Articoli marcati con tag ‘muro di berlino’

17/11/2009 – Il MURO che non cade

martedì, 17 novembre 2009

era buono da mangiare piacevole a vedersi e desiderabile perché faceva acquistare intelligenza, prese il frutto e ne mangiò (Genesi 3:6)… farò grandi le sofferenze tue e della tua gravidanza, partorirai figli con doglia e avrai desiderio di tuo marito che dominerà su di te (Genesi 3:16)

Molti commentatori hanno notato che a Berlino, durante le celebrazioni del ventennale della caduta del muro, ne è crollato un altro: il ministro degli Esteri Guido Wastervelle ha presenziato a tutte le cerimonie, dalle funzioni religiose al concerto, dai discorsi dei Nobel e dei testimoni al pranzo, insieme al suo fidanzato. Bellissimo, speriamo di vedere presto questa normalizzazione delle coppie omosessuali anche al femminile. Come si sa, tutto quello che avviene nel mondo dei maschi è più semplice, o comunque accettato anche se ob torto collo, a differenza di quanto accade nel mondo delle donne.
Nel muro compatto fatto di uomini – nel senso di maschi – davanti alla porta di Brandeburgo si vedeva la piccola crepa prodotta da due donne, Angela Merkel e Hillary Clinton. Entrambe le signore, con bellissime sciarpe colorate, hanno vissuto gli anni del femminismo, hanno condiviso la fatica di farsi strada in un mondo maschilista, tutte e due hanno raggiunto un grado così alto di potere politico esclusivamente per i loro meriti, l’una e l’altra sanno come scegliersi una giacca per coprire le piccole magagne che segnano il corpo di chi ha dedicato più tempo alla crescita intellettuale che alla cura del fisico.
E’ un muro che mostra poche fessure quello che tiene lontane le donne dal potere politico.
Probabilmente è per questo che è passato come un fatto insignificante – in un paese che protesta per la libertà di stampa ma mai per il diritto ad essere informati – quanto successo all’ospedale Sacco di Milano che, durante le interminabili vacanze di natale non offrirà l’analgesia epidurale alle partorienti. Questo per rispettare le ferie degli anestesisti, che, pagando 900 € , potranno essere però rintracciati. E così Eva continua a scontare la colpa di aver offerto il frutto della conoscenza a quell’insulso di Adamo continuando a partorire con dolore. Come è noto il sistema sanitario nazionale ha inserito da pochissimo la prestazione grazie all’impegno del ministro Turco nel penultimo governo, ma il fatto che in un periodo di contrazione economica è la prima prestazione sanitaria a saltare la dice lunga sul rispetto delle donne e dei nascituri che in questo paese, che si riempie la bocca con la parola famiglia, c’è.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

11/11/09 – Vent’anni dopo

mercoledì, 11 novembre 2009

Sono stato qui a Ovest giusto vent’anni fa, fine dicembre, e a capodanno sulla Unter den Linden fui scambiato per Pavarotti da folle ubriache per la quali intonai l’aria ovvia della gelida manina. Era la festa del grande collasso pieno di speranze. (Giuliano Ferrara, Il Foglio)

Si dice che la vittoria ha tanti padri. Ne abbiamo avuta ampia prova durante le celebrazioni della caduta del muro. Lech Walesa era raggiante davanti alla porta di Brandeburgo mentre spingeva la prima delle quindicimila tessere del domino, scenografia predisposta a simulare il muro. Il premio Nobel polacco che, beninteso, ha il suo posto nella storia per essersi messo alla guida di Solidarnosc, ha dato il merito della fine del comunismo della caduta del muro e forse anche della scomparsa dei cattivi a papa Wojtyla. Può essere, ma a me non sembra che le cose siano andate così. Sarò banale ma credo che il muro, e quel tipo di comunismo, sia finito per consunzione. Forse il papa polacco ha acceso qualche riflettore in più sulla Polonia, ma quel paese che pure si strinse fortemente intorno al suo vescovo, si sarebbe immerso con la stessa fiducia nelle sacre acque del Gange pur di scrollarsi di dosso l’anacronismo di quel regime. Di più. L’eccessivo entusiasmo di Walesa e la fiducia cieca nel teocrate vaticano, gli hanno fatto ben presto dimenticare molti compagni della prima ora per consegnare il suo paese nelle mani dei nazionalisti che hanno portato al governo-presidenza dei gemelli Kazchinsky , governo caduto sotto i colpi dell’Ue per le sue posizioni antisemite il fondamentalismo cattolico le leggi punitive sulle donne. Verosimilmente anche il gemello presidente non sarà riconfermato alla carica . Di fatto la Polonia ha scontato un isolamento culturale che altri paesi dell’area comunista hanno superato con più facilità. Naturalmente il discorso sulla fine di una epoca è molto più complesso, ma non è accettabile questa sopravvalutazione del papa, reiterata anche in momenti che tutti viviamo con solennità e commozione.
Come ovvio quasi tutti i politici italiani hanno dichiarato di aver dato un colpo di piccone proprio il 9 novembre. Un tempismo che manco Rostropovich con il suo violino….
Sul filo della vanità il sindaco Alemanno ha promosso una manifestazione piuttosto pacchiana e ha detto “quel giorno ci ha insegnato la fine del totalitarismo, del comunismo, del fascismo”. Pare che sia stato bacchettato dall’onnipresente moglie perché ha dimenticato ateismo e velinismo. A tanto cretinismo come reagire? Con l’ironia come fa il bravo Lanfranco Pace che scrive “abbiamo conosciuto l’umidità, il caldo, l’inflazione percepiti, ora abbiamo anche il muro percepito tirato su alla svelta a piazza di Spagna per ricordare Berlino e il 9 novembre di venti anni fa. Suvvia, se c’è una cosa che percepire proprio non si può è un muro: o ci sbatte contro o lo si tira giù”.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

sul sindaco di Roma vedi 13/10/09