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	<title>.:: No God ::. &#187; Luigi De Marchi</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>15/10/08 – Fuori dal coro ma senza stonare</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 10:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi De Marchi]]></category>

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		<description><![CDATA[“La faccia esangue, gli occhi verdognoli… un individuo squallido e sgradevole. Questo giovanotto ispira una incontrollata e irragionevole sensazione di ripugnanza”. Così sul Borghese Gianna Preda, nel 1961, descrive il prof. Luigi De Marchi. Non solo, un anno prima l’Osservatore romano ne aveva chiesto l’arresto, mentre i responsabili di una delle tante opere assistenziali ecclesiastiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><em><strong>“La faccia esangue</strong>, gli occhi verdognoli… un individuo squallido e sgradevole. Questo giovanotto ispira una incontrollata e irragionevole sensazione di ripugnanza”.</em></span> Così sul Borghese Gianna Preda, nel 1961, descrive il prof. Luigi De Marchi.<br />
Non solo, un anno prima l’Osservatore romano ne aveva chiesto l’arresto, mentre i responsabili di una delle tante opere assistenziali ecclesiastiche &#8211; sentendosi offese dal suo lavoro &#8211; gli fanno la posta sotto casa; e infastidiscono Maria Luisa Zardini, allora sua moglie, impegnata a spiegare la contraccezione nelle periferie.<br />
Ma, che cosa aveva mai fatto questo signore?<br />
Pioniere del controllo delle nascite, De Marchi individua tra i suoi avversari la sessuofobica Chiesa, e una bella domenica se ne va a piazza San Pietro con un camioncino dal quale disinvoltamente scarica una pillolona di polistirolo e la fa rotolare fin sotto l’obelisco. Viene fermato dai carabinieri, il pillolone sequestrato dalla gendarmeria vaticana, e la foto del professore si fa un bel giro. Inventore dell’AIED (Associazione italiana educazione demografica), vive amori e disamori con i radicali. E’ un personaggio chiave nella storia dei diritti civili, ed è la dimostrazione di come parlare di sessualità e diritti riproduttivi ti inimica il sistema dei partiti e tutte le Chiese. Si inventa un modo accattivante per parlare di sessualità e contraccezione, facendo il regista di fotoromanzi interpretati dai giovani Paola Pitagora e Ugo Pagliai. Lo scrittore Luciano Bianciardi gli dedica un bel racconto: in una ipotetica città dove tutti sono costretti a mangiare semolino, il prof. Marco De Luigi, dalla gola anarchica, si batte perché tutti possano scegliere di mangiare spaghetti, polpette e patatine. Il professore, venuto da Brescia dove è nato nel ’37, si becca ben sei processi per violazione dell’art. 553 c.p. per le sue conferenze scientifiche sulla contraccezione. Ma il “tignoso” non smette, e nel corso degli anni i suoi interventi diventano libri, programmi tv, rubriche radiofoniche.<br />
Tanti sono i motivi per cui riconosciamo quasi ogni giorno di vivere in un paese anormale. Incontrare il prof. De Marchi alla Sma di via Livorno, sempre con il suo cappello a metà tra un basco e una coppola, e non vedere uomini e donne (e si che gli dobbiamo tutte qualcosa) che lo salutano con reverenza, è uno.<br />
Ma forse lui lo sa che non essere sempre compresi è il prezzo che pagano quelli che hanno ragione prima degli altri.</p>
<p>Tiziana Ficacci, www.nogod.it</p>
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