che nessuno glielo avesse richiesto) qualsiasi riconoscimento o patronato al Gay Pride di Roma. Un sindaco cattolicissimo, sempre allineato alle posizioni ufficiali omofobe della chiesa cattolica il cui rappresentante all’ONU, lo ricordiamo, ha rifiutato di votare una mozione contro la pena di morte per i gay. Questo incontro odierno rappresenterà, ci auguriamo, una forma di disgelo fra un un sindaco dalle ascendenze ideologiche di destra molto ben radicate e una comunità che rivendica quelle tutele che le continue violenze ai suoi danni ampiamente legittimano. Intanto è stato arrestato l’aggressore conosciuto anche con il nome di “svastichella”.

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Omofobìa, confronto Italia-Israele.

domenica, 9 agosto 2009

In Italia i casi di discriminazioni, violenze e omicidi di persone omosessuali e transgender sono numerosissimi e continui, nell’indifferenza delle pubbliche autorità e dei politicanti fascio-cattolici, mentre qualche sporadica notizia ne viene data sui media vaticaliani solo su forte sollecitazione e indignazione delle associzioni di categoria interessate. In Israele invece l’attentato omofobo di 9 giorni fa continua a restare al centro dell’attenzione di tutti i media e viene seguito personalmente dallo stesso Primo ministro Netanyahu. Ce lo vedete DuceSilvio, nei rari momenti in cui non scopa con le escort, a sollecitare rispetto e tutela per i Legabit (lesbiche, gay, bisex e transgender) da parte delle autorità responsabili e dei politicanti fascio-cattolici della sua maggioranza ?

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…L’attentato alla sede del movimento gay a Tel Aviv di sabato scorso 1° agosto, continua, dopo quasi una settimana, a tenere banco sui giornali israeliani. Ieri, venerdì, su Haaretz,era in prima pagina, con l’immagine di Bibi Netanyahu in visita di solidarietà al centro, mentre le notizie della convention palestinese a Betlemme erano relegate in poche colonne in seconda. L’uccisione di due ragazzi e il ferimento di altri, è stato vissuto in Israele come uno shock, la rivelazione che anche in un paese che viene considerato universalmente fra i più avanzati in quanto a rispetto dei diritti degli omosessuali, un atto di violenza criminale è possibile. E adesso i media, le istituzioni, anche quelle religiose, si chiedono come sia potuto accadere. Segue …

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Cripto-checche.

sabato, 4 luglio 2009

Una caratterisitica che accomuna molti disturbati mentali è quella di sviluppare odio e di arrivare spesso anche a comportamenti violenti verso chi manifesta gusti, scelte o tendenze che loro hanno rimosso o che vivono malamente e conflittualmente. Non siamo in grado di affermare che siano tutte cripto-checche fobiche quei preti, vescovi e cardinali così impegnati, insieme ai loro omologhi delle altre religioni, a condannare e perseguitare le persone omosessuali. Però il sospetto sorge spontaneo. Ed ecco un altro inquietante esempio di fantasticherie anti-gay che ci viene dai lefevbriani tedeschi.

I lefebvriani non smettono di far parlare di sé:
contro la parata gay “come i cattolici fecero con i nazisti”

Città del Vaticano, 2 lug -
“Omosessuali da combattere come i nazisti del Terzo Reich” questo il paragone choc mosso dalla confraternita tedesca dei lefebvriani. Nuovo imbarazzo per la Chiesa in cui, dopo che saranno stati affrontati gli aspetti dottrinali ancora in sospeso – l’accettazione del concilio Vaticano II prima di tutto -, dovrebbero rientrare grazie alla revoca della scomunica voluta da Benedetto XVI il gennaio scorso. Mentre le trattative tra gli ultratradizionalisti e il Vaticano sono ancora in corso, i lefebvriani non smettono di far parlare di sé, sollevando polemiche.  I seguaci di Lefebvbre hanno annunciato di volersi opporre alla parata gay di Stoccarda e hanno paragonato il loro dissenso a quello espresso da “cattolici coraggiosi” contro il nazismo all’epoca del Terzo Reich. “Come siamo orgogliosi quando – affermano secondo quanto scrive il tabloid Bild nella sua edizione online – leggiamo, in un libro di storia, che nel Terzo Reich ci sono stati cattolici coraggiosi che hanno detto ‘non partecipiamo a queste pazzie’”, recita un appello dei lefebvriani, riportato dal quotidiano. “Allo stesso modo, oggi ci devono essere cattolici coraggiosi”, prosegue il comunicato riferendosi all’appello contro la parata gay. L’iniziativa è in segno di protesta contro il Cristopher Street Day, la parata degli omosessuali che si terrà a Stoccarda il primo agosto prossimo. I lefebvriani commentano: “La sfilata di propaganda per il peccato sodomita” mostrerà per strada “un sacco di persone che si atteggiano in modo selvaggio e osceno”. Così la Fraternità sacerdotale Pio X chiede, soprattutto agli uomini, di ribellarsi e di “scendere in strada e dire: ‘Non vogliamo che la nostra patria diventi come Sodoma e Gomorra’. Scioccate le reazioni degli organizzatori del Cristopher Street Day (Csd), che hanno sporto denuncia, scrive la Bild. “Paragonare i gay con i nazisti del Terzo Reich è il colmo”, ha detto al tabloid Cristopher Michl, direttore della Csd di Stoccarda. Solidarietà anche dal Consiglio centrale degli ebrei. “Il tenore del paragone dei lefebvriani rivela che spirito infantile abbiano”, ha detto alla Bild Stephan Kramer, segretario generale dell’organizzazione.

Una medaglia al valore civile per Maria Luisa.

sabato, 27 giugno 2009

Mobilitazione di Certi Diritti e www.gay.it . che chiedono di diffondere un Appello per la ragazza che rischia di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay. Via alla raccolta firme per il Presidente della Repubblica.

Una medaglia al valore civile per Maria Luisa
Mobilitazione di Certi Diritti e www.gay.it
Aiutaci a diffondere questo Appello

Venerdì 26 Giugno 2009

La ragazza che rischia di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay merita una medaglia al valore civile. Via alla raccolta firme per il presidente della Repubblica. Moltissime adesioni “vip”.

Maria Luisa, la studentessa 26enne di Napoli che ha rischiato di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay, è stata operata questa mattina. I medici stanno tentando di restituirle almento parazialmente la vista. Il suo gesto è eroismo puro in quanto ha messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba. Per questo Gay.it, l’associazione radicale Certi Diritti, le associazioni Arcigay Napoli e I-Ken Onlus, hanno lanciato una raccolta firme perché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferisca una medaglia al valore civile.

Il testo dell’appello – “Signor Presidente, il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.
In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.
Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Sono già moltissime le adesioni dei personaggi della politica e dello spettacolo giunte alla redazione di Gay.it. Fra i nomi dei politici spiccano quelli del portavoce di Silvio Berlusconi Daniele Capezzone, i deputati del PD Ermete Realacci e Paola Concia. Dal mondo dello spettacolo sono arrivate, tra le altre, le adesioni di Maurizio Costanzo, Fabio Canino e Alessandro Cecchi Paone. Dal movimento gay spiccano i nomi di Imma Battaglia e Franco Grillini e del portavoce del Pride di Genova Alberto Villa.

Medaglia al valore civile per Marialuisa

Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano

Signor Presidente,
il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.

In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.

Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Cordialmente,
i cittadini di seguito firmatari.

E’ possibile firmare l’appello per il Presidente della Repubblica a questo indirizzo.

http://www.gay.it/unamedagliapermarialuisa/

Sorprendente Fini.

sabato, 27 giugno 2009

Ancora una volta è il Presidente della Camera Gianfranco Fini che mostra un coraggioso atteggiamento di contrasto all’omofobia che contraddistingue quasi tutti i politicanti della maggioranza e buona parte dell’opposizione, a parte i radicali. Fini ha prontamente aderito alla richiesta di salvataggio di un gay iraniano che rischiava di essere estradato dalla Francia all’ Iran dove sarebbe stato impiccato perchè innamorato e convivente more uxorio con il suo compagno italiano.

COMUNICATO STAMPA
Roma, 26 giugno 2009

E’ LIBERO IL RIFUGIATO GAY IRANIANO VAHID. HA RIABBRACCIATO IL SUO
COMPAGNO A ROMA. RASSICURAZIONI DA FINI E FARNESINA SULLA PROTEZIONE
UMANITARIA

GRUPPO EVERYONE: “UN CASO CHE SI CONCLUDE POSITIVAMENTE GRAZIE
ALL’INTERCESSIONE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA CON LA FARNESINA E IL
MINISTERO DEGLI INTERNI”

Vahid Kiani Motlagh, il gay iraniano 32enne che era stato fermato in
Francia lo scorso 25 maggio e rinchiuso nel centro di detenzione
all’’aeroporto di Saint-Exupery a Lione, si trova ora di nuovo a Roma
ed è libero, dopo alcune ore trascorse in consegna presso le autorità
italiane, per le procedure di rito. “Vahid, come era stato anticipato
ieri dal nostro Gruppo, “dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e
Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, “è partito da Lione
alle 8,40 ed è arrivato all’aeroporto romano di Fiumicino alle 10,15,
dove è stato poi trattenuto per le dovute procedure alla polizia di
frontiera e quindi alla Questura di Roma. Provato, ma felice, Vahid è
ora libero, a fianco del suo compagno”. “Ieri avevamo inviato un
appello urgente al Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco
Fini, per sollecitare una sua azione di sensibilizzazione con la
Farnesina e il ministro Frattini, e già in serata avevamo ricevuto le
prime rassicurazioni. Questa mattina,” continuano i leader di
EveryOne, “abbiamo avuto la conferma dal presidente Fini della sua
intercessione con la Farnesina e il ministro Frattini affinché venisse
accordata immediata protezione umanitaria al ragazzo. La Farnesina ha
fatto sapere di stare seguendo con attenzione l’intero caso,
nell’interesse di preservare al massimo i diritti fondamentali di
Vahid, escludendo da subito una sua deportazione in Iran”.
“E’ stata una campagna faticosa,” continua il Gruppo EveryONe “ma
siamo riusciti a seguire passo dopo passo Vahid attraverso un’azione
di diplomazia internazionale con le autorità francesi, l’Alto
Commissario ONU per i Rifugiati, il Parlamento Europeo – grazie
all’intercessione di Ottavio Marzocchi dell’Associazione Radicale
Certi Diritti – e le istituzioni italiane. Ringraziamo Gianfranco Fini
e il consigliere diplomatico Alessandro Cortese, che non solo si sono
dimostrati disponibili e interessati alla positiva risoluzione del
caso, ma hanno permesso che già dall’arrivo di Vahid in Italia venisse
attivata una procedura che ne escludesse a priori la deportazione nel
Paese d’origine”.
EveryOne ringrazia infine tutte le associazioni che si sono attivate
per supportare l’azione per la vita di Vahid – in particolare Certi
Diritti e la Fondazione Massimo Consoli – o che hanno promosso
iniziative a sostegno della nostra campagna; Arcigay e Arcilesbica
Roma, che seguono Vahid nelle istanze di protezione umanitaria e
asilo; GayNet, Azione Trans e una rete internazionale di
organizzazioni per i Diritti Umani. Un grazie infine agli on. Concia e
Della Vedova; agli eurodeputati Lambert, Romeva, Cashman, In´t Veld,
Lunacek, Gröner; a Dirk De Meirleir, direttore di ILGA-Europa; al PRI
e ai giovani ebrei d’Italia, che hanno sollecitato il Governo a
interessarsi del caso e attivare canali diplomatici per fornire
protezione umanitaria immediata a Vahid.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
+39 334 8429527 :: +39 331 3585406
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

25/5/09 – Ho visto cose…

lunedì, 25 maggio 2009


Come tutte le famiglie, le nostre al servizio diplomatico si presentano in diverse configurazioni (Segretario di Stato Usa, signora Clnton che comunica i pieni diriti ai diplomatici gay, Corriere della Sera)
A Roma, il 26 maggio a piazza di Pietra, ci sarà una singolare parata guidata da Carlo Giovanardi, a sostegno della candidatura di Berlusconi al Nobel (ansa)

Il 15 maggio Rama Yade, sottosegretaria agli Esteri francese, ha lanciato l’appello per la depenalizzazione universale dell’omosessualità al Congresso mondiale sui diritti dell’uomo a Parigi alla presenza di delegati di cento paesi. Il 18 dicembre scorso la mozione venne votata all’Assemblea generale dell’Onu da 67 stati dei cinque continenti. La mozione puntava a isolare gli ottanta stati che considerano l’omosessualità un crimine contro natura spesso (in sette stati) punendola con la morte. L’Italia cadde sull’orlo di una crisi di nervi per essersi dovuta (con fatica) scostare per una volta dal Vaticano. Come si ricorderà mons. Celestino Migliore, osservatore della Santa Sede presso l’Onu, avvertì che gli stati che non riconoscono l’unione tra due persone dello stesso sesso (omofobi, diremmo noi e il buon senso) sarebbero stati messi alla gogna. A tenere bordone alla malvagia posizione vaticana si aggiunse la Siria che spiegò che i diritti universali non includono i diritti specifici delle persone. Il presidente Sarkozy e l’intero governo, hanno sostenuto con forza Rama Yade, che il 15 maggio ha potuto rinnovare il suo impegno dichiarando che “non ci sono discriminazioni minori, ma solo sfide non colte. I diritti sono indivisibili negarne uno significa compromettere tutti gli altri; davanti alle discriminazioni, di origine, di età, di orientamento sessuale, di genere, la nostra volontà deve essere ferma, non per imporre un modello di società, ma per combattere lo spirito di intolleranza lesivo della dignità umana”. In Francia l’omosessualità è stata depenalizzata nel 1981; oggi il ministro della Salute Roselyne Bachelot vuole derubricare la transessualità dalle “affezioni psichiatriche di lunga durata” mentre Martine Aubry, segretario del Ps, chiede all’Onu di rifiutare la transfobia.
Il 17 maggio Cuba ha festeggiato il cinquantenario della Rivoluzione con la consueta sfilata nelle vie dell’Avana. Nel calendario delle manifestazioni la sfilata più bella è stata quella degli omosessuali che, a passo di danza negli allegri ritmi latino americani, hanno percorso le vie del centro per sfociare nei giardini di Pabellòn di Cuba, il cuore della capitale. Solo fino a poco tempo fa Fidel Castro “i froci” li spediva ai lavori forzati col garbo consueto delle dittature. Invece oggi sua nipote, Mariela Castro Espin, figlia di Raùl, direttrice del Centro nazionale per l’educazione sessuale, è stata la madrina della giornata contro l’omofobia.
Giovedì 21 maggio a Genova, il ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha partecipato ad un convegno organizzato dall’Arcigay sul disagio giovanile. Come è ovvio il ministro ha detto che è contro ogni forma di discriminazione, anche se ritiene irricevibile la richiesta di equiparazione tra coppie etero e omo e insostenibile l’adozione. Per chiarire la sua condanna a qualsiasi forma di discriminazione, Meloni ha pronunciato un chiaro no a eventi come il gay pride che si terrà appunto a Genova il 27 giugno. Il ministro è stata nettissima, ma il capogruppo dei senatori del pdl genio Gasparri, ha disapprovato l’intervento di Meloni all’arcigay che, svolgendosi a Genova poteva sembrare un tacito assenso al gay pride.
Continua intanto la protesta di Marco Pannella che, in una intervista all’Unità tra l’altro ha detto : “abbiamo parlato dei diritti degli omosessuali e ci hanno chiamato froci. Adesso vedo che si ascoltano le ragioni degli omofobi”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

mercoledì, 22 aprile 2009

22/4/09 – … d’un peccato medesimo al mondo lerci

A Dakar (Senegal) la Corte d’Appello ha annullato le condanne per omosessualità comminate a 9 uomini disponendone l’immediata scarcerazione. La sentenza aveva suscitato molte proteste, in special modo francesi, tanto da costringere lo stesso presidente Sarkozy ad intervenire. I 9 erano stati arrestati nel corso di una manifestazione che informava sulla prevenzione dell’aids.
Una coppia di uomini, che aveva presentato ricorso al tribunale di Venezia denunciano il Comune della città della gondoleta per essersi rifiutato di affiggere le pubblicazioni del matrimonio che avevano richiesto, hanno avuto la notifica che la questione è stata rimessa alla Consulta. E’ possibile, quindi, che la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi per colmare il vuoto legislativo sulla questione. La mancata accoglienza della richiesta di matrimonio, viola ben quattro punti della Carta costituzionale: parità, uguaglianza, diritto alla famiglia e potestà legislativa. Ed è con queste modalità (non possono esserci gruppi sociali o categorie private di alcuni diritti di cui usufruiscono gli altri) che in alcuni Stati americani è stato introdotto il matrimonio per tutti.
L’omosessuale più bello del mondo, amato da uomini e donne anche per alcuni bei film (Another Country, Maurice…) e per le sue scombiccherate prese di posizione, si è sottoposto ad un lifting francamente esagerato. Rupert Everett, 49enne appena appena stropicciato, si è talmente ritoccato al punto di aver alimentato illazioni su un trapianto osseo. Fermo restando che ognuno col suo corpo e la sua faccia fa quello che gli pare, se per caso si trovasse a leggere questo sito voglio comunicargli che andava bene anche con le occhiaie e le guance un po’ rilassate.

Tornando seri, oggi la professoressa Rita Levi Montalcini varca il secolo
http://www.liberelaiche.it/donne_in_gamba.html#asso-nella-manica

Auguri!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Caro Dalai Lama….

martedì, 10 marzo 2009

Mentre dal punto di vista politico non possiamo che solidarizzare con i tibetani che aspirano all’autodeterminazione e alla libertà, abbiamo qualche pesante riserva su alcuni dettami della loro religione, e del suo interprete unico, il Dalai Lama.

Caro Dalai Lama,

sul diritto delle persone omosessuali a vivere traquillamente il proprio orientamento in tutte le sue legittime dimensioni hai ripetutamente espresso, in nome della tua fede religiosa,  la stessa omofobia delle fascio-gerarchie cattoliche e dei nazi-islamisti. Poichè tu condividi tale avversione anche con gli omofobi gerarchi fascio-comunisti cinesi mi sembra del tutto “naturale” che per la legge metafisica del contrappasso questi ultimi ti stiano facendo un culo così a te, e a tutti i tuoi seguaci. Non che me ne compiaccia, anzi me ne dolgo. Prendo però semplicemente atto che evidentemente anche in metafisica, come nella fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Pur se nel tuo caso la violenza morale che tu eserciti con l’omofobia contro le persone omosessuali ti ricasca addosso, a te e a tutti li tua, come violenza fisica a cura di altri soggetti.