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	<title>.:: No God ::. &#187; islamisti turchi contro la laicità</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Gli islamisti tuchi (come i cristianisti italiani) dichiarano guerra alla laicità.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:43:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[islamisti turchi contro la laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa abbiamo pubblicato questa nostra opinione : &#8220;&#8221;" 24/0210 &#8211; Turchia, un immaginario colpo di stato per sradicare la laicità. Con grandissimno clamore mediatico, proprio in occasione di un vertice internazionale, il presidente islamista Erdogan ha annunciato l&#8217;arresto di presunti complottisti. Si tratta di alti ufficiali dell&#8217;esercito, l&#8217;istituzione che tradizionalmente difende la laicità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa abbiamo pubblicato questa nostra opinione : &#8220;&#8221;" <span style="color: #0000ff;"><em>24/0210 &#8211; Turchia, un immaginario colpo di stato per sradicare la laicità. Con grandissimno clamore mediatico, proprio in occasione di un vertice internazionale, il presidente islamista Erdogan ha annunciato l&#8217;arresto di presunti complottisti. Si tratta di alti ufficiali dell&#8217;esercito, l&#8217;istituzione che tradizionalmente difende la laicità conclamata nella costituzione voluta da Ataturk. Ma ora gli integralisti islamici vogliono rifondare il paese nel rispetto della sharìa. LEGGI</em></span> &#8220;&#8221;" &#8211; La nostra opinione viene confermata in questo articolo di Carlo Panella.</p>
<p><strong>Non convince l&#8217;accusa di un golpe </strong>che ha portato (&#8230;) all&#8217;arresto di  40 personalità turche, tra cui due ex capi di Stato Maggiore. Non  convince innanzitutto perché quando i generali turchi hanno voluto fare un  golpe, l&#8217;hanno sempre fatto e chi stava al governo se ne è accorto solo il  giorno dopo. Ed è stata una lunga serie di golpe: nel 1960 contro il  governo autoritario di Menderes (poi impiccato); nel 1980 contro Ecevit e  Demirel che stavano trascinando il paese nel baratro di una guerra civile;  infine, nel 1997 contro Erbakan (leader del partito islamico, in cui allora  militava di Erdogan) accusato di &#8220;deriva islamista&#8221;. Tutti golpe, si badi  bene, mirati a difendere la natura laica dello Stato, con i generali tuchi  che hanno subito ridato la parola a libere elezioni e a governi  democraticamente eletti, esempio raro di una classe militare turca che ha  usato della forza sempre e solo per difendere la democrazia. Purtroppo però,  una Europa che nulla o poco comprende, ha imposto alla Turchia un processo di  riforme finalizzate all&#8217;ingresso nell&#8217;Ue, che hanno tolto ai militari quel  ruolo costituzionale di &#8220;garanti&#8221; della laicità e della democrazia che  hanno sempre svolto, grazie alle caratteristiche unbiche della  esperienza kèmalista. Erdogan, che ha vinto trionfalmente (questo va  ricordato, come va ricordata la grande crisi di consenso dei partiti laici  turchi) due elezioni col suo islamista Akp, ha avviato con estremo piacere  queste riforme e ha depotenziato il potere di intervento costituzionale dei  vertici militari. Dal 2007, però, il governo Erdogan ha avviato anche un  processo pericoloso, che ha portato agli arresti di ieri. Ispirata dal  governo, una parte &#8211; solo una parte- della magistratura ha effettuato decine  di arresti di militari sostenendo &#8211; con prove che a molti paiono pretestuose-  che stavano tentando un golpe attraverso l&#8217;operazione Ergenekon, sigla di un  golpe strisciante<br />
che avrebbe mirato alla destabilizzazione della Turchia con  clamorosi attentati: le uccisioni di don Andrea Santoro e del giornalista  armeno Hrant Dink, l&#8217;attacco al Consiglio di Stato e anche una trama per  uccidere lo scrittore premio Nobel 2006 Orhan Pamuk. La pretestuosità e di  questo quadro accusatorio è apparsa però chiara il 13 aprile 2009 con  l&#8217;arresto di 18 &#8220;membri di Ergenekon&#8221;, tra cui Tijen Mergen, dirigente del  gigante editoriale Dogan che pubblica il quotidiano Hurriyet, Mehmet  Haberal, rettore dell&#8217; Università Baskent di Ankara e Mustaka Yurtkuran,  presidente di un&#8217;associazione ispirata agli insegnamenti laici di Kemal  Ataturk. Arresti che rafforzavano il sospetto che Erdogan e il suo Akp,  imbrigliando la fortd stampa dell&#8217;opposizione laica, cavalcassero un  inchiesta fantasiosa mirata solo a silenziare i centri culturali e politici  che potevano favorire una ripresa in forze dei partiti laici, avversari del  governo islamista. Ipotesi rafforzata il 18 febbraio, quando il Csm turco  -Hsyk- all&#8217;unanimità ha deciso di sospendere dall&#8217;incarico Osman  Yanal,procuratore di Erzurum, che aveva fatto perquisire un magistrato di  Erzincan, Ilhan Cihaner,<br />
ovviamente accusato di essere membro di Ergenekon,  che stava conducendo un&#8217;inchiesta sulla potente confraternita islamica  Ismailaga. Insomma, è forte il sospetto che Ergenekon e il suo progettato  golpe in<br />
realtà sia una montatura architettata -o favorita- dall&#8217;Akp di  Erdogan per eliminare pretestuosamente l&#8217;opposizione laica, così come sono  fortissime le preoccupazioni per la stessa tenuta del quadro democratico in  Turchia</p>
<p><strong><br />
Carlo Panella</strong></p>
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