Articoli marcati con tag ‘maroni’

Cazzari Padani.

lunedì, 20 giugno 2011

Si è svolta ieri a Pontida il 15° Festival del Flatus Vocis Leghista, con un leader stanco e malato che non ha saputo far altro che ripetere vaghe minacce a destra e sinistra senza nessuna proposta concreta sui problemi reali dell’economia e del lavoro. Le solite stanche litanie su Roma ladrona tanto per riscaldare le frattaglie dei seguaci, ma nessuna risposta compromettente alla richiesta dei facinorosi che invocavano in coro la secessione. E’ stato invece Roberto Maroni a spingersi fino a una pericolosa e inaccettabile esclamazione per una “Padania libera e indipendente”, che detta dal ministro dell’Interno sembra un pesante tradimento della Costituzione unitaria su cui ha giurato. Ma Bossi una cosa giusta l’ha detta, quando ha parlato dei cicli storici di 15 / 20 anni in cui hanno dominato particolari ideologie e i relativi gruppi di potere: la destra storica di fine ottocento, il giolittismo, il fascismo, la democrazia cristiana, il consociativismo catto-comunista e il berlusconismo. Ma nel dirlo voleva far credere che il prossimo ventennio dovrebbe essere quello dominato dalla Lega, senza rendersi conto che proprio nel ventennio berlusconiano il suo partito personale, co-responsabile del berlusconismo, ha esaurito ormai tutte le sue potenzialità. E chiamando in causa anche Tremonti con accenti severi ha di fatto messo nelle mani del ministro la risposta vera ai problemi che ci riguardano tutti. E sarà proprio lui nei prossimi giorni che uscirà vincitore dal caos attuale o imponendo una manovra di 40 miliardi da lacrime e sangue o, per restare al potere, accontentando i demagoghi di destra e sinistra mandano a picco il paese. Se Tremonti salverà l’Italia dalla crisi simil-greca sarà solo lui il vincitore e nessun altro; se fallirà sranno travolti quelli che l’hanno messo al potere, primi fra tutti Berlusconi e Bossi. Ed ecco l’ampio minestrone di aria fritta che la Lega ha distribuito come “dodecalogo” per il governoLEGGI – Le solite vecchie proposte che tornano a galla da almeno venti anni e che nessun governo, compresi quelli degli ultimi 20 anni con la Lega dentro, è mai riuscito a realizzare. Ma per illudere il popolo bue della Padania va bene anche questo. Ciliegina sulla torta nella migliore tradizione del teatro dell’arte la rivelazione di Capitan Fracassa Bossi che Brighella Berlusconi era pronto a firmare per il trasferimenti di alcuni ministeri al Nord, ma “poi si è cagato sotto”.

1/4/11 – Sull’isola

venerdì, 1 aprile 2011

Cinque persone sono state arrestate dai carabinieri a Vieste, perché durante una manifestazione per il lavoro hanno bruciato il tricolore. Le agenzie di stampa davano conto di arresti in Umbria per induzione alla prostituzione. Due episodi che riguardano cittadini comuni ai quali la legge mostra il volto più severo procedendo addirittura alla limitazione della libertà. Se invece per gli stessi reati si parla di personaggi eccellenti scatta la campagna innocentista e l’accusa verso la magistratura di svolgere un ruolo politico. Colpisce la severità verso i lavoratori di Vieste, per i quali l’atto di bruciare la bandiera non è stato vilipendio né la negazione dell’unità nazionale, ma probabilmente l’espressione della coscienza di essere stati messi ai margini della comunità… Proprio ieri, per la seconda volta, i consiglieri regionali leghisti della Lombardia sono usciti dall’aula mentre veniva suonato l’inno di Mameli. I padani possono, i lavoratori no. E’ questa contraddizione che svela il volto dell’Italia di oggi. (Peppino Caldarola, Mambo)
Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta è tutto andrà perduto (C. Chaplin, Il grande dittatore)

Quel che succede a Lampedusa è – e non è facile scegliere il peggio – la manifestazione più indecorosa del governo di centrodestra. Sulla questione sbarchi la confusione regna e in qualsiasi altro Paese dell’occidente un ministro dell’Interno che ha accumulato così tanti fallimenti sarebbe stato dimissionato. Ed è paradossale che si continui, da parte del governo, a chiamare l’Europa a condividere le nostre inconcludenze mentre è evidente che ci ignora. Del resto – e la recente sentenza sul crocefisso lo ha dimostrato palesemente – ormai facciamo parte del gruppo Malta-Romania-Grecia-Bulgaria-Cipro e siamo ben distinti da Spagna-Germania-Gran Bretagna- Svizzera-Olanda-Belgio-Francia-Portogallo.
La disumana accoglienza che è stata riservata ai giovani nordafricani, il cui arrivo era ampiamente previsto (20mila da gennaio su una popolazione di 60milioni), serve. Serve per far vedere ai migranti che qui non c’è possibilità di essere accolti, serve per aumentare la paura dello straniero negli italiani più fragili. L’emergenza è stata gridata dal ministro dell’Interno quando ancora il numero degli arrivi a Lampedusa era limitato, mentre sarebbe stato opportuno ospitare civilmente, esaminare le posizioni di ognuno, accogliere gli aventi diritto e rimpatriare, senza mancia, gli altri. Così fa tutto il mondo, ma qui fa più comodo accapigliarsi sulle orde di stupratori africani quasi sicuramente fondamentalisti islamici. Magari sarà pure così per qualcuno, del resto se ci si chiude in una stanza in tre è probabile che uno sia uno stronzo col botto, ma va bene per un governo convincere i cittadini a queste generalizzazioni?
A Lampedusa si è consumata l’ennesima tragedia di un paese ridicolo. Si sarebbe potuto presentare una faccia gentile coi giovani nordafricani, mostrando un paese accogliente ma rispettoso delle leggi (in Italia è ancora in vigore una legge che prevede il permesso temporaneo in caso di arrivi straordinari e applicandola si vincola l’Europa così come è stato durante la guerra in Kosovo) e quindi non aperto a chiunque, gettando le basi per rapporti futuri, così come qualche anno fa si fece con i dirimpettai albanesi. Invece, stipare di stranieri le navi per portarli chissà dove, mostra ai giovani migranti la faccia feroce di un governo e di un Paese che preferiva i satrapi dittatori che l’incarceravano. Ed è per questo, e non certo per la rapacità degli altri paesi, che probabilmente rimarremo fuori da eventuali rapporti commerciali.
Su Silvio lampedusano – di cui approvo solo la promessa, l’ennesima promessa che non sarà mantenuta, di un campo di golf - è meglio stendere un velo. Molto pesante però.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Maroni sfotte il Vaticano.

sabato, 25 luglio 2009

Sorprendente attacco del ministro Maroni che nel difendere il suo provvedimento anti-clandestini ha dichiarato di esseresi ispirato alle normative vigenti nella SS Vaticana. dove, dice “quelle norme funzionano benissimo” e di clandestini non si vede bemmeno l’ombra.

Qui la fonte della notizia da Il sole-24Ore LEGGI

…..«Il reato di immigrazione clandestina tanto contestato dal Vaticano è nell’ordinamento dello Stato del Vaticano e lì funziona molto bene». Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, parlando a Orvieto durante la tre giorni dei circoli di Gianni Alemanno, dove è tornato a difendere una delle norme del “pacchetto sicurezza”.
Secondo Maroni, in Vaticano «è previsto il carcere, noi che siamo un po’ più buoni abbiamo previsto una multa», perché al governo italiano interessa il fatto che il reato comporti «l’espulsione immediata».

Manifestazioni proibite se passano vicino alle chiese.

giovedì, 22 gennaio 2009

Soprendente anticipazione del Ministro Maroni sulle direttive in corso di emanazione per regolamentare (e in molti casi proibire) l’effettuazione di cortei, sit-in e preghiere islamiche in piazza. Non sappiamo se ci saranno limitazioni anche per le processioni cattoliche e quelle rituali leghiste in onore del Dio Po. La stretta tuttavia sarà pesante, particolarmente a Roma dove c’è una chiesa ogni cento metri.

Qui la fonte della notizia LEGGI