La richiesta di far pagare l’ICI sugli immobili in cui gli enti religiosi esercitano LUCROSISSIME attività commerciali viene mistificata sui giornali del regime vaticaliano (praticamente quasi tutti), come un attacco alle mense della Caritas che invece utilizzano quasi sempre locali di proprietà pubblica, sono finanziate da appositi capitoli di bilancio di Regioni e Comuni e utilizzano volontari, e quindi con l’ICI non c’entrano affatto. Noi invece vogliamo che paghino l’ICI i ricchissimi enti religiosi, quelli che per esempio a Roma da alcuni anni stanno sfrattando centinaia di inquilini poveri che però abitano in case del centro storico che appena liberate possono essere riaffittate a prezzi stratosferici ad inquilini ricchi… e senza pagare l’ICI. Infatti la legge vigente votata anche dai comunisti dice che si paga l’ICI solo per gli immobili adibiti NON ESCLUSIVAMENTE ad attività commerciali. Badate bene all’ipocrisia !!! Basta che in quegli immobili di proprietà religiosa (appartamenti, alberghi, piscine, cinema, teatri, ristoranti, campi da tennis, calcio e via dicendo, ci sia una cappella o anche un’immagine votiva di una madonna o di un padrepio con un lumino acceso che automaticamente non sono pù “esclusivamente commerciali”, ma diventano immobili destinati anche al culto e quindi ESENTATI dall’ICI. Maledetti bugiardi, nessuno vuol far pagare l’ICI alle chiese e alle parrocchie o ai monasteri dove i monaci fanno i monaci e i seminaristi i seminaristi, e nemmeno alla mense della Caritas, ma solo ai vescovi, ai preti e alle monache che fanno gli albergatori, i ristoratori, i gestori di cinema e teatri, e i locatori di immobili prestigiosi e lucrosissimi. Questi devono pagare e devono pagare tutto, come tutti i comuni cittadini soggetti alle leggi che DEVONO essere uguali per tutti e fatte rispettare.
Articoli marcati con tag ‘manovra economica’
Non solo parassiti ma anche bugiardi professionali.
martedì, 23 agosto 201111/7/10 – Incongruenti
domenica, 11 luglio 2010“Parlano della libertà di stampa come se si trattasse di un diritto assoluto che prescinde dai diritti degli altri, ma in democrazia non esistono diritti assoluti” (l’amatissimo Silvio)
“Le grida di l’Aquila l’Aquila, sono continuate minacciose” (dal sito del tg1)
La manovra economica è indispensabile, e francamente nessuno contesta questa affermazione. In caso è arrivata tardi e probabilmente è troppo al ribasso. Il governo, che non è di destra né populista, ma solo pericolosamente imbecille, ha deciso di evitare l’aumento diretto delle tasse e i prelievi sulle rendite finanziarie, sulle banche e sui redditi più alti, e si è trovato a dover spolpare solo due categorie: l’impiego pubblico e le autonomie locali.
Gli impiegati dello Stato sono considerati, soprattutto dal ministro che dovrebbe rappresentarli, dei privilegiati fannulloni e non godono di grandi simpatie; le regioni invece dovranno gestire il malcontento quando saranno costrette a ridurre – e tagliare – servizi fondamentali. Quando il cittadino dovrà fronteggiare i tagli, non piglierà a insulti il premier, che del resto furbescamente dice che ha le mani legate dalla Costituzione e dai “giudici che sono tutti comunisti”, piuttosto con il presidente della Regione o coi sindaci che hanno ottenuto dal governo ampi spazi per aumentare le tasse municipali.
Oltre ai sindaci e ai presidenti delle province (ente inutilissimo ma gran succhiatore di risorse e il cui mantenimento è caro a tutti i partiti) sono salite sul carro dei graziati diverse categorie: le forze dell’ordine che hanno ricevute rassicurazioni oltre che dal ministro dell’Economia, da quello dell’Interno e della Difesa; la rai, per la quale si era parlato di un taglio degli emolumenti del 20%, rientrato e per i dipendenti e per i collaboratori. L’Usigrai, il corporativo sindacato dei garantiti giornalisti rai, era stato durissimo con i ventilati tagli che li riguardava. E dopo questo pacco dono come potrà pretendere chi vorrebbe una informazione libera e corretta che in rai criticheranno i tagli incongruenti che riguarderanno le altre categorie? Escono bene anche le imprese, almeno stando a ciò che ha riferito Marcegaglia. Benino anche i magistrati che sono riusciti a far correggere in parte i tagli ai giovani professionisti. Benissimo – al momento – per gli agricoltori che hanno avuto l’emendamento sponsorizzato dalla Lega per l’esenzione dalle multe sull’esubero delle quote latte. Anche se l’Ue ha minacciato sanzioni al governo, nel quale caso le multe per le quote dovremo pagarle tutti. Il ministro dell’Economia garantisce che sicuramente non cambierà il saldo finale della manovra. Guai quindi a chi non si trova lo sponsor forte.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
15/6/2010 – http://www.nessundio.net/blog/2010/06/15/4100/
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NoGod ai Mondiali di calcio
La fotografa sudafricana Zanele Muholi nei giorni dei Mondiali di calcio, ha esposto le sue foto in una importante galleria di Città del Capo. Volti femminili in bianco e nero. Tutte sono lesbiche, molte sono calciatrici. Muholi ha fondato nel 2008 la Thokozani Football Club, squadra che parteciperà ai giochi gay di Colonia che si svolgeranno ad agosto. Molti passi sono stati fatti in Sudafrica sulla strada dei diritti ma le lesbiche sono considerate dei paria: una delle calciatrici ritratta nella mostra è stata lapidata nel 2007. Se ne parla pochissimo, ma esiste nel Paese un macabro rituale che prevede lo stupro collettivo delle omosessuali prima di essere ammazzate.
I miracoli tirano e il polpo Paul dell’acquario di Oberhusen vive il suo momento di celebrità. Ha indovinato sette pronostici consecutivi, cioè una probabilità statistica di accadimento di poco più dell’1%. Chissà l’oracolo Paul dove poggerebbe i suoi tentacoli se nell’acquario veni
