Articoli marcati con tag ‘islamizzazione dell’europa’

Eurabia, l’islamizzazione dell’Europa parte dal Londonistan.

domenica, 31 luglio 2011

Elisabetta II da “defensor fidei” per la chiesa di Roma a passiva testimone della “propaganda fide” islamica.


“Zona controllata dalla sharia” Benvenuti nel califfato d’Inghilterra
Di Alessandro Carlini
Libero, 29 luglio 2011

L’estremismo islamico non dorme mai. Soprattutto nel Regno Unito, Paese che non fa molto per limitare la deriva integralista delle sue città e delle sue contee. E così dal progetto del “Londonistan”, di una zona della capitale “controllata” dai fondamentalisti, si è arrivati al sogno dell’«Emirato britannico», di una nazione «in cui sventola la bandiera nera dell’Islam a Downing Street». Queste parole arrivano da quello che è considerato il nuovo leader degli integralisti, il pachistano Anjem Choudary, che in passato ha rivelato proprio in un’intervista a Libero il suo progetto di “islamizzazione” del Regno Unito e perché no, anche dell’Italia un giorno. Dopo aver organizzato a Londra i “funerali” di Bin Laden, una manifestazione di fronte all’ambasciata Usa a cui hanno partecipato qualche centinaio di musulmani, l’ultima trovata del Predicatore sono i cartelli disseminati in alcuni quartieri della capitale, in cui si dice che lì viene rispettata la Sharia. E proprio in base alle legge islamica vengono “vietati” in quella zona l’alcol, la pornografia, la prostituzione, perfino la promiscuità e le feste troppo rumorose. Iniziativa del tutto illegale, anche perché esistono già le leggi britanniche per il mantenimento dell’ordine pubblico, ma che potrebbe riscuotere un certo successo nella numerosa popolazione islamica di quei quartieri. Basta ricordare che in molte parti del Regno la Sharia viene usata per risolvere molte controversie. Nel 2009 si contavano 85 corti islamiche, sparse in tutto il Paese e di sicuro, visto il successo, saranno aumentate in questi due anni. Fungono da “tribunali di arbitraggio” per i musulmani alle prese con problemi come il divorzio, la violenza domestica e le dispute finanziarie, e le loro sentenze hanno valore legale soltanto se approvate in seguito da un tribunale del Regno. Le autorità hanno fatto poco per contrastare questo fenomeno, preferendo non scatenare polemiche e rivolte nelle comunità islamiche. Ma si va anche oltre. In certi casi, anche nella civile Londra, vengono compiute violenze sulle donne, nascondendo il tutto dietro la cortina della religione di Maometto. Lo stesso Choudary è stato molto chiaro in proposito. Ha detto che si possono tranquillamente malmenare le mogli se violano le regole rigide della convivenza familiare. Meglio quindi che indossino sempre il velo islamico per non incorrere nelle ire del marito.
Così siamo arrivati fino ad oggi, fino a quei cartelli che recitano “State entrando in una zona controllata dalla Sharia¬Vige la legge islamica”. Le aree più interessate dal fenomeno sono i quartieri di Waltham Forest, Tower Hamlets e Newham, nell’est di Londra. Il timore delle autorità è che ci siano gruppi di integralisti, potremmo definirle “ronde islamiche”, che obbligano la gente a rispettare queste regole assurde. E pensare che l’organizzazione creata da Choudary, chiamata Islam4UK, è stata bandita dalla polizia, ma senza grossi risultati. «Con questa iniziativa – ha spiegato il leader musulmano – vogliamo gettare i semi per un Emirato islamico che sorgerà fra qualche anno». Scotland Yard è subito intervenuta e ha fatto togliere insegne e adesivi e avviato una serie di indagini per trovare i responsabili. Anche se si sa benissimo dove cercare, proprio a casa di Choudary. Che continua ad organizzare manifestazioni come quella in programma nel fine settimana, contro i movimenti di estrema destra ai quali si sarebbe ispirato lo stragista norvegese, Anders Breivik. E pensare che proprio il predicatore ha definito gli attentatori della Torri Gemelle come dei guerrieri, guidati da Allah.

Minareti e sharìa.

sabato, 31 ottobre 2009

Dalla Svizzera alla Gran Bretagna si allarga l’offensiva per l’islamizzazione dell’Europa.

Riceviamo queste due segnalazioni dal nostro amico Marcus Prometheus.

1° segnalazione

*Vicenda minareti: i timori dell’Onu

*GINEVRA – Il comitato dei diritti umani dell’ONU è preoccupato per
l’iniziativa anti-minareti e per «la campagna di affissione discriminatoria»
che l’accompagna. La «Svizzera deve assicurare attivamente la libertà
religiosa e combattere le incitazioni alla discriminazione, all’ostilità e
alla violenza», affermano i 18 esperti dell’Onu.
Dopo aver esaminato il rapporto presentato da Berna sulla situazione interna
in materia di diritti umani si chiede di rafforzare le competenze della
commissione federale contro il razzismo in modo che quest’ultima possa
indagare su tutti i casi di discriminazione o di creare un organismo
indipendente a questo scopo.
Si dovrebbero anche intensificare gli sforzi per promuovere la tolleranza e
il dialogo culturale ed esaminare le minacce che pesano sulle minoranze,
anche su quella ebraica bersaglio di un “ingente aumento degli incidenti
antisemiti”.
È stata espressa preoccupazione anche per le condizioni restrittive imposte
ai richiedenti l’asilo per ottenere assistenza giuridica durante l’esame
della loro domanda e per «le condizioni di vita inadeguate» di coloro che
sono stati respinti.
Si raccomanda di superare le ultime riserve riguardo al Patto dell’ONU sui
diritti civili e politici, di ratificare il protocollo facoltativo e di
creare un’istituzione nazionale dei diritti umani con un ampio mandato e
risorse sufficienti.

*(Corriere del Ticino, 30 ottobre 2009)

*COMMENTO – Questi dunque sono i «timori dell’Onu»: i minareti in Svizzera,
che potrebbero trovare qualche difficoltà ad essere costruiti nella misura
richiesta dai fedeli della *sharia*. Nessun timore invece per l’Arabia
Saudita, dove per legge non è ammesso il culto cristiano, dove è vietata
qualsiasi manifestazione pubblica di fede, dove la polizia religiosa ha il
compito di reprimere le celebrazioni clandestine, dove ai sacerdoti
cattolici è negato l’ingresso nel paese, dove la conversione al
cristianesimo è un reato. Nessun timore neppure per la striscia di Gaza
governata da Hamas, dove le sinagoghe rimaste sono state distrutte perché
naturalmente gli ebrei non solo non hanno diritto di esercitare su quella
terra la loro fede, ma non devono neanche osare di metterci più il piede. Le
preoccupazioni dell’Onu sono ben altre. L’«iniziativa anti-minareti in
Svizzera» e la «campagna di affissione discriminatoria» che l’accompagna,
questa è la preoccupazione del «comitato dei diritti umani dell’Onu».M.C.

2° segnalazione

Gli integralisti islamici inglesi ci riprovano: vogliono la shari’ah
manifesto per marcia pro-shari’ah in Inghilterra

Londra: Manifestazione il 31 ottobre per esigere l’imposizione della Sharia nel regno unito.

Il gruppo radicale fanatico musulmano Islam4UK ha avviato una massiccia campagna con l’intento di imporre la legge della sharia in Gran Bretagna, suscitando l’indignazione della popolazione inglese.

La manifestazione si presenta con connotazioni particolarmente pericolose ed è in programma a Londra alla fine del mese, infatti i suoi membri hanno esortato i musulmani provenienti da tutta la Gran Bretagna a convergere sulla capitale il 31 ottobre per fare una processione per chiedere la piena applicazione della legge della sharia su tutto il territorio nazionale.

Nel loro sito web non si fermano a questo, ma denigrano e deridono le istituzioni britanniche, mostrando un montaggio fotografico della Colonna di Nelson sormontata da un minareto.

Alla polizia metropolitana sono già stati consegnati i piani della marcia, che è stata soprannominata 4 marzo Shari’ah, con una presenza prevista di almeno 5000 estremisti ed avrà inizio alla Camera dei Comuni, in quanto sul loro sito web lo descrivono come “luogo in cui la vita di milioni di persone nel Regno Unito è cambiata ed è sempre il luogo dal quale vengono avviate guerre ingiuste”, per proseguire fino al 10 di Downing Street con l’intento dichiarato è quello di ottenere la rimozione del tiranno Gordon Brown dal potere”.

La marcia sarà poi convergere su Trafalgar Square, dove i manifestanti si aspettano che “si riuniranno ancora più sostegno da turisti e membri del pubblico, rendendo chiaro nel cuore di Londra, la necessità di Shari’ah nella società”.

Il gruppo ha dichiarato che tutti i musulmani nel Regno Unito, a Manchester, Leeds, Cardiff, Glasgow e tutti gli altri luoghi si debbono unire per dichiarare collettivamente che come rappresentanti di Allah Onnipotente, ne hannop avuto abbastanza della democrazia e dei diritti uomo-donna e della depravazione della cultura britannica, per cui chiedono un cambiamento radicale del sistema politico e legislativo britannico, pretendendo la rimozione dei suoi membri e dei legislatori per poter realizzare la piena attuazione della Shari’ah in Gran Bretagna.”

Molti politici e molti musulmani hanno preso le distanze e condannato queste dichiarazioni provocatorie del gruppo estremista, che fa seguito ai recenti episodi di violenza nelle città di Manchester, Birmingham e Luton, Beds.

Il deputato conservatore ed ex-ufficiale dell’esercito Patrick Mercer, ha dichiarato: “E ‘estremamente sgradevole che si alimenti il fuoco della paura all’interno del pubblico britannico. “Se qualcuno pensa che queste opinioni sono un passo avanti nella società resteranno seriamente delusi. Sono repellenti e ripugnante “.

Il gruppo integralista è stato attaccato da Tory MP Philip Davies che ha detto: “Questa marcia è chiaramente un tentativo deliberato e provocatorio di incitare le tensioni razziali e di perturbare la coesione della comunità.
“La soluzione è semplice, queste persone si trasferiscano in un paese ove esiste già la shari’ah”

Un portavoce della Società islamica della Gran Bretagna, ha dichiarato: “il 99,999 % dei musulmani disprezza queste persone, che usano questi mezzi per alimentare le tensioni razziali.”

E Tory MP editorialista e Daily Express Ann Widdecombe, ha detto: “Non è possibile avere due sistemi giuridici fianco a fianco e quella che abbiamo ora funziona e il popolo britannico e’ perfettamente felice con essa.”

Al  raduno non è stato ancora dato l’approvazione finale. Un portavoce della polizia metropolitana ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto una richiesta per la marcia, ma dobbiamo ancora incontrare gli organizzatori.”

Un portavoce del Ministero ha detto: “Ogni individuo ha il diritto di esprimere il proprio punto di vista anche a lungo, in modo ragionevole, ma senza violenza e senza incitare all’odio religioso”.

I piani per la marcia sono stati pubblicati sul sito web Islam4UK, che è preceduta da predicatore Anjem Choudary, che ha chiamato tutte le donne britanniche ad indossare burkhas.

Spiegando il montaggio alla Colonna di Nelson , ha detto che in base alla shari’a la costruzione e l’elevazione di statue o idoli è vietato e, di conseguenza la statua di Nelson “potrebbe essere rimossa e demolita senza esitazione”. Alla base della colonna i fregi sarebbero stati sostituiti con decorazioni islamiche e l’urne gigante sarebbe stata riempita di monete d’oro per i poveri.
Mr Choudary ha detto che in base alla sharia in Gran Bretagna la gente che commette adulterio sarebbe stata lapidata a morte, aggiungendo che “chiunque berrà dall’alcol avrebbe ricevuto 40 frustate in pubblico”.

Egli ha anche deriso la morte di soldati britannici, e definisce la parata del ritorno dell’esercito come la parata “vile degli assassini brutali”.